Traduzione: alcuni snippet da The Dark Artifices!

La Clare ha appena pubblicato su Twitter un (bel) paio di piccoli snippet di Lady Midnight. :) Ve li abbiamo tradotti!

 

 

 

 

Frase su Tiberius: « “Ty-Ty,” disse Livvy, chiamandolo col nome che usava per lui da bambini. Si allungò per sfregargli la spalla. “Andrà tutto bene.” »

 

Frase su Julian: « Julian attaccò la tela tenendo il pennello come un’arma, e la pittura parve scorrere fuori da lui come sangue. »

 

Frase su Livia: « Livvy alzò una mano. “In difesa di Emma, Cameron è irritante, però è figo.” »

 

Frase su Malcolm: « “Aspetta, forse questi sono i simboli.” Malcolm guardò i fogli. “Pare che si tratti di una ricetta per la torta d’arancia.” »

 

Frase su Emma: « Emma sospirò. “È così difficile essere impertinente con voi che appartenete alla Gente Fatata. Il tuo popolo non capisce mai le battute.” »

 

Frase su Cristina: « “Capitan America è il più bello,” disse Cristina. “Ma mi piace Hulk. Vorrei poter curare il suo cuore infranto.” »

 

Frase su Mark: « “Pensi che sia semplice mentire quando sei cresciuto circondato da persone che non lo fanno?” chiese Mark, avvampando per la rabbia. »

 

(Altra) frase su Tiberius: « La ragazza lo googlò. “Sifilide?”
“Il cinque percento delle persone in America ce l’ha,” rispose Ty, gentile. »

 

Frase su Jem: « “Non so se dovrei dirtelo,” disse Jem. “È un segreto – un segreto persino per gli stessi parabatai.” »

 

Frase su Octavian: « “Odio l’ora della nanna,” disse Tavvy, che era seduto in grembo a Malcolm. »

 

Frase su Diego: « “Non biasimarti,” disse il Perfetto Diego, dal momento che era perfetto. »

 

Frase su Drusilla: « “Non è come lo ricordavo,” disse Dru. »

 

Frase su Tessa: « “Se potessimo far finire l’amore che proviamo semplicemente volendolo, la vita sarebbe molto diversa!” disse Tessa. »

Nuovo snippet da Tales from the Shadowhunter Academy!

Shadowhunters, Cassie ci ha regalato un nuovo snippet da uno dei racconti de Le Cronache dell’Accademia Shadowhunters, Bitter of Tongue. <3

Tecnicamente la traduzione l’ho terminata alle 00:33, ma ho pensato di programmare il post perché si caricasse adesso. XD

E niente, speriamo che l’estratto vi piaccia – secondo noi è molto, molto bello!

 

 

 

 

 

 

 

« Alcuni hanno chiesto uno snippet per celebrare #lovewins [NdT: “L’amore vince”].
Ho pensato che un estratto del matrimonio di Helen e Aline in Bitter of Tongue sarebbe stato appropriato! »

 

Simon non comprendeva totalmente le tradizioni degli Shadowhunters.
Nella Legge si parlava un sacco di chi potevi o no sposare: se sposavi un mondano che non era Asceso, ti toglievano i Marchi e venivi cacciato. Potevi sposare un Nascosto tramite una cerimonia mondana o Nascosta; in quel caso nessuno ti avrebbe mandato via, ma tutti sarebbero stati imbarazzati, alcuni si sarebbero comportati come se il tuo matrimonio non contasse e tua prozia Nerinda, Nephilim tremendamente tradizionalista, avrebbe cominciato a riferirsi a te come alla vergogna della famiglia. Inoltre, visto come funzionava la Pace Fredda, ogni Shadowhunters interessato a sposare una fata non avrebbe avuto troppa fortuna.
Ma Helen Blackthorn era una Shadowhunters secondo la loro Legge, non importava quanto la gente potesse disprezzarla o considerarla indegna di fiducia per via del suo sangue fatato. E gli Shadowhunters non avevano stabilito nella loro preziosa Legge di non poter sposare qualcuno dello stesso sesso. Probabilmente perché al tempo nessuno aveva pensato che fosse un’opzione anche solo possibile.
Quindi Helen e Aline potevano sposarsi con una cerimonia totalmente Shadowhunters, davanti agli occhi di entrambe le loro famiglie e del loro mondo. Anche se subito dopo le avessero esiliate di nuovo, questo era loro concesso.
Durante un matrimonio Shadowhunters, era stato detto a Simon, bisognava vestirsi d’oro e disegnare la runa matrimoniale l’uno sul cuore dell’altro. C’era una tradizione simile alla consegna della sposa, per entrambi i futuri coniugi. Sia la sposa che lo sposo dovevano scegliere il famigliare a cui teneva di più – a volte il padre, altre la madre o il proprio parabatai o un fratello o un amico prescelto, o anche un figlio o un anziano che simboleggiasse tutta la famiglia – e il prescelto, o congiunto, consegnava la sposa o lo sposo al suo amato, e gli dava il benvenuto in famiglia.
A volte farlo non era possibile, però, perché tutta la tua famiglia e i tuoi amici magari erano stati mangiati da un demone a forma di demone. Con gli Shadohwunters non potevi mai dire. Ma Simon pensava che fosse bello che Jia Penhallow, Console e membro più importante del Conclave, fosse il congiunto che stava consegnando sua figlia Aline agli infetti, scandalosi Blackthorn, e prendendo Helen in seno alla sua famiglia.
Aline era stata molto coraggiosa a chiederlo. Jia era stata molto coraggiosa ad accettare. Ma Simon pensò che a conti fatti il Conclave aveva già esiliato la sua figlia: che altro poteva farle? E come sputargli negli occhi più educatamente che dicendo: questa ragazza che avete scacciato adesso è pari alla figlia del Console?
Julian era quello pronto a consegnare Helen. Stava lì con addosso i suoi abiti decorati d’oro e tenendo la sorella a braccetto, e i suoi occhi simili al mare sotto la luce del sole brillavano come se fosse felice quanto un qualsiasi altro bambino. Come se non avesse altro pensiero al mondo, anche se Simon sapeva che non era così.
Sia Helen che Aline indossavano abiti d’oro, un oro che brillava come luce delle stelle tra i capelli neri di Aline. Erano entrambe così felici che i loro visi superavano in luminosità i vestiti. Stavano in mezzo alla cerimonia, soli gemelli, e per un attimo tutto il mondo sembrò ruotare intorno a loro.
Helen e Aline si disegnarono le rune matrimoniali sul cuore con mano ferma. Quando Aline avvicinò alla propria la testa brillante di Helen per baciarla, in tutta la sala risuonò un applauso.
“Grazie per averci lasciate venire,” sussurrò Helen dopo la fine della cerimonia, abbracciando sua suocera.
Jia strinse la nuora tra le braccia e disse, con un tono di voce considerevolmente più rumoroso di un bisbiglio: “Mi spiace di dovervi mandare di nuovo via.”
Simon non disse a Julian Blackthorn di aver incontrato Mark, così come non aveva detto a lui che Helen non era a casa a badare ai Blackthorn bambini. Gli sembrava un’orribile crudeltà posare un altro peso su delle spalle che erano già cariche fin quasi a scoppiare. Gli pareva più giusto mentire, cosa che le fate non potevano fare.
Ma quando si avvicinò a Helen e Aline per fare loro le congratulazioni, si fermò e diede un bacio sulla guancia a Helen, così da poterle sussurrare: “Tuo fratello Mark ti manda il suo amore, e la sua gioia per il tuo amore.”
Helen lo fissò, gli occhi improvvisamente pieni di lacrime, ma il suo sorriso era persino più radioso di prima.

Traduzione: un sacco di nuove risposte da Tumblr!

Negli ultimi giorni Cassandra ha risposto a tantissime nuove domande sul suo Tumblr personale. ;* Le abbiamo raccolte e tradotte, sperando di farvi cosa gradita!

 

 

 

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Ho una domanda sulle malattie sessuali nell’universo di TMI. Dunque… sappiamo tutti che gli stregoni non possono avere o trasmettere la sifilide demoniaca, ma sono suscettibili a tutte le altre malattie sessualmente trasmissibili dei mondani? Visto che gli stregoni possono vivere per secoli, di certo sono andati a letto con un po’ di persone e nel caso se ne sono prese un po’, no?

L’idea che i miei lettori abbiano così tanto timore di prendere la sifilide demoniaca comincia a preoccuparmi. Cioè, che cosa state facendo voi tutti?

Gli stregoni sono essenzialmente immuni a tutte le malattie mondane/mortali. Questa questione è in verità discussa ne L’Ultima Sfida dell’Istituto di New York, racconto ambientato durante il culmine della crisi di AIDS a New York. Magnus pensa alle persone che conosceva e che sono morte, e riflette su quanto siano brevi e vulnerabili alle malattie le vite mondane. Questo implica che la sua non lo è.

Ci sono un paio di problemi che colpiscono gli stregoni, ma non si tratta di malattie umane. Allo stesso modo le malattie demoniache non fanno davvero male ai mondani: la sifilide demoniaca è interessante perché è un’eccezione. Gli stregoni non possono prendere granché dagli umani.

[NdT: gli hashtag di questo post sono: “praticate sesso sicuro coi demoni”, “anche con gli stregoni”, LOL.]

