Traduzione: “Spoilers for CoHF and Clockwork Princess!”

Si parla di Jem, Magnus e di alcuni avvenimenti de La Principessa/Città del Fuoco Celeste. :) Non diciamo altro per non spoilerare o rovinarvi la lettura del post!
 

 

 

 

« “Ciao, per prima cosa, amo i tuoi libri! Ho una domanda, però: quando Jem ritorna mortale, il suo corpo non invecchia di tutti gli anni che ha vissuto, ma se Magnus dovesse diventare un mortale, l’età del suo corpo si metterebbe in pari con la sua età effettiva, e morirebbe. Perché questo a Jem non è successo?

Ciao, Cassie! :) Volevo solo dirti che amo i tuoi libri, e le persone che li criticano hanno bisogno di una botta in testa! La mia domanda riguarda Jem e Magnus: in CoHF, quando il padre di Magnus stava per prendere l’immortalità di Magnus, Magnus ha detto che sarebbe quasi certamente morto, perché i suoi anni reali gli sarebbero piombati addosso tutti insieme. Dunque perché invece Jem non è morto, quando è tornato mortale dopo essere stato un Fratello Silente?

Ehi, Cassie! Ho appena finito di leggere Città del Fuoco Celeste, e ora posso tranquillamente dire di amare i tuoi libri, e non vedo l’ora che pubblichi il resto! Comunque, ho una domanda su Jem e il suo essere tornato mortale. In TMI, mentre sono a Edom, il padre di Magnus voleva togliergli l’immortalità, ma Magnus ha detto che se l’avesse ceduta, sarebbe morto perché la sua età (superiore ai quattrocento anni) gli sarebbe piombata addosso tutta insieme. Com’è che questo non è successo a Jem, essendo lui tornato mortale dopo centotrent’anni?

Quando ricevo nello stesso momento un sacco di domande tutte uguali tendo a pensare che si stia facendo una specie di Conversazione da qualche parte nel web, e che tutti siano perplessi, così si dicono: “CHIEDIAMOLO A CASSIE”. Il che è okay. Non mi dispiace.

Questo genere di domande ricade nella categoria che io considero: “Perché gli spaghetti e le fettuccine sono entrambi tipi di pasta quando hanno forme diverse?” Conosciamo la risposta perché sappiamo che la pasta non è un’unica cosa. Anche la magia non è un’unica cosa, e così non lo sono le creature magiche. Magia differente agisce sulle persone in maniera diversa. (Avere sangue di demone iniettato nelle vene ha funzionato su Sebastian in maniera rispetto all’effetto che avere un genitore demone ha avuto su Tessa. Avere un genitore demone e un genitore Shadowhunter produce creature diverse (Tessa) da quelle che si producono con un genitore demone e uno umano (Magnus).) Se Maia avesse bevuto il sangue di Jace (non ho idea del perché avrebbe dovuto desiderarlo), non sarebbe diventata una Diurna, perché non è una vampira. A volte vogliamo pensare alla magia come a un: “Fai A, Ottieni B”, ma il sistema magico dei libri sugli Shadowhunters è complicato: se fai A, dipende dal perché lo stai facendo, e con cosa, e su chi. Quindi:

1) Jem e Magnus non sono lo stesso tipo di creatura magica. Magnus è uno stregone. Jem è un Fratello Silente.

2) Magnus e Jem non sono entrambi immortali. Magnus è immortale. I Fratelli Silenti no. Invecchiano solo molto lentamente. Quando Jem si presenta sul ponte, ne La Principessa, sembra avere quattro o cinque anni più di quanti ne aveva nel 1878.

3) A Magnus stava per essere tolta l’immortalità. A Jem non è stata tolta la sua (non esistente) immortalità: è stato privato della sua Fratello Silentosità. Invecchiare lentamente è un aspetto dell’essere Fratelli Silenti, ma non è lo scopo dell’esercizio, né una parte significativa della magia.

3) Su Magnus stava per essere fatto un incantesimo da un demone. Il vero io di Jem è stato letteralmente ripristinato dal fuoco del cielo. È un punto centrale, nei libri sugli Shadowhunters, il fatto che dal potere angelico derivino buone cose, e dai poteri demoniaci vengano le malvagità. È per questo che il Paradiso probabilmente non somiglia a Edom.

A Magnus sarebbe stato fatto deliberatamente un incantesimo malvagio da un demone che desiderava consumare per sé l’immortalità di Magnus. Ciò che è successo a Jem è stato un ripristino, un bruciar via il veleno che aveva reso necessaria la Fratellanza e l’essere un Fratello Silente.

In altre parole, erano tipi di magia completamente diversi, fatti da forze completamente diverse su esseri completamente diversi e in circostanze completamente diverse. Quando Magnus dice che se Asmodeus gli portasse via l’immortalità a Edom, lui morirebbe, sa che morirà in quelle circostanze. Ovviamente non pensa che morirà in qualsiasi altra circostanza, o che questa è una regola dura e veloce che si applica sempre all’immortalità, o non si sarebbe preso il disturbo di cercare nel Libro Bianco e in ogni dove un modo per eliminare la sua immortalità, no?

Spero che aiuti! »

Traduzione: “Jace’s sex life and the Carstairs name”

Nel post sono presenti lievi spoiler su Città del Fuoco Celeste (e su La Principessa), quindi sconsigliamo la lettura a quanti non l’avessero terminato. ;)
Per il resto – non aggiungiamo altro, perché il titolo parla da sé. XD

 

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Amo i tuoi libri, e sono una tua grande fan, ma mi chiedevo… Jace rivela (non di aver fatto sesso) di essere stato intimo con una ragazza/delle ragazze, in passato. Mi chiedevo solo se avessi qualcuno di preciso in mente, e perché la cosa non infastidisca Clary. Ti sarei molto grata se mi rispondessi! Grazie.

Ho varie idee sulla vita amorosa di Jace prima di Clary (sappiamo che usciva con la cameriera fata, Kaelie, prima di Clary, perché i due si coccolano davanti a lei – credo che le persone tendano a dimenticarlo!), ma nulla di così concreto da volerlo già scrivere su carta/su Internet.
Immagino che a Clary non importi, perché per quale ragione dovrebbe interessarle? Non ha niente a che fare con lei. È uscito con qualcuno prima di lei; in TDA, Emma ha avuto fidanzati e fatto sesso prima dell’inizio del libro; in TID, né Will né Jem hanno mai fatto sesso, prima di Tessa – le persone sono di vario genere. Sono certa che gliene parlerebbe, se Clary glielo chiedesse, ma sospetto che i lettori desiderino conoscere i gloriosi dettagli più di quanto lo voglia lei. :)

Ciao, Cassie! Ho letto CoHF, e anche gli Infernal Devices, e pensavo che Jem Carstairs fosse l’ultimo Carstairs ancora in vita – quindi perché Emma ha il suo stesso cognome? L’ho letto e la cosa mi ha confuso un po’, perché Jem è diventato un Fratello Silente, e questo ha fatto estinguere il suo cognome. Per favore, aiutami. (Se il mio inglese dovesse essere un po’ scarso mi scuso, è perché sono brasiliana.) Baci!

E io partirò per il Brasile domani! Nel frattempo, questa è la ragione che ha fatto continuare il suo cognome.

Era tarchiato, forse vicino ai quarant’anni, con una cicatrice che gli correva lungo la mascella. Aveva i capelli arruffati, chiari, e gli occhi blu, e la pelle abbronzata dal sole. Sembrava persino più scuro, in quella sua camicia bianca inamidata. In lui c’era qualcosa di familiare, qualcosa che stuzzicava i bordi della memoria di Tessa.
Si fermò davanti a loro. I suoi occhi si puntarono su Will. Erano più pallidi del blu di Will, quasi del colore dei fiordalisi. La pelle lì intorno era abbronzata, e scavata da lievi zampe di gallina. Disse: “Siete William Herondale?”
Will annuì senza parlare.
“Sono Elias Carstairs,” spiegò l’uomo. “Jem Carstairs era mio nipote.”

