Nuove/vecchie foto dal set di City of Bones!

Grazie al TMI Turkey, che le ha condivise sul suo sito, possiamo vedere ben 17 nuove/vecchie foto dal set di Città di Ossa

Riconosciamo la nostra debolezza: ci han fatto venire gli occhi lucidi, e tanta nostalgia per quei mesi pieni di news. :( Speriamo giungano presto novità incoraggianti per Città di Cenere, e che la produzione dei film continui!

 

 

 

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Traduzione: Cassandra Clare parla al TMI Source delle scene tagliate del film

Cassie ha parlato al TMI Source di alcune scene ambientate a Idris che erano state girate per il film ma non inserite nella sua versione definitiva. Tra le varie cose che scopriamo grazie a questa breve intervista, ce n’è una particolarmente interessante: nel girato compariva anche un piccolo Sebastian. ;) Speriamo che queste scene tagliate vengano incluse anche nel DVD (o rilasciate in altro modo)!

(Ovviamente, la fonte del intervista in lingua inglese è il TMI Source; noi ci siamo limitate a tradurre in italiano.)

 

 

 

 

« Lo scorso mese Cassandra Clare ha parlato di alcune scene che erano state girate durante le riprese di Shadowhunters: Città di Ossa e poi escluse dalla versione finale del film. Tra queste scene c’erano dei flashback ambientati a Idris, che abbiamo visto in piccola parte nella pellicola.

Dal momento che il DVD/Blu-ray di Shadowhunters: Città di Ossa uscirà a breve, abbiamo parlato con la Clare di tutto ciò che riguarda City of Bones, incluse queste scene che ci auguriamo verranno inserite tra i contenuti speciali.

La Clare ha detto che c’è un’intera giornata di riprese di Idris che spera verranno mostrate ai fan.

“Roba con Valentine e Jace quando quest’ultimo era ancora un bambino. Hanno girato per esteso la scena in cui vedi il piccolo Jace (che era assolutamente adorabile) con l’uccello che gli aveva dato suo padre, e poi Valentine che va lì e gli fa tutto il discorso sul: ‘Non hai addestrato quest’uccello. L’hai rovinato’.”

La Clare ha rivelato che in quei flashback compare anche un personaggio che i fan che hanno letto Città di Cenere conoscono già.

“Hanno girato pure un sacco di roba con Valentine e, a dir la verità, con Sebastian,” ha detto. “Sebastian, che è interpretato da un altro piccolo attore. Scene in cui Valentine gli insegna, tipo, come combattere, e Jocelyn li osserva e sembra preoccupata.”

Non ha ancora avuto modo di vedere gli extra del DVD (“Ho intenzione di far venire tutti i miei amici a casa e guardarli con loro”), quindi non abbiamo modo di sapere se quelle scene sono state inserite o no tra gli extra. Ma la Clare è speranzosa.

“Spero davvero che questa roba finisca negli extra del DVD, perché è seriamente meravigliosa,” ha commentato.

Tra gli extra c’è un tracciatore del lignaggio interattivo, il video musicale di “Almost Is Never Enough”, cantata da Ariana Grande e Nathan Sykes, e cinque featurette dal dietro le quinte.

The Mortal Instruments: City of Bones sarà disponibile in Blu-ray e DVD a partire da giovedì 3 dicembre negli Stati Uniti [NdT: in Italia, dal 15 gennaio 2014]. »

Foto dall’evento di Chicago!

Come ben sapete, il nostro trio di idioti (XD) è attualmente impegnato nel mall tour per pubblicizzare  il film. :) Ieri c’è stata la tappa di Chicago – e qui di seguito troverete foto e video della giornata:

 

 

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Video 4: x

 
(Credit a chi ha fatto i video e le foto; per aver riunito il tutto, così che fosse più semplice trovarlo, si ringraziano: x e x)

“Shadowhunters: Citta’ di Ossa” sulla copertina del Ciak di agosto!

Quest’oggi il Ciak ci ha fatto sapere che una delle tre copertine di agosto del giornale è dedicata proprio a City of Bones. :) E c’è anche un articolo!

 

Ecco un paio di foto della rivista:

 

Ciak1 Ciak2

Traduzione: la prima recensione al film di City of Bones!

