Recensione: “A History of Notable Shadowhunters”, di Cassandra Clare e Cassandra Jean

Premessa, Shadowhunters: questa non è una vera e propria recensione. :)
Non lo è perché A History of Notable Shadowhunters non è un romanzo, ma una raccolta di illustrazioni e informazioni. A ogni disegno di Cassandra Jean è affiancato un trafiletto dedicato al personaggio: il nome completo, l’anno di nascita, l’arma preferita… e così via.
Non che ci vengano fornite sempre tutte le informazioni, eh. ;) A volte un velo di mistero resta (e noi non possiamo fare altro che rosicchiarci le unghie). Altre scopriamo particolari deliziosi, che accrescono la nostra curiosità o ci regalano tanta nostalgia.

 

A History of Notable Shadowhunters & Denizens of Downworld (questo il titolo completo) è, come i Tarocchi degli Shadowhunters, un’esclusiva di un sito americano, Topatoco.com. Nel caso ve lo steste chiedendo, sì: spedisce in tutto il mondo (e recentemente dovrebbe aver introdotto un nuovo metodo di spedizione più economico).

Il volume costa 20 dollari, è in copertina “rigida” (senza sopraccoperta) e non presenta né introduzioni né commenti delle autrici. Si limita a raccontare, come già detto, i personaggi che popolano il mondo degli Shadowhunters, con illustrazioni e notizie.
A ognuno è stato affidato un fiore, e ogni fiore ha il suo significato: dal crisantemo di Lucie Herondale al tulipano nero della Signora della Mezzanotte, passando per l’aconito e il galanthus dei due Jonathan (quello “demoniaco” e il Jonathan reale, che non ha mai avuto la possibilità di esistere). Non c’è personaggio che non sia affiancato almeno da una pianta, e non c’è significato che non mi abbia fatto sorridere o tirare su col naso. XD

 

Vale la spesa? Per i collezionisti accaniti come me – e per gli amanti delle illustrazioni della Jean –, decisamente sì: è un ottimo volume, ben pensato e ben realizzato, con tante informazioni interessanti (lo sapevate che Jace e Simon hanno scritto insieme una canzone per il gatto di Magnus? XDDD) e utilissimo per chi tende a dimenticare i nomi dei personaggi.
Non trattandosi di un libro ingombrante, occupa poco spazio in libreria, e fa la sua bella figura accanto agli altri romanzi della Clare. :)

 

Io sono sinceramente molto, molto soddisfatta. <3 <3 <3

 

Come promesso, qui di seguito troverete delle foto del libro. Sfortunatamente NON potevo pubblicare tutto (btw, trovate quasi tutti i disegni presenti nel volume QUI, nel caso foste curiosi), eee vi assicuro che decidere è stato complicato. XD
Alla fine ho scelto di caricarvi un po’ di illustrazioni di TLH… e un paio di personaggi sparsi dalle altre serie. :) Più in là, qualora dovesse andarvi, caricherò qualche nuovo scatto!

 

PS: NON SAPPIAMO SE VERRÀ MAI PUBBLICATA UNA VERSIONE ITALIANA. Abbiamo chiesto alla Mondadori, che ci ha fatto sapere che quanto prima si informerà e deciderà.
Appena ci verranno date delle notizie certe, ve le rigireremo. ^^

 

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Recensione: Signora della Mezzanotte, di Cassandra Clare

Shadowhunters, pronti a leggere la nostra recensione del nuovo romanzo della Clare? ;) Se sì… eccola!

 

 

Titolo: Signora della Mezzanotte (Lady Midnight)
Autore: Cassandra Clare
Casa editrice: Libri Mondadori, collana Chrysalide
Anno di pubblicazione: 2016
Scheda del libro: QUI
Trama: Splendore, incanto e Shadowhunters in quantità in questo straziante primo romanzo di The Dark Artifices, seguito della serie internazionalmente bestseller The Mortal Instruments. Sono passati cinque anni dagli eventi di Città del Fuoco Celeste, che hanno portato gli Shadowhunters sull’orlo dell’oblio. Emma Carstairs non è più una ragazzina in lutto: è diventata una giovane donna decisa a scoprire cos’ha ucciso i suoi genitori e a vendicarsi. Insieme al suo parabatai Julian Blackthorn, Emma deve imparare a fidarsi della sua mente e del suo cuore mentre investiga su una trama demoniaca che si dipana attraverso Los Angeles, da Sunset Strip all’incantevole oceano che si frange contro le spiagge di Santa Monica.Se solo il suo cuore non la guidasse in direzioni insidiose… A complicare ancor di più le cose, il fratello di Julian, Mark – che era stato catturato dalle fate cinque anni prima –, è stato restituito loro come moneta di scambio. Le fate vogliono disperatamente scoprire chi sta uccidendo la loro specie, e per farlo hanno bisogno dell’aiuto degli Shadowhunters. Ma nel mondo delle fate il tempo lavora in maniera differente, quindi Mark è invecchiato a stento e non riconosce la sua stessa famiglia. Potrà mai tornare per davvero da loro? Le fate glielo permetteranno sul serio?

 

 

 

 

Grazie a Libri Mondadori siamo riuscite a mettere le nostre zampette su questa meraviglia in italiano un po’ prima dell’uscita. Perciò eccoci qui a commentare quello che secondo noi è il miglior romanzo finora uscito dalla penna di Cassandra Clare. È pieno di magia, di combattimenti, d’amore e di colpi di scena TOTALMENTE (e credeteci, quando diciamo TOTALMENTE) inaspettati.

Emma Carstairs immaginiamo che la conosciate tutti: è la ragazzina bionda e caparbia che abbiamo incontrato in Città del Fuoco Celeste (e successivamente rivisto ne Le Cronache dell’Accademia Shadowhunters). La ragazzina che ha visto Sebastian, che ha perso i suoi genitori senza un reale perché (apparentemente, almeno), che ha deciso di votare se stessa alla vendetta – senza comunque perdere il suo carattere brioso ed estroverso.

Emma è la prima protagonista della Clare a “nascere” nel mondo degli Shadowhunters: a differenza di Clary e Tessa, che si sono improvvisamente ritrovate a venire a patti con un universo che mai avrebbero immaginato, Emma sa e ha sempre saputo. È cresciuta in questo mondo e conosce le sue leggi e i suoi limiti.

Così come pure Julian, il suo migliore amico e parabatai: anche a Jules non sfuggono le regole di quest’universo – e allo stesso modo non dimentica, né mai dimenticherà, quelle che sono le sue responsabilità nei confronti della famiglia.

Lo ricorderete, e in Lady Midnight viene ribadito – ma ve lo rammentiamo pure noi: non è stata solo Emma a perdere la sua famiglia nella guerra contro Sebastian.

Jules si è visto strappare un fratello dalla Caccia Selvaggia e una sorella dal Conclave stesso, che l’ha spedita in esilio. E – come se questo non fosse abbastanza – ha dovuto pure uccidere il suo stesso padre e prendersi cura di ben quattro fratelli minori (i gemelli Tiberius e Livia, Drusilla e il piccolo Octavian).

Lui ed Emma sono quindi ragazzini cresciuti molto in fretta, e abituati a prendere scelte difficili.

Il rapporto che Cassandra ha costruito tra Emma e Julian è sicuramente uno dei maggiori punti di forza del romanzo: non vi anticipiamo nulla, perché riteniamo che vada scoperto… ma è innegabile che lo struggente affetto tra loro due sciolga i cuori.

Senza l’uno, l’altro non sopravvive. Ovunque vada il primo, il secondo lo seguirà.

Emma e Julian sono legati l’una all’altro: credeteci, non vi deluderanno.

E non vi deluderanno neanche gli altri personaggi e i loro rapporti: l’affetto che Julian prova per i suoi fratelli, e quello che loro provano per lui; la splendida amicizia di Emma e Cristina; Mark, un estraneo nella sua stessa casa, tanto amato dai suoi fratelli quanto spaventato dalla prospettiva di deluderli.

C’è il giovane e coraggioso Kit, l’affascinante e tormentato Kieran, e… okay, forse è il caso di smetterla di descrivere questi personaggi con appena due aggettivi. ;) Ne meriterebbero tanti altri, credeteci, ma per ragioni di spazio e spoiler stiamo cercando di utilizzare una manciata di parole o poco più.

Pensiamo che troverete molto interessanti Malcolm Fade, il Sommo Stregone di Los Angeles, e l’enigmatica Signora della Mezzanotte (che dà il titolo all’opera, come avrete già notato).

E che dire di Diego il Perfetto? E di Diana? Di Johnny Rook? Del delirante Arthur?

Signora della Mezzanotte è un romanzo ricco di personaggi e personalità, di avvenimenti e tematiche.

L’amore proibito, gli opprimenti doveri nei confronti di una famiglia che si ama da impazzire, il bisogno di vendicarsi, la paura di non valere abbastanza, il senso di tradimento e terrore… C’è smarrimento, c’è affetto, c’è rabbia e anche tanto dolore, così come pure gioia e attimi di felicità assoluta.

Ogni pagina di Lady Midnight dona una sensazione diversa, o esplora un tema differente. Pur avendo tanto in comune coi precedenti libri della Clare, riesce a distinguersi e affrontare argomenti e aspetti dell’universo degli Shadowhunters che ancora non avevamo affrontato.

È questo che permette a Cassandra Clare di continuare a scrivere sugli Shadowhunters: il mondo è sempre lo stesso… ma i personaggi che si muovono tra le pagine no. Sono personalità nuove, con caratteri diversi e problemi differenti.

Signora della Mezzanotte ti trascina nelle profondità dell’oceano e poi ti lascia lentamente risalire in superficie. Ti strappa il respiro, ti ruba il cuore, ti fa ridere e piangere e urlare (sia di gioia che di dolore).

Lo stile di Cassandra, ipnotico e affascinante, ben si sposa con il contenuto del romanzo: è il suo solito stile… eppure, come il libro, è diverso, è nuovo, è fresco. Incalza e crea l’atmosfera giusta.

È questa una delle cose che maggiormente ammiriamo della Clare: la capacità di reinventarsi ogni volta, adattando il suo stile ai differenti romanzi che scrive. Sa immedesimarsi nella vicenda e scegliere le frasi giuste per il contesto.

Quando abbiamo terminato il libro, il primo commento di entrambe è stato: “5/5, e lo leggerei di nuovo anche subito. Anzi, rileggiamolo!” 5 su 5, quindi… ma anche 10 su 10, 100 su 100, 1000 su 1000 e via così: Lady Midnight non ci ha deluse neanche per un istante e, anzi, è riuscito persino a superare le nostre altissime aspettative.

Sia oggettivamente che da “fangirl”, non siamo riuscite a non amarlo (e adesso aspettare Lord of Shadows sarà una dolce agonia). Qualche nostra “previsione” si è rivelata corretta, ma nessuno avrebbe potuto prepararci davvero alla trama in sé, e ai personaggi che abbiamo incontrato in questo primo capitolo della trilogia: neanche tutti gli snippet e spoiler del mondo (e neppure questa nostra recensione) possono mostrare la perfezione dell’insieme, della vicenda, dei protagonisti e di tutti gli altri personaggi che gravitano loro intorno.

Avevamo pensato di chiudere questa recensione con una citazione del romanzo… e così faremo. Ma è una citazione un po’ strana: non un vero passo del libro, quanto il motto di una famiglia (quale? Lo scoprirete leggendo!).

 

LEX MALA, LEX NULLA

 

E che l’attesa per il seguito cominci… ;)

 

PS: sì, abbiamo evitato volutamente di parlare della storia breve dedicata ai personaggi di TMI. :D Ma siamo certe che la amerete (così come amerete la comparsa di alcune nostre vecchie conoscenze in Lady Midnight, credeteci)!

 

 

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Traduzione: una scena tagliata di City of Lost Souls!

Buongiorno, Shadowhunters! La nostra Cassandra ci ha regalato una scena tagliata (Clace) da Città delle Anime Perdute; riuscite a trovare tutte le differenze col romanzo? :)

 

 

 

 

 

 

SNIPPET

 

Volevo solo sapere da che libro viene questa citazione: ‘Sei nelle mie ossa e nel mio sangue e nel mio cuore,’ disse lui. ‘Dovrei aprirmi in due per lasciarti andare via.’
La amo, e vorrei sapere se viene da un libro futuro o da una scena tagliata di TMI o TID. Inoltre potresti dirmi che dovrebbe pronunciarla? Scusa se hai già risposto a questa domanda, ma non sono riuscita a trovarla da nessuna parte, sino a ora. Grazie per il tuo tempo. :) xx

Era uno snippet non identificato, giusto? Li tiro fuori da lavori in corso, quindi non sempre finiscono nei romanzi. Ma ho dato un’occhiata in giro e l’ho trovato nel mio computer; è una scena cancellata (riscritta, in verità) Clace di Città delle Anime Perdute, dopo che Jace è diventato cattivo. Dagli archivi de Le Cose Che Non Sono Mai Successe:

 

 

Clary non sapeva per quanto tempo se ne fosse rimasta seduta sui gradini d’ingresso di Luke, quando il sole cominciò a sorgere. Si levò dietro la casa di lui, col cielo che diventava rosa scuro; il fiume era una striscia blu acciaio. Clary stava tremando – tremava da così tanto tempo che tutto il suo corpo sembrava essersi contratto in un unico forte brivido di freddo. Aveva usato due rune per riscaldarsi, ma non le erano servite; aveva la sensazione che quel tremito fosse psicologico quanto tutto il resto. Sarebbe venuto? Se dentro di sé era ancora tanto Jace quanto pensava lei, allora sì; quando le aveva detto che sarebbe tornato per lei, intendeva dire il prima possibile. Jace era impaziente. Ma non gli piacevano i giochetti.
Ma Clary aveva modo di aspettarlo solo per un certo lasso di tempo. Prima o poi Magnus si sarebbe svegliato, sua madre sarebbe tornata dalla Fortezza di Ferro insieme a Fratello Zaccaria. Avrebbe dovuto rinunciare a Jace per almeno un altro giorno, se non di più.
Chiuse gli occhi per non guardare la luminosità del sorgere del sole, poggiando i gomiti sul gradino sopra di lei. Per un istante, si crogiolò nella fantasia che tutto fosse esattamente come un tempo, che non fosse cambiato niente, che si sarebbe vista con Jace quel pomeriggio per allenarsi, o quella sera per cena, e lui l’avrebbe stretta e fatta ridere come al solito. Dei filamenti tiepidi di sole le sfiorarono il viso. Con fare riluttante, aprì gli occhi.
Ed eccolo lì, che le si avvicinava, come sempre silenzioso quanto un gatto. Indossava degli stivali, dei pantaloni neri e un maglione blu scuro che faceva sembrare i suoi capelli luminosi quanto i raggi del sole. Clary si raddrizzò col cuore che le batteva forte. Sembrava tratteggiato contro la brillante luce del sole, e i suoi occhi splendevano come scudi lucidati. A Clary tornò in mente quella notte a Idris che avevano passato a guardare i fuochi d’artificio, come si fossero stagliati contro il cielo e lei avesse pensato a degli angeli che cadevano circondati dalle fiamme.
Jace la raggiunse e le porse la mano; lei la afferrò e si lasciò alzare in piedi. Gli occhi oro pallido di lui cercarono il viso di Clary. “Ti voglio con me,” le disse. “Ma voglio che sia una tua scelta. Una volta che ce ne saremo andati, non potrai più tornare.”
“E se dicessi di no?” gli sussurrò lei in risposta.
“Allora tornerò e te lo chiederò di nuovo, in futuro. E poi ancora una volta. Ma sarà sempre una tua scelta.”
“Ti amo,” gli disse. “Per me non c’è mai stato e non ci sarà mai nessuno, oltre a te.”
Jace scosse il capo. “Amore è una parola troppo piccola,” fece. “Sei nelle mie ossa e nel mio sangue e nel mio cuore. Dovrei aprirmi in due per lasciarti andare via, e anche allora…” La tirò contro di sé, contro al suo cuore. “Vieni con me, Clary. Vieni con me.”
“Odio l’idea di vivere senza di te,” gli rispose lei, e pensò, ora cominciano le bugie. “Io voglio venire con te. Non mi importa dove andremo, o cosa tu stia facendo, né di nient’altro che non sia lo stare con te.”
Jace sorrise, brillante come il sole quando esce fuori da dietro le nuvole. “Sei sicura?”
“Sì.”
Si sporse in avanti e la baciò. Allungandosi per stringerlo, Clary sentì un sapore amaro sulle sue labbra; poi l’oscurità, come un sipario che segnala la fine dell’atto di una recita, calò su di loro.

