Nuove foto dal primo episodio del telefilm!

Oltre agli scatti promozionali di EW, oggi sono arrivate pure delle foto – TANTE foto – dal primo episodio del telefilm. :3
Provengono da BeautifulBallard.org, e ve le abbiamo caricate tutte qui in basso. Diteci che ve ne pare!

 

 

 

 

 

 

Recap: #ShadowhuntersSetDay2!

Durante il secondo giorno di riprese, Shadowhunters, sono state condivise decisamente meno foto – ma non per questo erano meno interessanti, diremmo. ;) Pronti a rivederle tutte insieme a noi?

 

 

Maxim Roy (Jocelyn) ci ha mostrato una foto un po’ sfocata del suo personaggio:

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« Sta prendendo vita… Grazie, Cassandra Clare, per aver creato dei personaggi femminili così forti. »

 

Harry Shum Jr. (Magnus), che comincerà le riprese proprio oggi, durante il terzo giorno, ci ha mostrato una sua foto in sala trucco…

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« Prova. Prova. 1… 2… »

 

E @ShadowhuntersTV ci ha mostrato due foto dal backstage di questa prima settimana – con Katherine McNamara (Clary) e l’attrice che interpreterà “Dot” (ovvero Madame Dorothea):

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E ultima, non per importanza, questa foto di Katherine che ha pubblicato Cassie:

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« Un amico sul set mi ha passato questo scatto di Kat nel ruolo di Clary – occhi seriamente verdi! »

Traduzione: “ABC Family’s Shadowhunters: Your Guide to Who’s Who (and Who’s What)”

TVLine.com ha dedicato un articolo al telefilm (intitolato: “Shadowhunters della ABC Family: La Vostra Guida su Chi è Chi (e Chi è Cosa)”). Abbiamo pensato di tradurvelo, perché si offre una breve panoramica di tutti i personaggi – e, sì, è vero: noi Shadowhunters li conosciamo già benissimo. ;) Ma vedere Jace descritto come il “parabatai” di Alec (e non come il suo “migliore amico”, come nel film) ci fa tirare un sospiro di sollievo e piacere, no?

 

 

 

« Dopo settimane di rivelazioni, che su Twitter hanno incontrato un clamore senza precedenti, il cast principale di Shadowhunters della ABC Family è finalmente pronto e si trova nel mezzo della sua prima settimane di prove a Toronto. Se questa per voi è una news, lasciate che vi metta in pari.

Basato sulla serie di romanzi di Cassandra Clare The Mortal Instruments – precedentemente adattata nel lungometraggio Città di OssaShadowhunters, che uscirà nel 2016, parla di una giovane donna di nome Clary che scopre il giorno del suo diciottesimo compleanno di essere un ibrido metà umano e metà angelo destinato a combattere le forze soprannaturali oscure.

I fan dei libri della Clare, e del film del 2013, noteranno che sono stati fatti vari cambiamenti nell’adattare la serie per il piccolo schermo – Clary, per esempio, ha qualche anno in più, nello show [NdT: Clary aveva diciotto anni anche nel film], e Luke è diventato un detective della polizia di New York –, ma il cuore del franchise resta quasi totalmente intatto.

Sfogliate la nostra galleria qui in basso con i ruoli chiave di Shadowhunters, ognuno completato da una presentazione, e poi fateci sapere con un commento che ne pensate di questo drama soprannaturale della ABC Family.

 

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CLARY FRAY
Interpretata da: Katherine McNamara (a sinistra)
Chi è: una studentessa d’arte diciottenne che vive a New York. La sua esistenza viene sconvolta dal rapimento di sua madre, un evento che scatena il suo destino soprannaturale.
Cosa è: Shadowhunter (un ibrido metà umano e metà angelo)
Interpretata nel film da: Lily Collins (a destra)

 

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JACE WAYLAND
Interpretato da: Dominic Sherwood (a sinistra)
Chi è: un soldato attraente e narcisista nella guerra contro i demoni. Oltre a star cercando vendetta contro l’uomo che ha ucciso suo padre, Jace è anche la guida al Mondo delle Ombre di Clary. È inoltre il fratello adottivo e il “parabatai” (compagno di battaglia) di Alec Lightwood.
Cosa è: Shadowhunter (un ibrido metà umano e metà angelo)
Interpretato nel film da: Jamie Campbell Bower (a destra)

 

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SIMON LEWIS
Interpretato da: Alberto Rosende (a sinistra)
Chi è: un venti-e-qualcosa-enne studente di contabilità; Simon è inoltre il migliore amico di lunga data di Clary. Ha un gran senso dell’umorismo, che si dimostrerà vitale quando Simon si unirà a Clary nel suo oscuro viaggio.
Cosa è: Umano (anche detto “mondano”)
Interpretato nel film da: Robert Sheehan

 

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ISABELLE LIGHTWOOD
Interpretata da: Emeraude Toubia (a sinistra)
Chi è: una bellissima guerriera che utilizza la frusta e lotta al fianco di suo fratello Alec. A dispetto della sua formidabile forza, ha un’unica debolezza: i cattivi ragazzi.
Cosa è: Shadowhunter (un ibrido metà umano e metà angelo)
Interpretata nel film da: Jemima West (a destra)

 

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ALEC LIGHTWOOD
Interpretato da: Matthew Daddario (a sinistra)
Chi è: il fratello di Isabelle, nonché guerriero esperto. È costantemente in lotta con la sua attrazione per Jace, il suo compagno di battaglia (o “parabatai”) e fratello adottivo.
Cosa è: Shadowhunter (un ibrido metà umano e metà angelo)
Interpretato nel film da: Kevin Zegers

 

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JOCELYN FRAY
Interpretata da: Maxim Roy (a sinistra)
Chi è: la padrona di un negozio d’antiquariato e una madre single che abita a New York. Tiene nascosto il suo passato alla figlia Clary, anche se tutto verrà poi rivelato dopo il suo rapimento.
Cosa è: Shadowhunter (un ibrido metà umano e metà angelo)
Interpretata nel film da: Lena Headey (a destra)

 

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LUKE GARROWAY
Interpretato da: Isaiah Mustafa (a sinistra)
Chi è: detective della NYPD ed ex-Shadowhunter, Luke crede che sia una sua responsabilità tenere Clary al sicuro – il che potrebbe avere qualcosa a che fare coi sentimenti che prova per sua madre.
Cosa è: il capo di un branco di licantropi
Interpretato nel film da: Aidan Tuner (a destra)

 

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VALENTINE MORGENSTERN
Interpretato da: Alan Van Sprang (a sinistra)
Chi è: seguito da molti, l’ambiguo Valentine non ha paura di distruggere chiunque si metta sulla strada.
Cosa è: Shadowhunter (un ibrido metà umano e metà angelo)
Interpretato nel film da: Jonathan Rhys Meyers (a destra)

 

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MAGNUS BANE
Interpretato da: Harry Shum, Jr. (a sinistra)
Chi è: non fatevi ingannare dal suo aspetto sulla ventina; Magnus, il Sommo Stregone di Brooklyn, è in verità vecchio di un centinaio di anni.
Cosa è: Stregone
Interpretato nel film da: Godfrey Gao (a destra) »

Traduzione: “ABC Family’s ‘Shadowhunters’ Add Maxim Roy in Recurring Role”

E finalmente abbiamo anche la nostra Jocelyn televisiva, Shadowhunters! :) A prestare il viso alla mamma di Clary sarà l’attrice canadese Maxim Roy. Qui di seguito, l’articolo di The Wrap!

 

 

 

« L’attrice canadese interpreterà Jocelyn, la madre di Clary, il personaggio di Kat McNamara

“Shadowhunters” della ABC Family ha aggiunto al suo cast l’attrice canadese Maxim Roy nel ruolo di Jocelyn Fray, la madre della protagonista della serie, Clary, ha annunciato lunedì il network.

Gli altri attori nel telefilm sono Katherine McNamara, Dominic Sherwood, Harry Shum Jr., Alan Van Sprang, Alberto Rosende, Emeraude Toubia, Isaiah Mustafa e Matthew Daddario.

“Shadowhunters”, l’adattamento straight-to-series di “The Mortal Instruments”, la serie di romanzi YA scritta da Cassandra Clare, parlerà della diciottenne Clary, che il giorno del suo compleanno scopre di non essere chi pensava, ma di discendere da una lunga linea di Shadowhunters – ibridi metà umani e metà angeli che cacciano i demoni. Quando sua madre Jocelyn viene rapita, Clary si ritrova in un mondo di cacciatori di demoni insieme al misterioso Shadowhunter Jace (Sherwood) e al suo migliore amico Simon (Rosende).

Descritta come bellissima, affettuosa, protettiva e coraggiosa, la Jocelyn Fray di Roy è la madre di Clary. In superficie, Jocelyn conduce una vita normale come proprietaria di un negozio di antichità. Scopriremo, comunque, il suo passato nasconde numerosi segreti; in particolare i suoi legami con un antico gruppo di esseri soprannaturali conosciuti come Shadowhunters. Per difendere Clary dal pericolo, Jocelyn da mamma single torna a essere uno degli Shadowhunters più letali di sempre.

“Shadowhunters” è prodotto dalla Constantin Film e ha per produttori esecutivi Ed Decter e McG, che girerà pure il primo episodio.

Roy è principalmente conosciuta per il telefilm canadese “Heartland” e “19-2”. È rappresentata dalla Agence M in Canada e da SMS Talent. »

Traduzione: “Nuovi tweet e post di Tumblr di Cassie!”

Cassie ha pubblicato un po’ di nuovi messaggi su Twitter – e qualche nuova risposta su Tumblr. ;) Si parla di tanti argomenti diversi: il telefilm, i romanzi, la scatola con lo yin fen di Jem e quella “J.C.” di Jocelyn (argomento già affrontato, in verità – ma tanti continuano a pensare che siano la stessa!)… Molte cose interessanti!

