La nostra recensione (priva di spoiler) di CoHF!

Cominciare la recensione di un libro che ho aspettato così tanto – due anni! – non è facile. Perché non posso dire niente che faccia spoiler e vorrei farlo, vorrei dire tutto. Ci sono tante cose di cui vorrei parlare, tante piccole parti (o interi capitoli!) che amerei poter condividere con voi.

 

Ovviamente, però, non lo farò: non voglio rovinare la lettura a nessuno, e per gli spoiler abbiamo un gruppo apposito (x).

 

 

Città del Fuoco Celeste è una conclusione perfetta. Lo dico così, fin da subito, senza lunghi giri di parole: è perfetto. Un finale giusto, coerente con quanto è venuto prima (e quanto verrà dopo, in TDA).

Un libro sui nostri eroi, con i nostri eroi, che davvero non avrebbe potuto chiudere meglio le vicende iniziate in Città di Ossa.

 

Senza fare spoiler: i morti ci sono. Alcuni personaggi sono secondari, e magari della loro scomparsa non vi importerà; altri avevamo imparato ad amarli, erano entrati dentro di noi, e in quel momento ci verrà spontaneo chiudere un attimo il libro e prendere un respiro profondo (e magari anche dei fazzoletti e un paio di cioccolatini). Ci scapperanno maledizioni e insulti a volontà.

C’è dolore e disperazione e lutto. Ci sono personaggi che si ritroveranno a perdere tutto, che dovranno imparare a convivere col peso del rimorso – ma anche gioia e tanti sorrisi.

 

Come Cassandra ha spesso ripetuto, la sua idea non era distruggerci. E non lo è. Il libro è pieno di speranza e possibilità.

Si piange, ci si dispera, ma poi si torna in piedi sulle proprie gambe, un po’ più forti di prima.

 

A differenza de La Principessa, che non puoi più riprendere in mano per almeno sei mesi perché ti ha spezzato irrimediabilmente il cuore, Città del Fuoco Celeste è uno di quei libri che, appena conclusi, desideri già poter rileggere.

Se potessi scegliere due parole per descriverlo, probabilmente sarebbero “agrodolce” e “appagante”.

 

 

Lo stile di Cassie è il solito, quello che ci ha fatto innamorare: scorrevole, poetico, straziante e divertente. La trama è ben studiata, e per tutto il romanzo troviamo richiami che faranno sorridere quelli di voi che hanno già letto The Infernal Devices e le Bane Chronicles.

(Piccola parentesi: pur non essendo presenti spoiler chiari sul finale de La Principessa, vi suggeriamo comunque di concludere prima Clockwork Princess e leggere poi City of Heavenly Fire.)

 

I personaggi hanno raggiunto finalmente il culmine della loro crescita emotiva: sono più adulti, più consapevoli. Chi sopravvivrà al romanzo si ritroverà tante cicatrici – ma non è detto che questo sia un male.

 

 

Consigliamo Città del Fuoco Celeste? Indubbiamente. Di sicuro. Sì.

Speriamo che a luglio (una data precisa ancora non c’è, ma il romanzo è previsto per la metà del mese di luglio) correrete tutti in libreria: il romanzo merita ogni lacrima versata, ogni attimo del vostro tempo. È una conclusione degna della serie, scritta da un’autrice che ha rispetto per i suoi progetti, la sua trama, i suoi personaggi – e i suoi lettori.

 

 

Concludo la “recensione” (che forse dovrei chiamare “raccolta di pensieri a casaccio e senza filo logico”) qui, perché non posso dire altro senza farvi spoiler. XD

 

 

 

PS: quando leggerete, ammesso non lo stiate già facendo… tenete i fazzoletti (e la cioccolata) a portata di mano. Vi serviranno.

Traduzione: la recensione spoiler-free del film del TMI Source!