Esclusiva da Entertainment Weekly: dodici scatti promozionali di Shadowhunters!

Entertainment Weekly ha rivelato in esclusiva ben dodici nuove foto promozionali del telefilm – e sono una più bella dell’altra. ;) Oltre agli scatti singoli dei personaggi, la ABC Family ci regala pure un paio di foto di coppia… e personalmente non posso fare altro che ringraziare (anche se mi spiace che manchino i Sizzy!). ;)

 

Trovate tutte le foto qui in basso; per ingrandirle basta cliccare sugli scatti!

 

 

 

Extra tradotto: Awake, il primo capitolo di City of Bones dal punto di vista di Jace!

Shadowhunters, ogni promessa è debito… e quindi ecco Awake, il primo capitolo di Città di Ossa dalla prospettiva di Jace. ;)

NO, non è una fan fiction. È un CAPITOLO BONUS che la nostra Cassandra ha scritto per una nuova edizione da collezione di City of Bones (in versione “hardcover”, con la copertina nuova e un poster esclusivo) in vendita esclusivamente da Barnes and Noble.
NON è l’incipit di un nuovo libro. Cassie ha già scritto altre scene dal punto di vista di Jace (se non le conoscete, andate QUI), e questo è solo un nuovo extra. :)

Vi avevo anticipato e promesso in pagina la mia traduzione, e quindi eccola qui. ;) Spero che vi piacerà tanto quanto è piaciuto a me (ovvero, TANTISSIMO)!

NOTA BENE: prima di lasciarvi all’extra, due piccole annotazioni.

Uno: all’interno del testo c’è una battuta che in inglese gioca sul suono delle parole “Denial” (“Negazione”) e “The Nile” (“Il Nilo”). In originale, la frase dice: « Denial is not just a river in Egypt. », ovvero: « Negazione [“Denial”, che suona come “The Nile”/Il Nilo] non è solo un fiume in Egitto. »
Per ovvie ragioni rendere in italiano il gioco di parole era difficile (avrei dovuto modificarlo completamente), e ho preferito rinunciare, tradurre lo scambio così com’è (fa ridere comunque, solo che sembra insensato, LOL) e inserire questa nota. :3
Tenetela bene a mente!
Due: NON PRELEVATE LA TRADUZIONE.

Per poter leggere e tradurre questo extra ho dovuto acquistare l’edizione da collezione di City of Bones e aspettare un mese intero – con l’ansia e le unghie mezze rosicchiate (no, dai, questo no. Ero solo in ansia) – che mi consegnassero il libro.

Mi è quindi costato tempo (la traduzione ha richiesto un po’), soldi e salute mentale XD, e preferirei NON vedere il frutto del mio lavoro prelevato e ricaricato in giro.

Se vi va di far leggere ad altre persone l’extra, CONDIVIDETE IL LINK. È semplice, non vi obbligherà a inventarvi dei metodi alternativi per copiare il testo e rispetterete il mio lavoro. :)

Grazie!

“Come vi sembro?”
In piedi sul caldo marciapiede all’esterno del Pandemonium Club, Isabelle Lightwood fece una lenta giravolta davanti a Jace e Alec.
“Come se stessi indossando un lenzuolo,” rispose Jace.
Lei si fermò e gli lanciò un’occhiataccia. Alec rise lievemente. Amava sua sorella, ma i suoi occasionali attimi di sconcerto lo divertivano.
“Sta’ zitto,” fece Isabelle. “Sto benissimo.”
Ed era vero, ovviamente. Izzy combinava il cacciare i demoni e lo stile. Indossava un diafano abito bianco che le arrivava agli stivali – dei grossi stivali neri con delle fibbie sui lati. Il suo pendente di rubino, un cimelio di famiglia dei Lightwood, le pulsava alla base del collo. Tirò fuori lo stilo da uno stivale e indicò Jace con la punta.
“Ti servono altre rune,” disse.
“Gliele disegnerò io,” si inserì Alec. “Per via della forza dei parabatai e tutta quella roba lì.”
Jace si arrotolò la manica e allungò il braccio. La strada era animata da numerose persone, la maggior parte delle quali si muoveva per mettersi in fila per entrare nel Pandemonium. Un buttafuori stava allontanando della gente – tutti tranne le belle ragazze e i giovani dall’aria ricca.
Dal marciapiede saliva il caldo dell’estate. Lo stilo che Alec teneva tra le dita toccò la pelle di Jace, e la punta scivolò su e giù per il suo braccio, disegnandogli rune per proteggerlo, per renderlo più forte, più veloce, più silenzioso mentre camminava. Alec teneva il capo chino, i capelli neri che gli coprivano il volto, un labbro tra i denti. Sembrava un bambino, sebbene avesse quasi diciotto anni.
“Probabilmente riusciremmo a entrare anche senza l’incanto per diventare invisibili,” osservò Isabelle, allungando il collo per guardare la strada. “Metà di queste persone ha più tatuaggi di noi.”
“Ma nessuno di loro è attraente quanto noi.” Jace sbarrò gli occhi mentre la runa per vedere da molto lontano cominciava a fare effetto e seguì lo sguardo di Isabelle. A metà della fila vide uno scorcio di qualcosa di estremamente luminoso. Capelli rossi. Una ragazza con dei luminosi capelli scarlatti stava in fila accanto a un ragazzo occhialuto che gesticolava animatamente. “Beh,” si corresse. “Quasi nessuno di loro.”
Isabelle guardò confusa l’ingresso del locale. La ragazza dai capelli rossi stava sorridendo. Jace si chiese se Isabelle riuscisse a vederla. C’era qualcosa in lei. Era come guardare qualcosa di luminoso. Non solo i suoi capelli, il loro colore, ma una luminosità che sembrava venirle dall’interno.
“Ben fatto,” si complimentò Isabelle. “Un demone.”
Un demone? Quella ragazza non poteva assolutamente essere…
“Con i capelli blu,” disse Alec posando lo stilo, e Jace si rese improvvisamente conto di non aver notato il ragazzo che stava proprio davanti alla rossa. Aveva dei capelli blu che gli stavano ritti in testa come delle spine e dei piercing alle sopracciglia. “Eidolon.” Alec fece un gesto col capo in direzione di Jace. “Andiamo?”
Per un attimo, Jace non rispose. Il demone scivolò nel locale, e il buttafuori fermò la ragazza coi capelli rossi e il suo amico.
Jace si mise a posto la manica. All’improvviso riusciva a sentire tutto: l’aria calda e immobile, il peso delle armi nella sua cintura, i guanti intorno ai polsi. Odiava l’estate, quando il caldo lo teneva sveglio, gli bruciava la pelle, inghiottiva il suo respiro. Solo in questi momenti, quando il mondo si restringeva intorno alla punta sottile e appuntita della caccia, sentiva freddo.
Il buttafuori indietreggiò, e la ragazza rossa entrò nel locale insieme al suo amico dai capelli scuri. Si voltò una sola volta per guardarsi indietro, il viso simile a un piccolo ovale pallido nella fioca luce.
“Jace?” ripeté Alec, guardandolo con aria confusa. “Cominciamo?”
“Sì,” rispose Jace.

Nascosto al buio, Jace osservava Isabelle scivolare tra il fumo di ghiaccio secco che aleggiava tra la folla nel club, simile a un’ombra bianca tra tante scure. Era invisibile agli occhi dei mondani, anche se il DJ aveva alzato lo sguardo, quando lei era passata. I mondani continuavano a ballare, inconsapevoli, tutti capelli e corpi in movimento.
“Forse dovremmo cercare di mischiarci a loro,” suggerì Jace ad Alec, che se ne stava appoggiato a un pilastro accanto a lui. “Ballando, o facendo qualcosa di simile.”
Alec lo guardò con disgusto. Lui non ballava. Gli piaceva seguire le regole, e non apprezzava il sembrare un idiota. Il che per certi versi era un peccato, era sempre solito pensare Jace, perché Alec era un bravo combattente, e in genere le persone che sanno combattere bene sanno pure ballare. Ma era abbastanza sicuro che Alec avrebbe preferito uscire con un demone Raum che ballare in pubblico, anche mentre era – tecnicamente – invisibile.
“I mondani ballano,” rispose Alec. “Tra parentesi, dovremmo tenere d’occhio Izzy.”
“Mm.” Jace fece scivolare lo sguardo lungo la stanza. Notare un ragazzo coi capelli blu potrebbe sembrare una cosa semplice, ma non in mezzo a quella folla. Metà di loro aveva i capelli verdi, rosa o arancione. Due mondani alti si stavano baciando, le extension intrecciate tra loro. C’erano un paio di Nascosti, di quelli innocui – un ragazzo fata con uno zainetto incantato che vendeva un po’ di radice schiacciata e della polvere magica. Il DJ era sicuramente un licantropo, così come la ragazza graziosa e coi capelli ricci che ballava da sola. Andò a finire contro qualcuno e si accigliò.
Erano la rossa e il suo amico. Jace raddrizzò la schiena. La ragazza si era sciolta la coda, e ora i capelli del colore del tramonto le cadevano lungo le spalle. Stava ballando con gli occhi chiusi. E Jace sentì qualcosa rimescolarglisi dentro mentre osservava i suoi movimenti, come se fosse riuscita a trovare il suo cerchio di pace in mezzo al caos. Sembrava serena per ragioni che Jace non riusciva a capire mentre ballava – e lui delle persone che ballavano e si muovevano con rara abilità e grazia impressionante le aveva viste – senza alcun senso del ritmo o pratica.
Jace pensava raramente ai mondani. Erano le persone che si supponeva che dovesse proteggere, ma suo padre l’aveva cresciuto perché non pensasse mai a loro come a nient’altro che una massa con bisogni e desideri. Il bisogno di essere salvati. Il desiderio di restare ignoranti. Di non conoscere mai l’oscurità che li circondava, le cose che si muovevano nell’ombra.
Non aveva mai pensato che portassero della luce dentro di loro. Ma la ragazza coi capelli rossi – la luce la circondava.
“Stai fissando,” disse Alec. Il suo tono era rigido, di disapprovazione. “Quella ragazza. Con i capelli rossi.”
“Quella con l’amico coi capelli scuri?” rispose Jace. “Non è vero.”
“Se non la stessi fissando, non sapresti che ha un amico coi capelli scuri,” osservò Alec, che era letterale fino al midollo. “E, oltretutto, quello probabilmente è il suo ragazzo.”
“No,” ribatté immediatamente Jace, e poi si rese conto di non avere nessun motivo per pensarla così, e che probabilmente non avrebbe dovuto fare speculazioni sulle vite amorose dei mondani. Scrollò le spalle.
“Negazione,” fece Alec, “non è solo un fiume in Asia.”
“Egitto,” lo corresse Jace. “Non è solo un fiume in Egitto, Alec.”
“Giusto,” disse Alec. “Non è un fiume neanche lì.”
Jace si inclinò verso il suo parabatai. “No, guarda, Alec, il Nilo è in Egitto.” Sospirò davanti all’espressione confusa di Alec. “Non importa. La battuta è morta. L’hai uccisa tu.”
“Parlando di uccisioni.” Alec portò una mano sulla spalla di Jace e lo fece voltare perché guardasse il lato più lontano della stanza. Con un pizzico di riluttanza, Jace distolse lo sguardo dalla ragazza sulla pista da ballo e guardò Izzy sparire dietro una porta su cui era scritto INGRESSO VIETATO. Il demone dai capelli blu la seguì.
L’adrenalina cominciò a scorrere nelle vene di Jace, fredda e affilata, e lui dimenticò sia la ragazza che tutto il resto; tutto tranne la caccia.
“La partita è iniziata,” disse.