 

 

 

« “Ehi, amo i tuoi romanzi e il tuo stile e la roba che fai! Sei eccezionale! Ho una domanda sulle fate! Hanno tipo altre case reali? Tipo, re e altre regine? O anche la Corte Seelie aveva un re, un tempo, e la regina l’ha tipo ucciso o qualcosa del genere? Ho sempre immaginato che il vecchio re (se ce n’è stato uno) arriverebbe anni dopo e metterebbe a posto la regina e le avrebbe decisamente tolto il trono. Boh, non so, è solo che vorrei sapere altro sulle fate. Sono uno dei miei tipi di Nascosti preferiti! Grazie! Sei meravigliosa! Non vedo l’ora che esca Lady Midnight!

Di solito c’è o un Re o una Regina per Corte. Al momento la Corte Seelie ha una Regina, che abbiamo incontrato, e la Corte Unseelie ha un Re, che ancora non abbiamo visto (ma lo incontreremo). Le fate Seelie sono affezionate ai gradi. Le fate Unseelie hanno una società molto più caotica, una terrificante e totalmente incasinata. Comunque, c’è una monarchia in entrambi i casi – la Regina Seelie non ha figli, il Re Unseelie ne ha davvero un sacco. Troppi, in verità, perché sia tranquillo. In entrambi i casi ci sono fate “nobili”, che tendono a sembrare più umani e sono vicini ai monarchi, parte della società della Corte centrale. E ci sono non-nobili, fate “comuni”, dall’aria meno umana; sono pixie, nixie, folletti, boggart, kelpie, selkie, brownie e sirene.

Apprenderete molte altre cose sulle fate in The Dark Artifices, e pure in Pale Kings and Princes, ovvero la prossima storia di Shadowhunter Academy [NdT: a uscire in America]. »

 

 

 

« “Ehi, Cass! Oh, mio Dio, a pagina 26 di Red Glove di Holly Black c’è scritto: ‘Quel fattone, Jace, dice di aver pomiciato con una tipa, quest’estate,’ sussurrò Kevin. ‘Ma ho sentito dire che tutte le foto che sta mostrando in giro sono della sua sorellastra. Cinquanta dollari che la presunta fidanzata non esiste.’ Pensi che stia cercando di creare una connessione o qualcosa del genere? In ogni caso, amo i tuoi romanzi!

QUELLA HOLLY BLACK! CHE STA CERCANDO DI IMPLICARE? SONO OLTRAGGIATA, VI DICO, OLTRAGGIATA!

Io e Holly inseriamo sempre dei piccoli e strani riferimenti l’una ai libri dell’altra. È da tantissimo tempo che sovrapponiamo i nostri universi – uno dei vantaggi dell’essere partner di critica. Abbiamo persino scritto una storia breve in cui i personaggi dell’universo de La Fata delle Tenebre, che hanno un negozio a New York, incontrano quelli di The Mortal Instruments. C’era Alec, c’era Jace, c’erano Roiben e Kaye, è stato un bel momento [NdT: abbiamo tradotto il racconto un sacco di tempo fa – potete leggerlo QUI]. »

 

 

 

« “Ciao, Cassie, come stai? Dunque, non so se qualcuno te l’ha già chiesto, ma ho due domande. La prima: ne L’Erede di Mezzanotte, James rifiuta l’aiuto che gli ha offerto Magnus; cambierà mai idea? Perché non so se se ne andrà da Londra o tornerà più tardi, in TMI non l’ho capito. Probabilmente è uno spoiler, ma non mi importa. E due: c’è un pezzo in un libro, non ricordo quale, dove Raphael dice di aver incontrato Alec quando aveva dodici anni. Com’è potuto succedere? Ne parlerai nei romanzi?

1: Dovete aspettare per scoprirlo!

2: Da Le Cronache di Magnus Bane, Un Regalo di Compleanno Per Alec:

“Non hai dodici anni?” domandò Raphael. “Ricordo chiaramente che ne avevi dodici.”
“Uh, è successo un po’ di tempo fa,” rispose Alec. Sembrava persino più turbato. Magnus immaginò che dipendesse dal fatto che doveva sembrare inquietante sentirsi accusare di avere dodici anni da uno che ne dimostrava quindici.

Come comandante in seconda (che al tempo si comportava come capo) del clan di vampiri del Dumort, Raphael ha avuto occasionali contatti coi residenti dell’Istituto di New York per decadi. Questo passaggio però non implica che Raphael abbia incontrato Alec quando aveva dodici anni. Significa solo che l’ultima volta che Raphael ha prestato attenzione al fatto che i Lightwood avevano dei bambini, Alec era un dodicenne. Non credo ci sia un motivo per cui dovrei parlarne ulteriormente nei romanzi, visto che non c’è nulla di specificamente interessante a riguardo. :)

Ciao, Cassie! Volevo solo farti una veloce domanda. Mi confonde un po’ il funzionamento della vita degli Shadowhunters che non abitano all’Istituto. Dunque, le famiglie di Shadowhunters che vivono negli Istituti li gestiscono, e le altre famiglie che abitano in quella stessa area hanno delle case tutte loro, giusto? Ma i figli delle famiglie che non vivono negli Istituti si allenano comunque lì? Immagino di essere solo un po’ confusa. Grazie per il tuo tempo! –A

Funziona in maniera differente da Shadowhunter a Shadowhunter, e questo dipende dalla loro situazione. Molti hanno delle case tutte loro e “fanno i pendolari” andando all’Istituto per lavoro e/o per allenarsi. Emma Carstairs e i suoi genitori sono un esempio di questo tipo di pendolari, prima che i Carstairs più grandi venissero uccisi in Città del Fuoco Celeste.
Di solito sta all’individuo decidere se vuole vivere o meno all’Istituto. I capi degli Istituti devono generalmente vivere lì. Altrimenti c’è un po’ di flessibilità.
I bambini possono allenarsi negli Istituti locali, e/o a casa, o in Accademia. Spesso si allenano sia a casa che all’Istituto. »

 

 

 

« “Ehi, Cassie. :) Io e i miei amici (che a loro volta amano i tuoi libri) stavamo parlando di Camille, l’altro giorno. So che si suppone che Maureen l’abbia uccisa, ma mi chiedevo se sentiremo ancora parlare di lei nei prossimi libri.

Beh, The Last Hours si svolge nel 1903, periodo in cui Camille era ancora viva e, beh, chi lo sa? Magari cercherà di sedurre Malcom, o di sedurre di nuovo Magnus (se Magnus non ha nient’altro in programma). Se no, riesco a immaginarmela mentre compra un’automobile modernissima e la guida molto velocemente. »

 

 

 

« “Salve. Ho una domanda strana. So che Tessa e Will si sono amati romanticamente, durante il corso della vita di Will, ma dal momento che lui invecchiava e lei no, a un certo punto hanno smesso di fare sesso, visto che Tessa aveva il corpo di una diciannovenne e Will no?

Ah! Per loro non sembra un problema, stando alla descrizione che Tessa dà del loro matrimonio nell’epilogo de La Principessa.

Quando le persone invecchiano, i loro desideri – il modo in cui vedono se stessi e gli altri – spesso cambiano. Quando vago per i vecchi scatoloni pieni di cose che possedevo al liceo scoppio sempre a ridere guardando le foto dei ragazzi che al tempo pensavo che fossero fighi, perché adesso mi sembrano dei bambini. Il corpo di Tessa potrà pure non invecchiare, ma il suo cervello sì. Il desiderio è nella tua mente e nel tuo cuore, non nelle parti del corpo. Quando Tessa guarda Will, non vede un “vecchio”, ma un qualcuno della sua stessa età. Quanto a Will, lui guarda Tessa e vede la donna che ama e con cui ha passato la vita. Non conta le sue rughe o la loro assenza.

Le persone anziane hanno vite sessuali molto piene e soddisfacenti, anche se i loro desideri non vengono trasformati in fissazioni dalla cultura popolare nel modo in cui lo si fa con quelli dei giovani. Questo è uno dei modi in cui la cultura popolare non riflette la realtà, e per questo siamo tutti più poveri.

In ogni caso, vi assicuro che Tessa e Will hanno avuto una vita sessuale grandiosa fino alla fine. »

 

 

 

« “Cassie, gli occhi di Mark Blackthorn erano già oro e blu prima che si unisse alla Caccia Selvaggia? O lo sono diventati solo dopo? Non sono riuscita a trovar nessun accenno a riguardo in Città del Fuoco Celeste.

Gli occhi di Mark erano tutti e due blu prima che venisse preso dalla Caccia.

Dal prologo di Città del Fuoco Celeste:

Mark aveva gli occhi dei Blackthorn, color verdigris, ma i suoi capelli, come quelli di Helen, erano di un pallido biondo, simili a quelli della madre.

(Il verdigris, comunque, è quel luminoso blu-verde in cui si trasforma il rame dopo essersi ossidato.)

Da Città del Fuoco Celeste, capitolo 13:

“Hai mangiato o bevuto qualcosa da quando la Gente Fatata ti ha preso?” domandò Jace, avvicinandosi per sbirciare il volto di Mark.
Mark si allontanò di scatto; Clary riuscì comunque a sentire il brusco respiro di Jace.
“Cosa c’è?” chiese Isabelle.
“I suoi occhi,” rispose Jace, alzando la stregaluce perché potesse risplendere sul volto di Mark.
Mark si accigliò di nuovo, ma permise a Jace si esaminarlo. Aveva gli occhi enormi, con ciglia lunghe, proprio come quelli di Helen; a differenza dei suoi, però, non combaciavano. Uno era del blu dei Blackthorn, del colore dell’acqua. L’altro era dorato, velato dall’oscurità: una versione più scura di quelli di Jace.
Jace deglutì visibilmente. “La Caccia Selvaggia,” fece. “Adesso sei uno di loro.”

