Extra tradotto: numerose scene tagliate da City of Lost Souls!

Alla fine le restanti scene tagliate (sono dodici, di varie dimensioni) le abbiamo caricate oggi. ;) Speriamo vi piacciano!

PS: se vedete un “____”, è perché la parola nella versione originale del testo era stata omessa (visto che la scena tagliata era stata regalata a noi fan prima dell’uscita effettiva di Città delle Anime Perdute).

1 – Questa volta, quando Clary suonò il campanello, lei e Simon, anziché ritrovarsi nel corridoio buio davanti alla stanza della Regina, finirono in una caverna umida che sapeva di muffa; le pareti gocciolavano acqua fredda, il terreno era fangoso e marrone sotto ai loro piedi. Svariati passaggi conducevano a quella che pareva essere la stanza principale. Mentre si voltava, gli stivali di Clary scivolarono sulla pietra bagnata, e dovette afferrare il braccio di Simon per tenersi in equilibrio.
Lui stava guardando in alto, osservando le pareti della caverna, gli occhi scuri pieni di curiosità. Posò una mano sulla pietra e poi la tolse, mostrandole il palmo luminoso. “Guarda,” disse. “Muschio fosforescente.”
“Le fate lo usavano per creare delle torce,” spiegò Clary, ricordando ciò che aveva letto nel Codice. “Quello, e fuochi fatui intrappolati nel vetro.”
“Andiamo.” Simon la spinse dolcemente in avanti verso uno degli scuri passaggi che attraversavano la parete.
“Sai dove stai andando?”
“In caso di dubbio, muoviti in avanti,” le rispose. “L’ho imparato nei Boy Scout. Inoltre, vedo perfettamente bene, al buio.”
“Ci riuscirei anche io, se mi facessi una runa della visione notturna – oh!” Clary boccheggiò, e i due si fermarono mentre Meliorn gli compariva davanti, l’armatura bianca che luccicava come una stregaluce nella penombra. C’era un’espressione sgradevole nei suoi occhi chiari.
“Dunque sei tornata nella nostra terra, umana bugiarda,” disse a Clary. “Devi essere o molto coraggiosa o molto stupida se desideri presentarti davanti alla Regina dopo il trucco che hai tentato di giocarle.”
“Non lo definirei un tentativo,” osservò Clary. “L’ultima volta che ho controllato, aveva funzionato.”
“Sì,” disse Simon. Clary lo sguardò di sbieco, e lui si strinse nelle spalle. “Ti stavo solo dando manforte.”
“Cosa mi impedisce di ucciderti qui e prenderti il premio?” domandò Meliorn senza alcuna emozione.
“Due cose,” rispose Clary, contandole sulle dita. “Uno, non ce l’ho io. Ce l’ha lui.” Indicò Simon. “Buona fortuna se cercherai di ucciderlo. Due, se dovessi farlo la Regina non scoprirà mai cosa desideravo, e sai che è curiosa. Se non lo fosse, mi avrebbe tolto il richiamo, non me l’avrebbe lasciato.”
Meliorn sospirò. “Sei una sciocca del peggior genere. Quello che crede di essere intelligente. Molto bene, piccola Nephilim umana. Seguimi. Forse, se sei fortunata, la Regina ti lascerà vivere.” Si voltò e attraversò il passaggio.
“Ricordi quando pensavamo che le fate fossero piccoli esserini che vivevano nei funghi e indossavano cappelli fatti di ranuncolo?” Clary guardò Simon mentre cominciavano a seguire il cavaliere delle fate. “Non era meraviglioso?”
Simon ghignò, un lampo nell’oscurità, e le strinse la mano.

2 – Clary scosse il capo. “L’onestà è più… più dell’ordine delle parole. Dicono che le fate non sono in grado di mentire, ma tu lo fai con le tue intenzioni, il tuo atteggiamento, i tuoi gesti…”
“E gli umani no?” Lo sguardo della Regina scivolò da Clary a Simon. “Questo vampiro, questo Diurno che ti porti sempre dietro – è il ragazzo il cui bacio non desideravi, qui nella mia Corte, non è così? Ti importa qualcosa di lui, o è solo il Marchio di Dio che porta su di sé a fare in modo che tu lo voglia con te, come se fosse uno scudo? E tu,” aggiunse, voltandosi verso Simon, “tu che la amavi, adesso le presti il tuo non insignificante potere per aiutarla a trovare colui che ama di più? Cosa ci guadagni?”
Simon si schiarì la gola. “Forse è questa la differenza tra la mia specie e la tua,” disse. “A volte facciamo delle cose non per il nostro guadagno.”
“Ah,” rispose la Regina. “Per stupidità, vuoi dire.”
“Non la chiamerei così.” Clary non riuscì a non restare impressionata – l’ultima volta che erano stati lì, Simon si era sentito troppo a disagio e fuori luogo per pronunciare più di una manciata di parole; adesso difendeva le sue decisioni. “Ora, vuoi ____ o no? Ci sono delle questioni che richiedono la nostra presenza.”
“Potrei prendervelo,” rispose la Regina. “Sbarazzarsi della ragazza non sarebbe difficile, e per quanto riguarda te, Diurno, coloro che mi servono lo fanno con la loro vita. Una carica suicida potrebbe procurarti notevoli fastidi, a dispetto della tua maledizione.” Spostò lo sguardo su Simon, facendoglielo indugiare addosso.
“Sono la figlia adottiva del membro del Consiglio Lucian Graymark,” si inserì Clary. “Sono vicina ai Lightwood dell’Istituto. Varrebbe la pena di guadagnarsi la loro collera e ira solo per vendicarti del mio inganno? Inoltre – mi hanno sempre detto che le fate apprezzano l’intelligenza. Non desideri che si dica che non sai apprezzare un bel trucco, per quanto a tue spese, no?”
Clary capì guardando gli occhi della Regina sbarrarsi di aver scommesso molto – forse troppo – sull’orgoglio della fata; un attimo dopo, però, la Regina cominciò a sorridere, e le creature nella parete strillarono in tono d’apprezzamento. “Furba come tuo padre,” le disse, e Clary ebbe la sensazione di aver ricevuto un calcio nello stomaco. “Molto bene. Cosa vorresti in cambio del ___? Devo decidere se la tua proposta merita una negoziazione.”

3 – “Beh, salve, madre,” disse Sebastian; la sua voce era simile alla seta. “Ti sorprende vedermi?”

4 – Jace la raggiunse e protese le mani verso di lei; Clary le strinse e lasciò che la tirasse in piedi. I suoi occhi d’oro pallido le cercarono il viso. “Ti voglio con me,” le disse. “Ma voglio che sia una tua scelta. Una volta che saremo andati via, non potrai tornare indietro.”

5 – Jace posò ciò che aveva tenuto in mano sul davanzale e la raggiunse. Clary gli si poggiò contro, e la mano di Jace le scivolò sotto la maglia, posandosi con fare carezzevole, possessivo, sulla sua schiena. Lui si chinò per baciarla, all’inizio dolcemente; la dolcezza andò via alla svelta, però, e presto Clary si ritrovò premuta contro il vetro della finestra, le dita di Jace sull’orlo della maglia di lei – di lui
“Jace.” Clary si spostò lievemente. “Sono abbastanza sicura che le persone lì in strada possano vederci.”
“Potremmo…” Jace fece un gesto in direzione del letto. “Spostarci… di là.”
Lei ghignò. “L’hai detto come se ti ci fosse voluto un po’ per farti venire quell’idea.”
Quando Jace parlò, la sua voce suonò attutita dal collo di Clary. “Posso solo dire che fai rallentare i miei processi mentali. Adesso so cosa si prova a essere una persona normale.”
“Cosa… si prova?” Le cose che le stava facendo con le mani sotto la maglia erano una distrazione.
“È terribile. Sono già parecchio lontano dal mio numero minimo di battute spiritose, oggi.”

6 – “Vuoi che porti Isabelle?”
“Isabelle è qui?” A dispetto di tutto, Magnus riuscì a suonare divertito.
“Lei – lei, ah, ha passato la notte qui.”
“Alec ne sarà deliziato. Magari potremmo organizzare una gara per scoprire chi tra lui e Jocelyn ti ucciderà per primo.” Ridacchiò.

7 – Gli sforzi di Clary quasi risultarono sprecati quando alzò lo sguardo e vide Sebastian appoggiato contro il muro opposto del corridoio; aveva le braccia incrociate e la guardava.
Si sentì improvvisamente molto consapevole degli abiti che indossava. Lo stesso vestito a sottoveste che aveva messo per andare al club, ma senza i suoi stivali, la sua giacca e, cosa più importante, il ronzio che l’aveva guidata la notte precedente, aveva la sensazione di essere indifesa, vulnerabile. “Chi mi ha tolto le scarpe?”
“È questo che vuoi sapere?” Sebastian sembrava incredulo. “Svieni in un locale, ti risvegli ricoperta di sangue e tutto ciò che desideri sapere è dove si trovano le tue scarpe?”

8 – [NdT: detta presumibilmente ad Alec] “Non prenderla male, ma odori come Magnus.”

9 – “Hai rubato una barca,” scattò [NdT: presumibilmente Clary]. “Che devo farmene di te, ladro di barche lunatico?”

10 – “È uno Shadowhunter,” disse Jocelyn. “La sua lealtà va al Conclave e all’Alleanza.”
“È mio amico,” rispose freddamente Magnus. “La sua lealtà va a me.”

11 – La legge degli Stregoni era parecchio chiara, a riguardo: potevi amare un mortale, era accettabile, ma non spettava a te interferire con la sua mortalità. Ci voleva del tempo per abituarsi a una regola del genere… di norma finché non ti rendevi conto che essere immortale era meno un dono e più un peso.
Magnus lasciò cadere la tabacchiera sulla scrivania e prese il telefono, digitando il pulsante di chiamata rapida associato al numero di Alec. Quando Alec rispose, sembrava sia tormentato che speranzoso: “Magnus? Hai trovato qualcosa?”
“Niente. Mi spiace.”
“Oh.” La bruciante delusione fece suonare la voce di Alec più debole.
“Ma pensavo ai parabatai,” disse Magnus. “Quando i parabatai sono particolarmente intimi, riescono a sentire se l’altro è morto, o Mutato, o…”
“Lo so,” rispose Alec. “Questo lo so. L’ho sentito – quell’istante in cui Jace è morto, a Idris. Ma stavolta non è così.” Magnus riusciva a immaginarselo, gli occhi blu sul suo viso pallido, mentre si tirava una ciocca di capelli. Normalmente Alec pareva uno caduto fuori dal letto e dentro una pila a caso di vestiti, anziché aver scelto con cura gli abiti; da quando Jace era sparito, sembrava anche che non si stesse più spazzolando i capelli. “Non sento niente, semplicemente.”
“Nel senso, niente davvero? Come in… nulla?”
“Giusto…?” Alec suonò confuso.
“Questo mi dà delle idee, in effetti,” disse Magnus. “Farò tutto ciò che è in mio potere per aiutare, lo sai, vero, Alexander? Non per il Conclave, ma per te.”
“Lo so.” Alec rimase in silenzio per un attimo. “È bello sentire la tua voce, anche se non puoi fare nulla,” aggiunse, e attaccò bruscamente.
Magnus si mise accanto il telefono e rimase seduto per un attimo, abbastanza immobile da sentire il suo stesso respiro. Lo sto perdendo, pensò. Non so come né perché, ma so che è così.

12 – [Un consiglio di Jace per il combattimento] “Entra lì dentro. Ammazza un sacco di persone. Cerca di non farti ammazzare a tua volta.”

 

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Extra tradotto: una scena tagliata da City of Lost Souls!

Cominciamo a pubblicarvi quella che è la più lunga tra le scene tagliate di Città delle Anime Perdute ancora (nella nostra traduzione) inedite. :)

Protagonisti dell’estratto sono Clary, Jace e Sebastian. E niente, speriamo che vi piaccia!

PS: le altre arriveranno appena possibile, sono già pronte. Magari stasera! ;)

Clary si trovava nella stanza di Jace quando lui e Sebastian tornarono a casa. Aveva trovato davvero poche cose durante la sua ricerca. Non c’era nulla, nella stanza di Sebastian, che si potesse considerare interessante, eccezion fatta per alcuni libri scritti in latino; il latino di Clary, però, non era abbastanza buono perché potesse leggerli. Sulle pareti c’erano pagine che sembravano essere state strappate da qualche vecchia guida, illustrate con schizzi a penna bianchi e neri, ma non parevano collegate le une alle altre. Nel caminetto c’erano pezzi di cenere che dalla forma ricordavano brandelli di fotografie bruciate, ma quando Clary aveva cercato di prenderli in mano si erano sbriciolati.
La stanza di Jace era quella subito accanto; era immacolata, non conteneva quasi nessuno dei suoi averi. C’erano delle armi, ma Clary non riusciva a riconoscerle, e non riconosceva neppure i libri sugli scaffali. Il suo armadio era pieno di abiti, ma, proprio come quelli nella stanza matrimoniale, erano in gran parte nuovi: doveva averli acquistati durante le settimane precedenti, visto che molti presentavano ancora la targhetta col prezzo. Non rientravano in quello che secondo Clary era lo stile di Jace. Si era sempre vestito in maniera semplice – con cose normali, a tinta unita: abiti che gli stavano bene ma non attiravano l’attenzione. Era così bello che cose simili non avevano importanza, aveva sempre pensato Clary; aveva un aspetto eccezionale anche con un semplice jeans e una t-shirt. E adesso nell’armadio ne aveva in quantità, di jeans e t-shirt, ma le camice erano griffate, i cappotti e le giacche di Burberry e Hugo Boss e Dolce & Gabbana.
Come gli abiti nell’armadio di Sebastian.
Come i vestiti costosi che aveva sempre indossato Valentine.
Clary chiuse la porta dell’armadio e si sedette sul letto di Jace, dicendosi che si stava comportando come una stupida. Gli abiti firmati non erano qualcosa di cui preoccuparsi. C’erano altri oggetti, nella stanza, che parlavano del Jace che lei aveva sempre conosciuto – la pulizia, il modo in cui aveva organizzato le sue armi sull’armadio in ordine di grandezza, i libri sul comodino. Aveva sempre usato un pugnale dalla lama sottile come segnalibro; quest’abitudine non era cambiata. La foto di loro due era sulla parete. Persino il sapone agrumato nel suo bagno era lo stesso che aveva sempre usato…
Sentì i passi sulla scala, la voci. Quella di Sebastian si fece più forte: “Dov’è?”
Clary ebbe a stento il tempo di spegnere la luce, gettarsi sul letto e rannicchiarsi con la testa sul cuscino prima che la porta si aprisse. Jace era sulla soglia, incorniciato dalla luce del corridoio; Sebastian gli stava dietro. Clary si sollevò sul gomito, battendo le palpebre con fare assonnato a dispetto del battito accelerato del suo cuore. “Siete appena tornati?”
Jace lanciò un’occhiata a Sebastian – un’occhiata che diceva chiaramente: te l’avevo detto che sarebbe stata qui. “Non ci hai sentiti salire al piano di sopra?”
Clary scosse il capo. “Scusate, ero stanca. Credo di essere ancora esausta per essere rimasta sveglia fino all’alba, la notte scorsa.” Guardò timidamente Jace. “Mi sentivo un po’ sola, quindi ho pensato che se mi fossi rannicchiata nel tuo letto…”
Sembra che stia dicendo sul serio? Il volto di Jace si era rilassato, ma Sebastian la guardava come se lei fosse fatta di vetro trasparente e lui potesse guardare al suo interno, e quanto vedeva lo stesse divertendo.
Si mise a sedere, tirando indietro i capelli, e si allungò per accendere la lampada sul comodino.
“Non…” cominciò a dire Jace, ma Clary aveva già premuto l’interruttore.
Si irrigidì. I due ragazzi la osservavano, Jace con una certa preoccupazione, Sebastian con il solito angolo della bocca arricciato in un sorriso mezzo divertito. I suoi occhi scuri le mandarono lo stesso messaggio di sempre, quello che Clary cercava ogni volta di non leggere: sappiamo, io e te. Noi due conosciamo la verità.
Ma non era stato niente di tutto questo a farla irrigidire. Quello dipendeva dal fatto che entrambi fossero ricoperti da schizzi di sangue – c’era una macchia, sulla guancia di Jace, che gli sporcava le maniche, e una chiazza sulla maglia, i bordi scuri e irrigiditi dal sangue secco; la pelle sotto sembrava integra, però. Sebastian, invece – Sebastian aveva del sangue persino tra i capelli argentei e sugli abiti; sulle mani ce n’era tantissimo, al punto che sembrava stesse indossando dei guanti rossi. Il bracciale d’argento che portava al polso, lì dove gli era stata rigenerata la mano, era sporco di sangue.
Clary sentì la sua voce come se provenisse da un posto molto, molto lontano. “Cos’è successo?”
“Abbiamo avuto un problemino,” rispose Sebastian. “Nulla che non potessimo gestire.” Piegò il capo di lato. “Sei pallida come un fantasma, sorellina. Non dirmi che non hai mai visto di peggio. Siamo Shadowhunters. È questo che facciamo.”
“Certo.” Clary aveva risposto in maniera meccanica. “È solo che non voglio che vi facciate male.”
“Allora non c’è ragione perché tu debba preoccuparti. La maggior parte di questo sangue non è di nessuno dei due.”
Clary deglutì, la gola secca. “E allora di chi è?”

Extra tradotto: “Dove gli Angeli temono di camminare”

Nuova scena tagliata da Città di Vetro, Shadowhunters! ;) Non sono ancora finite (e penso che continueremo a caricarvene ancora per qualche giorno…). :3

Stavolta l’estratto viene dal settimo capitolo del romanzo, e ha per protagonisti Clary, Sebastian e Magnus.

PS: lo ribadiamo: dal momento che si tratta di regali fatti ai nostri fan, vi chiediamo cortesemente di non prelevare la traduzione. :)

“Siamo qui,” annunciò bruscamente Sebastian – così bruscamente che Clary si chiese se non l’avesse davvero offeso in qualche modo – e scivolò giù dalla schiena del cavallo. Ma il suo volto, quando alzò lo sguardo verso di lei, era tutto sorrisi. “Abbiamo fatto un buon tempo,” commentò, legando le redini al ramo più basso di un albero vicino. “Migliore di quanto pensassi.”
Le fece capire con un gesto che poteva smontare, e, dopo un attimo di esitazione, Clary scivolò dal cavallo e finì tra le braccia di lui. “Scusami,” disse, mortificata. “Scusami – non avevo intenzione di afferrarti.”
“Non mi scuserei per questo.” Il respiro di Sebastian era caldo contro il collo di Clary, e lei rabbrividì. Le mani di lui rimasero solo un altro attimo sulla sua schiena prima di lasciarla riluttantemente andare. “Mi piace quel cappotto,” commentò, gli occhi che si soffermavano su di lei come un attimo prima avevano fatto le mani. “Non solo dà una bella sensazione al tatto, ma il suo colore fa sembrare i tuoi occhi ancora più verdi.”
Tutto questo non stava aiutando le gambe di Clary a sentirsi meno instabili. “Grazie,” disse, sapendo perfettamente che stava arrossendo, e pregando con tutto il cuore che la sua pelle chiara non mostrasse così rapidamente il colore. “Quindi – è questo?” Si guardò intorno – stavano in una specie di piccola valle circondata da basse colline. C’erano numerosi alberi dall’aspetto nodoso sparsi per la radura. I loro rami contorti avevano una specie di bellezza scultorea contro il cielo grigiastro. Ma, altrimenti… “Qui non c’è nulla,” commentò Clary aggrottando le sopracciglia.
“Clary.” Nella voce di Sebastian c’era una risata. “Concentrati.”
“Vuoi dire – un incanto? Ma di solito non devo…”
“Gli incanti a Idris sono spesso più forti che in qualsiasi altro luogo. Potresti doverti sforzare più del solito.” Le posò le mani sulle spalle e la fece voltare gentilmente. “Guarda la radura.”
Clary la osservò. E fece silenziosamente il trucco mentale che le permetteva di togliere l’incanto dalle cose nascoste. Si immaginò sfregare l’acquaragia contro una tela, eliminando i livelli di pittura per rivelare la vera immagine al di sotto – ed eccola lì, una piccola casa di pietra con un tetto fortemente a campana, il fumo che vorticava fuori dal camino in svolazzi eleganti. Un sentiero tortuoso fiancheggiato da sassi conduceva alla porta d’ingresso. Mentre guardava, il fumo che usciva sbuffando dal camino smise di curvarsi verso l’alto e cominciò a prendere la forma di un tremolante punto di domanda.
Sebastian rise. “Immagino che significhi: ‘Chi c’è?’.”
Clary si strinse il cappotto intorno. Sentiva improvvisamente, inspiegabilmente freddo – il vento che soffiava tra l’erba non era così fresco, ma le sembrava comunque di avere del ghiaccio nelle ossa. “Sembra uscita da una favola.”
Sebastian non si disse in disaccordo; si limitò ad avanzare verso la porta. Clary lo seguì. Quando raggiunsero i gradini, Sebastian le prese la mano. Il fumo che usciva dal camino smise immediatamente di formare un punto di domanda e cominciò ad assumere i contorni di cuori sbilenchi. Clary sfilò la mano dalla sua presa, si sentì subito in colpa e raggiunse il battiporta per dissimulare il suo imbarazzo. Era pesante e di ottone, a forma di gatto, e quando Clary lo lasciò colpì la porta d’ingresso con uno rumore soddisfacente.
Il rumore fu seguito da schiocchi e scoppiettii. La porta tremò e si aprì. Dietro, Clary riusciva a vedere solo oscurità. Lanciò un’occhiata a Sebastian, la bocca improvvisamente asciutta. Come la casetta di una fiaba, aveva detto. Se non che le cose che vivevano nelle casette delle fiabe non erano sempre benevole…
“Almeno non è decorata con caramelle e pan di zenzero,” disse Sebastian, come se stesse leggendo i suoi pensieri. “Entrerò io per primo, se vuoi.”
“No.” Clary scosse la testa. “Entreremo insieme.”
Avevano appena oltrepassato la soglia quando la porta sbatté dietro di loro, lasciando fuori tutta la luce. L’oscurità era implacabile, impenetrabile. Qualcosa sfiorò Clary, nel buio, e lei urlò.
“Sono solo io,” disse Sebastian, irritato. “Ecco – prendi la mia mano.”
Clary sentì le dita di lui cercare a tentoni le sue, e questa volta gli afferrò la mano con un senso di gratitudine. Stupida, pensò, aggrappandosi con forza alle dita di Sebastian, era stata stupida ad andare lì in quel modo – Jace sarebbe stato furioso…
Una luce sfavillò improvvisamente nel buio. Apparvero due occhi, verdi come quelli di un gatto, che volteggiavano nell’oscurità come gioielli. Chi c’è?, chiese una voce – morbida come pelliccia, affilata come schegge di ghiaccio.
“Sebastian Verlac e Clarissa Morgenstern. Ci hai visti arrivare attraverso il sentiero.” La voce di Sebastian suonò chiara e forte. “So che ci stavi aspettando. Mia zia Elodie mi ha detto dove trovarti. Hai lavorato per lei, in passato…”
So chi siete. Gli occhi si chiusero per un istante, lasciandoli nuovamente al buio. Seguite le fiaccole.
“Le cosa?” Clary si voltò, la mano ancora in quella di Sebastian, in tempo per vedere numerose torce accendersi formando una linea, ognuna che prendeva fuoco dalla successiva, finché davanti a loro non si illuminò un cammino scintillante. Lo percorsero mano nella mano come Hansel e Gretel che seguono le scia di briciole nella foresta oscura, anche se Clary si chiedeva se i bambini della favola si fossero tenuti per mano con così tanta forza…
Il terreno scricchiolava debolmente sotto di loro. Abbassando lo sguardo, Clary vide che il sentiero era fiancheggiato da frammenti di un nero lucido, simili ai gusci di insetti enormi. “Scaglie di drago,” spiegò Sebastian seguendo il suo sguardo. “Non ne avevo mai visti così tanti…”
I draghi sono reali?, avrebbe voluto chiedere Clary, ma si fermò. Certo che i draghi erano reali. Cos’è che Jace le diceva sempre? Tutte le storie sono vere. Prima che potesse ripetere quel pensiero ad alta voce, la strada si aprì, e i due si ritrovarono in un giardino aperto baciato dal sole. Almeno, a prima vista sembrava un giardino. C’erano alberi, le cui foglie splendevano d’oro e argento, e sentieri circondati da fiori, e al centro del giardino stava una specie di padiglione con pareti fatte di seta luminosa. Il sentiero di fiaccole continuava davanti a loro, conducendo al padiglione, ma, mentre lo seguivano, Clary vide che i fiori su entrambi i lati erano geniali creazioni di carta e stoffa. Non c’erano insetti ronzanti, nessun uccello cinguettante. E, quando alzò lo sguardo, vide che sopra di loro non c’era il cielo, ma solo uno sfondo blu e bianco, con una singola luce che scintillava sopra di loro nel punto in cui sarebbe dovuto essere il sole.
Avevano raggiunto il padiglione. Dentro, Clary riusciva solo a scorgere il flebile luccichio di una candela. La sua curiosità vinse sulla preoccupazione, e lasciò andare la mano di Sebastian per abbassarsi e attraversare lo spazio tra i pesanti arazzi di seta.
Clary fissò. L’interno del padiglione somigliava a qualcosa di uscito da una copia illustrata de Le Mille e una Notte. Le pareti erano di seta d’oro, il pavimento ricoperto di tappeti ricamati. Fluttuanti sfere dorate lasciavano fuoriuscire un incenso che profumava di rose e gelsomino; l’odore era così pesante e dolce che la fece tossire. C’erano cuscini decorati con le perline ovunque, e un enorme divano basso ricoperto di cuscini con le nappe. Ma non era questo che Clary stava fissando. Si era preparata per qualcosa di fantastico, persino bizzarro. Non alla vista, però, di Magnus Bane – con indosso una canottiera a rete dorata e un paio di harem pants di seta trasparente – che fumava gentilmente un fantasticamente enorme narghilè con una dozzina di serpeggianti braccia a forma di pipa. “Benvenuti nella mia umile dimora.” Il fumo che fluttuava intorno alle orecchie di Magnus formò delle piccole stelle mentre lui ghignava. “Posso offrirvi qualcosa? Vino? Acqua? Birra Ichor?”
Clary ritrovò la voce. “Una spiegazione sarebbe gradita. Che diamine ci fai qui?”
“Clary.” Non si era resa conto che Sebastian l’aveva seguita nel padiglione, ma eccolo lì a fissarla con orrore. “Non c’è bisogno di essere maleducata.”
“Non capisci!” Si voltò verso Sebastian, turbata dalla sua espressione. “C’è qualcosa che non va…”
“Va tutto bene, Clary,” le disse lui. Si voltò verso Magnus, la mascella serrata. “Ragnor Fell,” cominciò, “sono Sebastian Verlac…”
“Che bello,” rispose gentilmente Magnus, e poi schiccò le dita.
Sebastian si immobilizzò sul posto, la bocca ancora aperta, la mano parzialmente protesa per salutarlo.
“Sebastian!” Clary si allungò per toccarlo, ma era rigido come una statua. Solo il leggero alzarsi e abbassarsi del suo petto mostrava che era ancora vivo. “Sebastian?” lo chiamò, di nuovo, ma era tutto inutile: in qualche modo Clary sapeva che lui non riusciva né a sentirla né a vederla. Si voltò verso Magnus. “Non posso credere che tu l’abbia appena fatto. Cosa c’è che non va, in te? Quella roba nella pipa ti ha sciolto il cervello? Sebastian è dalla nostra parte.”
“Non ho una parte, Clary, mia cara,” le rispose Magnus agitando il suo narghilè. “E, davvero, è tutta colpa tua se ho dovuto congelarlo fuori dal tempo per qualche istante Vedi, sei andata tremendamente vicino a dirgli che non sono per davvero Ragnor Fell.”
“Questo perché non sei per davvero Ragnor Feel.”
Magnus soffiò una nuvola di fumo fuori dalla bocca, e la osservò pensierosamente tra la foschia. “A dire il vero,” disse, “a tutti gli effetti, sono io.”
La testa di Clary aveva cominciato a dolere; se per il fumo pesante per la stanza o lo sforzo di contenere l’impellente bisogno di tirare un pugno a Magnus in un occhio, non era certa. “Non capisco.”
Magnus batté il palmo della mano sul sofà. “Vieni a sederti accanto a me e ti spiegherò tutto,” miagolò. “Ti fidi di me, no?”
In verità, no, pensò Clary. Del resto, però, di chi si fidava? Di Jace? Di Simon? Di Luke? Nessuno di loro era nei paraggi. Dopo aver lanciato un’occhiata di scusa al Sebastian congelato, si unì a Magnus sul divano.