 

Vi abbiamo tradotto tutto. :3

 

 

 

 

 

 

 

 

« “Cassie, hai notizie sul telefilm?” Non ne ho, no. »

 

« “Cassie, TMI è un mondo così splendido: non capisco perché non continuare coi film e trasformarlo invece in una serie TV.” Se i film non incassano, non possono girarne altri. »

 

« “Giocherai un ruolo nella scelta del cast?” Lo spero. Vedremo. »

 

« “C’è già un cast confermato?” No, stanno facendo le audizioni. »

 

« “Chiunque può fare un’audizione?” Chiunque abbia un agente può girare un video e mandarlo. Sceglieranno tra le persone che avranno fatto l’audizione. »

 

« “Sarebbe possibile avere nel cast Daniel Sharman?” Beh, ha un’agenda complicata. Ma sarebbe bello. :) »

 

Maureen Johnson: « Farò un audizione tutti i giorni a casa tua finché non mi prenderanno. »
Cassie: « Sei tu quella sotto al tavolo? »
Maureen: « Sì. »
Cassie: « Inquietante. Molto nel personaggio. »
Maureen: « ASSUMIMI. »

 

« “Sai dove gireranno il telefilm?” Toronto. »

 

« “Come ti senti riguardo al fatto che un tempo avevamo un cast e ora sarà diverso?” Credo che non abbia senso non sentirsi positivi riguardo a qualcosa che non si può cambiare. »

 

« “Ho una domanda sul romanzo ‘Magisterium’. Ce ne sarà un altro? È finito con un tale cliffhanger! Amo Aaron e Callum. <3” Sì, altri quattro. »
« “Grazie mille! Era un così bel libro, non vedo l’ora di leggere il seguito! Sai quando uscirà [in America], per caso?” Il 9 settembre. »

 

« “Julian Blackthorn è il migliore.” Mi piace. »

 

« “Perché Alec non ha una raccolta di storie sue tipo le Bane Chronicles e Tales from the Shadowhunter Academy?” Perché non le ha Izzy? »

 

« “È possibile riavere lo stesso cast del film?” No. Non succederà. »

 

« “Qual è il sesso di Anna Lightwood?” Anna è una donna. »

 

« “Perché ti piace Julian?” Principalmente per ragioni che non posso condividere! »

 

« [NdT: il tweet comincia con un link al FANCAST di MTV, quello che vi abbiamo già pubblicato in pagina: X] Non sapevo che MTV avesse fatto un fancast. »

 

« “Sesso all’inferno. Come ti è mai venuto in mente?” Mi sembrava meno scuro del retro di un’auto. »

 

« “Perché non puoi usare nessuno degli attori del film di Città di Ossa, tipo Magnus? Sono solo curiosa.” Ci sono migliaia di ragioni. Non è una scelta mia, ma la capisco. »

 

« Vado a cena… »

 

« Non faccio io le audizioni. Sono una scrittrice! »

 

« “La mia serie letteraria preferita verrà trasformata in una serie TV. Cassie, per favore, assumi di nuovo il cast del film!” Non sono a capo del casting! :) »

 

« “Chi è a capo del casting?” Il direttore del casting, @jonclayharris, e il dipartimento del casting alla @ABCFamily. »

 

« “Scopriremo qual è il potere speciale di Lucie, in Nothing But Shadows?” No, dovrete aspettare TLH. »

 

« “So che non puoi fare niente per il vecchio cast.” Grazie. »

 

« “Dimmi qualcosa di Drusilla Blackthorn che ancora non sappiamo?” Le piacciono i film dell’orrore. »

 

« “Quali personaggi sono mancini, nei tuoi libri? Io sono mancina, e amo sempre vedere personaggi mancini nei libri/film.” Mh, Jace, e credo Ty. »

 

« “Credi che Molly Quinn abbia qualche possibilità di diventare la nostra Clary?” Ne sarei felice. Non lo so, però. È presto. »

 

« “Se potessi scegliere, chi interpreterebbe Robert Downey Jr.?” Clary. »

 

« “Regina, mi permette di picchiare la prossima persona che le chiederà del cast?” Puoi colpirli con un marshmallow. »

 

« “Ehi, Cassie, perché mi hai bloccato? La cosa mi infastidisce.” Non l’ho fatto. È Twitter che fa lo strano. »

 

« “Pensi che la serie TV seguirà i libri più della sua controparte cinematografica?” Lo spero. »

 

« “Sai abbastanza da poter decretare già adesso se la serie TV sarà meglio del film?” Non c’è un cast, non c’è un copione definitivo – difficile dirlo! »

 

« “A Julian cosa piace dipingere?” Dipinge la sua famiglia. »

 

« “Che attori sogni per i ruoli di Jace e Clary?” Benedict Cumberbatch e Idris Elba. »

 

« “Se fossi parte del telefilm, chi saresti?” Demone arrabbiato n°72. »

 

« “So che non hai peso nella scelta del cast, ma mi piacerebbe interpretare il Presidente Miao.” Dovrai fare da sola i tuoi stunt. »

 

« “Sei dispiaciuta per la morte di Max?” Ero triste, ma non dispiaciuta, no. »

 

« “Leggere Le Cronache di Magnus Bane mi farà spoiler di The Mortal Instruments, visto che non ho ancora finito la serie?” Solo fino al quinto libro. »

 

« “Cassie, come stanno Alec e Magnus in questo preciso momento?” Dormendo, e presto sarà così anche per me! »

 

 

 

« “Ciao, Cassie! C’è una cosa che continuo a chiedermi sin da quando ho letto Città del Fuoco Celeste: in Lady Midnight scopriremo cos’è successo a Malcolm? È solo che mi incuriosisce molto il suo personaggio!

Sarà molto importante in The Dark Artifices, e scopriremo i suoi retroscena. Comparirà anche in The Last Hours. Il suo passato lega le due serie. »

 

 

 

« “Cassie, ho letto i cinque romanzi di TMI, ma non desidero ancora leggere il sesto, visto che non voglio dire addio ai personaggi. Che faccio? :(

Aspetta l’uscita di Lady Midnight, e poi leggi l’ultimo romanzo. In quel modo potrai tuffarti direttamente in un altro libro dove li rivedrai/sentirai di nuovo parlare di loro.

Oppure puoi leggerlo e poi leggere Shadowhunter Academy, ma dovrai aspettare i vari capitoli. :) »

 

 

 

« “Ciao, Cassandra! Amo i tuoi romanzi e ho una domanda su TID e TMI. La scatola in cui Jocelyn tiene le cose del Jonathan bambino è la stessa in cui Jem conserva lo yin fen? Erano entrambe d’argento e con su una J.C. Inoltre, se è la stessa, come ha fatto a finire tra le mani di Jocelyn? Charlotte l’ha avuta da Jem ed è stata poi ereditata dai suoi discendenti? Grazie!

Stranamente questa domanda mi arriva spesso!

Da L’Angelo:
Tessa sollevò la scatola. Era fatta d’argento, col coperchio intarsiato con l’immagine di una donna magra in abiti bianchi e scalza che trasformava l’acqua di un vaso in vapore. “Chi è?” domandò, allungando la scatola a Jem.
“Kwan Yin. La dea della pietà e della compassione.”

Sulla scatola di Jem non c’è scritto J.C. Sopra c’è un’immagine di Kwan Yin. È una scatola cinese, e sopra non potrebbe mai presentare l’alfabeto latino.

CoB:
Jocelyn aveva ricominciato a usare il nome da nubile dopo la sua morte. Non parlava mai del padre di Clary, ma teneva la scatola con su le sue iniziali, J.C., vicino al letto. Insieme alle medaglie c’erano una o due foto, un anelo nuziale e una singola ciocca di capelli biondi. A volte Jocelyn tirava fuori la scatola, la apriva e stringeva con gentilezza la ciocca tra le dita, prima di rimetterla a posto e chiudere attentamente il coperchio.

CoLS:
Era la scatola di sua madre, quella con su inciso J.C.

CoHF:
Era la scatola d’argento, proprio come la ricordava. Pesante, con un coperchio semplice e le iniziali J.C. scolpite su un lato.

La scatola JC ha le iniziali sopra, e un “coperchio semplice”; la scatola di Jem non presenta iniziali e ha un coperchio smaltato. Ci sono un sacco di scatole d’argento con su le iniziali, nel mondo degli Shadowhunters – Magnus ne ha una con quelle di Woolsey, Jace una con le iniziali di Stephen. Sono chiaramente una moda, ma la scatola di Jem e quella di Jocelyn non sono la stessa. »

 

 

 

« “Ciao, ho una domanda sul set di immagini che hai condiviso [NdT: QUI]: Cordelia e Lucie sono parabatai?

Sì, sono migliori amiche e diventeranno parabatai in The Last Hours. »

Extra tradotto: numerose scene tagliate da City of Lost Souls!

Alla fine le restanti scene tagliate (sono dodici, di varie dimensioni) le abbiamo caricate oggi. ;) Speriamo vi piacciano!

PS: se vedete un “____”, è perché la parola nella versione originale del testo era stata omessa (visto che la scena tagliata era stata regalata a noi fan prima dell’uscita effettiva di Città delle Anime Perdute).

