Traduzione: un nuovo snippet da Lord of Shadows!

Shadowhunters, per prima cosa vorrei scusarmi con voi sia per questa lunga sparizione che per non aver portato a termine le due giornate promesse (comincerò domani a recuperarle!) – per sfortuna non sono stata troppo bene. :/ Qualche giorno fa avevo anche cercato di “avvisarvi” dal telefono, ma il messaggio non si è mai caricato. </3

E quindi niente, mi spiace davvero. T___T/

 

Detto ciò… nuovo snippet (un po’ in ritardo)! Da LoS!

 

Spero che vi piacerà. <3 ;*

 

 

 

 

Lasciarono cadere le loro armi e si precipitarono verso la fila di cavalli, uno dopo l’altro – Livvy balzò addosso a Julian e gli strinse le braccia intorno al collo. Mark saltò giù dal cavallo e si ritrovò a essere abbracciato con forza da Dru e Tavvy. Ty li raggiunse stando maggiormente in silenzio, ma con la stessa gioia incandescente in viso. Aspettò che Livvy avesse quasi finito di strangolare il fratello prima di avvicinarsi e prendere le mani di Julian.
E Julian, che Kit aveva sempre considerato un esempio quasi inquietante di autocontrollo e distacco, afferrò il fratello e lo tirò contro di sé, torcendogli il retro della maglia con le dita. Teneva gli occhi chiusi, e Kit sentì il bisogno di distogliere lo sguardo.
Non aveva mai avuto nessuno oltre a suo padre, lui, ed era oltremodo certo che il genitore non l’avesse mai amato così.

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Traduzione: un nuovo snippet da TDA!

Di recente Cassie e Cassandra Jean sono più generose che mai… soprattutto se si parla di snippet Kitty. ;) Eccone uno nuovissimo, accompagnato da una bellissima illustrazione (e da una quantità spropositata di urla da fangirl). <3

 

 

 

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“Okay,” fece Kit. “Ma vorrei dirti che non sempre riguarda la gente che sa ciò che è meglio per te, o che pensa di saperlo. A volte gli mancheresti e basta.”

“A Livvy mancherei…”

“Mancheresti a tutta la tua famiglia,” lo interruppe Kit, “e mancheresti a me.”

Il nostro resoconto della signing di Roma!

Questa raccolta incoerente di pensieri e sensazioni(?) avrei voluto pubblicarla sabato scorso, appena tornata a casa – ma il treno, che già di suo doveva metterci due ore e mezza, ha tardato di un’ulteriore mezz’ora… e poi sono dovuta correre a prendere la Circumvesuviana. E una volta rincasata mi sono resa conto di non riuscire neppure a tirar fuori il pc. E ieri la connessione ha deciso di fare i capricci.

 

E quindi eccomi qui, ora, una settimana e due giorni dopo la signing, a parlarvi di questo nuovo evento italiano di Cassie. :) Spero che il mio riepilogo sconclusionato vi piaccia, e che magari regali un po’ di magia anche a chi non ha potuto partecipare. :(

 

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La giornata della signing è cominciata (troppo) bene.
Avevo lo zaino pieno, i libri in borsa e i biglietti a portata di mano. Ho preso la Circumvesuviana in perfetto orario, sono arrivata presto in stazione e mi sono trovata in Feltrinelli con l’amica che ha partecipato a questo folle viaggio con me, Mary.

 

Eravamo entrambe fiduciose: per quel giorno era previsto sciopero, ma il nostro era un treno garantito – e poi, dai, l’arrivo era previsto per le 16:05. Di quanto avremmo mai potuto tardare?

 

Due ore.

 

Due ore (sì, lo ripeto).

 

Due (lo ripeto di nuovo) ore.

 

Il nostro treno è arrivato in stazione in orario (benché una ragazza ci avesse chiaramente gufato contro). Sul tabellone era riportato un ritardo di appena dieci minuti, e ci siamo sedute prestissimo.

 

E poi è cominciato il calvario.

