Il nostro resoconto della signing di Roma!

Questa raccolta incoerente di pensieri e sensazioni(?) avrei voluto pubblicarla sabato scorso, appena tornata a casa – ma il treno, che già di suo doveva metterci due ore e mezza, ha tardato di un’ulteriore mezz’ora… e poi sono dovuta correre a prendere la Circumvesuviana. E una volta rincasata mi sono resa conto di non riuscire neppure a tirar fuori il pc. E ieri la connessione ha deciso di fare i capricci.

 

E quindi eccomi qui, ora, una settimana e due giorni dopo la signing, a parlarvi di questo nuovo evento italiano di Cassie. :) Spero che il mio riepilogo sconclusionato vi piaccia, e che magari regali un po’ di magia anche a chi non ha potuto partecipare. :(

 

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La giornata della signing è cominciata (troppo) bene.
Avevo lo zaino pieno, i libri in borsa e i biglietti a portata di mano. Ho preso la Circumvesuviana in perfetto orario, sono arrivata presto in stazione e mi sono trovata in Feltrinelli con l’amica che ha partecipato a questo folle viaggio con me, Mary.

 

Eravamo entrambe fiduciose: per quel giorno era previsto sciopero, ma il nostro era un treno garantito – e poi, dai, l’arrivo era previsto per le 16:05. Di quanto avremmo mai potuto tardare?

 

Due ore.

 

Due ore (sì, lo ripeto).

 

Due (lo ripeto di nuovo) ore.

 

Il nostro treno è arrivato in stazione in orario (benché una ragazza ci avesse chiaramente gufato contro). Sul tabellone era riportato un ritardo di appena dieci minuti, e ci siamo sedute prestissimo.

 

E poi è cominciato il calvario.

 

In primis, il treno non ne voleva sapere di partire. Io e Mary ce ne stavamo sedute lì, a fissare il vuoto coi telefoni in mano, accaldate e nervose. E i minuti di ritardo si accumulavano.

 

A un tratto abbiamo sentito la flebile voce della capotreno avvisarci che: “Non siamo ancora partiti perché a Salerno c’è stato un incendio, ma state tranquilli, abbiamo appena ricevuto il permesso e saremo i prossimi a lasciare la stazione”.
Riconosco di aver pensato: “Yay, finalmente si parte!” – e anche le altre persone nel vagone erano del mio stesso avviso, perché hanno smesso di parlare della Brexit e si sono messi a festeggiare.

 

Peccato che tra l’annuncio e la partenza sia passata un’ulteriore ventina di minuti. E che all’inizio il treno abbia viaggiato a velocità bassissima – al punto da farsi superare da un regionale.

 

Quando finalmente siamo arrivate a Roma, eravamo stanche e stressate. E prima di recarci al Teatro dovevamo per forza passare in albergo a fare il check-in (e ad abbandonare il mio zaino sul letto).

 

Grazie al mio meraviglioso principio d’influenza e al caldo opprimente (amo il freddo, io), raggiungere l’albergo è stata una seconda impresa… ma ce l’abbiamo fatta, e poi siamo tornate di corsa a Termini. E lì abbiamo preso un taxi, convinte di doverci recare in chissà quale luogo.

 

Premesso che il tassista ha dovuto cercare l’indirizzo su Google Maps… ci volevano dieci minuti a piedi. XD Dettagli. Eravamo finalmente arrivate!

 

Lo staff della Mondadori è stato molto gentile, e le ragazze in sala erano davvero simpatiche (ho sentito solo una castroneria grossa come una casa, e c’è stato un unico incidente, fortunatamente rientrato prima che Cassie potesse rendersene conto).
Mi ha anche fatto molto piacere rivedere tra la folla dei volti noti. :*** Passare il tempo con voi è stato bellissimo!

 

E ovviamente è stato bellissimo anche incontrare Cassie per la seconda volta in mano di una settimana.

 

Come chi mi conosce saprà già, temevo che non si ricordasse il mio anonimo volto u___u/, ed ero in conflitto con me stessa: “Glielo dico, che sono io, oppure faccio finta di niente?”