Extra tradotto: “Dirty Sexy Club Scene”

In Città delle Anime Perdute, lo ricorderete di certo, c’è una scena molto… interessante che coinvolge Jace, Clary e un locale a Praga. ;)
Qualcuno di voi forse non sa, però, che la versione presente nei romanzi (sia quella originale che la traduzione italiana) è censurata – l’originale era diversa. Un po’ più esplicita.

Dal momento che non ricordiamo di averla mai caricata tradotta, eccola qui. Speriamo vi piaccia!

PS: visto che è un regalo di Natale per i nostri fan, NON PRELEVATE L’EXTRA. Condividete il link!

“Che sta succedendo?” Era Jace, che era riuscito a farsi largo tra la calca di ballerini. Altra roba luccicante gli si era incollata d’addosso, gocce d’argento attaccate all’oro dei suoi capelli. “Clary?”
“Scusami,” disse lei rimettendosi in piedi. “Mi sono persa tra la folla.”
“Ho notato,” replicò Jace. “Un secondo prima stavo ballando con te, quello dopo eri scomparsa e un licantropo molto insistente cercava di sbottonarmi i jeans.” Prese la mano di Clary, disegnandole lievemente dei cerchi sul polso con le dita. “Vuoi tornare a casa? O ballare ancora un po’?”
“Ballare ancora un po’,” gli rispose lei. “Va bene?”
“Andate pure.” Sebastian si allungò all’indietro, le mani poggiate sul bordo della fontana, il sorriso simile alla lama di un rasoio. “Non mi dispiace guardare.”
Qualcosa balenò davanti agli occhi di Clary: il ricordo dell’impronta insanguinata di una mano. L’immagine sparì così come era arrivata, e lei corrugò la fronte. Quella notte era troppo bella per pensare a cose spiacevoli. Rivolse un ultimo sguardo al fratello prima che Jace la guidasse verso i margini della folla, portandola vicino alle ombre, lì dove la pressione dei corpi era più leggera. Un’altra sfera di luce colorata esplose sopra le loro teste mentre camminavano, spargendo argento, e Clary alzò la testa, catturando le gocce agrodolci con la lingua.
Jace si fermò e la trascinò nella sua direzione. Le riusciva di sentire il liquido argentato correre lungo il suo viso come lacrime. Jace se la tirò contro e baciò le gocce, come se stesse scacciando delle lacrime coi baci, e le sue labbra erano calde sul suo viso e la fecero rabbrividire. Raggiunse con le dita la cerniera della giacca militare di Jace, la aprì, infilò le mani dentro, sopra il cotone della sua camicia, poi sotto l’orlo, le unghie che graffiavano leggermente la pelle sopra le costole. Jace si fermò e le mise una mano a coppa sul retro del collo, chinandosi per sussurrarle in un orecchio. Non si poteva più dire che uno dei due stesse danzando: la musica ipnotica intorno a loro continuava a suonare, ma Clary ne era a stento consapevole. Una coppia li superò ballando e, ridendo, fece un commento derisorio in ceco: Clary non capì, ma sospettava che il succo fosse: Prendetevi una stanza.
Jace emise un gemito impaziente, e poi la stava tirando di nuovo dietro di sé, attraverso il resto della folla, in una delle alcova ombrose che ricoprivano le pareti.
Quest’alcova era conica, con al centro un basso piedistallo di pietra su cui stava un angelo alto circa tre piedi. Era fatto di basalto nero, ma aveva gli occhi di vetro, come quelli di una bambola, e le ali d’argento. Il pavimento era scivoloso e umido. Lo attraversarono scivolando per poi finire contro un muro, con Jace che ci poggiava la schiena contro, e poi la stava baciando, premendole baci duri e affamati contro le labbra. Anche lui sapeva di agrodolce, e gemette quando Clary gli leccò le labbra per saggiarne il gusto. Le dita di lei gli corsero tra i capelli. Nell’alcova era buio, così buio che Jace era solo un contorno di ombre e oro. Clary afferrò i lembi della sua giacca, facendoglieli scivolare lungo le spalle; cadde a terra, e Jace la calciò via. Lei gli portò le mani sotto la maglia, artigliandogli la schiena, le unghie che scavavano nella sua pelle, uno strato morbido sopra i muscoli duri.
Jace la baciò con più forza, e lei gli strinse le spalle mentre lui le succhiava il labbro inferiore e poi glielo mordeva, facendole correre un brivido di piacere misto a dolore attraverso il corpo. Clary si dimenò per stargli più vicina e avvertì il respiro di Jace accelerare; riusciva a sentire il sapore di sangue nella bocca, sale e calore. Era come se volessero aprirsi a vicenda, pensò, in modo da potersi infilare l’uno nel corpo dell’altra e respirare ognuno il respiro dell’altro e condividere con l’altro ogni battito del cuore, anche se questo li avrebbe uccisi entrambi. Sotto le sue unghie, nei punti in cui gli aveva graffiato la schiena, c’era sangue.
Jace la spinse in avanti, ruotando entrambi in modo da incastrare Clary tra il suo corpo e la parete. Mentre giravano, afferrò l’estremità della statua dell’angelo, che cadde per terra e andò in pezzi, sollevando una nuvola di marmo. Rise e si lasciò cadere sul pavimento davanti a lei, in ginocchio tra i resti della statua. Clary lo osservò, stordita, mentre le faceva correre le mani su per gli stivali, per le gambe nude, per il pizzo che ornava il bordo del suo abito sottoveste. Trattenne il respiro quando le dita di Jace scivolarono come acqua su e sotto la seta, sulla vita, per poi afferrarle i fianchi, lasciando striature d’argento sulla seta.
“Che stai facendo?” gli sussurrò. “Jace?”
Lui alzò lo sguardo su di lei. La luce peculiare del locale trasformò i suoi occhi in tanti frammenti di colori diversi. Il suo sorriso era peccaminoso. “Puoi chiedermi di smetterla in qualsiasi momento,” le disse. “Ma non lo farai.”
“Jace…” Le mani di Jace affondarono nella seta del vestito, alzando l’orlo, e lui si chinò a baciarle le gambe, la pelle nuda dove finivano gli stivali, le ginocchia (chi avrebbe mai detto che le ginocchia possono essere così sensibili?) e poi più su, dove nessuno l’aveva mai baciata prima. I baci erano leggeri, e anche se il suo corpo si irrigidiva per il desiderio di dirgli che voleva di più, ma non sapeva cosa, non sapeva di cosa avesse esattamente bisogno, non era importante, perché tanto Jace sembrava saperlo. Clary lasciò che la testa le si poggiasse nuovamente contro il muro, socchiudendo gli occhi, sentendo solo il battito del suo cuore, simile a un tamburo, nelle orecchie, sempre più forte.

Traduzione: nuovi tweet di Cassandra!

Visto che ieri pomeriggio ho avuto problemi e non sono riuscita a caricare la traduzione, ho deciso di programmare il post per… beh, adesso. ;) E niente, tanti nuovi messaggi dall’account Twitter della nostra Cassie. <3

 

 

NB: sono presenti spoiler di Città del Fuoco Celeste. Shadowhunter avvisato, mezzo salvato.

 

 

 

 

 

 

« *Lavorando a un regalo Wessa* »

 

« “OH, MIO DIO! Una domanda: per cosa?” Per… voi ragazzi? »

 

Cassie: « “Quando l’amore della tua vita è sulla pagina di login di Tumblr… pic.twitter.com/TEQRIskNBD” Oh, Dio mio. »
Cassandra Jean: « Imbarazzante. »
Cassie: « “Venite a usare il nostro social network, abbiamo uomini immaginari nudi!” »

 

Cassie: « Oh, chirurgia dentale. La mia testa è gonfia come una zucca. :( »
Molly Quinn: « :( Rimettiti. »
Cassie: « <3 Ci vediamo a gennaio? »

 

« “QUESTO SIGNIFICA CHE PASSERAI UN SACCO DI TEMPO SCRIVENDO SUL TUO TUMBLR?” Probabile, ma non avrà molto senso per via degli antidolorifici. »

 

« “Ciao! Sto rileggendo TID, e mi è venuta in mente una cosa. I Fratelli Silenti non avrebbero potuto capire che Adele era umana, proprio come hanno compreso che Tessa non lo era?” Se non stavano controllando, no. »

 

Cassie: « “Maggie è troppo carina!” Maggie Stiefvater? »
Maggie Stiefvater: « Solo moderatamente carina. »
Cassie: « Molto carina, ma certamente in maniera diversa dalla mia gatta Maggie. (Che sembra un marshmallow. »
(La ragazza che le aveva posto la domanda ha poi specificato: “La tua gatta! Maggie, giusto!”, e Cassie ha risposto: “;)”, LOL.)

 

« “Ci sarà qualche altro animale domestico, in TDA, oltre al gatto?” Perché niente gatti? Perché quest’odio per i gatti?! *Piange* »

 

Cassie a Laini Taylor: « Aw, mi manca stare con te e Clementine in Messico! »
Laini Taylor: « Anche a me! Penso spesso a voi! »

 

« “Diego Rosale ha una ragazza?” Eh eh eh! »
« “Quindi qual è il nome del suo ragazzo?” Diego? Non ha un ragazzo. »

 

« “Pensi, tipo: ‘Jem ha aggiustato Will’? O Tessa li ha aggiustati entrambi?” Penso che abbiano aggiustato se stessi. »

 

« “Ho finito di leggere l’ultimo romanzo di TMI. C’è qualche possibilità che tu scriva un settimo libro? Perché ci sono un sacco di storie aperte che potresti continuare. #triste” Tipo? :) »
« “Simon, Church (dov’è andato?), Emma e Jules. Vengo dai Paesi Bassi, quindi i nomi potrebbero essere stati cambiati.” Sì, arriverà una serie tutta su Emma e Jules. Al suo interno compariranno pure i personaggi di TMI. »

 

« “Emma e Clary si incontreranno di nuovo?” Sì. »

 

« “Malcom Fade troverà un interesse amoroso?” Sì. »

 

Ally Carter: « Non sto dicendo che All Fall Down è il libro più scintillante e carino di sempre. Ma lo è. »
Cassie: « Ho sgraffignato una ARC! :) »
Ally Carter: « Whoo hoo! »

 

« “Tutti stanno parlando delle loro OTP… Qual è la tua?” Darcy/Elizabeth. »

 

« “Chi ti piace di più: Sebastian o Jace?” Quello che non ammazza la gente. :) »

 

« La cosa buona degli antidolorifici sono gli antidolorifici. La cosa cattiva: quando ho ordinato tutta questa roba strana su internet? »

 

Cassie: « Roba che mi è arrivata per posta: vari film di Colin Firth, una collana con una gigantesca chiave scintillante e un sandwich al pastrami. »
@ProfessorEmily: « Toooorta! »
@annathaemah: « Uomo bellissimo, cosa scintillante, gnam. Ci sto. »
Cassie: « Siete tutte invitate a casa mia. Ho degli scolari gay su DVD. »
@annathaemah: « Scolari gay! Sono deliziata. »

 

« “Yay per i film e la collana (Colin Firth è sempre un bene, e le chiavi scintillanti possono essere divertenti), ma sarei un po’ preoccupata per quel sandwich arrivato per posta.” Per via della chirurgia dentaria, non potrei mangiarlo neanche volendo! »

 

« “Tweet a caso per informarti che i tuoi tweet mi fanno sempre sorridere e/o ridere. Sei una tale gioia da avere sulla mia timeline.” Che cosa carina! »

 

« “Hai cambiato il nome completo di Cristina? (Ricordo che avevi detto qualcosa riguardo un Valez, non Mendoza.)” Mi piaceva di più Mendoza. »

 

« “Vedremo un personaggio bisessuale in TDA o TLH?” Sì. »
(Sappiamo già che Mark e Helen sono bisessuali, in effetti. XD)

 

« “Cassie, hai mai pensato di scrivere una storia su Sebastian (tipo Le Cronache di Magnus Bane)?” No, non ci ho mai pensato. Ha vissuto solo per diciassette anni – non trecento! »

 

« “Incontreremo la Regina della Corte Unseelie? (Se ne parla nel Codice.)” O il Re. :) »

 

« “Guarda su che elenco sei finita! http://www.buzzfeed.com/jenniferschaffer/i-am-i-am-i-am?s=mobile” WOW. Er, mi sembra abbastanza immeritato. »

 

« “Quando scrivi una serie complessa, come ti assicuri di non cambiare o dimenticare dettagli che magari potrebbero tornarti utili? :D” Assistenti e quaderni! »

 

« “La magia necromantica praticata su Church potrebbe potenzialmente essere fatta anche su Alec?” Er… perché? »
« “Perché ha reso Church immortale, no? Non so cosa sia, ma ho appena visto sul tuo sito web che è questo che le Sorelle Oscure hanno fatto a Church.” Sì, ma il rituale avrebbe ucciso Church. È stato salvato nel mezzo. Così è diventato immortale, ma in generale sembra molto rischioso, e avrebbe buone possibilità di distruggere l’anima di Alec, visto che lui è una persona, non un gatto. »

 

« “Ci sarà presto modo di procurarsi una copia di prova di Lady Midnight?” Il prossimo anno in estate, forse. »
« “I libri di Cassie sono così popolari (per buone ragioni) che dubito che verranno distribuite delle ARC, e, se dovessero esserci, saranno limitate.” Credo che la risposta sia ARC limitate. »

 

Lauren DeStefano: « Quando ero una bambina e cantavamo “Round Young Virgin” negli spettacoli della chiesa, immaginavo sempre gli oompa loompa di Willy Wonka. »
Cassie: « Io ho sempre pensato che parlasse di una ragazzo di nome Round John Virgin. »

 

Rainbow Rowell: « CARRY ON sarà una storia su Simon Snow. E una storia su Simon e Baz. Una storia d’amore. È il mio primo fantasy, e uscirà a ottobre. Spero vi piacerà! »
Cassie: « Molto emozionante. :) »
Rainbow Rowell: « Grazie, Cassie! »

 

E. Lockhart: « Gente di Twitter, le vostre risposte sui film con criminali per protagonisti sono stupendi. Ne retweetterò qualcuno. »
Cassie: « Il talento di Mr. Ripley. »
E. Lockhart: « Ah, la pensiamo allo stesso modo. Quello è stato il punto da cui è partita la mia domanda!” POSSO LEGGERE LE MENTI. »

 

« “Allora, cosa sto pensando, adesso?” *PONDERA* *SOBBALZA* Non penso sia legale fare qualcosa del genere con una scarpa! »

 

« “Ehi, Cassie! Descriveresti Jace come promiscuo, prima del suo incontro con Clary?” No. »

 

« “Ho bisogno di Lady Midnight, adesso! Amo Jules, Emma e Mark. Ne ho così tanto bisogno.” Ci sto lavorando! »

 

« “Perché [NdT: la scena tagliata sulla morte di Sebastian] è stata eliminata?” Non volevo che lo perdonassero. Non esplicitamente. »
[SPOILER da L’ANNO DI FERRO/THE IRON TRIAL]

« “Posso avere il tuo permesso di sposare Aaron?” È giovane, ma… tra qualche anno! »
« “HO APPENA FINITO THE IRON TRIAL. STAVA COMINCIANDO A PIACERMI DRew e UGH, e ti ho detto che il mio amico EJ lo shippava con Tamara… mi vergogno.” Hee hee, @HollyBlack. »

 

« “Un paio di anni non sono niente per coloro che amano davvero!” Lo shippo! @HollyBlack »
Holly Black: « “Quindi, se volessi sposare Jasper, ti piacerei? Lo amo davvero, anche se a volte è un idiota.” Beh, se ti sposa, spero che gli piacerai! »
Holly Black: « “Ma per certi versi shippo lui e Tamara. Potrà sembrare folle, però insieme sono carini, che ne dici? Oh, e visto che probabilmente state leggendo i miei messaggi, volevo dire che tu e Cassie siete scrittrici incredibilmente talentuose.” Grazie! Quanto a Jasper, immagino che vedremo con chi finirà. :D »
Cassie: « Aw, Jasper, sapevo che quel taglio stravagante avrebbe trascinato tutte le ragazze dalla tua parte! »

 

« “Puoi darci qualche indizio su quello che succederà in The Copper Gauntlet?” Call farà un bagno con qualcuno. »

 

« “Voglio UCCIDERTI! Che tipo di persona malvagia rende l’eroe il cattivo e finisce pure il libro? Manca ancora un anno a TCG!” Biasima anche Holly Black! »

 

« “Rivedremo i genitori di Tamara?” Oh, sì. »

Traduzione: “cut scene from CoHF”

Buongiorno, Shadowhunters! :) Cassandra ci ha regalato una nuova scena tagliata da Città del Fuoco Celeste – e sono più che certa che vi farà piangere (almeno, per me è stato così!).

Segnaliamo che sono presenti spoiler parecchio rilevanti – quindi chi non ha finito il libro (o non l’ha ancora iniziato) farebbe bene a rimandare la lettura a un secondo momento. :3

« SPOILER

Non ho molto, in termini di valide scene tagliate da Città del Fuoco Celeste. La maggior parte delle cose è stata riscritta, piuttosto che rimossa. Ma qui c’è un pezzetto della morte di Sebastian che non ce l’ha fatta a entrare nel libro. »

“Ti perdoniamo,” disse Jocelyn. Stava ancora piangendo in quel terribile modo senza suono, proprio come aveva fatto ogni anno in occasione del compleanno di Jonathan, quando stringeva la scatola con le sue iniziali e singhiozzava.
“No,” le rispose. “Non c’è perdono per ciò che ho fatto. So dove brucerò, una volta che sarò morto.”
“Il Paradiso non perdona, ma le madri sì,” fece Jocelyn. “Quando eri ancora dentro di me, ho sognato ogni genere di cosa, per te. Che saresti stato bellissimo e forte e buono. Che avrei cantato per te e ti avrei amato e mi sarei presa cura di te.” Gli strinse con forza la mano. “Forse non in questo mondo, ma in un altro, credo che tutto questo sia successo.”
“Non perdonarmi,” le sussurrò Jonathan. “Odiami. Gioisci per la mia morte. Dopo tutto ciò che ho fatto, l’ultima cosa che vorrei è portarti altro dolore.”
“Jonathan,” sussurrò Clary.
Gli occhi di lui si mossero nella sua direzione. “E le sorelle,” disse. “Le sorelle perdonano?”

Traduzione: tante nuove risposte da Tumblr!

Come vi avevamo fatto presente già ieri, nel pubblicare la traduzione di “Lost Herondales” (QUI), Cassie ha risposto a un sacco di nuove domande sul suo Tumblr. Noi le abbiamo tradotte – e, visto che si citava un vecchio post (di circa quattro mesi fa) che non avevamo mai caricato in italiano, abbiamo pensato di includerlo. ;) Speriamo troviate tutto interessante!

 

NB: sono presenti spoiler di Città del Fuoco Celeste e La Principessa. Fate attenzione.

 

EDIT: ho aggiunto delle domande che, nella fretta di pubblicare, avevo dimenticato di inserire. XD

 

 

 

 

 

« “Ciao. Prima di tutto, mi piacerebbe dirti che i tuoi libri sono eccezionali e non vedo l’ora che esca TDA. Ho una domanda: perché Magnus non si è innamorato della madre di Alec, benché lei avesse gli stessi occhi blu e i capelli neri del figlio? O del padre di Alec? Mi spiace se te l’hanno già chiesto.

Immagino non gli interessassero le loro personalità. :)

Non ci si innamora del colore dei capelli e degli occhi. »

 

 

 

« “Quando Clary, nel film, dice a Valentine che non può essere suo padre perché non sa dove giacciono i suoi pensieri più profondi, che posto intende? Non è mai stato approfondito. :(

La tua ipotesi è buona tanto quanto la mia. Credo intendesse: “Se ti comportassi da vero padre, mi conosceresti meglio”. »

 

 

 

« “Sono così triste, quindi mi chiedevo se potessi dirci qualcosa di Mark Blackthorn capace di farmi sentire meglio.

…gli piacciono i pancake? »

 

 

 

« “Ehi, Cassie! Amo i tuoi libri, dunque ti ringrazio per averli scritti. Sappiamo che in TLH ci sarà un triangolo (potrebbe non essere ancora un triangolo). In che modo la relazione di James, Cordelia e Grace è diversa da quella di Will, Jem e Tessa?

Non so mai di preciso come rispondere a domande simili, oltre che con: “Beh, sono persone molto diverse in situazioni differenti?”. Ma proverò!

Beh, per prima cosa, come hai detto, non sappiamo ancora di sicuro se ci sarà un triangolo amoroso.