 

In primis, il treno non ne voleva sapere di partire. Io e Mary ce ne stavamo sedute lì, a fissare il vuoto coi telefoni in mano, accaldate e nervose. E i minuti di ritardo si accumulavano.

 

A un tratto abbiamo sentito la flebile voce della capotreno avvisarci che: “Non siamo ancora partiti perché a Salerno c’è stato un incendio, ma state tranquilli, abbiamo appena ricevuto il permesso e saremo i prossimi a lasciare la stazione”.
Riconosco di aver pensato: “Yay, finalmente si parte!” – e anche le altre persone nel vagone erano del mio stesso avviso, perché hanno smesso di parlare della Brexit e si sono messi a festeggiare.

 

Peccato che tra l’annuncio e la partenza sia passata un’ulteriore ventina di minuti. E che all’inizio il treno abbia viaggiato a velocità bassissima – al punto da farsi superare da un regionale.

 

Quando finalmente siamo arrivate a Roma, eravamo stanche e stressate. E prima di recarci al Teatro dovevamo per forza passare in albergo a fare il check-in (e ad abbandonare il mio zaino sul letto).

 

Grazie al mio meraviglioso principio d’influenza e al caldo opprimente (amo il freddo, io), raggiungere l’albergo è stata una seconda impresa… ma ce l’abbiamo fatta, e poi siamo tornate di corsa a Termini. E lì abbiamo preso un taxi, convinte di doverci recare in chissà quale luogo.

 

Premesso che il tassista ha dovuto cercare l’indirizzo su Google Maps… ci volevano dieci minuti a piedi. XD Dettagli. Eravamo finalmente arrivate!

 

Lo staff della Mondadori è stato molto gentile, e le ragazze in sala erano davvero simpatiche (ho sentito solo una castroneria grossa come una casa, e c’è stato un unico incidente, fortunatamente rientrato prima che Cassie potesse rendersene conto).
Mi ha anche fatto molto piacere rivedere tra la folla dei volti noti. :*** Passare il tempo con voi è stato bellissimo!

 

E ovviamente è stato bellissimo anche incontrare Cassie per la seconda volta in mano di una settimana.

 

Come chi mi conosce saprà già, temevo che non si ricordasse il mio anonimo volto u___u/, ed ero in conflitto con me stessa: “Glielo dico, che sono io, oppure faccio finta di niente?”

 

Avrei fatto meglio a non preoccuparmi: appena mi ha vista arrivare, ha strillato, mi ha indicata all’interprete e ha detto: “È la ragazza di cui ti parlavo, l’amica con cui mi sono vista a Capri!” Poi, ridendo, ha aggiunto: “Adesso non abbiamo più bisogno di te!” <3 <3 <3

 

Il resto della conversazione non ve lo riporto: abbiamo parlato di cose nostre (di Manu e Ale, per esempio), e dubito che a qualcuno potrebbe mai importare. XD Non le ho domandato niente di interessante, mi spiace. ;w;
Però vorrei scusarmi con quanti erano dopo di me in fila: io ci ho provato a dire a Cassie che dovevo andarmene o mi avreste uccisa, ma lei mi ha adorabilmente risposto: “Uhm, sì, è probabile. Però *ricomincia a parlare di tutt’altro*”, e niente, oh. Quando Cassie parla, Rò ascolta. U___U/

 

Tra parentesi, potrei aver fatto preoccupare la ragazza dietro di me quando, scendendo i gradini per abbandonare il palco, mi sono voltata di scatto e sono tornata da Cassie, strillando: “Cassie! Pinocchio!”, e allungandole una chiavetta USB.

 

Per inciso, no, non parlavo di Pinocchio-film-di-animazione. XD Le ho portato un drama che voleva vedere. E giuro di non aver perso tempo, stavolta: le ho allungato il regalino e sono scappata.