 

Avrei fatto meglio a non preoccuparmi: appena mi ha vista arrivare, ha strillato, mi ha indicata all’interprete e ha detto: “È la ragazza di cui ti parlavo, l’amica con cui mi sono vista a Capri!” Poi, ridendo, ha aggiunto: “Adesso non abbiamo più bisogno di te!” <3 <3 <3

 

Il resto della conversazione non ve lo riporto: abbiamo parlato di cose nostre (di Manu e Ale, per esempio), e dubito che a qualcuno potrebbe mai importare. XD Non le ho domandato niente di interessante, mi spiace. ;w;
Però vorrei scusarmi con quanti erano dopo di me in fila: io ci ho provato a dire a Cassie che dovevo andarmene o mi avreste uccisa, ma lei mi ha adorabilmente risposto: “Uhm, sì, è probabile. Però *ricomincia a parlare di tutt’altro*”, e niente, oh. Quando Cassie parla, Rò ascolta. U___U/

 

Tra parentesi, potrei aver fatto preoccupare la ragazza dietro di me quando, scendendo i gradini per abbandonare il palco, mi sono voltata di scatto e sono tornata da Cassie, strillando: “Cassie! Pinocchio!”, e allungandole una chiavetta USB.

 

Per inciso, no, non parlavo di Pinocchio-film-di-animazione. XD Le ho portato un drama che voleva vedere. E giuro di non aver perso tempo, stavolta: le ho allungato il regalino e sono scappata.

 

E… niente. Quando finalmente ho raggiunto le mie amiche, ero più intontita di quanto non lo fossi stata a Firenze. Girava tutto, ero euforica, e credo di non aver neanche ringraziato degnamente la ragazza che, avendomi riconosciuta, mi aveva fatto i complimenti per il sito.
Lo giuro, mi hai commossa. T___T Magari non si è notato, ma sono giorni che saltello per le tue parole gentili! Grazie! *Lancia un abbraccio e dei cuoricini*

 

A un certo punto un ragazzo ha sentito il bisogno di attirare la mia attenzione per chiedermi: “Di cosa avete parlato?”
Ragazzo misterioso, quando le persone ti rispondono con cortesia… evita di domandare ripetutamente: “Perché?” D: Rischi di risultare maleducato.

 

Sfortunatamente non ho foto decenti da caricare, perché l’illuminazione della sala non permetteva scatti nitidi di Cassandra. :( Le uniche foto che ho sono eccessivamente luminose, quasi non la si scorge. XD

 

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Tirando le somme: dopo la signing di Firenze ho detto che, pur essendomi stressata tantissimo, avrei ripetuto volentieri quell’esperienza anche subito.

 

Ora? Cosa ne ho pensato di quest’evento?

 

Per prima cosa, è stato molto, molto più godibile di quello precedente. Il numero chiuso ha permesso a tutte le persone in sala di vivere un momento tranquillo in compagnia di Cassie, e la presenza del traduttore ha fatto sì che tutti potessero esprimersi liberamente, senza temere di non capire le risposte o non riuscire a porre le domande.

 

C’erano posti a sedere comodi, una buona organizzazione e Cassie stessa era stata sistemata degnamente. :*

 

Certo, il fatto che la signing sia stata annunciata così in ritardo ha costretto tutti i partecipanti “non romani” a fare i salti mortali per organizzarsi, e lo sciopero dei treni ha creato innumerevoli problemi – ma in linea di massima non ci sono stati altri disagi.

 

Cassie, come sempre, si è dimostrata una persona splendida e gentile. :* Non si limita a essere una scrittrice fantastica: è anche un essere umano stupendo, e penso che tutti i presenti se ne siano resi conto. Ci tiene ai suoi lettori (le spiace un sacco per quelli che non sono riusciti a partecipare, tra parentesi), e ti fa sentire orgoglioso di essere un suo fan.

 

Adorabile è anche suo marito, Joshua Lewis, co-autore del Codex, che ogni tanto compariva negli angoli più strani della sala. XDDD Prima di andar via mi sono fermata a salutarlo (pure in questo caso temevo di non essere riconosciuta, ma per fortuna non è andata così: “Certo che mi ricordo di te, ci siamo visti meno di una settimana fa!”), e Mary ne ha approfittato per urlare: “Selfie!”
Dopo un piccolo incidente di percorso dovuto all’emozione (“Non c’entrate tutti nello scatto!”, “Hai provato a girare il telefono?”), ci siamo allontanate dall’edificio con una bella foto e tanti ricordi.

 

Le signing alla fine sono esperienze incredibili per questo: ti regalano qualcosa. Ti donano sensazioni, immagini e risate che non se ne andranno tanto presto – non importa quanto tu possa essere stanco una volta rincasato, o quanto possa essere stato drammatico il viaggio.

 

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Tra parentesi, Cassie si augura di riuscire a tornare qui in Italia già il prossimo anno – e noi lo speriamo con lei. :* Auguriamoci che questo suo proposito riesca a realizzarsi… e che, magari, la prossima volta (tempo libero permettendo!) si riesca a organizzare più di un evento, così da accontentare un numero di lettori maggiore.