Poi, ciò che definisce la relazione di Jem e Tessa e Will, la cosa dello scrivere su di loro che trovo in primo luogo interessante, è il fatto che Jem e Will siano parabatai. Sono amici incredibilmente intimi che si amano a vicenda. Il loro non voler ferire l’altro è parte di ciò che allo stesso tempo ingarbuglia e risolve la situazione. Grace e Cordelia non hanno un’amicizia intima. Si conoscono a stento.

Will e Jem si conoscono da tutta la vita, mentre Tessa è la nuova arrivata. James e Cordelia si conoscono da tutta la vita. James conosce Grace da tutta la vita. (Cordelia non la conosce per davvero.) Sono tutti Shadowhunters, anziché essere due Shadowhunters e una Nascosta. I genitori di James, Grace e Cordelia hanno dei rapporti tra loro, mentre nessuno dei genitori di TID conosceva gli altri o aveva qualcosa a che fare con la storia d’amore.

Oltre a ciò che entra in gioco quando cambi i sessi – il che è particolarmente importante soprattutto nei romanzi storici… beh, oltre a fatto che ci sono tre persone e un po’ d’amore, non c’è molto che non sia differente. »

 

 

 

« “Ciao, Cassie. Per prima cosa, grazie, AMO SHADOWHUNTERS! E volevo solo chiederti se continueranno coi film, o sei davvero seria riguardo la serie TV. Se così dovesse essere, potresti darmi i dettagli? Sono una tua grande fan dalla Colombia!

Sono davvero seri riguardo la serie TV.

Più di questo, non so. »

 

 

 

« “Ehi, Cassie! Adoro i tuoi libri, e avevo da un po’ una domanda, quindi eccola! La scatola con lo yin fen di Jem è quella di Jocelyn con le iniziali JC? Se sì, com’è finita in mano a Jocelyn? Continua a scrivere i tuoi libri; per favore, non fermarti mai! Sei eccezionale! Tanto amore. <3

No, non sono la stessa scatola [NdT: se non vado errata, la scatola di Jocelyn l’ha fatta suo padre. XD]. »

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Volevo solo chiederti qualcosa sull’albero genealogico. Il Conclave è stato coinvolto nel falsificarlo? O sono state alcune persone a fare il lavoro illegale all’interno del Conclave? E, ancora una cosa: è stato modificato dopo essere stato scritto, o l’idea del ‘Ehi, rendiamolo un falso albero genealogico’ è stata progettata sin dall’inizio? Tipo, insieme a Will e Tessa? NON VEDO L’ORA CHE ESCANO TUTTI QUESTI LIBRI! :)

Gli alberi genealogici sono amministrati dai Fratelli Silenti. Quindi potete immaginare chi sia stato coinvolto! »

 

 

 

« “Ciao! Volevo solo chiederti quando riceveremo nuove carte floreali? O il progetto è finito? Grazie.

Non è finito, è solo che sto tenendo la povera Cassandra Jean impegnata con un altro progetto. :) »

 

 

 

« “Ehi, Cassie, James Carstairs è meraviglioso… tanto per dire. Potrebbe essere una strana domanda, ma sono curiosa. Will, Jem e Tessa si incontreranno di nuovo?

Non mentre sono tutti e tre vivi. »

 

 

« “Ciaooo, Cassie! Stavo guardando alcune vecchie foto sul mio telefono, e mi è comparso davanti agli occhi uno snippet che avevi rilasciato più di un anno fa, e mi chiedevo se fosse stato già rilasciato, o se lo sarà mai. Dice: ‘Beh, è un po’ ironico, non credi?’, ‘Che intendi?’, ‘Tutto quegli sforzi per convincerti che non ti amavo [NdT: quando pubblicammo lo snippet tradotto, il 24 settembre 2013, optammo per un “non provavo niente per te”. Ripensandoci, però, “non ti amavo” mi piace di più. ;) Il senso resta quello, comunque.], e ora eccomi qui, in punto di morte tra le tue braccia’. Grazie!

Il libro da cui viene quell’estratto non è stato ancora pubblicato. :) »

 

 

 

the young Circle

« “Leggeremo mai una serie che si concentra sul Circolo? In pratica, tipo Luke, Valentine… tutto il gruppo PRIMA che diventassero dei pazzi scatenati? Per favore, di’ di sì…

Non posso promettere una serie, ma c’è un racconto, in Tales from the Shadowhunter Academy, che parla del giovane Circolo [NdT: la quinta storia, The Evil We Love. Altre informazioni sulle trame dei dieci racconti le trovate QUI]. »

 

 

 

Boston Book Fair

« “Ms. Clare, domani andrò al Boston Book Festival, e mi chiedevo se tu e Holly Black firmerete dei libri, dopo il vostro panel. Ti ringrazio per il tempo dedicatomi.

Sì. Qui c’è un link con la descrizione del nostro evento (insieme a Soman Chainani e Gregory Maguire): X

E faremo una signing subito dopo. Spero di vedere lì tutti voi bostoniani! »

 

 

 

Sebastian/Jonathan

« SPOILER DI CoHF

Ehi, Cassie! Sono innamorata dei tuoi libri, e ho appena finito ‘Città del Fuoco Celeste’, e mi chiedevo perché Jonathan Morgenstern sia morto in quel modo. Sua madre e Clary si sono sentite tristi per la sua morte? Ho avuto la sensazione che Jonathan non abbia ricevuto una vera chiusura o redenzione. Inoltre, Jonathan andrà in ‘paradiso’ o all’‘inferno’, visto che tutta la sua parte demoniaca è stata eliminata e che è ‘cambiato’ in ciò che sarebbe dovuto essere?

Clary e Jocelyn erano entrambe tristi, sì. Ma non è tutto. Erano anche furiose, e confuse e sconvolte. Clary ha provato ondate d’odio mentre suo fratello moriva. Dopo tutto ciò che Sebastian aveva fatto passare loro, nessuna delle due poteva fare un immediato dietrofront e limitarsi a piangerlo. I loro sentimenti erano molto più complessi.
Ho parlato un po’ di Sebastian e della redenzione qui: [NdT: QUI in inglese. La traduzione potete trovarla qui in basso.]
Gli Shadowhunters non sanno ciò che succede dopo la morte più di quanto non lo sappiano i mondani. Malgrado il loro rapporto con gli angeli, il paradiso non è un posto che capiscono granché. Non sappiamo dov’è finito Jonathan più di quanto sappiamo dove sia finito chiunque altro.

Sebastian non ha ricevuto redenzione (la chiusura, immagino, è ciò che di essa te ne fai). Perché la sua non era una storia di redenzione. Non tutte le storie di cattivi lo sono, neanche quando i cattivi hanno momenti comprensibili. Semmai, parlava di potenziale sprecato. »

 

 

 

Sebastian/Jonathan

« “Ehi, Cassie! Sei una delle mie scrittrici preferite di tutti i tempi! Penso che Clockwork Princess mi abbia seriamente fatto creare degli horcrux, perché la mia anima è decisamente andata in pezzi. Beh, ho sempre amato il personaggio di Sebastian, perché la sua storia è molto complessa e ci sono così tante cose di lui che non sappiamo. Vorrei che avessimo avuto più tempo per vedere ciò che sarebbe potuto essere… È possibile? Vedere un ‘what if’? Inoltre, Jem credeva nella reincarnazione. Nella storia è vero?

Non vorrei promettere uno specifico ‘what if’. Ci sono troppi fattori che hanno reso Jonathan la persona che è. Un Jonathan col sangue demoniaco, ma non cresciuto da Valentine, è una cosa. Un Jonathan senza sangue di demone, ma cresciuto da Valentine, è altro. Un Jonathan senza sangue di demone e non cresciuto da Valentine sarebbe potuto essere ciò che abbiamo visto nel sogno di Clary – è la cosa più vicina a un ‘what if’ che penso avremo mai.

Quanto al fatto che Jem potrebbe o meno avere ragione – non posso dirti cosa succede quando muori. Non lo so. I personaggi nel libro non lo sanno. Jem crede in ciò in cui crede. Ma nessuno di loro, benché siano Shadowhunters, ha una risposta sulla vita dopo la morte.

In CoLS Clary (vede i segni di frusta su Sebastian e) si chiede perché Valentine avrebbe ‘frustato un ragazzo, ma non l’altro’. Non credo che questa domanda abbia mai ricevuto risposta. Sebastian dice che si tratta di una lezione circa il prezzo dell’obbedienza, ma ho la sensazione che l’argomento non sia mai stato approfondito ulteriormente. Esattamente che intendeva? E perché è stato l’unico a essere frustato? E perché Valentine ha tenuto Sebastian e mandato via Jace?

Connettere le frustate al fatto che Valentine abbia tenuto con sé Sebastian e mandato via Jace è intelligente. Valentine spiega il perché delle sue azioni in Città di Vetro:

 

“Non era un figlio ciò di cui avevo bisogno,” disse Valentine. “Era un soldato. Avevo pensato che Jonathan sarebbe potuto essere quel soldato, ma c’era troppa natura demoniaca, in lui. Era troppo selvaggio, imprevedibile, non abbastanza minuzioso. Temevo persino allora, quando a stento era uscito dall’infanzia, che non avrebbe mai avuto la pazienza o la compassione per seguirmi, per guidare il Conclave seguendo le mie orme. Quindi ci ho riprovato con te. E ho avuto il problema opposto. Eri troppo gentile. Troppo empatico. Sentivi il dolore degli altri come se fosse tuo; non eri neanche capace di sopportare la morte dei tuoi animali da compagnia. Capisci questo, figlio mio – ti amavo per quello. Ma erano proprio le cose per cui ti amavo a renderti per me inutile.”

Luke spiega il perché Valentine abbia tenuto Jonathan e mandato via Jace:

 

“E, se me lo chiedi, penso che Valentine ti abbia mandato dai Lightwood perché sapeva che quella era la tua migliore possibilità. Forse aveva anche altre ragioni. Ma non puoi ignorare il fatto che ti abbia mandato da persone che sapeva che ti avrebbero amato e cresciuto con amore. Potrebbe davvero essere una delle poche cose che lui abbia mai fatto per qualcun altro.” [CoG]

Jace parla a Sebastian dei sentimenti di Valentine:

 

Sebastian stava ancora ghignando, ma era un sorriso fisso, simile a quello di un teschio. “Sei il ragazzo angelo. Ho dovuto ascoltare tutto, di te. Tu, con la tua graziosa faccia d’angelo e i tuoi modi gentili e i tuoi delicati, delicati sentimenti. Non riuscivi neanche a guardare un uccello morire senza piangere. Non c’è da meravigliarsi se Valentine si vergognava di te.”
“No.” Jace dimenticò il sangue che aveva in bocca, dimenticò il dolore. “Sei tu quello di cui si vergognava. Pensi che non ti abbia voluto portare con sé al lago perché aveva bisogno che tu restassi qui e aprissi il cancello a mezzanotte? Come se lui non sapesse che non saresti stato in grado di aspettare. Non ti ha portato con sé perché trovava imbarazzante l’idea di stare di fronte all’Angelo e mostrargli cos’aveva fatto. Mostrargli ciò che aveva creato. Mostrargli te.” Jace alzò lo sguardo verso Sebastian – riusciva a sentire una terribile e trionfante pietà fiammeggiargli negli occhi. “Sa che non c’è niente di umano, in te. Magari ti ama, ma ti odia pure.” (CoG, 473-474)

Valentine ha frustato Sebastian perché 1) provava per lui sentimenti diversi da quelli che sentiva per Jace, e il modo in cui trattiamo le persone dipende da ciò che sentiamo per loro. 2) Sebastian era un ricordo vivente del male commesso da Valentine. 3) Forse lo amava, ma lo odiava anche. 4) Sebastian era incline a commettere cose terribili, il che “richiedeva” disciplina (abuso, nel caso di Valentine), mentre Jace no. Ha pure mandato Jace via quando aveva dieci anni e tenuto Sebastian, ed è probabile che sarebbe stato più propenso a frustare un ragazzo più grande che uno più piccolo.

Infine, in TID si discute di come la progenie di un demone e uno Shadowhunter nascerà morta (sempre che, certo, lo Shadowhunter non sia privo di Marchi). Quindi immagino che la mia ultima domanda sia: come ha fatto Sebastian a sopravvivere alla nascita? Come ho detto, è uno dei personaggi più affascinanti che io abbia mai incontrato. In effetti, probabilmente è questa la ragione per cui mi piacerebbero maggiori spiegazioni sul perché è così com’è, e com’è diventato così. Onestamente, sei uno dei miei idoli tra gli scrittori, e vorrei solo sapere come hai fatto a creare un personaggio così complesso. PS: un’altra domanda: sento che la ragione per cui i suoi resti sono stati dispersi nel Lago Lyn/lo Specchio Mortal sia importante. C’è una possibilità che Sebastian torni indietro tra qualche anno e si redima, o è qualcosa di puramente headcanon?

Sebastian non è la progenie di un demone e uno Shadowhunter.

Mi delizia il fatto che tu sia affascinata da Sebastian – non penso a lui come a un martire, però, o come a qualcuno che potrebbe risorgere dalla sue ceneri. Il simbolismo presente nel mettere i suoi resti nel Lago Lyn è qualcosa che scegli di leggere tu. Perché restituire le ceneri di un ragazzo che ha creato una razza oscura di Shadowhunters al posto in cui i primi Shadowhunters sono stati creati? Perché no?

Parte 1 di 2 – Ciao! Per prima cosa, mi piacerebbe dirti che sono una grande fan del tuo stile di scrittura, e che amo i tuoi libri. (Inoltre, vorrei ringraziarti per aver incluso dei personaggi LGBTQA+ nei tuoi romanzi. Ogni accenno di rappresentazione positiva aiuta.) Amo il commento sulla differenza tra il sentimento di possesso e il vero amore che fornisce la dinamica Sebastian/Clary, specialmente in CoHF, ma sono un po’ confusa sul cosa tu volessi trasmettere alla fine del suo arco narrativo. Il Jonathan Morgenstern che abbiamo visto alla fine di CoHF è ciò che sarebbe potuto essere senza sangue di demone, ma vorrei chiederti come l’educazione di Valentine avrebbe influenzato un Jonathan simile (uno senza sangue demoniaco). Sarebbe diventato cattivo (così com’è successo col sangue di demone), o una persona più simile a Jace?

Beh, pensa a Valentine stesso, e alla differenza tra Valentine e Sebastian.

Valentine non era una brava persona. Non aveva sangue di demone. Era solo un fanatico disposto a sacrificare qualsiasi cosa per una causa bigotta. Comunque, credeva di essere nel giusto (e non era completamente nel torto quando diceva che il Conclave fa schifo, anche se non per le ragioni che pensava lui).

Sebastian, d’altra parte, è quasi il mostro di una storia dell’orrore. Vuole bruciare il mondo, assale sessualmente sua sorella, uccide gioiosamente e senza criterio, e la sua intenzione è di causare dolore e distruggere vite: non è solo un danno collaterale. In Città di Vetro appendiamo che Sebastian era così orribile che persino Valentine era disgustato da lui. È questo il sangue di demone.

È possibile che, se fosse stato cresciuto da Valentine, Jonathan sarebbe stato influenzato dalla sua educazione pure non avendo sangue di demone, sì, ma è probabile che non sarebbe stato quello che è praticamente un demone in forma umana. Seb/Jonathan è un misto di cattivi impulsi e cattiva educazione. Non avevo certo intenzione di lasciare intendere che, se non avesse avuto in sé sangue demoniaco, sarebbe stato un angelo di luce: non abbiamo idea di cosa sarebbe stato, e mai lo sapremo. Ciò che volevo trasmettere alla fine del suo arco narrativo è la semplice tragedia di un potenziale sprecato. Jonathan stesso dice di non essere una persona vera, dopo che Glorious ha bruciato il suo sangue di demone; è come il sogno di Clary, un possibile Jonathan che sarebbe potuto esistere, ma non è mai stato davvero reale. Quando Clary piange mentre lo sta seppellendo, sta specificamente piangendo il fratello che non ha mai avuto la possibilità di vivere, non Sebastian. Sono due persone diverse; è solo che una delle due non è mai davvero esistita al di fuori del reame di Edom, dove le cose sono numinose, e i sogni, siano essi buoni o cattivi, prendono forma.

Hai mai pensato di non uccidere Sebastian/Jonathan, alla fine, e lasciare che vivesse dopo essere stato curato da Glorious?

Decisamente no. Non sono contraria al permettere a un cattivo redento di vivere, in certe circostanze, ma le cose che ha commesso Sebastian erano oltre ogni redenzione. Ciò che era rimasto, piccoli frammenti di bontà, sono stati appena sufficienti per permettergli di sopravvivere qualche minuto.

Potresti rispondermi che si tratta, in pratica, di due persone diverse – Jonathan il buono e Jonathan il cattivo – e sono d’accordo, ma Jonathan il buono era comunque per buona parte un qualcosa che sarebbe potuto essere. Le conseguenze del lasciarlo vivere sarebbero state tremende in ogni caso: il Conclave non l’avrebbe considerato una persona “diversa”, e l’avrebbe condannato a morte; nessuno dei buoni, eccetto forse Jocelyn, sarebbe riuscito a guardarlo senza sentirsi nauseato; i poveri Isabelle e Alec e Jace si sarebbero costantemente trovati a fronteggiare lo spettro del ragazzo che ha ucciso loro fratello – e la povera Clary, Gesù. Più di tutto, povero l’immaginario Jonathan il buono. Una delle cose che amo di più nella cultura popolare della TV è la maledizione, in Buffy, che restituiva ad Angel il vampiro la sua anima, perché faceva sì che la punizione per i suoi anni di crudeltà fosse semplicemente l’agonia di dover soffrire per il ricordo di aver commesso quelle cattiverie con una coscienza. L’ha fatto impazzire, ed è finito a mangiare ratti in strada. Lasciare che Jonathan sopravvivesse non sarebbe stato fargli un favore; sarebbe stata una punizione.

Ho davvero, davvero bisogno di una fanfiction su un Jonathan Morgenstern che fa il bravo fratello con Clary, insieme a Jocelyn e Luke, e che è un normale Shadowhunters e via dicendo. Per favore, per favore, qualcuno la scriva…

Qualcuno probabilmente lo farà. :) »

 

 

 

More Sebastian/Jonathan

« ALTRI SPOILER SU CoHF

Ciao, Cassie! SONO UNA TUA ENORME FAN (anche se penso che un sacco di persone te l’abbiano già detto, prima), e i tuoi libri sono praticamente la mia vita, al momento. =) Mi chiedevo se Clary e il gruppo, tipo, non saprei, amassero/non odiassero Jonathan, sai, mentre moriva? Voglio dire, prima di morire era un innocente, perché in sé non aveva sangue demoniaco, e si allude al fatto che, benché Clary sentisse qualcosa, agli altri non importasse davvero. Grazie per i tuoi libri eccezionali! Sono così eccitata per TLH e TSA! <3

Grazie, Allison [NdT: l’URL della ragazza è “allisonaregnets”]! Jonathan è stato libero dal sangue di demone per davvero poco, poco tempo. Non abbastanza perché qualcuno di loro riuscisse a capire questo nuovo Jonathan dagli occhi verdi, o riflettesse sui suoi sentimenti per lui, o sull’idea di lui come persona separata dal Jonathan che, diciamo, ha ucciso il loro fratellino, li ha assaliti, ha attaccato le persone che amavano, ha controllato mentalmente e distrutto interi Istituti di Shadowhunters, ecc. Si sentivano combattuti e confusi? Alcuni di loro probabilmente sì. Hanno avuto il tempo di decidere come si sentissero nei suoi confronti? Non penso. Non mentre era in vita.

Come ho scritto in un post precedente [NdT: quello qui in alto] sull’argomento:

Potresti rispondermi che si tratta, in pratica, di due persone diverse – Jonathan il buono e Jonathan il cattivo – e sono d’accordo, ma Jonathan il buono era comunque per buona parte un qualcosa che sarebbe potuto essere. Le conseguenze del lasciarlo vivere sarebbero state tremende in ogni caso: il Conclave non l’avrebbe considerato una persona “diversa”, e l’avrebbe condannato a morte; nessuno dei buoni, eccetto forse Jocelyn, sarebbe riuscito a guardarlo senza sentirsi nauseato; i poveri Isabelle e Alec e Jace si sarebbero costantemente trovati a fronteggiare lo spettro del ragazzo che ha ucciso loro fratello – e la povera Clary, Gesù. Più di tutto, povero l’immaginario Jonathan il buono. […] Lasciare che Jonathan sopravvivesse non sarebbe stato fargli un favore; sarebbe stata una punizione.

Dal momento che i personaggi di TMI verranno rivisitati in The Shadowhunter Academy e nei futuri romanzi, potremmo ricevere qualche informazione sul come i vari personaggi hanno iniziato a sentirsi nei confronti di Jonathan, passato del tempo. »

 

 

 

parabatai

« “Ehi! Dunque, perché gli Shadowhunters devono scegliere un parabatai (se ne vogliono uno) prima di compiere diciotto anni? I parabatai sono un impegno così grande, e gli adolescenti devono ancora crescere/cambiare. Se fossi potuta diventare la parabatai della mia migliore amica, a sedici anni, adesso ci saremmo rese un sacco più infelici, perché non importa quanto siate intimi, non puoi predire come cambieranno le persone. Non dici alle persone di scegliere il proprio consorte prima dei diciotto anni – sarebbe un’idea terribile –, quindi perché un parabatai?

E questo è uno dei modi in cui il matrimonio è molto diverso dall’essere parabatai! Ed essere parabatai è anche diverso dall’essere migliori amici.
Il primo parabatai, Jonathan Shadowhunter, e il suo parabatai David non avevano diciott’anni, quando sono diventati parabatai (trovi la storia completa nel Codex). Ma non è andata bene. Dal Codex:

 

Oggi i parabatai devono essere legati durante l’infanzia; cioè, prima che entrambi abbiano raggiunto i diciotto anni. Non sono meramente guerrieri che combattono insieme; i giuramenti che i novelli parabatai pronunciano insieme davanti al Consiglio includono i voti a rinunciare alla propria vita per l’altro, ad andare ovunque vada l’altro, e, inoltre, a essere sepolti nel medesimo luogo. I Marchi dei parabatai vengono posti su di loro, di modo che possano vicendevolmente attingere l’uno alla forza dell’altro, in battaglia. I parabatai sanno avvertire la forza vitale dell’altro; gli Shadowhunters che hanno perso il proprio parabatai dicono di aver avvertito la vita lasciare il loro compagno. Inoltre, i Marchi che un parabatai disegna all’altro sono più forti di quelli normali, e alcuni Marchi possono essere utilizzati unicamente dai parabatai, poiché attingono alla forza raddoppiata dei compagni.

L’unico legame a loro proibito è quello di natura amorosa. Queste coppie vincolate devono conservare la dignità del loro legame guerriero, e non permettere che si trasformi in quell’amore terreno che chiamiamo Eros. Il tardo Medioevo era pieno di canzoni cantate da trovatori Shadowhunters che parlavano dell’amore proibito di coppie di parabatai, e delle tragedie da cui venivano travolti. I loro avvertimenti non si limitavano ai cuori spezzati e al tradimento, ma pure a disastri magici, impossibili da evitare, qualora due parabatai si leghino sentimentalmente.

 

La ragione per cui scegli un parabatai a un’età così giovane è, essenzialmente, poiché dovete allenarvi insieme. È parte del processo. Il vostro allenamento da parabatai è diverso, ci sono dei test, ecc., che dovete affrontare. L’età massima sono i diciotto anni perché è allora che l’addestramento finisce.

Stiamo anche parlando di magia angelica, qui. David il Silente e Jonathan Shadowhunter hanno creato il rituale dei parabatai con la magia degli angeli (e probabilmente un po’ d’aiuto da parte di Raziel). Il Conclave non può cambiare quella formulazione, o l’età dei partecipanti, o niente di niente, e si aspetta che il rituale funzioni così come vogliono loro. Come puoi vedere grazie al Codex, ovviamente a volte non va bene. Ma il Conclave non ha intenzione di considerarlo un motivo per cambiare una Legge che pensano sia stata approvata dal loro Dio.

Mi è stato chiesto di Clary e Simon, e sapere come verrà risolto il loro problema sul diventare parabatai in TFSA. »

Traduzione: “Prologues”

Immaginiamo che molti di voi si siano chiesti almeno una volta: “Perché il prologo di Città del Fuoco Celeste è dal punto di vista di Emma?” ;)
Ebbene – in questo post Cassie ce lo dice (e, in generale, ci spiega come fa di solito a scegliere da quale punto di vista scriverà una scena). L’argomento è molto interessante – ma sconsigliamo a quanti non avessero terminato il libro di continuare con la lettura, perché sono presenti lievi spoiler di CoHF!

