Traduzione: una scena tagliata di City of Lost Souls!

Buongiorno, Shadowhunters! La nostra Cassandra ci ha regalato una scena tagliata (Clace) da Città delle Anime Perdute; riuscite a trovare tutte le differenze col romanzo? :)

 

 

 

 

 

 

SNIPPET

 

Volevo solo sapere da che libro viene questa citazione: ‘Sei nelle mie ossa e nel mio sangue e nel mio cuore,’ disse lui. ‘Dovrei aprirmi in due per lasciarti andare via.’
La amo, e vorrei sapere se viene da un libro futuro o da una scena tagliata di TMI o TID. Inoltre potresti dirmi che dovrebbe pronunciarla? Scusa se hai già risposto a questa domanda, ma non sono riuscita a trovarla da nessuna parte, sino a ora. Grazie per il tuo tempo. :) xx

Era uno snippet non identificato, giusto? Li tiro fuori da lavori in corso, quindi non sempre finiscono nei romanzi. Ma ho dato un’occhiata in giro e l’ho trovato nel mio computer; è una scena cancellata (riscritta, in verità) Clace di Città delle Anime Perdute, dopo che Jace è diventato cattivo. Dagli archivi de Le Cose Che Non Sono Mai Successe:

 

 

Clary non sapeva per quanto tempo se ne fosse rimasta seduta sui gradini d’ingresso di Luke, quando il sole cominciò a sorgere. Si levò dietro la casa di lui, col cielo che diventava rosa scuro; il fiume era una striscia blu acciaio. Clary stava tremando – tremava da così tanto tempo che tutto il suo corpo sembrava essersi contratto in un unico forte brivido di freddo. Aveva usato due rune per riscaldarsi, ma non le erano servite; aveva la sensazione che quel tremito fosse psicologico quanto tutto il resto. Sarebbe venuto? Se dentro di sé era ancora tanto Jace quanto pensava lei, allora sì; quando le aveva detto che sarebbe tornato per lei, intendeva dire il prima possibile. Jace era impaziente. Ma non gli piacevano i giochetti.
Ma Clary aveva modo di aspettarlo solo per un certo lasso di tempo. Prima o poi Magnus si sarebbe svegliato, sua madre sarebbe tornata dalla Fortezza di Ferro insieme a Fratello Zaccaria. Avrebbe dovuto rinunciare a Jace per almeno un altro giorno, se non di più.
Chiuse gli occhi per non guardare la luminosità del sorgere del sole, poggiando i gomiti sul gradino sopra di lei. Per un istante, si crogiolò nella fantasia che tutto fosse esattamente come un tempo, che non fosse cambiato niente, che si sarebbe vista con Jace quel pomeriggio per allenarsi, o quella sera per cena, e lui l’avrebbe stretta e fatta ridere come al solito. Dei filamenti tiepidi di sole le sfiorarono il viso. Con fare riluttante, aprì gli occhi.
Ed eccolo lì, che le si avvicinava, come sempre silenzioso quanto un gatto. Indossava degli stivali, dei pantaloni neri e un maglione blu scuro che faceva sembrare i suoi capelli luminosi quanto i raggi del sole. Clary si raddrizzò col cuore che le batteva forte. Sembrava tratteggiato contro la brillante luce del sole, e i suoi occhi splendevano come scudi lucidati. A Clary tornò in mente quella notte a Idris che avevano passato a guardare i fuochi d’artificio, come si fossero stagliati contro il cielo e lei avesse pensato a degli angeli che cadevano circondati dalle fiamme.
Jace la raggiunse e le porse la mano; lei la afferrò e si lasciò alzare in piedi. Gli occhi oro pallido di lui cercarono il viso di Clary. “Ti voglio con me,” le disse. “Ma voglio che sia una tua scelta. Una volta che ce ne saremo andati, non potrai più tornare.”
“E se dicessi di no?” gli sussurrò lei in risposta.
“Allora tornerò e te lo chiederò di nuovo, in futuro. E poi ancora una volta. Ma sarà sempre una tua scelta.”
“Ti amo,” gli disse. “Per me non c’è mai stato e non ci sarà mai nessuno, oltre a te.”
Jace scosse il capo. “Amore è una parola troppo piccola,” fece. “Sei nelle mie ossa e nel mio sangue e nel mio cuore. Dovrei aprirmi in due per lasciarti andare via, e anche allora…” La tirò contro di sé, contro al suo cuore. “Vieni con me, Clary. Vieni con me.”
“Odio l’idea di vivere senza di te,” gli rispose lei, e pensò, ora cominciano le bugie. “Io voglio venire con te. Non mi importa dove andremo, o cosa tu stia facendo, né di nient’altro che non sia lo stare con te.”
Jace sorrise, brillante come il sole quando esce fuori da dietro le nuvole. “Sei sicura?”
“Sì.”
Si sporse in avanti e la baciò. Allungandosi per stringerlo, Clary sentì un sapore amaro sulle sue labbra; poi l’oscurità, come un sipario che segnala la fine dell’atto di una recita, calò su di loro.

Extra tradotto: numerose scene tagliate da City of Lost Souls!

Alla fine le restanti scene tagliate (sono dodici, di varie dimensioni) le abbiamo caricate oggi. ;) Speriamo vi piacciano!

PS: se vedete un “____”, è perché la parola nella versione originale del testo era stata omessa (visto che la scena tagliata era stata regalata a noi fan prima dell’uscita effettiva di Città delle Anime Perdute).

1 – Questa volta, quando Clary suonò il campanello, lei e Simon, anziché ritrovarsi nel corridoio buio davanti alla stanza della Regina, finirono in una caverna umida che sapeva di muffa; le pareti gocciolavano acqua fredda, il terreno era fangoso e marrone sotto ai loro piedi. Svariati passaggi conducevano a quella che pareva essere la stanza principale. Mentre si voltava, gli stivali di Clary scivolarono sulla pietra bagnata, e dovette afferrare il braccio di Simon per tenersi in equilibrio.
Lui stava guardando in alto, osservando le pareti della caverna, gli occhi scuri pieni di curiosità. Posò una mano sulla pietra e poi la tolse, mostrandole il palmo luminoso. “Guarda,” disse. “Muschio fosforescente.”
“Le fate lo usavano per creare delle torce,” spiegò Clary, ricordando ciò che aveva letto nel Codice. “Quello, e fuochi fatui intrappolati nel vetro.”
“Andiamo.” Simon la spinse dolcemente in avanti verso uno degli scuri passaggi che attraversavano la parete.
“Sai dove stai andando?”
“In caso di dubbio, muoviti in avanti,” le rispose. “L’ho imparato nei Boy Scout. Inoltre, vedo perfettamente bene, al buio.”
“Ci riuscirei anche io, se mi facessi una runa della visione notturna – oh!” Clary boccheggiò, e i due si fermarono mentre Meliorn gli compariva davanti, l’armatura bianca che luccicava come una stregaluce nella penombra. C’era un’espressione sgradevole nei suoi occhi chiari.
“Dunque sei tornata nella nostra terra, umana bugiarda,” disse a Clary. “Devi essere o molto coraggiosa o molto stupida se desideri presentarti davanti alla Regina dopo il trucco che hai tentato di giocarle.”
“Non lo definirei un tentativo,” osservò Clary. “L’ultima volta che ho controllato, aveva funzionato.”
“Sì,” disse Simon. Clary lo sguardò di sbieco, e lui si strinse nelle spalle. “Ti stavo solo dando manforte.”
“Cosa mi impedisce di ucciderti qui e prenderti il premio?” domandò Meliorn senza alcuna emozione.
“Due cose,” rispose Clary, contandole sulle dita. “Uno, non ce l’ho io. Ce l’ha lui.” Indicò Simon. “Buona fortuna se cercherai di ucciderlo. Due, se dovessi farlo la Regina non scoprirà mai cosa desideravo, e sai che è curiosa. Se non lo fosse, mi avrebbe tolto il richiamo, non me l’avrebbe lasciato.”
Meliorn sospirò. “Sei una sciocca del peggior genere. Quello che crede di essere intelligente. Molto bene, piccola Nephilim umana. Seguimi. Forse, se sei fortunata, la Regina ti lascerà vivere.” Si voltò e attraversò il passaggio.
“Ricordi quando pensavamo che le fate fossero piccoli esserini che vivevano nei funghi e indossavano cappelli fatti di ranuncolo?” Clary guardò Simon mentre cominciavano a seguire il cavaliere delle fate. “Non era meraviglioso?”
Simon ghignò, un lampo nell’oscurità, e le strinse la mano.