All’inizio del libro, Mark ha “gli occhi dei Blackthorn” – blu-verde – come Helen. Dopo essersi unito alla Caccia, i suoi occhi sono diventati di colori diversi, “a differenza di quelli di Helen”. Jace osserva che questa è colpa della Caccia Selvaggia. Tutti i membri, incluso Gwyn, che ha un occhio nero e uno blu (anche questo è nel capitolo 13), sviluppano l’eterocromia dopo essersi uniti alla Caccia. »

 

 

 

« “Ciao! Amo i tuoi libri, e ho due domande di cui mi incuriosisce la risposta: 1: come si scrive un libro in collaborazione? Nel senso, uno ha le idee e l’altro scrive? O vi sedete effettivamente insieme e partorite in coppia ogni frase? Perché mi sembra difficile riuscire a non far stonare stili di scrittura e idee! 2: durante TMI e TID viene detto un paio di volte che i demoni possono essere uccisi/feriti solo utilizzando armi con sopra le rune (giusto?). Perché altrimenti i demoni guarirebbero e basta. Ma poi c’è la scena in cui Jace uccide il demone della paura sulla nave di Valentine utilizzando un supporto metallico a caso, e c’è anche una scena in cui Will uccide il demone della signora Dark facendogli cadere un candeliere sopra (su cui non potevano essere disegnate delle rune, giusto?). Quindi mi chiedevo: come funziona? Di nuovo, amo i tuoi lavori e sono davvero eccitata per TDA e TLH! Abbracci!

1: Ci sono mille modi per collaborare. Io e Holly parliamo delle nostre idee, sviluppando una trama per la storia in modo da sapere quali eventi accadono e in che ordine. Quando si passa alla frase di scrittura, cerchiamo di stare nello stesso posto, così da poterci passare l’un l’altra il computer. Scriviamo, riscriviamo ed editiamo insieme, in modo che ogni libro di Magisterium abbia un’unica voce che è una combinazione di quelle di entrambe.

2: Cos’è un’arma? Buona domanda. Cercherò di chiarirlo qui in basso.

2.1: Agramon e le particolarità della capacità di resistere alle normali armi.

I vari demoni hanno tratti differenti, e la resistenza alle armi prive di rune presenta una vasta gamma di sfumature, anziché essere o-tutto-o-niente. Non hanno fatto test scientifici, radunando ogni singolo demone, ingabbiandoli tutti e attaccandoli con una varietà di armi diverse per scoprire i loro effetti. Poiché manca questo tipo di risultati, gli Shadowhunters hanno dovuto fare delle ipotesi basandosi sulla loro esperienza sul campo. Ciò che hanno scoperto è che la maggior parte dei demoni è decisamente resistente, quindi restano cauti e si comportano come se tutti i demoni fossero decisamente resistenti, portando sempre con sé delle armi con le rune. (Probabilmente ci sono dei documenti storici in cui si dice che certi demoni sono meno resistenti degli altri, ma sono parecchio approssimativi; e poi, se dipendesse dal fatto che quel demone specifico aveva delle mancanze genetiche non correlate alla sua razza? Se stava semplicemente avendo una brutta giornata? Fidarsi di quei racconti sarebbe una scommessa pericolosa.)
Non si sa molto sulla natura di Agramon. È una cosa che a lui piace, e di lui non vi dirò tutto, perché un giorno potrebbe tornare di nuovo e nel caso gli avrei tolto tutto il divertimento. Ma vi darò questa chicca: avrebbe senso se Agramon fosse tra quelli meno resistenti alle armi senza rune. Non ha bisogno di quella resistenza. Lascia letteralmente la sua preda terrorizzata a morte, trasformandosi nella sua paura più grande. Persino i guerrieri più tosti sarebbero a stento in grado di sollevare un mignolo tremante sotto la sua influenza, figurarsi una spada. Ha altre difese in grado di rendere la resistenza alle armi ordinarie insignificante. Un supporto rotto tra le mani di Jace è stato in grado di distruggerlo (beh, rispedirlo nella sua dimensione originale), ma Jace è stato in grado di avvicinarsi così tanto a lui solo grazie alla runa Antipaura inventata da Clary. (Il sangue angelico di Jace è stato un fattore rilevante? Forse. Non abbiamo modo di saperlo per certo.)
Agramon odia la runa Antipaura, ovviamente.

2.2: I demoni sono, in certe forme, creature viventi. In quanto tali, sono vulnerabili agli incidenti fisici. Se un demone (incapace di volare) dovesse cadere in un burrone, non sopravviverebbe neanche se quel terreno non fosse coperto di rune. Se un demone (senza esoscheletro) venisse seppellito da una frana, non sopravviverebbe neanche se le rocce non fossero coperte di rune. Lo stesso vale per l’essere schiacciati sotto a degli oggetti enormi, come i candelieri, i pianoforti a coda e il crollo dei tetti. Sono certa che a un certo punto della loro storia, gli Shadowhunters abbiano disegnato delle rune sui trabucchi, le catapulte e le loro munizioni. Ne avevano bisogno? Probabilmente no, ma male non faceva. »

 

 

 

« “OH, MIO DIO, TI AMO DA MORIRE E SO CHE NON HAI MOLTO A CHE FARE COL TELEFILM, MA NO, JACE, PER L’AMOR DI DIO, NON PUÒ AVERE DI NUOVO UN ACCENTO INGLESE. HA VISSUTO A NEW YORK SIN DALL’ETÀ DI DIECI ANNI. NEI ROMANZI NON SI ACCENNA AD ALCUN ACCENTO INGLESE. CAVOLO, IDRIS È TIPO TRA LA FRANCIA E LA SVIZZERA. E, MI SPIACE, NON MI PIACE IL FATTO CHE ABBIA UN ACCENTO INGLESE, NON STA BENE CON IL SUO PERSONAGGIO. PER FAVORE, PER L’AMORE DI TUTTO CIÒ CHE È SANTO, RIGIRATE TUTTE LE SCENE CON LUI FACENDOGLI USARE UN ACCENTO AMERICANO. PENSAVO CHE QUESTO PROBLEMA NON CI FOSSE PIÙ.  

Che io sappia, Dominic in versione Jace usa un accento americano. Almeno, è così che ha fatto l’audizione.

In ogni caso, non c’è alcuna possibilità che io possa obbligare i produttori del telefilm a “rigirare” qualcosa, sempre che io non organizzi un attacco terroristico su larga scala e, davvero, non capisco perché in quel caso l’attacco terroristico dovrebbe essere gestito da me nello specifico. Ho molta paura degli elicotteri, e pure delle pistole. »

 

 

 

« “Ciao, Cassandra! Sin da quando ho letto L’Angelo non faccio che pensare alla scena in cui Jem ha chiesto del suo defunto padre. Domanda a Tessa se potrebbe (indirettamente) comunicare con lui nelle sue ultime ore, e, se sì, che cosa gli direbbe. Mi sono sempre chiesta quali fossero i pensieri di Jem durante questa sequenza, e perché queste opportunità non siano più state toccate. C’è un motivo se ha tirato in ballo questo argomento, o per cui non l’hai mai esplorato? Grazie mille. Non vedo l’ora che Lady Midnight venga pubblicato!

Jem – com’era sua abitudine, aveva cominciato a realizzare Tessa – lo ignorò semplicemente. “Forse,” disse, “puoi toccare solo i pensieri dei morti, Tessa? Magari la maggior parte degli oggetti che ti davano le Sorelle Oscure erano stati tolti a persone che erano state assassinate.”
“No. Ho toccato i pensieri di Jessamine quando mi sono trasformata in lei. Quindi non può essere così, per fortuna. Che talento morboso sarebbe, in caso contrario.”
Jem la stava guardando con i suoi pensierosi occhi grigi; qualcosa nell’intensità del suo sguardo la fece quasi sentire a disagio. “Con quanta chiarezza puoi vedere i pensieri dei morti? Per esempio, se ti dessi un oggetto appartenuto un tempo a mio padre, saresti in grado di capire cos’ha pensato morendo?”
Era arrivato il momento di Will di sembrare allarmato. “James, non penso…” cominciò a dire, ma si interruppe quando la porta della libreria si aprì e Charlotte entrò nella stanza. Non era sola. Con lei c’erano almeno una dozzina di uomini, estranei che Tessa non aveva mai visto prima.

A Tessa non piace trasformarsi in persone morte. Non è una bella sensazione. Lo fa solo sotto costrizione. E sperimentare le emozioni provate dal padre di Jem al momento della sua morte sarebbe orribile e traumatico. È stato torturato lentamente da un demone. Tessa non vorrebbe mai doverlo sperimentare. Qui si accenna al fatto che Jem ha dei pensieri più oscuri che addirittura arriva a porre come quesiti, e questo è parte del senso della scena – Jem è umano, a volte fa dei pensieri oscuri. Comunque, non vorrebbe mai far passare una cosa simile a Tessa. »

 

 

 

SPOILER DA THE EVIL WE LOVE, QUINTO RACCONTO DE LE CRONACHE DELL’ACCADEMIA SHADOWHUNTERS:
« “Ciao, Cassie! Ho appena finito di leggere The Evil We Love, e l’ho amato! Ho sempre trovato il Circolo molto interessante, ed è stato meraviglioso poter sbirciare il modo in cui Valentine è riuscito a procurarsi così tanti seguaci. Ho una domanda su Robert, però: alla fine dice a Izzy quanto vuol bene a lei e a suo fratello, ma non parla di Jace. Sappiamo che Maryse considera e ama Jace come un figlio, ma Robert? Lo considera parte della sua famiglia? O il fatto che è stato cresciuto da Valentine pesa ancora su di lui? Grazie mille per aver scritto questi romanzi, cerco sempre di leggere le serie solo quando sono complete (odio attendere), ma… non vedo l’ora che esca Lady Midnight! Quindi romperò di certo la regola. ;) Grazie di nuovo! Misty, una fan italiana.