 

 

 

 

 

 

« “Mi stavo solo chiedendo come scegli da che POV [NdT: “Point of View”, “Punto di Vista”] raccontare una scena. Tipo, perché il prologo di Città del Fuoco Celeste è narrato dalla prospettiva di Emma e non da quella di Sebastian? Mi è piaciuto il punto di vista di Emma, ma mi sembra che sarebbe potuta essere una possibilità per dare un’occhiata dentro la testa di Sebastian. Grazie e, se dovessi pubblicare questo messaggio, potresti togliere il mio nome?

Omesso il nome dalla domanda incendiaria sui punti di vista. :) No, sto solo scherzando. Questa domanda cade nella categoria del: “Scrittori, perché fate ciò che fate?” Che trovo sempre interessante, perché le scelte che facciamo plasmano il nostro lavoro, ma – anche se ti spiego le mie ragioni, sappi non dovrai essere d’accordo. :)
I prologhi sono un qualcosa di interessante, nella terra degli scrittori, perché controversi. Alcune persone li amano. Altre li odiano. Spesso, la grossa polemica che si apre contro il prologo riguarda le informazioni contenute  al suo interno, e il perché, se sono importanti, non le si è inserite nel corpo principale del lavoro – ovvero, perché non è semplicemente il “Primo Capitolo”?
Per quel che riguarda me, mi piacciono i prologhi. Trovo che diano l’opportunità di raccontare un evento dalla prospettiva di un personaggio da cui altrimenti non avremmo mai sentito nulla – per esempio, il punto di vista di Aloysius Starkweather ne La Principessa. Sì, il fatto che sua nipote sia morta mentre riceveva le prime rune è un qualcosa che poteva anche esserci detto più avanti nella narrazione, ma sarebbe stato assai meno viscerale dello sperimentarlo sulla pagina, ed è interessante stare nella testa di un personaggio di cui non avremo più POV (dal momento che nel 1878 Aloysius è parecchio andato per la demenza senile). Similmente, riceviamo un punto di vista di Valentine, in Città di Cenere, e poi, per quel che so, mai più. E quel punto di vista ci mostra la nascita del demone della paura, il che significa che quando poi Agramon compare, più avanti, noi già lo conosciamo. Nessun’altro all’interno del libro, eccetto Valentine, sarebbe potuto essere presente in quel momento, o non sarebbero poi stati sorpresi trovandosi davanti Agramon.
A volte i prologhi indicano un salto temporale, grande o piccolo che sia (il prologo di CP2 in cui vediamo Will e Jem a dodici anni, o quello di CoLS in cui c’è Simon due settimane prima degli eventi del resto del libro). A volte esistono per creare un certo stato d’animo (il prologo di Will in CP). I prologhi fanno un sacco di lavori diversi.
Quanto al perché io abbia scelto di raccontare il prologo di Città del Fuoco Celeste dal punto di vista di Emma e non da quello di Sebastian – avevo già scritto un punto di vista di Sebastian, in Città delle Anime Perdute. Principalmente come modo per far capire alle persone che stava combinando qualcosa con le Fate, ma non il cosa stesse ideando. Ma un prologo dalla prospettiva di Sebastian sarebbe stato quasi impossibile da realizzare senza rivelare il suo coinvolgimento con il Popolo Fatato, visto che stanno con lui per tutto il tempo. Avrebbe passato l’intero prologo a non pensare deliberatamente 1) alle fate proprio accanto a lui, 2) all’esistenza di Edom, dove sta per tornare, e 3) al suo piano in generale, inclusa la sua visita alla Città di Diamante.
I narratori inaffidabili sono grandiosi, ma di norma sono inattendibili, perché portano nella storia la loro mitologia di se stessi. Essere schivi è un’altra cosa – semplicemente non rivelare ciò che il personaggio sta davvero pensando –, e la Ritrosia nella Scrittura è un altro argomento ancora.
Ci sono dei fatti importanti sulla storia che impariamo attraverso il prologo – che Sebastian sta attaccando gli Istituti –, ma se anche non avessi progettato di scrivere The Dark Artifices, avrei comunque raccontato il prologo dal punto di vista di Emma. Per me i Blackthorn hanno un peso simbolico in Città del Fuoco Celeste. Rappresentano le poste in gioco nella guerra.
Senza alcuna rappresentazione di queste persone – degli Shadowhunters ordinari, di alcuni bambini innocenti – che Clary e gli altri stanno cercando di salvare,  questa gente è un simbolo sfocato e distante. Capiamo il desiderio dei protagonisti di salvare i loro genitori, e quelli intrappolati a Edom, ma quando ciò che è in gioco sono le esistenze di tutti gli Shadowhunters, la cosa importante è mostrare i visi e le personalità di queste vite.
(Inoltre, col loro essere scappati dall’Istituto portano a Idris informazioni importanti su ciò che sta facendo Sebastian – e avrebbero potuto farlo anche se il prologo fosse stato dal POV di Seb, ma dalla sua prospettiva quello sarebbe stato un gruppo di marmocchi in fuga, senza nome e indifferenziati. Avrebbe tolto tutto il senso della scena in cui Emma si sveglia urlando per i suoi genitori e Julian le dà Cortana. Avrebbe tolto un sacco di significati dalla fine, quando Helen viene mandata via – il senso del suo essere separata dalla sua famiglia sarebbe stato grandemente offuscato, se non avessimo conosciuto la sua famiglia.)
Quindi immagino che, in generale, la domanda sia: come decido chi narrerà una scena, da che punto di vista sarà? Di solito chiedo a me stessa: Chi subirà il cambiamento più grande, in questa scena? Penso al motore che muove le storie come a tre C: conflitto, scelta e cambiamento (idealmente, un cambiamento portato da una scelta che è forzata da un conflitto). Jace racconta la scena tra lui e Alec, perché è lui quello cha cambia di più, in quel frangente. Emma cambia di più durante il prologo. Fa la scelta più grande di tutte, la sua intera vita è trasformata, e muta come individuo. Sebastian non cambia per nulla. Quindi insieme al voler stabilire qual è la posta in gioco, al voler dare un viso alle persone che avrebbero avuto bisogno di essere salvate nel corso del libro, desideravo anche mostrare la nascita di un eroe, l’incidente istigante che ha reso una persona quella che è. La storia dell’origine di un supereroe. :) Cosa che penso sia divertente da sperimentare, sia che leggerete The Dark Artifices, sia che non lo leggerete. »

Traduzione: tante Twitter chat!

Buongiorno, Shadowhunters! ;)
Come ben sapete, l’edizione italiana di Città del Fuoco Celeste è uscita l’8; abbiamo quindi pensato di cominciare a pubblicare almeno una minima parte di tutto il materiale SPOILER sul libro che Cassandra ha pubblicato a partire dal 27 maggio.

In questo caso, si parla delle risposte che ha dato su Twitter (se non erro, in mezzo dovrebbe esserci anche una risposta minuscola – o al massimo due – che ha dato su Tumblr). Circa 18 pagine di traduzione. XD

 

Speriamo che la cosa vi lasci contenti! ;)

 

OVVIAMENTE, SCONSIGLIAMO A QUANTI NON HANNO INIZIATO/TERMINATO CITY OF HEAVENLY FIRE DI PROCEDERE CON LA LETTURA.

Ci sono riferimenti chiarissimi alla fine del romanzo, e NON desideriamo che nessuno si spoileri nulla.

 

FATE ATTENZIONE.

 

 

 

 

 

 

 

« “Forse la mia non è una domanda specifica su CoHF, ma comunque: perché le relazioni amorose tra i parabatai sono vietate?” Lo scoprirai in The Dark Artifices. »

 

« “(So di averti già fatto una domanda, e questa non è su CoHF, ma ho pensato di chiedere.) Nel Codice si dice che Henry Branwell aveva un progetto con le Sorelle di Ferro di cui nessuno conosce ancora i risultati; lo vedremo in qualche serie? Non è comparso in CoHF, quindi sarà in qualche altra serie?” Potrebbe essere in TLH. :) »

 

« “Qualche idea di chi morirà in TDA?” Certo. Sono solo a metà della stesura del primo libro, ma so chi muore! »

 

« “Cosa pensi dei lettori che non hanno letto TID prima di CoHF?” Non sembrano infastiditi. »
« “Ma alcuni dicono di essere confusi e frustrati dai riferimenti a TID.” Beh, ho fatto del mio meglio perché non fosse necessario leggere TID, ma è così che funziona quando si vogliono intrecciare delle serie. »

 

« “[DTR/DLR, ‘definire la relazione’] potrebbe stare a significare che guardi Awkward? #DTR #definetherelationship” No, l’espressione l’ho presa da persone che conosco che la usano! »

 

« “Jace scoprirà mai che Tessa è la sua bis, bis… nonna?” Ti importa di chi è la tua bis, bis, bis, bisnonna? :) Lo scoprirà, sì. »

 

« “È una domanda stupida su CoHF, ma mi chiedo, la Regina Seelie potrebbe essere rimasta incinta di Sebastian?” Non sarebbe interessante? »

 

Una ragazza ha scritto a Cassie: « Ho appena finito CoHF e non c’era nessun capitolo chiamato Simon’s Sacrifice, è possibile? »
Cassie non ha risposto subito, e nel frattempo la ragazza si è messa a parlare della cosa con un’altra lettrice. Dopo un po’, comunque, la Clare ha risposto loro così: « Ma dico sempre che gli estratti possono cambiare, prima della pubblicazione, o essere cancellati. È così che funziona l’editing. »
[Appena possibile vi pubblicheremo il post su Tumblr in cui ne parla; in ogni caso, ‘Il Sacrificio di Simon’ è diventato il capitolo chiamato ‘Judas Kiss’. :)]

 

« “Ho amato la parte tra Alec e Robert, nell’epilogo di CoHF, ma speravo che le cose si sarebbero in qualche modo risolte tra Izzy e suo padre.” Penso che un giorno lei lo perdonerà. »

 

« “Quanti anni avrà Tavvy in TDA, e lo vedremo comparire molto? È così carino in CoHF!” Ha otto anni, in TDA, ed è ancora un amorino. »

 

« “Da quando sai che CoHF sarebbe finito così?” Nel 2009. »

 

« “Sentiremo parlare dell’Istituto di New York e dei suoi abitanti, in The Dark Artifices?” Sì. »

 

« “Ho amato la conclusione di CoHF! Sei seriamente una scrittrice eccezionale. Ho amato Ty (è basato su Benedict Cumberbatch in versione Sherlock?)!” Sherlock Holmes, ma non quello di Benedict. »

 

« “Simon suona la chitarra, giusto? E Jem il violino, e Jace il piano! Potrebbero formare una nuova band!” Buona idea. »

 

« “Immaginavi che le persone avrebbero avuto delle reazioni così forti nei confronti di Jonathan, alla fine? Non ho mai pensato che avrei pianto per lui, ma l’ho fatto.” Se è così, ne sono lieta. »

 

« “Mi spiace così tanto per Raphael!” Quello mi ha reso a mia volta tristissima. »

 

« “Ehi, Cassie! Domanda veloce: in una risposta hai detto che Jace potrebbe non essere l’unico Herondale ancora in vivo. Ti stavi riferendo a Tessa? O è un segreto ancora da rivelare?” Non mi stavo riferendo a Tessa. :) »

 

« “Avremo degli indizi su chi è ‘l’altro Herondale oltre a Jace’, in TDA?” Sì. »

 

« “Sono rispettosamente in disaccordo con te quando dici che l’etnia di Maia e Jordan è parte della ragione per cui ad alcune persone non piace ciò che è successo loro. [NdT: di loro due si parla per esteso in un post che vi pubblicheremo nella giornata di oggi.]” Dal momento che si tratta di uno schema di azioni razziste e sessiste che continuano a ripetersi ancora e ancora, non posso essere d’accordo con te. Se per te questo è l’unico caso nella letteratura occidentale in cui gli uomini bianchi non sono privilegiati [agli occhi dei lettori], puoi, immagino! »

 

« “Sai, sto morendo dalla curiosità di sapere se Jonathan ha avuto una vita amorosa, prima di Città di Vetro. QUINDI, L’HA AVUTA?” Non ha mai avuto una vita amorosa, punto. Ha fatto sesso. »

 

« “Quindi tutti i personaggi ancora in vita alla fine di CoHF prenderanno parte e avranno un finale in TDA?” Suppongo che dipenda da cosa consideri una conclusione. Non sei obbligata a leggere TDA, ma dentro ci saranno tutti. »

 

« “Credo che Julian sia un po’ giovane per me, ma che ne pensi di lui?” È più grande del Jace di TMI, in TDA. »

 

« “Devi sapere che sto leggendo Città del Fuoco Celeste, al momento… La somiglianza tra Jace e Julian è davvero sorprendente.” Davvero? Li trovo enormente diversi, io. »

 

« “Che ci dici di Malcolm?” Comparirà di certo in TDA. Deve esserci. »

 

« “TDA sarà principalmente su Emma e Jules?” E Cristina e Mark, Ty, ecc. »

 

« “Hai già iniziato a scrivere TDA?” Sì. »

 

« “Quanti anni avrà Julian in TDA?” Diciassette. »

 

« “Devi leggere sia TID che TMI per leggere TDA? Perché ho letto solo TMI. :)” Non sei obbligata a leggerle entrambe. È solo che ti farà spoiler su TMI, se non l’hai letto, nient’altro. »

 

« “Emma e Julian diventeranno davvero parabatai?” Sì. »
« “Ma Emma non è innamorata di lui? Per certi versi tutto ciò è crudele, no?” Vuoi dire, Emma è innamorata di Julian? Intendo, tu che pensi? Se hai letto CoHF. Non sappiamo cosa pensa lui. »

 

« “Quando hai creato Sebastian/Jonathan avevi immaginato questa conclusione, per lui? Parlando di CoHF.” Sì. »

 

« “Ty sarà un personaggio importante? È diverso in una maniera positiva. [NdT: credo che qui manchi il punto interrogativo.]” È molto importante. »

 

« “Ti irrita un po’ quando alle persone sembra importare solo della figaggine dei tuoi personaggi?” Presumo che vada inteso in maniera scherzosa, semplicemente. »

 

« “Pensi che gli adulti ameranno Magisterium?” Spero di sì. Credo che i libri sui ragazzi non siano solo PER ragazzi. »

 

« “Devi scrivere di un matrimonio Malec! Sarebbe grandioso!” È una cosa che ho in programma. »

 

« “In una scala da 1 a 10, quando figo è Julian?” Dipende dal se ti piacciono i ragazzi coi capelli castani, gli occhi blu-verdi e degli addominali grandiosi. :P »
« “Praticamente, Jules Blackthorn è davvero figo.” Praticamente. »

 

« “Sono solo io, o Emma ha una cotta per Mark Blackthorn?” Potrebbe. »

 

« “Emma si sente sempre in colpa per la ragione per cui ha accettato di diventare la parabatai di Julian?” È un problema. »

 

« “I personaggi di TMI saranno in TDA?” Quelli sopravvissuti a TMI avranno dei camei in TDA. »
« “Quanto grande sarà la parte che i personaggi di TMI giocheranno in TDA?” TDA non è ancora stato scritto. Vedremo. Non sono protagonisti. »

 

« “Per favore, potresti dirci qualcosa su Emma e Julian e la loro relazione?” Lei è quella selvaggia, lui quello calmo. »

 

« “Hai parlato di due matrimoni in Città del Fuoco Celeste: il secondo bisogna supporlo? Perché non ricordo di averlo letto.” C’è. »
« “Sono abbastanza certa che il primo sia la scena del sogno di Clary e il secondo quello tra Luke e Jocelyn… Giusto?” Ci hai preso. »

 

« “In una scala da 1 a 10, quanto felice era, Church, di essere rapito da Jem?” 7. Church non è mai così felice. »

 

« “Come faceva Jem a conoscere il secondo nome di Emma?” Era un Fratello Silente. I Fratelli Silenti hanno accesso agli alberi genealogici. Perché non avrebbe dovuto guardare il suo? »

 

« “Dov’è Church?” Nel bagagliaio della macchina di Jem. »

 

« “Il 99% di noi shippa già Emma e Julian, e TDA è ancora inedito. Sii gentile coi nostri fragili cuori!” Sapete che non lo sarò. :) »

 

« “Se le persone cominciassero TDA senza aver letto CoHF andrebbe bene?” Così facendo si spoilererebbero CoHF, ma capirebbero comunque. »

 

« “Dicci qualcosa di Cristina e Jaime.” Non dirò nulla di Jaime. :) Ma Cristina è a Los Angeles perché ha 18 anni, sta viaggiando per gli Istituti come fanno gli Shadowhunters a diciott’anni, come Gideon in ID. »

 

« “Tessa deve essere una tosta, dal momento che è consapevole della mortalità di Jem e lo sposerà comunque, pur sapendo che morirà anche lui.” Perché ci innamoriamo sapendo di essere mortali e che anche la persona cha amiamo è mortale. L’amore vale la pena, non importa il tempo. »

 

« “Jem e Tessa saranno in TDA?” Sì. »

 

« “Chi pensi che vincerà la coppa del mondo?” C’è una coppa grande quanto il mondo?! »

 

« “Amo Ty, spero che giocherà un ruolo importante in TDA.” Sì. »

 

« “‘L’Accademia degli Shadowhunters’ ha un suono così cazzuto; a chi è venuta l’idea?” Il titolo? A mio marito. »

 

« “Clary ha i capelli rossi perché tu li hai rossi, o te li sei fatta rossi perché hai dato a Clary i capelli rossi?” Nessuna delle due! »

 

« “Ci sarà un amore complicato o… non ricambiato? Sono così eccitata per TDA!” Aspettatevi un amore complicato. »
« “‘Aspettatevi un amore complicato.’ – Ma, sul serio, quand’è che NON è complicato? (Sto guardando a voi, Tessa, Will e Jem.” Jace, Clary. »

 

« “Salve, Ms. Clare: Jonathan Morgenstern ha la stessa età di Jace?” È più grande. »

 

« “Che ci dici di Livia? Mi piace davvero tanto!” Vuole diventare la parabatai del suo gemello. »
« “È possibile? Essere i parabatai dei propri fratelli/delle proprie sorelle?” Certo. »
« “È permesso?” Sì. Non c’è problema. »

 

« “Jules somiglia di più a Jem o a Will?” Non riesco a pensare a nessuno a cui somigli, davvero. »

 

« “Tu e Holly firmerete copie di The Iron Trial per Barnes&Noble?” Sì. »

 

« “Quando Helen stava parlando di quant’è speciale Ty, si riferiva al suo autismo?” Helen non capisce l’autismo – gli Shadowhunters non lo capiscono. Ma più che altro Helen intendeva che Ty è speciale perché è intelligente e fragile. »

 

« “Da quanti libri è composto TDA?” Tre. »

 

« “Dov’è ambientato TLH? Se è ambientato a Londra, il figlio di Charlotte e Henry ci sarà?” A Londra, e sì. Entrambi i loro figli. »

 

« “Perché Jem non parla con Emma, in CoHF?” Di che cosa? »

 

« “AMO GIÀ TY, e desidero davvero che abbia un migliore amico; ce l’avrà?” La sua gemella è la sua migliore amica. »

 

« “Se Alec volesse visitare gli altri Istituti, Magnus andrebbe con lui?” Probabilmente lascerebbe lavorare Alec durante la settimana e userebbe un Portale per stare con lui nei weekend. »

 

« “Ehi, Cassie! Volevo solo chiederti, Ty e Livvy (giusto?) saranno i protagonisti di The Wicked Powers, vero?” Forse. »

 

« “Hai saputo cos’avresti voluto scrivere nell’ultima pagina di CoHF fin dall’inizio della serie?” Tre anni fa dicevo alle persone l’ultima parola! »

 

« “Che sarebbe successo se Clary avesse perdonato Jonathan, in CoHF?” In quel caso l’avrebbe perdonato. Ma lui sarebbe morto comunque. »

 

« “Cassie, puoi dirmi se due ragazze possono diventare parabatai? Perché è preferibile che i ragazzi diventino parabatai?” Le ragazze possono diventare parabatai. Lucie [Herondale] e Cordelia [Carstairs] sono parabatai. Ma è più raro, per via del sessismo del Conclave. »

 

« “Emma cosa pensa del fatto che Julian fumi?” Vuole che smetta. »

 

« “So che TID parla dell’amore di tre persone, ma credo che Tessa amasse solo Will e volesse prendersi cura di Jem.” Quindi pomicia con lui e vuole farci sesso perché? »
« “Perché è solo una ragazza. Non devi essere innamorata per pomiciare e voler fare sesso con un ragazzo figo.” Certo. Ma non è un segno di ‘volersi prendere cura di’ qualcuno. Quello implica sentimenti non di tipo sessuale. »

 

« “Sono ancora un po’ confusa circa il concetto di parabatai. In che circostanze NON si può diventare parabatai?” Se si è innamorati. »

 

« “Maia è stata una sorpresa, in CoHF, col suo essere un capo per il gruppo di licantropi. Si suppone che lei e Morcego finiranno insieme, alla fine? [NdT: sono andata a interpretazione, perché in questo tweet la punteggiatura era completamente assente, e qui e là mancavano delle parole.]” Morcego? »
Un’altra ragazza si è inserita nel discorso, spiegando a Cassie che: « [Morcego] è Bat, nell’edizione brasiliana hanno tradotto il nome. »
Cassie: « OHHHH! Capito. Alla fine, a me sembra che lui sia interessato a lei. E anche lei è interessata. »

 

« “Clary è l’unica persona di cui importa a Jonathan?” Suo padre. Jace, per certi versi. »

 

« “I sentimenti che Emma prova per Julian sono da parabatai, o lo ama come in una coppia?” È innamorata di lui. »

 

« “So che Ty è giovane, ma nel prossimo futuro potrebbe avere un interesse amoroso?” Ha quindici anni in TDA. Certo. »

 

« “James e Cordelia si sono sposati, giusto? Ma James amava ancora Grace. James ama Cordelia o no?” Potrebbe amarla, potrebbe non amarla. »

 

« “In che circostanze non puoi diventare parabatai?” 1) Se siete innamorati. 2) Se hai più di 18 anni, o meno di 12. »
« “ASPETTA, QUINDI SE LORO [Emma e Julian] SCOPRONO DI ESSERE INNAMORATI PRIMA DI DIVENTARE PARABATAI, QUESTA COPPIA POTRÀ FORMARSI, GIUSTO?” Sono parabatai, in TDA. Lo sono da circa due anni. »

 

« “Isabelle potrebbe essere la figlia illegittima di uno dei suoi genitori? Quest’argomento verrà esaminato ancora in uno dei prossimi libri?” No, non è possibile. »

 

« “Sappiamo tutti che Emma è innamorata di Julian e che sono parabatai, e che questo significa che ci sono delle complicazioni. Ma anche Julian si innamorerà di lei? :)” Vedremo. »

 

« “Quindi, Emma e Julian sono parabatai o no? Ma sono innamorati!” In TID c’è la storia di due parabatai che si sono innamorati e sono stati scoperti, e uno dei due si è suicidato. »

 

« “Scopriremo nuove cose su Ty e Livvy, in TDA?” Sì. Sono personaggi principali. »

 

« “Hai sempre saputo cosa volevi fare con Simon, o è stata una decisione improvvisa?” No, l’ho sempre saputo. »

 

« “Firmerete The Bane Chronicles anche per Barnes and Noble?” Sì. »

 

« “Non puoi essere un parabatai se hai più di diciotto anni. Ma che succede se due adolescenti diventano parabatai e poi crescono?” Non puoi *diventare* parabatai, se hai più di diciotto anni. Puoi continuare a essere parabatai, una volta superati i diciotto anni, fino alla morte. »

 

« “Ma non significa che perdi il tuo parabatai una volta compiuti diciotto anni, no?” No. Resti parabatai fino alla morte. »

 

« “Vedremo Tatiana, in TLH?” Sì. È la/una cattiva. »

 

« “Non capisco perché non puoi essere innamorato del tuo parabatai; di certo è qualcosa che rende più forte il legame, no?” Fa succedere una cosa terribile. »

 

« “Odi Robert Lightwood?” No. »

 

« “Penso che il Conclave stia diventando il vero nemico, e ogni libro lo rende più chiaro… Ho ragione?” :) »

 

« “TLH è come TID, con lo stesso triangolo amoroso che spezza il cuore, o spezza ancor più il cuore? Per favore, per favore, per favore.” TLH è una storia completamente diversa. Ha decisamente delle parti che spezzano il cuore. »

 

« “Ci saranno dei licantropi, in TDA? Intendo, giovani, bellissimi licantropi.” Hai reso tristi un sacco di vecchi licantropi scontrosi. »

 

« “Per quale ragione hai introdotto il fratello di Maia nella storia? Scopriremo qualcosa a riguardo?” Ha plasmato la personalità di Maia e le sue scelte. »

 

« “Alec e Magnus si sposeranno, un giorno?” Sì. »