 

E… niente. Quando finalmente ho raggiunto le mie amiche, ero più intontita di quanto non lo fossi stata a Firenze. Girava tutto, ero euforica, e credo di non aver neanche ringraziato degnamente la ragazza che, avendomi riconosciuta, mi aveva fatto i complimenti per il sito.
Lo giuro, mi hai commossa. T___T Magari non si è notato, ma sono giorni che saltello per le tue parole gentili! Grazie! *Lancia un abbraccio e dei cuoricini*

 

A un certo punto un ragazzo ha sentito il bisogno di attirare la mia attenzione per chiedermi: “Di cosa avete parlato?”
Ragazzo misterioso, quando le persone ti rispondono con cortesia… evita di domandare ripetutamente: “Perché?” D: Rischi di risultare maleducato.

 

Sfortunatamente non ho foto decenti da caricare, perché l’illuminazione della sala non permetteva scatti nitidi di Cassandra. :( Le uniche foto che ho sono eccessivamente luminose, quasi non la si scorge. XD

 

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Tirando le somme: dopo la signing di Firenze ho detto che, pur essendomi stressata tantissimo, avrei ripetuto volentieri quell’esperienza anche subito.

 

Ora? Cosa ne ho pensato di quest’evento?

 

Per prima cosa, è stato molto, molto più godibile di quello precedente. Il numero chiuso ha permesso a tutte le persone in sala di vivere un momento tranquillo in compagnia di Cassie, e la presenza del traduttore ha fatto sì che tutti potessero esprimersi liberamente, senza temere di non capire le risposte o non riuscire a porre le domande.

 

C’erano posti a sedere comodi, una buona organizzazione e Cassie stessa era stata sistemata degnamente. :*

 

Certo, il fatto che la signing sia stata annunciata così in ritardo ha costretto tutti i partecipanti “non romani” a fare i salti mortali per organizzarsi, e lo sciopero dei treni ha creato innumerevoli problemi – ma in linea di massima non ci sono stati altri disagi.

 

Cassie, come sempre, si è dimostrata una persona splendida e gentile. :* Non si limita a essere una scrittrice fantastica: è anche un essere umano stupendo, e penso che tutti i presenti se ne siano resi conto. Ci tiene ai suoi lettori (le spiace un sacco per quelli che non sono riusciti a partecipare, tra parentesi), e ti fa sentire orgoglioso di essere un suo fan.

 

Adorabile è anche suo marito, Joshua Lewis, co-autore del Codex, che ogni tanto compariva negli angoli più strani della sala. XDDD Prima di andar via mi sono fermata a salutarlo (pure in questo caso temevo di non essere riconosciuta, ma per fortuna non è andata così: “Certo che mi ricordo di te, ci siamo visti meno di una settimana fa!”), e Mary ne ha approfittato per urlare: “Selfie!”
Dopo un piccolo incidente di percorso dovuto all’emozione (“Non c’entrate tutti nello scatto!”, “Hai provato a girare il telefono?”), ci siamo allontanate dall’edificio con una bella foto e tanti ricordi.

 

Le signing alla fine sono esperienze incredibili per questo: ti regalano qualcosa. Ti donano sensazioni, immagini e risate che non se ne andranno tanto presto – non importa quanto tu possa essere stanco una volta rincasato, o quanto possa essere stato drammatico il viaggio.

 

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Tra parentesi, Cassie si augura di riuscire a tornare qui in Italia già il prossimo anno – e noi lo speriamo con lei. :* Auguriamoci che questo suo proposito riesca a realizzarsi… e che, magari, la prossima volta (tempo libero permettendo!) si riesca a organizzare più di un evento, così da accontentare un numero di lettori maggiore.

 

 

 

PS: visto che Cassie ha approfittato della signing per rivelarlo, ve lo diciamo anche noi: potreeeeeeeemmo averla aiutata a scegliere il nome di una Shadowhunter italiana. ;)
Del cognome non vi diciamo nulla, perché quello non l’ha rivelato. U_U Ma il nome ora è di dominio pubblico, quindi… Chiara. :D

 

E – se volete condividere con noi il vostro resoconto della signing, fate pure! Lo caricheremo volentieri in pagina. :*