Isabelle stava ridendo.
Le finestre nello sgabuzzino erano posizionate in alto e ricoperte di sporco; lasciavano filtrare solo un po’ di luce. Il pavimento era disseminato di spazzatura, i detriti di milioni di feste: palloncini bucati, bastoncini luminosi scarichi, bottiglie fracassate, vecchi cavi elettrici. Tra tutta quella roba stava pure il corpo del demone dai capelli blu: aveva le caviglie intrappolate dalla frusta dorata di Isabelle.
Jace afferrò il demone e lo sollevò, sbattendolo poi contro un pilastro di cemento. Alec, la metà sempre efficiente di Jace, aveva già tirato fuori il filo elettrico e stava legando le mani dell’Eidolon. La soddisfazione faceva le fusa nelle vene di Jace. Si spostò dal punto in cui stava, mettendosi di fronte al demone. Adesso riusciva a vedere ciò che stava al di sotto del suo falso viso umano: era pericoloso e alieno.
A volte, quando guardava negli occhi dei demoni, a Jace sembrava di osservare altri mondi: posti morti che i demoni avevano consumato. Fiumi di lava e acri di sabbia bruciata, simile a vetro fuso.
Shadowhunter,” sibilò il demone.
Proprio come ogni altro. Jace sentì una scintilla di qualcosa – noia? – mentre tirava fuori la spada angelica. I demoni erano tutti uguali – almeno, quelli capaci di parlare. Biascicavano, negavano. Affermavano di sapere dove si trovava Valentine. Offrivano oro e gemme, a volte. Una volta gli avevano proposto delle ballerine nude. Jace aveva quasi accettato. Quel sabato era stato particolarmente lento.
E poi la noia di Jace esplose in un milioni di pezzi mentre la ragazza coi capelli rossi veniva fuori dal suo nascondiglio dietro un pilastro. “Smettetela!” urlò. “Non potete farlo.”

Era come se la terra sotto i piedi di Jace si fosse mossa. Era a stento consapevole del fatto che la sua spada angelica fosse caduta per terra.
I mondani non potevano vedere gli Shadowhunters incantati. Di sicuro non li seguivano, e certamente non spuntavano dal niente, guardandoli con espressioni sia spaventate che determinate, per salvare le vite dei demoni.
“Cos’è questa?” domandò Alec; aveva un’espressione sconcertata.
“Una ragazza,” rispose Jace. Si avvicinò alla rossa, che stava dritta con i piedi ben piantati, le mani sui fianchi e nessuna intenzione di andarsene via spaventata. Jace si era vagamente reso conto della camicia larga e sbottonata che la ragazza indossava sopra a una canotta.  E del modo in cui le pulsava la gola e il suo respiro accelerava. “Una ragazza mondana,” aggiunse. Di sicuro non era un demone. La sua pelle era cosparsa leggermente di lentiggini, e i suoi occhi erano di un verde scuro insolito, simile alle foglie nella foresta di Brocelind. “E riesce a vederci.”
“Ovvio che riesco a vedervi,” scattò lei. “Non sono cieca, sai.”
Dietro Jace, il demone sibilò. Il suo camuffamento si era decisamente ridotto, adesso, e c’erano delle cose che si muovevano sotto la sua pelle. Stava ghignando, probabilmente perché divertito all’idea che una mondana lo stesse difendendo.
“Oh, invece sì,” mormorò Jace recuperando il suo pugnale. “È solo che non lo sai.”
Lanciò un’occhiata ad Alec e Isabelle. Uccidere un demone davanti a un mondano, ammesso che non fosse per via di una minaccia immediata, era un no-no. I mondani non dovevano sapere dei demoni. Per una delle prime volte in vita sua, Jace si ritrovò indeciso sul da farsi. Non potevano lasciare la ragazza con l’Eidolon; l’avrebbe uccisa. Se avessero lasciato l’Eidolon da solo, sarebbe fuggito e avrebbe ucciso qualcun altro. Se fossero rimasti e l’avessero ucciso, si sarebbero fatti scoprire.
“Tramortiscila,” mormorò Alec a bassa voce. “Limitati a… colpirla in testa con qualcosa.”
“Va’ e basta,” disse Jace alla ragazza. “Esci fuori di qui, se sai cos’è bene per te.”
Ma lei non fece altro che puntare i piedi con più forza. Jace riusciva a vedere l’espressione nei suoi occhi, simile a punti esclamativi: no! No!
“Non andrò da nessuna parte,” gli rispose lei. “Se dovessi farlo, lo ucciderete.”
Jace dové riconoscere che era vero. “Che ti importa?” Indicò il demone con un coltello. “Non è una persona, ragazzina. Potrà sembrare una persona e parlare come una persona e sanguinare come una persona. Ma è un mostro.”
Jace!” Gli occhi di Isabelle lampeggiarono. Erano senza fondo, neri, arrabbiati. Isabelle non si arrabbiava mai come quando Jace rischiava di mettersi nei guai o in pericolo. E adesso stava rischiando entrambe le cose. Rischiava di infrangere la Legge – parlare degli affari degli Shadowhunters con una mondana – e, cosa ancora peggiore, si stava divertendo. C’era qualcosa in questa ragazza, nella sua tempesta di capelli rossi e nei suoi scattanti occhi verdi, che lo faceva sentire come se le sue vene fossero piene di polvere da sparo e lei fosse un fiammifero.
Come se, se l’avesse toccata, sarebbe andato in fiamme. Ma del resto, lui amava le esplosioni.
Alec stava dicendo qualcosa, così come pure la ragazza, e Jace li fissò entrambi. Sentì Alec pronunciare il suo nome, e poi il demone si liberò.
Jace vide la rossa inciampare e cadere, e il suo corpo venne percorso da una fitta di panico – abbastanza da distrarlo, e così il demone lo buttò per terra. Rotolarono insieme sul pavimento. Jace provò dolore nei punti dove il demone gli aveva lacerato la pelle con gli artigli. Isabelle corse da lui con la sua frusta; Alec gli si avvicinò con la spada, e Jace si contorse verso l’alto, liberando il pugnale. Lo conficcò nel petto del mutaforma.
Si sentì grato per la caduta della ragazza mondana. In questo modo non poteva vedere il viso del mutaforma sciogliersi, mostrando la maschera da insetto al di sotto, il cerchio di una dozzina di occhi rossi, le fauci gocciolanti. Non si sarebbe spaventata.
Jace si diede una spinta per allontanarsi, e si mise incespicando in piedi. Sentì Alec al suo fianco, preoccupato, che gli teneva una mano sul braccio. C’era sangue sull’avambraccio di Jace, lì dove gli artigli dell’Eidolon l’avevano squarciato. Gli occhi blu di Alec erano pieni di panico.
“Va tutto bene,” mormorò Jace. “Va tutto bene, non usare lo stilo, non davanti a lei…”
Alec era incredulo. “Ma sei ferito.”
“Starò bene…”
Jace sentì un ansito e si voltò: Isabelle stava davanti alla mondana, la frusta stretta intorno al polso della ragazza. “Stupida piccola mondana,” fece Izzy. “Avresti potuto far ammazzare Jace.”
Gli occhi della ragazza si spostarono su Jace.
Al loro interno non c’era paura. La frusta le stava chiaramente facendo male, e lei era altrettanto chiaramente scioccata e arrabbiata. Ma non aveva paura.
“Lasciala andare,” disse Jace con dolcezza. Non aveva avuto intenzione di parlare con dolcezza o gentilezza. Il tono lo riportò indietro di molti anni, a un ragazzino che confortava un uccello, parlandogli con dolcezza, addestrandolo, accarezzando le sue ali. Lo riportò a un tempo e a un momento in cui non era stato estraneo alla gentilezza, e l’amore non era distruzione.
Ai ricordi di casa a cui teneva di più.
Non c’era motivo perché dovesse guardare questa ragazza, coi suoi capelli rossi selvaggi e gli occhi brillanti, e pensare a casa sua. Ma era così.
Isabelle la lasciò andare, la frusta che cadeva per terra. Il polso della ragazza stava sanguinando; lei, però, si rifiutava di abbassare lo sguardo per osservarlo. Alec stava dicendo qualcosa riguardo al fatto che avrebbero dovuto portarla all’Istituto, presentarla a Hodge, ma Jace stava avanzando, avvicinandosi a lei. Non poté farne a meno. Aveva la sensazione che, se fosse riuscito a metterla a fuoco, avrebbe capito che stava succedendo.
Il suo sangue stava scorrendo più velocemente. La stanza era cupa, ma gli sembrava troppo luminosa. Le voci di Alec e Isabelle erano troppo rumorose. Parlò, interrompendoli: “Hai avuto a che fare con i demoni, ragazzina? Hai camminato con gli stregoni, parlato coi Bambini della Notte? Hai…”
Il mento della ragazza si sollevò. Aveva le mani strette a pugno intorno ai fianchi. Con un pizzico di sorpresa, Jace si rese di quanto era piccola. Minuscola. Avrebbe potuto sollevarla come una bambola. “Il mio nome non è ragazzina,” gli rispose.
“Mi dispiace,” fece Jace.
Si immobilizzò. Alec e Isabelle lo stavano fissando. Sembravano sconvolti. Non poteva biasimarli. Non riusciva a ricordare l’ultima volta che si era scusato per qualcosa.
Ironicamente, la ragazza sembrava essere l’unica a non averlo sentito. La porta dello sgabuzzino si era aperta fragorosamente, e da lì aveva cominciato a filtrare della luce. Sul vano c’era qualcuno. Un ragazzo alto, con i capelli scuri e gli occhiali. Al suo fianco stava uno dei buttafuori del club.
“Clary?” chiamò il ragazzo. Stava guardando la stanza, e, basandosi sull’espressione del suo viso, era ovvio che riuscisse a vedere la rossa, ma non Alec, Isabelle e Jace.
Clary. Il suo nome non poteva essere che quello. Clary, chiarezza, la salvia sclarea [NdT: in inglese, “Clary sage”] che, secondo il folklore, donava la Vista ai mondani. Un nome che sapeva di luce, luminosità e visione. Il nome perfetto per una ragazza che sembrava in grado di vedere tutto. Di vedere attraverso tutto. Di vedere proprio attraverso di lui.
Clary lanciò un’occhiata alle sua spalle; non a tutti e tre, solo a Jace. Restò immobile mentre lo sguardo di lei lo percorreva – confuso, annebbiato, impressionato. Come se, come Amleto, stesse guardando qualcosa di meravigliosamente strano per gli occhi degli umani.
E nello sguardo di lei a Jace parve di scorgere una scintilla di rimpianto mentre si voltava e si allontanava da loro tre.

Isabelle scoppiò a ridere mentre la porta si chiudeva dietro Clary, e lanciò a Jace un’occhiata incredula. “Che cos’era quello?” chiese.
Jace scrollò le spalle, concentrandosi nel rimettere la spada angelica nella sua cintura. “Non penso che fosse una mondana con la Vista,” rispose. “Se lo fosse, in passato avrebbe già avuto modo di vedere il Mondo delle Ombre.”
“Non quello,” replicò Isabelle. “Voglio dire, è stato stranissimo e Hodge andrà fuori di testa quando gli diremo che una ragazza mondana ci ha visti, ma io parlavo di te.”
Jace alzò lo sguardo, sorpreso. Alec e Isabelle lo stavano osservando con aria grave. Era semplice notare quanto fossero simili in momenti del genere – avevano gli stessi capelli neri, la stessa serietà nell’espressione, la stessa struttura ossea beffarda. “Io che c’entro?”
“‘Hai avuto a che fare coi demoni?’” lo imitò Isabelle in un tono che a Jace parve inadeguato. “Era la tua versione di: ‘Vieni qui spesso? Che tipo di musica ti piace?’ Perché eri completamente ossessionato da lei.”
“Clary è rimasta qui per circa cinque minuti,” rispose Jace. “Non abbastanza per farmi venire un’ossessione.”
“Clary? Hai notato il suo nome?” Alec inarcò le sopracciglia. “Va bene, basta. Vieni qui.” Si portò Jace vicino, scoprendogli il braccio ferito, e tirò fuori lo stilo.
“Dovremmo trovarla,” disse Jace mentre Alec cominciava a disegnargli una runa della guarigione. “Come ho già detto, non penso che sia una mondana.”
“Beh, possiamo dirlo a Hodge,” suggerì Alec in tono ragionevole. “Ci farà sapere cosa dobbiamo fare.”
“So già cosa fare,” fece Jace, abbassando lo sguardo verso l’Iratze ormai finito sul suo braccio. La ferita si stava già chiudendo. “Devo trovarla.”
Alec, che era stato impegnato a posare lo stilo, si immobilizzò di scatto. “Perché?” chiese.
“Perché penso che fosse una Pesci e voglio chiederle conferma,” replicò Jace, irritato. “Perché poteva vederci! Deve significare qualcosa!”
“O forse no,” rispose Alec; sembrava irritato.
“A voi che importa?” domandò Jace. “Mi terrà impegnato. Il diavolo trova lavoro alle mani oziose, sapete. Dio solo sa in quali guai potrei cacciarmi altrimenti.”
“Sei pazzo,” gli disse Isabelle. “Questa storia è folle. Non ha alcun senso.”
Jace incontrò il suo sguardo. Non riusciva a trovare la forza di incrociare quello di Alec, sebbene Alec fosse una presenza sicura, costante e amata al suo fianco. Guardò quindi Izzy – Izzy, che aveva la ferocia nell’anima, che cercava l’oblio coi Nascosti, che manteneva i suoi segreti e che, sentiva Jace, era in grado di comprendere, proprio come lui, l’esatto tipo di attrazione che si prova per il voler fare cose insensate.
Isabelle gli sorrise. Era uno dei suoi sorrisi rari, quelli che in genere cercava di nascondere. “Guardati,” gli disse. “Sembra che tu ti sia svegliato.”
“Non stavo dormendo,” rispose Jace.
“Se fosse stato addormentato lo sapresti,” fece Alec. “Russa.”
Ma Isabelle si limitò solo a fare un altro sorrisino. “Forse,” disse. Alec si era sistemato al fianco di Jace, dall’altra parte, e non vedeva chiaramente l’ora di andarsene.
“Usciamo,” disse Alec, e mentre attraversavano la massiccia porta dello sgabuzzino Jace si voltò un’ultima volta, guardando oltre il punto in cui lei se n’era stata in piedi tra i cavi. Clary, la ragazza coi capelli rossi. Dov’era stata, e l’aveva visto. Non solo attraverso la magia, ma pure attraverso l’armatura che aveva indossato, attraverso le finzioni e le chiacchiere; l’aveva guardato, ed era stata curiosa e non spaventata.
Mentre tornavano dalla musica e il rumore e il calore, Jace chiuse un’unica volta gli occhi e ricordò un uccello che volava libero contro il cielo blu.

Traduzione: nuovi post dal Tumblr di Cassie!

Aaah, Shadowhunters… Dal momento che non lo facevo da un bel po’, ho deciso di caricarvi la traduzione delle ultime risposte che la nostra Cassandra ha dato su Tumblr – e, già che c’ero, vi propongo pure un post vecchiotto (e legato a una delle domande recenti) che non mi sembra di aver mai caricato, in passato.
Speriamo che troverete tutto interessante! :)

 

 

 

 

 

 

 

« “James Herondale e Cordelia Carstairs si sposeranno e avranno dei figli, giusto?