Suppongo che tu stia parlando di questa parte, giusto?

“Isabelle.” Robert prese le mani della figlia tra le sue. “Ti sto dicendo che l’ho trovato con Alec. Con te. Con…” Abbassò lo sguardo. “Con Max. Avere voi ragazzi, Isabelle – ha cambiato tutto.”
“Ed è per questo che hai passato anni a trattare Alec come se avesse la peste? È così che mostri il tuo amore ai tuoi figli?”
A quel punto Robert, se possibile, parve persino più imbarazzato da se stesso. “Amare qualcuno non significa che non commetterai mai degli errori,” disse. “Ne ho fatti molti. Lo so. E per alcuni non potrò mai rimediare. Ma con tuo fratello sto cercando di fare del mio meglio. Sa che gli voglio bene. Quanto sono orgoglioso di lui. Ho bisogno che lo sappia anche tu. Voi ragazzi siete l’unica cosa di cui sono certo, l’unica di cui sarò sempre certo. Non il Conclave. Non, sfortunatamente, il mio matrimonio. Voi. E se devo, passerò il resto dei miei giorni cercando di provarti che puoi essere certa di me.”

Robert sta parlando di come avere dei figli è stato in grado di cambiarlo e l’ha reso in grado di amare disinteressatamente. Jace è stato adottato più tardi, quando aveva dieci anni, quindi penso che Robert non l’abbia citato perché non c’era ancora quando Robert ha fatto questa scoperta sull’amore.

Robert vuole bene a Jace ma, come abbiamo avuto modo di vedere già prima, non è bravo a esprimere i suoi sentimenti. A causa della loro storia personale con Robert, che è più lunga di quella di Jace, Alec e Isabelle l’hanno entrambi confrontato per il suo comportamento in modi di cui Jace non sente l’esigenza. Questo non significa che Robert sia dovuto essere responsabile con loro e abbia dovuto articolare l’affetto che prova per loro, ma non implica che non provi affetto anche per Jace. Significa solo che né Jace né Robert sono persone molto sentimentali. Sappiamo che Robert rispetta Jace come guerriero (lo dice Alec in CoHF), e Robert non ha il genere di problemi che ha con Alec e Izzy con lui. L’orientamento sessuale di Jace non ricorda a Robert i suoi fallimenti. Jace e Robert non soffrono per via della tensione che si è venuta a creare a causa della consapevolezza dell’infedeltà di Robert che ha Izzy. (Ricordate, Izzy era molto piccola quando Maryse le ha detto che Robert le era stato infedele. Robert non immaginava che Izzy sapesse, ma, come potete immaginare, dopo averlo scoperto lei l’ha trattato in maniera assai differente.) Essendo una persona che si è lasciata manipolare da Valentine, Robert non è nella posizione di rimproverare Jace per la sua relazione con Valentine. Volendo, Robert ha un rapporto meno complicato con Jace che con i suoi figli biologici. Jace non si sente maltrattato da Robert, come possiamo vedere in Città del Fuoco Celeste:

“La cosa migliore che ha fatto Valentine è stata mandarmi da te,” aggiunse Jace. “Dai tuoi genitori, certo, ma soprattutto da te. Da te e Izzy e Max.”

Abbiamo avuto la possibilità di vedere Maryse mentre realizzava l’identità di Jace e infine la accettava. L’arco emotivo di Robert succede fuori dalla scena, ma questo non significa che non l’abbia accettato a sua volta.

[NdT: pure questo post ha un hashtag interessante: “diamine, ho pensato a Robert più di recente che durante il resto della mia vita”. XD] »

 

 

 

 

Traduzione: il primo capitolo di The Copper Gauntlet!

Come vi avevamo anticipato in pagina, Shadowhunters, abbiamo tradotto il primo capitolo di The Copper Gauntlet (seguito di Magisterium: The Iron Trial – in Italia, L’Anno di Ferro), rilasciato lunedì da Cassandra.

 

Prima di lasciarvi alla traduzione, due piccole note:
1) NON PRELEVATE LA TRADUZIONE. Se avete una pagina/un blog/un sito e volete condividerla con i vostri lettori, pubblicate il link. NON RICARICATE IL NOSTRO LAVORO, con o senza i crediti (in special modo senza i crediti);
2) non ho mai letto The Iron Trial in italiano. Mentre traducevo ho quindi dato un’occhiata sommaria per controllare alcune rese (ad esempio, “Havoc”, che in italiano è stato ribattezzato “Subbuglio”) – ma se qualche parola dovesse differire, sapete il perché. ;)

 

Detto ciò… buona lettura!

 

 

 

 

 

 

 

 

Per Ursula Annabel Link Grant,
per metà bambina di cinque anni, per metà fuoco

 

 

 

CAPITOLO UNO

Call e Havoc - TCG

 