1 – Questa volta, quando Clary suonò il campanello, lei e Simon, anziché ritrovarsi nel corridoio buio davanti alla stanza della Regina, finirono in una caverna umida che sapeva di muffa; le pareti gocciolavano acqua fredda, il terreno era fangoso e marrone sotto ai loro piedi. Svariati passaggi conducevano a quella che pareva essere la stanza principale. Mentre si voltava, gli stivali di Clary scivolarono sulla pietra bagnata, e dovette afferrare il braccio di Simon per tenersi in equilibrio.
Lui stava guardando in alto, osservando le pareti della caverna, gli occhi scuri pieni di curiosità. Posò una mano sulla pietra e poi la tolse, mostrandole il palmo luminoso. “Guarda,” disse. “Muschio fosforescente.”
“Le fate lo usavano per creare delle torce,” spiegò Clary, ricordando ciò che aveva letto nel Codice. “Quello, e fuochi fatui intrappolati nel vetro.”
“Andiamo.” Simon la spinse dolcemente in avanti verso uno degli scuri passaggi che attraversavano la parete.
“Sai dove stai andando?”
“In caso di dubbio, muoviti in avanti,” le rispose. “L’ho imparato nei Boy Scout. Inoltre, vedo perfettamente bene, al buio.”
“Ci riuscirei anche io, se mi facessi una runa della visione notturna – oh!” Clary boccheggiò, e i due si fermarono mentre Meliorn gli compariva davanti, l’armatura bianca che luccicava come una stregaluce nella penombra. C’era un’espressione sgradevole nei suoi occhi chiari.
“Dunque sei tornata nella nostra terra, umana bugiarda,” disse a Clary. “Devi essere o molto coraggiosa o molto stupida se desideri presentarti davanti alla Regina dopo il trucco che hai tentato di giocarle.”
“Non lo definirei un tentativo,” osservò Clary. “L’ultima volta che ho controllato, aveva funzionato.”
“Sì,” disse Simon. Clary lo sguardò di sbieco, e lui si strinse nelle spalle. “Ti stavo solo dando manforte.”
“Cosa mi impedisce di ucciderti qui e prenderti il premio?” domandò Meliorn senza alcuna emozione.
“Due cose,” rispose Clary, contandole sulle dita. “Uno, non ce l’ho io. Ce l’ha lui.” Indicò Simon. “Buona fortuna se cercherai di ucciderlo. Due, se dovessi farlo la Regina non scoprirà mai cosa desideravo, e sai che è curiosa. Se non lo fosse, mi avrebbe tolto il richiamo, non me l’avrebbe lasciato.”
Meliorn sospirò. “Sei una sciocca del peggior genere. Quello che crede di essere intelligente. Molto bene, piccola Nephilim umana. Seguimi. Forse, se sei fortunata, la Regina ti lascerà vivere.” Si voltò e attraversò il passaggio.
“Ricordi quando pensavamo che le fate fossero piccoli esserini che vivevano nei funghi e indossavano cappelli fatti di ranuncolo?” Clary guardò Simon mentre cominciavano a seguire il cavaliere delle fate. “Non era meraviglioso?”
Simon ghignò, un lampo nell’oscurità, e le strinse la mano.

2 – Clary scosse il capo. “L’onestà è più… più dell’ordine delle parole. Dicono che le fate non sono in grado di mentire, ma tu lo fai con le tue intenzioni, il tuo atteggiamento, i tuoi gesti…”
“E gli umani no?” Lo sguardo della Regina scivolò da Clary a Simon. “Questo vampiro, questo Diurno che ti porti sempre dietro – è il ragazzo il cui bacio non desideravi, qui nella mia Corte, non è così? Ti importa qualcosa di lui, o è solo il Marchio di Dio che porta su di sé a fare in modo che tu lo voglia con te, come se fosse uno scudo? E tu,” aggiunse, voltandosi verso Simon, “tu che la amavi, adesso le presti il tuo non insignificante potere per aiutarla a trovare colui che ama di più? Cosa ci guadagni?”
Simon si schiarì la gola. “Forse è questa la differenza tra la mia specie e la tua,” disse. “A volte facciamo delle cose non per il nostro guadagno.”
“Ah,” rispose la Regina. “Per stupidità, vuoi dire.”
“Non la chiamerei così.” Clary non riuscì a non restare impressionata – l’ultima volta che erano stati lì, Simon si era sentito troppo a disagio e fuori luogo per pronunciare più di una manciata di parole; adesso difendeva le sue decisioni. “Ora, vuoi ____ o no? Ci sono delle questioni che richiedono la nostra presenza.”
“Potrei prendervelo,” rispose la Regina. “Sbarazzarsi della ragazza non sarebbe difficile, e per quanto riguarda te, Diurno, coloro che mi servono lo fanno con la loro vita. Una carica suicida potrebbe procurarti notevoli fastidi, a dispetto della tua maledizione.” Spostò lo sguardo su Simon, facendoglielo indugiare addosso.
“Sono la figlia adottiva del membro del Consiglio Lucian Graymark,” si inserì Clary. “Sono vicina ai Lightwood dell’Istituto. Varrebbe la pena di guadagnarsi la loro collera e ira solo per vendicarti del mio inganno? Inoltre – mi hanno sempre detto che le fate apprezzano l’intelligenza. Non desideri che si dica che non sai apprezzare un bel trucco, per quanto a tue spese, no?”
Clary capì guardando gli occhi della Regina sbarrarsi di aver scommesso molto – forse troppo – sull’orgoglio della fata; un attimo dopo, però, la Regina cominciò a sorridere, e le creature nella parete strillarono in tono d’apprezzamento. “Furba come tuo padre,” le disse, e Clary ebbe la sensazione di aver ricevuto un calcio nello stomaco. “Molto bene. Cosa vorresti in cambio del ___? Devo decidere se la tua proposta merita una negoziazione.”

3 – “Beh, salve, madre,” disse Sebastian; la sua voce era simile alla seta. “Ti sorprende vedermi?”

4 – Jace la raggiunse e protese le mani verso di lei; Clary le strinse e lasciò che la tirasse in piedi. I suoi occhi d’oro pallido le cercarono il viso. “Ti voglio con me,” le disse. “Ma voglio che sia una tua scelta. Una volta che saremo andati via, non potrai tornare indietro.”

5 – Jace posò ciò che aveva tenuto in mano sul davanzale e la raggiunse. Clary gli si poggiò contro, e la mano di Jace le scivolò sotto la maglia, posandosi con fare carezzevole, possessivo, sulla sua schiena. Lui si chinò per baciarla, all’inizio dolcemente; la dolcezza andò via alla svelta, però, e presto Clary si ritrovò premuta contro il vetro della finestra, le dita di Jace sull’orlo della maglia di lei – di lui
“Jace.” Clary si spostò lievemente. “Sono abbastanza sicura che le persone lì in strada possano vederci.”
“Potremmo…” Jace fece un gesto in direzione del letto. “Spostarci… di là.”
Lei ghignò. “L’hai detto come se ti ci fosse voluto un po’ per farti venire quell’idea.”
Quando Jace parlò, la sua voce suonò attutita dal collo di Clary. “Posso solo dire che fai rallentare i miei processi mentali. Adesso so cosa si prova a essere una persona normale.”
“Cosa… si prova?” Le cose che le stava facendo con le mani sotto la maglia erano una distrazione.
“È terribile. Sono già parecchio lontano dal mio numero minimo di battute spiritose, oggi.”

6 – “Vuoi che porti Isabelle?”
“Isabelle è qui?” A dispetto di tutto, Magnus riuscì a suonare divertito.
“Lei – lei, ah, ha passato la notte qui.”
“Alec ne sarà deliziato. Magari potremmo organizzare una gara per scoprire chi tra lui e Jocelyn ti ucciderà per primo.” Ridacchiò.

7 – Gli sforzi di Clary quasi risultarono sprecati quando alzò lo sguardo e vide Sebastian appoggiato contro il muro opposto del corridoio; aveva le braccia incrociate e la guardava.
Si sentì improvvisamente molto consapevole degli abiti che indossava. Lo stesso vestito a sottoveste che aveva messo per andare al club, ma senza i suoi stivali, la sua giacca e, cosa più importante, il ronzio che l’aveva guidata la notte precedente, aveva la sensazione di essere indifesa, vulnerabile. “Chi mi ha tolto le scarpe?”
“È questo che vuoi sapere?” Sebastian sembrava incredulo. “Svieni in un locale, ti risvegli ricoperta di sangue e tutto ciò che desideri sapere è dove si trovano le tue scarpe?”

8 – [NdT: detta presumibilmente ad Alec] “Non prenderla male, ma odori come Magnus.”

9 – “Hai rubato una barca,” scattò [NdT: presumibilmente Clary]. “Che devo farmene di te, ladro di barche lunatico?”

10 – “È uno Shadowhunter,” disse Jocelyn. “La sua lealtà va al Conclave e all’Alleanza.”
“È mio amico,” rispose freddamente Magnus. “La sua lealtà va a me.”

11 – La legge degli Stregoni era parecchio chiara, a riguardo: potevi amare un mortale, era accettabile, ma non spettava a te interferire con la sua mortalità. Ci voleva del tempo per abituarsi a una regola del genere… di norma finché non ti rendevi conto che essere immortale era meno un dono e più un peso.
Magnus lasciò cadere la tabacchiera sulla scrivania e prese il telefono, digitando il pulsante di chiamata rapida associato al numero di Alec. Quando Alec rispose, sembrava sia tormentato che speranzoso: “Magnus? Hai trovato qualcosa?”
“Niente. Mi spiace.”
“Oh.” La bruciante delusione fece suonare la voce di Alec più debole.
“Ma pensavo ai parabatai,” disse Magnus. “Quando i parabatai sono particolarmente intimi, riescono a sentire se l’altro è morto, o Mutato, o…”
“Lo so,” rispose Alec. “Questo lo so. L’ho sentito – quell’istante in cui Jace è morto, a Idris. Ma stavolta non è così.” Magnus riusciva a immaginarselo, gli occhi blu sul suo viso pallido, mentre si tirava una ciocca di capelli. Normalmente Alec pareva uno caduto fuori dal letto e dentro una pila a caso di vestiti, anziché aver scelto con cura gli abiti; da quando Jace era sparito, sembrava anche che non si stesse più spazzolando i capelli. “Non sento niente, semplicemente.”
“Nel senso, niente davvero? Come in… nulla?”
“Giusto…?” Alec suonò confuso.
“Questo mi dà delle idee, in effetti,” disse Magnus. “Farò tutto ciò che è in mio potere per aiutare, lo sai, vero, Alexander? Non per il Conclave, ma per te.”
“Lo so.” Alec rimase in silenzio per un attimo. “È bello sentire la tua voce, anche se non puoi fare nulla,” aggiunse, e attaccò bruscamente.
Magnus si mise accanto il telefono e rimase seduto per un attimo, abbastanza immobile da sentire il suo stesso respiro. Lo sto perdendo, pensò. Non so come né perché, ma so che è così.