Forse lo sapete, forse no – in ogni caso, ieri è stata pubblicata su un blog una recensione al film di Città di Ossa. :)
È molto lunga (e priva di spoiler particolari), ma abbiamo comunque pensato di tradurvela. ;) Fateci sapere che ve ne pare!

 

 

 

Link originale: x

 

« Da un paio d’anni, la Stagione Estiva Dei Blockbuster è caratterizzata da svariate tendenze prevedibili e coerenti. I grandi studios rilasciano enormi pellicole composte da soli effetti speciali, rapidamente e a intervalli calcolati, in modo da dominare il box office per una o due settimane prima dell’uscita del prossimo film che sicuramente li farà cadere dal piedistallo. Non è il periodo dell’anno adatto alle pellicole con un concept alto e per agosto i grandi studios hanno venduto il numero di biglietti che ritenevano necessario prima del crollo di settembre, per poi (sempre all’inizio di ogni anno) ricominciare con la stagione degli Oscar, che arruffiana gli spettatori. Il pre-crollo di agosto è di solito il periodo dell’anno in cui gli studios inseriscono le commedie e uno o due film in cui non hanno creduto abbastanza da collocarli tra le pellicole da rilasciare all’inizio della stagione estiva del blockbuster, sicuri che non avrebbero retto contro le uscite degli altri grandi studios.

È in questo periodo, nel lasso di tempo di solito riservato alle commedie chiassose e a quelle romantiche troppo ovvie persino per essere viste dalle folle di studenti di ritorno al campus, che la Sony e la Screen Gems rilasceranno The Mortal Instruments: City of Bones.

The Mortal Instruments: City of Bones è un film basato su un libro fantasy per giovani adulti (libro poi diventato una serie), che, per essere completamente onesti, io non ho letto, quindi la mia recensione si limiterà al solo film, senza paragoni col romanzo. Pare esserci un enorme pregiudizio (nei media) contro il fantasy YA, e all’inizio di quest’anno questa categoria di film ha subito due enormi batoste quando sia Beautiful Creatures che The Host sono andati sotto le aspettative. Fortunatamente per i fan del buon cinema, The Mortal Instruments: City of Bones – nonostante tiri qualche pugno, specialmente sul fronte gore – è una pellicola molto più coinvolgente e matura rispetto ai flop che hanno caratterizzato l’inizio del 2013. Infatti, sebbene sia presente un triangolo amoroso che potrebbe ispirare qualche paragone con la Twilight Saga, The Mortal Instruments: City of Bones è più un incrocio tra Constantine e Underworld che una scadente storiella d’amore.  Infatti, e questo va a suo vantaggio, The Mortal Instruments: City of Bones sta bene attento a promettere ai suoi spettatori di non seguire la stessa formula banale nei suoi seguiti, il che è piacevole.

Clary Fray è una giovane normale che abita a New York (c’è però da dire che, pur essendo così giovane, è in grado di andare in discoteca senza esser fermata, il che, tenendo conto del suo aspetto da ragazzina, obbliga il pubblico a uno dei primi atti di sospensione dell’incredulità) e non ha idea di essere diversa da tutti gli altri. Comunque, una sera, mentre è in discoteca, vede Jace Wayland uccidere una persona all’interno del club. Il fatto che nessun altro, nemmeno la sicurezza, se ne sia accorto la sconcerta, e il giorno successivo Clary affronta Jace. Il suo tentativo di ottenere delle risposte viene interrotto da una telefonata di sua madre che la spinge a tornare di corsa a casa, dove scopre che la mamma è scomparsa e c’è un demone ad attenderla. Viene attaccata dal mostro, e dopo lo scontro Clary è condotta nel regno degli Shadowhunters, un mondo nascosto dagli occhi mondani grazie a un incanto.