 

« “Quando Magnus e Jocelyn stanno parlando dell’attacco all’Istituto di Londra, in CoHF, il fantasma a cui si riferivano è Jessamine?” Sì, molto bene. »

 

« “Cassie, sono così colpita dal fatto che tu abbia creato un personaggio con l’autismo. Sono davvero ansiosa di sapere altro su Ty.” È bello saperlo. »

 

« “Puoi dirci qualcosa in più su Ty? Sono curiosa.” Ty vuole diventare un investigatore. Ama le storie su Sherlock Holmes. »
« “Pensi che Ty guardi anche [il telefilm di] Sherlock?” Non guardano la TV, non davvero. :) Ty è molto amante dei libri. »

 

« “Com’è che c’è una discendenza dei Carstairs (Emma)? Perché pensavo che fossero terminati con la (diciamo) morte di Jem.” Hai letto La Principessa? »

 

« “Magnus ha trovato qualche incantesimo o pozione per allungare la vita di Alec?” Alec non vuole diventare immortale e sopravvivere alla morte della sua famiglia. »

 

« “Chi sono Helen? E Ty?” Probabilmente dovrai leggere CoHF. »

 

« “Nei tuoi libri ci sono gay, lesbiche, incesto, bisessuali. Spero ci saranno anche personaggi transessuali. Sono così interessanti e adorabili. ;)” In TDA c’è un personaggio trans. »

 

« “Gli stregoni hanno per caso una regola segreta che impone che i loro cognomi siano tutti formati da quattro leggere e abbiano un significato triste?” Shade? »

 

« “Quanti personaggio LGBT saranno in TDA? E, inoltre, avranno storie d’amore?” Almeno tre, e sì. »
« “Incluse Helen e Aline?” Ci sono anche loro – pensavo che la domanda riguardasse i nuovi personaggi, mi spiace! »

 

« “Emma vuole davvero essere la parabatai di Jules? Penso che la odierò se l’ha fatto solo perché vuole vendicarsi.” No, vuole davvero esserlo. E ha solo dodici anni. È troppo giovane per capire che un giorno potrebbe provare dei sentimenti di natura romantica. »

 

« “Che pensa Will di Cordelia Carstairs?” Ama tutti i Carstairs. Cerca costantemente di far diventare James amico di Alastairs [Carstairs] anziché di Matthew [Fairchild]. PERCHÉ È UN CARSTAIRS. James pensa che Alastairs sia una palla, però. »

 

« “L’autismo di Ty sarà diverso in maniera significante, paragonato a quello degli umani, dal momento che è uno Shadowhunter?” Solo nel fatto che risente della mancanza di diagnosi per colpa del pregiudizio del Conclave. »

 

« “Ho la sensazione che Ty sarà un personaggio di cui tutti si innamoreranno, molto semplicemente; ho ragione?” Lo spero. »

 

« “[…] Perché a James non piace Alastairs?” A James piace Matthew. »

 

« “Perché Will si è presentato solo al matrimonio di Jem, e non prima?” È morto felice. Non infesta il mondo. Non è un fantasma. »

 

« “Cos’è che non fa piacere Alistair [a James]?” James trova Alastair rigido e gli sembra che non approvi la sua eredità da stregone. »

 

« “Com’è che Alastair ha sangue stregone, se gli stregoni non possono procreare?” JAMES ha sangue stregone. »

 

« “Daniel Sharman è perfetto per Will! Che ne pensi? :)” Ha già letto Will [per l’audiolibro americano de La Principessa], quindi sarebbe eccellente. :) »

 

« “Dopotutto, Valentine aveva ragione, per certi versi: il Conclave ha bisogno di un cambiamento. Ma non quello che desiderava lui. :)” Aveva leggermente ragione. »

 

« “Quindi immagino che ci sarà un triangolo amoroso tra Cordelia, James e Grace, in TLH?” Sarebbe interessante vedere due ragazze e un ragazzo, per una volta. Vedremo. »

 

« “Puoi dirci qualcosa che non sappiamo di Malcolm?” Gli è successa una cosa terribile, una volta. È triste da allora. »

 

« “Vedremo la Regina Mab, dal momento che è la Regina dell’Aria e dell’Oscurità [NdT: il nome del terzo romanzo di The Dark Artifices], come dice nel titolo?” Intelligente. Forse! »

 

« “Che problemi hanno Cordelia e Alastairs?” Nessuno. »

 

« “TDA è l’ultima serie sugli Shadowhunters?” Idealmente spero di arrivare a cinque in totale. Concluderei con The Wicked Powers. »

 

« “Ci saranno altri personaggi omosessuali, in TLH, oltre ad Anna?” Sì. C’è una coppia gay. (Ragazzi.) »
« “Matthew e… Thomas? Solo un tentativo di indovinare. *Alza le mani* Inoltre, Anna è lesbica?” Anna è lesbica, sì. »

 

« “C’è qualche possibilità che Alec diventi etero, in futuro?” Non ce n’è nessuna. »

 

« “Che significa TWP?” The Wicked Powers. Idealmente dovrebbe essere la quinta e ultima serie sugli Shadowhunters. »

 

« “CHE CI DICI DELL’INCESTO IN TDA?” Non… ce n’è? O_o »

 

« “Di che parlerà The Wicked Powers?” È ambientata dopo TDA. Sarebbe l’ultimo libro sugli Shadowhunters. Tra tanti anni. »

 

« “Pensi che includere personaggi omosessuali nelle tue storie aiuti le persone ad affrontare meglio l’omosessualità? Del tipo, è amore, dopotutto.” Spero che questo dia ai lettori omosessuali dei personaggi con cui relazionarsi. »

 

« “Qual è l’ordine cronologico delle serie?” TID, TLH, TMI, TDA, TWP. »

 

« “Delle relazioni incestuose sarebbero fantastiche… solo per dire.” Mh. Questo è il mio appiglio per uscire di scena. :) Ci vediamo più tardi! Devo scrivere! »

 

« “Incontreremo i personaggi di The Wicked Powers, in TDA?” Sì. *Non dirà altro su TWP* »

 

« “A Will non piace Matthew?” Non c’è nessuno a cui potrebbe non piacere. »

 

« “Va bene se non shippo Emma e Julian ma Mark ed Emma?” Puoi shippare Emma e un albero. Ogni cosa va bene. »

 

« “Domanda veloce: l’adorabile metodo segreto con cui Emma e Julian si scrivono addosso è stato ispirato da Rae e Finn?” No, l’ho scritto prima, ma Rae e Finn sono carini. »

 

« “Pensi che Magnus apparirà in TWP?” Magnus è per sempre, diciamo. Inoltre, dobbiamo metterci in pari con ciò che succede a lui e Alec, il matrimonio, l’adozione, tutte le belle cose. »

 

« “Gli stregoni POSSONO procreare. Tessa? Ha avuto molti figli, ed era una strega.” Tessa è unica e speciale, da questo punto di vista. »

 

« “Mi chiedevo, per Ty sarà possibile innamorarsi, in TDA? Sembra un personaggio parecchio confuso, me lo stavo semplicemente chiedendo.” Ty può innamorarsi e lo farà. »

 

« “Pensavo a nomi per la coppia. Qualcosa come EMIAN, JULEMMA, JULMA (no, per favore). Quale preferisci?” Jemma. »

 

« “Emma prova sentimenti di natura romantica per Jules, proprio come quelli che lui prova per lei?” È il contrario. :) »

 

« “Mi piacerebbe davvero sapere se Clary e Simon possono ancora diventare parabatai, dal momento che non hanno diciott’anni alla fine di CoHF.” A loro piacerebbe. »

 

« “Di’ a tuo marito che lo amo!” Vuole sapere se ti piace il suo nuovo taglio (è parecchio brutto, però). »

 

« “Tessa che pensa di Matthew?” Lo ama come un figlio. »

 

« “OH MIO DIO, VOGLIO ESSERE IO L’INTERESSE AMOROSO DI TY, AHHH!” Se ti dicessi chi era moriresti per lo shock. :) »
[Aperta e chiusa parentesi: per parlare dell’interesse amoroso, ha scritto “it”, non “he”/“she”. XD Mi auguro che non fosse innamorato della sua ape peluche.]

 

« “Posso sposare Tessa? La amo così tanto!” Puoi combattere contro Will e Jem. »

 

« “C’è qualche possibilità che tu scriva un settimo libro su The Mortal Instruments ambientato nel futuro in cui vivono i miei personaggi preferiti?” No, perché li vedrete in TDA. »

 

« “Perché Tessa non è diventata una Booktuber? Sarebbe divertente.” Tessa è segretamente xtineMAY [Christine Riccio, una popolare Booktuber americana]. »

 

« “Dove hanno seppellito Ella? Perché non l’hanno portata nella Città Silente, vero?” No. È stata semplicemente seppellita nella loro proprietà. »

 

« “Posso shippare Morgensberts? (Maia e Jonathan)” La Nave Ci Siamo Incontrati Una Volta? [Cassie gioca sul fatto che in inglese “ship” significa “nave”. XD] »

 

« “Riceveremo un altro fumetto tipo ‘Il matrimonio’ [presente nell’edizione inglese di Città del Fuoco Celeste]? Ti piacerebbe?” Se io e Cassandra Jean dovessimo averne voglia… :) »

 

« “Cassie, shippo Jemma (Julian ed Emma) DA MORIRE! Li amo, oh, Dio! Non vedo l’ora di leggere TDA. Quando uscirà?” Il prossimo autunno. »

 

« “Preferisci la Wessa o la Jessa?” No. :) »
« “Mentre scrivevi avevi una coppia preferita, o hai sempre tifato per entrambe?” Sempre per entrambe. »

 

« “Amo Tessa così tanto. Qual è la cosa di lei che preferisci?” Ha un gran cuore. »

 

« “Qual è il nome ufficiale della coppia di Jules ed Emma?” Jemma. »

 

« “Ty Blackthorn è lo Sherlock della BBC, credo… Avrà il suo compagno John Watson? :3” *Ride* Vuole essere Sherlock Holmes, ma non è quello della BBC. »

 

« “Cassie, aiutami a trovare un nome per la coppia di Helen e Aline, per favore!” Haline. »

 

« “‘Quasi 400 anni è un sacco da sopportare anche se ti idrati regolarmente.’ Riferimento a Doctor Who o incidente felice?” Oh, la signora dell’‘Idratatemi’? Quella con la faccia allungata? »
« “Ahah, sì! Lei!” Non è stato un riferimento consapevole, ma adesso me la ricordo! »

 

« “Cosa pensi dei migliori amici di sesso misto (con niente storie d’amore) e al modo in cui li dipingi nei tuoi libri? (Simon e Clary, Jemma.)” Penso che Simon e Clary siano amici stupenti, per la fine di TMI. Compagni di vita totalmente platonici. »

 

« “Shippo Tiberius con la sua ape.” La Nave Tybuzz. »

 

« “Diana è andata coi Blackthorn all’Istituto?” Sì. »

 

« “I Clace faranno sesso, dopo la quella volta nella caverna, tra l’ultimo capitolo e l’epilogo?” Un sacco. »

 

« “Emma e Cristina come si incontrano?” Cristina sta passando un anno all’Istituto di Los Angeles per vedere come lavorano. Tipo Gideon in TID. »

 

« “TWP sarà sulla generazione di Valentine? Ho predetto la cosa di Simon… Mi chiedevo, anche questa predizione sarà corretta?” No. TWP si svolge dopo TDA. »

 

« “Perché Jace ha preso il cognome Herondale? Quando è sempre stato enfatizzato il fatto che la famiglia e la fiducia sono cose diverse dal sangue? :-)” Immagino che o ti bevi la sua spiegazione o non lo fai! »

 

« “Sono innamorata di Emma, è la migliore, davvero, quella ragazza è fottutamente eccezionale, un guerriero.” È dolce da parte tua, grazie. »

 

« “Chi verrà con te in Brasile? Verranno anche Joshua, Maureen o Sarah?” Non sono in un matrimonio di gruppo con Sarah e Maureen. (Maureen continua a offrirlo, ma…) »
« “Aspetta, questo significa che Josh verrà con te?” Sì! Vuole vedere il Brasile. »

 

« “Ho amato Malcolm Fade (mi sono persino fatta un profilo col suo nome, ahah). Che gli è successo di così brutto?” Gli si è spezzato il cuore! »

 

« “Amo Livvy e Ty, ho un gemello e mi sono sentita molto commossa mentre leggevo di loro, hai colto perfettamente la sensazione.” Aw, i miei figliocci sono gemelli. Gemelli per sempre! »

 

« “I personaggi dei libri potrebbero essere reali, non pensi?” Meglio della realtà! »

 

« “Helen apparirà di più in TDA? (Più che in CoHF, intendo.)” Non voglio dire nulla senza aver ancora scritto. »

 

« “Aggiungerai qualcosa su CoHF nella tua pagina dedicata agli estratti e agli extra?Qualche scena tagliata e varie cose. »
« Ho abbassato i toni della scena di sesso. Magari pubblicherò la versione originale. »
« “Wow. A tutti questi ragazzi piace davvero leggere porno. #internet” È una novità? »
« “Ho pensato che fosse abbastanza audace, per uno YA, quindi… Sì, per favore!” Sono rimasta sorpresa di farla franca con così tanto, nel libro! »
« “È stato imbarazzante scrivere la scena di sesso?” No? Il sesso è solo, sai, parte della vita. »
« Ovviamente vuoi tenerti lontana da termini come ‘virilità’. »
« Sarah Rees Brennan, VIRILITÀ. »
« “Usa ‘genitale’, è un buon sinonimo. [NdT: in verità la ragazza suggeriva ‘wanger’, che è un modo per dire ‘pene’. XD]” ‘Sentì il suo intento virile’. »
[Tra parentesi – ovviamente, quando questi nuovi extra saranno disponibili, li pubblicheremo tradotti sul sito. ;)]

 

« “Potresti scrivere un libricino sul futuro di Emma e Julian, sarebbe perfetto!” È TDA. :) »

 

« “Perché Jem ha cambiato il suo nome, quando è entrato tra i Fratelli Silenti?” Lo fanno tutti i Fratelli Silenti. »

 

« “Non pensi che sia stato un po’ duro, paragonato a Sebastian/Jonathan?” Cos’è stato duro? »
« “Non pensavi che si meritasse di meglio? Di sopravvivere?” Sebastian? Voglio dire, le persone non ottengono spesso quel che si meritano, ma credo che lui abbia ricevuto la fine di cui aveva bisogno. »

 

« “Chi è il parabata di James?” James Herondale? Matthew Fairchild. »
« “Figlio di Charlotte e Henry?” Sì. »

 

« “La cosa/persona che sta uccidendo le fate/gli Shadowhunters a Los Angeles ha intenzioni peggiori di quelle di Sebastian?” Difficile averne di peggiori… »

 

« “Perché non hai scritto una scena di sesso Sizzy?” Sarebbe stato troppo crudele, considerato quello che succede in seguito. »

 

« “Sapevi già dall’inizio che Michael Wayland era gay? O ci hai pensato dopo?” Non era gay. Era bisessuale. »

 

« “Puoi dirci il titolo di un capitolo di TDA o TLH?” ‘Out of the Cloud By Night’ [NdT: ‘Giù dalle Nubi durante la Notte’. Si tratta di un verso di Annabel Lee – QUI nella nostra traduzione –, poema di Edgar Allan Poe che sappiamo essere tra le ispirazioni di The Dark Artifices. :) Quindi è ragionevole pensare che il titolo venga da TDA.] »

 

« “Dovresti pubblicare il libro sul passato di Magnus che ha scritto per Alec. Solo per dire.” Ta da. [NdT: Le ha linkato le Bane Chronicles. XD] »

 

« “Qual è il nome del primo capitolo di TLH?” Non lo so. »

 

« “Shippo Jem e Emma così tanto! E tu, Cassie?” Jem ed Emma? O_o »
« “Credo che le persone stiano cercando una nuova situazione alla Clace o roba simile.” Sono parenti molto, molto lontani. Ma Jem ha qualcuno! Un qualcuno di importante! »
La prima ragazza allora ha risposto: « Mi scuso per il mio precedente tweet, volevo dire Emma e Jules, scusa. »
Cassie: « Capito! Questo ha senso! »

 

« “Mmmh, la Malec è stata ispirata dalla Drarry?” In che modo…? Voglio dire, i personaggi non si somigliano per niente, e neanche la loro relazione. Non per offendere! »
[La ragazza poi ha aggiunto: “Lo sooo, ma scrivevi fan fiction sulla Drarry, no? Non intendo i personaggi in sé, ma la relazione. GRAZIE PER AVER RISPOSTO. TI AMO.” Gente, solo perché scriveva fan fiction (tra parentesi, mi pare che fossero Ginny/Draco – e infatti di solito la si accusa di aver basato Clary su Ginny e Jace su Draco, ma va beh) non significa che tutte le sue idee vengano da lì. O_O]

 

« “Gente, Cassandra Clare non shippa nessuno dei suoi personaggi.” Hai ragione! »
« “Posso chiedere il perché?” Perché non sperimento i libri come un lettore – ma come uno scrittore. È diverso. Shippo nelle cose delle altre persone. :) »
« “Beh, allora, shippi qualche personaggio gay ‘nelle cose delle altre persone’? :D” Definitivamente Richard e Alec in Swordspoint. Oh, e la Johnlock. »
« “Perché non shippi i tuoi personaggi? Sarebbe imbarazzante perché scrivi tutte quelle storie e crei le coppie e tutto?” Sì, ecco perché sarebbe imbarazzante shipparli! »
« “Ma devi shipparli, in un certo modo, visto che finiscono insieme.” Beh, per te che significa ‘shippare’? »
« “Però, per essere un bravo scrittore devi essere un bravo lettore… è come un quadrato in un rettangolo, tipo?” Ma, a differenza di un lettore, io so già chi si metterà insieme sin dalla prima parola della prima pagina. Non posso shippare perché non posso desiderare che succeda. Per me, è già successo. Non significa che non mi importa dei personaggi o non mi godo le loro relazioni! :) »

 

« “CoLS, scena del club – Clary ha visto davvero dei corpi morti e del sangue, o era la droga delle fate a farle vedere quella roba? Perché Jace non li ha visti?” Stava avendo le allucinazioni. »

 

« “In CoHF, nel pezzo in cui Clary dice che la Alec/Jace sarebbe eccitante: sei d’accordo con lei? Io sì.” Clary parla per la gente. »

 

« “Jules e Emma provano dei sentimenti l’uno per l’altra. Diventano parabatai, ma non puoi uscire col tuo parabatai. È questa la trama di TDA?” Sappiamo che Emma prova qualcosa per Jules. Ma non sappiamo davvero cosa sente lui. Ma sì, è parte della trama! »
« “Ma mi pareva che in una delle carte dei tarocchi Jules stesse disegnando Emma con gli occhi a forma di cuore o simili?” Non sono responsabile per i crimini di Cassandra Jean. :D »
« “Aspetta, me nel prologo di CoHF Jules non era geloso perché Emma stava fissando Mark?” Forse. :) »

 

« “Cassie, leggi fanfiction? Perché sono davvero favolose.” Sono davvero felice che la gente le scriva. »

 

« “Le Cronache di Magnus Bane vanno lette in un certo ordine, per capirle, o puoi leggerne qualsiasi?” Puoi leggere qualsiasi storia. »

 

Qualcuno si è creato un account chiamato: “Post the sex scene” (“Pubblica la scena di sesso”; il nome vero e proprio dell’account è: “Cassiepostit”, “Cassie, postala”). XD E ha scritto a Cassie: « PER FAVORE, GUARDA QUESTO. »
Cassie: « La pubblicherò, alla fine! »

 

« “Perché non hai dato la mortalità a Magnus, o l’immortalità ad Alec?” Quando non l’ho fatto per Jem e Tessa e Will e Tessa? »
« “Era quella la ragione della loro rottura; perché l’hai lasciata irrisolta?” Non è per quello che avevano rotto. »
« “? Allora qual è la ragione? Sono confusa.” Perché Magnus si stava negando e Alec era insicuro. Non perché Magnus era immortale e Alec no (e non vuole esserlo). »

 

« “Qualcuno ti ha aiutato a scrivere CoHF?” Le mie compari di critica leggono sempre e offrono suggerimenti. »

 

« “Finale alternativo per CoHF?” Sebastian brucia il mondo. Jace fugge diventando del prezzemolo. »
« “Jace si trasformerebbe almeno in un’erba principale, forse nell’origano. Non il prezzemolo. :/ ;)” Ti cedo il punto. »

 

« “Pensi che un giorno scriverai mai qualcosa oltre a questi libri YA?” Certo, adesso sto scrivendo anche middle-grade. #Magisterium »

 

« “Hai mai pensato a un protagonista maschile, per TMI, al posto di Clary?” No. »

 

« “In un’intervista hai detto di aver quasi ucciso Henry. C’era un personaggio di TMI che hai pensato di uccidere?” Luke. »

 

« “Per quale pubblico pensi che sia più una sfida scrivere? YA o middle-grade?” Entrambi, solo in maniera diversa. »

 

« “SHIPPAVO EMMA E JULIAN COSÌ TANTO, ANCHE A COSTO DI SEMBRARE UNA PEDOFILA perché hanno dodici anni e tutto il resto…” Beh, fingi che ne abbiano diciassette come in TDA! »
« “Non sono parabatai?” Emma e Jules? Sì. »

 

« “È meglio leggere TID prima di CoHF? Avrebbe un senso se leggessi TID dopo CoHF?” Io lo leggerei prima. »

 

« “‘Clary e Jace’ sono i primi nomi che ti sono venuti in mente mentre scrivevi TMI?” No, in origine Clary si chiamava Val. »
« “All’inizio Jace non si chiamava Will?” Sì, ma avevo bisogno di un nome di cui potessi usare le iniziali. JC = Jace. »
« “Come Valentina?” Sì, ma Holly Black stava già scrivendo un libro con una ragazza di nome Val, quindi aveva i diritti sul nome. :D »
« “Ahah, il primo che arriva meglio alloggia. (: Suppongo sia per questo che hai incluso il nome in CoHF durante una certa scena?” Un cenno al passato. »
« “E poi non sarebbe anche stato un po’ strano se il suo nome fosse stato Val, e quello del padre Valentine?” Sarebbe stati un po’ lenti a non capire che Valentine era suo padre. »

 

« “Ehi, Cassie, che puoi dire su TDA?” Ho fatto restare Holly Black e Sarah Rees Brennan sveglie fino alle quattro del mattino per parlarne con me. »

 

« “Cosa devo aspettarmi da TDA, oltre alle solite, dolorose morti dei personaggi?” Anche dei piccoli aghi sparati fuori dalle pagine. »

 

« “Penso che la Legge dovrebbe cambiare e permettere ai parabatai di sposarsi. Tu che pensi?” Non considerando ciò che succede… »

 

« “Che succede quando due parabatai si innamorano?” Brutte cose. Ma questo quand’è che ha mai fermato qualcuno? »

 

« “Ho molto amato la scena in cui Sebastian è morto, ma non pensi che meritasse una seconda possibilità?” Non credo che Sebastian la meritasse, e Jonathan non è mai esistito per davvero. »

 

« “Tessa è sempre stata Tessa, o in origine aveva un altro nome?” È sempre stata Tessa. »

 

 

 

Sulle storie su Simon:

 

« “Qualche personaggio di TMI (oltre a Simon) comparirà nelle storie brevi su Simon?” Sì, e da TDA, TLH e TID. »

 

« “Storie brevi su Simon? Graziegraziegrazie!” Ci mancavano le Bane Chronicles. ;) »

 

« “Puoi dirci altro sui racconti su Simon? :)” Sono racconti. :) »

 

« “Di che parlano le Cronache dell’Accademia degli Shadowhunters?” Sono come le Bane Chronicles, una serie di storie legate che parlano di un certo personaggio che, dopo CoHF, diventa uno Shadowhunter. »

 

« “Per favore, dicci qualcosa sull’Accademia degli Shadowhunters.” È molto spoiler… Non si tratta di un’altra serie. È come le Bane Chronicles. »

 

« “Progetti ancora di scrivere le storie su Simon, vero?” L’Accademia degli Shadowhunters. »

 

« “Aspetta, le Cronache dell’Accademia degli Shadowhunters e le Cronache di Simon sono la stessa cosa?” Sì! »
« “Dio, grazie. Ci stai già lavorando? Le scriverai da sola, o con Sarah Rees Brennan e Maureen Johnson?” Con Sarah Rees Brennan e Maureen Johnson, ovvio! »

 

« “Quando uscirà L’Accademia degli Shadowhunters? Lo pubblicherai come libro o in ebook?” Si tratterà di una serie di racconti in ebook, come le Bane Chronicles. »

 