12 – [Un consiglio di Jace per il combattimento] “Entra lì dentro. Ammazza un sacco di persone. Cerca di non farti ammazzare a tua volta.”

 

Extra tradotto: una scena Sizzy tagliata da City of Lost Souls

Che ne dite, Shadowhunters, continuiamo con le scene tagliate? ;)

Questa, come dice anche il titolo del post, viene da Città delle Anime Perdute, e ha per protagonisti Simon e Isabelle. :3 Speriamo vi piaccia!

Maia li stava aspettando al McCarren Park, in uno dei sentieri stretti ricoperto dagli scheletri delle foglie cadute. Indossava una giacca di pelle grigia e un capello rosa chiaro tirato sulle orecchie, da cui i capelli selvaggiamente ricci sfuggivano creando un alone castano dorato. Accennò un saluto quando cominciarono ad avvicinarsi a lei, e le prime parole che pronunciò furono: “Avete sentito di Luke?”
Annuirono tutti – Simon aveva raccontato a Isabelle e Jordan tutto ciò che sapeva in metro – e Maia finì col camminare accanto a Jordan mentre attraversavano il parco; erano un quartetto in movimento. Jordan teneva le mani in tasca e stava parlando a bassa voce con Maia, lupo a lupo. Simon lanciò un’occhiata a Isabelle, che gli camminava silenziosamente accanto.
Il debole sole novembrino era venuto fuori da dietro alle nuvole e donava un riflesso rossastro ai suoi capelli. Isabelle sapeva dello shampoo alla mela di Simon e di Shadowhunter. “Dunque,” le disse. “Vuoi che ti chieda perché la scorsa notte eri svenuta nel mio letto, quando sono arrivato a casa, o no?”
“Non sono svenuta nel tuo letto,” gli rispose lei mentre svoltavano a sinistra, verso Manhattan Avenue. La fermata della linea G era nei paraggi, e un ragazzo stava poggiato contro il parapetto e suonava una canzone senza melodia con la chitarra. “Sono svenuta nel tuo soggiorno e Jordan mi ha messo nel tuo letto.”
“Davvero?”
“Beh, se non è stato Jordan, allora qualcuno è entrato in casa tua e mi ha messo nel tuo letto. Personalmente preferisco la teoria di Jordan. È meno inquietante.”
“Non è questo, è – che ci facevi, ubriaca, con Jordan? Lui non beve molto.”
“Immaginavo. Ha un pessimo gusto per la tequila.”
“Iz.” Simon le mise una mano sul fianco. “Voglio solo sapere perché sei venuta.”
Isabelle girò il viso dall’altra parte, i capelli di un nero brillante che le scivolavano lungo la schiena. C’era un piccolo Marchio sulla parte inferiore sinistra della sua gola, proprio sopra la clavicola. Sembrava vulnerabile, per qualche ragione. Simon avrebbe voluto sfiorarlo coi polpastrelli, ma tenne le mani in tasca.
“Tutto fa schifo,” disse Isabelle. “Ho visto Helen e Aline, la notte scorsa. Abbiamo cenato insieme. Sono così felici, e io continuavo a pensare…” Si morse il labbro. “I miei genitori stanno divorziando, penso,” disse. “Alec è felice, ma non lo vedo mai. Jace è [riadattato – scusatemi, ragazzi!]. Max è morto. Clary…”
“Capisco,” le rispose Simon, gentile. “Avevi bisogno di parlare con qualcuno e non sei riuscita a pensare a nessun’altro.”
“No!” esclamò Isabelle; c’era chiaramente della frustrazione nella sua voce. “Volevo parlare con te. Sempre – intendo, mi piace parlarti. Anche se la situazione non fosse questa, vorrei…” Lo guardò di traverso. “Intendo, siamo usciti insieme.”
“Ma non è stata – non è mai stata una cosa seria,” rispose Simon in tono imbarazzato. “Non pensavo che volessi…”
“E tu? Volevi che fosse seria?” chiese Isabelle. C’era una certa rigidità nella sua voce – orgoglio, immaginò Simon. Isabelle non era il genere di ragazza che fa la prima mossa. Non era il genere di ragazza che deve farlo.
“E tu?”
Isabelle emise un verso esasperato. “Guarda, la scorsa notte non sono venuta perché sei il numero sei su qualche lista e tutti gli altri non erano disponibili. Sono venuta perché – mi piaci. Mi fai sentire meglio. Forse ha a che fare con la tua faccia.”
“La mia faccia ti fa sentire meglio?” Quindi gli stava dicendo che lo trovava rassicurante, dolce, affidabile, tutto questo genere di cose; il genere di cose che Simon sapeva che Clary pensava di lui; il genere di cose che non avevano aiutato a far sì che lei guardasse lui anziché Jace, non per cinque minuti. E a Isabelle piacevano i ragazzi pericolosi, non quelli… rassicuranti. Rassicuranti erano gli animaletti di peluche. Come si può essere vampiri e non risultare sessualmente minacciosi? Simon non ne era certo, ma in qualche modo sapeva di esserci riuscito.
Gli fu risparmiata una conversazione ancora più straziante dall’arrivo all’appartamento di Magnus, il cui ingresso, come al solito, puzzava come la combinazione di pipì di gatto e pizza avariata. Simon seguì Isabelle su per le scale – ricordando la prima volta che era stato lì, incollato a Isabelle e segretamente speranzoso di rendere Clary gelosa, non che la cosa avesse funzionato. L’appartamento di Magnus era stato pieno di fumo color arcobaleno e Nascosti; adesso, mentre ci entravano, era silenzioso e pieno del sole di fine mattinata.
Magnus, Jocelyn e Alec stavano tutti seduti intorno a un lungo tavolo rettangolare. Magnus stringeva tra le mani una tazza di caffè; indossava una tuta verde scuro con delle strisce gialle e i suoi capelli erano la massa disordinata di chi si è appena alzato dal letto. Alec sembrava… Alec. Alzò un sopracciglio in direzione della sorella, mentre entrava nella stanza, ma non sembrava incline né a uccidere lei, né a uccidere Simon.
Ma Jocelyn guardò Simon con occhi penetranti quanto unghie. “Dov’è Clary?” gli chiese, tesa.

Extra tradotto: il primo capitolo originale di City of Glass!

Buon Natale, Shadowhunters! Ci auguriamo che la vostra giornata sia cominciata bene, e che abbiate ricevuto tanti bei regali. :3

Per ringraziarvi dell’affetto con cui molti di voi ci seguono, ho deciso di regalarvi tanti extra tradotti, ma… alcuni sono rimasti a metà, perché negli ultimi giorni ho avuto problemi personali e non sono riuscita a finirli. :(
Tuttavia, il più lungo dei regali è già pronto da un po’ – quindi, beh, eccolo.
(Nel pomeriggio/in serata arriverà altro. ;) E il resto… a Capodanno!)

Come penso abbiate già intuito (il titolo di questo post è piuttosto chiaro, no?), quello che trovate qui di seguito è la prima versione del primo capitolo di Città di Vetro – completa di commento dell’autrice! ;)
Cassie, passo passo, spiegherà la ragioni per cui ha eliminato questo o quel passaggio, regalandoci pure degli approfondimenti sui personaggi e sulla trama.

Spero sinceramente che vi piacerà. Personalmente, ho trovato tutto molto interessante. ^^

Ancora buon Natale, Shadowhunters!

PS: visto che si tratta di un regalo di Natale, non prelevatelo, per favore.

« Cari lettori:

Il primo capitolo che Cassandra Clare ha originariamente scritto per CITTÀ DI VETRO è quasi irriconoscibile dal primo capitolo nella versione finale.

Qui, Cassandra Clare rivisita il primo capitolo originario dell’ultimo libro della trilogia The Mortal Instruments, fornendo approfondimenti sui personaggi, sul processo di scrittura e sull’immaginazione dietro questa serie bestseller del New York Times. »

1
A SUDDEN DEPARTURE

[Il primo capitolo è adesso intitolato “Il Portale”, che penso sia un titolo molto migliore.]