Gli Shadowhunters, esseri capaci di usare la magia in lotta contro i demoni che popolano la Terra, restano affascinati da Clary, dal momento che (se lei fosse davvero una semplice umana) non dovrebbe essere in grado di vederli. Grazie all’intervento del Sommo Stregone di Brooklyn, Magnus Bane, Clary e i suoi alleati – il suo migliore amico Simon, Jace e i Lightwood, ovvero Alec e Isabelle – scoprono che nella testa di Clary c’è un blocco mentale, e che lei potrebbe avere la Vista, dal momento che sua madre è una Shadowhunter. Mentre Jace e Clary cominciano ad avvicinarsi e Simon diventa geloso e ferito, il gruppo va alla ricerca della mamma di Clary, Jocelyn, la cui scomparsa pare essere legata alla misteriosa Coppa Mortale, un artefatto Shadowhunter di grande potere. Ma il fatto che Jocelyn stesse nascondendo la Coppa rende chiaro a Clary e ai suoi alleati che lo Shadowhunter che la sta cercando, il presunto morto Valentine Morgenstern, potrebbe avere delle ragioni molto più che oscure.

The Mortal Instruments: City of Bones funziona bene perché presenta allo spettatore l’universo degli Shadowhunters, dei demoni e delle creature soprannaturali mentre Clary stessa impara a conocerlo. Anche se a volte questo genere di formula si rivela una disastrosa scusa per dei goffi sproloqui, qui il regista Harald Zwart è riuscito a utilizzare il mezzo cinematografico in maniera piuttosto efficace per mostrare al pubblico il mondo con gli occhi di Clary. Da quando assiste all’omicidio nel club, il suo mondo cambia effettivamente nel giro di una notte, trasformandosi in un universo popolato da creature e concetti di cui prima non le era mai stato detto niente. Il risultato è un cambiamento sconvolgente e improvviso nella vita di Clary. Zwart riesce a far sì che questo mondo si dispieghi in maniera sorprendentemente organica; Clary comincia a vedere tutt’intorno Shadowhunters e demoni, e poi entra in questo universo nascosto che dà il titolo alla pellicola.

Pur avendo un po’ di punti in comune con Beautiful Creatures (inclusa la donna nera che sembra avere tutte le risposte sul passato del protagonista), bisogna complimentarsi con The Mortal Instruments: City of Bones, che sembra straordinariamente fresco grazie al suo ritmo vorticoso e alla presenza di una missione fondamentale da svolgere. Clary è una giovane donna che sta crescendo. A quindici/sedici anni, è normalissimo che sia così legata a sua madre, specialmente se si considera che è stata cresciuta senza un papà. Perdere la mamma diviene per lei un vero trauma, in cui è facile rivedersi, e ritrovare sua madre è un obiettivo realistico in mezzo a tutte queste creature soprannaturali e ai nuovi scenari da cui improvvisamente si trova circondata. Quindi, nonostante sia doloroso notare come siano tutti bellissimi in questa versione di New York (e del mondo soprannaturale sotterraneo), la lotta del personaggio fondamentale è avvincente.

Inoltre, The Mortal Instruments: City of Bones potrebbe anche migliorare l’opinione dei detrattori del genere, perché il conflitto fondamentale, qui, non è: “Di quale ragazzo si innamorerà Clary?” Anche se i coinvolgimenti romantici e le cotte abbondano, al centro di The Mortal Instruments: City of Bones resta saldamente la scoperta di Clary di questo nuovo mondo che la circonda e la sua disperata corsa per ritrovare la madre. Oltre a queste due cose, Clary scopre cose molto importanti sul suo passato e viene stuzzicata da informazioni su artefatti simili alla Coppa Mortale.

Clary è una protagonista interessante, il che aiuta The Mortal Instruments: City of Bones a catturare lo spettatore fin quasi dall’inizio. Sebbene faccia alcuni stupidi errori (correre in casa quando la porta è stata scardinata può andar bene per l’eroe di un film, ma non è il genere di cosa che farebbe un newyorkese), è facile scusarli per via della giovane età del personaggio, come anche la sua ingenuità nelle relazioni. Pur essendoci un ampio quadro di personaggi di supporto, Simon e Jace non sono neanche lontanamente interessanti quanto Clary e Valentine, che è l’antagonista della serie.