2 – Clary scosse il capo. “L’onestà è più… più dell’ordine delle parole. Dicono che le fate non sono in grado di mentire, ma tu lo fai con le tue intenzioni, il tuo atteggiamento, i tuoi gesti…”
“E gli umani no?” Lo sguardo della Regina scivolò da Clary a Simon. “Questo vampiro, questo Diurno che ti porti sempre dietro – è il ragazzo il cui bacio non desideravi, qui nella mia Corte, non è così? Ti importa qualcosa di lui, o è solo il Marchio di Dio che porta su di sé a fare in modo che tu lo voglia con te, come se fosse uno scudo? E tu,” aggiunse, voltandosi verso Simon, “tu che la amavi, adesso le presti il tuo non insignificante potere per aiutarla a trovare colui che ama di più? Cosa ci guadagni?”
Simon si schiarì la gola. “Forse è questa la differenza tra la mia specie e la tua,” disse. “A volte facciamo delle cose non per il nostro guadagno.”
“Ah,” rispose la Regina. “Per stupidità, vuoi dire.”
“Non la chiamerei così.” Clary non riuscì a non restare impressionata – l’ultima volta che erano stati lì, Simon si era sentito troppo a disagio e fuori luogo per pronunciare più di una manciata di parole; adesso difendeva le sue decisioni. “Ora, vuoi ____ o no? Ci sono delle questioni che richiedono la nostra presenza.”
“Potrei prendervelo,” rispose la Regina. “Sbarazzarsi della ragazza non sarebbe difficile, e per quanto riguarda te, Diurno, coloro che mi servono lo fanno con la loro vita. Una carica suicida potrebbe procurarti notevoli fastidi, a dispetto della tua maledizione.” Spostò lo sguardo su Simon, facendoglielo indugiare addosso.
“Sono la figlia adottiva del membro del Consiglio Lucian Graymark,” si inserì Clary. “Sono vicina ai Lightwood dell’Istituto. Varrebbe la pena di guadagnarsi la loro collera e ira solo per vendicarti del mio inganno? Inoltre – mi hanno sempre detto che le fate apprezzano l’intelligenza. Non desideri che si dica che non sai apprezzare un bel trucco, per quanto a tue spese, no?”
Clary capì guardando gli occhi della Regina sbarrarsi di aver scommesso molto – forse troppo – sull’orgoglio della fata; un attimo dopo, però, la Regina cominciò a sorridere, e le creature nella parete strillarono in tono d’apprezzamento. “Furba come tuo padre,” le disse, e Clary ebbe la sensazione di aver ricevuto un calcio nello stomaco. “Molto bene. Cosa vorresti in cambio del ___? Devo decidere se la tua proposta merita una negoziazione.”

3 – “Beh, salve, madre,” disse Sebastian; la sua voce era simile alla seta. “Ti sorprende vedermi?”

4 – Jace la raggiunse e protese le mani verso di lei; Clary le strinse e lasciò che la tirasse in piedi. I suoi occhi d’oro pallido le cercarono il viso. “Ti voglio con me,” le disse. “Ma voglio che sia una tua scelta. Una volta che saremo andati via, non potrai tornare indietro.”

5 – Jace posò ciò che aveva tenuto in mano sul davanzale e la raggiunse. Clary gli si poggiò contro, e la mano di Jace le scivolò sotto la maglia, posandosi con fare carezzevole, possessivo, sulla sua schiena. Lui si chinò per baciarla, all’inizio dolcemente; la dolcezza andò via alla svelta, però, e presto Clary si ritrovò premuta contro il vetro della finestra, le dita di Jace sull’orlo della maglia di lei – di lui
“Jace.” Clary si spostò lievemente. “Sono abbastanza sicura che le persone lì in strada possano vederci.”
“Potremmo…” Jace fece un gesto in direzione del letto. “Spostarci… di là.”
Lei ghignò. “L’hai detto come se ti ci fosse voluto un po’ per farti venire quell’idea.”
Quando Jace parlò, la sua voce suonò attutita dal collo di Clary. “Posso solo dire che fai rallentare i miei processi mentali. Adesso so cosa si prova a essere una persona normale.”
“Cosa… si prova?” Le cose che le stava facendo con le mani sotto la maglia erano una distrazione.
“È terribile. Sono già parecchio lontano dal mio numero minimo di battute spiritose, oggi.”

6 – “Vuoi che porti Isabelle?”
“Isabelle è qui?” A dispetto di tutto, Magnus riuscì a suonare divertito.
“Lei – lei, ah, ha passato la notte qui.”
“Alec ne sarà deliziato. Magari potremmo organizzare una gara per scoprire chi tra lui e Jocelyn ti ucciderà per primo.” Ridacchiò.

7 – Gli sforzi di Clary quasi risultarono sprecati quando alzò lo sguardo e vide Sebastian appoggiato contro il muro opposto del corridoio; aveva le braccia incrociate e la guardava.
Si sentì improvvisamente molto consapevole degli abiti che indossava. Lo stesso vestito a sottoveste che aveva messo per andare al club, ma senza i suoi stivali, la sua giacca e, cosa più importante, il ronzio che l’aveva guidata la notte precedente, aveva la sensazione di essere indifesa, vulnerabile. “Chi mi ha tolto le scarpe?”
“È questo che vuoi sapere?” Sebastian sembrava incredulo. “Svieni in un locale, ti risvegli ricoperta di sangue e tutto ciò che desideri sapere è dove si trovano le tue scarpe?”

8 – [NdT: detta presumibilmente ad Alec] “Non prenderla male, ma odori come Magnus.”

9 – “Hai rubato una barca,” scattò [NdT: presumibilmente Clary]. “Che devo farmene di te, ladro di barche lunatico?”

10 – “È uno Shadowhunter,” disse Jocelyn. “La sua lealtà va al Conclave e all’Alleanza.”
“È mio amico,” rispose freddamente Magnus. “La sua lealtà va a me.”