Call tolse un oleoso pezzo di salsiccia piccante dalla sua fetta di pizza e fece scivolare la mano sotto al tavolo. Immediatamente si sentì leccare dalla lingua umidiccia di Subbuglio mentre il lupo del Caos ingollava il cibo.
“Non sfamare quella cosa,” gli disse in tono burbero il padre. “Uno di questi giorni ti staccherà la mano.”
Call accarezzò la testa di Subbuglio, ignorando il genitore. Di recente Alastair non era contento di Call. Non voleva sentir parlare del tempo che aveva trascorso al Magisterium. Odiava il fatto che Call fosse stato scelto come apprendista da Rufus, il suo ex magister. Ed era stato sul punto di strapparsi i capelli quando Call era tornato a casa con un lupo del Caos.
Durante tutta la vita di Call, c’erano sempre stati solo lui, suo padre e le storie che gli raccontava su quanto fosse maligna la sua vecchia scuola – la stessa scuola che adesso frequentava Call, sebbene avesse fatto del suo meglio per non essere ammesso. Di ritorno dal primo anno di Magisterium, Call si aspettava di trovare il genitore arrabbiato, ma non aveva immaginato quanto avrebbe risentito dell’avere il padre così furioso. In passato andavano d’accordo senza sforzo. Ora ogni cosa sembrava… tesa.
Call sperava che questo dipendesse solo dal Magisterium. Perché l’altra opzione era che Alastair sapesse che Call era segretamente malvagio.
L’intera faccenda dell’essere-segretamente-malvagio affliggeva pure Call. Un sacco. Aveva cominciato a stilare una lista nella sua testa – ogni prova a favore del suo essere un Signore Del Male veniva inserita in una colonna, quelle contro in un’altra. Aveva preso l’abitudine di controllare la lista prima di prendere una qualsiasi decisione. Un Signore Del Male berrebbe l’ultima tazza di caffè nel recipiente? Quale libro tirerebbe fuori dallo scaffale un Signore Del Male? Vestirsi tutto di nero era una mossa che ti identificava come Signore Del Male, o una scelta legittima, durante i giorni del bucato? La parte peggiore era che Call era certo che suo padre stesse giocando allo stesso gioco, sommando e risommando i Punti Da Signore Del Male di Call ogni volta che guardava nella sua direzione.
Ma Alastair poteva limitarsi a sospettare e basta. Non poteva averne la certezza. C’erano cose di cui solo Call era a conoscenza.
Call non riusciva a smettere di pensare a ciò che gli aveva detto Magister Joseph: che lui, Callum Hunt, era in possesso dell’anima del Nemico della Morte. Che lui era il Nemico della Morte, destinato a commettere atti malvagi. Persino nella confortevole cucina gialla in cui lui e suo padre avevano mangiato insieme migliaia di pasti le parole continuavano a risuonare nelle sue orecchie.
L’anima di Callum Hunt è morta. Costretta fuori dal tuo corpo, si è prosciugata ed è morta. L’anima di Constantine Madden ha messo radici ed è cresciuta, neonata e intatta. Da allora, i suoi seguaci hanno fatto di tutto per far sì che Constantine non sembrasse sparito dal mondo, in modo che tu restassi al sicuro.
“Call?” chiese suo padre, fissandolo in modo strano.
Non guardarmi, avrebbe voluto dirgli Call. E al contempo voleva chiedergli, Cosa vedi quando mi guardi?
Lui e Alastair si stavano dividendo la pizza preferita di Call, quella col salame piccante e l’ananas, e normalmente avrebbero parlato dell’ultima avventura in città di Call, o di qualunque progetto di riparazione avesse Alastair in garage in quel momento, ma al momento Alastair non stava parlando, e Call non riusciva a trovare niente da dire. Gli mancavano i suoi migliori amici, Aaron e Tamara, ma non poteva parlare di loro davanti al padre, perché facevano parte di quel mondo magico che Alastair odiava.
Call saltò giù dalla sedia. “Posso andare sul retro con Subbuglio?”
Alastair guardò con fare accigliato il lupo, che un tempo era stato un adorabile cucciolo e adesso si era trasformato in un longilineo mostro adolescente, che occupava un sacco di immobili sotto al tavolo. Il lupo guardò il padre di Call coi suoi occhi da creatura del Caos, la lingua che penzolava dalla bocca. Uggiolò leggermente.
“Molto bene,” disse Alastair con un sospiro sofferto. “Ma non starci troppo a lungo. E sta’ lontano dalle persone. La nostra unica possibilità di evitare che i vicini facciano storie è tenere sotto controllo le circostanze in cui Subbuglio è in vista.”
Subbuglio balzò in piedi, e le sue unghie sfregarono contro al linoleum mentre si avvicinava alla porta. Call ghignò. Sapeva bene che avere la rara devozione di una bestia del Caos valeva un sacco di Punti Da Signore Del Male, ma non riusciva a pentirsi di averlo tenuto.
Naturalmente, quello era uno dei problemi dell’essere un Signore Del Male. Ti dispiaceva sempre per le cose sbagliate.
Call si sforzò di non pensarci mentre usciva in giardino. Era un tiepido pomeriggio estivo. Il retro era pieno di fitta erba verde troppo cresciuta; Alastair non era molto meticoloso riguardo al tagliarla, dal momento che era più il tipo di persona interessato a tenere i vicini lontani che quello che condivide consigli su come falciare il prato. Call si divertì lanciando un bastoncino a Subbuglio e facendoselo riportare da lui, tutto scodinzolante e con gli occhi scintillanti. Se solo avesse potuto, avrebbe corso insieme al lupo, ma la sua gamba danneggiata gli impediva di muoversi troppo. Subbuglio sembrava capirlo, e di rado correva fuori dalla sua portata.
Dopo aver fatto riposare un po’ Subbuglio, attraversarono la strada insieme diretti verso un pezzo del prato, e Subbuglio corse verso dei cespugli. Call si frugò le tasche in cerca di qualche busta di plastica. I Signori Del Male di sicuro non raccoglievano i bisogni dei loro cani, quindi ogni passeggiata valeva come un segno sotto la colonna del bene.
“Call?”
Call si voltò, sorpreso. Si sorprese ancor di più notando chi gli stava parlando. I capelli biondi di Kylie Myles erano tenuti indietro da due fermagli a forma di unicorno, e lei teneva in mano un guinzaglio rosa. All’altra estremità c’era quello che apparentemente sembrava una piccola parrucca bianca, ma magari si trattava di un cane.
“Tu – uh,” disse Call. “Conosci il mio nome?”
“Ho la sensazione di non averti visto in giro, di recente,” rispose Kylie, dopo aver presumibilmente deciso di ignorare la sua confusione. Abbassò la voce. “Ti sei trasferito? Alla scuola di ballo?”
Call esitò. Kylie aveva partecipato con lui alla Prova di Ferro, la prova d’ingresso per il Magisterium, ma lui l’aveva passata e lei no. A quel punto i maghi l’avevano trasferita in un’altra stanza, e da allora Call non l’aveva più rivista. Chiaramente Kylie ricordava Call, visto che lo stava osservando con aria confusa, ma lui non sapeva di preciso cosa credesse lei. Le avevano sicuramente alterato i ricordi prima di rilasciarla nella popolazione.
Per un folle momento, Call immaginò di dirle tutto. Raccontarle di come avevano cercato di entrare in una scuola di magia, e non di ballo, e di come Magister Rufus l’aveva scelto, sebbene il suo punteggio fosse decisamente più basso di quello di lei. Gli avrebbe creduto se le avesse parlato di com’era la scuola, e di cosa si provava a essere in grado di plasmare il fuoco con le mani o volare per l’aria? Pensò di dirle che Aaron non era solo il suo migliore amico, ma pure il Makar, il che era una faccenda davvero grossa, perché significava che Aaron era uno dei pochissimi maghi in vita in grado di lavorare con l’elemento del caos.
“La scuola è okay,” mormorò, scrollando le spalle, non sapendo che altro dire.
“Mi sorprende che tu sia riuscito a entrare,” rispose lei; gli guardò la gamba, e poi cadde in un silenzio imbarazzato.
Call provò una familiare ondata di rabbia, e ricordò esattamente cosa si provava a frequentare la sua vecchia scuola, dove nessuno credeva che sarebbe potuto essere bravo a fare qualcosa di fisico. Sin da quando Call aveva memoria, la sua gamba sinistra era stata più corta e debole dell’altra. Camminarci sopra gli faceva male, e nessuno degli innumerevoli interventi a cui si era sottoposto aveva aiutato granché. Suo padre gli aveva sempre detto di essere nato così, ma Magister Joseph gli aveva raccontato qualcosa di diverso.
“Sta tutto nella forza della parte alta del corpo,” ribatté altezzosamente, sebbene non sapesse cosa intendeva davvero.
Kylie annuì, però, con gli occhi sbarrati. “Cosa si prova? Ad andare a una scuola di ballo?”
“È dura,” le rispose. “Tutti ballano fino a collassare. Mangiamo solo frullati di uova crude e proteine del grano. Ogni venerdì c’è una gara di ballo, e quello che resta in piedi riceve una barretta di cioccolato. E dobbiamo pure guardare di continuo film sul ballo.”
Lei stava per rispondergli qualcosa, ma venne interrotta da Subbuglio che saltava fuori dai cespugli. Aveva un bastoncino tra i denti, e i suoi occhi erano enormi e scintillanti – sfumature d’arancio, giallo, e rosso fiamme dell’inferno. Mentre Kylie lo fissava, gli occhi spalancati, Call capì quanto dovesse sembrarle grande Subbuglio, quanto fosse ovvio che non era un cane o un comune tipo di animale domestico.
Kylie urlò. Prima che Call potesse dire una parola, Kylie corse via dal prato e si precipitò giù per la strada; quella zazzera bianca del suo cane a stento riusciva a starle dietro.
Basta fare il carino con i vicini, per il momento.
Per quando tornò a casa, Call aveva deciso che tra le menzogne dette a Kylie e lo spavento che le aveva fatto prendere, aveva perso tutti i punti positivi ottenuti raccogliendo i bisogni di Subbuglio.
Quel giorno lo stava vincendo la colonna del Signore Del Male.
“Va tutto bene?” gli chiese suo padre, notando l’espressione di Call mentre chiudeva la porta.
“Sì, bene,” rispose avvilito Call.
“Bene.” Alastair si schiarì la voce. “Pensavo che potremmo uscire, stasera,” disse. “Andare al cinema.”
Call era sorpreso. Non avevano fatto granché, da quando era tornato a casa per le vacanze estive. Alastair, con l’aria di uno sprofondato nella desolazione, si era trascinato giorno dopo giorno dalla sala TV al garage, dove aveva sistemato e fatto splendere come nuove delle auto che poi aveva venduto ai collezionisti. A volte Call aveva preso il suo skate e pattinato di malavoglia per la città, ma niente gli sembrava abbastanza divertente, se paragonato al Magisterium.
Aveva persino cominciato a sentire la mancanza del lichene.
“Che film vuoi vedere?” gli chiese Call, immaginando che un Signore Del Male non si interessi ai gusti cinematografici degli altri. Doveva pur valere qualcosa.
“Ce n’è un nuovo. Con le astronavi,” rispose suo padre, sorprendendo Call con la sua scelta. “E magari potremmo lasciare quel tuo mostro al canile, strada facendo. E scambiarlo con un grazioso barboncino. O pure con un pitbull. Qualsiasi cosa, purché non sia rabbioso.”
Subbuglio guardò Alastair minacciosamente, un vortice di colori negli occhi soprannaturali. Call pensò al cane parrucca di Kylie.
“Non è rabbioso,” disse Call accarezzando il collo di Subbuglio. Il lupo si gettò per terra e rotolò sulla schiena, la lingua a penzoloni, così che Call potesse grattargli la pancia. “Può venire? Può aspettarci in auto col finestrino abbassato.”
Accigliato, Alastair scosse il capo. “Assolutamente no. Lega quel coso in garage.”
“È un lui, non un coso. E scommetto che gli piacerebbero i popcorn,” rispose Call. “E i vermi gommosi.”
Alastair diede un’occhiata al suo orologio, poi indicò il garage. “Beh, magari dopo puoi portargliene due, a quel coso.”
Lui!” Con un sospiro, Call portò Subbuglio nell’officina in garage di Alastair. Era uno spazio enorme, più enorme della stanza più grande della casa, e odorava di olio e benzina e legno vecchio. Il telaio di una Citroën riposava su dei blocchi, privo degli pneumatici e senza sediolini. Pile di manuali gialli sulla riparazione erano sistemate su degli antichi sgabelli, mentre i fari pendevano fuori dai loro spazi. Una bobina di corda stava fissata sopra a un assortimento di chiavi. Call la usò per fare un nodo morbido intorno al collare del lupo.
Si inginocchiò davanti a Subbuglio. “Torneremo presto a scuola,” mormorò. “Con Tamara e Aaron. E a quel punto tutto tornerà alla normalità.”
Il cane uggiolò come se avesse capito. Come se gli mancasse il Magisterium tanto quanto mancava a Call.