« “Pubblicherai L’Accademia degli Shadowhunters come libro unico, o come hai pubblicato le Bane Chronicles?” Come abbiamo pubblicato le Cronache di Magnus Bane. »

 

« “Rimpiangi di aver scritto Magnus anziché Simon? (Visto che in origine avevi scritto uno spin-off su Simon.)” Stiamo scrivendo le Cronache di Simon, adesso. :) »
Maureen Johnson: « :) CITTÀ DI SIMON, FINALMENTE. »
Sarah Rees Brennan: « Il suo momento è giunto! »
Cassie (in risposta a Maureen): « NON LO CHIAMEREMO COSÌ. »

 

« “Quindi [le Cronache di Simon] non saranno solo su Simon, ma anche sugli Shadowhunters?” Sì. Il passato, il futuro, un’adozione, un sacco di roba. »

 

« “Come si chiameranno i racconti su Simon?” ‘Racconti dall’Accademia degli Shadowhunters’. »

 

« “‘Racconti dall’Accademia degli Shadowhunters’ è davvero il titolo ufficiale?” Lo odi? »
« “NO, NO, NO, NO, LO AMO! È SOLO CHE NON POSSO CREDERE CHE TUTTO QUESTO SIA VERO!” Awww, okay. »

 

« “Ehi, Cassie, riguardo le storie dell’Accademia degli Shadowhunters, racconterai quella del Circolo? Perché, sì, la aspetto fin dalle Bane Chronicles.” La storia del Circolo c’è. »

 

« “Sai quando dovremmo poter leggere i racconti su Simon/le Cronache di Simon?” Aspetto roba che riguarda il contratto. »

 

« “Le storie su Simon saranno disponibili individualmente come le Bane Chronicles?” Esattamente come loro. Online individualmente, e poi raccolte in un volume cartaceo. »

 

 

 

Domande sul preservativo di Jace (LOL):

 

« “Chi porta i preservativi nel regno dei demoni? #ovviamentejace #CoHF” Forse erano di Alec! Magari li ha presi in prestito! »

 

« “Perché Jace si è portato un preservativo all’inferno?” Non l’ha fatto. Semplicemente non ha buttato via quello che aveva già prima di partire. Sarebbe stato strano. »

 

« “Come fa uno a ricordarsi di portare un preservativo in una missione in un posto come Edom?” Non lo fa! »
Da questo è saltata fuori una discussione tra tre ragazze (“C” è quella che originariamente aveva fatto la domanda a Cassie):
A: “Jace però l’ha fatto, Clary ha sentito il fruscio della plastica o qualcosa del genere!”
B: “È perché Jace teneva il preservativo nel suo portafoglio come fanno tutti i ragazzi… e si è scordato di toglierlo!”
C: “E quindi ha deciso di portarsi il portafoglio nel regno dei demoni? Cosa voleva comprare? LOL.”
B: “Io non mi guardo nelle tasche alla ricerca di cose che NON mi servono, no? Forse ha lasciato il portafoglio nei pantaloni.”
E qui è tornata Cassie, dicendo: « Immagino che Jace sia quel genere di ragazzo che ha sempre un preservativo nel portafoglio. »

 

« “Jace si è portato i preservativi nell’Edom o ha semplicemente rischiato di avere dei bambini Clace?” Ne usa uno, nella scena. »

 

 

 

Varie ed eventuali (principalmente Teen Wolf e The 100! Quindi fate attenzione agli spoiler!):

 

« Ho guardato quasi tutta la prima stagione di The 100. O_O »

 

« “OH MIO DIO, SHIPPI BELLARKE?” Sì. [NdT: tecnicamente la sua risposta è: “I ship it like Fedex”, un modo di dire che gioca sul significato principale del verbo ‘ship’ – ‘spedire’ – e Fedex, una società di trasporto. XD] »

 

« “Qual è il tuo personaggio preferito di The 100?” Clarke. Raven. Bellamy. »
« “Io ho apprezzato la sua trasformazione.” Si è trasformato in uno scoiattolo o roba simile? Non ho visto la fine! »

 

« “AMI Bellamy, eh?” Apprezzo i suoi modi anarchici. »

 

« “Oooh, perché ti piace Raven? :) Io non avrei detto lei.” È intelligente, forte, coraggiosa e meravigliosa. »
« “Questo lo vedo. :) Ma che ne pensi del modo in cui si è comportata con Bell?” Del fatto che ha dormito con lui? Perché no? Sono entrambi single. *Faccia perplessa* »
« “Okay, hai totalmente ragione. :) I miei sentimenti per la Bellarke stanno prendendo il sopravvento.” Bellarke è endgame! »

 

« “Perché diavolo nessuno nota mai Monty e Jasper?” Non hanno abbastanza da fare. Sono grandiosi, comunque. »

 

« “Che dici di Finn? Ti piace?” Mmmmmmmmmmh, nooooo, MI SPIACE, FINN. »

 

« “E Octavia? Ti piace?” Vorrei che fosse più gentile con Bellamy. Lo amo. :D »

 

« “Che ne pensi di Finn e Bellamy?” Penso che Bellamy sembri costantemente pensare, tipo: ‘Chi è Finn? Conosciamo qualcuno chiamato così?’. »

 

« “Che ne pensi di Clarke?” È una PRINCIPESSA ASSASSINA. »

 

Sarah Rees Brennan: « Sono molto orgogliosa di me stessa. Ho fatto guardare a Cassie e a Holly [Black] The 100. A volte con le minacce. »
Una ragazza: « Sarah, Cassie, Holly, siete Team Bellamy? »
Cassie: « Holly dice che non pensava ce ne fosse un altro. »
Sarah: « Non c’è. »

 

« “Ti piaceva Wells?” SÌ, E L’HANNO UCCISO, ERO COSÌ ARRABBIATA. »

 

« “SHIPPI ROMIONE?” Mi sento neutrale. »

 

« “Shippi Delena o Stelena?” Non ho mai visto il telefilm. »

 

« “Stai guardando la nuova stagione di Teen Wolf?” Sì. »

 

« “Shippi Stiles e Lydia o Stiles e Malia?” Stydia endgame. Non mi dispiace Malia. »

 

« “Ti manca Allison, in Teen Wolf?” WAAARGH. »

 

« “Scott e Allison o Scott e Kira?” Kira mi piace un sacco, mi manca Allison. »

 

« “Ohh, ohhh, shippi Stiles e Derek? #persempreSterek” Devo ammettere che, non sapendo del fandom di Teen Wolf, non scoperto che fossero una ship solo di recente. »

 

« “Che ne pensi di Dylan O’Brien/Stiles?” Mi piace Stiles. Ho incontrato Dylan solo per poco, è stato carino. Meno saltellante di Tyler. :) »

 

« “E Kira e Scott? Lei ti piace?” È grandiosa. »

 

« “Qual è il personaggio di Teen Wolf che preferisci?” GREENBERG. »

 

« “Ti piace Doctor Who? Chi è il tuo Dottore preferito? Il mio è il Decimo, interpretato da David Tennant (lo amo TANTISSIMO). xx” Il Decimo Dottore è il mio Dottore. »

 

« “Colpo di scena: Greenberg è il Benefattore.” Ci sto. »

 

« “Scallison o Allisaac?” Scallison. »

 

« Sarah [Rees Brennan], mi piace il modo in cui Bellamy è sempre così: “Clarke, hai ucciso qualcuno, ti amo così tanto.” »

 

« “Domanda su Hunger Games: Everlark o Peenick (Finnick e Peeta)? Ahahah. XD” Everlark. »

 

« “Allison, Kira, Malia o Lydia?” Noo. Amo tutte le ragazze. Regnano. »

 

« “Se in futuro deciderai di scrivere un libro, chiama un personaggio o Calum o Luke, per favore.” Ho scritto di personaggi chiamati Callum e Luke. :) »

 

« “Visto che apparentemente guardi ogni serie tv esistente, dimmi che vedi pure Arrow.” Mai visto. Né Supernatural. O Reign. O TVD. Non guardo così tanta roba! »

 

« “Dicci che shippi Logan Echolls e Veronica Mars e che hai amato il film e tutto andrà per sempre bene.” Logan/Veronica è la mia coppia per sempre. »

 

« “Hai visto Il Trono di Spade?” Sì. »

 

« “TI PIACE JON SNOW?” HO SENTITO DIRE CHE NON SA NULLA. »

 

« “Pensi che Finn e Bellamy siano vivi, in The 100?” NON HO FINITO LA PRIMA STAGIONE! NIENTE SPOILER! :D »

 

« “Jaime/Brienne o Cersei/Jaime?” Jaime/Cersei. Voglio dire, sono io. »

 

« “Ti piace Sansa Stark?” SÌ. http://instagram.com/p/oN8MolkEAK »

 

« “Cosa deve avere una storia per diventare un gran successo? #bloccodelloscrittore #terribileafartutto” Non preoccupartene, scrivi semplicemente il miglior libro possibile. »

 

« Vado a vedere The 100! »

 

Kass Morgan (autrice del libro da cui è tratto il telefilm di The 100): « Mi sono imbattuta in Cassandra Clare e Sarah Rees Brennan che si scambiavano tweet su The 100, e adesso non riesco a smettere di ghignare come una stalker di Twitter pazza. »
Cassie: « *Ammicca* »
Cassie: « Sai che vuoi che si formi la Bellarke, ragazza. »

 

Extra tradotto: La Storia di Jocelyn

Dopo mesi e mesi che rimandavo la fine di questa traduzione, finalmente possiamo presentarvi tradotto uno degli extra più lunghi rilasciati da Cassie, Jocelyn’s Story.

Come leggerete nella nota introduttiva di Cassie, originariamente questo extra era stato scritto per essere inserito in Città di Vetro – salvo poi eliminarlo perché troppo lungo e descrittivo.

Abbiamo pensato che leggere questa “prima bozza” degli avvenimenti vi avrebbe fatto piacere. :) Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate!

(Tra parentesi: l’extra è davvero lungo, quindi vi chiediamo la solita cortesia di non ripostarlo sulle vostre pagine/siti web. Se siete interessati a condividerlo con i vostri lettori, pensiamo sarà sufficiente pubblicare il link e, eventualmente, un breve estratto dall’extra. Ma non tutto, per favore.)

« Questa è la storia di Jocelyn da giovane, così come la racconta a Clary, quindi ricorda – il “tu” in questo racconto è Clary, che sta ascoltando.
Tutto ciò era originariamente stato scritto per Città di Vetro, ma era una storia troppo lunga, spiegava troppo, ed è stato necessario accorciarla e alterarla. Sebbene sia divertente credere che è così che le cose sono andate secondo Jocelyn, l’estratto di seguito va considerato “non-canon” o “universo alternativo”, quindi non sorprendetevi se i futuri libri sugli Shadowhunters dovessero contraddire questa versione, o se è questo racconto stesso a essere in conflitto con affermazioni di Città di Vetro. »