Forse.

Okay, cambierò la risposta in ‘per certi versi’.

:) »

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Ho una domanda veloce su Meliorn – se era mezzo mondano, perché era immortale e viveva nel mondo delle fate? Nel Codice si dice che quando una fata e un mondano hanno dei figli, i figli sono mondani. Perché in Meliorn il sangue fatato era dominante?

Ecco cosa dice il Codice: [Le fate] sono gli unici altri Nascosti, oltre ai licantropi, a poter generare dei figli. Possono pure averne con gli umani. Questi discendenti saranno umani e non fate, ma spesso presentano degli aspetti tipici delle fate o hanno un’attitudine per determinati tipi di magia fatata. Molti credono, per esempio, che gli umani che possiedono per loro stessa natura la Vista l’abbiano ereditata da un qualche antenato fatato. Come nel caso dei licantropi, anche i figli generati dall’unione di una fata e uno Shadowhunter saranno Shadowhunters.

Il Codice parla in termini generici. La maggior parte delle mezze fate vive tra i mondani o gli Shadowhunters, e questa loro distanza dalle Corti è ciò che in parte li rende meno simili alle fate. Meliorn aveva un aspetto fortemente simile a quello delle fate rispetto agli altri mezzi-fata. Aveva per genitore una fata potente, e questo suo genitore l’ha tenuto con sé nella Corte sin da quando era molto piccolo (e l’ha viziato, ed è questa forse la ragione per cui era un così inutile parassita). Vivere nella Corte ha anche accentuato alcune delle sue qualità fatate – e non dimenticate che nella loro terra il tempo scorre in maniera diversa, sia per gli umani che per le fate, ed è per questo che Meliorn è vissuto così a lungo. Non era immortale, e senza questa strana differenza temporale sarebbe morto parecchio tempo prima dell’inizio di TMI. (Anche Mark Blackthorn sperimenta gli effetti del tempo nel regno delle fate, quando torna a casa e scopre di non essere invecchiato come i suoi fratelli.)

Isabelle amava davvero Meliorn?

No. Isabelle ha avuto un breve flirt con Meliorn, ma per lui non provava sentimenti di natura romantica, e neanche di amicizia. Penso che ‘tiepida tolleranza’ sia la parola che li descrive meglio. Meliorn era il cagnolino della Regina della Corte Seelie, e questo Isabelle non poteva rispettarlo. Si è rivelato essere persino più coglione maligno di quanto avrebbero mai potuto immaginare – sfruttando il fatto di essere una fata solo per metà e di poter mentire per poter indebolire e uccidere gli Shadowhunters – e sono certa che Isabelle fosse deliziata, quando Alec l’ha ucciso. (In The Dark Artifices incontreremo altre fate e mezze-fate che sono assai meno inutili di Meliorn!) »

 

 

 

tellings and retelling

 

« “…non so davvero come organizzare per iscritto questa richiesta, ma ho questa strana domanda su James. Hai detto in passato che The Last Hours è ispirato a, o anche un po’ basato su, Grandi Speranze, proprio come The Infernal Devices era ispirato/basato su Racconto di Due Città. Grace è Estella, Tatiana è Miss Havisham e James è Pip – stando alle informazioni che ho raccolto. Dopo aver letto Le Cronache di Magnus Bane (dove un racconto era su James – non ricordo il titolo) e praticamente tutti gli estratti che sono riuscita a trovare, riesco decisamente a vedere il legame tra Tatiana e Miss Havisham e tra Grace ed Estella – le uniche cose che mi confondono sono James e la sua ossessione per Grace, e il come siano differenti da Pip e dalla sua ossessione per Estella. In Grandi Speranze, Pip passa la maggior parte del tempo struggendosi per Estella Havisham. Diventa ossessionato da lei. Estella è irraggiungibile. Rappresenta tutto ciò che Pip non è e non potrà mai sperare di essere – è educata, ricca, graziosa, ecc. Lotta per l’affetto di Estella perché tutto ciò che è riuscito a ottenere a Londra (in pratica tutto ciò che Estella gli ha dato quando erano più piccoli) non significa nulla, se lei non può vederlo e apprezzarlo. Ha senso; Estella è stata la prima persona a farlo vergognare di se stesso e del posto da cui viene. È stato questo a influenzare il suo comportamento nei confronti di tutte le persone che ha conosciuto durante il libro. Grace non rappresenta nulla di ciò che James potrebbe necessariamente volere. In effetti, è vero il contrario. James appartiene a una famiglia di Nephilim ricca e famosa. È abituato alla moda del tempo e integrato nella vita degli Shadowhunters. Grace non ha nessuno di questi vantaggi. Dunque, James (a differenza di Pip) non ha ragione per amarla o anche solo provare un’ossessione per lei. Capisco che non siano gli stessi personaggi, ma immaginavo che James e la sua infatuazione per Grace sarebbero stati come Pip e la sua infatuazione per Estella. James condivide alcuni aspetti (che ho notato) con Pip, ma mi faccio un sacco di domande su quanto detto sopra. Non penso di aver scritto una domanda, quindi, in pratica: perché James dovrebbe mai essere così ossessionato da Grace? Ci sarà tra loro lo stesso tipo di relazione che c’era tra Pip ed Estella?

Sono felice di vedere che Grandi Speranze ti piace così tanto! È uno dei miei libri preferiti.

Il fatto è che, quando rielabori una storia che si svolge in un mondo senza magia in un mondo dove la magia c’è, ti viene richiesto – in effetti, a volte il punto è proprio questo – di utilizzare delle metafore fantastiche. Nelle Cronache degli Shadowhunters, ci troviamo in un mondo dove la magia e i mostri esistono, mentre in Grandi Speranze decisamente non è così. Dunque in una rielaborazione devi sempre chiederti: qual è l’equivalente magico di questa cosa non-magica?

Le rielaborazioni punta pure ad arrivare al cuore della storia. Ci sono le ossa, la struttura, e poi ci sono gli abiti – ciò che dà i dettagli e i colori. In pratica Grandi Speranze parla di un ragazzo innamorato di una ragazza che rappresenta tutto ciò che lui pensa di volere – in questo caso, denaro e classe sociale. La prima parte sono le ossa, la seconda i vestiti. Non c’è bisogno di denaro e classe sociale per mantenere intatte le ossa della storia. In effetti, nel mondo degli Shadowhunters non potrebbe mai essere così. La maggior parte dei Nephilim ha più o meno gli stessi soldi, e tra di loro non ci sono quelle differenze tra classi che in Dickens erano così importanti. Puoi ricoprire un ruolo importante, ma per arrivarci devi essere stato votato, e tra i Nephilim l’intera idea di una classe sociale alta e di una bassa è inesistente.

La tua interpretazione di Grandi Speranze – Pip che si strugge per l’affetto di Estella perché era povero/apparteneva alla classe dei lavoratori mentre lei era ricca, e anche quando avrà il denaro sentirà comunque il bisogno dell’approvazione di lei – è, penso, vera, ma non si tratta della summa di G.S., né della sua unica interpretazione possibile. Estella non è una persona buona, gentile, dolce o amorevole. Tutto ciò che aveva di amorevole è stato distrutto da Miss Havisham mentre cresceva. Da questo punto di vista, Estella è un personaggio strano e interessante, una rarità nei romanzi vittoriani: non è né una donna buona né una donna cattiva. Perché Pip la ama? Forse perché Miss Havisham gli ha detto: amala, amala, amala? Forse perché è stata la prima cosa bella che ha visto in una vita che di bello non aveva nulla? Forse perché rappresenta l’irraggiungibile? Forse perché a volte delle persone le amiamo e basta e non sappiamo spiegare il perché? Forse perché Estella è parte del suo passato e per questo parte di lui, e amiamo ciò che fa parte di noi?

Alcune/tutte di queste cose sono vere. Penso sempre accoppiando i libri, è interessante leggere prima Grandi Speranze e poi Schiavo d’Amore, in cui in pratica un uomo si innamora di una donna che non lo merita assolutamente. Non è intelligente, non è gentile, è crudele e meschina, bigotta e viscida. Eppure lui la ama totalmente e completamente, anche se lei (spoiler) non lo amerà mai. Pip ama Estella totalmente e completamente, ma lei lo ama? Questo ci porta alla stessa questione di cui parlano Sophie e Tessa ne L’Angelo: se ami qualcuno è comunque valido, anche se questa persona non se lo merita. Come ogni buon libro, Grandi Speranze e Schiavo d’Amore non cercano di rispondere a questa domanda: la sollevano soltanto.

In ogni caso, per tornare alla tua domanda – certo, James appartiene a una buona famiglia, che è anche famosa. Ma non sono famosi solo per buone ragioni. Se hai letto Soltanto Ombre saprai che si pensa che James abbia un genitore demoniaco per colpa di Tessa. Viene maltrattato dagli altri studenti all’Accademia, è vittima di bullismo e viene chiamato con soprannomi dispregiativi. Una rielaborazione è considerata un lavoro trasformativo per un motivo: se l’obiettivo di rielaborare Grandi Speranze fosse stato quello di riscrivere esattamente la storia senza cambiare la relazione, allora perché prendersi il disturbo di farlo? Se non fai dei cambiamenti che, si spera, chiariscano l’originale – di nuovo, perché prendersi il disturbo? Qui stiamo re-immaginando le complessità nel rapporto di Pip ed Estella in un mondo che non solo ha la magia, ma presenta pure una società e delle classi sociali totalmente differenti rispetto a quelli di Grandi Speranze. La povertà di Pip diventa l’eredità “demoniaca” di James.

James appartiene a una famiglia di Nephilim ricca e famosa. È abituato alla moda del tempo e integrato nella vita degli Shadowhunters. Grace non ha nessuno di questi vantaggi. Dunque, James (a differenza di Pip) non ha ragione per amarla o anche solo provare un’ossessione per lei.

Questo sarebbe vero se 1) James non fosse considerato un possibile mostro sospetto dal resto della sua società, eccezion fatta per i suoi amici e la sua famiglia, mentre Grace discende da una linea impeccabile di Shadowhunters puri, 2) James non fosse timido, mentre Grace diventa immediatamente popolare e amata nel loro gruppo sociale, 3) le persone non avessero altre ragioni oltre al denaro e alla classe sociale per amare o provare ossessione per qualcun altro. In TLH, denaro e classe sociali sono reinterpretati come 1) poteri magici, 2) le idee degli Shadowhunters sulla purezza e l’eredità, e 3) la politica degli Shadowhunters. E poi c’è il semplice amore nella sua ineffabilità.

Alla fine, poi, The Last Hours è una libera rielaborazione di Grandi Speranze, proprio come The Infernal Devices era una libera rielaborazione di Racconto di Due Città. Le tematiche e i contorni restano gli stessi, ma i dettagli principali cambiano. Così come nessuno si è ritrovato con la testa tagliata in The Infernal Devices, e l’intero concetto è stato trasformato nell’idea di diventare un Fratello Silente, la relazione di Pip ed Estella è stata trasformata in quella di James e Grace. I vestiti sono diversi, ma le ossa restano le stesse. »

 

 

 

annabel lee

 

« “Ciao, Cassie! Dopo il post che hai scritto ieri su The Last Hours e Grandi Speranze, mi chiedevo se ti andrebbe di parlare un pochino anche di The Dark Artifices e di come in parte sia basato su Annabel Lee di Poe. Non so davvero che domande farti, visto che ci sono un sacco di cose che ancora non puoi dirci, ma potresti per caso dirci un pochino quali sono, secondo te, le ‘ossa’ del poema, e quali aspetti volevi esplorare in una rielaborazione? So che, come nel caso di Jem, la morte nell’opera originale non equivale alla morte nella rielaborazione, ma la morte e l’amore che sopravvive a uno degli amanti sono temi parecchio centrali in Annabel Lee. Più di altre tematiche, come il fatto che i personaggi siano amici d’infanzia in un regno vicino al mare, che provino un amore che gli angeli non approvano e che si rifiutino di accettare di venir separati sia dagli angeli che dai demoni, sono tutte tematiche che sembrano molto adatte a Jules ed Emma. Ma questi non più i ‘vestiti’ della storia, piuttosto che le sue ossa? Mi piacerebbe molto ascoltare la tua interpretazione. O ti avvicinerai a questa serie in maniera completamente differente rispetto a quella di TID e TLH, dal momento che è ‘in parte basata’, e non una ‘rielaborazione’? Parlando di tutt’altro, Julian avrà qualche altra tendenza autodistruttiva, al posto del fumo, o si mangerà solo le unghie (e proverà un’accennata incoscienza quando si tratta del suo stesso benessere)? Non ti sto chiedendo di sapere quali sono queste tendenze, ma solo se ci saranno. ;)

Ho sempre amato Annabel Lee – al suo interno c’è molto romanticismo. È bellissimo e inquietante in modi che spero che verranno rievocati da Lady Midnight e dagli altri libri di TDA. L’oceano, l’amore proibito, la perdita devastante, il rifiuto di accettare la morte e gli amanti che vengono forzati a separarsi sono alcune delle ‘ossa’ che il poema condivide con The Dark Artifices.

Non posso andare troppo nello specifico riguardo a queste connessioni, perché non voglio fare troppi spoiler, ma posso parlare un pochino della relazione tra i due lavori:

1 – Le tematiche, le ambientazioni e l’atmosfera in generale di TDA sono influenzate e ispirate dal poema. Ci sono aspetti della trama che sono correlati al poema, così come ce ne sono pure di non correlati. Il mare che risuona, il regno vicino al mare, la tomba vicino al mare, tutte queste cose sono importanti, in TDA – la vicinanza con l’oceano ha un enorme significato sia per i personaggi che per la storia. Ci sono anche le problematiche dell’amore proibito e della perdita devastante che… probabilmente di questo non posso ancora discutere. :)

2 – Come Racconto di Due Città in TID, c’è un legame testuale diretto tra i due lavori. I personaggi di TDA si imbatteranno nel poema. Il poema sarà importante per la trama. Il poema è un qualcosa di reale, nel libro, nel senso che i personaggi si riferiscono a lui e ne discutono.

3 – Julian non si fa del male fisicamente. Non sono neanche certa che sia fisicamente incosciente, dal momento che è fin troppo consapevole del suo bisogno di restare in giro per i suoi fratelli e le sue sorelle. Ma è incosciente nei suoi confronti emotivamente e mentalmente, e si lacera in modi non immediatamente visibili. »

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Amo tantissimo i tuoi libri, ma sono un po’ confusa. Se TID è basato su Racconto di Due Città, TLH è basato su Grandi Speranze e TDA è basato su Annabel Lee, su cosa è basato TMI? Non riesco a capirlo. Grazie mille, se vedrai questo messaggio e risponderai sul serio! Ti amo! Sei la mia autrice preferita, tra parentesi! Mi hai fatto venir voglia di leggere di più, quando in passato odiavo la lettura. Grazie ancora!