 

Divisore - TCG

 

Call trovò difficile restare concentrato sul film, a dispetto delle astronavi, degli alieni e delle esplosioni. Continuava a pensare al modo in cui aveva guardato i film al Magisterium, con la magia dell’aria che proiettava le immagini sul muro della caverna. Dal momento che erano controllati dai maghi, al loro interno poteva succedere di tutto. Aveva visto Star Wars con sei finali diversi, e pellicole in cui i ragazzi del Magisterium erano proiettati sullo schermo e combattevano mostri, volavano con le auto e si trasformavano in supereroi.
Paragonato a loro, il film che stava guardando in quel momento sembrava un po’ piatto. Call si concentrò sui pezzi che avrebbe cambiato mentre si scolava tre Frullati Estremamente! Aspri Alla Mela e due contenitori grandi di popcorn con burro. Alastair fissava lo schermo con un’espressione di ragionevole orrore, non voltandosi neanche quando Call gli offrì alcune manciate di noccioline. Come conseguenza per aver mangiato da solo tutte le merendine, Call brulicava di zucchero quando tornarono all’auto di Alastair.
“Ti è piaciuto?” chiese Alastair.
“Era molto bello,” rispose Call, non volendo dare ad Alastair la sensazione di non aver apprezzato di essere stato trascinato a vedere un film che da solo non avrebbe mai guardato. “Il pezzo in cui la stazione spaziale è esplosa era grandioso.”
Ci fu un attimo di silenzio, non abbastanza lungo perché risultasse sgradevole, prima che Alastair parlasse di nuovo. “Sai, non c’è ragione per cui tu debba tornare al Magisterium. Hai imparato le basi. Potresti allenarti qui, con me.”
Call sentì il suo cuore sprofondare. Avevano già avuto questa conversazione, o delle sue varianti, un centinaio di volte, e non era mai andata a finire bene. “Penso che dovrei tornare,” gli disse il più neutralmente possibile. “Ho già attraversato il Primo Cancello, quindi dovrei concludere ciò che ho iniziato.”
L’espressione di Alastair si incupì. “Stare sotto terra non fa bene ai bambini. Tenuti al buio come vermi. La tua pelle diventerà pallida e grigia. I livelli della tua vitamina D caleranno. La vitalità ti verrà succhiata via dal corpo…”
“Sembro grigio?” Call prestava raramente attenzione a ciò che andava oltre le basi del suo aspetto – controllare di non avere i pantaloni al contrario e che i suoi capelli non fossero sparati in aria –, ma essere grigio gli sembrava negativo. Lanciò un’occhiata furtiva alla sua mano, ma pareva del suo solito beige rosato.
Alastair stava stringendo il volante con furia mentre svoltavano nella loro strada. “Cosa ti piace di quella scuola?”
“Cosa piace a te?” domandò Call. “Ci sei andato, e sai che non ho odiato ogni singolo minuto. Hai incontrato la mamma lì…”
“Sì,” rispose Alastair. “Avevo degli amici, lì. È questo ciò che mi piaceva.” Da quando Call aveva memoria, questa era la prima volta che ricordava di aver sentito suo padre dire che gli era piaciuto qualcosa della scuola di magia.
“Anche io ho degli amici, lì,” fece Call. “Qui non ne ho nessuno, ma lì sì.”
“Tutti gli amici con cui sono andato a scuola adesso sono morti, Call,” disse Alastair, e Call si sentì rizzare i peli sul retro del collo. Pensò ad Aaron, a Tamara e a Celia – e poi fu costretto a fermarsi. Era troppo orribile.
Non solo l’idea di loro morti.
Ma l’idea di loro morti per colpa sua.
Per colpa del suo segreto.
Del male dentro di lui.
Fermati, si disse Call. Erano arrivati a casa. C’era qualcosa di strano. Fuori posto. Call la osservò per un minuto prima di capire. Aveva lasciato la porta del garage chiusa con Subbuglio legato al suo interno, ma adesso era aperta, un grosso quadrato nero.
“Subbuglio!” Call afferrò la maniglia dell’auto e quasi cadde sul terreno, la gamba debole che tremava. Poteva sentire suo padre chiamarlo, ma non gli importava.
In parte zoppicando, in parte correndo, arrivò al garage. La corda era ancora lì, ma un’estremità era sfilacciata, come se fosse stata segata da un grosso coltello – o da un affilato dente da lupo. Call provò a immaginare Subbuglio tutto solo in garage, al buio. Abbaiando e aspettando che Call gli rispondesse. Call cominciò a provare una sensazione di gelo nel petto. Subbuglio non era stato legato granché, a casa di Alastair, e probabilmente questo l’aveva mandato fuori di testa. Forse aveva masticato la corda e si era gettato contro la porta finché questa non si era aperta.
“Subbuglio!” urlò di nuovo Call, più forte. “Subbuglio, siamo a casa! Adesso puoi tornare!”
Si guardò intorno, ma il lupo non uscì dai cespugli, né emerse dalle ombre che avevano iniziato a raccogliersi tra gli alberi.
Si stava facendo tardi.
Il padre di Call gli si avvicinò. Osservò la fune spezzata e la porta aperta e sospirò, passandosi una mano tra i capelli nero-grigi. “Call,” disse gentilmente. “Call, non c’è più. Il tuo lupo se n’è andato.”
“Questo non lo sai!” strillò Call, girandosi per osservare Alastair.
“Call…”
“Hai sempre odiato Subbuglio!” scattò. “Probabilmente sei felice di sapere che se n’è andato.”
L’espressione di Alastair si indurì. “Non sono felice di saperti triste, Call. Ma sì, quel lupo non era fatto per essere un animale domestico. Avrebbe potuto uccidere o fare seriamente male a qualcuno. A uno dei tuoi amici o, Dio non voglia, a te. Spero solo che corra nel bosco e non si diriga in città e cominci a sgranocchiare i vicini.”
“Sta’ zitto!” gli disse Call, anche se c’era qualcosa di vagamente confortante nell’idea che se Subbuglio avesse mangiato qualcuno, Call forse sarebbe riuscito a trovarlo in mezzo al trambusto. Spinse via quell’idea, aggiungendolo alla colonna del Signore Del Male.
Pensieri simili non servivano a nulla. Doveva trovare Subbuglio prima che succedesse qualcosa di male. “Subbuglio non ha mai fatto male a nessuno,” rispose invece.
“Mi spiace, Call,” disse Alastair. Sembrava sincero, e questo sorprese Call. “So che è da una vita che volevi un cucciolo. Forse se ti avessi lasciato tenere la talpa…” Sospirò di nuovo. Call si domandò se suo padre gli avesse impedito di avere un animale perché i Signori Del Male non dovrebbero averne. Perché i Signori Del Male non amano niente, e specialmente non le cose innocenti come gli animali. Come Subbuglio.
Call pensò a quanto dovesse essere spaventato Subbuglio – da quando Call l’aveva trovato, ancora cucciolo, non era mai rimasto da solo.
“Per favore,” supplicò Call. “Per favore, aiutami a cercare Subbuglio.”
Alastair annuì una sola volta, un brusco scatto della mascella. “Sali in macchina. Possiamo chiamarlo mentre giriamo lentamente per il quartiere. Magari non si è allontanato troppo.”
“Okay,” rispose Call. Guardò di nuovo il garage, sentendosi come se stesse trascurando qualcosa, come se avrebbe visto il suo lupo, se solo avesse fissato quel punto abbastanza a lungo.
Ma non importava quante volte girassero per il quartiere e quante volte lo chiamassero, Subbuglio non veniva fuori. Si fece sempre più buio, e a quel punto tornarono a casa. Alastair cucinò degli spaghetti per cena, ma Call non si sforzò di mangiarli. Riuscì a farsi promettere dal padre che avrebbero realizzato dei poster per cani scomparsi, il giorno dopo, anche se Alastair pensava che una foto di Subbuglio avrebbe fatto più male che bene.
“Le creature del caos non sono fatte per essere animali domestici, Callum,” gli disse dopo aver ripulito il suo piatto intatto. “A loro non importa delle persone. Non può importargli.”
Call non gli rispose, ma andò a letto con un nodo alla gola e una sensazione di terrore.

 

Divisore - TCG

 

