Traduzione: uno snippet da The Copper Gauntlet!

Buongiorno, Shadowhunters! :) Quest’oggi cominciamo la giornata con un estratto del secondo libro di Magisterium, The Copper Gauntlet.

Magisterium, per chi non lo ricordasse, è la serie middle grade che Cassie sta scrivendo in collaborazione con Holly Black; il primo volume è uscito in Italia con il titolo de L’Anno di Ferro.

 

Speriamo che lo snippet vi piaccia!

 

 

 

 

 

 

 

« “Ehi, miz [NdT: “miss”] Clare! Amo i tuoi libri! Seriamente, per me significano molto. Quindi… Mi chiedevo, visto che hai pubblicato un po’ di snippet di The Dark Artifices, non è che potresti metterne qualcuno pure di The Copper Gauntlet? Magari. Sai, se ne hai qualcuno in giro e a miz Black non dà fastidio. Solo un’idea. Passa un bel pomeriggio! I tuoi libri sono la mia luna e le mie stelle.

A miz Black non dà fastidio! Da The Copper Gauntlet:

 

A Call faceva male la testa.
“Non voglio che succeda niente di brutto ad Aaron,” disse. Era l’unica cosa di cui fosse certo. “Non l’ho mai desiderato.”
Aaron sembrava infelice. “Beh, non andremo da nessuna parte, stasera,” fece. “È tardi e siamo tutti stanchi. Forse se dormissimo qualche ora potremmo capire qualcosa domattina.”
Osservarono tutti i due letti. Entrambi erano grandi abbastanza da ospitare un adulto o due bambini.
“Mi prenoto quello,” disse Jasper. Indicò Tamara e Call. “E mi prenoto Aaron, perché tu sei inquietante e tu una ragazza.”
“Posso dormire sul pavimento,” si offrì Aaron, osservando l’espressione sul viso di Tamara.
“Non aiuterebbe nessuno se non Jasper,” rispose Tamara, seccata, e si infilò nel letto più a sinistra. “Va bene, Call: dormiremo semplicemente sopra alle coperte. Non preoccuparti.”
Call pensò che forse avrebbe dovuto offrirsi di dormire sul pavimento, come aveva fato Aaron, ma non gli andava. La sua gamba già doleva e, oltretutto, sapeva per certo che a volte dei ratti si nascondevano nel fienile.
“D’accordo,” rispose, arrampicandosi cautamente accanto a lei.
Era strano.
Nell’altro letto, Jasper e Aaron stavano cercando di condividere l’unico cuscino. Si sentì un gemito soffocato mentre qualcuno veniva preso a pugni. Call spinse il cuscino verso Tamara e posò la testa sul braccio che aveva piegato.
Chiuse gli occhi, ma il sonno non arrivò. Non era confortevole cercare di restare su un unico lato del letto, accertandosi che le dita dei suoi piedi non finissero nel lato di Tamara. Non lo aiutava continuare a vedere le parole che Master Joseph aveva scritto nelle sue lettere, come se fossero dipinte sul retro delle sue palpebre.
“Call?”
Aprì gli occhi. Tamara lo stava osservando da qualche centimetro di distanza, gli occhi grandi e scuri. “Perché sei così importante?” gli sussurrò.
Call sentì il suo fiato caldo sulla guancia.
“Importante?” ripeté. Jasper aveva cominciato a russare.
“Tutte quelle lettere,” disse Tamara. “Da Master Joseph. Pensavo che riguardassero Aaron. È il Makar. Ma riguardavano tutte te. Call è la cosa più importante.”
“Voglio dire… Immagino sia perché è mio padre [NdT: immagino che intenda: “è mio padre il destinatario delle lettere”.],” rispose Call, annaspando. “Quindi per lui sono importante.”
“Non sembrava quel genere di importante,” mormorò Tamara. “Call, sai di poterci dire qualsiasi cosa, vero?”
Call non era certo di sapere come risponderle. Stava ancora cercando di decidere quando Havoc cominciò a ululare. »

Intervista tradotta: Cassandra Clare e Holly Black per il TMI Source

Qualche tempo fa Cassie e Holly hanno rilasciato un’intervista al TMI Source (che ha poi caricato il tutto sul sito il 23 novembre). È molto lunga (circa sette pagine), ma anche tanto interessante. :)

Vi segnaliamo sin da subito che sono presenti spoiler da Città del Fuoco Celeste, La Principessa e Magisterium: L’Anno di Ferro; gli spoiler su quest’ultimo sono presenti nella seconda metà dell’articolo (lo stacco tra le due parti è ben segnalato), mentre di CoHF e CP2 si parla nella prima parte dell’intervista. :)

 

 

 

 

 

 

 

Prima che Cassandra Clare e Holly Black firmassero The Iron Trial a Colonia, il 12 novembre, mi sono seduta con loro a parlare di colpi di scena, diversità nei romanzi e come gli aspiranti autori possono rendere più semplice lo scrivere libri.

Dal momento che l’intervista durava venticinque minuti e che Cassie e Holly hanno anche fatto spoiler di The Iron Trial, la troverete divisa in due parti: quella priva di spoiler e quella con gli spoiler, che contiene anche un uso non editato della parola con la F [NdT: qui sul sito troverete tutto in un unico post – ma, come già detto, lo stacco tra le due parti verrà debitamente segnalato].