Gli effetti speciali in The Mortal Instruments: City of Bones sono stati resi in maniera soddisfacente e mozzafiato. Più che in qualsiasi altro film fantasy YA, l’ambiente gioca un ruolo fondamentale in The Mortal Instruments: City of Bones, e Zwart e il suo team utilizzano notevolmente bene gli effetti speciali per creare la giusta ambientazione. Tra il make-up e i set (data la portata di molti di loro, la maggior parte è digitale), Zwart e il team degli effetti speciali hanno realizzato un mondo fantastico, che sembra del tutto realistico, e la maggior parte di The Mortal Instruments: City of Bones dà la sensazione e sembra allo spettatoreun mondo vero, anziché un universo generato dalla computer grafica e con creature realizzate allo stesso modo.

Sul fronte della recitazione, Jonathan Rhys Meyers domina la scena con la sua interpretazione di Valentine Morgenstern. Meyers riesce a non rendere Morgenstern il tipico cattivo sopra le righe, e interpreta il personaggio con una dose di ambiguità sufficiente a lasciare lo spettatore a chiedersi se le ragioni per cui Valentine ha rapito Jocelyn siano davvero di natura così sinistra. Più di tutto, Meyers interpreta Valentine come un leader credibile. Sembra sensato che gli altri possano desiderare di seguire Morgenstern ed eseguano volentieri i suoi ordini; questo deriva più dal carisma che Meyers ha anche lontano dallo schermo che dalle battute. Durante il breve tempo che hanno passato in scena, anche Lena Headey e CCH Pounder hanno reso i loro personaggi (Jocelyn Fray e Madame Dorothea, rispettivamente) abbastanza interessanti da farti provare interesse per il loro destino e credere alle informazioni che ti forniscono.

La vera sorpresa è stata la bravura che Lily Collins ha dimostrato in questo film. È stato semplice non dirne bene in Mirror Mirror, trascinati dalla poca qualità del film, ma in The Mortal Instruments: City of Bones, proprio come il personaggio, anche la Collins emerge. Le riesce, ed è un’arte sottile, di rendere Clary sorpresa e turbata dal mondo che improvvisamente la circonda senza però dare al personaggio un’aria assolutamente stupida. A differenza di molte altre giovani attrici di oggi, mostra abbastanza bene le sue emozioni senza lasciare tutto il tempo gli occhi sbarrati e le labbra spalancate (sul serio, cos’è questa nuova tendenza delle attrici di non chiudere mai la bocca? Che non è una cosa che ha a che fare con la conversazione, eh: guardate Mary-Louise Parker, sembra essere una pioniera di questo stile di prestazioni senza cervello; stile che è stato immediatamente adottato dai registi di tutto il mondo, per qualche ragione convinti che non chiudere mai del tutto la bocca dica qualcosa del personaggio o aiuti il sex appeal dell’attrice). Invece, le emozioni della Collins sono realistiche e fa sembrare Clary a tratti scossa, a tratti determinata. E ancora, la Collins sembra lavorare completamente a suo agio con i personaggi digitali e le ambientazioni, dando sempre l’impressione che il suo personaggio vada tenuto d’occhio.

Il risultato è che la Collins aiuta a vendere sia Clary che l’universo di The Mortal Instruments: City of Bones, e agli spettatori finisce con l’importare del suo personaggio (il che è una grande cosa per me, spettatore che, non avendo i libri, non aveva assolutamente alcun interesse per i personaggi).

In ultima analisi, la Sony e la Screen Gems hanno la possibilità di farsi l’ultima risata sulla stagione estiva dei blockbuster. Entrando nel crollo di settembre, forniscono un film che vale la pena di guardare e di cui vale pure la pena di parlare, il che dovrebbe rendere The Mortal Instruments: City of Bones un successo anche al di fuori del fanbase già esistente.

 

Voto: 7/10 »

La playlist di Clary su Spotify!

La nostra Clary usa anche Spotify! XD

Potete ascoltare la sua playlist cliccando QUI; contiene i seguenti brani:

 

1 – Shake It Out, Florence + The Machine

2 – Back to Black, Amy Winehouse

3 – Smoke And Mirrors, Gotye

4 – Mountain Sound, Of Monsters And Men

5 – Shooting Star, Owl City

6 – Dannyboy, Youngblood Hawke

7 – Dead Sea, The Lumineers

8 – You’ve Changed, Sia

9 – Push And Shove, No Doubt, Busy Signal, Major Lazer

10 – Say It Right, Nelly Furtado

11 – Let England Shake, PJ Harvey

 

 

Che ve ne pare? C’è qualche canzone che vi piace?