Fu un acuto piagnisteo a svegliare Call dal suo sonno inquieto. Si mise a sedere e afferrò Miri, il pugnale che teneva sempre sul suo comodino. Posò i piedi sul pavimento, trasalendo per il freddo.
“Subbuglio?” sussurrò.
Pensò di aver sentito un altro pianto, distante. Sbirciò fuori dalla finestra, ma tutto ciò che riusciva a vedere erano alberi ombrosi e oscurità.
Scivolò nel corridoio. La porta della stanza di suo padre era chiusa, e la linea che la divideva dal pavimento era buia. Call sapeva che questo non implicava che non fosse sveglio. A volte Alastair restava in piedi tutta la notte aggiustando cose nella sua officina al piano di sotto.
“Subbuglio?” sussurrò di nuovo Call.
Non ci fu nessun rumore in risposta, ma a Call venne la pelle d’oca sulle braccia. Riusciva a sentire che il suo lupo era nelle vicinanze, che Subbuglio era ansioso, spaventato. Call seguì quella sensazione, anche se non riusciva a spiegarla. Lo condusse giù nell’atrio, e verso le scale della cantina. Call deglutì con forza, strinse Miri e cominciò a scendere.
Aveva sempre avuto un po’ di paura del seminterrato, che era pieno di vecchi pezzi di auto, mobili rotti, case delle bambole, bambole da riparare e antichi giocattoli di latta che a volte venivano ronzando in vita.
Una striscia di luce gialla filtrava dalla porta che conduceva a un altro deposito di Alastair, ancor più pieno di spazzatura che non aveva ancora trovato il tempo di sistemare. Call si fece coraggio e zoppicò per la stanza; spinse la porta.
Non si muoveva. Suo padre l’aveva chiusa.
Il cuore di Call accelerò.
Non c’era motivo per cui suo padre avrebbe dovuto chiudere a chiave un ammasso di roba vecchia e mezza riparata. Proprio nessun motivo.
“Papà?” chiamò Call attraverso la porta, chiedendosi se Alastair non fosse lì dentro per qualche ragione.
Ma dall’altra parte sentì arrivare un trambusto totalmente diverso. Call fu preso da una furia terribile e soffocante. Prese il suo piccolo pugnale e cercò di premerlo nel vano della porta, tentando di spingere via i cardini.
Dopo un momento di tensione, la punta di Miri toccò il punto giusto e la serratura scattò. La porta era aperta.
Il retro del seminterrato non aveva più l’aspetto che Call ricordava. L’ammasso confuso di roba era stato rimosso, lasciando spazio per quello che a Call sembrava l’ufficio di un mago molto spartano. In un angolo stava una scrivania, con pile di libri vecchi e nuovi ammucchiate sopra. Dall’altra parte c’era una branda. E al centro, legato da delle catene e imbavagliato con una museruola di pelle dall’aria orribile, stava Subbuglio.
Il lupo balzò verso Call, uggiolando, ma le catene lo tirarono indietro. Call cadde in ginocchio, accarezzando con le dita la pelliccia di Subbuglio mentre cercava un modo per liberarlo dal collare. Era così felice di vedere Subbuglio e così sopraffatto dalla rabbia per ciò che suo padre aveva fatto da perdersi per un istante il dettaglio più importante.
Ma mentre scrutava la stanza in cerca del nascondiglio della chiave, vide finalmente ciò che avrebbe dovuto notare prima di ogni altra cosa. Anche la branda sulla parete in fondo aveva delle catene.
Catene della grandezza giusta per un ragazzo che a breve avrebbe compiuto tredici anni.

Traduzione: nuove risposte dal Tumblr di Cassie!

Ieri la nostra Cassandra si è presa un po’ di tempo per rispondere ad alcune domande che le sono state poste su Tumblr. :) Ve le abbiamo tradotte (e abbiamo cercato di segnalare il più possibile che la terza e ultima risposta contiene SPOILER di The Evil We Love).

 

 

 

 

runes and a note on my inbox

 

« “Salve, Miss Cassandra Clare! Amo davvero l’universo che hai creato, e particolarmente il modo in cui hai incorporato cose di tutte le religioni. Ho solo una domanda: gli Shadowhunters hanno iniziato a usare le nuove rune create da Clary? (Visto che ne abbiamo parlato un pochino in CoHF con il signore e la signora Carstairs.) Se sì, hanno iniziato a usare la runa Portale al posto dei Portali degli stregoni? Grazise per il tuo tempo, e spero che tu stia passando una bella giornata! :D

Crescendo, Clary continua a inventare rune. Sentiremo parlare delle rune che ha creato e di ciò che sta facendo in Lady Midnight. Dal momento che Clary non sa sempre controllare le rune che le “vengono” in mente, si tratta di un assortimento interessante. Ma gli altri Shadowhunters possono usarle, proprio come possono usare l’Antipaura [NdT: la Fearless].

I Portali sono una faccenda diversa. Stando al Codice:

La difficoltà qui sta nel fatto che gli Shadowhunters possono usare solo i Marchi del Libro Grigio. Non siamo in grado di scegliere arbitrariamente una destinazione utilizzando il linguaggio runico che ci è stato concesso di utilizzare. La soluzione è stata scoperta da Branwell e dal suo anonimo collaboratore stregone, ed è un’ingegnosa fusione di due sistemi runici e della magia nella mente di colui che desidera viaggiare attraverso il Portale. Per prima cosa, la “struttura” di un Marchio (che ha analogie sia nel sistema runico degli angeli che in quello demoniaco) viene creata, e intorno e all’interno viene inscritta una serie di rune demoniache disegnate in uno stato instabile e incompiuto.

Gli Shadowhunters (tutti eccetto Clary) possono utilizzare solo i Marchi nel Libro Grigio e, in seguito, quelli inventati da Clary. Quando uno stregone crea un Portale, utilizza un linguaggio runico/magico per incorporare il luogo in cui il Portale porterà le persone. Gli Shadowhunters possono farlo da hanno tutto il materiale, le lingue, ecc; in questo modo possono per certi versi copiare quello che sono in grado di fare gli stregoni, ma gli altri Shadowhunters non sono in grado di “creare” e basta un Portale, perché ciò che ha fatto Clary è stato molto strano e insolito e non il genere normale di magia del Portale. Gli Shadowhunters non sono in grado di realizzare un Portale usando uno stilo, e persino Clary non sarebbe in grado di realizzarne uno senza uno stilo.

*Sto lavorando per capire come gestire certi aspetti dei social, tipo Twitter e al momento le domande di Tumblr – al momento la mia assistente sfoglia il mio inbox e mi invia quelle domande che pensa che potrebbero essere di interesse generale, così che io possa rispondere pubblicamente. Non vedo da me l’inbox. Vediamo cme va! »

 

 

 

A pox upon it

 

« “Ciao! Parlando per ipotesi, se qualcuno facesse sesso non protetto con Sebastian, potrebbe venirgli la sifilide demoniaca? Tanto amore dal Portogallo!

No, visto che Sebastian non è un demone.

In ogni caso, non tutti i demoni danno la sifilide demoniaca. Non è, tipo, l’inevitabile conseguenza di un rapporto con un demone. Altrimenti tutti gli stregoni avrebbero un genitore morto di sifilide demoniaca, e non è così.

Non consiglierei comunque a nessuno di fare sesso coi demoni. O con Sebastian. »

 

 

 

Robert Lightwood/The Evil We Love
SPOILER DAL QUINTO RACCONTO DEI RACCONTI DELL’ACCADEMIA!

 

« Spoiler da The Evil We Love e dall’albero genealogico delle famiglie di TID

Ehi, Cassie! Sono una grandissima fan dei tuoi libri, e mi piacerebbe sapere: c’è qualche possibilità che i problemi che Robert Lightwood ha con le rune in The Evil We Love vengano spiegati in TLH? Voglio dire, avrebbe senso se la discendenza di Gabriel/Christopher Lightwood fosse contaminata perché derivante anche da Grace Cartwright (ipotizzando che Grace Cartwright sia portatrice di un qualche difetto); in caso contrario, non avrebbe senso l’incapacità di una persona come Robert di sopportare le rune. I Marchi avevano capito che non era degno/pronto a essere un guerriero?

Il punto è che non c’è ragione di credere che l’albero genealogico sia corretto al 100% – Robert potrebbe non essere un discendente di Grace Cartwright Blackthorn. Non c’è neanche motivo di pensare che Grace abbia qualcosa che non va. È una Shadowhunter normale. Quindi la condizione di Robert e Grace non sono connesse in nessun caso.

Quando si inserisce una nuova informazione canonica in racconti a parte come quelli che formano Tales from the Shadowhunter Academy, è sempre un problema, perché non mi aspetto assolutamente che tutti i lettori leggano quelle storie. Sono davvero scritte per chi è affascinato nel profondo dal mondo degli Shadowhunters o da un personaggio in particolare.

Per Robert Lightwood, io e Robin volevamo qualcosa che completasse maggiormente il suo personaggio, desse senso ad alcune delle cose che ha fatto in seguito. L’idea che alcuni Shadowhunters potessero inizialmente resistere ai Marchi ci sembrava intuitiva – riflette un’umanità familiare, nel senso che alcune persone sono allergiche ai vaccini. Può succedere a dispetto della tua famiglia. O è casuale, o ancora non si è scoperto lo schema. Nascere è una lotteria. Come umani, non sappiamo mai quali strani elementi entreranno in gioco sul nostro corpo. Gli Shadowhunters non sono diversi.

Quanto al suo essere un’informazione canonica nuova, potrei sempre reintrodurla in un nuovo romanzo, e in tal caso la spiegherei nuovamente per i lettori che non hanno letto The Evil We Love.

Vorrei ringraziarti per aver scritto, almeno parzialmente, The Evil We Love dal punto di vista di Robert. L’ho iniziato pensando che fosse una scelta strana e credendo di non essere davvero interessata a ciò che lui aveva da dire. Ero in errore. Nella storia c’era un personaggio che non mi ero aspettata e sono rimasta sorpresa dalla quantità di cose che ho provato per lui. Non riesco a fare a meno di pensare che tra Alec e Jace e Robert e Michael ci sia un parallelismo. Alec ‘amava’ Jace perché era sicuro, e Robert, sebbene non fosse esattamente un amore romantico, si è concesso di tenere così tanto a Michael perché lui era sicuro. Forse sono solo io a pensarlo, ma tu dici sempre che la scrittura è aperta a ogni interpretazione. :)

È così! Mi interessa sempre vedere cosa colgono dalle mie storie le persone, perché spesso è davvero interessante scoprire se si trattava di una cosa voluta da parte mia o no. Sono convinta che Alec sia una persona più forte di suo padre – il bisogno di amare qualcuno di sicuro è tanto umano, ma penso a Robert come a qualcuno che è stato trascinato giù dalla debolezza intrinseca nel suo personaggio e dal suo rifiuto di andare contro la corrente – si lascia portar via, e questo lo conduce in posti molto brutti. A differenza di Alec, che lotta per se stesso.

E grazie – è bellissimo sentire di persone che sono disposte a dare una possibilità a dei nuovi personaggi e a delle nuove storie! »

Traduzione: una nuova sinossi per Lady Midnight!