Cathrin: « Prima dell’intervista avete brevemente citato la copertina di The Copper Gauntlet [NdT: il secondo romanzo di Magisterium]; l’intera serie avrà copertine coordinate? »

Cassie: « Sì, stando a quel che sappiamo. Saranno tutte – le ha fatte tutte Alex Chaudret, e saranno nello stesso stile. Non tutte avranno gli stessi personaggi, ma ognuna ricorderà le altre, tipo quelle di Percy Jackson. »

Cathrin: « Dal momento che state scrivendo insieme Magisterium, condividete un solo portatile e ve lo scambiate: ci sono appunti sparsi ovunque o tutto ciò che è rilevante sta dentro le vostre teste? »

Holly: « A dire il vero, usiamo un programma chiamato Scrivener, di cui io sono super ossessionata, e abbiamo messo un sacco delle nostre note dentro il file di Scrivener dedicato a Magisterium. Quindi, quando ci sediamo a scrivere, non è un capitolo vuoto: è un capitolo con note che abbiamo già messo insieme. »

Cassie: « Salviamo cose come brevi frasi: “Call, Aaron e Tamara vanno al test, combattono…”, e poi dobbiamo riempirle, ma sappiamo qual è l’idea generale. »

Holly: « Su Scrivener abbiamo anche dei file su chi è chi al Magisterium, e su quale anno equivale a quale colore e a quale metallo, e roba simile. Possiamo tornare indietro e controllare dove siamo arrivate in questo momento – è questa l’utilità di scrivere su un solo portatile. Possiamo avere un file principale su Scrivener ed evitare che diventi confuso perché una di noi ha aggiunto qualcosa al suo Scrivener, ma l’annotazione non è finita anche nel post principale. Quindi abbiamo un unico set di note, così come un solo manoscritto. »

Cathrin: « Mi state rendendo quest’intervista incredibilmente semplice, perché avete citato gli anni, e mi chiedevo: quale sarebbe il vostro anno scolastico preferito, al Magisterium, e perché? Se foste studenti lì. »

Holly: « Suppongo che mi piacerebbe l’ultimo anno. [Ridacchia] Potrei oziare in giro, aspettare di diplomarmi; sarebbe quello l’anno migliore al Magisterium, no? »

Cassie: « Non saprei… »

Holly: « Pensi che passeresti troppo tempo a essere sotto pressione per il Collegium? »

Cassie: « Sì! Perché in verità c’è una scuola dopo il Magisterium – c’è il Collegium. Sento che passerei troppo tempo a stressarmi perché devo decidere cosa farne della mia vita, quindi forse apprezzerei di più l’anno d’argento, quando ne manca ancora uno prima di dover prendere una decisione. »

Cathrin: « Fate spesso dei ritiri di scrittura con Maureen Johnson, Sarah Rees Brennan e altre persone, e quando siete insieme succedono un sacco di cose divertenti. È successo qualcosa di davvero divertente o inaspettato mentre stavate scrivendo The Iron Trial, o il secondo libro? »

Cassie: « Sì, il pipistrello! »

Holly: « Aspetta, c’ero? »

Cassie: « C’eri. Però stavi dormendo, no? Beh, è successo in Italia. »

Holly: « No, non c’ero. »

Cassie: « Ma sei arrivata il giorno dopo! »

Holly: « Sono arrivata il giorno dopo e ho sentito parlare del pipistrello. La faccenda del pipistrello non sarebbe successa, se fossi stata lì. »

Cassie: « No, non sarebbe accaduto. »

Holly: « Avrei preso la faccenda del pipistrello in mano. »

Cassie: « Era la notte prima dell’arrivo in Italia di Holly, così c’eravamo io, Sarah e Leigh Bardugo, che ha scritto Ruin e Rising [NdT: il primo romanzo della Grisha Trilogy è edito in Italia col titolo di Tenebre e Ghiaccio]. Leigh era appena arrivata, e Holly sarebbe giunta la mattina dopo, quindi ci stavamo organizzando per la cena. Eravamo in questa enorme villa che aveva un lungo corridoio con delle camere da letto e un soffitto alto; sono uscita dalla mia stanza e ho visto il pipistrello volarmi contro. Ho il terrore dei pipistrelli, mi terrorizza la rabbia, quindi ho urlato. Ero, tipo: “Sarah, posso venire in camera tua?” E lei ha risposto: “Nooo, sono nuda.” E io: “Non mi importa!” Sono irrotta nella sua stanza, e lei era nuda e mi ha detto: “Perché l’hai fatto? Perché qualcuno dovrebbe fare una cosa simile?” E io: “Un pipistrello mi sta inseguendo!” Sarah mi ha risposto: “Non è possibile!” Così è uscita in corridoio, praticamente nuda – indossava l’intimo – e ha detto: “Non può essere un pipistrello.” E il pipistrello le è piombato addosso, e quindi Sarah ha cominciato a correre, ma stava correndo avanti e indietro per il corridoio, il pipistrello la inseguiva – e a quel punto Leigh è uscita dalla sua stanza e Sarah stava correndo nuda per il corridoio, urlando, e Leigh ha detto: “Non vorrò mai sapere.” [Cassie e Holly ridono] Abbiamo dovuto passare mezz’ora a cercare di liberarci del pipistrello… Se Holly fosse stata lì, avrebbe fatto amicizia con lui. »