— Da La Principessa

La discendenza dei Carstairs continua attraverso Elias Carstairs. Ci sono anche altri Carstairs. Jem non ha mai detto di essere l’ultimo della sua famiglia, o l’ultimo Carstairs lì fuori. A volte le famiglie degli Shadowhunters sono enormi – Cristina, Diego e Jaime sono tutti Rosales, ma Cristina non è a conti fatti imparentata con nessuno dei due, se non, forse, in maniera incredibilmente distante. »

Traduzione: “Jessamine”

Dopo la pubblicazione di Città del Fuoco Celeste, Cassie ha risposto a ben due domande su Jessamine; una, la prima, riguarda CP2. L’altra, invece, è lievemente spoiler di Città del Fuoco Celeste. Vi consigliamo di fare attenzione e, nel caso in cui non aveste finito il libro, non leggere!

 

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Ho finito di leggere La Principessa un po’ di tempo fa e, sebbene io l’abbia amato, ciò che davvero volevo sapere è – perché Jessamine è dovuta morire? Capisco che è più felice da fantasma di quanto lo sia mai stata in vita, ma perché è dovuta morire per essere felice? Perché non poteva vivere ed essere felice? Per me è così tragico perché Jessamine è stata triste e arrabbiata per tutta la vita, e ha passato gli ultimi mesi in prigione, e poi, nel momento in cui ne è uscita, è morta. Qual è stato il tuo ragionamento, qui?

Grazie per le parole gentili su La Principessa e per l’amore verso Jessamine, un personaggio che spesso non viene notato. Non ho mai pensato al fatto che Jessamine fosse “più felice” da fantasma (non lo è, davvero, è solo… un fantasma) come a un qualcosa che avesse a che fare col significato della sua morte. Piuttosto, Jessamine, Tessa, Sophie, Charlotte (e in una certa misura anche Cecily – in effetti, tutti i personaggi femminili di TID) simboleggiano dei modi in cui la repressione vittoriana delle donne plagiava le loro vite.
Sophie era una serva che era stata aggredita sessualmente dal suo datore di lavoro – qualcosa che nel periodo vittoriano capitava costantemente, perché le donne non avevano difese contro gli uomini che rispetto a loro avevano una maggiore posizione di potere e ricchezza. Lui avrebbe sempre risposto che era stata lei a gettarglisi tra le braccia, e tutti avrebbero sempre dato ascolto alle sue parole piuttosto che a quelle della donna. Come Sophie, un sacco di quelle donne venivano gettate in strada, incapaci di trovare un altro impiego. Sophie è stata salvata da Charlotte, ma molte altre donne reali non sono state così fortunate.
Tessa è stata obbligata ad andare in Inghilterra per riunirsi con suo fratello, dal momento che non aveva altre opzioni disponibili. Senza un guardiano (sua zia), essendo una giovane donna doveva avere la protezione di un uomo. Non aveva altre opzioni oltre al recarsi in un rifugio per mendicanti, dove probabilmente sarebbe morta, o prostituirsi. Tessa è intrappolata negli eventi di TID tanto dal suo sesso quanto dalle circostanze.
Charlotte è nata per il potere, è esattamente il tipo di donna che suo padre desiderava che fosse un maschio, perché è chiaramente una leader. Eppure, Charlotte lotta coi denti e con le unghie per ottenere ogni goccia di rispetto e oncia di potere che ha. E fino a Clockwork Princess, il merito di ogni suo traguardo è stato attribuito a Henry (sebbene tutti sappiano che Henry è un brillante inventore, come leader è tremendo), e se non l’avesse sposato, non avrebbe avuto accesso ad alcun tipo di potere. Il potere che ha proviene da un uomo fino alla fine.
“Le donne della metà del diciannovesimo secolo non avevano certe scelte. La maggior parte viveva in uno stato leggermente superiore a quello della schiavitù. Dovevano obbedire agli uomini, perché quasi in ogni caso erano loro a tenere in mano tutte le risorse, mentre le donne non avevano alcun mezzo indipendente di sussistenza. Vedove ricche e zitelle erano eccezioni fortunate. Una donna che restava single attirava su di sé disapprovazione sociale e pietà. Non poteva avere figli o convivere con un uomo: le sanzioni sociali erano semplicemente troppo alte. Né poteva svolgere una professione, dal momento che erano tutte precluse alle donne… Molte donne non avevano altra scelta che sposarsi.”
Jessamine è cresciuta come una mondana. In quanto tale, le era stato insegnato che il suo proposito, nella vita, era fare un buon matrimonio. Quando ha perso la sua famiglia ed è arrivata all’Istituto, le è stata data un’altra opzione: diventare una Shadowhunter. (Non che non ci siano/non ci fossero anche pressioni sulle Shadowhunters femmina perché si sposassero e avessero dei bambini/altri Shadowhunters. Ma avevano l’opzione di guadagnarsi un salario dal Conclave.)
In ogni caso, Jessamine non vuole diventare una Shadowhunter. Vuole ciò che è stata cresciuta per desiderare, perché è questo ciò che fa un condizionamento precoce. E ovviamente non in ogni caso – molte donne dell’età Vittoriana erano irritate dalle limitazioni che venivano poste loro dalla società. E Jessamine, che è appunto caparbia, cocciuta e coraggiosa, probabilmente l’avrebbe voluto a sua volta, ma non ne ha mai avuto la possibilità: le sue idee di ciò che significano matrimonio e famiglia e proprietà sono legate alla morte della sua famiglia, come dimostra la sua casa delle bambole, in cui ricrea ciò che lei pensa essere una vita “normale”. Per Jessamine, diventare una Shadowhunter significa tradire gli ideali dei suoi genitori morti, qualcosa che nessuno all’Istituto capisce o tenta di capire, eccetto forse Tessa.
Jessamine è intrappolata. Come lo erano, per certi versi, tutte le donne vittoriane. È intelligente, disperata, disposta a fuggire e vivere con Tessa se solo potessero andar via dagli Shadowhunters, ma nessuno comprende a che punto arrivi la sua disperazione finché non è troppo tardi. Era innamorata di Nate? Probabilmente no. Lui le ha offerto una via di fuga da una vita in cui era intrappolata, e lei gli ha offerto delle informazioni utili. Jessamine ha tradito gli altri Shadowhunters, persone che l’avevano presa con sé ed erano stati gentili con lei, ma non era naturalmente né stupida (nessuno in grado di raggirare abilmente l’incantesimo per comunicare a Will dov’è davvero il nascondiglio di Mortmain può essere stupido) né infida. Si trovava in una situazione in cui aveva a disposizione solo cattive scelte e ne ha presa una.
Ricevo spesso questo genere di domanda: “Perché così e colà doveva morire? È stato tragico.” E lo capisco, perché leggere una tragedia è difficile e doloroso per tutti noi. Ma la tragedia in un’opera di finzione è un illuminatore: senza morte e tragedia, non ci sono conseguenze visibili per nulla. Senza la morte di Jessamine, non ci sarebbero conseguenze visibili della misoginia praticata contro di lei, contro Charlotte e Sophie e Tessa.
Il fatto che Charlotte sia fatta Console è una vittoria massiccia, ma è un’eccezione, non la regola. Sophie, che è riuscita a sopravvivere a ciò che le ha fatto il suo datore di lavoro e Ascenderà, è un’eccezione. Tessa, per via dei suoi immensi poteri magici, è un’eccezione.
Non tutti possono essere eccezioni.
Il mondo era un posto terribile e pericoloso, per le donne, nel 1870 – con questo non voglio dire che le donne che camminavano per la strada potevano essere attaccate in qualsiasi momento. Intendo che il loro operato e la personalità erano sotto attacco. La storia di Jessamine riguarda l’essere intrappolati e non avere buone opzioni, perché era spesso, se non sempre, questa la situazione delle donne di quel tempo. È spesso la situazione delle donne oggi. Jessamine è ovviamente più vittima che colpevole, ma all’epoca c’era letteralmente una guerra contro le donne. Ci sono cinque donne importanti, in TID; quattro sopravvivono alla guerra. Una no. La lezione di Jessamine e di ciò che il mondo e il Conclave le hanno fatto vivrà nelle vite dei discendenti dei sopravvissuti. In TLH. »

 

« “Un paio di mesi fa hai detto che, se avessimo strizzato per bene gli occhi, saremmo riusciti a vedere Jessamine, in CoHF. Mi chiedevo: che intendevi (ora che il libro è edito da un po’)?