Interviste del Comic Con: Lily Collins per Yahoo! Movies.

Nuova intervista a Lily, sempre dal Comic Con. ;) Questa volta ha risposto a delle domande per Yahoo! Movies.

Il titolo dell’articolo è decisamente simpatico: “Lily Collins Dice Che È Pericoloso Cacciare I Demoni Indossando I Tacchi Alti”. Curiosi di scoprire il perché? XD

 

 

 

« Qual è la parte più complicata del salvare il mondo dai demoni? Farlo con ai piedi delle calzature alla moda, ovvio.

Lily Collins è nel cast di The Mortal Instruments: City of Bones, adattamento cinematografico dell’omonimo e incredibilmente popolare libro fantasy di Cassandra Clare, in uscita il prossimo mese. Nel film, la Collins interpreta Clary, un’ordinaria teenager che scopre di essere destinata a diventare una cacciatrice di demoni, e insieme alle abilità necessarie per combattere ottiene anche un costume adatto a prende a calci i fondoschiena.

Durante un’intervista al San Diego Comic Con (x), dove stava promuovendo il film, la Collins ci ha parlato dell’arte di correre indossando cinque pollici di tacco, qualcosa che tutti i bravi cacciatori di demoni dovrebbero imparare a fare.

“Fare acrobazie con addosso un vestito che in pratica è un top e stivali di pelle con cinque pollici di tacco non è normale,” ha detto. “Non è semplice. Non mi sono ferita in alcun modo, comunque. È stato grandioso.”

Certo, c’è un sacco da dire sull’argomento, e la Collins ha spiegato che acquisire nuove capacità l’ha aiutata a migliorare l’immagine che ha di se stessa. “Correre qui e là con i tacchi, essere in grado di fare tutta quella roba e non ferirmi è stata per me un’iniezione di fiducia,” ha detto. Con un sorriso ha poi aggiunto: “Ogni ragazza ha bisogno di fare un’esperienza del genere.”

Quindi che consigli ha Lily Collins per le compagne cacciatrici di demoni che potrebbero prima o poi trovarsi costrette a inseguire un demone indossando degli sgargianti stivali? “Non pensateci troppo. Perché più ci pensate, più andrete in paranoia.”

Figlia del musicista Phil Collins, la ventiquattrenne Lily ha fatto il suo debutto cinematografico nel ruolo della figlia di Sandra Bullock in “The Blind Side”, e ha interpretato la Biancaneve che aveva come Strega Cattiva Julia Roberts in “Mirror Mirror”.

Con “The Mortal Instruments: City of Bones”, Lily è pronta a diventare il fulcro di un nuovo, importante franchise (il seguito di Città di Ossa è già in pre-produzione). Ma se anche “City of Bones” dovesse essere un flop, la Collins si è resa conto che potrebbe comunque riutilizzare i suoi nuovi talenti.

“Crescendo ho sempre amato indossarli, quindi adesso sono brava a correre con i tacchi,” ha detto. “È una cosa positiva. Posso inserirlo nel mio CV. Se non dovesse andarmi bene con la recitazione, posso sempre correre in delle gare di beneficenza indossandoli.” »

Traduzione del liveblog di Cinema Blend

CinemaBlend.com ha, come altri siti, fatto un liveblog durante il panel di The Mortal Instruments del Comic Con (con tanto di descrizione della clip mostrata). L’abbiamo tradotto per voi! :)

 

 

 

« 4:42 PM – A moderare questa porzione del panel della Sony c’è Dalton Ross di EW. Ha invitato Harald Zwart a salire sul palco; a seguire, i membri del cast e l’autrice della serie, Cassandra Clare. La Collins ha detto di amare il fatto che Clary è molto concentrata sul trovare sua madre. È tenace. È coraggiosa. La Collins ha rivelato inoltre di essere una fan dei libri da prima di essere presa per Clary, e che interpretare la protagonista per lei è un onore.