Cathrin: « Penso che sarei scappata anche io… Parliamo di diversità. [Holly ride per l’improvviso cambio d’argomento] Quanto sentite voi scrittori il bisogno dei lettori di diversità negli Young Adult e nei romanzi in generale? »

Holly: « Credo che ci sia molto bisogno, decisamente. Malinda Lo ha fatto un ottimo lavoro mettendo insieme delle statistiche, e sono deprimenti! Quando vedi quant’è costante e basso il livello della rappresentazione in termini di colore delle persone, di… »

Cassie: « Personaggi disabili… »

Holly: « Sì, sono statistiche davvero deprimenti. Ovviamente è ancora qualcosa che gli editori non hanno capito come indirizzare. »

Cathrin: « Hanno ancora una lunga strada da percorrere, quindi. »

Holly: « Abbiamo una lunga strada da percorrere… E, in verità, ho pensato a quest’argomento perché ne abbiamo parlato in varie sedi. Diciamo che tutti noi notiamo e pensiamo: “Che cosa possiamo fare personalmente a riguardo? Che cosa possiamo fare oggi?” Ciò che possiamo fare oggi – raccomanderò tre libri che penso che chiunque stia leggendo potrebbe apprezzare. Visto che Magisterium è una serie middle grade, suggerirò due titoli middle grade: Kinda Like Brothers, di Coe Booth, che è uscito quest’anno. Assolutamente grandioso. E The Great Green Heist di Varian Johnson; davvero divertente! Davvero bello. Credo che ci sarà un seguito. E poi – visto che so che molte persone che leggono Young Adult potrebbero star leggendo – Love Is The Drug di Alaya Dawn Johnson. Sono stati pubblicati di recente, e sono tutti grandiosi! E se tutti noi ascoltassimo questi consigli e andassimo oggi stesso a comprare questi libri, avremmo fatto una differenza! Ci penso perché ne stiamo parlando tantissimo, e mi sono detta: “Cosa possiamo fare?” Possiamo fare questo. »

Cathrin: « Grandioso! Dunque, avete scritto questo romanzo insieme, e avete scritto altri libri insieme; che consigli dareste a degli amici che stanno scrivendo insieme, in modo che non litighino? »

Holly: « Parlando con la gente, un sacco di persone ci hanno raccontato di come si trovino in disaccordo. Di come ci siano passaggi in cui uno desidera una cosa e l’altro ne vuole un’altra. Credo che ciò che diciamo sempre sia che, se ognuno parla della ragione per cui desidera qualcosa, c’è un modo perché entrambi ottengano ciò che volevano. C’è una terza strada. »

Cassie: « Io credo che se state litigando perché uno vuole una cosa e l’altro un’altra, entrambi dovrete rinunciare. Non otterrete ciò che desiderate – ciò che dovete fare è lavorare insieme per trovare una terza opzione. Quindi smette di essere un litigio sul: “Voglio questo e tu quello.” Di’: “Cerchiamo invece di trovare una terza strada”. »

Holly: « Credo che bisogni avere una visione simile dei personaggi – nel senso, sapere davvero chi sono. Entrambi dovete credere che siano la stessa persona. Penso che, se per noi non fosse stato così, avremmo avuto dei problemi. »

Cassie: « Sì, la maggior parte dei nostri litigi riguarda il ritmo e il tempismo, come il quando succederà qualcosa. Abbiamo litigato in auto, oggi. »

Holly: « Sì, parlavamo di: “Succederà in questo libro o nel prossimo?” »

Cassie: « Che non è un litigio riguardo il: “Succederà?” Abbiamo entrambe concordato sul fatto che accadrà, accadrà di sicuro, ma non sappiamo quando. »

Holly: « Dove si colloca? Come si colloca? Queste discussioni sono molto più semplici di quelle riguardo: “Chi è questa persona?” Dovete cominciare da un punto in cui costruirlo insieme. »

Cathrin: « Un’altra domanda sulla scrittura. Holly, hai un bambino piccolo; Cassie, hai i tuoi figliocci. Mi chiedevo se riuscite a immaginarvi scrivere un libro per lettori anche più giovani e, Cassie – dal momento che i tuoi personaggi delle Shadowhunter Chronicles sono cresciuti –, se riesci a immaginarti scrivere per dei lettori più adulti (libri New Adult)? »

Holly: « Dirò questo: mi sono seduta e ho cercato di scrivere un libro illustrato [pausa] e non ho ancora capito come fare. Ho pensato: “Sì, certo. Posso scrivere un libro illustrato.” Non ne sono così certa. È difficile! È un formato davvero complicato. […] I libri illustrati sono una specie di iceberg, e tu vedi solo questo pezzettino delle cima, ma c’è un sacco di roba, sotto, che devi far funzionare. Penso a Don’t Let The Pigeon Drive The Bus di Mo Willems, un libro geniale – GENIALE! – perché permette al bambino di identificarsi sia col piccione disobbediente che sta facendo quella brutta cosa sia con la persona che per una volta ha la possibilità di dire no. Questo modo di pensare [altra pausa] mi rompe il cervello! Amerei farlo, ma non sono certa di sapere anche solo in che modo iniziare. »