 

 

 

PS: visto che Cassie ha approfittato della signing per rivelarlo, ve lo diciamo anche noi: potreeeeeeeemmo averla aiutata a scegliere il nome di una Shadowhunter italiana. ;)
Del cognome non vi diciamo nulla, perché quello non l’ha rivelato. U_U Ma il nome ora è di dominio pubblico, quindi… Chiara. :D

 

E – se volete condividere con noi il vostro resoconto della signing, fate pure! Lo caricheremo volentieri in pagina. :*

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Traduzione: “Cassandra Clare Created a Fantasy Real and Aims to Maintain Her Rule”

Shadowhunters, come avevo accennato stamane in pagina, il New York Times ha dedicato un articolo interessantissimo a Cassandra. Parla della sua carriera, certo – ma anche di lei come individuo, e abbiamo pensato che fosse un’ottima occasione per presentarla a chi, magari, di quella splendida persona che è la Cassie-donna poco sa. :)

Il tutto è accompagnato da delle bellissime foto che vi riproponiamo con traduzione della didascalia; se volete leggere l’articolo in lingua originale, comunque, vi basterà cliccare sulla scritta “New York Times” qui in alto.

 

Fateci sapere che ve ne sembra! :)

 

 

 

 

 

 

 

All’inizio di marzo, Kyli Ledesma, una barista ventenne di San Diego, si è svegliata alle 3:30 di mattina per poter guidare fino a Los Angeles e assicurarsi una copia dell’ultimo libro di Cassandra Clare, Lady Midnight, che avrebbe trovato in vendita alla Barnes & Noble del Grove, un centro commerciale di alto livello, al momento della sua apertura, le nove. Eppure non era la prima davanti alla porta.
Così come non era la prima Lydia Whitman, 15 anni, che era arrivata alle cinque – dopo un viaggio in auto con la madre da Agoura Hills, California – per ottenere il dodicesimo posto della fila.
Le vendite dal libro sono state chiuse dopo 400 copie, ma a spingere la signorina Ledesma, la signorina Whitman e tutti gli altri fan di Ms. Clare c’era la consapevolezza che solo i primi 100 ad acquistare il romanzo avrebbero ricevuto un posto a sedere per la sessione di domande-e-risposte che quel pomeriggio avrebbero tenuto Ms. Clare e gli attori di Shadowhunters, la serie TV ispirata ai suoi libri.
I tour di Ms. Clare hanno più in comunque con le stelle della musica country che con gli scrittori. Viaggia su un autobus con su scritto il suo nome, e centinaia, se non addirittura migliaia, di fan si presentano a ogni evento.
Scrive romanzi fantasy per il mercato Young Adult, il che la rende una costruttrice di mondi alternativi – come J. K. Rowling e Stephenie Meyer – che ambienta le sue trame soprannaturali (gli Shadowhunters sono umani, principalmente adolescenti, che discendono dagli angeli e combattono demoni e cose simili) in ambienti urbani come New York e Los Angeles.
I personaggi di Ms. Clare sono più tosti e spiritosi dei lugubri Bella e Edward di Twilight, e le sue protagoniste femminili sono intelligenti e sarcastiche. Il loro fascino, oltre all’innata tensione creata dagli adolescenti al limite, sta nelle ambientazioni contemporanee e nei dialoghi taglienti.
“I libri ti regalano incanto nella vita di tutti i giorni,” ha detto Katherine Mann, 13 anni, che aveva le braccia piene di copie di Lady Midnight acquistate per sé e per i membri della sua famiglia. “Cassandra Clare ti mostra che anche se vivi in una grande città, può esserci la possibilità di vivere una storia fantasy.”
Quel pomeriggio a Los Angeles c’erano fan da Seattle, dall’Argentina e dalla Svezia. Una di loro, Fanny Thorkildsen Fernandes, ha insegnato alla folla come pronunciare “Shadowhunters” in svedese. (Si dice “Skuggjagare”.)
Sogol Gharaei, 15 anni, ha raccontato di come celebri ogni anni il giorno in cui ha iniziato a leggere “Città di Ossa” – il primo romanzo di Ms. Clare, uscito nel 2007 – preparando una torta e disegnandosi delle grandi rune sul braccio per, ha spiegato, “mantenere vivo il ricordo”.
(Le rune fanno parte dell’arsenale degli Shadowhunters, e vengono principalmente disegnate sul corpo. Come Sogol, anche molte persone presenti all’evento della Barnes & Noble avevano le braccia ricoperte di esempi fatti col pennarello.)
I 300 fan che non erano riusciti a ottenere un posto a sedere hanno atteso pazientemente che Ms. Clare iniziasse a firmare i libri alle otto di sera. È rimasta fino a dopo mezzanotte, quando anche l’ultimo libro ha ricevuto la sua firma e lei se n’è tornata sul bus del tour per mettere del ghiaccio sulla mano e dormire mentre l’autobus guidava per tutta la notte fino a Salt Lake City, dove la stessa scena si è ripetuta nell’auditorium di un liceo per un evento sponsorizzato da una libreria indipendente.
Questo è il lato positivo del fandom di Ms. Clare. Ma dal suo successo ne deriva anche uno più oscuro e complicato. Twitter, Tumblr, Facebook e tutti i mezzi dei fansite (e degli anti-fansite e dei blog d’odio – sì, sono cose reali) sono comunità a volte litigiose, con membri con cui lei può entrare quotidianamente in contatto, ma non sempre in modo gioioso.
