Traduzione: nuovo snippet da Born to Endless Night!

Cassie questa notte ci ha regalato un breve estratto dal nono racconto di Tales from the Shadowhunter Academy, “Born to Endless Night”. Per chi non lo sapesse, è la storia in cui compare un certo bambino stregone con la pelle blu… ;)

 

 

 

 

 

 

Il pugno era blu, di quella sfumatura scura e intensa che assume il mare quando è profondo e tu ti trovi su una barca al calare della sera. Il blu dell’uniforme di Capitan America.
“È un bambino,” mormorò Beatriz. “Un bambino stregone.”

Traduzione: due estratti di Welcome to Shadowhunter Academy

Come avevo promesso ad alcuni di voi ieri in pagina, ecco due piccoli “snippet” di Welcome to Shadowhunter Academy per farmi perdonare il mio muso lungo. ;)

 

I pezzettini sono leggermente spoiler… e Sizzy. <3 Spero che vi piaceranno!

 

 

 

 

 

Quando la preside lasciò la stanza, Isabelle si voltò e osservò la sua classe con disprezzo assoluto.
“Non sono davvero qui per istruire voi idioti,” disse loro, passeggiando avanti e indietro tra le file di banchi. “Se volete usare una frusta, allenatevi, e se perdete un orecchio, non fate i grossi bambini frignoni.”
Molti dei ragazzi annuirono come se fossero ipnotizzati. Quasi tutti i maschi stavano osservando Isabelle come se si trovassero in una cesta di serpenti intenti a farsi ipnotizzare. Anche alcune delle ragazze la fissavano così.
“Sono qui,” annunciò Isabelle, smettendo di vagare in cerca di una preda per il perimetro della stanza e voltandosi per osservarli di nuovo con sguardo sprezzante, “per definire la mia relazione.”
Simon sbarrò gli occhi. Non poteva star parlando di lui. No?
“Vedete quell’uomo?” chiese Isabelle, indicando Simon. Apparentemente stava parlando di lui. “È Simon Lewis, ed è il mio ragazzo. Quindi se qualcuno di voi pensa di cercare di ferirlo solo perché è un mondano o – possa l’Angelo aver pietà delle vostre anime – di provarci romanticamente con lui, vi cercherò, vi inseguirò e vi trasformerò in polvere.”
“Siamo solo amici,” rispose frettolosamente George.
Beatriz trascinò il bordo del suo banco lontano da quello di Simon.

 

[…]

 

“Oh,” fece Simon. “Oh, grazie a Dio. So che hai avuto un sacco di ragazzi. Ricordo che c’era una fata, e,” un altro sprazzo di memoria, questa volta più sgradito, “un… Lord Montgomery? Sei uscita con un membro della nobiltà? Come potrei mai competere con un tipo simile?”
Isabelle aveva ancora un’espressione affettuosa, ma adesso il suo sguardo era diluito da una buona dose di impazienza. “Sei tu Lord Montgomery, Simon!”
“Non capisco,” rispose Simon. “Quando ti trasformano in un vampiro, ti danno pure un titolo?”