Grazie al sito della Waterstones, abbiamo modo di leggere una nuova – e più completa! – sinossi di Lady Midnight. :) Ve l’abbiamo tradotta!

 
« Splendore, incanto e Shadowhunters in quantità in questo straziante primo romanzo di The Dark Artifices, seguito della serie internazionalmente bestseller The Mortal Instruments.

Sono passati cinque anni dagli eventi di Città del Fuoco Celeste, che hanno portato gli Shadowhunters sull’orlo dell’oblio. Emma Carstairs non è più una ragazzina in lutto: è diventata una giovane donna decisa a scoprire cos’ha ucciso i suoi genitori e a vendicarsi.
Insieme al suo parabatai Julian Blackthorn, Emma deve imparare a fidarsi della sua mente e del suo cuore mentre investiga su una trama demoniaca che si dipana attraverso Los Angeles, da Sunset Strip all’incantevole oceano che si frange contro le spiagge di Santa Monica.
Se solo il suo cuore non la guidasse in direzioni insidiose…

A complicare ancor di più le cose, il fratello di Julian, Mark – che era stato catturato dalle fate cinque anni prima –, è stato restituito loro come moneta di scambio. Le fate vogliono disperatamente scoprire chi sta uccidendo la loro specie, e per farlo hanno bisogno dell’aiuto degli Shadowhunters. Ma nel mondo delle fate il tempo lavora in maniera differente, quindi Mark è invecchiato a stento e non riconosce la sua stessa famiglia. Potrà mai tornare per davvero da loro? Le fate glielo permetteranno sul serio? »

Chris Wood leggera’ l’audiolibro di The Evil We Love!

Shadowhunters, Cassandra ha appena rivelato sul suo Tumblr che a leggere il quinto racconto di Tales from the Shadowhunter Academy sarà Chris Wood! :) Ecco la traduzione dell’annuncio:

 

« Per la serie Graziosi Ragazzi Castani Che Leggono Per Voi… Chris Wood (aka Kai Parker di The Vampire Diaries) leggerà The Evil We Love (l’ultimo racconto di Tales from the Shadowhunter Academy uscito). Grazie, Chris! »

 

TheEvilWeLove

Traduzione: “ABC Family’s ‘Shadowhunters’ Adds Jade Hassouné in Recurring Role”

Shadowhunters, avete letto la notizia? La ABC Family ha trovato il nostro Meliorn televisivo (e noi vi abbiamo tradotto l’annuncio dato dal The Wrap)! :)

 

 

 

 

« L’attore interpreterà Meliorn nella serie con Katherine McNamara e Dominic Sherwood.

La ABC Family ha aggiunto al suo “Shadowhunters” l’attore Jade Hassouné per un ruolo ricorrente, ha annunciato martedì il network.

Hassouné interpreterà Meliorn, in un cast guidato da Katherine McNamara e Dominic Sherwood, e composto anche da Harry Shum Jr., Alan Van Sprang, Alberto Rosende, Emeraude Toubia, Isaiah Mustafa e Matthew Daddario.

“Shadowhunters”, l’adattamento straight-to-series della serie di romanzi YA “The Mortal Instruments”, scritta da Cassandra Clare, racconterà della diciottenne Clary, che il giorno del suo compleanno scopre di non essere chi pensava, e di appartenere a una lunga discendenza di Shadowhunters – ibridi metà angeli e metà umani che cacciano i demoni. Quando sua madre Jocelyn viene rapita, Clary si ritrova in un mondo di cacciatori di demoni.

Meliorn è descritto come una fata – conosciuta pure come Seelie – bellissima ed elegante, una creatura in egual misura angelo e demone.

“Shadowhunters” è prodotto dalla Constantin Film e ha per produttori esecutivi Ed Decter e McG, che girerà pure il primo episodio. »

Traduzione: “ABC Family’s ‘Shadowhunters’ Adds Kaitlyn Leeb as Camille”

Ieri pomeriggio, come saprete, è stata annunciata l’attrice che presterà il volto a Camille nel telefilm. Vi abbiamo tradotto l’articolo con cui The Wrap lo rivela!

 

 

 

 

« L’attrice sarà una guest star nell’adattamento fantasy con Katherine McNamara e Dominic Sherwood

“Shadowhunters” della ABC Family ha trovato la sua Camille Belcourt in Kaitlyn Leeb, che sarà una guest star nell’adattamento della serie YA di Cassandra Clare “The Mortal Instruments”.

Il cast è guidato da Katherine McNamara e Dominic Sherwood, e include pure Harry Shum Jr., Alan Van Sprang, Alberto Rosende, Emeraude Toubia, Isaiah Mustafa e Matthew Daddario.

“Shadowhunters”, l’adattamento straight-to-series della serie di romanzi YA “The Mortal Instruments” di Cassandra Clare, racconterà della diciottenne Clary, che il giorno del suo compleanno scopre di non essere chi pensa, e di discendere da una lunga linea di Shadowhunters – ibridi metà umani e metà angeli che cacciano i demoni.

Quando sua madre viene rapita, Clary si ritrova in un mondo di cacciatori di demoni insieme al misterioso Shadowhunter Jace (Sherwood) e al suo migliore amico Simon (Rosende).

Descritta come bellissima e astuta, la Camille della Leeb è il capo del clan di vampiri di New York.

“Shadowhunters” è prodotto dalla Constantin Film e ha per produttori esecutivi Ed Decter e McG, che girerà pure il primo episodio.

I crediti cinematografici della Leeb includono il reboot di “Total Recall” e le serie canadesi “Degrassi: The Next Generation” e “Heartland”. È rappresentata da Noble Caplan Abrams. »

Traduzione: “Outfitted: Matthew Daddario”

Quel cucciolo di Matthew Daddario (chiedo scusa, ma qui in pagina abbiamo tutte una cotta per lui, LOL) ha rilasciato un’intervista per Maxim. :)
Il discorso è un po’ random, ma all’inizio si parla anche del telefilm – e quindi niente, ve l’abbiamo tradotto. Speriamo che la cosa vi faccia piacere!

 

 

 

« Forse non avete riconosciuto Matthew Daddario a colpo d’occhio, ma presto diventerà l’unico argomento di cui parlerete. La stella nascente era originariamente andata al college per laurearsi in economia, ma ben presto l’ha lasciato con la consapevolezza che la sua vera passione era la recitazione. Dopo un paio di lezioni, la cosa è diventata un’ossessione, e ha continuato a insistere finché non ha iniziato a ottenere delle parti. Grazie a un paio di sagge parole della sua stupenda sorella, l’attrice Alexandra Daddario, Matthew ha realizzato di essere sulla strada giusta. “Ha fatto in modo che mi sembrasse di avere una possibilità,” dichiara lui. “Non so se ci avrei pensato senza di lei. È di sicuro stata un’influenza.”
Adesso, Matthew è alle prese con il suo primo ruolo televisivo in assoluto in Shadowhunters della ABC Family. Come per ogni show basato su un romanzo popolarissimo, c’è un po’ di pressione che deriva dalla parte e dal voler essere all’altezza di determinate aspettative. Quanto a Matt, non sembra il suo caso. “In verità non sono per niente nervoso,” dice. “Sto finendo i romanzi e capisco Alec [il suo personaggio]. Ognuno ha qualcosa in comune con il personaggio che interpreterà, e noi due condividiamo di sicuro alcune caratteristiche.”
Hollywood ha già accolto un ‘Daddario’, e ora è il momento di far spazio per il secondo.
Matthew ha condiviso con Maxim i suoi sogni di una vita in fattoria, l’amore per i calzini, e il momento giusto per bere la tequila.

Se non recitassi, vorrei avere una fattoria. Non coltiverei, ma probabilmente avrei qualche animale, tipo delle mucche, e magari un alpaca o un lama. Starei tutto il giorno a tagliare legna. Baserei la mia vita sul fare quello, per me è come uno scenario ideale. È molto diverso dalla mia educazione, e forse è questo che mi piace. [Ride] Non conosco gli aspetti negativi, ma solo l’idea che ho in testa.

Passo delle fasi, ma in definitiva torno sempre ai calzini. Posso indossare qualcosa di buffo sui piedi che però è nascosto alla vista. È bello avere dei calzini fighi.

Quando ero un adolescente, cercavo cose confortevoli e mi sforzavo di dar loro un bell’aspetto. Ti capita di trovare qualcosa che ti sta bene ed è confortevole, e crescendo sono diventato capace di combinare comfort e stile, cosa a volte complicata.

Scegliere la bevanda giusta dipende dall’ambiente in cui ci si trova. Se fossi solo a casa, non berrei tequila, ma allo stesso tempo si tende pure a non bere birra a Capodanno. Sta all’umore del gruppo.  

Ogni ragazzo deve avere uno smoking. Se mai dovessi essere invitato a un evento per cui è necessario lo smoking, è essenziale che tu ce l’abbia pronto. Dev’essere pure uno che ti sta bene, deve avere un bell’aspetto.

Se stai cercando di fare una bella impressione su una ragazza, opta per qualcosa che non ti faccia sembrare uno che sta tentando di impressionare, ma fa’ comunque un piccolo sforzo. Si torna a ciò che ti mette a tuo agio. Sembra uno che è lì con interesse.

Ho alcuni cimeli della NASA dai primi tempo dell’Apollo da cui non posso pensare di separarmi. Ho sempre voluto interpretare una sorta di cowboy spaziale, tipo l’idea del capitano Kirk. Penso che sia il sogno di tutti, però, no? »