Il posto che Ms. Clare occupa nell’editoria – e il lavoro che fa per restarci – è un esempio emblematico degli oneri e dei vantaggi che la cultura dei fandom conferisce a tanti autori di romanzi fantasy. Profondamente possessivi nei confronti dei personaggi che ha creato Ms. Clare, i fan possono rivolgersi a lei per discutere di scelte della trama che non approvano, o per parlare dei modi in cui la serie TV si differenzia dai libri. (Ms. Clare non ha alcun ruolo nel telefilm.)
Il fantitlement (questo il nome con cui è conosciuto questo fenomeno) l’ha portata alla gloria, ma a volte è stato anche fonte di problemi, per lei, e così pure per altri autori suoi pari. Laura Miller, una colonnista dello Slate che scrive di libri e cultura e ha pubblicato articoli sulla cultura dei fandom, ha paragonato l’esperienza di Ms. Clare a quella di George R. R. Martin, l’autore di Game of Thrones; i fan si sono così tanto arrabbiati per i suoi tempi di pubblicazione da spingere uno di loro a creare il blog “Finisci Il Romanzo, George”.
I colpi che Ms. Clare riceve online sono intensi e dilaganti. Ci sono numerosi blog che hanno il solo scopo di metterla alla gogna. Alcuni di questi sentimenti affondano le raditi negli esordi come autrice di fan fiction della Clare; sedici anni fa, scrisse una fan fiction su Harry Potter di nome “The Draco Trilogy”. Ci furono della accuse secondo cui aveva preso passaggi dall’edito, ma fuori commercio, libro di un’autrice fantasy di nome Pamela Dean senza concederle i dovuti riconoscimenti.
Quella delle fan fiction è una comunità esuberante di scrittori online, perlopiù composta da donne, che riscrivono storie e personaggi esistenti, spesso in reami fantasy, e spesso con sfumature erotiche: Spock insieme a Uhura, per esempio, o col Capitano Kirk, sono immagini popolari.
Le fan fiction su Harry Potter appartengono a un’enorme sottocategoria, con centinaia di migliaia di esempi online, stando ad Anne Jamison, una professoressa associata di inglese all’università dello Utah, autrice del libro Fic: Perché Le Fanfiction Stanno Conquistando Il Mondo. (Perché stanno conquistando il mondo? “Perché è il primo esempio di letteratura nata digitalmente,” spiega la dottoressa Jamison.)
Alcuni lavori, come quelli di Ms. Clare, sono pieni di riferimenti, di citazioni dirette e persino di interi passaggi ripresi dal canone fantasy, come se fossero delle battute tra adepti. Dei fan pensano che questo sia parte del gioco; altri, invece, credono che si tratti di una violazione delle regole.
Cassandra Clare è lo pseudonimo di Judith Lewis, anche se la maggior parte delle persone nella sua cerchia, eccezion fatta per i suoi parenti, la chiamano Cassie. Di persona, Ms. Clare, 42 anni, è più una Hermione che una Bella.
Ms. Clare è figlia di accademici, e ha passato le prime due decadi della sua vita tra Tehran, Londra, Boston e Los Angeles. Conserva ancora la sicurezza di una figlia unica precoce che è cresciuta col naso tra i libri e per la maggior parte del tempo in compagnia di adulti. (Sua madre, Elizabeth Rumelt, ha detto che le prime parole di Ms. Clare sono state, in farsi: “Voglio”).
Qualche volta i suoi capelli possono cambiare colore e diventare blu o rosa, e la si può vedere indossare abiti che ha disegnato lei stessa basandosi su dei pattern vintage e in stampe Liberty perché, essendo una donna che porta una taglia forte, ha difficoltà a trovare dei vestiti che incontrino i suoi gusti.
Ha preso il suo pseudonimo da un “terribile romanzo” che ha scritto in terza media, The Beautiful Cassandra. Il titolo era un riferimento alla storia che Jane Austen ha scritto per la sorella maggiore, Cassandra. “All’interno di quella storia, Cassandra incontrava un giovane uomo bellissimo, e loro due si innamoravano e baciavano,” ha raccontato Ms. Clare. “Io avevo 13 anni, e non sapevo cosa succedesse dopo, quindi l’ho ucciso.”
Quasi un decennio e mezzo dopo, Ms. Clare ha scritto la sua prima fan fiction. Aveva 25 anni e lavorava come assistente dell’editor per il The Hollywood Reporter; stava mettendo insieme una sezione speciale per X-Files quando ha scoperto il genere ed è caduta nella tana del coniglio (forse non sorprenderà, ma X-Files era come erba gatta per la gente delle fanfic).
“Le ho stampate tutte, e lette una notte in palestra,” ha detto. “Sono quasi caduta dalla NordicTrack.” Ed è stato quello il momento in cui Ms. Clare ha creato la sua “Draco Trilogy”, storia in cui Harry Potter e Draco Malfoy si scambiano le identità e combattono per l’affetto di Hermione.
(Ai tempi scriveva col nome Cassandra Claire; ha eliminato la “I” quando un’altra autrice di fan fiction si è registrata su tutti i domini come “Cassandra Claire”.)