11 – La legge degli Stregoni era parecchio chiara, a riguardo: potevi amare un mortale, era accettabile, ma non spettava a te interferire con la sua mortalità. Ci voleva del tempo per abituarsi a una regola del genere… di norma finché non ti rendevi conto che essere immortale era meno un dono e più un peso.
Magnus lasciò cadere la tabacchiera sulla scrivania e prese il telefono, digitando il pulsante di chiamata rapida associato al numero di Alec. Quando Alec rispose, sembrava sia tormentato che speranzoso: “Magnus? Hai trovato qualcosa?”
“Niente. Mi spiace.”
“Oh.” La bruciante delusione fece suonare la voce di Alec più debole.
“Ma pensavo ai parabatai,” disse Magnus. “Quando i parabatai sono particolarmente intimi, riescono a sentire se l’altro è morto, o Mutato, o…”
“Lo so,” rispose Alec. “Questo lo so. L’ho sentito – quell’istante in cui Jace è morto, a Idris. Ma stavolta non è così.” Magnus riusciva a immaginarselo, gli occhi blu sul suo viso pallido, mentre si tirava una ciocca di capelli. Normalmente Alec pareva uno caduto fuori dal letto e dentro una pila a caso di vestiti, anziché aver scelto con cura gli abiti; da quando Jace era sparito, sembrava anche che non si stesse più spazzolando i capelli. “Non sento niente, semplicemente.”
“Nel senso, niente davvero? Come in… nulla?”
“Giusto…?” Alec suonò confuso.
“Questo mi dà delle idee, in effetti,” disse Magnus. “Farò tutto ciò che è in mio potere per aiutare, lo sai, vero, Alexander? Non per il Conclave, ma per te.”
“Lo so.” Alec rimase in silenzio per un attimo. “È bello sentire la tua voce, anche se non puoi fare nulla,” aggiunse, e attaccò bruscamente.
Magnus si mise accanto il telefono e rimase seduto per un attimo, abbastanza immobile da sentire il suo stesso respiro. Lo sto perdendo, pensò. Non so come né perché, ma so che è così.

12 – [Un consiglio di Jace per il combattimento] “Entra lì dentro. Ammazza un sacco di persone. Cerca di non farti ammazzare a tua volta.”

 

Extra tradotto: una scena tagliata da City of Lost Souls!

Cominciamo a pubblicarvi quella che è la più lunga tra le scene tagliate di Città delle Anime Perdute ancora (nella nostra traduzione) inedite. :)

Protagonisti dell’estratto sono Clary, Jace e Sebastian. E niente, speriamo che vi piaccia!

PS: le altre arriveranno appena possibile, sono già pronte. Magari stasera! ;)

Clary si trovava nella stanza di Jace quando lui e Sebastian tornarono a casa. Aveva trovato davvero poche cose durante la sua ricerca. Non c’era nulla, nella stanza di Sebastian, che si potesse considerare interessante, eccezion fatta per alcuni libri scritti in latino; il latino di Clary, però, non era abbastanza buono perché potesse leggerli. Sulle pareti c’erano pagine che sembravano essere state strappate da qualche vecchia guida, illustrate con schizzi a penna bianchi e neri, ma non parevano collegate le une alle altre. Nel caminetto c’erano pezzi di cenere che dalla forma ricordavano brandelli di fotografie bruciate, ma quando Clary aveva cercato di prenderli in mano si erano sbriciolati.
La stanza di Jace era quella subito accanto; era immacolata, non conteneva quasi nessuno dei suoi averi. C’erano delle armi, ma Clary non riusciva a riconoscerle, e non riconosceva neppure i libri sugli scaffali. Il suo armadio era pieno di abiti, ma, proprio come quelli nella stanza matrimoniale, erano in gran parte nuovi: doveva averli acquistati durante le settimane precedenti, visto che molti presentavano ancora la targhetta col prezzo. Non rientravano in quello che secondo Clary era lo stile di Jace. Si era sempre vestito in maniera semplice – con cose normali, a tinta unita: abiti che gli stavano bene ma non attiravano l’attenzione. Era così bello che cose simili non avevano importanza, aveva sempre pensato Clary; aveva un aspetto eccezionale anche con un semplice jeans e una t-shirt. E adesso nell’armadio ne aveva in quantità, di jeans e t-shirt, ma le camice erano griffate, i cappotti e le giacche di Burberry e Hugo Boss e Dolce & Gabbana.
Come gli abiti nell’armadio di Sebastian.
Come i vestiti costosi che aveva sempre indossato Valentine.
Clary chiuse la porta dell’armadio e si sedette sul letto di Jace, dicendosi che si stava comportando come una stupida. Gli abiti firmati non erano qualcosa di cui preoccuparsi. C’erano altri oggetti, nella stanza, che parlavano del Jace che lei aveva sempre conosciuto – la pulizia, il modo in cui aveva organizzato le sue armi sull’armadio in ordine di grandezza, i libri sul comodino. Aveva sempre usato un pugnale dalla lama sottile come segnalibro; quest’abitudine non era cambiata. La foto di loro due era sulla parete. Persino il sapone agrumato nel suo bagno era lo stesso che aveva sempre usato…
Sentì i passi sulla scala, la voci. Quella di Sebastian si fece più forte: “Dov’è?”
Clary ebbe a stento il tempo di spegnere la luce, gettarsi sul letto e rannicchiarsi con la testa sul cuscino prima che la porta si aprisse. Jace era sulla soglia, incorniciato dalla luce del corridoio; Sebastian gli stava dietro. Clary si sollevò sul gomito, battendo le palpebre con fare assonnato a dispetto del battito accelerato del suo cuore. “Siete appena tornati?”
Jace lanciò un’occhiata a Sebastian – un’occhiata che diceva chiaramente: te l’avevo detto che sarebbe stata qui. “Non ci hai sentiti salire al piano di sopra?”
Clary scosse il capo. “Scusate, ero stanca. Credo di essere ancora esausta per essere rimasta sveglia fino all’alba, la notte scorsa.” Guardò timidamente Jace. “Mi sentivo un po’ sola, quindi ho pensato che se mi fossi rannicchiata nel tuo letto…”
Sembra che stia dicendo sul serio? Il volto di Jace si era rilassato, ma Sebastian la guardava come se lei fosse fatta di vetro trasparente e lui potesse guardare al suo interno, e quanto vedeva lo stesse divertendo.
Si mise a sedere, tirando indietro i capelli, e si allungò per accendere la lampada sul comodino.
“Non…” cominciò a dire Jace, ma Clary aveva già premuto l’interruttore.
Si irrigidì. I due ragazzi la osservavano, Jace con una certa preoccupazione, Sebastian con il solito angolo della bocca arricciato in un sorriso mezzo divertito. I suoi occhi scuri le mandarono lo stesso messaggio di sempre, quello che Clary cercava ogni volta di non leggere: sappiamo, io e te. Noi due conosciamo la verità.
Ma non era stato niente di tutto questo a farla irrigidire. Quello dipendeva dal fatto che entrambi fossero ricoperti da schizzi di sangue – c’era una macchia, sulla guancia di Jace, che gli sporcava le maniche, e una chiazza sulla maglia, i bordi scuri e irrigiditi dal sangue secco; la pelle sotto sembrava integra, però. Sebastian, invece – Sebastian aveva del sangue persino tra i capelli argentei e sugli abiti; sulle mani ce n’era tantissimo, al punto che sembrava stesse indossando dei guanti rossi. Il bracciale d’argento che portava al polso, lì dove gli era stata rigenerata la mano, era sporco di sangue.
Clary sentì la sua voce come se provenisse da un posto molto, molto lontano. “Cos’è successo?”
“Abbiamo avuto un problemino,” rispose Sebastian. “Nulla che non potessimo gestire.” Piegò il capo di lato. “Sei pallida come un fantasma, sorellina. Non dirmi che non hai mai visto di peggio. Siamo Shadowhunters. È questo che facciamo.”
“Certo.” Clary aveva risposto in maniera meccanica. “È solo che non voglio che vi facciate male.”
“Allora non c’è ragione perché tu debba preoccuparti. La maggior parte di questo sangue non è di nessuno dei due.”
Clary deglutì, la gola secca. “E allora di chi è?”