Spoiler sotto il cut… ma nella mia copia è a pagina 196.

“Quello di Londra era uno dei pochi Istituti a non essere stato ancora svuotato. Apparentemente Sebastian e il suo esercito avevano cercato di attaccarlo. Erano stati respinti da un qualche incantesimo di protezione, qualcosa di cui neppure il Consiglio era stato a conoscenza. Qualcosa aveva avvertito gli Shadowhunters del pericolo imminente e li aveva guidati in salvo.”

 

“Un fantasma,” disse Magnus. Un sorriso gli aleggiava sulle labbra. “Uno spirito che ha giurato di proteggere il posto. È stata lì per centotrent’anni.”

“Stata?” domandò Jocelyn, appoggiandosi contro la parete impolverata. “Un fantasma? Davvero? Come si chiamava?”

“Riconosceresti il suo cognome*, se te lo dicessi, ma a lei non farebbe piacere.” Lo sguardo di Magnus si fece distante. “Mi auguro che questo significhi che ha trovato la pace.”

*Jocelyn conosce Tessa, e riconoscerebbe il cognome Gray. »

Traduzione: “the measure of love”

Cassie ha risposto anche a una nuova domanda su Will, Jem e Tessa – la sua è una bella risposta, e, come sempre, ci è parso il caso di tradurla. Speriamo vi piacerà!

 

 

 

 

« “Ho una domanda su TID. *CONTIENE SPOILER* Perché Jem si assicura di vedere Tessa un giorno ogni anno, mentre è un Fratello Silente, ma non fa lo stesso con Will? So che ama Tessa, ma ama anche Will, e ho sempre pensato che fossero molto più intimi tra loro che con Tessa. È solo qualcosa su cu non riesco a smettere di riflettere. :) Grazie mille!

Penso ci sia un’innata tensione tra ciò di cui parla TID – tre persone che si amano in egual misura – e ciò che siamo socialmente programmati a credere: che qualcuno ami qualcun altro di più, che l’amore si possa sempre misurare in qualche modo, che un amore più grande richiede un gesto più grande, che l’amore è in qualche maniera misurabile.
Jem non ama Will più di quanto ama Tessa. Non ama Will meno di quanto ama Tessa. Sono persone diverse. Gesti differenti significano cose differenti, per loro. Non è che Jem non veda più Will, durante la vita di quest’ultimo – se hai letto L’Erede di Mezzanotte puoi vedere che si presenta abbastanza spesso perché James lo chiami Zio Jem.
Gran parte dell’idea per cui Jem e Tessa si sarebbero incontrati una volta l’anno sul ponte per sempre si basa sul fatto che Jem e Tessa hanno un per sempre. Sono entrambi immortali [NdT: una volta lasciata la Fratellanza, Jem ha ricominciato a invecchiare a ritmo normale]. Stanno commemorando non solo la loro relazione, ma anche lo stato non mutato delle cose e la natura dell’immortalità, con questi incontri annuali. Non avrebbe senso se Will e Jem si incontrassero nello stesso modo, perché Will non è immortale, e un incontro annuale nello stesso posto e nello stesso luogo lo sottolineerebbe in quella che mi sembra una maniera piuttosto crudele.
Tessa e Will sono persone diverse; hanno relazioni differenti con Jem, e necessitano di cose diverse da lui. Questo non rende nessuno dei due più intimo con Jem (è difficile immaginare Will più vicino a Jem che alla madre dei suoi figli, o a Tessa piuttosto che al ragazzo che ha dato senso alla sua vita per anni) – li rende solo persone diverse con bisogni diversi e relazioni diverse. È okay che Jem e Tessa abbiano qualcosa che è solo loro, così come va bene che Will e Jem abbiano cose che sono solo loro e che Will e Tessa abbiano cose che sono solo loro. Cosa che – come vedremo maggiormente in TLH – è vera! »

Traduzione: “Tessa”

L’altro giorno vi abbiamo pubblicato un post, On love, in cui si parlava di Tessa, Jem, Will e il loro triangolo amoroso.

Ieri Cassie ha ricevuto un’altra domanda a riguardo, e dalla risposta è nata una bella riflessione non solo su Tessa, me pure sulla donna nei romanzi in generale.

 

Come sempre, vi abbiamo tradotto il post; speriamo vi piacerà. :)

 

 

 

 

 

 

 

« “Cassie, dal momento che sono una tua grande fan, volevo ringraziarti per aver scritto libri così magnifici. E… ecco a mia domanda! Ho letto il post in cui spieghi perché la relazione di Tessa con Jem è più che amicizia, e sono rimasta affascinata dal modo in cui hai spiegato e sottolineato le cose, in modo da render chiaro che erano più che semplici amici. Mi chiedevo se potresti fare lo stesso per Will e Tessa. Tutti i personaggi ci mostrano ciò che pensano, e quindi possiamo dedurre quali siano i loro sentimenti, ma sono certa che c’è qualcosa che potresti aggiungere, proprio come hai fatto con Jem e Tessa. :) Daniela

Ciao, Daniela! Il punto è, in verità non ricevo domande da persone che ritengono che Will e Tessa siano semplici amici. Il lato opposto della discussione (portato a un estremo) sembra pensare che Tessa e Will provassero solo lussuria l’uno per l’altra, non Amore.

Credo che sia probabilmente ovvio che non era questo ciò che pensavo mentre scrivevo. Ma shippare ha molto a che fare con le preferenze personali sui vari tipi di relazioni e personalità. Penso che Tessa e Will si amassero? Sì: non credo che saresti disposto a dare la tua vita per qualcuno per cui provi solo lussuria (Will, Clockwork Prince), né che ti bruceresti la mano con un attizzatoio perché il dolore di qualcuno per cui provi solo lussuria ti fa male da morire (Tessa, Clockwork Prince). Penso che il fatto che dopo la partenza di Jem Tessa e Will non si siano toccati per mesi, mentre venivano a patti col dolore della sua assenza, e abbiano sinceramente cercato di costruire le fondamenta per una relazione emotiva solita parli da sé. E di certo un matrimonio di cinquanta e più anni, in cui uno dei due invecchiava e l’altro continuava a sembrare un ventenne, in cui non c’è mai stata mancanza di passione o impegno, parla di un amore davvero profondo.

Il problema con la narrativa della Lussuria non è pensare che la connessione di Jem e Tessa sia più profonda – è normale; noi tutti reagiamo alle relazioni fittizie in modi che riflettono ciò a cui diamo priorità o che preferiamo nella vita reale –; il problema è che a volte tutto ciò si riflette nel prendersela con Tessa o darle della puttana, il che, devo ammetterlo, mi infastidisce. Quindi, condividerò con voi un breve estratto da un post in cui una persona che si professa fan di Jem (anche se Dio sa che amo i miei fan di Jem e non li dipingerei mai in questo modo, neppure lontanamente) parla di Tessa. Il link del post mi è stato inviato da una fan molto sconvolta, e penso sia meglio non menzionare né i suo nome né quello della ragazza che ha scritto il post. Ma eccolo. Segnalo la presenza di cultura dello stupro, del dare a una donna della puttana e di misoginia.

Post: “Buon Dio, sapevo che [a Tessa] non fotteva un cazzo di Jem, e che voleva solo scoparsi Will, ma Gesù Cristo, abbi un po’ di empatia, rispetto… I ragazzi hanno fatto di tutto per questa puttana, si sono fatti male, uno alla fine è morto per lei e per colpa sua, tutto ciò che poteva fare lei era pretendere, mettere le persone in pericolo e recitare e non apprezzare mai nulla né sentirsi in colpa, e ha fatto così tanto male per cui non si è dispiaciuta, era così egoista e voleva ottenere lei tutto il meglio dalla situazione, e tutto ciò che sapeva fare era giocare con loro, mancare loro di rispetto come individui, e come vite, e descrivere il loro aspetto sia che stessero morendo, sia che stessero bene, e interessarsi a nient’altro che al suo bene.

Vorrei che qualcuno le portasse un vibratore, perché i suoi ormoni l’hanno ovviamente resa incapace di mettere in ordine le sue priorità. E questo ha ucciso Jem.

Wow. Solo, voglio dire, WOW.

In altre parole: il fatto che Tessa sia una donna, e più specificamente una donna capace di fare sesso, ha ucciso Jem.