Clary chiuse il suo zainetto e diede un’occhiata alla stanza per accertarsi di non aver dimenticato nulla. Madeleine le aveva detto che sarebbe stato freddo, a Idris, per via della sua elevata altitudine [Ciò resta vero, nel libro, anche se la spiegazione è stata tagliata. Clary ha freddo durante quasi tutta la sua permanenza a Idris.], e quindi Clary aveva messo in valigia le sue magliette a maniche lunghe, alcuni jeans e i maglioni. Non aveva un giubbotto invernale, ma non aveva in programma di restare a Idris abbastanza a lungo da averne bisogno. Ci sarebbe rimasta solo il tempo necessario per recuperare ciò che le serviva per salvare sua madre. Poi sarebbe tornata.
Per la terza volta in quindici minuti, digitò con forza il numero di Simon sul telefono di sua mamma. Suonò e suonò, per poi giungere alla segreteria telefonica.
Era la voce di Eric, non quella di Simon, quella nel messaggio registrato. “Signore, signore,” diceva. Benché fosse la millesima volta che Clary ascoltava la registrazione, non poté non alzare gli occhi al cielo. “Se siete giunte a questo messaggio, vuol dire che il nostro ragazzo, Simon, è fuori a far festa. Ma, per favore, non litigate tra voi. C’è sempre abbastanza Simon in giro.” Poi un urlo soffocato, qualche risata e un lungo bip. [Amo questo messaggio telefonico, e mi è dispiaciuto vederlo andare via. Molto tempo fa, quando lavoravo come giornalista, c’era un ragazzo nell’ufficio che mandava in giro dei messaggi indirizzati alle “Signore, signore”, promettendo che ci sarebbe sempre stato abbastanza di lui in giro. Ho sempre desiderato rubacchiare quella battuta, ma immagino che dovrò aspettare un’altra occasione.]
Clary riattaccò aggrottando le sopracciglia. Dov’era? Sapeva che sarebbe partita oggi. Come poteva non essere lì ad augurarle buon viaggio?
Certo, il loro ultimo incontro era stato un po’ teso. Simon si  era seduto sul letto, guardandola con un’espressione quasi spaventosamente distaccata mentre lei inveiva contro Madeleine e Idris e la cura per sua madre.
“Capisci, mia madre sapeva che un giorno Valentine sarebbe venuto a cercarla,” gli aveva detto senza fiato. “Sapeva che, potendo, avrebbe cercato di torturarla per scoprire il nascondiglio della Coppa Mortale. Ha usato questa pozione che uno stregone aveva preparato per lei. Se l’è portata a New York da Idris. Sapeva che l’avrebbe ridotta in questa sorta di morte apparente, e così non sarebbe stata di nessun aiuto per Valentine. Deve averla presa quando ha sentito arrivare il Ravener. Non capisci? È per questo che i dottori non riuscivano a trovare niente che non andasse, in lei. L’unica cosa che la curerà sarà prendere di nuovo la stessa posizione.”
“Dove dovresti trovare altra pozione?” aveva chiesto Simon. “Non sembra il genere di cosa che puoi semplicemente comprare in una bodega locale.” [I lettori non-Newyorkesi mi chiedono spesso cosa sia una bodega. È, almeno a New York, un piccolo negozio all’angolo che vende alimenti e caramelle.]
“Deve prepararla lo stesso stregone che l’ha fatta la prima volta.”
“Vuoi dire Magnus Bane?” aveva domandato Simon. “È lui lo stregone che tua mamma ha usato per quegli incantesimi per la memoria, quindi…”
“No, non è stato Magnus. Non mi stavi ascoltando? Si è portata la pozione da Idris. È stato qualcuno che conosceva lì.”
“Quindi…?” Simon aveva lasciato che il resto della frase aleggiasse delicatamente nell’aria.
“Andrò a Idris,” gli aveva risposto Clary.
Lui era sbiancato. Dal momento che era già molto pallido, tutto ciò era impressionante. “A Idris? Da sola? Clary…”
“Non da sola. Con i Lightwood. Madeleine ha detto che ci andranno comunque. Devono: il Conclave sta convocando a Idris tutti i capi delle diverse città per un qualche genere di incontro.”
“Ma andare a Idris – non sembra sicuro, Clary.”
“È sicuro come qualsiasi altro posto,” aveva risposto. “Voglio dire, con nessuno certo su quale sarà la prossima mossa di Valentine, o persino su dove sia…”
“Forse per te è meglio stare con i Lightwood,” aveva detto Simon dopo una pausa. “Con Jace, in ogni caso. Non lascerà che ti accada nulla.”
Non aveva detto, Cosa mi succederà mentre non ci sei?, ma Clary sapeva che è a questo che stava pensando. Simon era un vampiro da poco meno di una settimana e stava ancora cercando di adattarsi. Clary era una delle poche persone con cui poteva parlarne, e sarebbe partita. Clary aveva pensato a come dovesse essere per lui, tenere il segreto, andare a scuola ogni giorno, fingere che tutto stesse andando bene. [I lettori mi chiedono sempre se Simon e Clary, mentre succedono tutte queste cose, stiano ancora andando a scuola. Ecco la risposta: Simon sì, ma Clary no. In effetti, Clary deve decidere, in Città di Vetro, se desidera tornare a scuola o vuole continuare la sua educazione da Shadowhunter.] “Simon, mi spiace…”
Lui aveva interrotto le sue scuse con un gesto della mano. “Devi fare ciò che è necessario per aiutare tua madre,” aveva detto. “Non mi metterei in mezzo.”
“Puoi stare con Luke,” gli aveva risposto Clary. “Resterà qui. Per la maggior parte del tempo in ospedale, lo riconosco, ma è comunque nei paraggi, e sai che a lui non dà fastidio se hai bisogno di qualcuno con cui parlare.”
“Posso parlare con Maia,” aveva detto Simon.
“Ottimo,” aveva replicato Clary con notevole mancanza di entusiasmo. Anche Maia era un licantropo. Un licantropo con una cotta per Simon. Clary non era mai riuscita a sentirsi particolarmente entusiasta di lei, sebbene ci avesse provato. “Immagino che debba sapere cosa stai passando, eh?”
Simon non aveva risposto. “Questo tuo piano, il tuo voler andare a Idris,” aveva detto. “Jace ne è a conoscenza?”
Clary aveva scosso il capo.
“Andrà fuori di testa.”
“No, non lo farà,” aveva risposto Clary. “Per lui non ci saranno problemi.” [Nella versione finale di questa scena, sono andata un po’ oltre, spiegando che Clary sa già che è una bugia, e che per Jace ci saranno problemi.]