Extra tradotto: una scena Sizzy tagliata da City of Lost Souls

Che ne dite, Shadowhunters, continuiamo con le scene tagliate? ;)

Questa, come dice anche il titolo del post, viene da Città delle Anime Perdute, e ha per protagonisti Simon e Isabelle. :3 Speriamo vi piaccia!

Maia li stava aspettando al McCarren Park, in uno dei sentieri stretti ricoperto dagli scheletri delle foglie cadute. Indossava una giacca di pelle grigia e un capello rosa chiaro tirato sulle orecchie, da cui i capelli selvaggiamente ricci sfuggivano creando un alone castano dorato. Accennò un saluto quando cominciarono ad avvicinarsi a lei, e le prime parole che pronunciò furono: “Avete sentito di Luke?”
Annuirono tutti – Simon aveva raccontato a Isabelle e Jordan tutto ciò che sapeva in metro – e Maia finì col camminare accanto a Jordan mentre attraversavano il parco; erano un quartetto in movimento. Jordan teneva le mani in tasca e stava parlando a bassa voce con Maia, lupo a lupo. Simon lanciò un’occhiata a Isabelle, che gli camminava silenziosamente accanto.
Il debole sole novembrino era venuto fuori da dietro alle nuvole e donava un riflesso rossastro ai suoi capelli. Isabelle sapeva dello shampoo alla mela di Simon e di Shadowhunter. “Dunque,” le disse. “Vuoi che ti chieda perché la scorsa notte eri svenuta nel mio letto, quando sono arrivato a casa, o no?”
“Non sono svenuta nel tuo letto,” gli rispose lei mentre svoltavano a sinistra, verso Manhattan Avenue. La fermata della linea G era nei paraggi, e un ragazzo stava poggiato contro il parapetto e suonava una canzone senza melodia con la chitarra. “Sono svenuta nel tuo soggiorno e Jordan mi ha messo nel tuo letto.”
“Davvero?”
“Beh, se non è stato Jordan, allora qualcuno è entrato in casa tua e mi ha messo nel tuo letto. Personalmente preferisco la teoria di Jordan. È meno inquietante.”
“Non è questo, è – che ci facevi, ubriaca, con Jordan? Lui non beve molto.”
“Immaginavo. Ha un pessimo gusto per la tequila.”
“Iz.” Simon le mise una mano sul fianco. “Voglio solo sapere perché sei venuta.”
Isabelle girò il viso dall’altra parte, i capelli di un nero brillante che le scivolavano lungo la schiena. C’era un piccolo Marchio sulla parte inferiore sinistra della sua gola, proprio sopra la clavicola. Sembrava vulnerabile, per qualche ragione. Simon avrebbe voluto sfiorarlo coi polpastrelli, ma tenne le mani in tasca.
“Tutto fa schifo,” disse Isabelle. “Ho visto Helen e Aline, la notte scorsa. Abbiamo cenato insieme. Sono così felici, e io continuavo a pensare…” Si morse il labbro. “I miei genitori stanno divorziando, penso,” disse. “Alec è felice, ma non lo vedo mai. Jace è [riadattato – scusatemi, ragazzi!]. Max è morto. Clary…”
“Capisco,” le rispose Simon, gentile. “Avevi bisogno di parlare con qualcuno e non sei riuscita a pensare a nessun’altro.”
“No!” esclamò Isabelle; c’era chiaramente della frustrazione nella sua voce. “Volevo parlare con te. Sempre – intendo, mi piace parlarti. Anche se la situazione non fosse questa, vorrei…” Lo guardò di traverso. “Intendo, siamo usciti insieme.”
“Ma non è stata – non è mai stata una cosa seria,” rispose Simon in tono imbarazzato. “Non pensavo che volessi…”
“E tu? Volevi che fosse seria?” chiese Isabelle. C’era una certa rigidità nella sua voce – orgoglio, immaginò Simon. Isabelle non era il genere di ragazza che fa la prima mossa. Non era il genere di ragazza che deve farlo.
“E tu?”
Isabelle emise un verso esasperato. “Guarda, la scorsa notte non sono venuta perché sei il numero sei su qualche lista e tutti gli altri non erano disponibili. Sono venuta perché – mi piaci. Mi fai sentire meglio. Forse ha a che fare con la tua faccia.”
“La mia faccia ti fa sentire meglio?” Quindi gli stava dicendo che lo trovava rassicurante, dolce, affidabile, tutto questo genere di cose; il genere di cose che Simon sapeva che Clary pensava di lui; il genere di cose che non avevano aiutato a far sì che lei guardasse lui anziché Jace, non per cinque minuti. E a Isabelle piacevano i ragazzi pericolosi, non quelli… rassicuranti. Rassicuranti erano gli animaletti di peluche. Come si può essere vampiri e non risultare sessualmente minacciosi? Simon non ne era certo, ma in qualche modo sapeva di esserci riuscito.
Gli fu risparmiata una conversazione ancora più straziante dall’arrivo all’appartamento di Magnus, il cui ingresso, come al solito, puzzava come la combinazione di pipì di gatto e pizza avariata. Simon seguì Isabelle su per le scale – ricordando la prima volta che era stato lì, incollato a Isabelle e segretamente speranzoso di rendere Clary gelosa, non che la cosa avesse funzionato. L’appartamento di Magnus era stato pieno di fumo color arcobaleno e Nascosti; adesso, mentre ci entravano, era silenzioso e pieno del sole di fine mattinata.
Magnus, Jocelyn e Alec stavano tutti seduti intorno a un lungo tavolo rettangolare. Magnus stringeva tra le mani una tazza di caffè; indossava una tuta verde scuro con delle strisce gialle e i suoi capelli erano la massa disordinata di chi si è appena alzato dal letto. Alec sembrava… Alec. Alzò un sopracciglio in direzione della sorella, mentre entrava nella stanza, ma non sembrava incline né a uccidere lei, né a uccidere Simon.
Ma Jocelyn guardò Simon con occhi penetranti quanto unghie. “Dov’è Clary?” gli chiese, tesa.

Extra tradotto: “Dirty Sexy Club Scene”

In Città delle Anime Perdute, lo ricorderete di certo, c’è una scena molto… interessante che coinvolge Jace, Clary e un locale a Praga. ;)
Qualcuno di voi forse non sa, però, che la versione presente nei romanzi (sia quella originale che la traduzione italiana) è censurata – l’originale era diversa. Un po’ più esplicita.

Dal momento che non ricordiamo di averla mai caricata tradotta, eccola qui. Speriamo vi piaccia!

PS: visto che è un regalo di Natale per i nostri fan, NON PRELEVATE L’EXTRA. Condividete il link!