Non so se in qualche caso userei l’espressione ‘basato su’ – penso che le storie che scrivo differiscano troppo dal materiale che mi ha dato l’ispirazione perché si possano definire rielaborazioni nel senso classico del termine. È più una questione di allusioni ripetute, di giocare con grandi tematiche e con la struttura del materiale che mi ha ispirata. Detto questo, TMI è una sorta di miscuglio de Paradiso Perduto e L’Inferno. Grazie!

Quindi, se i nostri parallelismi sono come segue… The Infernal Devices: Racconto di Due Città; The Last Hours: Grandi Speranze; The Mortal Instruments: Paradiso Perduto; The Dark Artifices: Annabel Lee… che mi dici di The Wicked Powers? So che non hai ancora completamente deciso se lo scriverai o no, ma *se* lo farai, su quale lavoro letterario poggerebbero le ossa della storia? Con amore, Danielle.

‘Parallelismi’ suona bene. :) È ancora agli inizi, ma direi sulla leggenda arturiana. (Qualcosa che mi ossessionava davvero tantissimo, quando ero una ragazzina.) »

 

 

 

Clockwork Princess questions and answers: SPOILERS
[Questo è il post vecchio. ;) Lo si cita nella risposta successiva!]

 

« Questo post riguarda Jem e Will e Jace e Alec, e i parabatai. È sotto al cut [NdT: sul Tumblr di Cassie] perché contiene spoiler de La Principessa.

Ciao, Cassie! Dunque, non so se avrai mai modo di rispondere a questa mia domanda, visto che devi avere ricevuto un milioni di messaggi, dal momento che Clockwork Princess era eccezionale. (Non cercherò di fare ulteriori complimenti perché sono senza parola e tutto ciò che potrei dire mi farebbe sentire stupidamente inadeguata.) Comunque, l’ho prestato a un’amica, e lei mi ha inviato per sms le sue reazioni e domande. Lo facciamo sin dai tempi di Città di Ossa, che in effetti è la ragione per cui abbiamo legato (adesso siamo migliori amiche :D), e per la prima volta non sono certa di sapere la risposta…
Quando Jem è diventato un Fratello Silente, il suo legame con Will si è spezzato e Will l’ha creduto morto. Però in TMI Alec dice di aver avuto la sensazione che a Jace fosse successo qualcosa, ma non sapeva cosa. Si presume che fosse la morte di Jace. Quando poi Jace è tornato in vita, era necessario che gli venissero disegnate di nuovo le rune per non essere posseduto, ecc., quindi perché non c’è stato bisogno di stringere nuovamente il legame con il suo parabatai? Ho pensato che, forse, il legame di Will e Jem fosse stato spezzato in maniera brutale, dal momento che non è stata la morte a separarli. Alcune persone dicono che Jace e Alec sono semplicemente più distanti e che non si comportano come dei parabatai, ma io vorrei prenderli a pugni perché, voglio dire, Alec è andato in pezzi quando Jace è diventato irrequieto/brontolone/non-più-un-Herondale-coccoloso dopo che erano rimasti lontani per più di due giorni. Continuo a pensare a quando, in Città di Cenere, Jace ha confidato a Valentine di aver ferito Alec, e di non sapere come o come mettere a posto le cose, e quel pensiero lo torturava tanto quanto la situazione Clary/sorella. Visto il loro legame, penso che magari Alec non sia voluto scendere nei dettagli su quanto fosse ferito/spaventato quando Jace è morto (quindi magari ha sperimentato le stesse cose che ha sentito Will?). Ha detto di non averci più pensato perché poi è passato, e alla fine ha visto Jace, che era vivo e in salute. Forse era andato moltissimo fuori di testa e si era parecchio spaventato, ma non è nel carattere di Alec scendere esageratamente nei dettagli. Certo, non ne sono certa, ed è per questo che te lo sto chiedendo. Quindi, dando per scontato che la Jalec sia una normale coppia di parabatai, perché non è stato necessario ricreare il loro legame, una volta che Jace è morto e tornato in vita, se invece le protezioni dai demoni c’è stato bisogno di rifargliele? Adoro te e il tuo stile di scrittura grandioso! Non vedo l’ora di leggere CoHF (anche se so che mi distruggerai). Terrò d’occhio il tuo blog ancora per un po’, in attesa di una risposta, e mi assicurerò di inviarne una versione priva di spoiler alla mia migliore amica. <3 <3

Ciao! Okay, beh, per prima cosa, grazie per tutte le tue gentili parole, significano molto, per me.
In secondo luogo, chiedermi perché non il legame tra parabatai non sia stato necessario rifarlo e le protezioni sì è come – domandarmi come i ravioli e le fettuccine possano essere entrambi tipi di pasta quando hanno forme così differenti. Sono pasta, ma non si tratta dello stesso tipo di pasta. Certo, entrambi i rituali sono magici. Ma non si tratta della stessa magia. Il rituale dei parabatai e quello della protezione da fare alla nascita non sono gli unici due a cui si è sottoposto Jace durante gli anni. C’è la cerimonia per il primo Marchio, ad esempio. Neanche quella è stata disfatta. Jace non è tornato senza Marchi, o come un Dimenticato. Un solo rituale è stato influenzato dalla sua rinascita, e non è strano che si tratti di quello che va fatto alla nascita.
E sì, hai ragione quando dici che uno dei motivi per cui la separazione tra Jem e Will è stata diversa di quella tra Jace e Clary sta nel fatto che Jem e Will non sono stati divisi dalla morte. La morte è terribile, ma naturale. La mortalità fa parte della vita degli Shadowhunters. La loro mortalità, in effetti, è preziosa, per loro – ne parlerò di più nei prossimi post [NdT: che trovate, tradotti, in giro per il sito] – e se hai un parabatai, uno di voi prima o poi dovrà morire prima dell’altro. Non dovrebbe trattarsi di qualcosa in grado di distruggerti così tanto da non poterti più rimettere in piedi, o nessuno accetterebbe mai un legame simile.
Jace e Alec sono stati divisi dalla morte – per un lasso di tempo incredibilmente breve. Mentre Alec era nel mezzo di una battaglia, combattendo per la vita e ricoperto di sangue e nello “stato di uno Shadowhunters in mezzo a una battaglia” – quello di cui parla Clary, in cui tutto nel mondo sparisce, a eccezione della lotta –, eppure ha avvertito la morte di Jace, il che dimostra che sono legati in un modo parecchio forte. Ma Will e Jem sono stati divisi da qualcosa di molto meno naturale. Jem parla delle agonie terribili che ha dovuto sopportare mentre diventata un Fratello Silente: di come quel dolore atroce l’abbia quasi ucciso. Jace è stato ucciso in un istante. Jem ha sopportato ore di tortura, dolore e terrore. E poi, quando è strato strappato via da Will, è stato perché Jem si era trasformato in qualcosa di non più molto umano. Will ha immaginato che ciò che stava sentendo fosse la morte di Jem, ma solo perché non aveva dei punti di riferimento. Ciò che stava sentendo era il dolore di Jem, il suo cambiamento, la separazione tra loro.
Alec e Jace hanno un legame tra parabatai normale, addirittura uno forte. Jem e Will hanno un legame straordinario. Non c’è niente di male in Jace e Alec. È solo che il rapporto tra Jem e Will è uno di quelli che si crea assai di rado. Questo non significa che Jace e Alec facciano schifo o non si vogliano bene o roba del genere. Il panico immenso che Jace ha provato quando Alec è stato ferito in Città di Ossa dovrebbe dimostrarlo, penso! »

 

 

 

parabatai stuff!

 

« “Ciao, Cassie! Ho una domanda sui parabatai. Beh, in pratica riguarda una cosa specifica di TID/TMI che non sembro in grado di dimenticare. Dunque, quando il legame tra Will e Jem si è rotto, Will è crollato per il dolore, sia fisico che mentale, cosa che ho gestito con difficoltà e che mi ha fatto capire quanto deve essere forte un legame per ferire qualcuno così tanto nel momento in cui si spezza. Ma in TMI, quando Jace è morto, viene detto che Alec non l’ha sentito perché era ‘impegnato’ nella battaglia. Adesso ciò che mi domando è se sia davvero possibile non sentire il legame rompersi, quando il tuo parabatai muore e tu sei distratto. Certo, quella lotta era un qualcosa di enorme, ma stando a ciò che mi è sembrato di capire in TID, deve fare davvero male, quando il tuo parabatai muore, e mi è difficile credere che Alec non abbia sentito nulla quando è morto Jace. Tanto amore!

1) ‘Alve!
2) Ho già risposto un pochino a questa domanda, ma lo farò di nuovo, visto che nel corso delle scorse settimane me l’hanno chiesto in molti, e questo in genere significa che se ne sta discutendo da qualche parte.
3) In verità, ciò che Alec dice riguardo alle sensazioni che ha provato quando Jace è “morto” è che si è sentito “come se ci fosse una corda che [mi] legava a qualcosa, e poi si è strappata, e in quell’istante [io mi sono ritrovato a cadere]”.
Il che non è proprio dire di non aver sentito niente perché si era impegnati, però…
4) Essere “impegnati” in una battaglia non è come essere “impegnati” a giocare a Monopoli – nel primo caso stai letteralmente lottando per la tua stessa vita. Il tuo sistema digestivo si spegne. I tuoi reni cominciano a spegnersi. Non produci più saliva. Diventi incapace di sentire la maggior parte del dolore, perché il tuo corpo è pieno di endorfina. E questo nelle persone normali – immaginate cosa significhi per uno Shadowhunter. Il sistema dei parabatai è un sistema da guerrieri. È essenzialmente pensato per far sì che due persone lottino meglio insieme. Le cose che più ci piacciono dei parabatai (l’amicizia, il legame personale, l’amore) sono in effetti degli effetti collaterali, non il loro scopo. Se le persone collassassero ogni volta che il loro parabatai viene ferito in battaglia, o quando il loro parabatai viene ferito mentre loro stanno combattendo, allora il sistema dei parabatai sarebbe probabilmente più problematico che utile, e potrebbero smettere di usarlo!
5) Le persone spesso paragonano la morte di Jace con la trasformazione di Jem in un Fratello Silente, perché entrambe le cose “rompono” il legame dei parabatai, e questo è vero. Ma penso che valga pure la pena di chiedere: se senti che il legame dei parabatai è così forte, non pensi che ci sia differenza tra un parabatai che muore pacificamente di vecchiaia e uno che viene torturato a morte per un sacco di tempo? Immagino che ciò che sto cercando di dire sia: sì, Alec ha sentito una fitta di qualcosa di terribile, nel mezzo della battaglia, quando Jace è morto per un po’. E Alec ha sentito per molto più tempo, e con molta più forza, ciò che è successo in Città delle Anime Perdute: quando Jace è stato posseduto e diviso da lui da una dimensione. Una di queste cose è innaturale, l’altra fa parte della vita. Il che non significa che vedere il proprio legame spezzato dalla morte non sia orribile. Lo è. Ma non può essere così orribile da distruggerti, o, di nuovo, nessuno accetterebbe di stringere una cosa simile o accetterebbe di farlo a qualcun altro.
6) Jem che viene trasformato in un Fratello Silente – un processo terribile e tortuoso – e Jace che muore non sono la stessa cosa. La morte è una parte naturale della vita, ciò che succede a Jem no.
7) Inoltre, Jace è morto in tutto per tipo dieci minuti. Non sappiamo quanti minuti siano passati dalla trasformazione di Jem quando Will la sente. Magari sono trascorse ore.
8) Come ho già detto nel mio precedente post: “Alec e Jace hanno un legame tra parabatai normale, addirittura uno forte. Jem e Will hanno un legame straordinario. Non c’è niente di male in Jace e Alec. È solo che il rapporto tra Jem e Will è uno di quelli che si crea assai di rado. Questo non significa che Jace e Alec facciano schifo o non si vogliano bene o roba del genere.” Ricevo un sacco di domande in cui mi si chiede se Jace tenga ad Alec più di quanto Alec tenga a lui e viceversa: così come ricevo domande in cui mi si chiede se shippo Wessa o Jessa. E, proprio come mi sento riguardo all’intera faccenda Wessa/Jessa, penso che Alec e Jace abbiano un’amicizia bilanciata e tengano equamente l’uno all’altro.
Capisco il desiderio di schierarsi da una parte (penso che dipenda dal modo strano in cui le persone sono state incoraggiate a leggere ogni cosa in forma di Team sin dai tempi di Twilight), ma proprio come nello scegliere tra Will e Jem, scegliere tra Jace e Alec significa scegliere tra due persone che non vi ringrazierebbero per aver scelto tra loro. Alec non vi ringrazierebbe per avergli detto che Jace non è un buon amico. Vi userebbe come bersaglio con cui fare pratica. :) E se diceste a Jace che Alec non è un buon amico, sospetto che vi sfiderebbe a saltar giù dal tetto dell’Istituto.
Jace e Alec sono persone molto diverse, e dimostrano il loro amore in maniera diversa, così come fanno per la rabbia. Alec ha sentito la morte di Jace, il che dimostra parzialmente quanto sia forte il loro legame e quanto si vogliano bene. Se succedesse qualcosa a Jace, Alec non sarebbe mai più lo stesso, non davvero, e questo vale anche per Jace. Quindi incrociate le dita per entrambi. :) »

 

 

 

Jem and Emma

 

« “Ciao, Cassie. Per prima cosa, vorrei dirti che amo tutte le tue Cronache degli Shadowhunters! TID mi è piaciuto più di tutti. Ci sono così tanti personaggi a cui mi sono affezionata. Se dovessi scegliere il mio preferito, sarebbe Jem Carstairs, ma mi piacciono davvero tutti. Sono così emozionata per TDA! Mi sento così triste per i Blackthorn, e questo fa sì che io desideri amarli. Quindi, per arrivare al punto, mi incuriosisce il perché tu abbia fatto perdere a Emma i suoi genitori, proprio com’è successo a Jem. Non sono tragedie simili, ma sia Emma che Jem hanno perso i genitori. Perché Jem non ha potuto prendere Emma con sé, quando aveva l’opportunità di farlo? Avrebbe potuto? Che ci sarebbe stato di diverso se Emma fosse rimasta con Jem e non con i Blackthorn?