4:45 PM – Zwart ha detto che il materiale di riferimento è grandioso. La parte più complicata è stata comprimerlo. Ci ha lavorato a stretto contatto con Cassandra. La Clare ha detto che sperava proprio di essere coinvolta nel casting e sul set. Dalton ha detto a Jamie che è un “bastardo arrogante”, riferendosi al suo personaggio. Jamie ha confermato di interpretare Jace come uno stronzo impertinente. Secondo lui, Jace dentro di sé è vulnerabile, e si permette di abbassare la guardia solo con Clary. Per Jamie, è questo il suo bagagilio. L’ha interpretato un sacco scontroso, ma c’era bisogno che lo fosse, in modo da portare le persone a provare qualcosa per lui più in là nella storia. Robert Sheehan ha parlato dei personaggi in Misfits: i loro poteri derivavano dalle insicurezze che provavano. Al contrario, in The Mortal Instruments ci sono degli aspetti demoniaci. Kevin Zegers ha detto di aver provato a creare un personaggio e di non guardare troppo oltre nei libri o di fare congetture  su di lui. La sua sessualità è svelata nel corso della serie. Ama il personaggio di Alec. È rimasto davvero impressionato dal fatto che la Clare ha scritto di questo personaggio che, pur avendo un sacco di casini in corso, riesce a essere comunque cazzuto.

4:51 PM – La Clare ha rivelato di aver interpretato uno dei demoni al party di Magnus.
E ora ci mostreranno la clip.
Clary sta cercando di farsi dare delle risposte da Jace riguardo certe cose strane che continua a vedere. Nel frattempo, sua madre riceve delle visite. Si comincia con la mamma di Clary che sente bussare alla porta. Poi qualcuno rompe l’uscio e la attacca. Clary è con Jace nel vicolo e gli dà del killer. “So quello che ho visto,” fa, e poi gli mostra un disegno e chiede a Jace di spiegarle perché continua a disegnare quella cosa. La madre di Clary, nel frattempo, sta lottando con un uomo pieno di tatuaggi nel suo appartamento, e la scena funziona, dal momento che Lena Headey è meravigliosa. Il telefono di Clary squilla, però lei è troppo presa dal suo tentativo di farsi dare delle risposte. Sua mamma la chiama e le dice di non tornare a casa. Poi beve qualcosa e dice al tizio, Valentine, che non avrà mai la coppa. Clary torna di corsa all’appartamento e lo trova distrutto. Un cane cerca di attaccarla. Poi il cane si apre e dal suo interno esce un demone orribile. Striscia per il pavimento e cerca di inseguirla. Ha dei tentacoli. Clary si nasconde in un frigo e fa esplodere la cucina. Il demone si divide in tanti pezzi che poi si fondono nuovamente insieme e cercano ancora di attaccarla. A quel punto appare Jace, che la salva. Si ripulisce la manica dalla sostanza appiccicosa che l’ha sporcata e poi abbraccia Clary. Le dice che quello era un demone. Lei non gli crede. Jace le spiega che anche quella cosa che ha ucciso al club era un demone. Possono impossessarsi di ogni creatura vivente, quindi Clary non può fidarsi di nessuno. Di conseguenza Clary gli domanda perché dovrebbe credere a lui. Jace le fa notare che le ha appena salvato la vita.

4:59 PM – Cassandra Clare si dà un numero di parole da scrivere ogni giorno e una volta che raggiunge il suo obiettivo ha il permesso di fare ciò che vuole. Pensa sia importante per riuscire. Lily ha spiegato che la sfida più grande dell’interpretare il personaggio di Clary è stata fare le acrobazia indossando un abito attillato e degli stivali coi tacchi alti. Per Jamie, invece, la cosa più complicata è stata non mangiare cioccolata. Robert ha detto che il suo ego maschile ha ricevuto un colpo o due. Kevin invece ha detto che la cosa più difficile è stata stare in compagnia di Bower. E che ha mangiato un sacco di cioccolata e altri dolci davanti a lui. Quanto a Godfrey, per lui è stato complicato togliersi i pantaloni davanti ad Harald. Questa cosa ha scatenato una serie di battutine sul panel. L’intimo che Godfrey indossa in una scena del film è suo, non fa parte degli abiti confezionati per la pellicola.

5:03 PM – La Clare vorrebbe essere in grado di disegnarsi una Fearless Rune. Zwart ha detto che se potesse si farebbe la runa per girare film di successo. E così finisce il panel! »