Come?

Beh, non ne sono esattamente sicura. Non è sgattaiolata nella sua stanza, di notte, per strozzarlo con le cosce. Jem stava morendo, quando Tessa è arrivata. Non c’erano cure per la sua malattia. Non c’era assolutamente nulla che Tessa avrebbe potuto fare per tenerlo in vita – e, ricordate, è stata lei a fare pressioni per trovare una cura, non Will. Se non fosse stato per Tessa, Jem non avrebbe mai scelto di entrare nella Fratellanza dei Silenti, non avrebbe mai vissuto da Fratello Zaccaria, non sarebbe mai stato curato, e oggi non potrebbe essere vivo e felice.

Post: “I ragazzi hanno fatto di tutto per questa puttana, si sono fatti male, uno alla fine è morto per lei e per colpa sua

Sono seriamente curiosa di scoprire quale dei due è morto per Tessa, visto che Will è morto di vecchiaia e Jem è ancora vivo. In effetti, ha centotrentacinque anni. Il punto è, Tessa ha salvato la vita di Jem. Ha salvato anche quella di Will. Ci vuole un enorme sforzo di intenzionale e ostinata misoginia per non notarlo.

Post: “tutto ciò che poteva fare lei era pretendere, mettere le persone in pericolo e recitare e non apprezzare mai nulla né sentirsi in colpa

“Mi spiace,” disse Tessa. Non riusciva a contare il numero di volte in cui gli aveva detto di essere dispiaciuta, durante le ore passate. (Clockwork Princess)

“Mi hai salvato la vita, al magazzino del tè, e te ne sono grata, Will.” (Clockwork Prince)

“Oh, Will. È tutta colpa mia. Jem ha buttato la sua vita per me. Se avesse preso la droga con più parsimonia – se si fosse concesso di riposare e star malato, anziché fingere di stare bene per me…” (Clockwork Princess)

Scosse la testa. “Come puoi sopportare di avermi vicino a te?” chiese, disperata. “Ti ho tolto il tuo parabatai. E ora moriremo qui entrambi. Per colpa mia.” (Clockwork Princess)

Tessa, a dire il vero, si è spesso sentita in colpa per cose che non erano neppure colpa sua: così anche Will e Jem, ma quando lo fanno loro, è perché sono dei poveri, dolci bambini, mentre quando lo fa Tessa, è perché – sì! È colpa sua! Se sei una donna, non c’è modo che le cose ti vadano bene. Di certo il fatto che Jem abbia preso tutto il suo yin fen in una volta non è colpa di Tessa: non lo sapeva neanche. Ovviamente Tessa sta spesso male, è spesso divorata dal senso di colpa, ma, sfortunatamente, nessuna donna può mai sentirsi abbastanza in colpa da risultare soddisfacente. Tutta la società dice alle donne che devono odiare loro stesse e le altre, e questo genere di cose è il risultato.

Pensare che Tessa abbia ucciso Jem con le sue parti femminili, mentre in verità è successo il contrario, perché lei gli ha salvato e prolungato la vita, richieda una dedizione assoluta alla misoginia, e al credere che le donne siano significative e importanti solo nel modo in cui trattano gli uomini nella storia. Se li rendono costantemente felici, le donne sono okay. Se anche solo pare che li stiano rendendo infelici, se un uomo fa qualcosa di stupido o mette a rischio la sua vita per una donna anche se lei questo non lo sa, se lui è infelice anche se lei non può evitarlo, se la donna dorme con un altro anche se pensava che lui fosse morto e a lui non sarebbe comunque potuto importare di meno, se non considera più importante l’immaginario dolore di un uomo morto rispetto ai suoi bisogni per sopravvivere e al suo benessere mentale, è lei la puttana che merita di morire. Se osserva con sorpresa e senza lussuria che un uomo è nudo, perché è una ragazza vittoriana e quindi è scioccata ritrovandosi nella stessa stanza con un uomo nudo, è una troia. E se desidera avere un’esperienza sessuale e consensuale prima di una vita di stupri (dal vero cattivo dei libri – il suo nome è Mortmain, tra parentesi, e in verità è lui a rendere tutti tristi), non è solo una troia, è una troia assassina.

È la mentalità al centro della cultura dello stupro: che le donne siano distributori automatici, e se metti un paio di monetine di attenzione o affetto dentro di loro, faranno meglio a rispondere col sesso e l’obbedienza, perché in caso contrario sono… rotte.
Le guerre tra ship fermentano facilmente, ed è semplice che entrino nella mentalità del: “Se la Jessa ottiene una cosa, la Wessa ottiene una cosa”. Ho deciso di procedere in un’altra maniera e presentarvi qualcosa su cui penso che sia le Wessa che le Jessa, e anche le fan della Heronstairs, potranno concordare: questo genere di pensieri? È rivoltante. »

Traduzione: “On love”

Ciclicamente, a Cassie arrivano domande su Will, Jem e Tessa – sul loro triangolo amoroso, e su chi amasse di più lei.
Ieri la Clare ha dato un’altra risposta bellissima (e molto, molto lunga!); non potevamo non tradurla. :)

 

Speriamo vi piacerà quanto è piaciuto a noi!

 

 

 

 

 

 

 

 

« “Voglio ringraziarti per aver scritto libri così belli; ma ho una domanda su La Principessa. Tessa finisce con Will fino all’epilogo, in cui riaccende la sua storia d’amore con Jem. Non riuscirò mai a venire a patti col fatto che lei sembri essere innamorata di due persone. La sua relazione con Jem a me è sempre parsa una semplice amicizia. Tu credi che sia possibile essere innamorati di due persone? O ho frainteso qualcosa nei libri?

Grazie per le tue gentili parole riguardo i miei libri. Quanto al fatto che Jem e Tessa abbiano una semplice amicizia, ecco la “scena della camera da letto” di Il Principe. Ho pensato che potrebbe risultare divertente fare una specie di commento, come nei DVD, tra parentesi.

 