“Che sta succedendo?” Era Jace, che era riuscito a farsi largo tra la calca di ballerini. Altra roba luccicante gli si era incollata d’addosso, gocce d’argento attaccate all’oro dei suoi capelli. “Clary?”
“Scusami,” disse lei rimettendosi in piedi. “Mi sono persa tra la folla.”
“Ho notato,” replicò Jace. “Un secondo prima stavo ballando con te, quello dopo eri scomparsa e un licantropo molto insistente cercava di sbottonarmi i jeans.” Prese la mano di Clary, disegnandole lievemente dei cerchi sul polso con le dita. “Vuoi tornare a casa? O ballare ancora un po’?”
“Ballare ancora un po’,” gli rispose lei. “Va bene?”
“Andate pure.” Sebastian si allungò all’indietro, le mani poggiate sul bordo della fontana, il sorriso simile alla lama di un rasoio. “Non mi dispiace guardare.”
Qualcosa balenò davanti agli occhi di Clary: il ricordo dell’impronta insanguinata di una mano. L’immagine sparì così come era arrivata, e lei corrugò la fronte. Quella notte era troppo bella per pensare a cose spiacevoli. Rivolse un ultimo sguardo al fratello prima che Jace la guidasse verso i margini della folla, portandola vicino alle ombre, lì dove la pressione dei corpi era più leggera. Un’altra sfera di luce colorata esplose sopra le loro teste mentre camminavano, spargendo argento, e Clary alzò la testa, catturando le gocce agrodolci con la lingua.
Jace si fermò e la trascinò nella sua direzione. Le riusciva di sentire il liquido argentato correre lungo il suo viso come lacrime. Jace se la tirò contro e baciò le gocce, come se stesse scacciando delle lacrime coi baci, e le sue labbra erano calde sul suo viso e la fecero rabbrividire. Raggiunse con le dita la cerniera della giacca militare di Jace, la aprì, infilò le mani dentro, sopra il cotone della sua camicia, poi sotto l’orlo, le unghie che graffiavano leggermente la pelle sopra le costole. Jace si fermò e le mise una mano a coppa sul retro del collo, chinandosi per sussurrarle in un orecchio. Non si poteva più dire che uno dei due stesse danzando: la musica ipnotica intorno a loro continuava a suonare, ma Clary ne era a stento consapevole. Una coppia li superò ballando e, ridendo, fece un commento derisorio in ceco: Clary non capì, ma sospettava che il succo fosse: Prendetevi una stanza.
Jace emise un gemito impaziente, e poi la stava tirando di nuovo dietro di sé, attraverso il resto della folla, in una delle alcova ombrose che ricoprivano le pareti.
Quest’alcova era conica, con al centro un basso piedistallo di pietra su cui stava un angelo alto circa tre piedi. Era fatto di basalto nero, ma aveva gli occhi di vetro, come quelli di una bambola, e le ali d’argento. Il pavimento era scivoloso e umido. Lo attraversarono scivolando per poi finire contro un muro, con Jace che ci poggiava la schiena contro, e poi la stava baciando, premendole baci duri e affamati contro le labbra. Anche lui sapeva di agrodolce, e gemette quando Clary gli leccò le labbra per saggiarne il gusto. Le dita di lei gli corsero tra i capelli. Nell’alcova era buio, così buio che Jace era solo un contorno di ombre e oro. Clary afferrò i lembi della sua giacca, facendoglieli scivolare lungo le spalle; cadde a terra, e Jace la calciò via. Lei gli portò le mani sotto la maglia, artigliandogli la schiena, le unghie che scavavano nella sua pelle, uno strato morbido sopra i muscoli duri.
Jace la baciò con più forza, e lei gli strinse le spalle mentre lui le succhiava il labbro inferiore e poi glielo mordeva, facendole correre un brivido di piacere misto a dolore attraverso il corpo. Clary si dimenò per stargli più vicina e avvertì il respiro di Jace accelerare; riusciva a sentire il sapore di sangue nella bocca, sale e calore. Era come se volessero aprirsi a vicenda, pensò, in modo da potersi infilare l’uno nel corpo dell’altra e respirare ognuno il respiro dell’altro e condividere con l’altro ogni battito del cuore, anche se questo li avrebbe uccisi entrambi. Sotto le sue unghie, nei punti in cui gli aveva graffiato la schiena, c’era sangue.
Jace la spinse in avanti, ruotando entrambi in modo da incastrare Clary tra il suo corpo e la parete. Mentre giravano, afferrò l’estremità della statua dell’angelo, che cadde per terra e andò in pezzi, sollevando una nuvola di marmo. Rise e si lasciò cadere sul pavimento davanti a lei, in ginocchio tra i resti della statua. Clary lo osservò, stordita, mentre le faceva correre le mani su per gli stivali, per le gambe nude, per il pizzo che ornava il bordo del suo abito sottoveste. Trattenne il respiro quando le dita di Jace scivolarono come acqua su e sotto la seta, sulla vita, per poi afferrarle i fianchi, lasciando striature d’argento sulla seta.
“Che stai facendo?” gli sussurrò. “Jace?”
Lui alzò lo sguardo su di lei. La luce peculiare del locale trasformò i suoi occhi in tanti frammenti di colori diversi. Il suo sorriso era peccaminoso. “Puoi chiedermi di smetterla in qualsiasi momento,” le disse. “Ma non lo farai.”
“Jace…” Le mani di Jace affondarono nella seta del vestito, alzando l’orlo, e lui si chinò a baciarle le gambe, la pelle nuda dove finivano gli stivali, le ginocchia (chi avrebbe mai detto che le ginocchia possono essere così sensibili?) e poi più su, dove nessuno l’aveva mai baciata prima. I baci erano leggeri, e anche se il suo corpo si irrigidiva per il desiderio di dirgli che voleva di più, ma non sapeva cosa, non sapeva di cosa avesse esattamente bisogno, non era importante, perché tanto Jace sembrava saperlo. Clary lasciò che la testa le si poggiasse nuovamente contro il muro, socchiudendo gli occhi, sentendo solo il battito del suo cuore, simile a un tamburo, nelle orecchie, sempre più forte.

Traduzione: la quinta intervista del #TMITour!

È uscita anche la quinta intervista del TMI Tour, quella in cui Cassie ha parlato di Città delle Anime Perdute a Dark Readers. ;) L’abbiamo tradotta!

 

 

 

 

 

Il confronto tra Alec e Magnus e la loro rottura sono sempre stati in programmi durante tutta la serie?
Nel senso che la loro rottura è venuta organicamente fuori dai loro personaggi, sì. Si tratta degli stessi difetti caratteriali e delle stesse difficoltà che li hanno sempre afflitti. Alec è sempre stato insicuro, e Magnus è sempre stato reticente. Per non dire, poi, che Alec è mortale e Magnus no. Sarebbe una fonte di guai per qualsiasi coppia, specialmente una che evita di continuo di parlare dei suoi problemi.

Coinvolgere il Fuoco Celeste è un’idea che ti è venuta prima degli eventi di The Infernal Devices?
Stavo già lavorando a TID quando mi sono resa conto che il Fuoco Celeste avrebbe giocato un ruolo importante in TMI. Un sacco di persone mi chiedono se il Fuoco in Jace è lo stesso che era in Tessa ne La Principessa. Devo ammettere che penso siano diversi. Tessa aveva assunto l’aspetto di un angelo, stava bruciando del Fuoco Celeste. Ciò che è in Jace proviene dalla spada dell’Arcangelo Michele. Riguarda più la vendetta e la gloria del cielo che le caratteristiche compassionevoli degli angeli.

Quale scena di Città delle Anime Perdute è rimasta impressa nella tua mente?
È difficile scegliere. Adoro la scena al lago con Simon e Raziel. E Jocelyn e Izzy che vanno dalle Sorelle di Ferro. E nella mia testa spicca la visita di Jace e Clary al club di Praga. Era stato divertente scrivere qualcosa che cominciava come una scena di una festa selvaggia e divertente e poi si trasformava gradualmente in qualcosa di oscuro e minaccioso e sanguinolento.

Il finale ha mandato fuori di testa molti fan; c’è qualcosa che non sei riuscita a inserire, nella conclusione del libro?
Non penso! Credo che tutto ciò che dovesse esserci ci sia. Non si vuole passare la fine del libro soffermandosi troppo su ciò che essenzialmente porrà le basi per il seguito. Il messaggio omicida di Sebastian – “Sto venendo” – è sempre stato progettato per essere il finale. Volevo concludere con una nota che lasciasse intuire che stava per succedere qualcosa di grosso. Ma ero anche decisa a lasciare Clary e Jace in un punto abbastanza solido. La loro relazione è stata resa più forte dagli avvenimenti di CoLS, e volevo riconoscerglielo.