Cassie: « I libri illustrati sono davvero, davvero difficili. Sono come un poema: devi dire tutto in un lasso di tempo molto più breve. Ma per i miei figliocci amerei scrivere qualcosa di adatto a lettori più giovani di quelli di Magisterium. Più intorno ai sei anni, su due gemelli che sono detective. »

Cathrin: « Sembra figo! »

Cassie: « Penso che lo amerebbero! C’è una relazione così unica, guardandoli crescere. Sono sempre insieme, tutto ciò che fanno lo fanno insieme – l’altra persona è tipo parte di te, è sempre lì. E quindi credo che sarebbe divertente esplorare un rapporto simile. […] Dormono nella stessa stanza, allo stesso tempo, mangiano nello stesso momento, fanno tutto insieme, e io passo un sacco di tempo con loro, e sono, tipo: “Aw, sarebbe bello se avessero un libro su bambini come loro.” »

Holly: « Scriverei un libro simile! »

Cassie: « Lo so, ma è il mio libro. [Ridono entrambe] »

Holly: « Sono eccitata all’idea di vederla scrivere qualcosa di davvero breve. È come un sogno. »

Cassie: « Scriverò semplicemente della roba lunghissima e poi la taglierò a caso. »

Cathrin: « Dunque, il New Adult… magari più degli estratti, tipo quello che hai fatto con Tessa e Jem? »

Cassie: « Mi è piaciuto davvero scrivere After The Bridge, e farei dell’altro. Alla maggior parte delle persone è piaciuto davvero, ma continuo a ricevere lo stesso commento da gente che dice: “Non credo sia giusto che tu scriva roba simile su persone minorenni”, e io sono, tipo: “Hanno centoquarant’anni!” [Holly ride] “Non sono minorenni, sono degli anziani! Sono antichi!” […] A dire il vero, non era neppure così esplicito, era chiaro cosa stava succedendo… »

Holly: « Non sono certa che fosse New Adult. »

Cassie: « Non farei passare le mie storie come New Adult. Poi vorrebbero che fosse molto più esplicito. Non so: se scrivessi roba del genere su Clary e Jace, Julian e… sapete, chiunque sia [ride], riceverei tutti questi commenti seccati? Non lo so, me lo domando. Ma è stato davvero divertente scrivere quella storia, e potrei ripetere l’esperienza. Forse qualcosa su Will e Tessa dopo il loro matrimonio, perché non puoi seriamente obiettare se due persone fanno sesso dopo essersi sposate. Voglio dire, andiamo, sono sposate! »

Cathrin: « Holly, hai scritto di fate e vampiri, e anche di persone con abilità magiche. Cosa pensi che ci sia di così affascinante nelle creature magiche da spingere le persone a comprare i tuoi libri e, in generale, così tanti romanzi fantasy? »

Holly: « Penso che il fantasy ci permetta di parlare del mondo reale in un modo differente. Abbiamo tutti sperimentato momenti in cui ci sentivamo arrabbiati, davvero arrabbiati, al punto da temere di dire o fare qualcosa in grado di far soffrire le persone a cui teniamo, e se prendi degli esseri tipo i licantropi, lo stai rendendo letterale. Dici: una volta al mese questa persona diventa un mostro. Non ti stai più chiedendo: “Va bene sentirsi in questo modo?” L’hai semplicemente accettato, è com’è, e ora puoi raccontare una storia diversa sul come ci si sente a essere fuori controllo. Credo che, poiché nasciamo in maniere differenti, possiamo pensarci anche in modi diversi. Quindi penso che sia questa l’utilità del fantasy. Possiamo raccontare le nostre storie in modi diversi, e più siamo in grado di renderle malleabili e rigirarle, più saremo in grado di vederne lati diversi. »

Cathrin: « Cassie, prima dell’intervista a cui avevamo accennato riguardo Simon e Isabelle in Tales from the Shadowhunter Academy, parliamo rapidamente di un altro racconto: ce n’è uno riguardo il Circolo, e poi c’è anche The Secret Treasons [NdT: una graphic novel sul Circolo che Cassandra realizzerà in collaborazione con Cassandra Jean]; è ancora in programma? »