“Tessa,” le disse. Tessa alzò lo sguardo verso Jem. Non c’era nulla di sicuro o affidabile, nella sua espressione. [Qui Tessa si rende conto di non star pensando a Jem come a un amico sicuro, affidabile; sta pensando a lui come a qualcosa di completamente diverso. Tessa sta realizzando di provare dei sentimenti per lui, e non sentimenti d’amicizia.] I suoi occhi erano scuri, le sue guance arrossate. Lei sollevò il viso e Jem abbassò il suo, la bocca obliqua su quella di lei; e, mentre Tessa si irrigidiva per la sorpresa, si baciarono. Jem. Stava baciando Jem. Se i baci di Will erano fuoco, quelli di Jem erano come aria pura dopo essere stati rinchiusi per lungo tempo in un’oscurità soffocante. Le sue labbra erano morbide e ferme; con una mano le aveva circondato gentilmente il collo, guidando la bocca di Tessa verso la sua. Con l’altra le aveva avvolto il viso, carezzandole dolcemente la guancia con un pollice. Le sue labbra sapevano di zucchero bruciato; la dolcezza della droga, immaginò Tessa. Il suo tocco, le sue labbra, erano incerte, e lei sapeva il perché. A differenza di Will, a Jem importava che quello fosse il massimo della sconvenienza, che non avrebbe dovuto toccarla, baciarla, che lei avrebbe dovuto spingerlo via.
Ma Tessa non desiderava spingerlo via. Anche mentre si meravigliava che fosse Jem che stava baciando, Jem che le faceva girare la testa e fischiare le orecchie
[Si stanno baciando e Tessa sta reagendo fisicamente. Desidera Jem. Baciarlo la eccita!], sentì le braccia sollevarsi di loro spontanea volontà e circondare il collo di Jem, portandolo più vicino.
Jem boccheggiò contro le sue labbra. Doveva essere stato così certo che l’avrebbe spinto via, che per un attimo rimase immobile. Le mani di Tessa scivolarono sulle sua spalle, incitandolo con tocchi gentili, con un mormorio contro la sua bocca, a non fermarsi. Jem ricambiò le sue carezze, esitante, e poi con più forza – baciandola ancora e ancora, ogni volta con più urgenza, prendendole il viso tra le mani brucianti, carezzandole la pelle con le sue affusolate dita da violinista, facendola rabbrividire.
Le sue mani si mossero sui fianchi di lei, premendosela contro; i piedi nudi di Tessa scivolarono sul tappeto, e i due mezzo inciamparono sul letto.
Con le dita strette intorno alla camicia di Jem, Tessa lo attirò a sé, accogliendo su di sé il peso del suo corpo con la sensazione che le fosse stato restituito qualcosa che le apparteneva da sempre, una parte di lei che le era mancata senza che lei se ne rendesse conto.
[Questo è un sentimento intensamente profondo. Tessa sente di essere completa, stando con Jem in una maniera amorevole, sessuale. È più del semplice desiderio; è eros, amore e desiderio.] Jem era leggero, con ossa cave come quelle degli uccelli e lo stesso cuore che batte all’impazzata; gli passò le mani tra i capelli, ed erano soffici come aveva sempre pensato che sarebbero stati nei suoi sogni più nascosti [Qui scopriamo che Tessa aveva precedentemente fantasticato sul come sarebbe stato toccare Jem come un’amante. Si è chiesta come sarebbe stato toccargli i capelli. L’ha bramato.], come piume appena spuntate tra le sue dita. Le mani di Jem sembravano incapace di smettere di accarezzarla, in preda allo stupore. Si fecero strada lungo il corpo di Tessa; il respiro gli si spezzò contro il suo orecchio mentre trovava la cintura della sua vestaglia e vi indugiava con dita tremanti.
Davanti a quell’incertezza, Tessa ebbe l’impressione che il cuore le si stesse gonfiando nel petto, invaso da una tenerezza abbastanza grande da contenere tutti e due. Voleva che Jem la vedesse, vedesse lei così com’era, se stessa, Tessa Gray, senza nessuna trasformazione. Abbassò la mano e sciolse la cintura, facendosi scivolare la vestaglia lungo le spalle e mostrandoglisi con la sola camicia da notte di batista bianca.
Lo guardò, senza fiato, scostandosi i capelli sciolti dal viso. Sollevandosi sopra di lei, Jem abbassò lo sguardo, e ripeté, roco, ciò che aveva detto nella carrozza quando le aveva toccato i capelli: “Ni hen piao liang.”
“Che significa?” sussurrò lei, e questa volta lui sorrise e rispose:
“Significa che sei bellissima. Non volevo dirtelo, prima. Non volevo che pensassi che mi stavo prendendo delle libertà.”
Tessa si sporse e gli toccò la guancia, così vicina alla sua, e poi la fragile pelle della gola, sotto la cui superficie il sangue batteva impetuoso. Le ciglia di Jem tremarono, mentre con gli occhi seguiva il movimento delle dita di Tessa, simili a pioggia argentata.
“Prenditele,” gli mormorò.
[Jem ha aspettato il suo consenso, e Tessa gliel’ha dato con entusiasmo. Desidera assolutamente star con lui in questo modo. Non ci sono indicazioni che dicano che lei si sente anche solo remotamente esitante o priva d’entusiasmo.]
Jem si chinò su di lei; le loro labbra si incontrarono di nuovo, e lo stupore generato da quella sensazione fu così forte, così schiacciante, da farle chiudere gli occhi, come per potersi nascondere nell’oscurità. Jem mormorò e la strinse a sé. Rotolarono di lato, le gambe di Tessa tra quelle di lui, i loro corpi che tentavano di premersi sempre più l’uno contro l’altro, finché non divenne difficile respirare, e anche così non riuscivano a fermarsi [Non è: “Jem non riusciva a fermarsi”. È: “Non riuscivano a fermarsi”. Sono resi folli dal desiderio che provano l’uno per l’altro.] Tessa trovò i bottoni della camicia di Jem ma, anche quando aprì gli occhi, le dita le tremavano quasi troppo perché le riuscisse di sbottonarli. Li aprì in maniera goffa, strappando la stoffa. [Gli sta strappando la camicia!] Mentre Jem si sfilava con foga la camicia, Tessa vide che i suoi occhi si stavano nuovamente schiarendo fino a raggiungere una tonalità che era puro argento. Ebbe solo un istante per potersene meravigliare, però; era troppo occupata a meravigliarsi di tutto il resto. Era così magro, senza le corde di muscoli di Will, ma c’era qualcosa, nella sua fragilità, di adorabile, come scarni di una poesia. Oro battuto leggero come aria. Sebbene uno strato di muscoli gli coprisse il torace, Tessa riusciva comunque a vedere le ombre tra le sue costole. Il pendente di giada che gli aveva dato Will stava sotto le sue clavicole aguzze.
“Lo so,” fece Jem, guardandosi con imbarazzo. “Non sono… Voglio dire, sono…”
“Bellissimo,” disse lei, ed era seria. “Sei bellissimo, James Carstairs.”

 

Tessa è molto attratta da Jem. È lì, sulla pagina. I personaggi non mentono né nascondono nulla nei loro pensieri. Quando Clary bacia Simon, sappiamo cosa pensa. Città di Cenere, quando Clary e Simon pomiciano:

 

Era la prima, vera seduta di baci lunga che avesse mai avuto, questa – ed era stata bella, si disse, sicura e piacevole e confortevole. Certo, aveva baciato Jace, la notte del suo compleanno, e quel bacio lì non era per niente stato sicuro e piacevole e confortevole. Era stato come aprire una vena di qualcosa di sconosciuto nel suo corpo, qualcosa di più caldo, dolce e amaro del sangue.

 

È così che va quando ami una persona solo come amica ma stai cercando di far diventare la vostra relazione qualcosa di più. È piacevole. È confortevole. È noioso. Non puoi evitare di paragonarlo a qualcosa che era per davvero passione. Non puoi fare a meno di notare la differenza.

Tessa non lo fa mai. Non compara mai i baci di Jem considerandoli inferiori a quelli di Will. Li ama entrambi. Desidera entrambi. Puoi vederlo nella scena qui sopra, ed è questa parte della ragione per cui ho pensato che fosse importante e l’ho scelta per farci un commento da DVD – prima che Clockwork Prince venisse pubblicato, uno dei miei editori mi ha chiesto di rimuovere la scena. Era “troppo piccante”, e Jem era “troppo gentile” per fare qualcosa del genere. Gli ho risposto:

 

C’è una cosa di cui volevo discutere, e cioè il tuo accorato appello per spingermi a rimuovere la ‘scena della camera da letto’ di Jem e Tessa. Dopo averci riflettuto su, l’ho lasciata, ed ecco il mio accorato appello sul perché dovrebbe rimanere.

Non vi opprimerò con lettera lunga pagine che è venuta dopo, ma è stata abbastanza convincente, immagino. Mi è stato concesso di tenere la scena, e ne sono sempre stata grata. Penso che sia una prova assoluta del fatto che Tessa desidera Jem e lo ama, non come semplice amico.

Quindi, non stai fraintendendo nulla. È solo che la narrativa con cui veniamo sfamati sin da quando siamo abbastanza grandi da guardare i film Disney dice che c’è un solo vero amore per ogni persona. Così le persone si sforzano di capire quale dei ragazzi sia quello che Tessa ama di più, quando invece la storia parla di come lei li ami entrambi e non c’è nessun “di più”. (Glamourweaver.tumblr.com ha recentemente scritto un bel post riguardo i lettori che dicono che leggono le scene con Tessa e Jem e sostituiscono mentalmente il nome di Jem con quello di Will, perché è così che preferiscono che vada – e ho certamente sentito persone dire: “Ho saltato tutti i pezzi su Tessa e Jem; ora sono confuso!”. Voglio dire, fare così ti porta ovviamente a essere confuso! Non posso farci niente se hai saltato grosse porzioni del libro. Sono lì per una ragione. Funziona anche al contrario, se salti tutti i momenti su Will e Tessa.)

Non che io stia suggerendo che tu abbia fatto così, persona che mi ha fatto questa domanda! Ce l’ho assolutamente con la narrativa che dice che le persone – in particolar modo le donne – possono avere un unico amore “giusto”, nella loro vita. È un mito così pervasivo, nei media, da essere davvero difficile da scappare. La gente non riesce letteralmente a credere che si possa essere innamorati di più di una persona allo stesso tempo, o anche solo nel corso di una vita. Ma succede, tutto il tempo.