L’amministratrice del TMI Source ha avuto la possibilità di vedere già il film. Dal momento che ha scritto una recensione priva di spoiler sulla pellicola, ve l’abbiamo tradotta. ;) Speriamo vi piaccia – noi l’abbiamo amata!

 
« Shadowhunters! Sono stata abbastanza fortunata da poter esistere a una proiezione in anteprima di Shadowhunters: Città di Ossa, giovedì, e ci sono davvero un sacco di cose che desidero condividere con voi. Non farò spoiler fino all’uscita del film, però ecco qui la mia reazione generale alla pellicola priva di spoiler.

Essendo il mio un fansite dedicato a The Mortal Instruments, è facile credere che io mi stia facendo trasportare un pochetto quando dico che Shadowhunters: Città di Ossa è il miglior adattamento cinematografico di un film mai fatto. Ma è la verità. Ci saranno dei cambiamenti in ogni adattamento – e ci sono stati cambiamenti anche in Città di Ossa –, ma le modifiche non hanno portato via la storia di Cassandra Clare. Funzionano. Da fan dei libri, capisco che i lettori vogliono che tutto sia esattamente come nei romanzi. E non c’è nulla di sbagliato in questo. Ma è inevitabile che in ogni adattamento cinematografico ci siano dei cambiamenti. Puoi solo accettarli. È difficile condensare quattrocento e passa pagine di libro in un film di due ore. Ma la Constantine Film ce l’ha fatta.
Uno dei cambiamenti che i fan potrebbero o meno conoscere già è l’aumento dell’età dei personaggi, che sono passati da 15/16 a 18/19 anni. È una di quelle cose che potrebbe spingere i puristi del libro a puntualizzare che lo studio si è preso delle libertà, ma in realtà è una cosa che ha fatto bene alla pellicola. Il film ha avuto la possibilità di tenere un tono più oscuro, più seducente. Il romanzo era cupo, ma il film lo è persino di più. Penso che questo abbia giocato a suo vantaggio.
L’aspetto più forte di questo film è di sicuro la recitazione. L’intero cast ha saputo rendere alla perfezione i personaggi, a partire da Jamie Campbell Bower nel ruolo di Jace a CCH Pounder in quello di Madame Dorothea a Jonathan Rhys Meyers come Valentine a Lily Collins come Clary a Robert Sheehan come Simon e ancora tanto altro. Tutti si sono meritati una A+.
Lily incarna tutto ciò che Clary Fray è. Mentre la sua esistenza prende svolte diverse e cambia ogni cinque minuti, Lily è credibile e non passa mai per la vittima. Combatte sempre per ottenere risposte e non distoglie mai l’attenzione da quello che è il suo obiettivo ultimo: ritrovare la madre. È un forte personaggio femminile e lascia davvero un segno, in questo film. Lily è stata brillante.
Ma un altro attore davanti a cui vi prostrerete entro la fine del film è Jamie Campbell Bower. Jamie incarna esattamente l’essenza di Jace Wayland e molto di più. Dopo aver visitato il set, lo scorso settembre, e avergli parlato e aver visto dei filmati dal film, ero già convinta. Ma dopo aver visto la pellicola mi ha lasciata completamente in soggezione. Tutto, a partire dai suoi modi di fare alla dizione, era perfetto e ti costringeva a prestargli attenzione. Le battute tra lui e il Simon di Robert Sheehan sono stata una costante per tutto il film, qualcosa di davvero speciale. So che all’inizio tutti desideravano un altro attore per interpretare Jace, ma onestamente nessun’altro avrebbe potuto rendere Jace nel modo in cui l’ha reso Jamie. E uscirete dalla sala convinti di ciò, se non lo siete già.
Jonathan Rhys Meyers nei panni di Valentine mi ha terrorizzata nel miglior modo possibile. Una cosa che aveva lasciato me stessa, insieme agli altri fan, un po’ incerta era stato il cambio di pettinatura. Non solo i suoi capelli non erano bianchi, ma avevano dato a Valentine dei dreds, che rendevano un po’ difficile prenderlo sul serio. Ma quando Jonathan compare sulla scena è impossibile staccargli gli occhi di dosso, e il modo in cui ha reso Valentine era brillante e terrificante.