Cassie: « The Secret Treasons è in sospeso perché non potevamo fare quello e The Shadowhunter Academy allo stesso tempo, poiché si tratta di due progetti ambientati all’Accademia, che si svolgono nello stesso modo e che potrebbero contraddirsi a vicenda. Non c’era modo di mantenere la continuità, quindi abbiamo messo in pausa The Secret Treasons. Faremo prima The Shadowhunter Academy e poi qualsiasi sia il canone dell’Accademia degli Shadowhunters stabilito in Tales from the Shadowhunter Academy sarà il canone per The Secret Treasons. Ci abbiamo provato, ed è impossibile. Stavo lavorando alle storie con Sarah, Maureen e Robin [Wasserman], e allo stesso tempo prendevo appunti per The Secret Treasons, e poi mi ritrovavo con un blocco di roba su quello che succederà in Tales from the Shadowhunter Academy che contraddiceva totalmente The Secret Treasons, e pensavo: “Non posso lavorare a entrambi allo stesso tempo.” Ed è un sacco di roba. […] La roba su Simon e Isabelle è davvero divertente, in verità. Si trovano in questa situazione parecchio interessante: Isabelle è innamorata di Simon, adesso, mentre prima a lui lei piaceva, e Isabelle invece era, tipo: “Ugh, Simon!” E adesso è tutto seriamente capovolto, perché lei lo ama – e anche perché lei lo conosce, mentre il Simon che lei conosce non se la ricorda! C’è questa ragazza bellissima, che è davvero carina, che sembra apprezzarlo, e lui è, tipo: “Io… non so che fare a riguardo.” Quindi per Isabelle è davvero dura, perché è una persona molto sicura di sé, ma anche problemi a fidarsi, e si ritrova nella situazione di dover scegliere se andarsene o avere fiducia nel fatto che Simon si innamorerà di nuovo di lei. È una cosa molto difficile da fare con se stessi, mettersi in gioco. […] Mi è davvero dispiaciuto per lei, ho pensato: “Una cosa simile è davvero spaventosa.” Quindi vedremo come andrà. »

 

 

 

INIZIO DELLA PARTE SPOILER DI MAGISTERIUM!

Cathrin: « Qual è la cosa più eccitante che accadrà nel secondo libro di Magisterium [Holly ride], senza fare troppi spoiler? Oppure, cosa possono aspettarsi i vostri lettori dal secondo romanzo che, si spera, è ancora intitolato The Copper Gauntlet? »

Cassie: « È ancora intitolato così. Penso che i lettori possano aspettarsi dal libro che Holly mi schiaffeggerà se rivelo troppo! Per me il romanzo parla molto di Call e suo padre, adesso che il genitore sa di certo che Call è Constantine Madden; quindi ciò che succede tra Call e suo padre, e poi c’è pure la domanda sul chi nel Magisterium scoprirà la verità su Call, e cosa faranno a riguardo. »

Holly: « I suoi amici lo scopriranno? Cosa significa nasconderglielo? Cosa significherebbe dirglielo? Sono un sacco di conseguenze di ciò che Call ha appreso alla fine del primo libro. »

Cassie: « Call davvero non desidera che i suoi amici lo scoprano, ma più a lungo lo nasconde, soprattutto ad Aaron, e peggio sembra. »

Holly: « Ed è anche alle prese con ciò che significa essere – potenzialmente – un signore del male. Nel senso, che significa? E lui? È una specie di signore del male? Quanto può monitorare le sue tendenze da signore del male? Quindi si trova a far conto con un sacco di, tipo: “Questo è essere un signore del male? O forse dovrei farlo, o forse no? Cosa farebbe un signore del male? Lasciate che io faccia il contrario.” »

Cassie: « È interessante perché Call si tiene costantemente d’occhio. Nel senso, nel modo in cui la maggior parte di noi non fa, chiedendosi: “Questa è una cosa giusta o sbagliata da fare?” »

Holly: « “Se fossi cattivo, cosa sceglierei da questo menu? La mia è una scelta malvagia?” »

Cathrin: « Ma almeno ha Havoc… »

Cassie: « Ha Havoc, che è il suo… »

Holly: « Animale da compagnia cattivo. »

Cassie: « Giusto, Call è un po’ preoccupato che Havoc sia un cucciolo cattivo, ma lo ama, e Havoc ama lui. Call non se ne sbarazzerà. »

Holly: « Ma potrebbe essere un animale cattivo. »

Cassie: « Potrebbe essere cattivo, ma Call non se ne sbarazzerà! »

Cathrin: « C’è una ragione particolare per cui Callum non era al centro della prima copertina? »

Holly: « Sì, c’è una ragione. […] Se hai sentito dire che c’è un colpo di scena nel libro, pensi che questo colpo di scena sia quando si scopre che Aaron è il Makar, e Call no. […] In un libro ambientato in una scuola di magia, quando un bambino non ha davvero dato prova di sé, […] diamo per scontate determinate cose. Diamo per scontato che scoprirà di essere super, super speciale, e destinato a lottare contro il Grande Male. E così, quando realizzi che Aaron è quello super, super speciale, e ha molti più segni dell’eroe, ed è pure il Makar, cominci a pensare che quella persona sia il protagonista. In un libro diverso sarebbe stato Aaron il personaggio principale, quindi sistemarlo al centro lo mette nella posizione del personaggio principale/protagonista, ed è un cenno in direzione di quella rivelazione. »

Cassie: « In verità, quando abbiamo visto per la prima volta le copertine, ci hanno mostrato svariate posizioni e design diversi, e ci siamo innamorate di questa, perché l’artista è stato abbastanza sveglio da sistemare Aaron al centro. »