L’obiettivo di The Infernal Devices era mostrare che si può amare più di una persona, che persone diverse possono comunque essere giuste per te, che puoi avere più di un’anima gemella, ed entrambe le tue relazioni possono essere grandi storie d’amore. (Voglio dire, non so se ci sono riuscita, ma questa era l’idea.)
[NdT: ci sei riuscita, Cassie. ;*]

Ogni frase della serie è stata scelta attentamente per enfatizzare il tipo di storia che stavo cercando di raccontare, ovvero un tipo di triangolo amoroso diverso, uno in cui ogni amore è pari all’altro. Jem ama Tessa, Tessa ama Jem, Tessa ama Will, Will ama Tessa, Will ama Jem, Jem ama Will. Le persone mi chiedono tutto il tempo se sono una shipper della Wessa o della Jessa. Io rispondo: “Sì”. Non ho assolutamente una preferenza. Ho costruito l’intera storia sapendo che non avrei mai potuto averne una. Se mai mi fossi scoperta a preferirne una, avrei fatto marcia indietro e lavorato per sistemare qualsiasi cosa avessi fatto di sbagliato per spingermi a sentirmi così.

Mi sorprende ancora ricevere questa domanda, una che suggerisce che Tessa provi per Jem solo dei sentimenti d’amicizia, viste le sessioni di pomiciata tra loro e tutte le volte in cui Tessa non solo dice, ma pensa, di amarlo. Credo sia perché la narrativa con cui veniamo sfamati dai media sostiene che l’Amore, con la A maiuscola, debba essere denso e distruttivo e catastrofico e doloroso. L’amore di Jem e Tessa è appassionato, ma prima della fine non è molto doloroso: litigano di rado, e di rado si fanno del male a vicenda. Jem la fa sentire bene con se stessa.* Quindi penso che quando le persone lottano contro l’idea che Tessa li ami entrambi allo stesso modo, cosa che sono condizionate dalla società a non credere, notano la relativa mancanza di conflitto e pensano: “Oh, sono solo amici, allora!”.

Ma noi non pomiciamo coi nostri amici, né strappiamo loro i vestiti, e neanche fantastichiamo sul come potrebbero essere i loro capelli sotto il nostro tocco. Non lo facciamo. Non accettiamo neppure di sposarli. Tessa non avrebbe accettato di sposare Jem se non fosse stata innamorata di lui. Pensa che sarebbe disonorevole – e, come ho detto, i personaggi non mentono, nei loro pensieri.

Da La Principessa:

 

Amava anche Jem – lo amava anche più di quanto non l’avesse amato quando aveva accettato di sposarlo.

 

*Nessuna mancanza di rispetto verso l’amore di Tessa e Will. È a sua volta un sentimento sano – è solo che è stato davvero tanto fregato da circostanze che hanno portato dramma durante Il Principe e per gran parte de La Principessa.

Lo pubblico in cima a un reblog di una domanda molto simile che ho ricevuto circa un anno fa, solo per farvi notare un certo schema in questo genere di domande. Non significa che io non riceva la stessa domanda da persone che credono che Tessa amasse di più Jem e che Will fosse inferiore: ricevo pure cose simili. E mi arrivano in numero uguale, quindi in qualche modo penso di poterlo ritenere un segno del fatto che sono riuscita a realizzare ciò che avevo intenzione di fare. :)

Mi chiedevo, qual è la tua opinione circa l’amore di Tessa per Will e quello per Jem? Ho sempre pensato che amasse Jem nello stesso modo, più o meno, in cui Will amava Jem – come un vecchio amico, un amico intimo; qualcuno che non vorresti mai deludere, ferire o lasciar andare. Immagino sia per questo che l’ha sposato. Ma con Will, aveva tutto il mistero, l’amore folle, emozionante, non corrisposto di cui molte favole parlano. Tieni in mente che ho appena cominciato Clockwork Princess, quindi quel libro potrebbe rispondere alle mie domande. Volevo solo chiederti, solo sulla strada giusta, col mio ragionamento? E tu che ne pensi – cos’erano quando stavi sviluppando la storia?

Jem e Tessa avevano una relazione che includeva un romanticismo intenso e un desiderio sessuale. Per esempio, in una scena di CP Jem e Tessa pomiciano come pazzi in una carrozza, e sono, tipo: uh-oh, ci serve un ACCOMPAGNATORE! Come per dire: non riusciamo a tenere a bada le mani, e abbiamo bisogno di qualcuno che ci separi! Ne La Principessa, si appartano di nuovo appassionatamente, questa volta su un pavimento, e finalmente decidono di doversi sposare non in un mese, ma il giorno dopo. Vivono in una società in cui seriamente non dovresti far sesso fino al matrimonio. Fa’ i conti!

La mia opinione sulla relazione di Will e Tessa e quella di Jem e Tessa è questa: proprio come non volevo scrivere come se ci fosse un unico modello possibile per i triangoli amorosi, non desideravo scrivere come se ci fosse in generale un unico modello per le storie d’amore.

Vediamo spesso un unico tipo di relazione: quella con il dolore, grandi drammi, l’amore che non puoi dire se è ricambiato perché lui è così cattivo/così misterioso/tu sei un gufo e lui un pesce e vivete in modi così differenti e bisticciate comunque tutto il tempo. Will e Tessa hanno una storia d’amore di questo tipo. Dici che è un amore da favola: puoi chiamarlo così, o Amore Altamente Romantico, come lo considero io, o comunque tu voglia.

Jem e Tessa avevano/hanno un tipo d’amore che i lettori non trovano spesso, nei libri. Non fa così tanto male (nonostante l’ombra della morte di Jem), fa sentire Tessa bene con se stessa, è salutare e meraviglioso. Non era proibito. Questo non lo rende inferiore. (Né lo rende migliore – visto che le circostanze cospiravano per rendere l’amore di Tessa e Will doloroso; sono certa che in seguito la loro storia sia stata a sua volta semplice e salutare e meravigliosa.) Ma visto che siamo condizionati a vedere l’amore e il dolore come la stessa cosa, credo che questo possa portare alcune persone a pensare che “lei non poteva amare entrambi i ragazzi nella stessa maniera”.

I libri riguardano brutte cose che succedono alle persone: il viaggio stradale che va male, le prove del coro che vanno male, l’apocalisse zombie che non ci sono possibilità che vada bene. Le storia d’amore, nei libri, sono solitamente ciò che va male, e di norma per buone ragioni. I libri riguardano i conflitti. Elizabeth Bennet non poteva incontrare Mr. Darcy e pensare: “Che individuo adorabile, e com’è bello, anche”, perché si sarebbero sposati in venti pagine e il libro sarebbe finito.

Quindi, visto che l’amore di Tessa e Will è quello che va tremendamente storto alla fine de Il Principe, le persone sono spinte a pensare che questo sia un segno del fatto che staranno insieme. Lo sapevo: è una delle cose con cui stavo giocando mentre scrivevo di questo triangolo.

Una delle cose di cui parlo tanto, in questi post, sono le aspettative dei lettori: i lettori sono spinti ad aspettarsi cose specifiche dalle storie semplicemente perché le hanno viste succedere già tantissime volte; per giocare con le loro aspettative, come io cercavo di fare, devi essere consapevole di quali eventi della trama significano cosa. Sapevo che, alla fine di Clockwork Prince, l’amore di Will e Tessa era fott*to, e che le persone l’avrebbero per questo pensato che loro due erano la coppia più probabile proprio perché era fott*ta. Che il modo più semplice per leggerla sarebbe: “Questa è la storia dell’amore di Will e Tessa e Jem è un ostacolo”. Solo che io volevo anche rendere chiaro che Jem e Tessa si amano e si desiderano, e non volevo concludere il triangolo nella maniera tradizionale; non volevo che i lettori ci trovassero niente di tradizionale. Quindi Jem e Tessa hanno un bel po’ di scene bollenti, abbastanza da spingere uno dei miei editori a leggere la scena della camera da letto di Jem e Tessa, ne Il Principe, e dirmi: “Abbassa i toni!” (E io ho risposto: “Non posso!”)