Robert Sheehan nel ruolo di Simon è l’essere più adorabile mai esistito. Seriamente. Robbie ha compreso benissimo Simon e il suo tempismo comico è semplicemente brillante. Robbie è anche stato in grado di catturare alla perfezione la vulnerabilità di Simon. Le sue scene con Lily e Jamie erano davvero speciali. I suoi attimi con la Clary di Lily erano allo stesso tempo stupendi e in grado di spezzarti il cuore, mentre vediamo Simon passare da migliore amico a ragazzo sullo sfondo e tutto ciò che da esso deriva. La cosa che ho amato di più sono stati i suoi scambi di battute col Jace di Jamie, ed è una cosa che i fan apprezzeranno e che mi ha fatto continuare a ridere istericamente mentre lasciavo il cinema.
Kevin Zegers e Jemima West come Alec e Isabelle Lightwood erano la perfezione. Alec è un personaggio davvero amato e complesso, come tutti gli altri personaggi di Cassie, e Kevin l’ha interpretato in maniera eccezionale. Non ha basato Alec unicamente sui suoi gusti sessuali. L’ha basato sui valori in cui crede e per cui lotta. Non era quando stava in prima linea: era dietro a Clary o Jace che brillava. Le occhiate e le reazioni erano geniali. Kevin ha reso davvero bene la frustrazione di Alec. Jemima era tutto ciò che volevo e tutto ciò che non mi ero resa conto di desiderare dall’interprete di Isabelle. Era cazzuta, vulnerabile, misteriosa e ogni volta che compariva sullo schermo c’era qualcosa di speciale. È passata dall’essere un tesoro nella vita reale all’interpretare nel film una Izzy completamente badass.
Quanto al resto del cast di supporto (perché se continuassi ad andare attore per attore potrei letteralmente continuare per sempre): Godfrey Gao, Lena Headey, Aidan Turner, Jared Harris, CCH Pounder. Erano tutti brillanti. Magnus è un personaggio decisamente amato, e trovo che Godfrey Gao gli abbia reso giustizia. Nel primo libr Magnus non compare molto, ma nel film è stata inserita una scena extra che nel libro non c’era. Lena Headey, nel breve lasso di tempo in cui ha interpretat Jocelyn, è stata così cazzuta da conquistarmi. Aidan Turner è davvero una cosa troppo speciale, nel ruolo di Luke. È così carismatico, serio e vulnerabile, il che me lo fa amare anche di più. Jared Harris come Hodge era seriamente strabiliante. È stato in grado di rendere il tumulto interiore di Hodge con grazia e dignità. CCH Pounder è stata eccezionale come Madame Dorothea. È stata grandiosa da vedere, ed è stato un vero onore essere spaventata da lei.
Una preoccupazione che ho sentito esprimere da parecchi fan riguardava l’umorismo. Il geniale umorismo di Cassie era riuscito a entrare nella pellicola? Sono qui per assicurarvi di sì. Un sacco di fan ha lamentato la sua preoccupazione per via dei toni seri dei trailer. Oltre a quel “Abbi un po’ di fiducia”, battuta di Jamie, le persone li avevano trovati troppo seri. Ma dovete capire che i trailer sono realizzati in modo da esprimere il messaggio del Bene che scontra il Male. È questa la storia che stanno mostrando al pubblico. L’umorismo è importante e crea le fondamenta del film. Vi stuzzicherò dicendo che ci sono un po’ di battute del libro che sono riuscite a entrare nel film. Quindi fate attenzione e cercatele!
I set del film erano assolutamente da togliere il fiato. Ricordo di averli visitati, lo scorso anno, e di averli amati con tutta me stessa. E vederli sullo schermo insieme a tutti questi momenti chiave della saga è stato eccezionale.
La musica nella pellicola era eccezionale. So che molti fan erano preoccupati per la soundtrack, ma in realtà è la score che fa o distrugge un film. E la score di questo film è meravigliosa. Scorre davvero bene insieme alla pellicola. C’erano un paio di canzoni dalla soundtrack, ma si legavano bene con la score.
Dopo la fine del film, e dopo che avevo guardato i credits scorrere, sono rimasta lì seduta ad assorbire tutto. Ho aspettato questo film per anni, e vederlo sul grande schermo in tutta la sua perfezione è stato seriamente surreale. Ho lasciato il cinema desiderando di più, ma anche volendo tornare dentro a guardarlo di nuovo. Desidero ringraziare tutte le persone coinvolte nella realizzazione del film per un così eccezionale prodotto. Questo film è stato epico, fa esplodere il cervello per quanto è bello, pieno d’azione, eccitante e mi ha tenuto sulla punta della sedia. Era tutto ciò che speravo sarebbe stato e anche di più. »