 

Ho amato la scena del club di CoLS. Il momento in cui Clary alza lo sguardo e vede ciò che tu sai? *Brividi* Quanto divertente è stato scriverla?
Davvero divertente, come ho detto, una delle mie preferite! Perché è una scena davvero sexy, all’inizio. Jace e Clary sono tutti e due in questo strano stato mentale – lui è posseduto, e lei sta giocando un gioco pericoloso, fingendo di essere dalla parte di Jace e Sebastian – e per certi versi cadono l’uno nelle braccia dell’altra, in questa scena, liberati dalla musica e anche dalle droghe demoniache nell’aria. E provano anche un bisogno disperato non sono l’uno dell’altra, ma pure di quella specie di sicurezza e salvezza che in genere trovano nella vicinanza reciproca, ma che qui non c’è, perché nessuno dei due è davvero se stesso. E poi il mondo esterno comincia a rifletterlo, e puoi vedere l’errore che c’è nella morte e nel sangue gocciolante. Mi ha davvero dato i brividi, scrivere questa scena.

La Scena del Club di City of Lost Souls disegnata da Cassandra Jean!

Shadowhunters, ricordate la “Scena del Club” (meglio conosciuta come “Dirty Sexy Club Scene”) di Città delle Anime Perdute? Immaginiamo di sì. ;)

Ebbene, Cassandra Jean l’ha disegnata – e direi che è un’immagine che vale la pena di essere rimirata!

 

 

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Cassie ha detto a riguardo:

« Un po’ di tempo fa, stavo parlando della “Dirty Sexy Alley Scene” di Città degli Angeli Caduti con Cassandra Jean.

 

Lei: “Che cos’è la DSAS?”

 

Io: “Molti anni fa, nel fandom di Shadowhunters, qualcuno chiamò la scena di CoFA ‘The Dirty Sexy Alley Scene’. A quel punto, tutte le scene hanno cominciato a ricevere soprannomi simili – la Dirty Sexy Bedroom Scene, la Dirty Sexy Club Scene, ecc. Per il momento sono:
DSAS: la scena del vicolo di CoFA;

DSBS: Tessa e Jem nella camera da letto in Clockwork Prince;

DSCS: Jace e Clary nel club in Città delle Anime Perdute;

DSDS: Will e Tessa, insieme, nel sotterraneo/cella in La Principessa;

DSES: Clary e Jace in un posto “E” attualmente non identificato, ma apparentemente sott’acqua. :)

Sembra essercene una per libro, dal momento che non esiste nessuna “Dirty Sexy Balcony Scene” per Will e Tessa, o “Dirty Sexy Bedroom Scene” per Simon e Izzy o Maia e Jordan o Alec e Magnus. Non so perché, però!”

 

Così Cassandra Jean si è gentilmente offerta di disegnarle. E che sono io per dire di no? Quindi ecco la piccola Sexy Club Scene da CoLS.

 

CLARY, CHE STAI FACENDO CON LA MANO? »

Traduzione: “Fidati delle adolescenti.”

Pochi giorni fa Cassie ha risposto a una domanda sul comportamento di Jace in CoFA e CoLS, e la relazione sua e di Clary in quel lasso di tempo. Dalla risposta è scaturita una bella riflessione sulle adolescenti – riflessione che ci è parso interessante tradurvi, perché piena di significato.

La trovate qui di seguito! :)

 

 

 

 

 

« “Ho riflettuto parecchio su questa questione, e anche se non sono certa di esporla chiaramente, ci proverò. Riguardo allo sviluppo della relazione di Clary e Jace tra Città degli Angeli Caduti e Città delle Anime Perdute: sebbene l’idea che l’amore possa innalzarci o distruggerci sia significativa, come la concili con una relazione che progressivamente diviene sempre più nociva dal punto di vista emotivo e fisico? Intendo, Jace si ritrova ovviamente a fronteggiare un sacco di roba e, pur essendo il suo stato mentale alterato/il suo comportamento colpa di qualcun altro, l’abuso subito da Clary in nome dell’amore non è un po’ perverso? Essendo io una donna adulta (23) e in perfetto stato mentale, accetto e comprendo che le dinamiche di una relazione sono fluide, ma nel raccomandare queste serie ad adolescenti decisamente meno razionali e molto più impressionabili di me mi preoccupa l’idea che possano cogliere un messaggio sbagliato nei libri. A volte la relazione di Jace e Clary quasi incoraggia le donne (o comunque il partner, anche se ritengo che questa linea di pensiero sia tendenzialmente femminile) ad accettare atteggiamenti abusivi nelle proprie relazioni, ad approvare idee come “È stata colpa mia”/“Non voleva farmi male” in nome dell’amore. La situazione di Jace mi ricorda il modo di comportarsi delle persone la cui salute mentale è alterata dalla dipendenza, e vedo quasi considerato il loro essere fuori di sé una scusante. Non so se sto leggendo in queste dinamiche più di ciò che c’è, ma ho grossi problemi a conciliare la relazione attuale con Jace con la natura forte e volitiva di Clary come eroina… Qual è il tuo pensiero a riguardo?” – (L’ho riadattata, ma se desideri vedere il tuo nome incluso nel post, persona che mi hai fatto la domanda, mandami un messaggio e sarà fatto.)