Ciao, e grazie!
Okay, dunque, perché i genitori di Emma sono morti? Il punto è: non ho inventato Emma e poi deciso che i suoi genitori sarebbero morti. Volevo scrivere di un personaggio che aveva perso la sua famiglia, e che stava investigando un mistero che pensava l’avrebbe condotto al loro assassino. Volevo pure scrivere di una ragazza che ricordava vividamente la morte dei suoi genitori – a differenza di Tessa e Clary –, e questo ha plasmato la sua vita. Perderli l’ha trasformata nella persona che è: il personaggio di cui volevo scrivere. Emma è stata creata con i genitori morti, per così dire.
Non è una strana coincidenza che sia Emma che Jem abbiano perso i loro genitori. Gli Shadowhunters perdono i membri della propria famiglia molto più spesso della popolazione normale. Cacciare i demoni è una faccenda pericolosa. Molti personaggi nei miei romanzi hanno perso delle persone a loro vicine. È una parte orribile e tragica della vita degli Shadowhunters. (Se stai bramando degli Shadowhunters con dei genitori, avrai modo di leggere di un mucchio di loro in TLH! E in effetti in TLH parlano spesso di come, dagli eventi de La Principessa, i demoni si siano fatti più tranquilli… troppo tranquilli… e le generazioni più giovani siano diventate compiaciute. È una questione che preoccupa Will.)
Non credo che Jem sarebbe stato in grado di prendersi cura di Emma, quando è rimasta orfana. Aveva appena affrontato un enorme cambiamento fisico e uno shock emotivo, e per questo aveva bisogno di tempo e solitudine per rimettersi in sesto. Non ha neanche cercato Tessa, la sua amica più cara, finché non è passato abbastanza tempo e si è stabilizzato. Di sicuro non sarebbe stato un buon guardiano per una bambina che conosceva a stento, e che stava a sua volta lottando con un recente trauma emotivo. Jem ed Emma sono imparentati alla lontana, ma in CoHF hanno appena iniziato a creare un qualche rapporto. Emma non sa neanche della loro parentela. (Arriveranno ad avere un posto l’uno nella vita dell’altra, e potrete leggere di questo in The Dark Artifices.)
Penso che Emma stia molto meglio insieme ai Blackthorn, con cui è cresciuta e che considerava già vicini come una famiglia prima della morte dei suoi genitori. Strapparla alla sua vita a Los Angeles per mandarla da Jem non era più attraente che strapparla di lì per spedirla all’Accademia.
Emma non voleva essere strappata dall’Istituto. Era decisa a tornare a Los Angeles, per restare con i Blackthorn e per vendicare i suoi genitori. Se l’avessero mandata a vivere da Jem, si sarebbe molto arrabbiata. Chi è questo tizio, comunque? Probabilmente sarebbe scappata, solo che non ce ne sarebbe stato il bisogno, perché Jem l’avrebbe voluta lì dove lei desiderava essere, e l’avrebbe aiutata ad arrivarci, anche se il Conclave desiderava che restasse con Jem. »

 

 

 

Q&A & a TDA snippet

 

« “Pensi che Jace e Izzy abbiano avuto dei problemi a fidarsi di Magnus, dopo la rottura dei Malec?

Penso che Jace e Izzy capiscano che una relazione è formata da cose complicate, e che Magnus avesse i suoi motivi per voler rompere con Alec, anche se a loro potevano non sembrare validi, e potevano non pensare che rompere fosse una buona idea. In CoHF e nelle Cronache di Magnus Bane potete vedere sia Izzy che Jace parlare a Magnus a nome di Alec perché pensano che Magnus abbia preso la decisione sbagliata. Magnus, alla fine, si dice d’accordo con loro. Qualsiasi diffidenza provassero inizialmente Jace e Izzy è stata spazzata dall’intensa esperienza che i personaggi hanno condiviso nel regno dei demoni, in CoHF. Magnus si è offerto di sacrificare se stesso per i Lightwood e tutte le persone che amano. Si è dimostrato degno di fiducia.

Una volta tornati insieme, era ovvio che la relazione di Magnus e Alec fosse diventata più sana e positiva di prima, a causa di tutto il tempo che avevano passato separati e dalla conversazione che questa lontananza aveva ispirato. Penso che a quel punto Izzy e Jace non provassero più alcun sentimento negativo.

Ciao, Cassie, amo i tuoi romanzi e riesco a stento ad attendere TDA. :) Ho una domanda bruciante per te, che mi è venuta in mente dopo aver riletto un paio di volte CoHF. Nel quattordicesimo capitolo, quando vengono mostrati tutti i loro più profondi e oscuri sentimenti, come fa Magnus a dire ad Alec di ‘svegliarsi’? Magnus era davvero lì? Grazie. :)

Grazie! Il Magnus nella visione non era davvero Magnus. Era la razionalità e il buonsenso di Alec, che nella sua mente hanno preso l’aspetto di Magnus.

Ehi, Cassie, spero che tu stia bene. Mi chiedevo se Beatriz e Cristina sono imparentate.

Alla lontana!

Ho una domanda anche io. Cos’è una maledizione, esattamente? Perché in CP Will pensava che un demone l’avesse maledetto, e nel primo romanzo di The Mortal Instruments, Hodge è stato maledetto dal Conclave. Grazie per la tua risposta, e non vedo l’ora di leggere TDA!

Ci sono un sacco di tipi di maledizione diversi nel mondo di TMI. Le maledizioni sono incantesimi che hanno un effetto negativo duraturo sul soggetto. Spesso vengono usate come punizioni. Alcuni (ma non tutti) i demoni sono in grado di maledire le persone. La maggior parte degli stregoni sa lanciare delle maledizioni. Il Conclave ha un suo sistema per lanciarle. Le maledizioni sono regolate, e si tratta di una faccenda seria. Se uno stregone o un demone comincia a maledire a caso le persone, il Conclave va a cercarlo.

Ehi, Cassie, al momento se LA miglior autrice dell’epoca moderna. Stavo guardando l’albero genealogico e ho notato che Ella Herondale è morta un anno dopo i Carstairs, anche se Will è arrivato all’Istituto di Londra per primo. È un errore di continuità?

Grazie, drakesnut [NdT: il nick della persona che ha posto questa domanda su Tumblr]! È davvero un enorme complimento.
I genitori di Jem sono stati uccisi alla fine del 1872, e Jem non è andato a vivere all’Istituto di Londra prima del 1873, sei mesi dopo l’arrivo di Will. Il tempo nel mezzo l’ha passato coi Fratelli Silenti. Jem doveva riprendersi dalle ferite gravissime che gli erano state inferte durante la sua tortura. Una volta guarito, i Fratelli Silenti hanno cercato di distruggere la sua dipendenza dallo Yin Fen. Non ci sono riusciti. Alla fine si sono arresi, e si sono chiesti dove mandarlo. Jem ha scelto l’Istitito di Londra, e c’è voluto un po’ di tempo perché la famiglia che gli restava si dicesse d’accordo e perché organizzassero il viaggio.

Se i demoni sono cattivi nel profondo, gli angeli sono buoni? Lucifero esiste, nel mondo degli Shadowhunters? Il Conclave rivaluterà la teologia, dopo che Clary e Simon hanno parlato con Raziel, che ha citato un Dio?

In breve, non lo sappiamo. I demoni sono devoti al caos e alla distruzione, e tutto sembra dire che siano cattivi nel profondo. Gli angeli, d’altro canto, sono uno dei misteri più grandi, nel mondo dei Nephilim. Pur avendo un legame con loro, i Nephilim degli angeli non sanno quasi niente. Non sappiamo se sono buoni nel profondo. Raziel ha dato una mano in un paio di occasioni, ma ha detto chiaramente di non voler essere più infastidito. Ithuriel sembrava un bravo ragazzo, ma aveva i suoi problemi. Stando a quel che sappiamo, potrebbero esserci altri angeli per nulla buoni.

C’è un angelo caduto che viene chiamato Lucifer, la stella del mattino. Viene citato da Jonathan/Sebastian in CoHF:

Lucifer Morningstar era l’angelo più bello del Paradito. La creazione di cui Dio era più orgoglioso. E poi è arrivato il giorno in cui Lucifer si è rifiutato di piegarsi innanzi al genere umano. Agli uomini. Perché era consapevole del loro essere inferiori. E per questo è stato gettato giù nella fossa insieme agli altri angeli che si erano schierati dalla sua parte: Belial, e Azazel, e Asmodeus, e Leviathan. E Lilith. Mia madre.

Ecco uno snippet da TDA sugli angeli e Lucifer: QUI

Non vi ho rivelato chi stia parlando, lì, ma questi angeli non sembrano poi troppo benevolenti.

Il Conclave è riluttante all’idea di rivalutare qualcosa, inclusa la teologia, ma alla fine penso che dovrà farlo. Che forma prenderà quella rivalutazione? Per saperlo dovrete aspettare. ;) »

 

 

 

Malec

 

« “Ciao, Cassie! Per prima cosa, le Shadowhunter Chronicles mi piacciono tantissimo, e aspetto la prossima serie con molto interesse. Questi libri più di tanti altri mi hanno salvati da numerosi pomeriggi di noia. :) Poi, la mia domanda. Dopo essermelo chiesta per un po’, e aver visto alcune discussioni tra i fan della serie, mi sono chiesta se Alec e Magnus potranno mai essere alla pari, nella loro relazione, a dispetto dell’enorme differenza d’età che c’è tra loro. Sono certa che ci siano numerosi punti di vista e pensieri riguardo quest’argomento, e che indubbiamente nessuno sia più o meno valido dell’altro, e che alcuni non necessariamente contribuiscano alla discussione – o ciò che io stessa non sto citando per risparmiare questo messaggio dal diventare uno sproloquio infinito! In ogni caso, dal momento che sei la creatrice e l’autrice di questi personaggi (e anche se non vuoi che i tuoi pensieri siano considerati una verità assoluta o l’unica interpretazione possibile), speravo che tu, in special modo perché questa è l’unica relazione romantica che Alec abbia mai avuto (e avrà mai, spero!) – come consideri la relazione tra lui e Magnus, in termini di parità?

Beh, cominciamo dal principio. Le relazioni amorose tra un umano giovane e una creatura mitologica o del folklore antica affascinano gli umani da migliaia di anni. La mitologia greca è piena di storie in cui gli dèi si innamorano dei mortali: i mortali erano quasi sempre giovani, in parte perché gli dèi antichi bramavano ciò che non potevano avere (la mancanza di cinismo), e in parte perché i greci (e tutte le altre culture) vedevano certi aspetti della gioventù come un potere, non come una sua assenza. In verità era la gioventù dei mortali in verità a portare parità nelle coppie, non la sua assenza.

La relazione di Magnus e Alec è ispirata ai miti greci – da una parte perché i greci raccontavano le storie d’amore tra persone dello stesso sesso così come raccontavano quelle sull’amore eterosessuale. C’è un motivo se nei libri sugli Shadowhunters Magnus legge il Dialogo degli Dèi di Luciano, e se si fa riferimento alla storia di Giacinto: Apollo si era innamorato di un giovane; anche il dio Zefiro lo amava, e, dal momento che era geloso, lo uccise; a lutto, Apollo fece sbocciare un giacinto lì dove era morto lui. Nei Dialoghi, un altro Dio consola apollo: Ti sei innamorato di un mortale, eri a conoscenza della sua mortalità, quindi non portare il lutto per questo motivo.

Queste storie ci affascinano ora e ci hanno sempre affascinati, perché al loro interno contengono la tensione delle domande e degli interessi umani più profondi, e perché ci interessano quelle storie d’amore che offrono conflitto e contrasto e sottolineano la condizione umana. Inoltre, i greci erano abbastanza saggi da sapere che tutte le storie d’amore riguardano sempre uno scambio di potere: quando stai scrivendo una storia d’amore, devi sempre ricordare dov’è che si nasconde il potere e sapere che può mutare e trasformarsi in un attimo. L’amore non ricambiato, quello per qualcuno che a cui si è fatto del male, quello che rompe le barriere tra le classi sociali: tutti questi ricambiano il potere in sé e gli scambi di potere. Si tratta di una parte naturale della condizione umana: amare significa aprirsi alla possibilità che qualcuno ci ferisca, in pratica perché si è data loro una certa quantità di potere sulle proprie emozioni.

Una cosa che negli anni ho realizzato è che imparare a leggere e interpretare il fantasy è un qualcosa su una curva d’apprendimento. Il fantasy agisce come un’allegoria, e offre parallelismi con la vita reale; ma comunque, come ho già detto in precedenza, è sempre e comunque fantasy, e devi interpretarlo sulla base di questo o galleggiare per sempre intorno all’esterno della storia. Magnus e Alec non sono la storia di un uomo giovane e di uno anziano. Sono la storia di un giovane Shadowhunter e di uno stregone. Nessuno dei due è precisamente ed esattamente un umano, ma Magnus è un qualcosa che sta assolutamente al di fuori della nostra realtà. La gente non legge le storie degli dèi greci e degli umani che hanno amato come racconti riguardo dei vecchi che amano dei giovani, perché gli dèi non sono dei vecchi. Sono Dèi. E Magnus non è un anziano. È uno stregone. È una creatura magica. Non prendere in considerazione la cosa è come leggere Il Signore degli Anelli e pensare che gli hobbit siano solo delle persone basse.

Non sappiamo cosa si provi a essere una creatura magica di quattrocento anni. Non abbiamo umani vecchi quattrocento anni, e non abbiamo stregoni. Tutto il fantasy riconosce che c’è un punto, quando si raffigura una vita lunga, in cui i personaggi escono dal reame dell’esperienza umana e diventano magia. E la magia ha i suoi aspetti plasmabili e le sue regole.

Di certo sapevo, quando ho cominciato a scrivere di Magnus e Alec, che mi stavo impegnando con uno stereotipo davvero antico: uno che i lettori di libri fantasy conoscono molto bene, qualcosa che risale ai tempi di Shakespeare, della mitologia cinese, della storia di Tommaso il Rimatore [Thomas the Rhymer]: l’amore di una creatura magica e senza età per un giovane essere umano. Desideravo addossarmi quello stereotipo, esplorarlo, sottolinearne determinati aspetti, e rivoltare le parti. Per esempio, Magnus e Alec parlano molto di ciò che significa la loro differenza d’età, ma discutono pure di aspetti della parità nella loro relazione che spesso ho visto ignorati. Puoi pensare che il fatto che Magnus sia più vecchio di Alec sia qualcosa che gli dà più potere: di certo ha più esperienza. Mentre creato la relazione, è qualcosa su cui ho riflettuto, e dunque ho dato ad Alec un sacco di potere e di cose che creassero abbastanza potere da rendere le cose eque.