Nel suo libro, la dottoressa Jamison ha dedicato un capitolo al trambusto che circonda la Clare come esempio di flame su Internet e conflitto. Questo in particolare, ha detto, continua a venir tirato fuori. “Quella degli scrittori di fan fiction sembra una comunità collaborativa che gioca seguendo le stesse regole, ma in verità non è così,” ha spiegato la dottoressa Jamison.
Sarah Rees Brennan, una scrittrice irlandese di fantasy YA che viene a sua volta dal mondo delle fan fiction, ha a sua volta i suoi cecchini virtuali che la accusano di aver plagiato, e la criticano per la sua amicizia con Ms. Clare. Ms. Miller dello Slate, che si è detta sconcertata dalla profondità dell’odio verso Ms. Clare, si chiede se questo non abbia a che fare col fatto che Cassandra Clare sia stata una delle prime autrici a lasciare la “bolla” delle fan fiction per diventare una scrittrice pubblicata; come se questo fosse stato visto come un tradimento.
E lo stesso si domanda Elizabeth Minkel, che scrive di cultura dei fan per il New Statesman, tra i tanti, e scrive a sua volta fan fiction. “Qualunque sia la ragione, quando qualche persona va via dalla comunità, lascia sempre un’eredità di sentimenti negativi,” ha detto. “Si passa di persona in persona. E una volta che le persone online si sono arrabbiate, non si torna indietro.”
Ms. Clare aggiunge pure un’altra variabile: il sesso.
“Penso che l’odio che il fandom prova per me riguardi il mio credere che le fan fiction siano arte illegale e il fatto che sedici anni fa abbia mischiato delle citazioni di libri e film e recite nelle storie che scrivevo?” ha detto. “No. Lo facevano un milione di persone, e ancora lo fanno. Non c’era niente di diverso o speciale, in me, se non per il fatto che sono diventata un’autrice di successo e una figura pubblica. Sono sempre stati molti chiari circa il fatto che mi stavano punendo per la seconda cosa, perché a loro sembrava presuntuosa. Non stanno tenendo un vecchio rancore. È un esempio di come vengono trattate online le donne ogni singolo giorno.”
Per quanto possa essere tumultuosa l’area fan fiction, c’è altrettanta passione diretta verso le storie pubblicate di Ms. Clare. C’erano fan furiosi, quando il cast della serie TV non si è rivelato essere quello del film del 2013, e Ms. Clare è stata denigrata per non aver preso le loro parti.
Queste emozioni si sono riversate pure offline. Delle librerie hanno ricevuto minacce di morte dirette verso di lei; a una signing di Clockwork Princess, l’ultimo libro della sua seconda trilogia, ambientata nell’Inghilterra Vittoriana, un fan ha sbattuto con forza il romanzo sulla mano di Ms. Clare perché era furioso, ha spiegato lei, per la morte di un personaggio.
“Le persone si sentono profondamente a disagio quando si trovano costrette a ricordare che i personaggi che amano e trattano come individui, come persone reali, sono stati creati da qualcun altro; soprattutto se questo qualcun altro è una donna,” ha affermato.
Ms. Clare ha parlato di un commento su Twitter in cui le si diceva, riguardo a un personaggio da lei creato: “Se dipendesse da te, Alec sarebbe morto.”
“Le ho fatto notare che dipendeva da me,” ha detto Ms. Clare. “E le persone mi sono sembrate sconvolte dall’idea che, in effetti, le cose stavano così – come se si fossero dimenticate che Alec l’avevo creato io: la sua realtà aveva trionfato sulla mia.”
E poi ci sono le dispute legali.
Gli autori Young Adult e fantasy possono guadagnare milioni pur non essendo nomi familiari quanto Ms. Rowling o Ms. Meyer.
Lady Midnight è il decimo romanzo di Ms. Clare, nonché il primo di una trilogia per cui la Simon & Schuster, l’editore di lunga data di Ms. Clare, l’ha pagata con una cifra a sei zeri. Ci sono 36 milioni di libri cartacei sugli Shadowhunters, in giro (paragonati ai 100 milioni di libri di Twilight di Ms. Meyer e ai più di 450 milioni di libri su Harry Potter di Ms. Rowling), e sono stati pubblicati in 35 lingue.
Lady Midnight, disponibile dall’8 marzo, è già alla sua seconda tiratura, con 600000 copie, e si è piazzato alla prima posizione, così come tendono sempre a fare i romanzi di Ms. Clare, della classifica dei bestseller nella sua categoria del New York Times.
“Ciò che trovi con gli autori di Urban Fantasy è un livello di fedeltà incredibilmente alto rispetto a una qualsiasi altra categoria di romanzi,” ha detto Peter Hildick-Smith, amministratore delegato del Codex Group, che analizza l’industria letteraria.
Stando a un sondaggio condotto dal Codex la scorsa settimana, la maggior parte dei lettori di Ms. Clare sono donne dai 18 ai 24 anni, e tra di loro è popolare tanto quanto Gwyneth Paltrow e Cameron Diaz. “Potrà non essere un nome familiare, ma i suoi fan sono fortemente leali,” ha detto Mr. Hildick-Smith. “Ed è questo che determina seriamente quanto venderai.”
Il fatto che la posta sia così alta spiega perché così tanti autori Young Adult e fantasy si ritrovino invischiati in procedimenti legali.