Per affrontare velocemente quest’argomento specifico: eccezion fatta per la breve scena alla fine di Città delle Anime Perdute, in Città degli Angeli Caduti e Città delle Anime Perdute Clary non ha alcun genere di rapporto con Jace, né salutare né malsano. Per chiarirci: Clary non ha una relazione con Jace perché, come comprende alla fine di CoLS, il Jace controllato mentalmente non è il vero Jace. Sembrerà anche Jace, fisicamente, e potrà pure proclamare di amarla, ma l’arco narrativo di Clary sta proprio nel realizzare che tutto questo non importa; questo chiarisce, in realtà, cosa rende sana una relazione. Clary vede oltre all’aspetto del falso Jace e ai sentimenti che lui sente per lei, comprendendo cos’è che rende Jace una brava persona, cosa gli è stato tolto: sia la moralità che quella caratteristica condivisa da entrambi, la caparbietà; in definitiva, l’esercizio del libero arbitrio. Evil!Jace non ha libero arbitrio, e dunque non è Jace. Questa non è una cosa che può essere messa da parte o ignorata. La fantasia è magia, il che significa che di fatto esplora situazioni che nessun’altro al mondo si troverà mai ad affrontare, e quindi è impossibile fare analogie. In questo segmento narrativo Jace è davvero vittima di un magico controllo mentale; non è solo una metafora per qualcos’altro. Sta succedendo nei libri. Jace, grazie alla magia, diventa letteralmente una persona differente. Sì, è vero che ci sono sempre valori metaforici applicabili a un mondo magico, ma un mondo magico non può essere solo una metafora, o non sarebbe fantasy.
L’altra cosa interessante del fantasy è che se decidi di leggerlo in maniera metaforica, le metafore al suo interno sono abbastanza flessibili da poter essere applicate a una quantità enorme di differenti problematiche. Per esempio, qualcuno mi ha scritto per dirmi che la situazione di Clary e Jace in CoLS lo ha aiutato a venire a patti con la sua relazione con un partner che soffre di depressione; un’altra persona mi ha detto che il libro l’ha aiutato con un membro della sua famiglia che soffre di disturbo post traumatico da stress. Nessuna delle due situazioni ha qualcosa a che fare con quella raccontata nel libro, ma la metafora è stata abbastanza flessibile da aiutarli ad applicarla alla loro situazione personale. Se desideri vedere in CoLS una metafora del rapporto nocivo tra Clary e Jace, beh – la relazione di Clary col Jace controllato mentalmente non è per niente okay, e nel libro lo sanno tutti, Clary inclusa. La sua decisione di andare a salvarlo è coraggiosa – e il coraggio è spesso cocciuto e sconsiderato, la scelta giusta per mettersi in pericolo. Clary pensa fin da subito a Evil!Jace come a una persona pericolosa. Fa leva sull’amore che lui sente per lei per cercare di avere un vantaggio, ma non c’è parte del libro in cui lo consideri il suo ragazzo, o pensi che scappare via correndo verso il tramonto sia una possibilità ragionevole. Il Jace controllato mentalmente è solo una chiave per riavere indietro il vero Jace. Quando diventa ovvio che non c’è modo di farlo, o che il prezzo sarebbe troppo alto, Clary decide di ucciderlo, e in ultimo lo fa davvero – sono solo la fortuna e la magia a tenere Jace in vita dopo che lei l’ha infilzato.
Perché mai qualcuno vorrebbe emulare una relazione che tutti nel libro considerano negativa, in cui l’unico partner felice è quello con la mente controllata e dove alla fine la ragazza si trova costretta ad accoltellare il ragazzo, presumibilmente a morte, perché quest’ultimo è cattivo?
Il che ci riporta all’“argomento ragazze adolescenti”. Ciò che succede a Clary e Jace in CoFA e CoLS è qualcosa che mai succederà nella vita reale, e questo le adolescenti lo sanno. Non sono così stupide da leggere di una ragazza che va a salvare il suo fidanzato manipolato mentalmente e decidere che questo significa che sarebbe bello avere una relazione nociva, così come, dopo aver letto Lolita, non sentono il bisogno di scappare con un pedofilo di mezza età. Nessuna delle due esperienze è presentata come divertente, e, sebbene io di mio mi opponga fermamente alla teoria che vuole gli adolescenti simili a pappagalli, in grado solo di copiare gli atteggiamenti che reputano divertenti, spero gli si possa dare almeno il credito di non voler imitare comportamenti che non vengono presentati affatto come divertenti.
Per lungo tempo, crescendo, ho visto questo tipo di messaggi secondo cui i libri sono cattivi – messaggi in cui si diceva che gli adolescenti non dovrebbero avere il permesso di leggere di personaggi omosessuali/che si drogano/che restano incinte perché in tal caso diventerebbero subito gay, drogati o ingravidate. Ora giungono anche messaggi dalla direzione inversa – gente che dice che nessuno dovrebbe leggere “Speak” di Laurie Anderson perché parla di stupro e questo potrebbe innescare casi simili. Persone che dicono che i miei libri, o anche quelli di Sarah Rees Brennan, o quelli di Holly Black, o quelli di Maureen Johnson, non dovrebbero essere letti perché contengono personaggi omosessuali che non si comportano come dovrebbero (sebbene solo l’1% dei libri YA contenga personaggi omosessuali, e quindi se cominci a escludere un libro con personaggi omosessuali perché “Alec è timido” – sì, mi è stato detto –, la pila di romanzi con all’interno situazioni LGBTQ si assottiglierà sempre più. Non sto cercando di certo di dire che merito una “A+” per aver fatto un lavoro perfetto nel rappresentare dei personaggi omosessuali, ma penso sia importante provare, perché se nessuno lo fa poi non ci sarà alcun libro con all’interno personaggi omosessuali, e nessuno ne pubblicherà più, e a un certo punto smetteranno di esistere. Una rappresentazione imperfetta è un passo in avanti per una perfetta). Le persone sostengono che i libri con all’interno situazioni sentimentali malsane andrebbero evitati, anche se all’interno del romanzo quella relazione è descritta come nociva e tutti nel libro ne hanno una cattiva opinione. Perché, aggiungono, le adolescenti sono troppo impressionabili, troppo stupide per vedere i sottintesi, gli indizi palesi, o anche le affermazioni pronunciare chiaramente – o troppo stupide per notare se uno scrittore è sessista, se ha pregiudizi contro i disabili, se è omofobo. Ma non è così. Queste cose loro le notano; ho ricevuto alcuni dei commenti migliori su faccende problematiche da degli adolescenti.
Continuiamo a dirlo. Le adolescenti non sono stupide. Sono in grado di distinguere la realtà dalla fantasia. Sono in grado di capire quando il cattivo fa qualcosa, vuol dire che è un’azione che nessuno li incoraggia a emulare (per dire, un’intera generazione è stata in grado di leggere Harry Potter senza poi rimuoversi il naso e commettere un genocidio). Pur avendo letto Percy Jackson e The Hunger Games, gli adolescenti non hanno cominciato a uccidersi a vicenda con delle balestre, né si sono immersi fino a raggiungere il fondo dell’oceano per scoprire se erano in grado di respirare. E sempre parlando di Hunger Games, anche Katniss ha un fidanzato a cui è stato fatto il lavaggio del cervello e che per questo la tratta in maniera abusiva – le mette le mani intorno al collo e cerca di strangolarla. Più tardi viene curato, e alla fine Katniss lo sposa. Se a nostro parere le adolescenti non sono in grado di comprendere il contesto (come Jace, che in CoFA e CoLS non è per niente se stesso, così anche Peeta è in verità controllato mentalmente, e questa non è una metafora per dire che è drogato o ha problemi a gestire la rabbia), allora dovrebbe preoccuparci anche fargli leggere The Hunger Games. E a quel punto avrete aperto quel grande buco nero in cui scompaiono i romanzi che vengono etichettati come problematici per gli adolescenti: a volte è un armadietto chiuso in libreria, a volte il cassonetto in strada.
Parlare di argomenti problematici nei libri è una cosa grande e necessaria, ma mi preoccupa la svolta che questa vecchia idea ha preso: che ogni libro problematico deve essere condannato. Ogni romanzo sulla faccia della Terra è problematico, letteralmente: i libri non dovrebbero essere tenuti lontani dagli adolescenti perché problematici, e gli adolescenti non dovrebbero ricevere solo cose che altri considerano buone per loro.

Se oggigiorno non sei più un’adolescente, allora ripensa a quando lo eri. Pensa a quel libro che ti teneva compagnia e ti ha aiutata e ti ha insegnato che lì fuori c’erano altre persone come te, che ti ha permesso di affrontare brutti momenti. Era privo di problemi? Ne dubito. Il mio no. Nessun libro non ha problemi. Ma quel romanzo ti ha aiutato, forse ti ha salvato la vita. Ora pensa alle persone che volevano tenerti lontana da quel libro. Le avresti ringraziate?

Io no.

Fidati delle adolescenti. »

Digressione

Il link originale è questo qui: http://www.dark-readers.com/2012/06/my-interview-with-cassandra-clare.html
(Tradurre ‘sta roba è stato un parto, l’autrice del post pare non conoscere la punteggiatura – e non solo. D: Ogni tanto ho dovuto prendermi qualche licenza e inserire qualcosa io, e spero mi perdonerete.)