Magnus appartiene a una razza di creature che tradizionalmente viene oppressa, nel mondo degli Shadowhunters. Tradizionalmente vengono persino rifiutati dai loro stessi genitori. Alec appartiene al gruppo in cima alla piramide alimentare del mondo soprannaturale. I genitori di Alec facevano parte di un gruppo che le persone come Magnus le uccideva. È la gente di Alec quella che stabilisce le leggi, mentre quella di Magnus è a loro soggetta. Magnus è solo; Alec appartiene a una famiglia potente. Alec non è solo parte della cultura dominante, ma lì è praticamente un principe.

Penso che spesso la gente si identifichi con Alec – e in sé è una cosa adorabile, perché Alec è una bella persona –, ma a volte questo fa sì che dimentichino quanto è privilegiato. La Malec comincia pure con Magnus che è attratto da Alec, si sta innamorando di lui – e Alec sta tenendo Magnus nascosto, non solo perché non è pronto a fare coming out, che sarebbe una cosa, ma anche perché Alec non è disposto ad ammettere di star uscendo con lui davanti a Jace, quello che secondo lui gli piace ‘davvero’. E questo per Magnus è doloroso, esplicitamente, sulla pagina, anche se mi capita di rado di veder riconoscere cose simili.

Alcune di queste cose sono più serie di altre, ma tutto ciò mette Magnus nella posizione di essere ‘quello sotto’, per così dire. Trattare la loro differenza d’età non è più significativo che trattare il fatto che Alec potrebbe praticamente uccidere Magnus senza pagare alcuna conseguenza, o farlo imprigionare per tutta la vita, se Magnus lo irritasse. Non lo farebbe – così come Magnus non abuserebbe mai della loro differenza d’età –, ma tutta questa roba fa parte della trama e della negoziazione del potere, che spesso nessuno dei due desidera, ma con cui si trovano ad avere a che fare, che forma la relazione che speravo di rappresentare: non una perfetta, ma complicata e amorosa e reale nella sua emotività, anche se le circostanze intorno a loro sono il più fantastiche possibile.

Hai ragione, non mi interessa dire alle persone cosa devono pensare: le persone possono o meno apprezzare Magnus e Alec come coppia, è una loro scelta. Ma penso sempre che le discussioni sul come pensiamo e sul perché pensiamo in un certo modo siano interessanti e piene di valore, ed è di questo che ho cercato di parlare, qui. Dirò pure che spesso le persone fanno questa critica su Magnus e Alec mentre celebrano la Damon/Elena, Hook/Emma, Buffy/Angel e un altro milione di altre coppie in cui la relazione tra un umano e una creatura antica e magica ha come umano una ragazza ed è un rapporto eterosessuale. Viviamo in una società che normalizza deliberatamente l’idea che nelle relazioni eterosessuali vada tutto bene se l’uomo è molto più grande della donna. Viviamo pure in una società che normalizza le relazioni eterosessuali, punto. Quando vedo le persone fare sforzi inumani per spiegare perché le relazioni qui su sono eque, non posso che pensare che sarebbe bello vedere la stessa carità estesa a relazioni interraziali e non eterosessuali. »

 

Uno snippet da Awake!

Shadowhunters, vi abbiamo chiesto in pagina se ci fosse qualcuno interessato a leggere un pezzettino di Awake (NB: per chi non lo sapesse, Awake è il primo capitolo di Città di Ossa dal punto di vista di Jace. No, non è una fanfiction, e sì, è ufficiale. Si tratta di un extra presente nella versione da collezione di CoB in vendita da Barnes & Noble. Cassandra NON ha intenzione di scrivere un intero libro dal POV di Jace. QUI potete trovare altre scene ufficiali dal suo punto di vista), e in tanti hanno risposto di sì. :)

Quindi… eccolo! Si tratta davvero di uno snippet minuscolo, ma pensiamo che lo gradirete comunque. ;)

 

PS: dal momento che per poter leggere (e tradurre) questo snippet ho dovuto acquistare il libro, vi chiedo di NON PRELEVARE l’estratto. Potete condividere il post, ma, per piacere, NON copiate la traduzione e NON ricaricatela in giro, sia coi crediti che senza.

PPS: un altro pezzetto di Awake – caricato da Cassie – potete trovarlo tradotto da noi QUI.

 

 

 

Erano la rossa e il suo amico. Jace raddrizzò la schiena. La ragazza si era sciolta la coda, e ora i capelli del colore del tramonto le cadevano lungo le spalle. Stava ballando con gli occhi chiusi. E Jace sentì qualcosa rimescolarglisi dentro mentre osservava i suoi movimenti, come se fosse riuscita a trovare il suo cerchio di pace in mezzo al caos.

Traduzione: uno snippet di “Awake”, extra su Clary e Jace!

La nostra Cassie ci ha regalato un pezzetto di un extra presente nell’edizione speciale di “Città di Ossa” venduta da Barnes and Noble. Si tratta di “Awake”, il primo capitolo del romanzo visto dal punto di vista di Jace. :)

 

Trovate lo snippet qui di seguito, tradotto da noi, insieme all’introduzione di Cassie!

 

 

 

« “Ciao, Cassie, in [un] post hai citato un’edizione speciale di Città di Ossa con un POV di Jace; hai qualche notizia a riguardo?
PS: GRAZIE PER
[NdT: delle cose che riguardano Simon, Isabelle e Shadowhunter Academy. Per evitare spoiler, non vi diremo cosa – ma chi ha letto il sesto racconto lo sa]! <3

*Saluta* Sizzy! Nel mentre, le nuove copertine dei romanzi di TMI usciranno settimana prossima – aspettatevi di trovarle nelle librerie vicino a voi [NdT: in America, ovviamente]. L’edizione speciale di Città di Ossa è l’unica reperibile con la copertina rigida.

È disponibile solo tramite Barnes and Noble. A meno che le persone non decidano di venderla tramite eBay, non sarà mai disponibile da nessun’altra parte.

Tutte le nuove edizioni contengono delle mappe di New York (TMI) o Londra (TID) e dei miei messaggi in cui spiego un po’ perché ho scritto ogni serie. Solo l’edizione di B&N è 1) con la copertina rigida, 2) un libro che contiene la scena di apertura di Città di Ossa dal punto di vista di Jace.

Si chiama “Awake”, per via di questa citazione: Quando si trattava degli altri, era sempre come se fosse sveglio solo per metà. E quando ha incontrato te, si è svegliato. – Isabelle a Clary, Città di Vetro »

 

 

 

 

 

Jace guardò oltre Alec e Isabelle. Uccidere un demone davanti a un mondano, ammesso che non fosse per via di una minaccia immediata, era un no-no. I mondani non dovevano sapere dei demoni. Per una delle prime volte in vita sua, Jace si ritrovò indeciso sul da farsi. Non potevano lasciare la ragazza con l’Eidolon; l’avrebbe uccisa. Se avessero lasciato l’Eidolon da solo, sarebbe fuggito e avrebbe ucciso qualcun altro. Se fossero rimasti e l’avessero ucciso, si sarebbero fatti scoprire.
“Tramortiscila,” mormorò Alec a bassa voce. “Limitati a… colpirla in testa con qualcosa.”
“Va’ e basta,” disse Jace alla ragazza. “Esci fuori di qui, se sai cos’è bene per te.”
Ma lei non fece altro che puntare i piedi con più forza. Jace riusciva a vedere l’espressione nei suoi occhi, simile a punti esclamativi: no! No!
“Non andrò da nessuna parte,” gli rispose lei. “Se dovessi farlo, lo ucciderete.”
Jace dové riconoscere che era vero. “Che ti importa?” Indicò il demone con un coltello. “Non è una persona, ragazzina. Potrà sembrare una persona e parlare come una persona e sanguinare come una persona. Ma è un mostro.”
“Jace!” Gli occhi di Isabelle lampeggiarono. Erano senza fondo, neri, arrabbiati. Isabelle non si arrabbiava mai come quando Jace rischiava di mettersi nei guai o in pericolo. E adesso stava rischiando entrambe le cose. Rischiava di infrangere la Legge – parlare degli affari degli Shadowhunters con una mondana – e, cosa ancora peggiore, si stava divertendo. C’era qualcosa in questa ragazza, nella sua tempesta di capelli rossi e nei suoi scattanti occhi verdi, che lo faceva sentire come se le sue vene fossero piene di polvere da sparo e lei fosse un fiammifero.
Come se, se l’avesse toccata, sarebbe andato in fiamme. Ma del resto, lui amava le esplosioni.

Traduzione: due nuovi post dal Tumblr della Clare!

La nostra Cassie ha caricato due nuove risposte sul suo account Tumblr. ;) Nella prima parla della forza e della vulnerabilità del nostro Alec – nel secondo, invece, di Matthew Fairchild e Will Herondale.

Vi segnaliamo che il secondo post contiene SPOILER DI NOTHING BUT SHADOWS (il racconto di Tales from the Shadowhunter Academy pubblicato ieri in lingua originale), quindi fate attenzione!

 

 

 

 

 

 

« “Ciao, Cassie! So che hai descritto Alec come un personaggio sia forte che vulnerabile, ma non riesco proprio a capire come possa essere entrambe le cose. So che non sono opposti, ma proprio non concepisco come una persona possa essere forte e vulnerabile, perché non ho mai visto questi due tratti insieme in un personaggio, prima di Alec. Potresti magari farmi degli esempi in cui li mostra? Passa una bella giornata!

Un sacco di personaggi possiedono entrambi questi tratti, inclusi Alec, Jace e Isabelle. La capacità di essere sia forti che vulnerabili è una grossa parte di ciò che ci rende degli umani (e Shadowhunters!) emotivamente in salute. I personaggi che sono sì forti, ma non disposti ad ammettere la loro vulnerabilità, tendono a risultare dei rulli compressori. Si muovono e basta. A volte Jace e Isabelle imitano questo tipo di atteggiamento, ma via via che i libri vanno avanti, entrambi diventano più capaci di mostrarsi vulnerabili.

Ma qui stiamo parlando di Alec. Alec ha, in verità, cominciato la serie molto più disposto a essere vulnerabile dei suoi fratelli.

Esempi della forza di Alec? Alec è costantemente protettivo nei confronti delle persone che ama. In Città di Vetro, Jace dice: “Credo di aver fatto venire ad Alec un complesso sul tipo di guerriero che è, solo perché desiderava vivere.”

Alec è andato più e più volte in battaglia insieme al suo migliore amico, che prova un desiderio di morire. Badava a Jace e gli impediva di distruggersi. Col passare del tempo, Alec salva anche Isabelle, Magnus e un sacco di altre persone, in battaglia. Alec non prova il desiderio di morire che aveva Jace. In effetti, il suo era un desiderio di vivere. Non tutti sanno gettarsi in pericoli mortali senza pensare alla propria (e a quella altrui) salvezza. C’è forza nel proteggere ciò che si ama. I Nephilim potranno pure idealizzare i nobili sacrifici, ma sarebbero in grossi guai se tutti abbracciassero questa filosofia.

Da Città di Ossa:
“Tu non capisci,” disse Alec. “Non lo conosci. Io lo conosco. Pensa di dover salvare il mondo; sarebbe felice di uccidersi provandoci.  Volte pensa pure di voler morire, ma questo non implica che tu debba incoraggiarlo.”
“Non capisco,” gli rispose lei. “Jace è un Nephilim. È questo quello che fate: salvate le persone, uccidete i demoni, vi mettete in pericolo. Perché la scorsa notte dovrebbe essere diversa?”
Il controllo di Alec andò in frantumi. “Perché mi ha lasciato indietro!” urlò. “Di norma sono con lui, lo copro, gli guardo le spalle, lo tengo al sicuro…”

Sempre da Città di Ossa:
Clary lo seguì. “È più bravo di Isabelle?” chiese di nuovo. “Alec, intendo.”
“Più bravo?” disse [Jace]. “A cacciare i demoni? No, non davvero. Non ne ha mai ucciso uno.”
“Sul serio?”
“Non so perché. Forse perché pensa sempre a proteggere me e Izzy.”

E uno dei miei esempi preferiti della vulnerabilità di Alec viene da Città di Vetro:
Magnus lo stava fissando. Si era liberato dei restanti demoni Iblis e, eccezion fatta per loro due, la pizza era vuota. “Mi hai appena – mi hai appena salvato la vita?”
Alec sapeva che avrebbe dovuto rispondere qualcosa tipo:
certo, perché sono Shadowhunter ed è questo ciò che facciamo, oppure: è il mio lavoro. Jace avrebbe detto una roba simile. Jace sapeva sempre qual’era la cosa giusta da dire. Ma le parole che uscirono dalla bocca di Alec furono abbastanza diverse – e suonarono petulanti persino alle sue stesse orecchie. “Non mi hai mai richiamato,” disse. “Ti ho chiamato tantissime volte, e tu non mi hai mai richiamato.”
Magnus guardava Alec come convinto che avesse perso la ragione. “La tua città è sotto assedio,” rispose. “Le mura sono distrutte, e le strade sono piene di demoni. E tu vuoi sapere perché non ti ho chiamato?”
Alec strinse la mascella. “Voglio sapere perché non mi hai
richiamato.”

Alec non finge di essere duro. Non mette su una facciata per nascondere ciò che prova, come fanno Isabelle e Jace. È onesto. Quella vulnerabilità è parte di lui tanto quanto lo è la sua forza. »

 

 

 

 

 

 

SPOILER DA NOTHING BUT SHADOWS:
« “Perché Will [in Nothing But Shadows] dice: ‘Il tuo nome è Matthew, giusto?’, se lo conosce dalla nascita, conosce Charlotte e Henry e vivono tutti all’Istituto?

Non vivono tutti all’Istituto. Charlotte e Henry stanno a Idris, perché Charlotte è il Console, e quando vanno a Londra vivono nella casa londinese del Console, proprio come Josiah Wayland non viveva con Charlotte e Henry in The Infernal Devices. E Tessa e Will non passano molto tempo a Idris (solo le estati, come scopriremo più tardi), perché ci sono Shadowhunters a disagio con la discendenza di Tessa, e il lavoro di Will è a Londra.