A febbraio, Ms. Clare è stata denunciata per violazione di copyright, tra le tante cose, da Sherrilyn Kenyon, un’autrice americana di Young Adult che scrive una serie Urban Fantasy su degli assassini di demoni di nome Dark Hunters. L’avvocato di Ms. Clare, John R. Cahill, è certo che la denuncia verrà respinta e ha rilasciato una dichiarazione in cui si dice, in parte: “La denuncia ha fallito a identificare anche solo un singolo aspetto di copia reale o plagio di Cassie.”
Questa disputa mette Ms. Clare in ottima compagnia, comunque: Ms. Meyer; Rick Riordan, un altro autore di successo che ha attinto dalla mitologia greca per creare le sue serie Young Adult; Ms. Rowling – tutti loro sono stati denunciati per plagio, anche più di una volta.
“Il fantasy è un genere fatto di cliché, e penso che in molti non lo capiscano,” ha detto Ms. Clare commentando la denuncia. Il fantasy è pure uno spazio editoriale di enorme profitto, e i franchise possono estendersi all’infinito. Ms. Clare è alla sua terza trilogia, e come ha fatto notare John Sellers, l’autore delle recensioni dei romanzi per bambini del Publishers Weekly, Cassandra Clare ha già in programma altre due trilogie.
“Non si sta facendo limitare dalla geografia, e neanche dal tempo,” ha commentato lui. “L’unico limite che penso abbia sta nel suo desiderio di scrivere. Ha creato un mondo esteso, e sembra che continuerà solo a ingrandirsi.”
Un recente giovedì, Ms. Clare è andata per un breve lasso di tempo a casa sua, ad Amherset, Massachusetts, nel luogo dove si trova la nuova abitazione che i romanzi sugli Shadowhunters hanno comprato a lei e a suo marito, Joshua Lewis.
Durante gli scorsi due anni, lei e Mr. Lewis hanno rinnovato un ex magazzino risalente alla metà del diciannovesimo secolo; si trova accanto a una cascata. L’hanno acquistato per quattrocentomila dollari, e hanno speso qualcosa come due milioni per rinnovarlo, ha detto Ms. Clare. “Abbiamo prima smontato tutto, e poi rimesso insieme i pezzi,” ha spiegato.
Adesso è un pezzo da esposizione. Le scale sono dipinte come librerie; le piastrelle del bagno sono state coperte con delle citazioni dei loro scrittori preferiti, tipo J. M. Barrie e Oscar Wilde. Il loro letto è dipinto a mano con citazioni di Verlaine e Rimbaud, e nella casa c’è persino un passaggio segreto. “Per Josh,” ha spiegato Ms. Clare.
I due si sono incontrati online più di dieci anni fa, in un gruppo dedicato agli aspiranti autori di romanzi per bambini, e lì hanno legato grazie alla letteratura. Mr. Lewis, che oggi ha 37 anni, stava lavorando a un dottorato di ricerca in informatica all’Università del Massachusetts, ad Amherst. Ms. Clare viveva a Brooklyn: di notte lavorava come redattrice indipendente per l’American Media, che pubblica il National Enquirer e lo Star, e di giorno scriveva Città di Ossa.
Mr. Lewis, che scrive a sua volta romanzi e che ha collaborato con Ms. Clare alla stesura de “Il Codice degli Shadowhunters”, un manuale per gli aspiranti Shadowhunters, ha dichiarato di essersi reso conto di aver conquistato Ms. Clare quando ha individuato una citazione di “Comma 22” in una delle sue prime mail. All’interno delle loro fedi c’è scritto: “Non siamo forse due volumi dello stesso romanzo?”
Si sono trasferiti ad Amherst nel 2009, quando è stato pubblicato il terzo libro di Ms. Clare. Più o meno in quel periodo, gli eventi che teneva nei negozi hanno iniziato a cambiare. “Al mio primo evento, si sono presentati i miei genitori, e forse una decina di persone,” ha raccontato. “Per Città di Vetro sono andata a Toronto per un evento, e si sono presentati in mille. Ho pensato: Dio mio, è successo qualcosa?”
Di fronte alla loro abitazione c’è un fienile del 1920 che è stato reinventato come studio per scrittori da Bruce e Melanie Rosenbaum, due progettisti architettonici specializzati nello stile steampunk. Sono stati così ispirati dal lavoro di Ms. Clare da creare un interno con degli scaffali da farmacia di recupero e una vecchia fontana per la soda. Una cabina telefonica vintage si trasformerà in una macchina del tempo. “Conoscendo Bruce,” ha detto Ms. Clare, “probabilmente funzionerà.”
Insieme a un ingegnere meccanico, i Rosenbaums hanno trasformato tutti gli elettrodomestici moderni in contrapposizioni fantastiche. Un piccolo motore a vapore è stato elettrificato e modificato perché dia l’impressione di alimentare il ventilatore sul soffitto. C’è un iPad su una bilancia da farmacista e la scintillante fontana di soda stringe un piccolo angelo meccanico (che omaggia il titolo di uno dei libri di Ms. Clare); lì sopra ci sono dei LED multicolori. È decorata con una frase in latino, “Che io non posso leggere perché non lo parlo,” ha aggiunto Mr. Lewis. “Ma viene da Milton, e dice qualcosa, tipo: ‘Se non posso raggiungere il Paradiso, muoverò l’Inferno’.”
“In verità è di Virgilio,” l’ha corretto Ms. Clare. Mr. Lewis le ha rivolto un sorriso raggiante.
Il microonde, uno strumento parecchio elaborato, è decorato con una sua frase in latino: un suggerimento appropriato, forse, anche per la carriera di Ms. Clare: “La giustizia andrebbe servita calda”.