Ho incontrato tuo padre a scuola; avevo più o meno la stessa età che avevi tu quando hai conosciuto Simon. È il genere di amico che dovrebbero avere tutti. Nel mio caso, però, non era tuo padre quell’amico – ma Luke. Stavamo sempre insieme. In effetti, all’inizio io Valentine lo odiavo, perché mi aveva portato via Luke.
Valentine era lo studente più popolare, a scuola. Era tutto ciò che potevi aspettarti da un leader naturale – bellissimo, brillante, con quel genere di carisma che spingeva gli studenti più giovani a supportarlo. Era abbastanza gentile, ma in lui ho sempre scorto qualcosa che mi spaventava – brillava, ma di uno scintillio freddo, come quello di un diamante. E, proprio come un diamante, aveva estremità affilate, taglienti.
Quando aveva diciassette anni suo padre fu ucciso durante un’incursione contro un branco di licantropi. Non era stata un’incursione normale – il branco non aveva fatto niente per rompere la Legge, ma questo l’avrei scoperto solo anni dopo. Nessuno ne era a conoscenza. Tutto ciò che sapevamo era che Valentine era tornato a scuola completamente cambiato. Le sue estremità affilate erano diventate visibili per tutto il tempo, così come il pericolo in lui. E cominciò a reclutare.
Attirava gli altri studenti verso di sé come una falena è attratta dalla luce – e, come le falene, il desiderio che provavano per lui sarebbe stato alla fine la loro rovina. Condusse Hodge al suo fianco, e Maryse e Robert Lightwood – i Penhallow, i Wayland. Gli si avvicinavano, si raggruppavano intorno a lui e facevano qualsiasi cosa chiedesse loro. Aveva cercato di approcciare anche me parecchie volte, ma ero rimasta distante, a guardarlo con sospetto. E poi andò da Luke…
So che Luke si è spesso chiesto perché Valentine l’aveva voluto nel suo Circolo. A quel tempo non era granché, come guerriero; non un combattente nato. Non gliel’ho mai detto, ma a volte penso che Valentine l’abbia visto come un mezzo per raggiungere uno scopo. Come un mezzo per raggiungere me…
Valentine è sempre stato il genere di persona che sa ciò che vuole. E voleva me. Non ho mai saputo la ragione. Mi è stato chiaro fin dalla prima volta che l’ho scoperto a guardarmi attraverso il campo d’allenamento. Il suo sguardo – non era sognante o pieno di bramosia, ma calcolatore e sicuro di sé. Il suo freddo desiderio mi aveva messo i brividi. Ma quando trascinò Luke dalla sua parte, e Luke mi parlò con così tanto entusiasmo della sua intelligenza e gentilezza, capii che non potevo più restare da parte. Dovevo unirmi al Circolo, vedere cos’aveva attirato così tanto il mio amico.
Per certi versi, Valentine – tuo padre – era esattamente come Luke l’aveva descritto. Il Circolo si incontrava di notte, spesso nel campo d’allenamento deserto o nella foresta, sotto gli alberi, e durante le riunioni Valentine parlava degli argomenti a lui cari: i demoni, i Nascosti, e ciò che lui definiva “la perversione delle leggi del Conclave”. Per quel che lo riguardava, l’Angelo non aveva mai voluto che vivessimo in pace con i Nascosti, ma anzi desiderava che li eliminassimo dalla faccia della Terra insieme ai demoni. Gli Accordi erano una farsa; non eravamo mai stati destinati a vivere in armonia coi “mezzi uomini”.
Le sue parole erano di fuoco, mentre il suo contegno era – gentile. Aveva un modo tutto suo di farti sentire come se fossi l’unica persona al mondo di cui gli importava, l’unica di cui rispettava per davvero l’opinione. Le sue convinzioni erano assolute, e così anche la sua dedizione al Circolo. All’inizio pensavo fosse crudele fanatismo, ma col tempo le sue convinzioni mi hanno affascinata. Sembrava pieno di passione. Riuscivo a vedere ciò che anche Luke vedeva in lui. E in breve mi sono ritrovata mezza innamorata di lui.
Ma valeva lo stesso per tutte le ragazze del Circolo, e probabilmente anche per alcuni dei ragazzi. Non puoi appartenere a una cosa simile – un culto della personalità – senza essere almeno un po’ innamorato del tuo leader. Valentine cominciò a chiedermi di restare dopo gli incontri, solo per parlare. Disse che apprezzava la mia mente pratica e la mia intelligenza distaccata. Sapevo che le altre ragazze erano gelose. Sono certa che pensassero – beh, puoi immaginare cosa pensavano. Ma tra me e Valentine non successe mai niente. Voleva davvero parlare e basta – del futuro, della Legge, del Circolo e della direzione in cui si stava muovendo. Alla fine, quella ad arrendersi e baciarlo per prima sono stata io.
“Lo sapevo,” è stata la prima cosa che mi ha detto subito dopo, e poi, “Ti ho sempre amata, Jocelyn.” E, sai, era serio. Rimanemmo tutta la notte fuori nella foresta, a parlare. Mi raccontò di come pensava che avremmo condotto il Circolo insieme, per sempre. Di come non avrebbe potuto farlo senza di me. Disse, “Ho sempre saputo che avresti cominciato ad amarmi a tua volta, non ne dubitavo.”
Non avevo idea del perché avesse scelto me. Non mi sembrava di avere niente di speciale. Ma Valentine rese chiare le sue intenzioni: da quel momento in poi, noi due restammo insieme, e non  guardò mai più una donna, non in quel modo, né allora né durante gli anni del nostro matrimonio. Le altre ragazze smisero di parlarmi, ma a me sembrava solo un piccolo prezzo da pagare. Luke – Luke era felice per me. La cosa mi aveva sorpresa un po’, mi ero chiesta – ma lui era felice. Era evidente.
Valentine era così devoto che mi ci volle molto, molto tempo per notare i cambiamenti in lui. Era come se la morte di suo padre gli avesse raschiato via alcuni morbidi strati di umanità, e per questo era diventato crudele in maniera strana, peculiare – ma solo a sprazzi, attimi così veloci che potevo mentire a me stessa e convincermi che niente fosse mai accaduto.
C’era una ragazza, nella nostra classe, che voleva unirsi al Circolo. Suo fratello maggiore era stato morso da un vampiro, e quindi diventato uno di loro: avrebbe dovuto uccidersi, o lasciare che fosse la sua famiglia a farlo, ma non aveva voluto e girava voce che fosse ancora in contatto coi suoi familiari. Valentine le diede uno spuntone appuntito di metallo e le disse di andare da suo fratello, pugnalarlo e poi tornare da lui con le sue ceneri; solo così le avrebbe permesso di entrare nel Circolo. La ragazza corse via in lacrime. Più tardi lo affrontai, gli dissi che non poteva comportarsi in maniera così crudele, o non sarebbe stato meglio dei Nascosti. “Ma è un mostro,” mi rispose. Gli dissi che il fratello di lei poteva pure essere un mostro, ma lei no. Era una Nephilim, e non c’erano scuse per torturarla. Credevo di essere così di larghe vedute, così tollerante – ripensarci adesso mi fa rivoltare lo stomaco.
Pensavo si sarebbe arrabbiato, visto che l’avevo rimproverato, ma non fu così. Si calmò. “A volte ho paura di perdermi in tutta questa faccenda, Jocelyn,” mi disse. “È per questo che ho bisogno di te. Tu mi tieni umano.” Era la verità. Potevo sempre allontanarlo dai suoi piani più estremi, deviare la sua rabbia, calmarlo. Nessun’altro ci riusciva. Sapevo di avere questo potere su di lui, e mi faceva sentire importante, indispensabile. Credo di aver scambiato quel sentimento per amore…
Dopo aver finito la scuola, ci sposammo nella Sala degli Accordi, con tutti i nostri amici presenti. Anche allora sentivo uno strano presentimento. Durante la cerimonia alzai lo sguardo e vidi, attraverso il tetto di vetro, uno stormo di uccelli volare in alto. Realizzai che la mia vita non sarebbe più stata la stessa. A quel punto tentai di incontrare lo sguardo di Luke – stava accanto a sua sorella, nella prima fila dedicata agli ospiti, ma, anche se Amatis sorrideva nella mia direzione, Luke non mi guardò mai…
Andammo a vivere in un maniero nella campagna fuori Alicante che apparteneva ai miei genitori, anche se loro, da quando avevano cominciato a invecchiare, si erano trasferiti in una casa sul canale all’interno della città. Valentine stesso era cresciuto in un’abitazione proprio ai confini della foresta Brocelind; sosteneva però che il suo maniero fosse caduto in rovina in seguito alla morte dei suoi genitori, e io ero abbastanza felice di vivere nella casa patronale. Abitavamo solo a un quarto di miglio dalla casa di alcuni nostri amici, i Wayland – il che era conveniente, per Valentine, visto che Michael Wayland era tra i più entusiasti membri del Circolo, e andare a trovare la sua famiglia faceva in modo che non restassimo troppo insieme per tutto il tempo.
Dicono che gli uomini dopo il matrimonio cambino. Se Valentine fosse effettivamente cambiato, o se fossi stata semplicemente io a cominciare a vedere con più chiarezza la sua vera natura, non saprei. Divenne sempre più ossessionato dalla sua causa, e sempre più feroce nelle sue esecuzioni. Continuò a mentire, affermando di non aver mai ucciso un Nascosto che non avesse rotto gli Accordi, ma sapevo che non era vero. Una notte condusse il Circolo a sterminare una famiglia di licantropi nella loro stessa casa, sostenendo che avevano ucciso dei bambini umani e poi bruciato i loro corpi, e infatti nel camino trovammo delle ossa carbonizzate. Più tardi lo sentii dire a Hodge, ridacchiando, che è abbastanza facile ottenere delle ossa umane nella Città di Ossa, se si ha voglia di cercarle.
Cominciò a sparire dal nostro letto a tarda notte, facendo del suo meglio per non svegliarmi; tornava poi all’alba, ricoperto dal fetore del sangue e di cose anche peggiori. Trovai degli abiti insanguinati nel bucato, strane ferite e tagli sulle sue mani e sulle braccia. Di notte venivo svegliata da pianti e urla che sembravano provenire dall’interno delle mura di casa nostra.
Lo affrontai, chiedendogli di dirmi cosa faceva per davvero tutte le notti. Ma lui si limitò a ridere. “Ti stai solo immaginando le cose, Jocelyn,” disse. “Probabilmente è per via del bambino.”
Lo fissai. “Del bambino? Che bambino?”
Ma aveva ragione, ovviamente. Ero incinta. L’aveva saputo persino prima che lo capissi io. Tentai di reprimere le mie paure, dicendomi che stava solo cercando di proteggermi. Gli incontri del Circolo non erano il posto adatto per una donna incinta, mi diceva, e così io restavo a casa. Ero così sola – supplicai più volte Luke di venire a trovarmi, ma aveva tempo solo di rado. Il Circolo e i suoi rapporti lo tenevano impegnato. Ma come potevo lamentarmi? Valentine era un marito straordinariamente attento, non lasciava mai che alzassi un dito, mi portava bevande rafforzanti che aveva mescolato lui stesso, e un tè forte e dolce, ogni notte, che mi faceva addormentare. E se a volte mi svegliavo con strane ferite o lividi, beh, Valentine mi rispondeva che doveva essere perché avevo camminato nel sonno – un disturbo comune tra le donne in gravidanza, mi assicurava.
E poi una notte fui svegliata da un tremendo battere contro la porta. Corsi al piano di sotto e trovai Valentine in piedi sui gradini, tenendo – stava tenendo Luke, lo portava come un bambino, ed entrambi erano ricoperti di sangue. Valentine barcollava per la stanchezza. “Un attacco di licantropi,” spiegò. “Potrebbe essere troppo tardi…”
Ma non volli sentir dire che poteva essere troppo tardi. Lo aiutai a trascinare Luke al piano di sopra, in una camera vuota, e inviai un messaggio a Ragnor Fell, lo stregone che i miei genitori assumevano spesso in caso di malattia. I morsi dei licantropi non rispondono alle rune di guarigione – c’è troppo potere demoniaco, in loro. Luke stava urlando e si agitava e inzuppava le coperte di sangue; io cercavo di assorbire con una spugna il sangue che stava perdendo dalla spalla, ma ne arrivava sempre più, e poi più ancora.
Valentine gli stava accanto, guardando verso il basso. “Forse avrei dovuto lasciarlo lì a morire,” disse con gli occhi neri che bruciavano, “forse sarebbe stato più pietoso di ciò che gli succederà.”
“Non dirlo,” intimai. “Non osare dire una cosa simile. Non tutti i morsi trasformano in licantropi.” E a quel punto arrivò Fell, e Valentine lasciò a metà il suo discorso sull’abbandonare Luke e si fece da parte mentre noi lo curavamo. Dormii nella camera di Luke, quella notte, e al mattino lui era sveglio, in salute e capace di sorridere.
Non che qualcuno di noi avrebbe sorriso granché, nelle successive tre settimane. Ti dicono che c’è solo una possibilità su due che il morso di un licantropo trasmetta la licantropia. Io penso piuttosto che le possibilità siano tre su quattro. Raramente ho visto qualcuno scampare al morbo, e per quanto abbia silenziosamente pregato in quelle orribili settimane, Luke non fu un’eccezione. Appena giunse la luna piena, Mutò.
Il mattino dopo lo trovammo davanti a casa nostra, coperto di sangue e con i vestiti a brandelli. Allungai le braccia verso di lui, ma Valentine mi fece scostare. “Jocelyn,” disse, “il bambino.” Come se Luke fosse stato sul punto di correre da me e strapparmi il bambino dalla pancia, o avesse avuto intenzione di farmi qualche genere di male. Era Luke, ma Valentine mi spinse via e trascinò Luke giù dai gradini, nel bosco.
Quando tornò, parecchio tempo più tardi, era solo. “Dov’è Lucian, dov’è?” chiesi.
“Gli ho dato un coltello e detto di fare ciò che deve. Se ha un qualche genere di onore, farà come gli ho suggerito.” Sapevo di cosa stava parlando. Aveva detto a Luke di uccidersi, e Luke quasi sicuramente gli avrebbe obbedito.
Penso di essere svenuta. Ricordo una terribile e fredda oscurità, e poi di essermi svegliata nel mio letto, con Valentine al mio fianco. Si stava ravvivando i capelli. “Adesso non portare il lutto per lui,” disse, “avremmo dovuto farlo settimane fa, quando è morto per davvero. Ciò che stava sui gradini d’ingresso di casa nostra, oggi, non era Lucian.”
Ma io non gli credei. Anche dietro tutta quella maschera di sangue, avevo scorto gli occhi di Luke mentre mi guardava, quella mattina. Avrei riconosciuto quello sguardo ovunque, e non apparteneva a un mostro. Seppi allora, con terribile certezza, che perdendo Luke avevo perso la cosa più  importante di tutta la mia vita.
Fui avvolta da una terribile tristezza. Se non fosse stato per il bene del bambino, non credo che durante gli orribili mesi successivi avrei mangiato o dormito. Potevo solo sperare che Luke non si fosse suicidato, ma avesse solo deciso di andarsene. Andai da Amatis augurandomi che mi avrebbe aiutata a cercarlo, ma aveva già i suoi problemi a tormentarla. Valentine aveva affidato a Stephen il posto da luogotenente di Luke – ma non riusciva a tollerare che fosse sposato con Amatis. Sosteneva che fosse per il modo in cui lei si era opposta al trattamento che aveva riservato al fratello, ma la mia teoria era che vedendola si risvegliassero in lui i sensi di colpa per Luke. In ogni caso, riuscì a convincere Stephen a divorziare e risposarsi con una giovane bellissima di nome Céline. Amatis era devastata, al punto da rifiutarsi di vedermi, incolpando me insieme a Valentine per la sua infelicità. E così persi un’altra amica.
Disperata, mi recai da Ragnor Fell e lo supplicai di cercare notizie di Luke tra i Nascosti. Rimase a lungo in silenzio, dopo la mia richiesta. Poi disse: “Alcuni mi guarderebbero davvero molto male, se ti aiutassi.”
“Ma conosci la mia famiglia da anni!” protestai. “Mi conosci sin da quando ero una ragazzina.”
“A quel tempo eri Jocelyn Fairchild. Adesso sei Jocelyn Morgenstern, la moglie di Valentine.” Pronunciò il nome di Valentine come se fosse veleno.
“Valentine stermina solo chi infrange gli Accordi,” risposi debolmente, pensando a quella famiglia di licantropi e alle ossa che Valentine aveva nascosto nel loro caminetto. Ma di certo poteva essersi trattato di un caso isolato, no?
“Non è vero,” disse Fell, “e fa anche peggio che uccidere. Se farò questo per te, se cercherò Lucian Graymark, allora voglio che tu faccia qualcosa in cambio per me. Dovrai seguire tuo marito, una notte, e vedere dove va.”
E così feci. Una notte finsi solo di bere il tè che mi aveva portato e di addormentarmi al suo fianco. Quando si alzò e lasciò la stanza, lo seguii. Lo vidi entrare in libreria e prendere un libro; quando lo tolse, la parete scivolò via e lasciò dietro di sé un buco oscuro…
Non ti ho mai raccontato la storia della moglie di Barbablù  quando eri una bambina, vero? Ne dubito; quel racconto ancora mi terrorizza. Il marito disse a sua moglie di non guardare mai nella stanza chiusa a chiave, ma lei guardò e trovò i resti di tutte le mogli che lui aveva ucciso prima di sposare lei, esposti come farfalle in una teca di vetro. Ero spaventata – ma avevo fatto una promessa a Fell. Dovevo scoprire ciò che stava facendo Valentine. Una notte attesi finché non lasciò la casa, e poi andai in libreria e tolsi il libro dal suo posto.
Utilizzai la mia stregaluce per guidarmi giù nell’oscurità. L’odore – oh, l’odore lì dentro, come sangue e morte e putrefazione. Aveva scavato in quelle che un tempo erano state le cantine del vino. Ora c’erano delle celle, con cose imprigionate al loro interno. Creature demoniache, legate con catene elettriche, che si contorcevano e agitavano e gorgogliavano, ma anche di più, molto più di così – corpi di Nascosti, in stati diversi della morte e del morire. C’erano licantropi, i cadaveri per metà sciolti dalla polvere d’argento. Vampiri che erano stati tenuti a testa in giù nell’acqua santa finché la loro pelle non si era staccata dalle ossa. Fate con la pelle trafitta dal gelido acciaio.
Anche adesso, non riesco a pensare a Valentine come a un torturatore. Non per davvero. Non è che si godesse il loro dolore. Sembrava star perseguendo un fine quasi scientifico. C’erano libri pieni di note accanto a ogni cella, registri meticolosi riguardo ogni esperimento, su quanto tempo ci avesse messo ogni creatura a morire. Dai suoi scarabocchi, sembrava quasi che avesse iniettato in quegli esseri sangue di demone – ma non poteva essere vero. Chi sano di mente farebbe mai qualcosa del genere?
C’era un vampiro la cui pelle era stata ripetutamente bruciata per scoprire se era possibile arrivare a un punto oltre il quale la povera creatura non avrebbe più potuto rigenerarsi. Di fronte alla pagina in cui aveva registrato quel particolare esperimento, Valentine aveva scritto una serie di note con un titolo che riconobbi. Jocelyn.
Il cuore cominciò a martellarmi nel petto. Con le dita che mi tremavano, voltai le pagine; le parole mi si impressero a fuoco nel cervello. Jocelyn ha di nuovo bevuto la miscela. In lei non ci sono cambiamenti visibili, ma, di nuovo, è il bambino a interessarmi… Con le dosi regolari di ichor demoniaca che le sto somministrando, il bambino potrebbe essere in grado di qualsiasi prodezza… La scorsa notte ho sentito il battito del cuore del bambino, più forte di qualsiasi altro battito umano; il suono sembrava quello di una campana possente, rintoccava l’inizio di una nuova generazione di Shadowhunters, il sangue degli angeli e dei demoni miscelato per produrre poteri oltre ogni possibile immaginazione… il potere dei Nascosti non sarà più il più grande su questa terra…
C’era più di così, molto di più. Artigliai le pagine, le dita che tremavano, la mente che scorreva i miei ricordi, ripensava alla mistura che Valentine mi aveva dato da bere ogni notte, i lividi sul mio corpo al mattino, le punture. Tremai tutta, così tanto che il libro mi cadde di mano e colpì il pavimento.
Il suono mi risvegliò dal mio stato di torpore. Corsi su per le scale, attraverso il varco in libreria, fino a tornare in camera. Freneticamente cominciai a raccogliere le mie cose, gettando solo ciò che avevo di più caro nella borsa. Avevo vagamente progettato di correre a casa dei miei genitori, capisci, e supplicarli di farmi restare con loro. Ma non riuscii ad arrivare fino a quel punto. Chiusi la borsa, mi voltai verso la porta – e lì c’era Valentine, che mi guardava in silenzio.
I miei nervi, già provati, si spezzarono come corde rotte. Gridai e lasciai cadere la borsa per terra, indietreggiando lontano da mio marito. Lui non si mosse, ma vidi i suoi occhi scintillare come quelli di un gatto nella luce dell’alba. “Che significa, Jocelyn?”
Non potevo mentire. “Ho scoperto la tua porta nella libreria,” dissi. “E visto ciò che c’è lì sotto. Il tuo teatro da macellaio.”
“Quelle cose lì sotto sono mostri…”
“E io che sono? Sono un mostro?” gli urlai. “Che mi hai fatto? Che hai fatto al nostro bambino?”
“Nulla che lo ferirà. Ti assicuro che è parecchio in salute.” Il volto di Valentine era un’immobile maschera bianca.
Perché non mi ero mai resa conto, prima di allora, di quanto potesse sembrare mostruoso? Eppure il suo tono non si alzò, non cambiò mai mentre mi parlava dei suoi esperimenti, del modo in cui aveva cercato di insegnare a se stesso come uccidere più efficacemente i Nascosti, come sterminarli in grossi numeri. Aveva addirittura tentato di iniettare loro del sangue demoniaco – ma, con sua somma sorpresa, non aveva ottenuto l’effetto desiderato. Anziché risultare fatale, li aveva solo resi più forti, veloci, e in grado di resistere ai danni che cercava di far loro. “Se ha quell’effetto sui mezzi uomini,” disse, col viso che gli splendeva, “pensa a ciò che potrebbe fare agli Shadowhunters.”
“Ma quelle creature sono già in parte demone – noi no! Come hai potuto pensare di fare degli esperimenti sul tuo stesso bambino?”
“Prima ho sperimentato su me stesso,” disse con calma, e mi raccontò di come si era iniettato sangue di demone nelle vene. “Mi ha reso più forte, veloce,” annunciò, “e sono un adulto – pensa cosa farà a un neonato! Il guerriero che potrebbe svilupparsi da questo…”
“Sei pazzo,” gli dissi, tremando. “Tutto questo tempo ho pensato di starti tenendo umano, ma non lo sei. Sei un mostro – peggio di quelle robe patetiche che tieni giù nelle celle.”
Era un mostro – lo sapevo – e tuttavia, per certi versi, riuscì a sembrare profondamente offeso da ciò che gli avevo detto. Mi si avvicinò. Cercai di aggirarlo e raggiungere la porta, ma mi afferrò per il braccio. Inciampai e caddi, colpendo il pavimento. Mentre tentavo di rialzarmi, un dolore bruciante mi attraversò il corpo. Mi sentivo gli abiti incollati addosso, umidi e pesanti; guardai in basso, e scoprii di essere distesa in una pozza del mio sangue che continuava a espandersi. Cominciai a urlare, non fermandomi neanche mentre perdevo conoscenza.
Mi risvegliai nel mio letto, intontita e disperatamente assetata. “Jocelyn, Jocelyn,” mormorò una voce nel mio orecchio. Era mia madre. Mi scostò i capelli dalla fronte e mi diede dell’acqua. “Eravamo così spaventati,” disse. “Valentine ci ha chiamati…”
Guardai in basso, a quel punto, e vidi il mio stomaco ora piatto. “Il mio bambino,” sussurrai con le lacrime che mi bruciavano gli occhi. “È – morto?”
“Oh, Jocelyn! No!” Mia madre saltò in piedi e si affrettò verso qualcosa nell’angolo. Una culla – la mia culla, quella in cui avevo dormito da neonata. Sollevò un fagotto di coperte e mi si avvicinò piano, cullandolo tra le braccia. “Ecco,” disse, sorridendo. “Stringi tuo figlio.”
Lo presi con stupore. Sulle prime pensai che si adattava perfettamente alle mie braccia, che la coperta in cui era avvolto era morbida, e che era così piccolo e delicato, con solo un ciuffo di capelli chiari sulla cima della testa. Ripresi a respirare – e a quel punto lui aprì gli occhi.
Fui scossa da un’ondata di orrore. Mi sentivo come se stessi facendo il bagno nell’acido – sentivo la pelle bruciarmi via dalle ossa, e tutto ciò che potei fare fu non gettarlo per terra e cominciare a urlare.
Dicono che ogni madre sia in grado di riconoscere istintivamente il suo bambino. Suppongo che sia vero anche il contrario. Ogni nervo nel mio corpo mi urlava che quello non era mio figlio, che tra le mie braccia stava qualcosa di orribile e innaturale e inumano, simile a un parassita. Come faceva mia madre a non rendersene conto? Eppure lei mi stava sorridendo come se non ci fosse nulla si sbagliato. “È un bambino così buono,” disse. “Non piange mai.”
“Si chiama Jonathan,” esclamò una voce dalla porta. Alzai lo sguardo e vidi Valentine osservare il quadro che gli presentava davanti con espressione quasi impassibile, anche se il lieve sorriso sulle sue labbra mi diceva che sapeva perfettamente anche lui che nel bambino c’era qualcosa di terribilmente sbagliato. “Jonathan Christopher.”
Il bambino aprì gli occhi, come riconoscendo il suono del suo nome. Aveva gli occhi neri, neri come la notte, insondabili come gallerie scavate nel suo cranio. Potevo guardarli e vedere nient’altro che un vuoto terribile.
Fu a quel punto che svenni.
Quando mi risvegliai, molto più tardi, mia madre se n’era andata. Valentine l’aveva mandata a casa – non ho idea di come avesse fatto – e adesso stava seduto sul bordo del mio letto, tenendo il bambino in braccio mentre mi guardava. Anche gli occhi di tuo padre erano neri, e li avevo sempre trovati sorprendenti, così in contrasto coi suoi capelli quasi bianchi; in quel momento, però, mi ricordarono unicamente quelli del bambino. Mi ritrassi da entrambi.
“Il nostro bambino ha fame,” disse Valentine. “Devi sfamarlo, Jocelyn.”
“No.” Mi voltai dall’altra parte. “Non posso toccare quella… quella cosa.”
“È solo un bambino.” La voce di Valentine era morbida, persuasiva. “Ha bisogno della sua mamma.”
“Sfamalo tu. Sei tu ad averlo creato. Non è il mio bambino.” Mi si ruppe la voce.
“Lo è. Il tuo sangue, la tua carne. E se non gli dai da mangiare, Jocelyn, morirà.” Lasciò il bambino steso sulle coperte accanto a me e se ne andò dalla stanza.
Fissai la piccola creatura al mio fianco per un sacco di tempo. Sembrava un bambino – i suoi pugni piccoli e spiegazzati, il viso minuscolo e il ciuffo di capelli bianchi sul capo avevano tutti un’aria infantile. I suoi occhi simili a gallerie erano chiusi, la bocca aperta in un pianto silenzioso e miagolante. Cercai di immaginare di lasciarlo semplicemente lì, lasciarlo finché non fosse morto di fame, e il mio cuore parve trasformarsi in vetro. Non potevo farlo.
Sollevai Jonathan tra le braccia. Anche mentre lo toccavo, provai la stessa ondata di repulsione e orrore di prima, ma stavolta la combattei. Scostai la vestaglia e mi preparai a sfamare mio figlio.
Forse in questo bambino c’era qualcosa, una piccola parte di me; qualcosa di umano, qualcosa che potessi raggiungere, in qualche modo.
Per tutti i mesi successivi, mi presi cura come meglio potevo di Jonathan. Tutto il mio corpo sembrava rivoltarsi contro di lui. Non producevo latte ed ero costretta a dargli da mangiare con una bottiglia. Potevo tenerlo in braccio solo per poco tempo prima di sentirmi sul punto di svenire, debole, come se stessi troppo vicina a qualcosa di radioattivo. Mia madre veniva e lo teneva d’occhio, a volte, il che era un sollievo immenso. Non sembrava notare niente di sbagliato nel piccolo, anche se di quando in quando la trovavo a fissare la culla con aria perplessa, una domanda inespressa negli occhi…
Ma chi avrebbe potuto chiedere qualcosa del genere? Chi avrebbe anche solo potuto sopportare di pensarlo? Jonathan sembrava un bambino perfettamente normale; quando lo portai al suo primo incontro col Circolo, tenendolo tra le braccia, tutti mi dissero che era bellissimo, con colori straordinari, proprio come quelli di suo padre. C’era anche Michael Wayland col suo bambino, che aveva proprio la stessa età del mio. Condividevano pure lo stesso nome: Jonathan. Osservai Michael giocare con suo figlio e mi sentii male per l’invidia e l’odio verso Valentine. Come poteva aver fatto una cosa simile? Che razza di uomo fa una cosa simile alla sua stessa famiglia?
“Per l’Angelo, di che cose meravigliose sarà in grado, una volta cresciuto,” sussurrava a volte, sporgendosi su Jonathan nella culla, e il bambino gorgogliava in risposta. Si trattava di una delle poche occasioni in cui faceva rumore. Jonathan era un bambino silenzioso, che non piangeva o rideva mai; ma se gli capitava di rispondere a qualcosa, quel qualcosa era Valentine. Forse si trattava del demone in entrambi.
Fu in quel periodo che ricevetti un messaggio segreto da Ragnor Fell. Mi chiese di incontrarlo al suo cottage. Cavalcai lì un giorno che Valentine era andato a casa di Stephen Herondale, lasciando Jonathan con mia madre. Fell mi incontrò al cancello. “Lucian Graymark è vivo,” disse senza preamboli, e io quasi caddi dal mio cavallo.
Lo supplicai di dirmi ciò che sapeva. Si limitò a guardarmi freddamente. “E che dirai di ciò che sai, Jocelyn Morgenstern? Hai fatto come ti avevo domandato, e seguito tuo marito?”
Passeggiando per il suo giardino, gli raccontai tutto: di ciò che avevo trovato nella cantina di Valentine, del libro, del sangue di demone, degli esperimenti di Valentine, e pure di Jonathan. Lui parlò molto poco, ma anche così capii che, pure con tutto ciò che già sapeva su Valentine, le mie parole l’avevano scosso profondamente.
“E ora dimmi di Lucian,” chiesi. “È al sicuro? Sta bene?”
“È vivo,” rispose Fell, “ed è il capo del branco sul margine orientale di Brocelynde.” Mentre lo ascoltavo, incredula, mi raccontò che Luke aveva sconfitto il vecchio lupo che l’aveva morso, uccidendolo in battaglia e diventando lui stesso il capo del branco. “Questa storia sta facendo il giro di tutti i Nascosti,” disse. “Il capo del branco che un tempo era uno Shadowhunter.”
Avevo un solo pensiero in mente. “Devo vederlo.”
Fell scosse il capo. “No. Ho fatto già abbastanza per te, Jocelyn. Dici di odiare Valentine, eppure non fai niente per combatterlo. Ti aiuterò – ti porterò da Lucian –, ma solo se sei disposta ad appoggiare la causa e distruggere Valentine e il Circolo. Altrimenti, ti suggerisco di salire sul tuo cavallo e tornare a casa.”
“Non possiamo battere Valentine. Il Circolo è troppo forte,” obiettai.