Si tratta di un’intervista fatta a Cassie nel giugno di quest’anno, durante il suo tour inglese; l’argomento principale della conversazione è Sebastian, e su di lui vertono tutte le domande. ;)

NOTA BENE: prego chi non ha ancora letto Città delle Anime Perdute di NON continuare. Ci sono spoiler abbastanza grossi, e non vorrei beccarmi un’infamata per aver rovinato il libro a qualcuno. >___<

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« Se Valentine fosse vivo… Che domanda pensi gli farebbe, Sebastian? »
Cassie: « Penso gli domanderebbe se ha amato più lui o Jace. »

« Come hai fatto a scrivere scene così intense tra lui e Clary? Perché alcune sono davvero spiacevoli, e i sentimenti che lui prova per lei possono risultare seriamente spaventosi. »
Cassie: « Sebastian sa essere un ragazzo davvero spaventoso. Uhm, Sebastian in un certo senso è interessante, a volte divertente, un personaggio piacevole di cui scrivere, perché non prova il genere di cose che sentono tutti; ti tocca quindi pensare a come sarebbe essere una persona simile. Quando scrivi di un cattivo devi trovare un modo per relazionarti con lui, qualcosa che puoi capire e con cui puoi, uhm, simpatizzare, perché altrimenti è impossibile descriverlo; quindi, quando parlavo di Valentine, ero in grado di simpatizzare col suo amore per Jace e per la famiglia, e dunque mi riusciva, in un certo senso, di vederlo come un umano. Ma con Sebastian questo è abbastanza difficile, perché è davvero lontano dagli altri esseri umani. Penso a lui come a qualcuno molto ossessionato dall’essere solo, e cosciente di esserlo per via delle cose che Valentine gli ha fatto, di essere l’unica creatura così al mondo. Vede le cose dall’esterno, e capisce che gli esseri umani hanno rapporti tra loro, rapporti che li rendono felici, ma non gli riesce di comprendere il perché. Gli piacerebbe essere felice, ma non ha idea come funzioni. Quindi ciò che stava cercando di fare con Clary e Jace è creare quei legami che pensa rendano le persone felici. Prova sentimenti tremendamente inappropriati per entrambi, uhm, perché pensa che loro due potrebbero somigliargli più di chiunque altro, dal momento che, sai, Clary ha il suo sangue e Jace è stato cresciuto dal suo stesso padre. Pensa che queste persone siano quelle che gli somigliano di più, e che se potesse renderle più come lui allora avrebbe dei compagni, e tutte le cose che rendono le altre persone felici. È impossibile dire se gli piacerebbe o meno avere una relazione sessuale con Clary, o persino con Jace. Semplicemente, non ha idea di quali siano i sentimenti giusti da provare per i familiari. »

« Di recente hai scritto un ottimo post circa la violenza sessuale in City of Lost Souls; ti irrita che a volte le persone trovino Sebastian attraente? »
Cassie: « *Cassandra ride* Uhm, mi irrita? Penso che le persone abbiano diritto a provare ciò che vogliono, e, di nuovo, sono stata soggetta a parecchi avanti e indietro, riguardo la violenza sessuale. Se la trovate orrenda e malata, allora ovviamente è bene che sappiate che va benissimo. Anch’io ero disgustata mentre scrivevo; ero, tipo: “CHE STA FACENDO? È DISGUSTOSO”. Ah-ah, ma sentivo che ce n’era il bisogno. Sapete, il desiderio disperato di Sebastian di avere un legame con qualcuno, e il fatto che lui scelga strade assolutamente sbagliate per raggiungere il suo scopo. Insomma… Quella sensazione che non ci siano davvero altre azioni che possano spiegare con chiarezza ciò che stava facendo. E no, non trovo irritante che le persone lo considerino attraente. Nel senso, mi fido dei lettori. È come quando guardiamo “Il Silenzio degli Innocenti” e in un certo senso restiamo affascinati dal personaggio del cannibale Lecter. Non è che tu voglia PER DAVVERO conoscerlo. Insomma, il film non ha fatto sì che le persone desiderassero uscire e sposare degli psicopatici, ma credo che la gente possa trovare un che di affascinante o attraente nella finzione, senza però dimenticare che nella vita reale cose simili sarebbero orribili. *Io e Cassandra ridiamo* »

« Pensi che Sebastian sia geloso di Clary, perché è stata portata via da Valentine e dal mondo degli Shadowhunters? »
« No, non credo. Penso che Sebastian abbia una visione alquanto ampia del mondo mondano, e consideri il fatto che Clary sia cresciuta lì come una debolezza che va eliminata. Penso che al locale (in City of Lost Souls), quando lui le parla e lei è fuori di sé, le stesse dicendo: “Hai un cuore oscuro, sei come me”. »

« Sebastian si è mai innamorato? Come pensi dovrebbe essere la sua donna ideale? »
Cassie: « *Cassandra ride* Non può amare. Per innamorarti davvero, deve importarti dell’altra persona più che di te stesso, devi provare empatia, e lui non ci riesce. Devi essere in grado di vedere le persone come esseri umani separati da te e provare il loro dolore e la loro gioia. Lui non è in grado di farlo, no davvero. Prova desiderio e solitudine e bramosia, e penso sia ciò che sente per Clary e Jace. Credo che la sua donna ideale sarebbe una sua versione femminile, perché Sebastian è in grado di amare se stesso. *Cassandra ride* Lui è la persona più importante della sua vita. Penso desideri che Valentine avesse creato una ragazza proprio come lui, così avrebbero potuto stare insieme e capirsi completamente. »

« Pensi che Sebastian tema qualcosa? »
Cassie: « Oh, sì, sono convinta che abbia paura di qualcosa. Penso che tema sua sorella e il suo potere. Penso abbia paura di ciò che potrebbe fare. Penso abbia anche un po’ paura di Jace. Penso sappia che suo padre li ha creati per essere potenti in un modo tutto loro, in maniera opposta rispetto alla sua. È come la faccenda dello Ying e dello Yang. Lui è la metà nera del cerchio, mentre Jace e Clary sono quella luminosa. »

« Credi che Sebastian farebbe qualcosa per sfida? »
Cassie: « Oh, nel senso di “se potesse rifare tutto da capo”? *Ridiamo entrambe* Certo. Sì, ha già commesso errori per sfida. Intendo, in City of Lost Souls sottovaluta Clary, quando lei gli fa esplodere l’appartamento. E sottovaluta persino Jace. Nel senso, persino sotto il controllo mentale e venendo generalmente manipolato da lui Jace è stato in grado di rompere il legame per un po’. Penso che avrebbe dovuto tenere d’occhio Clary MOLTO meglio. »

« C’è qualcosa di cui Sebastian è orgoglioso? »
Cassie: « Penso sia orgoglioso di ciò che ha fatto in CoLS. Della Coppa Infernale che ha creato. È davvero orgoglioso di quest’idea. Vuole seriamente bruciare il mondo. E ha trovato sul serio un modo per farlo. Alla fine del libro uccide un angelo e gli taglia le ali, il che, in un certo senso, è un risultato, anche se disgustoso. Intendo, ha evocato un angelo e l’ha sconfitto in combattimento, e così facendo ha inviato un messaggio decisamente forte al Conclave, gli ha detto: “Sapete, non sono qualcuno con cui potete cazzeggiare, non sarete in grado di affrontarmi…”. »

Intervista a Cassandra Clare – Sebastian (spoiler da CoLS)

Digressione

« Il mio nome è Jonathan Christopher Morgenstern.
Avevo un padre, ma è morto.
Ho una madre, ma per me è morta.
Ho un fratello, e lo legherò a me.
Ho una sorella, e le insegnerò ad amarmi.
Il mio nome è Jonathan, ma tutti mi chiamano Sebastian. E ho intenzione di bruciare il mondo. »

CITY OF LOST SOULS trailer