Dirò una cosa, cioè che, così come penso che ci siano diversi tipi d’amore romantico, credo pure che persone diverse possano essere quelle giuste per te in momenti differenti della tua vita. Molte persone che si risposano una seconda volta sposano una persona totalmente diversa dalla prima, e penso sia quella giusta per loro in quel momento della loro vita, perché in molti modi, vivendo, diventiamo persone diverse da quelle che eravamo.

Questo era parte del lieto fine che stavo scrivendo: penso che entrambi i ragazzi fossero giusti per e giusti con Tessa, ma che la Tessa più giovane stesse meglio con il selvaggio e imprevedibile e spontaneo Will – che condivide con lei i suoi sogni e l’amore per la letteratura –, e che la Tessa più grande sia più adatta all’introspettivo, riflessivo e grazioso Jem, che è sempre stato lungimirante, ed è una delle poche persone al mondo capace di capire il peso dell’immortalità di Tessa e come lei abbia imparato ad accettarlo con grazia, perché anche lui ha dovuto fare lo stesso.

Quindi sento che Tessa ha amato sia Jem che Will, entrambi in maniera romantica, e non ritengo nessuno dei due amori migliore dell’altro. Volevo dire: entrambi questi tipi di amore sono bellissimi. »

Traduzione: una scena tagliata di “Clockwork Princess”!

La scena qui di seguito è stata eliminata dalla versione finale del romanzo (e sostituita: in Clockwork Princess quel che succede dopo Cadair Idris è un po’ diverso).

Dal momento che presenta SPOILER RILEVANTI dal libro, sconsigliamo la lettura a chi non ha avuto ancora modo di terminare la lettura de La Principessa. :)

Inoltre… La traduzione è nostra, quindi NON potete prelevarla a vostro piacimento o pubblicarla sulle vostre pagine (né coi crediti né, ovviamente, senza: se siete interessati a condividerla con i vostri fan, vi chiediamo cortesemente di PUBBLICARE IL LINK).

Buona lettura! :)

“Tessa si è svegliata!” annunciò allegramente Charlotte, piombando nella camera da letto eccitata come un colibrì.

Will, che fino a quel momento era rimasto seduto al capezzale di Henry, scattò in piedi; il libro che teneva in grembo cadde in terra. “Tess… Tess è sveglia?” balbettò. “E sta…?”

“Sì, parla, e secondo Fratello Enoch sta abbastanza bene, anche se è esausta.”

“Voglio vederla,” disse Will, e cominciò a marciare in direzione della porta; Charlotte sollevò una mano per fermarlo.

“Dalle un attimo, Will; c’è Sophie con lei, la sta aiutando a vestirsi.”

Will sapeva per cosa stava realmente quel “la sta aiutando a vestirsi”: se fosse piombato nella stanza di Tessa in quel momento, l’avrebbe trovata nella vasca. Un’ondata di desiderio, mista alla pesantezza del senso di colpa, lo colpì come un treno. Si sedette in fretta, allungandosi poi per recuperare il libro.

Charlotte lo guardò, gli angoli della bocca piegati in un sorriso. Chiaramente il comportamento di Will le stava procurando un certo divertimento. “Stavi leggendo per Henry?” chiese.

“Sì, della roba spaventosa, tutta piena di poesia,” le rispose con stizza suo marito. Era completamente vestito, poggiato ai cuscini del letto con una penna in mano e tanti fogli sparsi sulla trapunta. Will non poté biasimarlo per la sua stizza. Tessa era rimasta addormentata, e Henry confinato a letto, per tre giorni, prima che i Fratelli Silenti convocassero i membri dell’Istituto intorno al capezzale di Henry per avvisarli che quest’ultimo sarebbe sì sopravvissuto, ma non avrebbe più potuto camminare. Persino con tutta la magia a loro disposizione questo era il massimo che potevano fare.

Henry aveva preso la notizia con la sua solita forza, e si era messo in testa di costruirsi una sedia, simile a quella per gli invalidi, ma superiore, con ruote capaci di muoversi da sole e ogni sorta di accorgimento: era determinato a poter salire e scendere le scale da sé, in modo da poter continuare a tenere le sue invenzioni nella cripta. Aveva continuato a scarabocchiare design per la sedia durante tutta l’ora che Will aveva passato a leggergli Idilli del Re; in fondo, l’area d’interesse di Henry non era mai stata la poesia.

“Beh, sei esonerato dai tuoi doveri, Will; e tu, Henry, sei esonerato dall’ascoltare altra poesia,” disse Charlotte. “Se lo desideri, caro, posso aiutarti a raccogliere i tuoi appunti…”

Poi qualcuno bussò alla porta, e Charlotte, corrugando la fronte, andò a rispondere. Un attimo dopo tornò da Will e Henry, un’ombra che le oscurava il viso. Lanciò un’occhiata a Will, e ci volle appena un secondo perché lui capisse il motivo: dietro di lei c’erano due Fratelli Silenti, e uno era Jem.

Il petto di Will si strinse in una morsa. Non si erano più parlati dalla battaglia a Cadair Idris.

Will non aveva dubitato neppure per un secondo che sarebbero morti tutti insieme, lì sotto la montagna, finché Tessa non aveva cominciato a risplendere in tutta la gloria dell’Angelo, e aveva poi abbattuto Mortmain come un fulmine che colpisce un albero. Era stata una delle cose più meravigliose a cui Will avesse mai assistito, ma il suo stupore si era presto tramutato in terrore mentre Tessa collassava al suolo dopo il Cambiamento, sanguinante e insensibile malgrado i numerosi tentativi di svegliarla. Magnus, quasi esausto, era riuscito a stento a tenere aperto un Portale per ricondurli all’Istituto con l’aiuto di Henry, e tutto il ricordi seguenti a questo erano per Will confusi, una macchia sfocata di stanchezza e sangue e paura, sempre più Fratelli Silenti convocati per curare i feriti, e la notizia, giunta dal Consiglio, di tutti coloro che erano stati uccisi il giorno prima dagli automi di Mortmain; automi che erano poi crollati al suolo in seguito alla sua morte. E Tessa – Tessa che non parlava, non si svegliava, respirava a stento. Tessa che veniva trasportata in camera sua dai Fratelli Silenti, e lui a cui veniva impedito di seguirla. Non essendo né suo fratello né suo marito, poteva solo restare immobile a osservarla, aprendo e chiudendo le mani sporche di sangue. Non si era mai sentito più impotente.

E quando si era voltato alla ricerca di Jem, per condividere con l’unica persona al mondo innamorata di Tessa tanto quando lui la sua paura – Jem se n’era andato, era tornato nella Città Silente per ordine dei Fratelli. Se n’era andato senza neppure un saluto.

Sebbene Cecily si fosse sforzata di calmarlo, Will non era riuscito a non arrabbiarsi – con Jem, e, nei giorni successivi, anche con Charlotte, perché gli aveva permesso di diventare un Fratello Silente; Will si rendeva conto di essere ingiusto: era stata una scelta di Jem, quella, ed era anche l’unico modo per tenerlo in vita. La sua rabbia non aveva tratto giovamento dal panico e dalla preoccupazione che provava per Tessa: anche se le sue ferite fisiche erano poco rilevanti, lo shock causato da ciò che aveva fatto era stato enorme, ed enorme era pure il suo terrore. Will la si era seduto accanto, per giorni, tenendole la mano, supplicandola di svegliarsi e guardarlo, finché Charlotte non era andata a scuoterlo da dove si era addormentato, ovvero sdraiato a metà sul letto di Tessa.

Will guardò Jem, in modo così intenso da potergli scavare un foro in testa; nonostante il cappuccio fosse abbassato, però, e lasciasse vedere il viso, Jem evitava deliberatamente con lo sguardo la figura di Will. I suoi capelli stavano tornando del loro colore originale, scuri: le ciocche nere erano mischiate a quelle argentate, le une accanto alle altre; anche le sue ciglia erano tornate nere, e quando Jem abbassava le palpebre sfioravano le rune che aveva sulle guance.

Erano rune che solo i Fratelli Silenti portavano: a Will sembravano delle ferite, dei tagli sulle guance di Jem. Si sentì male.

Charlotte, disse Fratello Enoch, tendendo una mano: teneva una lettera tra le dita, sigillata col simbolo del Consiglio. Ho portato un messaggio per te.

Charlotte gli lanciò un’occhiata stupita. “Non è compito dei Fratelli Silenti consegnare le lettere.”