 

 

L’autrice fantasy Cassandra Clare nella zona bar realizzata con materiali da farmacista all’interno dello studio per scrittori che appartiene a lei e al marito, Joshua Lewis. Lo studio, che si trova di fronte all’abitazione della coppia in Amherst, Mass., è stato creato in stile steampunk. – Tony Luong per il New York Times

L’autrice fantasy Cassandra Clare nella zona bar realizzata con materiali da farmacista all’interno dello studio per scrittori che appartiene a lei e al marito, Joshua Lewis. Lo studio, che si trova di fronte all’abitazione della coppia in Amherst, Mass., è stato creato in stile steampunk. – Tony Luong per il New York Times

Dei fan di Cassandra Clare a una sua apparizione in una libreria di Los Angeles. – Julian Berman per il New York Times

Dei fan di Cassandra Clare a una sua apparizione in una libreria di Los Angeles. – Julian Berman per il New York Times

Ms. Clare sul bus del suo tour. – Julian Berman per il New York Times

Ms. Clare sul bus del suo tour. – Julian Berman per il New York Times

Un motore a vapore che è stato elettrificato perché dia l’impressione di alimentare i ventilatori nello studio per scrittori di Ms. Clare ad Amherst, Mass. – Tony Luong per il New York Times

Un motore a vapore che è stato elettrificato perché dia l’impressione di alimentare i ventilatori nello studio per scrittori di Ms. Clare ad Amherst, Mass. – Tony Luong per il New York Times

Ms. Clare e suo marito, Joshua Lewis, nel loro studio per scrittori ad Amherst, Mass. – Tony Luong per il New York Times

Ms. Clare e suo marito, Joshua Lewis, nel loro studio per scrittori ad Amherst, Mass. – Tony Luong per il New York Times

Una mano meccanica esposta nella zona bar di Ms. Clare. – Tony Luong per il New York Times