James dice che Matthew sta a Idris con Henry, e Matthew spiega che lo fa perché vuole badare al padre. Tutto ciò ha portato a una situazione in cui James e Matthew, e Matthew e Will, in questo momento non si conoscono così bene. L’ultima volta che Will ha visto Matthew è stata a una festa di Natale, insieme a tanta gente e a bambini che correvano ovunque. Quindi è successo un po’ di tempo fa – e Matthew è cresciuto, come ci permette di dedurre il fatto che sia tanto più alto di James, ed è vestito in maniera sorprendente ed eccentrica. :)

Inoltre, Will è preso dal fatto che suo figlio è stato appena espulso dall’Accademia a causa della sua discendenza demoniaca, cosa sia seriamente irritante che dolorosa, e non si aspettava che il figlio più giovane di Charlotte e Henry avrebbe fatto scoppiare l’Accademia, gli avrebbe chiesto di portarlo a Londra e avrebbe continuato a blaterare di esplosioni. Non preoccupatevi, diventerà in un attimo “Zio Will” e Matthew verrà trovato addormentato sotto al pianoforte della stanza della musica e si scambieranno citazioni di Oscar Wilde mentre mangiano le aringhe affumicate. »

Traduzione: Dal twitter di Cassie…

Come vi avevamo anticipato ieri, Cassie ha risposto a un triliardo di domande riguardanti… qualunque cosa! Eccoli qui, raccolti per argomento e tradotti tutti per voi!

« Non vedo l’ora di scoprire chi sarà il lettore dell’audiobook di Nothing But Shadows e di leggere di Matthew e James e un po’ di Simon! Ahhhh
Si tratta di un adorabile attore inglese. »

« Luke Pasqualino?
Lui ha letto “The Whitechapel Fiend” »

« Visto che l’Heronfiglio è all’Accademia, vedremo anche gli altri Shadowhunters? Tipo Christopher, ad esempio..?
Sì, il quartetto (James [Herondale], Thomas [Lightwood, figlio di Gideon e Sophie, NdT], Matthew [Fairchild] e Christopher [Lightwood, figlio di Gabriel e Cecily, NdT]) si forma all’Accademia. »

« Pensami mentre rimango appoggiata alla tua finestra di twitter… per sempre. Vedremo l’Herondale perduto nei prossimi romanzi?
Pensami mentre dico “no spoiler” per sempre. :) »

« Quando leggeremo della conversazione di Jace e Tessa? [che avviene off-page in The Whitechapel Fiend, NdT]
Non saprei. Deve venirmi voglia di scriverla… »

« Ciao Cassie! Non so se ne hai già parlato, ma Jem/Tessa appariranno in TDA?
Appaiono. »

« Ciao Cassie sono una fan Italiana dei tuoi libri. Vorrei sapere se TDA uscirà prima o dopo l’edizione cartacea di TftSA.
Non lo so. »

« Volevo chiederti se verrai in visita nelle Filippine e quando uscirà The Dark Artifices.
TDA uscirà l’8 Marzo 2016. Spero di venire nelle Filippine. »

« James e Cordelia spezzeranno il cuore di noi fan?
Spero di sì. »

« Julian e Emma ci faranno stare male? Impazziremo? Leggere di loro sarà doloroso?
Speriamo. »

« Possiamo avere un piccolo snippet di Nothing But Shadows? Per favooooore.
Forse… o forse uno di TDA o TLH? Cosa volete? »

« Okay, nessun accordo, quindi una riga di ognuno… Lady Midnight, Last Hours e Nothing But Shadows. » [Li abbiamo tradotti ieri e li trovate qui, NdT]

« La serie TV è stata davvero confermata, giusto? Oppure il pilot deve passare al vaglio della ABC prima?
No, è “direttamente alla serie”, che significa che il pilot non deve essere passato al vaglio. È come se l’avesse già passato. »

« Sei felice? Penso sia meraviglioso che TMI abbia un’altra possibilità.
Sono piena di speranza. »

« Quando sarà in onda Shadowhunters?
Ho aggiornato le FAQ riguardanti il telefilm sul mio sito. http://t.co/0pMQQBkSnQ »

« Whoop, e qui muore il mio sito – troppe persone che entrano insieme. Meglio sistemare. »

« Eccoti qui, di nuovo a far saltare internet.
È troppo fragile. »

« La serie tv inizierà dove siamo rimasti col film?
Dall’inizio. Non ha legami col film. »

« Sai se nel telefilm avremo scene Malec, Alec rimarrà gay? Non conosco la ABC.
Alec è un personaggio omosessuale, secondo tutte le press releases. È tutto ciò che so. »

« Hai intervistato Harry e Matthew riguardo a ciò che pensavano dei ruoli di personaggi gay?
Non ho mai parlato con loro o con gli altri del cast. »

« Non avere alcuna decisione o diritto di veto negli adattamenti dei tuoi libri faceva parte degli accordi quando hai venduto i diritti?
Fa parte di ogni formula di rito dei contratti.
Ma l’autore è l’unico che conosce davvero i personaggi! È una perdita per loro se non ti fanno dire la tua. »

« Inizieranno a girare tra due giorni, giusto?
Il 25 Maggio. »

« Il cast di Shadowhunters è fantastico, finora!
Piacciono anche a me.

« Sai se annunceranno altri componenti del cast? Perché hanno annunciato tutti i personaggi principali e forse è tutto quello che sapremo.
Spero annuncino Jocelyn e Raphael… »

« L’attore che hanno scelto per Raphael ha l’aspetto di un quattordicenne?
Non hanno scelto nessuno, che io sappia. » [piccola nota, hanno aumentato l’età di tutti nel telefilm, quindi è probabile che, se Raphael ci sarà, avrà almeno 17 anni, NdT]

« Raphael è latino-americano? Di che colore è la sua pelle? Ho letto i libri un sacco di tempo fa e non riesco a ricordare.
Raphael è latino-americano, sì. »

« Mia madre ha iniziato a leggere i libri. Ha una cotta per Luke e tutto è peggiorato con @isaiahmustafa. Sta organizzando il matrimonio.
Beh, Luke è ispirato al mio patrigno, e adesso mia madre è un po’ gelosa. »

«Perché un Luke di colore?
Perché no? »

« Pensi che annunceranno chi interpreterà Hodge?
Non lo so. »

« Cosa pensi del fatto che alcuni fan provino repulsione per il nuovo cast?
La gente odia e teme i cambiamenti. »

« È davvero importante che sia Clary a uccidere il demone nel telefilm, ci mostrerebbe che non è una ragazzina. Hm.
Dillo a chi realizza il telefilm?
Potremmo scrivere una mail con una lista di scene intitolata PER FAVORE LASCIATELA COM’È.
Potete inviarla a @ShadowhuntersTV e @McGsWonderland. »

« Esiste una mail a cui posso contattare quelli di Shadowhunters TV, se la conosci ovviamente?
Penso che il modo migliore per contattare i realizzatori del telefilm sia su twitter/facebook, al momento. Forse aggiungeranno più dettagli riguardanti gli sceneggiatori reali alla pagina IMDb del telefilm… e poi potrai contattarli. »

« Secondo quanto si dice nelle press release e nelle info, tra gli altri sceneggiatori ci sono @michaelreisz e @yshireenwhynot.
Sì, ho parlato con loro, ma non sapevo che i loro twitter fossero pubblici… »

« Ora potete scrivere agli sceneggiatori di Shadowhunters. @ShadowhuntersWR »

« Oggi è la prima volta che sento parlare dello show, sei coinvolta?
No, non sono coinvolta affatto nella realizzazione del telefilm.
Hai scelto tu di non essere coinvolta o sono loro che non ti hanno coinvolta? Penso che dovrebbero proprio farlo, comunque.
Non l’ho scelto. Nessun autore lo sceglierebbe. »

« John Green è stato coinvolto nella realizzazione di Città di Carta e Colpa delle Stelle, era sul set praticamente sempre ed è diventato amico degli attori.
Sì?
No, lo dico solo perché penso sia grandioso. Non volevo far alcun danno.
No, sono solo perplessa, John è mio amico quindi non capivo perché me lo stessi dicendo! »

« I film e i telefilm non possono essere mai esattamente come i libri. Quando ho visto Harry Potter non sono quasi mai rimasta delusa perché lo sapevo.
E hanno anche seguito i libri piuttosto da vicino.
I primi film sì. Gli altri no, in particolar modo l’ultimo.
Ho visto solo i primi tre. »

« McG e gli sceneggiatori hanno letto i tuoi fantastici e magici romanzi?
Puoi chiederlo a loro! @ShadowhuntersWR »

« Chi ha ideato le rune? :)
Le ha ideate @far_eviler. »

« È un genio allora visto che le rune sono un capolavoro.
Val è un genio. »

« Dicci delle rune :(
Cosa? »

« Saranno come quelle del film?
Le rune del telefilm sono quelle del Codex. Le rune dei libri. »

« Non ti va mai di scrivere qualcosa fuori dal mondo degli Shadowhunters?
L’ho fatto. »

« Scriverai mai di un personaggio con una malattia mentale?
Sì. » [È noto da tempo che Tyler Blackthorn è affetto da una forma di autismo, NdT]

« Leggete Magisterium – L’anno di ferro. È fantastico!
Grazie! »

« Parliamo dell’Anno di Rame e quello che hai fatto al mio adorato Call. Non penso sia stato bello. Ma ti amo lo stesso!
Vuoi dire L’Anno di Ferro? O proprio L’Anno di Rame?
L’anno di Ferro, scusa, ho pianto sul serio, non riesco a credere che Call sia… spero che trovino un modo per aiutarlo.
Sono felice che ti sia piaciuto!
L’ho adorato, è uno dei tuoi migliori lavori! »

« Le nuove copertine di TMI e TID sono illustrazioni?? O sono persone fotografate??
Sono foto su cui è stato fatto un dipinto. »

« Cassie, ho una domanda riguardante le nuove cover ed è un po’ più lunga di 140 caratteri, perciò per favore continua a seguirmi! Puoi dirmi se le nuove cover usciranno in India? Perché vorrei acquistare la serie presto (l’ho letta in ebook), perciò dovrei aspettare fino a settembre? Usciranno in India?
Potresti sempre acquistarli su Book Depository. »

« Cassandra Clare scrive sempre un sacco di cose molto precise che riguardano i libri nei suoi romanzi.
Sono le cose che provo anch’io per i libri. »

« Wow. Ho passato un’ora a sbloccare la gente bloccata a caso da @twitter. Mio Dio. Ho bisognno di sdraiarmi. »

« Ho appena combattuto un ragno con l’arco del mio cosplay da Alec. È il modo in cui ammazza i ragni anche lui?
Wow, devi averlo disintegrato.
Non aveva alcuna possibilità di scampo. »

« Perché Jace pensa di essere l’ultimo Herondale? Tessa non sa che Alec somiglia a Will perché anche lui discende dagli Herondale?
Alec è un Lightwood.
Ma Alec non fa parte del ramo di Cecily della famiglia?
È irrilevante. È un Lightwood. Non può ereditare il Maniero Herondale.
Oh, no! Non credevo potesse. Mi chiedevo soltanto se Alec avesse mai realizzato che il suo aspetto deriva dal suo sangue Herondale.
Non so proprio. Non credo comunque che gli interesserebbe. »

« @Marie_Lu: “Primo momento da ricordare dell’#RT15! Il mio primo panel in assoluto con Tamora Pierce. Non sto fangirlando per niente.”
@cassieclare: “Yay! Adoro Tammy.”
@Marie_Lu: “L’hai detto! Spero che un giorno avrò anch’io tanta roba fantastica nella testa. È una donna meravigliosa. O_O” »

« Ciao, Cassie- quest’estate non parteciperai a un evento in UK? Giurerei di ricordare questa cosa.
Sarò al London Comic-con a Luglio. »

« Andrai anche al nuovo evento NerdCon Stories organizzato da @HankGreen, vero?
Sì. E in qualche modo sarò anche al NYC Comicon. »

« Non avrebbero potuto continuare con i film? Ma se avessero potuto, ti sarebbe piaciuto?
No.
Oh mio… quindi non ti sarebbe piaciuto? Ok, grazie per la risposta, Cassie. »

« In che rapporti sei con il cast del film? Hai parlato con loro, specialmente con Lily e Jamie?
Queste sono cose personali, mi dispiace! »

« Sei triste che TMI non stia continuando come serie di film? Pensi che un telefilm seguirà maggiormente la trama dei romanzi?
Ho visto il copione per il film di City of Ashes. Non mi dispiace che non lo stiano realizzando.
Puoi dirci com’era? Era un po’ come il libro? Meglio del copione di CoB?
C’era, del libro, meno che nel primo film. »

« C’è qualche possibilità che realizzino un film di City of Ashes con lo stesso cast di City of Bones?
No. »

« Perciò hai abbandonato l’idea di realizzare altri film?
*sigh* *voglio suicidarmi* »

« Penso che il film non abbia avuto successo perché non era un buon adattamento del tuo romanzo, ma è solo la mia opinione.
Puoi dire quello che vuoi del film. Non l’ho fatto io. :) »

« Ami Markus Zusak come lo amo io?
ahahahah mi piace, è un ragazzo simpatico, perché? »

« Pensi che i tuoi libri debbano essere letti solo da donne? Sono un uomo e leggo i tuoi libri e mi piacciono molto.
Buon per te. »

« Un amico mi ha chiesto “perché dovrei leggere i libri di Shadowhunters?” cosa dovrei dirgli?
Non sono la persona giusta a cui chiederlo. »

« Vorrei solo ringraziarti per i tuoi personaggi. Sono tutti così diversi e speciali ciascuno nel proprio modo. È grandioso.
Grazie. »

« Ho una domanda davvero importante. Perché Clary è così stupida?
Davvero, perché le ragazze sono così terribili e sciocche? Sarebbe meglio se i ragazzi facessero tutto.
Clary in realtà è un personaggio forte che molte persone prendono ad esempio, non è affatto stupida.
Non dovrei rispondere—ma è sempre frustrante vedere che i personaggi di sesso femminile vengono chiamati stupidi per cose che i personaggi maschili fanno sempre. »

« C’è qualche possibilità che tu incontri Robert Downey Jr a una di queste Con? L’hai già incontrato?
Perché mi torturi? »

« Qualcuno ha una copia della copertina italiana delle Cronache di Magnus Bane? »

« Volevo solo vedere che aspetto avesse (la copertina italiana di TBC) »

« Cosa fanno Jem e Tessa nel loro tempo libero?
È tardi, non riesco a pensare a nulla che sia PG.
Penso che leggano, viaggino, pensino alle cose e si amino. Tessa è così forte. Perde la sua famiglia per sempre e rimane a galla.
Sono cose che fa. »