Questa è di grande importanza, però. È indispensabile che tu la legga in questo preciso istante.

Lentamente, Charlotte allungò una mano e prese il messaggio. Tirò l’aletta, poi aggrottò le sopracciglia e attraversò la stanza per recuperare un tagliacarte dalla scrivania. Will colse al volo l’opportunità per osservare con più insistenza Jem. Non servì a nulla. Jem non restituì il suo sguardo; aveva un’espressione piatta; non c’era nulla a cui aggrapparsi. Will quasi sentì il mal di mare – aveva la sensazione di essere stato per anni a bordo su una nave ancorata al fondo, e poi, all’improvviso, gli era stata data la possibilità di galleggiare libero sulle maree; e tuttavia non sapeva in che direzione andare. E lì c’era Jem, la sua ancora, che non lo guardava né incrociava il suo sguardo.

Il suono della carta strappata lo distrasse, e si voltarono tutti a guardare Charlotte mentre apriva la lettera e la leggeva, sbiancando un po’ di più dopo ogni singola parola. Alzò gli occhi e fissò Fratello Enoch. “Si tratta forse di uno scherzo?”

Nessuno scherzo, te lo assicuro. Hai una risposta?

“Lottie,” chiamò Henry, guardando sua moglie; sprizzava ansia e amore anche dai capelli. “Lottie, che cos’è? Qual è il problema?”

Lei si voltò verso di lui, per poi tornare a osservare Fratello Enoch. “No,” disse. “Non ho una risposta. Non adesso.”

Il Consiglio non desidera attendere.

“Beh,” rispose Charlotte con voce ferma. “Dovranno farlo. Di’ loro che invierò la mia risposta entro la fine della giornata.”

Dopo un attimo, Fratello Enoch annuì e si voltò per lasciare la stanza. Jem fece per seguirlo.

E a quel punto Will crollò. Si lanciò in avanti e afferrò la manica di Jem. La stoffa spessa di cui era fatta la tunica color pergamena era scivolosa sotto le sue dita. “Questo è tutto?” disse, con un tono basso, urgente. “Torni qui, e non mi parli – o visiti Tessa? Avete almeno rotto formalmente il vostro fidanzamento, James Carstairs?”

Jem si immobilizzò. Fratello Enoch si voltò a guardarli. Sembrava contrariato, ovviamente nei limiti delle espressioni dei Fratelli Silenti. Un Fratello Silente non può sposarsi né impegnarsi con un fidanzamento, disse, e Will capì dalle espressioni delle persone che li circondavano che solo lui e Jem potevano sentire la sua voce. Lui non ha più né una fidanzata né un parabatai, ora.

La mano di Will era ancora stretta intorno alla manica di Jem. “Vuoi che glielo dica io, allora?” chiese. Charlotte lo stava osservando, scuotendo la testa, come a dire Will, no. La sua era una rabbia ingiusta e ingiustificata, e lo sapeva bene – il fidanzamento di Jem e Tessa era finito, non avrebbe dovuto esserne grato? –, ma non era grato per niente. Dolore e collera fluivano come acqua fuori dal suo cuore infranto. Jem, che non aveva mai ferito nessuno, ora feriva lui, feriva Tessa – e se quanto era avvenuto tra lui e Tessa a Cadair Idris fosse successo solo perché lei pensava che Jem fosse morto, solo per colpa delle disperazione del lutto e del bisogno umano di conforto? E se lei avesse continuato ad amare e appartenere a Jem per l’eternità, sapendo che lui avrebbe continuato a vivere anche se lontano da lei, senza che Jem le dicesse neppure una parola in grado di chiudere in qualche modo quel capitolo della sua vita? Come avrebbe fatto Tessa a sopportarlo – come avrebbe fatto Will a sopportarlo? Che razza di futuro avrebbero mai potuto avere? E anche così, per Will non c’era alcun futuro senza Tessa. “James Carstairs, vuoi che sia io a dire a Tessa che con lei hai chiuso, se non desideri essere tu a farlo?”

“Chiuso con lei?” Jem liberò la manica dalla stretta di Will; aveva gli occhi spalancati e scuri e feriti, gli occhi del Jem bambino, quegli occhi che Will aveva conosciuto per tutto il tempo mentre cresceva. “Sono venuto qui perché Enoch mi ha detto che Tessa si era svegliata,” fece, e c’era una rabbia nella sua voce che Will aveva sentito solo di rado, prima. “Ho chiesto il permesso di parlarle un’ultima volta. Sai ciò che provo. Non chiuderò mai con lei. Neppure tra cento anni. Neppure tra un milione di anni.” Spostò lo sguardo da Will a Fratello Enoch, e poi di nuovo su Will. “Eppure devo farlo. Non ho altra scelta. Non è da te, William, non provare compassione per questo.”

Will deglutì. Ogni cosa nella stanza sembrò sparire, lasciando solo lui e Jem. “Ho pensato che  forse – essendo un Fratello Silente – ti avessero portato via la capacità di provare dei sentimenti,” disse, e dopo sbottò: “Non potrei mai sopportare il pensiero di un James Carstairs che non prova sentimenti. Non solo per Tessa, ma per me. Se lei amasse solo te, se decidesse di trascorrere il resto della sua vita portando il lutto per la tua partenza, potrei accettarlo; ma non potrei mai accettare la morte del tuo cuore, o quella del suo.”

Jem lo guardò, e nel profondo dei suoi occhi scuri Will vide, per un attimo, il Jem che conosceva. “Wo men shi jie bai xiong di,” disse Jem. “L’avresti saputo, se il mio cuore fosse morto, e se questo fosse successo a te sarei stato io a saperlo. La mia partenza, la chiami tu, e anche se io sarò ancora vivo, sembrerà che sia partito per un’isola sconosciuta, un qualche posto selvaggio in cui non puoi seguirmi. Ma sai,” aggiunse, in modo che il solo Will potesse sentirlo, “farò tutto ciò che è in mio potere per poterti incontrare di nuovo, e per poter incontrare ancora anche Tessa. Poiché tu sei metà del mio cuore, e lei è l’altra parte. Finché uno di voi due sarà la mia stella polare, il mio cuore non morirà, e potrò rimanere il tuo James Carstairs.”

“Will,” chiamò Charlotte. Sembrava preoccupata. “Will e J… Fratello Zaccaria, tutto ciò è contro le regole. Fratello Enoch, mi scuso…”

“Ho chiesto il permesso di parlare anche a Will, prima di venire qui,” disse Jem. “Mi è stato accordato, purché non parlassi con lui o gli rispondessi mentre Fratello Enoch era qui per motivi legati al Consiglio.”

Will lo fissò, e poi guardò Fratello Enoch, realizzando solo in quel momento che stava correndo seriamente il rischio di perdere l’unica possibilità che aveva per parlare di nuovo in privato con Jem – per sempre. Il viso di Enoch divenne inespressivo, non facendo intuire nulla.

“Non è giusto!” urlò Will. “Sono stato io a parlarti per primo…”

Sta’ calmo, piccolo Shadowhunter, disse Fratello Enoch. Il legame dei parabatai è ben compreso dalla Fratellanza. Dopotutto, siamo stati noi a unirvi. Hai il nostro permesso di parlargli di nuovo, un’ultima volta, prima che se ne vada.

 

Esce oggi “Shadowhunters – Le Origini: La Principessa”!

Per tutti i fan che lo stavano aspettando, da oggi è possibile trovare in libreria l’ultimo atto degli Infernal Devices, “La Principessa”. :)

L’attesa è stata lunga (il libro in America è uscito a marzo), ma vi assicuriamo che ne varrà la pena: Clockwork Princess è una perla rara, narrata con maestria e piena di personaggi stupendi.
Ma non dobbiamo essere noio a tessere le lodi di Will, Jem e Tessa, vero? XD

Tra qualche giorno cominceremo a pubblicare in pagina le varie risposte che Cassie ha dato sul romanzo (la maggior parte, ve lo anticipo, riguarderà il tanto caro “triangolo amoroso”), più una scena tagliata – e poi inserita nel libro in altra forma – che la Clare ci ha regalato qualche tempo fa. :)

Per adesso, Shadowhunters, godetevi il romanzo. E fateci sapere che ve ne pare, eh! Ci contiamo!