Una mano meccanica esposta nella zona bar di Ms. Clare. – Tony Luong per il New York Times

Traduzione: “fictional boys”

Prima di tutto: questo post NON contiene spoiler su Città del Fuoco Celeste, quindi leggetelo tranquillamente! ;)
Speriamo vi piacerà!
EDIT: dimenticavamo di dirvi che Cassie ha taggato il post così: “mio marito ha una maglietta con su scritto ‘personaggio di fantasia’”, “scrittura”. XDDD Joshua Lewis vince di brutto. <3

 

 

 

 

« “Non sono certa che tu abbia un fidanzato/un marito, ma se non ce l’hai… Scrivere di personaggi come Jace, Will, Jem, Alec, Simon e così via alza le tue aspettative, quando cerchi un ragazzo? O credi che dia agli altri alte aspettative? Forse le loro qualità sono ciò che hai trovato in altre persone?

Sono sposata. Il quarto anniversario è in arrivo. Penso sarà quello di latta o carta o qualcosa del genere [NdT: dovrebbe essere quello di seta. XD]. Prima ho avuto dei fidanzati che mi piacevano in varia misura. Ma sapete che altro avevo?
Cotte per ragazzi dei libri.
Avere una cotta per dei personaggi immaginari di qualsivoglia genere è totalmente normale, e non implica che tu voglia uscire con una persona proprio identica. È assolutamente normale, sia che tu abbia una relazione, sia che tu non ce l’abbia.
La finzione ci dà uno spazio sicuro in cui esplorare ciò che non vorremmo mai sperimentare nella vita reale. Stare in prigione, essere un pirata, un assassino, un eroe epico, un cattivo epico. Uscire con millemila tipi di persone e sperimentare i punti più alti e quelli più bassi dell’amore, senza però doverti impegnare ad amare qualcuno con un padre malvagio, o che sta attualmente morendo di una magica dipendenza dalla droga. Voglio dire, quanto divertente sarebbe Will, se lo incontraste in un bar?

Voi: “Beh, ciao a te, ragazzo alto, oscuro e bellissimo.”
Will: “Sono maledetto. Maledetto!”
Voi: “Potrei comprarti un drink.”
Will: “TUTTE LE PERSONE CHE MI AMANO MORIRANNO.”
Voi: “Questo mi sembra potenzialmente una grossa fonte di dramma.”

Quando vediamo i personaggi, li vediamo in extremis, spinti al limite del loro essere dalle circostanze. Li vediamo nel momento più eccitante delle loro esistenze, quando sono più messi alla prova e interessanti. Ma c’è una grossa differenza tra l’“Amo questo personaggio!” e il voler per davvero sposarlo. Ho una cotta di lunga data per Mr. Darcy, ma devo ammettere che era il prodotto del suo tempo, e probabilmente non mi piacerebbe così tanto essere sposata con lui.

Mr. Darcy: “Cosa state facendo, cara?”
Io: “Scrivo un libro.”
Mr. Darcy: “Non c’è alcun bisogno di cose simili, quando avete Pemberley a cui badare!”
Io: “*Gli rompe una lampada in testa*”

Gli uomini (e le donne) di fantasia alzano i vostri standard? Forse, ma non è terribile avere per se stessi degli standard alti. Penso che sia utile analizzare le ragioni per cui ci piacciono determinati personaggi – Will perché ama i libri? Simon perché gli piacciono gli anime e le cose nerd che piacciono a voi? Jace perché è divertente? Jem perché è un musicista? Potete trovare tutta questa roba nei ragazzi reali sul pianeta, oggigiorno. In effetti, mio marito è un musicista a cui piacciono i libri, è divertente e anche un nerd.
Prima di tutto, però, se amate i ragazzi nei libri, trovare un ragazzo che ama i libri. Trovate un ragazzo che può amare gli stessi libri che amate voi – come stranamente ho detto in un post su Will e Tessa, ma sembra rilevante qui, le persone che conoscono e amano gli stessi libri che amate voi hanno la mappa della vostra anima. È qualcosa in cui credo.
(Tutta questa roba si applica anche alle “ragazze nei libri”, è solo che la domanda era sui ragazzi!) »

Nuove pagine dal Codex!

Simon Teen ci ha fatto un regalo davvero gradito: ha rivelato in esclusiva un bel po’ di pagine dal Codex, che uscirà in America il prossimo 29 ottobre.

Per averlo in italiano, invece, bisognerà aspettare metà novembre – ma che ne dite di cominciare a dare un’occhiata a quanto è già stato condiviso con noi? :)

 

PS: in basso abbiamo inserito anche un’immagine dell’edizione speciale del Codex (che costa circa trenta dollari), in modo da soddisfare gli animi dei curiosi. :3

 

 

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