Cathrin: « È davvero un’ottima risposta, perché ci porta a un’altra delle mie domande: dal momento che Callum non è un normale eroe, la sua storia non sembra seguire il “viaggio dell’eroe” di Joseph Campbell. Quanto è stato divertente deviare da questo monomito, e come pensate che i vostri lettori abbiano reagito al colpo di scena? O: come reagiranno i futuri lettori? »

Cassie: « È stato divertentissimo deviare. Abbiamo fatto entrambe, penso, varianti della storia dell’eroe; io l’ho di certo fatta con Clary. […] È incredibilmente divertente lavorare a qualcosa di diverso, perché conosciamo quella storia così bene che possiamo, diciamo, guardare il contrario. È nato tutto da una conversazione che stavamo avendo, in cui Holly faceva costantemente delle brillanti e intelligenti osservazioni ed era tragicamente ignorata dai suoi amici… Parlavamo di come ci siano delle cose, nei libri, che marchiano un personaggio come speciale, e dicano che sarà lui l’eroe, e di come tutto ciò coincida con le cose che dicono: “Questo personaggio diventerà un cattivo.” Questo personaggio ha un passato tragico: è una cosa da eroi, ma anche da cattivi. Questo personaggio ha un potente potere speciale: è una cosa da eroi, ma anche da cattivi. Questo personaggio ha un grande amore perduto: è una cosa da eroi, ma anche da cattivi. Eravamo, tipo: “E se seguissimo ciò che sembra il percorso tradizionale? Dicendo che questo personaggio ha tutti i segni dell’eroe”, e poi abbiamo realizzato: “Oh, in effetti sono le stesse cose che marchiano il cattivo.” »

Cathrin: « Questa serie è ambientata in un periodo particolare – lo stesso anno della sua pubblicazione, o l’inizio degli anni duemila, o è completamente a caso? »

Holly: « Penso che stiamo cercando di tenerci vaghe, così che le persone non realizzino, a mano a mano che la storia procede, esattamente quando sia partita, ma credo che possiamo presumere che inizi nell’anno in cui è stato pubblicato il libro. »

Cassie: « Direi adesso. »

Holly: « Sì, adesso. »

Cassie: « Penso, riguardo a quello che hai detto pure prima, sui nostri lettori e come reagiranno al colpo di scena: di solito sono molto sorpresi. Non ho visto molte persone che non siano rimaste abbastanza sorprese – perché la consideravano una bella sorpresa o una brutta sorpresa –, di solito sono sconvolti, e ricevo un sacco di e-mail in cui dicono: “Ma perché? Perché?”

Holly: « Non so quanto turpe stia diventando quest’intervista, ma oggi hai ricevuto un’e-mail grandiosa! »

[Qui di seguito c’è un utilizzo non editato della parola con la F]

Cassie: « Sì! […] In quest’e-mail si diceva: “Call è Constantine Madden? Fottiti, fottiti, fottiti.” [Ridono tutti] “Fottiti perché?”, dico: “Holly, è grandioso!” »

Holly: « Sì, davvero. Quando ci siamo sedute a scrivere era quella reazione che speravamo più di tutte di suscitare nei lettori. [Ride di nuovo] »

Cassie: « Ero, tipo: “Questa è una fanmail bellissima.” [Ride] »

Traduzione: un estratto da The Iron Trial!

Shadowhunters, per ringraziarvi di tutto l’impegno profuso nell’iniziativa per Città di Cenere (siamo ancora tra le tendenze italiane!), ecco il nostro “regalino”. ;) Un estratto di The Iron Trial!

 

Come alcuni di voi sapranno, l’editore inglese di Magisterium (serie middle grade co-scritta da Cassie e Holly Black) ha creato un “giochino” per presentarci il primo romanzo – ogni mese si sblocca una nuova missione, e ogni missione regala un contenuto speciale sul libro.

Quest’estratto proviene da lì. ;)

 

Nel caso dovessero servirvi informazioni su L’Anno di Ferro (questo il titolo italiano del primo romanzo, che verrà pubblicato in Italia sempre dalla Mondadori), le trovate in questa sezione del sito: qui.

 

 

 

 

 

 

 

Le speranze di Tamara vennero infrante il giorno successivo, quando furono riportati nel posto che Call aveva soprannominato “Stanza della Sabbia e della Noia” per terminare la divisione. Mancava ancora un sacco di sabbia. Call si sentì nuovamente colpevole.

“Ma quando avremo finito,” chiese Aaron a Master Rufus, “potremo fare altre cose, vero?”

“Concentratevi sulla missione attuale,” rispose enigmaticamente il mago, mentre usciva attraverso la parete.

Con profondi sospiri, i tre si sedettero e si misero a lavoro. Il dividere la sabbia continuò per il resto della settimana, con Tamara che passava il tempo dopo le lezioni insieme a sua sorella o con Jasper o con altri studenti che parevano di famiglia ricca, e Aaron che il tempo lo passava con chiunque, mentre Call se ne stava rinchiuso in camera loro. La divisione proseguì pure la settimana successiva – e la pila di sabbia sembrava sempre più grande, come se qualcuno non volesse permettere al test di finire.

Call aveva sentito parlare di un tipo di tortura per cui una goccia d’acqua colpisce la fronte di una persona, ancora e ancora, finché non impazzisce. Prima non aveva mai compreso come funzionasse, ma adesso sì.