“La debolezza di Valentine è la sua arroganza,” rispose Fell. “E proprio per questo tu sei l’arma migliore. Sei vicina a Valentine più di chiunque altro. Puoi infiltrarti nel Circolo, raccogliere informazioni, scoprire i suoi punti deboli e le sue debolezze. Apprendere quali sono i loro piani. Potresti essere la spia perfetta.”
Ed è così che divenni una spia in casa mia. Accettai ogni richiesta di Fell – avrei accettato qualsiasi cosa pur di poter rivedere Luke. Alla fine del nostro incontro, diedi a Fell la mia parola, e lui mi diede una mappa.
Quando entrai a cavallo nell’accampamento dei licantropi di Luke, la prima cosa che pensai fu che mi avrebbero uccisa di certo. Ne ero certa, mi avevano riconosciuta come moglie di Valentine Morgenstern, il loro più grande nemico. “Devo vedere il vostro capo,” dissi, mentre accerchiavano il mio cavallo. “Lucian Graymark. È un mio vecchio amico.”
E poi Luke venne fuori da una delle tende e mi corse incontro. Sembrava – era ancora Luke, ma era cambiato. Sembrava più vecchio. Aveva dei capelli grigi, pur essendo solo un ventiduenne. Mi prese tra le braccia e mi strinse e non c’era nulla di sbagliato, in questo, nell’essere abbracciata da un licantropo. Era semplicemente Luke.
Mi resi contro di star piangendo. “Come hai potuto?” gli chiesi. “Come hai potuto permettere che ti credessi morto?”
Ammise di non aver saputo con certezza quanto fossi leale a Valentine, o quanto potesse fidarsi di me. “Ma adesso so di potermi fidare,” disse col suo vecchio sorriso. “Hai fatto tutta questa strada per trovarmi.”
Gli raccontai tutto quello che potevo, della violenza e follia crescenti di Valentine, del mio disincanto nei suoi confronti. Non potei digli tutto, degli orrori delle cantine, di ciò che Valentine aveva fatto a me e a mio figlio. Sapevo che l’avrei solo fatto arrabbiare, che non sarebbe stato in grado di fermarsi e non andare a cercare Valentine per ucciderlo, e così facendo si sarebbe solo fatto ammazzare. E non potevo permettere che nessuno sapesse cos’era successo a Jonathan. A dispetto di tutto, era comunque il mio bambino.
Luke e io ci mettemmo d’accordo per vederci ancora e scambiarci informazioni riguardo ciò che stava succedendo nel Circolo. Glielo riferii, quando si allearono coi demoni, e quando rubarono la Coppa Mortale, e gli raccontai dei loro piani per distruggere gli Accordi in programma. Quei momenti con Luke erano gli unici in cui potevo essere me stessa. Il resto del tempo recitavo – recitavo la moglie con Valentine, il membro del Circolo contento coi nostri amici. Non lasciar capire a Valentine quando mi disgustasse era la parte peggiore.
Per fortuna, lo vedevo solo raramente. Mentre gli Accordi si avvicinavano, il Circolo intensificò i suoi progetti per attaccare i Nascosti disarmati nella Sala dell’Angelo e ammazzarli tutti insieme. Io sedevo silenziosa, durante i loro incontri, incapace di partecipare alle loro impazienti progettazioni; comunque, sapevo di dover recitare la parte di membro appassionato del gruppo. Céline Herondale, che era parecchio incinta, mi sedeva spesso accanto; era spesso malinconica, confusa dall’entusiasmo del Circolo. Anche se non aveva mai ben capito il loro appassionato odio per i Nascosti, supportava comunque Valentine. “Tuo marito è così gentile,” mi diceva con voce dolce. “Si preoccupa così tanto per me e Stephen. Mi dà delle pozioni e delle miscele per la salute del bambino, sono meravigliose.”
Le sue parole mi congelavano. Volevo dirle di non fidarsi di Valentine o di non accettare ciò che le dava, ma non potevo. Suo marito era l’amico più intimo di Valentine, e di certo mi avrebbe tradito, riferendoglielo. La mia paura di venire scoperta crebbe di giorno in giorno – contrabbandavo le informazioni a Luke il più velocemente possibile, con il terrore costante che un mio passo falso mi avrebbe fatta scoprire da mio marito. Lo vedevo ogni volta che potevo. Tenevo con lui una valigia coi miei beni più preziosi, nel caso in cui fossimo stati costretti a lasciare insieme Idris – gioielli che mi aveva dato Valentine, che speravo di poter vendere, un giorno, nel caso in cui mi fosse servito del denaro; lettere dai miei genitori e dai miei amici; una scatola che aveva realizzato mio padre per mio figlio, con le sue iniziali incise sopra, che conteneva una ciocca di capelli di Jonathan – morbidi, setosi capelli bianchi, dello stesso colore di quelli di suo padre. Non avresti mai potuto capire, guardandoli, che c’era qualcosa di sbagliato, nel mio bambino…
Cominciai ad avere sempre più paura che Valentine avrebbe scoperto la nostra cospirazione segreto e cercato di torturarmi per ottenere la verità – chi apparteneva alla nostra alleanza? Quanto avevo tradito i suoi piani? Mi chiedevo come avrei sopportato la tortura, se sarei riuscita a resistere. Avevo tremendamente paura di non farcela.
Alla fine decisi di prendere un accorgimento per evitare che succedesse. Andai da Fell con tutte le mie paure e lui creò una pozione per me che mi avrebbe fatta immediatamente cadere in un sonno da cui potevo essere svegliata solo utilizzando un antidoto la cui ricetta era contenuta nel Libro Bianco, uno dei libri d’incantesimi più antichi degli stregoni. Mi diede una fiala con la pozione e un’altra con l’antidoto, e mi incaricò di nasconderle a Valentine, cosa che feci. Temevo che Valentine avrebbe trovato una copia del Libro, così una notte scesi nelle gallerie tra la nostra casa e quella dei Wayland e lo nascosi nella loro libreria.
Dopo, riuscii ad addormentarmi più facilmente – se si esclude una cosa. Temevo che avrei preso la pozione, sarei caduta in quel sonno simile alla morte e nessuno mi avrebbe risvegliata, nessuno avrebbe saputo cosa mi era successo. Pensai alla conclusione di Romeo e Giulietta e immaginai di essere sepolta viva… ma di chi potevo fidarmi abbastanza da svelargli quest’informazione? Non potevo dire a Luke ciò che avevo fatto, perché anche lui sarebbe potuto essere compromesso e torturato e, egoisticamente, avevo troppa paura per lui, per la sua sicurezza. Dirlo ai miei genitori avrebbe ovviamente significato dover spiegare loro tutto l’orrore della mia situazione, e non potevo farlo. Non mi fidavo più di nessuno dei miei vecchi amici – non di Maryse, non degli altri. Erano troppo in balia di Valentine.
Alla fine, mi resi conto che c’era una sola persona a cui avrei potuto dirlo. Mandai una lettera a Madeliene spiegandole cosa avevo progettato di fare e in che modo avrebbe potuto risvegliarmi. Non ricevetti mai una sua risposta, anche se sapevo che il messaggio le era stato consegnato. Dovevo credere che l’aveva letto e capiva la mia decisione. Non potevo aggrapparmi a nient’altro.
Fu in quel periodo, più o meno, che Stephen Herondale venne ucciso in una spedizione contro un nido di vampiri. Valentine e gli altri che erano stati in squadra con lui andarono alla residenza degli Herondale per riferire la notizia a Céline. All’epoca era incinta di otto mesi. Dissero che aveva un’aria composta, che aveva chiesto loro solo di poter salire al piano di sopra a raccogliere le sue cose prima di andare a vedere il corpo.
Non tornò mai al piano di sotto. Céline – dolce, graziosa, gentile Céline, che non aveva mai fatto di sorprendete o mostrato una singola scintilla d’indipendenza – che aveva seduto accanto a me durante gli incontri del Circolo e sembrava preoccupata, con quella sua piccola voce, per la sicurezza del marito – Céline si tagliò i polsi e morì silenziosamente nel letto che aveva condiviso con suo marito mentre gli amici di lui la attendevano al piano di sotto.
Fu una tragedia che sconvolse il Circolo. Sentii dire che i genitori di Stephen, dopo la morte del figlio e il suicidio della nuora, erano quasi impazziti; il padre di Stephen morì un mese o due dopo, presumibilmente per lo shock. Provavo pietà per Céline, ma per certi versi la invidiavo anche. Aveva trovato una via d’uscita dalla sua situazione; io non ne avevo nessuna.
Un paio di notti più tardi fui svegliata dal pianto di un bambino. Mi tirai di scatto a sedere e quasi saltai fuori dal letto. Jonathan, capisci, non piangeva mai – non aveva mai fatto un rumore. Il suo silenzio innaturale era una delle cose di lui che mi angosciava di più. Devo essere l’unica madre nella storia del mondo ad aver sperato che suo figlio piangesse e la svegliasse, che piangesse pure per tutta la notte; ma non succedeva mai. Eppure era il suono del pianto del bambino quello che stava echeggiando per le mura di casa.
Mi precipitai per il corridoio fino alla camera del bambino, portando con me la stregaluce. Lanciò strane ombre sulla parete, mentre mi chinavo su Jonathan. Dormiva in silenzio. Eppure il pianto non si era fermato, sottile e stridulo, il suono di un bambino in difficoltà che mi straziava il cuore. Mi diressi giù per le scale, nella libreria vuota. Riuscivo ancora a sentire il pianto, che proveniva da dentro le mura. Allungai una mano verso il libro al suo posto sullo scaffale…
E non successe nulla. La libreria non si spostava più dal suo posto. E il pianto arrivò di nuovo, come se fosse sotto la casa, o dentro le mura, esasperandomi. Ma quest’abitazione era stata mia più a lungo che di Valentine; ci avevo passato ogni estate, quando ero ragazza. Se mio marito non pensava che io avessi esplorato il posto, in tutti quegli anni, si sbagliava. Scostai il tappeto persiano che ricopriva il pavimento della libreria. Dietro c’era una botola; si aprì così facilmente che capii che doveva essere stata usata di recente.
I tunnel sotto le case degli Shadowhunters non sono cosa infrequente; vengono utilizzati in caso di attacchi di demoni, come modo per raggiungere la casa di qualcun altro in segreto. Questa galleria aveva, un tempo, connesso casa nostra con quella dei Wayland, ma poi mio padre l’aveva chiusa. Adesso era stato riaperto, senza dubbio da Valentine, e le strette pareti di pietra conducevano dentro l’oscurità. Riuscivo ancora a sentire, in distanza, il pianto del bambino…
Seguii il rumore, a piedi nudi sulla pietra fredda, fermandomi, di tanto in tanto, con un sussulto quando un ratto o un topo mi passavano davanti. Alla fine il tunnel si aprì in una larga stanza di pietra, che un tempo, probabilmente, era stata una cantina per il vino.  Rannicchiato in un angolo della stanza stava un uomo – ma non era un uomo, capii, fissandolo, perché ali simili alla neve gli si alzarono dalle spalle come due grandi archi d’avorio, e la sua pelle splendeva come metallo liquido. I suoi occhi erano d’oro, e così tristi…
Le sue caviglie erano state ammanettate con elettro e catene d’elettro, conficcate nel pavimento di pietra, che lo tenevano per terra; ma ciò che lo imprigionava davvero era il cerchio di rune che gli stava intorno. Mi sentivo attratta verso di lui, trascinata da una forza impossibilmente potente. Mentre mi avvicinavo, vidi che ai suoi piedi, sistemato su una coperta, stava il bambino che avevo sentito piangere. Il suo piagnucolio era debole, ora – esausto, probabilmente –, un bambino piccolo con capelli d’oro e occhi che si chiusero velocemente. Caddi in ginocchio, prendendo il bambino tra le braccia, e mentre lo stringevo sentii la più strana delle sensazioni attraversarmi – l’opposto di ciò che avevo provato mentre stringevo Jonathan per la prima volta. Una sensazione di pace opprimente…
Per quanto a lungo rimasi lì stringendo il bambino, non saprei dirlo. Alla fine alzai lo sguardo e vidi l’angelo – perché sapevo ciò che era – osservarci, i suoi occhi d’oro impassibili. Quando incontrai il suo sguardo, seppi immediatamente il suo nome: Ithuriel.
“Aiutami,” gli dissi e, anche se il suo viso non cambiò espressione, chinò la testa e le sue ali si abbassarono, avvolgendomi in una nuvola bianca di silenzio e morbidezza. Sentii più pace in quel momento di quanta ne avessi sentita durante il mio matrimonio con Valentine – e poi un fastidio acuto, un affilato dolore d’oro mi attraversò, e al mattino, quando mi risvegliai nel mio letto, fu quell’ultima cosa che riuscii a ricordare.
Mi dissi che doveva essersi trattato di un sogno. Quel genere di sogno vivido, allucinante, che fanno le donne quando sono incinte – ed ero incinta. Avevo continuato a negarlo a me stessa per almeno un mese, ma quella mattina, quando mi svegliai, seppi che era così, e una visita del dottore me lo confermò. Stavo per avere un bambino – di nuovo.
Ero inorridita. Sapevo ciò che Valentine aveva fatto al mio ultimo bambino – e a quest’altro? Da quando sapeva che ero incinta? Non gli dissi nulla, ma lui a volte mi guardava con gli occhi di chi sa, lo sguardo che mi attraversava come la lama di un coltello attraversa l’acqua. Sapeva – oh, sapeva…
Arrivò il giorno della Rivolta. Quel terribile giorno. So che hai sentito raccontare da Luke ciò che è successo: gli Accordi, l’agguato, la sanguinosa e prolungata battaglia che li seguì. Cercai di segnare gli Shadowhunters che non erano coinvolti nel Circolo, così che i membri della Rivolta non li ferissero, ma c’era così tanto caos – così tanto sangue –, tante vite vennero perse, molte più di quanto avremmo mai pensato. E lì, alla fine, fronteggiai Valentine con Luke al mio fianco, e nei suoi occhi vidi la verità diventare chiara. Mi ero chiesta per tutto il tempo se lui sapesse ciò che provavo e ciò che stavo facendo durante l’ultimo anno del nostro matrimonio – ma, ora glielo leggevo in viso, non ne aveva saputo niente. Il dolore nei suoi occhi, mentre mi guardava, era quasi reale, e a dispetto di tutto mi colpì al cuore. “E ora voi due avete progettato insieme di tradirmi,” ringhiò, il volto chiazzato di sangue. “Rimpiangerete ciò che avete fatto per il resto delle vostre vite.”
Luke gli si lanciò contro, ma Valentine mi strappò il medaglione d’argento e lo scagliò contro Luke, bruciandolo gravemente. Luke barcollò indietro mentre Valentine mi agguantava e mi trascinava verso la porta. Mi stava ringhiando cose orribili all’orecchio, cose che avrebbe fatto ai miei genitori, a Jonathan, come avrebbe trasformato la mia vita in un inferno per ciò che gli avevo fatto.
Abbandonai la battaglia, i feriti, tutto, e mi precipitai a casa. Era troppo tardi. Luke ti avrà detto ciò che abbiamo trovato, immagino – io stessa lo ricordo come se fosse un sogno. Il cielo nero, alto su di noi, la luna così brillante che riuscivi a vedere tutto: la casa trasformata in cenere dal fuoco demoniaco, caldo abbastanza da fondere il metallo, che correva tra le ceneri come fiumi di argento sciolto sul viso nudo della luna. Trovai le ossa dei miei genitori, lì in mezzo, e le ossa del mio bambino, e poi, alla fine, le ossa di Valentine stesso, il pendente del Circolo che portava sempre intorno alla sua gola scarnificata…
Luke mi portò fuori città quella notte stessa. Ero intontita e silenziosa, come una morta vivente. Continuavo a vedere più e più volte i visi dei miei genitori – avrei dovuto avvertirli. Avrei dovuto dire loro ciò di cui Valentine era capace. Avrei dovuto spiegargli i nostri piani per la Rivolta. Non avrei mai pensato…
E a volte sognavo il mio bambino. Vedevo il suo viso da sveglio, il suo sguardo simile a gallerie vuote, e provai di nuovo la stessa repulsione e lo stesso orrore che avevo sentito la prima volta che l’avevo toccato. E sapevo di essere un mostro, dal momento che mi sentivo così. Che madre, sapendo che suo figlio è morto, non può evitare di sentirsi… sollevata?
Nel mercato delle pulci di Clignancourt vendetti l’amuleto del Circolo di Valentine, un oggetto rivoltante che odiavo anche solo guardare. Con quel denaro, mi comprai un biglietto aereo per New York. Dissi a Luke che avrei ricominciato lì la mia vita – come mondana. Non volevo che neppure l’ombra del Conclave o dell’Alleanza fosse in grado di toccare di nuovo la mia vita, o la vita del mio bambino. Provavo odio per ogni cosa remotamente connessa con i Nephilim, gli dissi.
Il che era vero solo in parte. Ero stanca del Conclave, questo era vero, ma sapevo anche che, come moglie di Valentine, adesso che era considerato un criminale, avrebbero voluto farmi delle domande – che sarei sempre stata guardata con sospetto dai legislatori di Idris. Volevo nascondermi da loro. Ma più di tutto, volevo nascondermi da Valentine.
Ero certa che fosse ancora vivo. Continuavo a pensare a ciò che mi aveva detto mentre mi trascinava fuori dalla Sala, al modo in cui aveva promesso di rendere il resto della mia vita una sofferenza. Le sue non erano state le parole di un uomo che progetta di bruciarsi vivo col fuoco demoniaco, non importa quanto disperato fosse per il fallimento dei suoi piani. Valentine non era il genere di persona che si lascia prendere dalla disperazione. Anche con tutto ciò che aveva costruito distrutto, avrebbe cercato di sorgere di nuovo – come una fenice dalle ceneri.
C’era anche un’altra cosa che non potevo dire a Luke. La notte della Rivolta, prima che lasciassimo la città, avevo preso la Coppa Mortale dal nascondiglio in cui Valentine l’aveva sistemata e l’avevo nascosta tra la mie cose. Avevo pensato di ridarla al Conclave, ma ora – non potevo fidarmi di loro perché la tenessero fuori dalla portata di Valentine, non quando erano così ansiosi di crederlo davvero morto. Dovevo essere io a nasconderla, e inesorabilmente, senza dubbio, lui sarebbe venuto a cercarla, e a cercare me.
Luke mi pregò di non lasciarlo. Disse che sarebbe venuto con me – anche quando gli dissi che aspettavo un altro figlio da Valentine, mi rispose che non faceva differenza, che l’avrebbe cresciuto come se fosse suo. Ma non aveva mai incontrato Jonathan – non gli avevo mai raccontato di ciò che Valentine aveva fatto a mio figlio. Come potevo essere certa che non avesse fatto qualcosa di altrettanto terribile al bambino che stavo aspettando adesso? E come potevo chiedere a Luke di condividere quest’orrore con me, o il pericolo di essere inseguito da Valentine, che lo odiava? Era impossibile. Mi rifiutai, più volte, anche se riuscivo a vedere il dolore che gli stavo causando. Anche se sapevo che questo avrebbe probabilmente significato non rivederlo mai più, e il pensiero mandava in frantumi i resti del mio cuore.
Ci separammo all’aeroporto di Orly. Lo tenni stretto finché non chiamarono per l’ultima volta il mio aereo e lui non mi spinse gentilmente verso il varco delle partenze. All’ultimo secondo mi voltai e corsi verso di lui e gli sussurrai all’orecchio – “Valentine è ancora vivo.” Dovevo dirglielo. Non potei evitarlo. Poi corsi sull’aereo senza aspettare la sua reazione.
Atterrai a New York che era mattina presto, l’alba simile all’interno di una perla che riluceva sulla città. Mentre il mio taxi superava Williamsbug Bridge, guardai in basso e vidi l’acqua del fiume sotto di me, increspata qua e là dalle code delle sirene. Anche tra queste pareti di vetro e ferro, in questa città inospitale, il Mondo Invisibile mi circondava ancora…
Sai gran parte del resto. Di come ho trovato un posto dove stare, ho iniziato a lavorare facendo l’unica cosa che sapevo fare, qui nel mondo dei mondani – dipingere. Non che ci fosse così tanto lavoro, per una pittrice. Se non fosse stato per i gioielli che potevo vendere, sarei morta di fame. Trovai in appartamento in un palazzo di proprietà di una coppia di vecchietti gentili, che mi permisero di restare in cambio di un quadro di loro figlio, che era morto all’estero nell’esercito. Raccontai loro che anche mio marito era morto, e si sentirono dispiaciuti per me, penso, una ragazza giovane e incinta che non aveva nessuno al mondo…
La maggior parte delle madri nella mia situazione avrebbe comprato una culla, acquistato giocattoli per bambini e stivaletti e coperte. Io no. Ero terrorizzata. Terrorizzata all’idea che quanto era successo al mio primo figlio potesse succedere pure al secondo. Ricordo che la notte che andai in travaglio e venni portata in ospedale – era così diverso dal partorire ad Alicante, con sterili pareti bianche e tutte quelle terrificanti macchine che facevano bip. Non sono riuscita a smettere di piangere finché non sei nata, e l’infermiera non è entrata nella stanza d’ospedale e ti ha consegnata a me, e io ho guardato in basso.
Ho sentito una grande ondata d’amore e sollievo riversarsi nel mio corpo. I tuoi capelli rossi, i tuoi occhi verdi – eri la mia bambina, mia, non c’era niente di tuo padre, in te, né nulla di mostruoso o demoniaco. Ho pensato che fossi la cosa più perfetta a essere mai venuta al mondo. Lo penso ancora.
La prima volta che ti ho portata al parco, hai visto le fate tra i fiori e sei andata a giocare con loro. Le altre mamme ci guardavano costernate mentre ti prendevo e riportavo a casa. Ero congelata per il terrore. Riuscivo a vedere ciò che vedevi tu, ma nessun’altro poteva. Come avrei potuto crescerti così – insegnandoti a mentire a tutti quelli che conoscevi? Avevo desiderato di darti una vita normale, ma non avevo pensato fino a questo punto. E avevo anche altre paure – c’erano degli Shadowhunters, qui, e anche dei Nascosti, proprio come in ogni altra parte del mondo. Se qualcuno avesse parlato di te, magari quell’informazione sarebbe potuta arrivare a Valentine, e a quel punto lui sarebbe venuto a cercarci. E non potevo permettere che succedesse.
È per questo che ho assunto Magnus Bane. Non sono fiera di ciò che ho fatto. L’ho fatto perché ero spaventata. L’ho fatto perché non riuscivo a immaginare altri modi di proteggerti. L’ho fatto perché ho pensato che una vita di gioia ignara sarebbe stata meglio di una vita di pericolo, una vita in cui saresti stata cacciata. E l’ho fatto, forse, perché speravo di poter dimenticare io stessa tutto ciò che del mio passato ancora mi torturava.
È stato Magnus a presentarmi Dorothea, e Dorothea mi ha dato l’idea di nascondere la Coppa Mortale in un quadro. Ti stavo stringendo tra le braccia quando l’ho incontrata e tu hai tirato fuori una carta dei tarocchi dal mazzo che teneva sul tavolo. Ti ho rimproverata, ma lei si è limitata a dire: “Vediamo che carta ha estratto la bambina.” Era l’Asso di Coppe – la carta dell’Amore. “Avrà una grande amore, nella sua vita,” ha predetto, ma io ero più impegnata a osservare l’immagine sulla carta. Sembrava proprio la Coppa Mortale…
Con la Coppa nascosta in modo sicuro nel mazzo che avevo dipinto per Dorothea, e Dorothea stessa nascosta nel suo Santuario, mi sentivo più calma. Abbastanza calma da non mandarlo immediatamente via, quando Luke si presentò all’improvviso davanti alla nostra porta d’ingresso, con l’aria di chi ha dormito per strada per settimane. Aveva fatto così tanta strada, e mi era mancato tantissimo. Gli permisi di dormire sul divano, e al mattino stava ancora lì, e tu gli stavi seduta sui piedi mentre ti mostrava un semplice gioco con le carte – un gioco da Shadowhunter, qualcosa che non avevo più visto da quando avevo lasciato Idris. Era come se fossimo sempre stati noi tre, come se ci fossimo sempre appartenuti. Non potevo chiedergli di andarsene…
Luke non si è detto d’accordo quando gli ho raccontato ciò che avevo fatto fare ai tuoi ricordi da Magnus, ma si trattava di una questione da cui non potevo essere smossa. Ho cercato di farlo ragionare dicendogli che non conosceva tutta la verità, e che se l’avesse saputa, sarebbe stato d’accordo con me. Adesso so che mi sbagliavo. Luke è sempre stato il genere di persona che crede nella verità, non importa quanto crudele o spietata sia, e avrebbe voluto che tu sapessi.
Almeno adesso lo sai – e se ora mi odi, almeno sarà per la verità e non per delle bugie. E almeno sai che ti ho sempre amata e che sei sempre stata la cosa più importante del mondo, per me. Quella notte, quando Valentine e i suoi demoni hanno fatto irruzione dell’appartamento in cerca della Coppa, ho a stento avuto il tempo di prendere la pozione che mi aveva dato Ragnor Fell prima che fosse troppo tardi – ma ho atteso, ho aspettato almeno di chiamarti e dirti che ti volevo bene.
Ogni cosa mai successa a Idris, ogni cosa che Valentine ha mai fatto, è valsa la pena, perché avevo te.
C’è un’altra cosa che devo dirti. Magnus mi ha raccontato di Jace, e di ciò che ti è successo a Renwick, e ciò che tuo padre vi ha detto. Che credi che la verità su te stessa e tuo fratello non sia vera.
Dopo aver preso la pozione, Valentine ha cercato di svegliarmi, ma non c’era niente che funzionasse. Quando mi ha portata a Renwick stavo lì, congelata, a volte cosciente e altre no. Non potevo muovermi o parlare, ma mi rendevo conto, di tanto in tanto, che c’erano persone che entravano e uscivano dalla stanza. Pangborn e Blackwell sono venuti a farsi beffe di me, anche se non mi hanno mai toccata. E a volte Valentine veniva a sedersi sul bordo del letto, e mi parlava.
Mi ha parlato come le anime dei morti all’Inferno parlavano a Dante, raccontandogli la verità sulla loro vita perché pensavano che non sarebbe mai tornato sulla Terra per tradirli. Credo fosse sollevato dall’avere qualcuno con cui parlare, così come, un tempo, io mi ero completamente confidata con Ragnor Fell.
Mi ha raccontato di come avesse pensato, quando ci siamo sposati, che avremmo affrontato il mondo insieme, uniti contro il Conclave e gli Accordi. Mi ha raccontato che quando Jonathan è nato, si è reso conto di avermi persa, che l’avrei odiato per sempre per ciò che aveva fatto. Ma un vero guerriero deve essere pronto a sacrificare ogni cosa, persino sua moglie. Persino la sua famiglia. Valentine la pensava così. Era un moderno crociato, e tutto ciò che ha fatto era per amore della sua causa. Deus volt, ha detto. Perché lo vuole Dio.
Dopo la nascita di Jonathan, Valentine aveva sospettato che mi sarei rifiutata di avere altri bambini. E questo, aveva pensato, era un peccato, perché aveva immaginato i nostri figli come un esercito di Shadowhunters superiori – resi così da lui. Sapeva però di non potermi forzare ad avere altri figli, se non li volevo, così aveva deciso di dedicare le sue attenzioni a Céline Herondale. Era giovane, dedicata, impressionabile. Quando rimase incinta, le diede miscele da bere, così come aveva fatto con me, sostenendo che si trattasse di pozioni realizzate da uno stregone che avrebbero giovato alla salute del suo bambino. Céline prese le droghe, le poveri, le pozioni che le diede; lasciò persino che gliele iniettasse lui, come se fosse un dottore. Era assolutamente fiduciosa.
E poi successe qualcosa che Valentine non si era aspettato. In uno scontro contro un nido di vampiri, Stephen rimase ucciso. E Céline – l’impressionabile, emotiva, facilmente influenzabile Céline – bevve una boccetta di veleno e si uccise. Gli Herondale arrivarono di corsa, bruciarono il corpo di Stephen e seppellirono quello di Céline in un mausoleo appena fuori la Città di Ossa – nessun suicida può essere sepolto all’interno delle sue mura.
Si potrebbe pensare che la storia finisca così. Ma Valentine sapeva che ciò che aveva fatto aveva cambiato il bambino all’interno di Céline, e doveva scoprire in che modo. Così prese Hodge e andò lui stesso nella Città di Ossa, nel cuore della notte. Entrò nel mausoleo degli Herondale e ruppe la bara di Céline. E poi, usando la lama affilata del kindjal, le aprì lo stomaco e tirò fuori il bambino ancora vivo dal suo cadavere.
Ogni altro neonato sarebbe morto con la madre. Ma Valentine aveva dato a Céline dosi regolari del sangue di Ithuriel. Il sangue del Cielo, puro e concentrato, e grazie ai suoi effetti, per qualche miracolo, il piccolo era ancora vivo.
Portò il bambino a casa nostra, quella notte, la notte che il pianto di un neonato mi svegliò e io trovai l’angelo legato nella cantina dei Wayland con il piccolo ai suoi piedi. Al mattino, Valentine diede l’ordine a Hodge si portarlo nella casa della famiglia di Valentine stesso, fuori Brocelind, e tenerlo sano. Hodge come balia! Ma lo fece, e riferì a Valentine che il bambino sembrava star crescendo.
La Rivolta giunse solo qualche mese più tardi. Ti ho già raccontato di quella notte terribile. Dopo aver ucciso Michael Wayland e suo figlio e lasciato che i loro corpi bruciassero insieme a quelli dei miei genitori tra le rovine di casa nostra, Valentine prese il nostro Jonathan e fuggì nella casa fuori Brocelind.
Rimase lì nascosto per un anno, avvolto in strati di incantesimi per nascondersi, e crebbe i due bambini insieme – suo figlio e quello del suo luogotenente, il piccolo in parte demone e quello in parte angelo. Ma mentre il bambino in parte angelo cresceva normalmente, il suo, il ragazzino demoniaco, si sviluppava a un ritmo innaturale. A due anni aveva raggiunto la taglia di un bambino umano di sei anni, e aveva la forza di un uomo adulto. E odiava il suo fratellino adottivo. Provò a ucciderlo più volte, e il neonato venne salvato solo grazie all’intervento di Valentine. Alla fine, Valentine capì che bisognava fare qualcosa.
Era ansioso di tornare a fare una vita più attiva, di spostarsi in una località più vicina alla Città di Vetro. In un posto dove potesse incontrare i suoi vecchi seguaci, uomini come Pangborn e Blackwell – in un luogo dove potesse non stare così tanto in clandestinità. Assunse l’identità di Michael Wayland e tornò col figlio di Stephen Herondale nel maniero di famiglia dei Wayland.
Perché non portare con sé suo figlio, ti chiedi? Perché il suo bambino sembrava avere sei anni, e Valentine sapeva che in nessun modo sarebbe riuscito a convincerlo di essere il figlio dei Wayland – e sarebbe stato davvero importante, in seguito, che il ragazzo fosse in grado di convincere quanti avevano conosciuto Michael di essere suo figlio. E quindi portò il figlioletto dai capelli chiari di Stephen a casa dei Wayland, e visse pure col suo stesso figlio, ma nella dimora fatiscente fuori Brocelind.
Adesso il neonato aveva un nome – quello del figlio di Michael Wayland. Jonathan Wayland. Dal momento che era troppo confuso crescere due bambini con lo stesso primo nome, Valentine cominciò a chiamare il bambino con un nomignolo.
Lo chiamò Jace…