Per Jace c’erano problemi.
“Non andrai,” le disse. Aveva il viso pallido e la fissava; la guardava come se lei si fosse nascosta e gli avesse tirato un pugno nello stomaco. “A costo di legarti e sedermi su di te fino a quando non ti sarà passato questo stupido capriccio, non andrai.”
“Perché no?” chiese Clary.
La schiettezza della domanda sembrò rendere Jace persino più arrabbiato. “Perché non è sicuro.”
“Oh, perché qui è così sicuro, giusto?” scattò Clary. “Sono quasi stata uccisa una decina di volte, nell’ultimo mese, e ogni volta è successo proprio qui, a New York.”
“Questo perché Valentine si stava concentrando sugli Strumenti Mortali nascosti qui.” Jace stava parlando attraverso i suoi denti digrignati. “Adesso sposterà la sua attenzione su Idris, lo sappiamo tutti…”
“Non siamo sicuri di nulla,” disse Maryse Lightwood. Clary si era quasi scordata che la donna era in libreria con loro. Stava seduta dietro a quella a cui Clary pensava sempre come alla scrivania di Hodge, una tavola spessa che attraversava le schiene di alcuni angeli di mogano inginocchiati. Il volto di Maryse era attraversato da vividi segni di stanchezza. Suo marito, Robert Lightwood, era rimasto ferito dal veleno demoniaco durante la battaglia della settimana prima, e da quel momento aveva avuto bisogno di cure costanti. “E il Conclave desidera incontrare Clarissa, lo sai, Jace.” [Le persone mi chiedono spesso da dove abbia preso l’idea del Conclave. Ho concepito l’organizzazione dei Nephilim come qualcosa di simile a un’organizzazione religiosa; sono, dopotutto, quasi una religione a sé stante. Quindi ho basato la struttura sulla Chiesa Cattolica – “Clave” (NdT: il nome inglese) è un adattamento dalla parola “Conclave”, l’incontro che i cardinali tengono quando bisogna eleggere un nuovo Papa; e i Fratelli Silenti sono in un certo senso dei monaci, e c’è un Inquisitore, ecc.]
“Il Conclave può andare al diavolo” disse Jace.
Maryse aggrottò le sopracciglia.
“E il Conclave vuole un sacco di cose,” aggiunse Jace. “Non dovrebbe necessariamente ottenerle tutte.”
Maryse gli lanciò un’occhiataccia, come se sapesse perfettamente ciò di cui stava parlando e non lo apprezzasse. “Il Conclave ha spesso ragione, Jace. Non è irragionevole da parte loro voler parlare con Clary, dopo quello che ha dovuto passare. Ciò che potrebbe dire loro…”
“Dirò loro tutto ciò che desiderano sapere,” disse Jace. “Mi torchieranno per settimane.” [Ho cancellato questo commento di Jace dalla bozza finale. Inizialmente avevo pensato che il nuovo Inquisitore avrebbe fatto delle domande a Jace, ma poi ho capito che, in effetti, il nuovo Inquisitore aveva piani molto più sinistri per i Lightwood.]
“E spero che quando lo faranno sarai un po’ più collaborativo e un po’ meno cocciuto,” osservò Maryse. Spostò i suoi occhi blu, così simili a quelli di Alec, su Clary. “Quindi vuoi andare a Idris, giusto?”
“Solo per qualche giorno,” rispose Clary. “Non vi darò alcun fastidio. Madeleine ha persino detto che posso stare a casa. Ne ha una ad Alicante.”
“So che ce l’ha. La domanda non è se darai qualche fastidio; è se sarai disposta a incontrarti col Conclave, mentre sei lì. Vogliono parlarti. Se dici di no, dubito che riusciremo a ottenere l’autorizzazione per portarti con noi.”
Jace stava scuotendo la testa.
“Incontrerò il Conclave,” fece Clary.
Maryse si massaggiò le tempie coi polpastrelli. “Allora è tutto a posto.” Lei non sembrava a posto, però; sembrava tesa e fragile quanto una corda di violino che è stata tirata fino al punto di rottura.
“Ma…” cominciò Jace.
Maryse agitò una mano per farlo tacere. “È abbastanza, Jace.”
La bocca di Jace era una linea dura. “Ti accompagno fuori, Clary.”
“Posso accompagnarmi fuori da sola,” gli rispose lei, ma Jace l’aveva già afferrata per il gomito e la stava trascinando verso la porta. Erano appena a metà del corridoio quando le lasciò andare il braccio e si voltò per guardarla in faccia, accigliato come un gargoyle. “Non mi stavi proprio a sentire, Clary? Ti ho detto che non puoi venire.”
“Ma Maryse ha detto che posso, e non sei tu a dare gli ordini, qui in giro, no?”
“Maryse si fida troppo del Conclave,” disse Jace. Si affrettò per il corridoio, obbligando Clary a correre per tenere il passo. “Deve crederli perfetti – e io non posso dirle che non lo sono, perché…” [Se fidarsi o meno del Conclave, l’organo di governo degli Shadowhunters, è una tematica che attraversa tutto Città di Vetro.]
“Perché è il genere di cosa che direbbe Valentine.”
Le spalle di Jace si irrigidirono. “Nessuno è perfetto,” fu tutto ciò che rispose. Erano arrivati nell’atrio; Jace si allungò e colpì il pulsante dell’ascensore con l’indice. “Nemmeno il Conclave.”
Clary incrociò le braccia sul petto. “È davvero per questo che non vuoi che venga? Perché non è sicuro?”
Un lampo di sorpresa gli attraversò il volto. C’erano delle ombre intorno ai suoi occhi, notò Clary senza volerlo, e le sue guance erano scavate. Il maglione nero che indossava faceva solo risaltare maggiormente la sua pelle chiara, segnata di lividi, e le ciglia scure; era uno studio sui contrasti, qualcosa da dipingere in sfumature di nero, bianco e grigio, con spruzzi di oro qui e là, come i suoi occhi, per un accenno di colore… [Clary è in parte basata su una mia amica artista. Non vede il mondo come me – io sono una persona di parole –, ma visivamente; una volta mi ha detto che, guardando le cose, pensa a come le disegnerebbe.]
“Che intendi?” domandò Jace, strappandola alle sue fantasticherie mentali sulla pittura. “Per quale altro motivo non dovrei volere che tu venga?”
Clary deglutì. “Perché…” Perché mi hai detto che non provi più nulla per me, e, vedi, è molto imbarazzante, perché io invece provo ancora qualcosa per te. E scommetto che lo sai.
“Perché non voglio che la mia sorellina mi segua ovunque?” C’era una nota affilata nella sua voce, per metà beffarda, per metà qualcos’altro. L’ascensore arrivò sferragliando; Jace si allungò per aprire il cancelletto decorato, e la lana soffice del suo maglione solleticò il retro del collo di Clary.
“Non andrò lì perché ci sei tu. Voglio andarci perché desidero aiutare mia madre. Te l’ho detto.”
“Posso aiutarti. Dimmi dove andare, a chi chiedere. Mi procurerò ciò di cui hai bisogno.”
Clary entrò nell’ascensore, voltandosi per guardarlo. “Madeleine ha detto allo stregone che ci sarei andata io. Sta aspettando la figlia di Jocelyn, non suo figlio.”
“Dille che c’è stato un cambio di programma. Andrò io, non tu.”
Si morse il labbro. “Madeleine ha detto…”
“Madeleine ha detto, Madeleine ha detto,” la imitò Jace con furia. “Quella donna ti ha fatto il lavaggio del cervello?”
“Ha detto,” continuò Clary, “che lo stregone potrebbe addirittura non credere che tu sia chi dici di essere. Ha detto che metà della gente a Idris pensa che tu sia davvero il figlio di Valentine. Quindi cosa ti fa credere che qualcuno che l’ha aiutata darebbe mai una mano a te? Voglio dire, il motivo principale per cui mia madre ha preso quella pozione era tenere le mani di Valentine lontane da…”
“E io non sarei migliore di lui? È questo che stai dicendo?”
“Cosa? No, certo che no, sai di non essere per niente come lui, Jace…” [Quanto sia o non sia come Valentine è il problema principale con cui Jace combatte in Città di Vetro.]
“Apparentemente,” le disse, “non abbastanza da passare quest’informazione a Madeleine.”
Sbatté con violenza il cancelletto tra loro. Per un attimo, Clary lo osservò tra le grate – la rete del cancello che divideva il suo volto in una serie di rombi delineati dal metallo. Un unico occhio d’oro la osservava attraverso uno dei rombi; al suo interno sfarfallava un’ira furibonda.
“Jace…” disse di nuovo Clary.
Ma con uno sobbalzo e un rumore l’ascensore aveva già cominciato a muoversi, trasportandola giù nel buio silenzio dell’Istituto.