Clockwork Princess: recensione di Entertainment Weekly

Dal momento che è priva di spoiler, abbiamo deciso di fornirvi la recensione di EW a Clockwork Princess. :*

(PS: vogliamo quel librooo! ;_; Martedì è ancora troppo lontano.)

 

 

« Voto di EW: A-

Che il nome di Cassandra Clare sia diventato sinonimo del genere fantasy YA non sorprende. La sua prima serie, The Mortal Instruments, è molto popolare, e quest’agosto uscirà un film basato proprio sul primo libro di quella saga, Città di Ossa. The Infernal Devices, la serie prequel, non ha avuto la stessa esaltazione, ma dà dipendenza tanto quanto – e forse potremmo addirittura azzardarci a dire che ne crea di più – il franchise originale della Clare. Ambientato nella Londra Vittoriana, The Infernal Devices ruota intorno a Tessa Gray, un’adolescente che si ritrova risucchiata nell’universo degli Shadowhunters, una società di cacciatori di demoni segreta, nella loro sicura abitazione, l’Istituto di Londra.

In Clockwork Princess, terzo e ultimo libro della saga, Tessa guida la battaglia contro Mortmain (conosciuto anche come il Magister) e la sua armata di automi meccanici che minacciano di spazzare via la razza degli Shadowhunters. Oh, e gli automi sono perfettamente funzionanti perché rianimati con gli spiriti dei demoni. Ci fermiamo un attimo perché possiate ruotare gli occhi per colpa dell’inverosimile premessa. Ma se siete disposti a sospendere l’incredulità, potrete concentrarvi sul vero cuore del racconto: l’intricata relazione di Tessa col suo fidanzato, Jem Carstairs, che ha una malattia demoniaca che lo sta conducendo alla morte, e con il fratello di sangue di Jem, Will Herondale, che è a sua volta innamorato di lei. Nessuna parte di questo triangolo può essere tagliata senza spezzare il cuore.

Clockwork Princess ha al suo interno brevi richiami a The Mortal Instruments, e fornisce risposte a domande che neppure sapevate di avere (e alimenta allo stesso modo un’infinita quantità di argomenti). I fan apprezzeranno l’attenzione della Clare per i dettagli, perché sono proprio i dettagli a rendere Clockwork Princess così convincente e credibile, gli automi meccanici e tutto. E non importa se siete Team Will o Team Jem. La Principessa offre un finale così soddisfacente che, per l’Angelo, potrebbe addirittura essere il miglior lavoro della Clare fino a oggi. A-

 

Frase memorabile:

“I Meccanismi Infernali sono senza pietà. I Meccanismi Infernali sono senza rimpianto. I Meccanismi Infernali sono senza numero. I Meccanismi Infernali non smetteranno mai di venire.” »

 

 

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