Dev’esserci un modo più semplice, pensò, ma la parte della sua mente dedicata al progettare doveva essere la stessa utilizzata dalla magia, perché proprio non gli riusciva di pensar nulla.

“Insomma,” disse alla fine, “voi ragazzi siete bravi con questa roba, giusto? I migliori maghi tra quelli che hanno sostenuto il test. In cima alla classifica.”

Gli altri due lo guardarono, gli occhi vitrei. Aaron aveva l’aria di uno che è stato colpito da un masso volante mentre nessuno lo stava osservando.

“Immagino di sì,” rispose Tamara. L’idea non sembrava eccitarla troppo. “I migliori del nostro anno, in ogni caso.”

“Okay, beh, io sono terribile. Il peggiore. Ero all’ultimo posto, e ci ho già rovinato le cose, quindi è ovvio che non so nulla. Ma dev’esserci un metodo più veloce. Qualcosa che dovremmo fare. Una qualche lezione che dovremmo imparare. Vi viene in mente qualcosa? Qualsiasi cosa?” Nella voce aveva un tono di supplica.

Tamara esitò. Aaron scosse il capo.

Call vide l’espressione di Tamara. “Che? C’è qualcosa?”

“Beh, ci sono alcuni principi magici, alcuni… modi speciali per attingere agli elementi,” disse, le trecce nere che ondeggiavano mentre si spostava per sedersi in un’altra posizione. “Roba che Master Rufus probabilmente non vuole che sappiamo.”

Aaron annuì con entusiasmo; la speranza di riuscire a uscire dalla stanza gli illuminò il viso.

“Ricordate cos’ha detto Rufus riguardo al sentire il potere nella terra e tutta quella roba lì?” Tamara non li stava guardando. Stava osservando la pila di sabbia come se si stesse concentrando su qualcosa di molto distante. “Beh, c’è un modo di ottenere più potere, più velocemente. Ma dovete aprirvi agli elementi… e, beh, mangiare un granello di sabbia.”

“Mangiare la sabbia?” fece Call. “Dev’essere uno scherzo.”

“È pericoloso, per via di tutta quella roba del Primo Principio della Magia. Ma funziona per lo stesso motivo. Sei più vicino all’elemento – nel senso, se stai facendo magia della terra, mangi pietre o sabbia, i maghi del fuoco possono mangiare fiammiferi, quelli dell’aria potrebbero consumare sangue. Non è una buona idea, ma…”

Call pensò a Jasper che ghignava col dito insanguinato in bocca, durante la Prova. Il suo cuore cominciò a battere forte. “Come fai a saperlo?”

Tamara guardò la parete. Prese un respiro profondo. “Mio padre. Mi ha insegnato come fare. Per le emergenze, ha detto, ma per lui andare bene a un test è un’emergenza. Non l’ho mai fatto, però, perché mi fa paura – se prendi troppo potere e non riesci a controllarlo, potresti essere trascinato in un elemento. Ti brucia l’anima e la rimpiazza con fuoco, aria, acqua, terra o caos. Diventi una creatura di quell’elemento. Come un elementale.”

“Una di quelle robe a forma di lucertola?” chiese Aaron.

Call si sentì sollevato dal fatto di non essere stato lui a porre quella stessa domanda.

Tamara scosse il capo. “Ci sono elementali di ogni dimensione. Piccoli come quelle lucertole o grandi e gonfi di potere, come le viverne e i draghi e i serpenti marini. O persino alti come un umano. Quindi dovremo fare attenzione.”

“So stare attento,” disse Call. “Tu, Aaron?”

Aaron si passò una mano ricoperta di granelli di sabbia tra i capelli biondi e scrollò le spalle. “Tutto è meglio di questo. E se dovessimo finire più velocemente rispetto alle previsioni di Master Rufus, ci darà qualcos’altro da fare.”

“Okay. Non penso che funzionerà.” Tamara si leccò la punta del sito e lo utilizzò per toccare la pila di sabbia. Un paio di granelli rimasero incollati. A quel punto si mise il dito in bocca.

Call e Aaron la imitarono. Mentre Call si piazzava il dito umido tra le labbra, non poté non chiedersi cos’avrebbe pensato se una settimana prima gli avessero detto che sarebbe finito a mangiar sabbia seduto in una caverna sotterranea. La sabbia non aveva un cattivo sapore – non sapeva di niente, in effetti. Buttò giù i granelli ruvidi e attese.

“E ora?” domandò dopo qualche secondo. Cominciava a innervosirsi un pochino. A Jasper non era successo niente, durante la Prova, si disse. Non sarebbe successo niente neanche a loro.

“Ora ci concentriamo,” spiegò Tamara.