Quella era stata l’ultima volta che aveva visto Jace. Da quel momento non aveva risposto al telefono, quando lei aveva cercato di chiamarlo, quindi Clary aveva organizzato il suo viaggio a Idris coi Lightwood utilizzando Alec come una specie di riluttante e imbarazzata persona di riferimento. Alec. Sospirò e aprì di nuovo il telefono. Tanto valeva chiamarlo e controllare a che ora sarebbero venuti a prenderla mentre andavano fuori città. Visto che non c’era più un Portale funzionante nell’area di Manhattan, si sarebbero dovuti recare in un luogo che non le avevano rivelato e utilizzare il Portale che stava lì. [Nella versione finale non è più così. Ho pensato che aggiungere un Portale nell’area di Manhattan avrebbe dato la sensazione che ci fossero troppi Portali, quindi adesso è Magnus a creare per loro un Portale temporaneo con la magia.] Erano così riservati, gli Shadowhunters, pensò Clary; era come se non riuscissero a dimenticare che una parte di lei era stata cresciuta credendo di essere una mondana, una persona ordinaria. Non sarebbe mai stata davvero una di loro, al corrente dei loro segreti. [Ho cancellato anche questa parte, dalla versione definitiva, per una questione di spazio, ma credo che sia molto naturale, da parte di Clary, sentirsi così, ed è di sicuro qualcosa di cui continua a preoccuparsi.]
Neanche Alec stava rispondendo al telefono. Clary chiuse il cellulare e imprecò. “Per l’Angelo…”
Una leggera risatina giunse dalla soglia. Clary si guardò intorno. Era stato Luke; aveva le mani in tasca e la guardava con aria affettuosa e divertita. La sua camicia di flanella era spiegazzata – probabilmente si era di nuovo addormentato sulla sedia di plastica dell’ospedale. “Adesso imprechi anche come una Shadowhunter,” le disse.
“Immagino che sia contagioso,” rispose Clary. Gli sorrise. “Sono lieta che almeno tu sia venuto a salutarmi.”
“Ci siamo salutati la scorsa notte,” le ricordò Luke. Era vero. Erano andati all’ospedale a vedere Jocelyn. Clary aveva dato un bacio a sua madre e le aveva promesso che sarebbe tornata con la cura. Anche Madeleine era andata lì con loro, sebbene lei e Luke si comportassero in maniera strana e tra loro fossero rigidi [Non abbiamo modo di vedere Luke e Madeleine interagire, nella versione finale di Città di Vetro, ma c’è una storia su come Madeleine conoscesse Luke e Jocelyn, e sul perché fosse a conoscenza della cura di Jocelyn.], e aveva promesso a Luke che si sarebbe presa buona cura di Clary, a Idris. E poi Clary e Luke erano tornati a casa di lui, si erano mangiati una pizza e avevano guardato la TV fino a mezzanotte, quando lui era tornato all’ospedale.
“Beh, Simon sembra aver deciso di starmi alla larga, quindi è bello avere un secondo addio da qualcuno.”
“Probabilmente è solo preoccupato perché andrai a Idris.”
“Anche tu sei preoccupato, ma ti sei presentato comunque.”
“Ho il vantaggio dell’esperienza a dirmi che mettere il broncio non risolve nulla,” spiegò Luke con un ghigno. “E che, inoltre, non ha senso cercare di dire a te o a tua madre cosa fare.” Portò un braccio dietro la schiena e tirò fuori un sacchetto di carta marrone. “Ecco, ti ho preso qualcosa per il viaggio.”
“Non dovevi!” protestò Clary. “Hai fatto così tanto…” Pensò ai vestiti che le aveva comprato dopo che tutto ciò che possedeva era andato distrutto. Le aveva preso un nuovo telefono, nuovo materiale per disegnare, senza che lei glielo chiedesse. Quasi tutto ciò che possedeva adesso era un regalo da parte di Luke.
“Volevo.” Luke le allungò il sacchetto.
L’oggetto all’interno era nascosto da diversi strati di carta velina. Clary li strappò, le dita che afferravano qualcosa di soffice quanto il pelo di un gattino. Lo tirò fuori, e le scappò un debole gemito di sorpresa – era un cappotto di velluto verde bottiglia, vecchio stile, con fodera di seta color oro, bottoni d’ottone e un ampio cappuccio. Se lo poggiò addosso, lisciando affettuosamente il soffice materiale con le mani. “Sembra il genere di cappotto che indosserebbe Isabelle,” esclamò. [Ho sempre desiderato che Clary ricevesse questo cappotto verde. Si ricollega all’abito di velluto verde in cui ha sognato di ballare, in Città di Ossa. In più, a Clary capita di rado di indossare cose carine – è il genere di ragazza che mette jeans e maglioni.]
“Esattamente. Adesso vestirai di più come una di loro,” disse Luke. “Quando sarai a Idris.”
Clary alzò lo sguardo verso di lui. “Vuoi che sembri una di loro?”
“Clary, tu sei una di loro.” Il sorriso di Luke era venato di tristezza. “Inoltre, sai come trattano gli estranei. Tutto ciò che puoi fare per adattarti…” [Luke, essendo stato un tempo molto all’interno della società del Conclave, e poi parecchio all’esterno, sa di cosa sta parlando.]
Clary fu colta da una fitta di senso di colpa. “Luke, vorrei che venissi con me…”
“Per me non è sicuro, a Idris. Lo sai. Oltretutto, non posso lasciare Jocelyn.”
“Ma…” Clary si interruppe quando il suo telefono cominciò a suonare. Si lanciò alla sua ricerca, muovendosi a tentoni tra le lenzuola aggrovigliate e le pile di carta velina scartata. Poi si avvicinò a Luke stringendolo con aria trionfante.
“È Simon?” le chiese lui.
Clary lanciò un’occhiata al numero sullo schermo, e il suo sorriso svanì, trasformandosi in un’espressione perplessa. “È Jace.” Aprì il telefono. “Pronto?”
“Clary?” La sua voce familiare le fece correre un brivido lungo la colonna vertebrale. “Dove sei?”
“Da Luke. Dove altrimenti dovrei essere?”
“Bene.” C’era una nota di sollievo, nella sua voce, che a lei parve strana. “Resta lì.”
“Certo che resterò qui. Sto aspettando che veniate a prendermi.” Clary esitò. “State venendo a prendermi, giusto?”
Jace rimase in silenzio.
“Jace, che sta succedendo? È successo qualcosa? Non andiamo a Idris…?”
Jace sospirò. “Noi ci andiamo,” disse. “Ma tu no.”
“Che intendi con io no?” La voce di Clary si alzò di svariate ottave. Luke trasalì. “Maryse ha detto che potevo andare! Ne avevamo già discusso!”
“C’è stato un cambio di programma,” le spiegò Jace. “Non verrai, dopotutto.”
“Ma il Conclave voleva incontrarmi…”
“È venuto fuori,” le disse, “che c’è qualcuno che desiderano incontrare di più. E io ho posto come condizione per portarlo il tuo non venire.”
A Clary parve di aver fatto un passo in un secchio d’acqua fredda. “Portare chi?” sussurrò.
“Simon,” rispose Jace.
“Cosa vuole il Conclave da Simon? È solo un mondano…”
“Non è un mondano, Clary. È un vampiro. Un vampiro che può camminare alla luce del sole. L’unico vampiro a poter camminare alla luce del sole di cui si sia mai sentito parlare da quando esiste il Conclave. È ovvio che siano interessati a lui.”
“Gli faranno male?”
“No,” disse Jace, impaziente. “Certo che no. Hanno promesso ufficialmente che non gli avrebbero fatto nulla.”
“Non ti credo,” rispose Clary. Prese un respiro tremante. “Jace, non farlo. Non verrò, d’accordo, prometto di restare qui, ma, per favore, non portare Simon con te.”
“Però il pericolo per te andava bene, eh?” le disse lui in tono arrabbiato. “Clary, neanche Simon sarà al sicuro, qui. È unico. Un’aberrazione magica. Ci sono già voci sulla sua esistenza che corrono tra i Nascosti. I vampiri si sono incontrati, la scorsa notte, per discutere di cosa farsene di lui – alcuni si sono detti d’accordo con l’ucciderlo, in quanto pericolosa mutazione, e altri volevano fare degli esperimenti su di lui per scoprire se ciò che gli è successo possa essere replicato. Per non dire che è il nemico pubblico numero uno dei licantropi…” [Mi spiaceva un po’ perdere tutte le drammatiche azioni secondarie successe nella comunità dei vampiri dopo il cambiamento di Simon. Ho pensato che il fatto che Simon fosse così unico avrebbe dato inizio a un’enorme quantità di conflitti all’interno della società dei Nascosti, ma tutto ciò che è successo è al momento più accennato che dichiarato in maniera definitiva. A Simon viene detto chiaramente che i vampiri non sono felici – diamine, non sono felici? –, ma questi riferimenti su ciò che sta specificamente succedendo a New York sono stati eliminati.]
“Ma Luke controlla i licantropi…”
“Non tutti i licantropi del mondo, Clary! Ciò che è successo a Simon – è enorme, senza precedenti. Tutti vorranno avere una parte di lui. Il posto più sicuro per Simon è a Idris, col Conclave, specialmente quando non noi non saremo qui a proteggerlo.”
“E tu hai detto che Maryse si fida troppo del Conclave. Dovresti parlare,” disse Clary con amarezza. “Come puoi fare una cosa simile, Jace? Mia madre…”
“So di cos’ha bisogno tua madre per stare bene,” disse Jace. [Jace non chiama mai Jocelyn “nostra madre”, sebbene pensi che lei lo sia.] “E me lo procurerò per te, te lo giuro sull’Angelo.”
“Per quello che vale. Non capisco, Jace. Perché stai facendo tutto questo?”
Lui esitò solo per una frazione di secondo, tra un respiro e l’altro. La sua voce, quando parlò, era piatta. “Non posso credere che tu non lo sappia.”
“Non farlo,” gli disse. Una piccola parte di lei si chiese se non si stesse comportando in maniera irragionevole, ma fu schiacciata dal soffocante senso di abbandono e terrore. “Per favore, Jace…”
“Mi spiace, Clary,” le rispose lui, e attaccò.
Silenzio. Clary digitò di nuovo il suo numero e ricevette in risposta un segnale statico di linea occupata. Colpì il tasto per richiamare, e scoprì che il telefono le era stato gentilmente tolto di mano. “Clary,” le disse Luke, gli occhi blu pieni di compassione. “Per quel che sappiamo, ha probabilmente già attraversato il Portale. Non ha senso…”
“Non è vero!” gli urlò lei. “Non era neanche previsto che partissero già! Non possono essersene andati!”
“Clary…”
Ma lei lo stava già superando, ascoltando il suo stesso respiro affannato mentre correva fuori dalla casa e verso Kent Street, diretta alla metropolitana. [Quest’intera trama non c’è più, nel libro. Avevo pensato di fare in questo modo, all’inizio, quando sapevo di dover portare Simon, Jace e Clary a Idris, e che dovevo tenere Clary e Jace separati. Adesso, tutto si svolge in maniera diversa – Jace non ha più offerto amichevolmente Simon in cambio di Clary, né l’ha chiamata per dirle che non poteva andare a Idris. Si può essere protettivi, e si può essere iperprotettivi, e, per me, tutto ciò stava superando una linea. Non volevo che Jace trattasse Clary come una bambina. E dubitavo anche che lei l’avrebbe mai perdonato per aver fatto una cosa simile a Simon, e questo avrebbe creato dei problemi in futuro.]
Ci erano voluti parecchi minuti, a Clary, per liberarsi dell’incantesimo intorno all’Istituto. Sembrava che alla vecchia cattedrale fosse stato aggiunto un altro livello di camuffamento, come una nuova mano di vernice. Toglierla con la mente fu difficile, persino doloroso. Alla fine, lo strato se ne andò, e Clary riuscì a vedere la chiesa per quello che era. Le alte porte di legno risplendevano come se fossero appena state lucidate.
Mise una mano sul pomello. Sono Clary Morgenstern, una dei Nephilim, e chiedo di entrare nell’Istituto… [Questa è una delle prime volte che Clary chiama se stessa “Clary Morgenstern”. Si è sempre definita Clary Fray, ma sa che è questo il suo vero nome, e che deve usarlo se vuole entrare nell’Istituto. Questo pezzettino è stato preservato nella versione finale.]
La porta si aprì. Clary entrò dentro. Si guardò intorno, sbattendo le palpebre, cercando di capire cos’è che le sembrasse all’interno della cattedrale.
Lo capì mentre la porta le si chiudeva dietro, imprigionandola in un’oscurità rischiarata solo dalla fioca luce che filtrava attraverso il rosone in alto sopra la sua testa. Non era mai stata nell’Istituto senza che decine di fiammelle illuminassero gli elaborati candelabri che costeggiavano il corridoio tra i banchi.
Tirò fuori la sua stregaluce dalla tasca e la sollevò. La luce divampò dal suo interno, facendo fluire brillanti fiotti di luce attraverso le dita di Clary. Illuminò gli angoli polverosi dell’interno della cattedrale mentre lei si avvicinava all’ascensore collocato nella parete accanto all’altare nudo. Clary pigiò con impazienza il bottone.
Non successe nulla. Passato mezzo minuto, lo cliccò di nuovo – e di nuovo. Poggiò l’orecchio contro la porta dell’ascensore e ascoltò. Neanche un suono. L’Istituto era diventato buio e silenzioso, come una bambola meccanica con un cuore meccanico che si è infine spento.
Clary fece un passo indietro e si lasciò cadere su uno dei banchi. La sedia era dura, stretta e scomoda, ma Clary lo notò a stento. Se n’erano andati. Andati a Idris, dove lei non poteva seguirli. Andati dalla sua vita, portando Simon in un posto in cui lei non poteva proteggerlo. Ricordò Magnus dire: “Quando tua madre è scappata dal Mondo delle Ombre, è da loro che si stava nascondendo. Non dai demoni. Dagli Shadowhunters.” Aveva avuto ragione, e lei aveva sbagliato a fidarsi dei Nephilim. Aveva pensato che ai Lightwood importasse di lei, ma tutto ciò che gli interessava era il loro prezioso Conclave. Persino Jace…
A quel pensiero, la gola le si contrasse, e Clary sentì le lacrime arrivare in un fiotto caldo. Cominciò a singhiozzare, stringendo la stregaluce al petto, dove pulsò e scintillò come un cuore luminoso.
“Clary.” Il sussurro giunse inaspettatamente dal silenzio dietro, facendola voltare. C’era una figura alta, simile a uno spaventapasseri sgraziato. Indossava un completo di velluto nero su una luccicante camicia verde smeraldo, e numerosi anelli scintillavano sulle sue dita sottili. Il tutto coinvolgeva anche degli stravaganti stivali e un buon numero di brillantini. [Gli abiti di Magnus sono una delle cose di cui amo di più scrivere.]
“Magnus?” sussurrò Clary.
“Clary, mia cara.” La sua voce era melodiosa come al solito. Si sedette sul banco, accanto a lei, il mantello che gli si muoveva intorno come fumo. “Va tutto bene?”
“No. Se ne sono andati – e hanno preso Simon – Jace mi ha chiamato e ha detto – ha detto…”
“Lo so,” disse Magnus. “Ha giocato sporco. Ha un sacco di suo padre in sé, tuo fratello Jonathan.” [E questa è proprio la ragione per cui ho cancellato questa trama – Jace sa essere arrogante e fastidioso, ma non è disonesto. Di solito gioca secondo le sue regole, e le avrebbe infrante, se avesse fatto qualcosa del genere.]
Il giorno prima, persino un’ora prima, Clary gli avrebbe chiesto di non dire questo genere di cose. Ora si morse il labbro e basta. “Non posso fare niente?” sbottò. “Ci dev’essere un modo per arrivare a Idris…”
“L’aeroporto più vicino è a un paese di distanza. Se riuscissi a superare il confine – ammesso che tu riesca anche solo a trovarlo –, dovresti affrontare un viaggio lungo e pericoloso via terra, attraverso ogni genere di territorio dei Nascosti. Non ce la faresti mai, non viaggiando da sola.”
Si voltò verso di lui. “Ma tu…”
“Per portarti lì dovrei disobbedire a un ordine diretto del Conclave, Clary,” le disse Magnus. “Mi piaci, ma non così tanto.”
Clary emise una risatina soffocata. “E che mi dici di un Portale? Se riuscissi a procurarmene uno?”
“Ma non puoi. I Portali a Renwick e da Madame Dorotea sono andati distrutti, e non ho idea di dove potresti trovarne un altro. Questo genere di informazione viene custodita gelosamente. E, devo dirtelo, Clary…”
“Lasciami indovinare. Il Conclave ti ha detto di non darmi alcun tipo di aiuto.” Clary parlò in tono amaro. “So come lavorano. Se Jace ha stretto un qualche tipo di accordo con loro, probabilmente sono stati molto attenti a dargli ciò che chiedeva.”
“E che ha chiesto?” domandò Magnus, gli occhi da gatto che gli brillavano per la curiosità.
“Penso che abbia detto loro che gli avrebbe portato Simon se gli avessero promesso di tenermi fuori da qualsiasi cosa stia succedendo a Idris,” ammise Clary, quasi riluttante a dirlo.
La bocca di Magnus si curvò a un’estremità. “Deve amarti davvero.”
“No,” disse Clary. “Credo sia solo perché non desidera avermi intorno. Lo metto a disagio.”
Magnus mormorò qualcosa. A Clary sembrò un’imprecazione esasperata seguita dalla parola Shadowhunters, ma non ne era sicura. “Senti,” le disse. “Penso che Jace probabilmente abbia ragione. Resta fuori da ciò che sta succedendo a Idris – ci sarà un disastro politico.”
Clary alzò lo sguardo verso di lui. La luce della stregaluce catturava i contorni dei suoi zigomi affilati e l’oro nei suoi occhi. “Ma Simon,” protestò. “Pensi che starà bene?”
“Jace non ha detto che farà in modo che non gli succeda nulla?”
“Sì,” confermò Clary. “L’ha giurato sull’Angelo.”
“Allora sono sicuro che starà bene,” disse Magnus, ma Clary aveva notato la leggera esitazione nella sua voce prima che parlasse. [Un altro motivo per cui mi sono sbarazzata di questa particolare trama è che dubitavo che qualcuno avrebbe creduto che Jace da solo sarebbe stato in grado di tenere Simon lontano dalle orde di pericoli; e, in effetti, avrebbe avuto ragione.] Non rispose nulla; si limitò a rigirarsi la stregaluce tra le dita, osservando la luce sfavillare sulla stoffa verde scuro del suo cappotto. Solo un’ora prima era stata così felice di indossarlo…
“Simon è qualcosa di molto speciale, Clary,” aggiunse Magnus. “Un vampiro capace di resistere alla luce del sole. Non è indifeso. Potrebbe non aver bisogno della tua protezione. Farà bene a imparare a usare i doni che ha.” Si alzò: era una figura spettacolarmente alta e magra, oscura e filiforme sotto la fioca luce. “E così anche tu.” [Qui, Magnus sta dicendo a Clary una cosa che lei finisce col realizzare da sé durante la versione finale di Città di Vetro. Pensava a se stessa come a una ragazza senza poteri e abbandonata da Jace e dai Lightwood, così come riteneva ancora che Simon fosse un ragazzo ordinario, ma nessuna delle due cose è vera. Simon adesso è una creatura soprannaturale, e Clary è una ragazza in possesso di un potere enorme che non sa ancora come utilizzare al meglio. Quando lo utilizza per cercare di arrivare a Idris, scatena un grosso caos – ma tutti devono iniziare da qualche parte!]