Call guardò la pila di sabbia. Questa volta, mentre faceva scivolare i suoi pensieri su di essa, riuscì ad avvertire ognuno dei piccoli granelli. Minuscoli pezzi di conchiglia scintillavano nella sua mente, accanto a pezzi di cristallo, e pietre giallastre incastrate tra le rocce. Cercò di immaginare di sollevare l’intera pila di sabbia con le mani. Sarebbe stata pesante, e la sabbia gli sarebbe scivolata tra le dita e si sarebbe accumulata sul pavimento. Tentò di cancellare tutto ciò che gli stava intorno – Tamara e Aaron, la pietra fredda sotto di lui, il debole fruscio del vento nella stanza – e indirizzò la sua concentrazione sulle uniche due cose importanti, se stesso e la pila di sabbia. La sabbia gli parve completamente solida e leggera, come polistirolo. Sarebbe stata semplice da sollevare. Poteva tirarla su con una sola mano. Con un dito soltanto. Con un… pensiero. Immaginò di sollevarla e separarla…

La pila di sabbia barcollò, facendo cadere qualche granello dalla cima, e poi si sollevò. Rimase sospesa sulle loro teste come una piccola nuvola temporalesca.

Tamara e Aaron la fissarono entrambi. Call ricadde sulle mani. Le gambe gli formicolavano come se le avessero punte spilli e aghi. Doveva essersi seduto nella maniera sbagliata. Era stato troppo concentrato per rendersene conto.

“Adesso è il vostro turno,” disse, e gli sembrò che le mura fossero più vicine, di sentire le pulsazioni della terra sotto di sé. Si chiese come sarebbe stato affondare nel terreno.

“Assolutamente,” fece Aaron. La nuvola di sabbia si divise in due metà, una composta di sabbia chiara, l’altra scura.

Tamara sollevò le mani e disegnò delle pigre spirali nell’aria. Call e Aaron osservarono con stupore la sabbia turbinare in schermi diversi sopra di loro.

La porta si spalancò. Master Rufus stava sulla soglia, il viso impassibile come una maschera. Tamara emise un piccolo squittio, e la pila fluttuante di sabbia cadde a terra, rilasciando sbuffi di sabbia che fecero soffocare Call.

“Che avete fatto?” domandò Master Rufus.

Aaron sembrava pallido. “Io… noi non intendevamo…”

Master Rufus gesticolò bruscamente nella loro direzione. “Aaron, fa’ silenzio. Callum, vieni con me.”

“Che?” cominciò Call. “Ma io – non è giusto!”

“Vieni. Con. Me,” ripeté Rufus. “Adesso.”

Call si sollevò cautamente in piedi, la gamba debole che gli bruciava. Lanciò un’occhiata a Aaron e Tamara, ma i due si stavano osservando le mani; non guardavano lui. E questo è quanto, per quel che riguarda la realtà, pensò mentre seguiva Master Rufus fuori dalla stanza.

Traduzione: la recensione a The Iron Trial del Publisher’s Weekly + illustrazioni di Cassandra Jean

Per festeggiare l’ottima recensione che il Publisher’s Weekly ha dato a The Iron Trial, Cassie ha deciso di condividere con noi dei disegni. :) Realizzati da Cassandra Jean, ritraggono Aaron Stewart e Tamara Rajavi, compagni di squadra e grandi amici di Call.

Nel post, subito dopo la recensione e le due nuove illustrazioni, troverete anche i disegni di Callum e Havoc che Cassandra aveva condiviso qualche tempo fa (e avevamo caricato solo su Facebook).

 

Vi ricordiamo che The Iron Trial uscirà in Italia entro la fine dell’anno (dovrebbe arrivare i primi di novembre) col titolo “L’Anno di Ferro”; la casa editrice, come per Shadowhunters, sarà la Mondadori.
In questa sezione del sito trovate ulteriori informazioni: x

 

 

 

Post di Cassie:
« Whee! Magisterium ha ricevuto una recensione stellata [NdT: abbiamo deciso di rendere così l’espressione “starred review”. Citando il Publisher’s Weekly: “Una starred review indica un libro di qualità eccezionale.”] dal Publisher’s Weekly. Per celebrare, ho pensato di pubblicare le illustrazioni degli amici di Call, Aaron Stewart e Tamara Rajavi, realizzate da Cassandra Jean.

Recensione: “Ambientato in una versione influenzata dalla magia dell’America dei nostri giorni, questo primo titolo della Magisterium series combina il talento della Black (Doll Bones) e della Clare (The Mortal Instruments) in un’emozionante storia di formazione che abbraccia gli stereotipi del fantasy e al contempo spinge i lettori a fare supposizioni. Al dodicenne Callum Hunt è stato insegnato a diffidare della magia. I maghi hanno ucciso sua madre, e suo padre l’ha avvisato che il Magisterium, una scuola in cui i giovani maghi vengono allenati, è una trappola mortale. I tentativi di Callum di fallire il test d’ingresso vanno storti, e viene scelto come apprendista da Master Rufus insieme ad altri due studenti, Aaron e Tamara. Mentre Callum, Tamara, Aaron e i loro compagni cominciano il loro primo di cinque anni di scuola, Callum si rende conto di quanto poco sa della sua stessa famiglia. Lo strano Magisterium sotterrano è reso vividamente, e una serie di rivelazioni inquietanti lascerà i lettori desiderosi di leggere i libri futuri. I fan di entrambe le autrici saranno felici di poter conoscere questo cast a tutto tondo nei primi passi della loro avventura.” »

 

 

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