Traduzione: “cut scene from CoHF”

Buongiorno, Shadowhunters! :) Cassandra ci ha regalato una nuova scena tagliata da Città del Fuoco Celeste – e sono più che certa che vi farà piangere (almeno, per me è stato così!).

Segnaliamo che sono presenti spoiler parecchio rilevanti – quindi chi non ha finito il libro (o non l’ha ancora iniziato) farebbe bene a rimandare la lettura a un secondo momento. :3

« SPOILER

Non ho molto, in termini di valide scene tagliate da Città del Fuoco Celeste. La maggior parte delle cose è stata riscritta, piuttosto che rimossa. Ma qui c’è un pezzetto della morte di Sebastian che non ce l’ha fatta a entrare nel libro. »

“Ti perdoniamo,” disse Jocelyn. Stava ancora piangendo in quel terribile modo senza suono, proprio come aveva fatto ogni anno in occasione del compleanno di Jonathan, quando stringeva la scatola con le sue iniziali e singhiozzava.
“No,” le rispose. “Non c’è perdono per ciò che ho fatto. So dove brucerò, una volta che sarò morto.”
“Il Paradiso non perdona, ma le madri sì,” fece Jocelyn. “Quando eri ancora dentro di me, ho sognato ogni genere di cosa, per te. Che saresti stato bellissimo e forte e buono. Che avrei cantato per te e ti avrei amato e mi sarei presa cura di te.” Gli strinse con forza la mano. “Forse non in questo mondo, ma in un altro, credo che tutto questo sia successo.”
“Non perdonarmi,” le sussurrò Jonathan. “Odiami. Gioisci per la mia morte. Dopo tutto ciò che ho fatto, l’ultima cosa che vorrei è portarti altro dolore.”
“Jonathan,” sussurrò Clary.
Gli occhi di lui si mossero nella sua direzione. “E le sorelle,” disse. “Le sorelle perdonano?”

Traduzione: “Herondale”

Tra un post su Città del Fuoco Celeste e l’altro (che arriveranno tradotti qui sul sito dopo l’8 luglio), Cassie ha trovato il tempo di rispondere a una piccola domanda su Stephen Herondale. :)

 

A chi non ha letto tutte le Cronache di Magnus Bane segnaliamo SPOILER DALLA NONA BANE CHRONICLE. :)

 

Buona lettura!

 

 

 

 

« “Ciao, Cassie. Ho una domanda su Stephen Herondale. In L’ultima sfida dell’Istituto di New York… hai descritto un uomo pieno di odio e ignoranza. Sappiamo tutti che Valentine era una persona molto carismatica e persuasiva, ma per me è davvero difficile capire come un discendente di Will Herondale e Tessa Gray potesse essere così di mentalità ristretta e crudele verso i Nascosti. Quando Tessa incontra Jocelyn per la prima volta, le dice che se Stephen l’avesse incontrata, l’avrebbe uccisa, ed è qualcosa che trovo difficile concepire. Alcune famiglie Shadowhunter hanno avuto problemi coi Nascosti, durante le varie generazioni, ma per gli Herondale dovrebbe essere diverso, considerata la forte influenza di Will e Tessa. Apprezzerei se tu potessi fare un po’ di luce su questa questione: so che Stephen alla fine ha capito i suoi errori e scritto quella lettera a Jace, ma a me pare un gesto troppo piccolo e arrivato troppo tardi, e questo mi infastidisce seriamente. Grazie.

Stephen era un coglione e un bigotto; non è qualcosa che possiamo aggirare, anche se, nel corso della sua vita, ha avuto dei ripensamenti.
Nessuna famiglia è completamente buona o completamente cattiva. Neanche gli Herondale. Neanche i ragazzi fighi Herondale. Edmund è descritto come un personaggio con enormi difetti caratteriali, e che si è giocato d’azzardo tutti i soldi della famiglia. Will e Tessa sono molte generazioni prima di Stephen, e nessuno di loro l’ha conosciuto, e lui non conosceva loro – e in questo modo è difficile che loro due possano averlo influenzato. In verità, da bambino Stephen non sapeva neppure di avere del sangue da Nascosto, dal momento che per allora l’intera faccenda era stata insabbiata.
Sarebbe facile idealizzare gli Herondale, ma, dopotutto, anche loro sono semplicemente persone. Ci saranno storie sul Circolo, in futuro; non posso ancora parlarne, ma scopriremo di più sulle influenze che hanno plasmato Stephen. (E, in effetti, incontreremo un Herondale diverso, e forse anche peggiore.) »