Traduzione: “After the Bridge”, terza parte

Ed ecco arrivare la terza parte di After the Bridge! :) Per ora è in assoluto la più lunga (2500 parole!), e qui le cose si sono scaldate davvero, davvero parecchio.

;) Se ci sono minorenni in sala(?), forse dovrebbero chiudere il post.

Vi ricordiamo che After the Bridge è un racconto Jessa che Cassie sta pubblicando sul suo Tumblr (saranno quattro parte in totale; questa è la terza). Se la coppia non vi piace, fareste meglio a non leggere.

« Una storia per quanti si sono chiesti cos’hanno fatto Tessa e Jem dopo essersi contrati sul Blackfriars Bridge nell’epilogo de La Principessa.
Tutti coloro che non apprezzano Tessa&Jem insieme o i momenti sexy Jessa probabilmente dovrebbero saltare questo racconti. (Non vi perderete nulla che potrebbe minare la vostra comprensione dei prossimi libri.) Quelli che apprezzano questo genere di cose troveranno invece roba che a loro piace.
After the Bridge alterna i POV di Jem e Tessa. Verrà pubblicato in capitoli.
Questa è la Terza Parte. Non si tratta della storia completa. Ce ne sono altre, di parti. Visto che è più una storia breve che un racconto a capitoli, ogni post conterrà la storia dall’inizio fino al punto dove la parte si conclude, così che i nuovi lettori o i lettori che non ricordano cos’è successo nei pezzi precedenti non debbano dare la caccia al vecchio post/ai vecchi post [NdT: nella versione originale. Noi linkeremo di volta in volta le traduzioni precedenti. Tuttavia, per rendere più semplice il “collegamento”, prima di cominciare col nuovo pezzo riporteremo un passaggio della parte precedente]. »

 

 

After the Bridge
[Parte 1: QUI]
[Parte 2: QUI]

 

“Non ho mai visto nessuno così innamorato, eccetto…” La voce di Jem si spense, perché Tessa era uscita fuori dal paravento, e ora capiva perché ci avesse messo così tanto tempo.
Indossava un abito di seta faille color orchidea, il genere di vestito che avrebbe potuto mettere per cena durante il periodo del loro fidanzamento. Era ricamato in filo di velluto bianco, con la gonna che cadeva a campana – indossava una crinolina?
Gli si spalancò la bocca. Non poteva farne a meno. L’aveva trovata bellissima durante tutti i mutevoli anni del secolo: bellissima con gli abiti accuratamente tagliati degli anni delle guerre, quando il tessuto era razionato. Bellissima nei vestiti eleganti degli anni Cinquanta e Sessanta. Bellissima nelle gonne corte e gli stivali della fine del secolo.
Ma questo era l’aspetto che avevano le ragazze quando per la prima volta aveva cominciato a notarle, quando per la prima volta gli erano parse affascinanti e non fastidiose, quando per la prima volta aveva fatto caso all’aggraziata linea del collo o al pallore dell’interno del polso femminile. Questa era la Tessa che l’aveva, per la prima volta, tagliato con amore e lussuria miscelati: un angelo carnale con un corsetto che le modellava il corpo a clessidra, sollevava i seni, sottolineava i suoi fianchi.
Si costrinse a distogliere lo sguardo dal suo corpo. Si era legata i capelli, e dei riccioli le erano sfuggiti sulle orecchie; il suo pendente di giada splendeva al collo di Tessa.
“Ti piace?” gli chiese. “Mi sono dovuta fare da me i capelli, senza Sophie, e chiudere da sola i lacci…” La sua espressione era timida e più che nervosa – era sempre stata una delle contraddizioni del cuore di Tessa, il suo essere una delle persone più coraggiose e al contempo timide che Jem conoscesse. “L’ho comprato da Sotheby – una vera e propria antichità, adesso, e costava un sacco di soldi, ma mi sono ricordata che quando ero ragazza mi hai detto che le orchidee erano il tuo fiore preferito, e così mi ero fissata col voler trovare un abito che fosse del loro colore, ma non ne ho mai trovato uno, prima che tu – non ci fossi più. Ma questo qui lo è. Tinto all’anilina, immagino, niente di naturale, ma ho pensato – ho pensato che avrebbe te l’avrebbe ricordato.”  Alzò il mento. “Di noi. Di ciò che sarei voluta essere per te, quando pensavo che saremmo stati insieme.”
“Tess,” disse lui con voce roca. Si era alzato, senza però sapere come fosse arrivato lì. Fece un passo verso di lei, poi un altro. “Quarantanovemiladuecentosettantacinque.”
Tessa capì immediatamente di che stava parlando. Jem sapeva che l’avrebbe compreso. Lo conosceva come nessun altro in vita. “Stai contando i giorni?”
“Quarantanovemiladuecentosettantacinque giorni dall’ultima volta che ti ho baciato,” le rispose. “E ho pensato a te ogni singolo giorno. Non devi ricordarmi della Tessa che amavo. Sei stata il mio primo amore, e sarai il mio ultimo. Non ti ho mai dimenticata. Non ho mai non pensato a te.” Era abbastanza vicino, adesso, da poter vedere le pulsazioni nella gola di Tessa. Da potersi allungare e prendere un ricciolo dei suoi capelli tra le dita. “Mai.”
Gli occhi di Tessa erano socchiusi. Gli prese la mano, quella con cui le accarezzava i capelli. Il sangue di Jem gli tuonava nel corpo, così forte da fargli male. Tessa gli abbassò la mano, la abbassò sul corpetto del suo vestito. “La pubblicità dell’abito diceva che non ci sono bottoni,” sussurrò. “Solo ganci sul davanti. È più semplice per una persona chiuderlo.” Tessa abbassò la sua mano, prese l’altro polso di Jem e lo alzò. Ora tutte e due le mani di lui le stavano sul corpetto. “O slacciarlo.” Chiuse le dita su quelle di Jem mentre, molto deliberatamente, si slacciava il primo gancio dell’abito.
E poi il successivo. Spostò le mani verso il basso, le dita intrecciate a quelle di lui, slacciando finché l’abito non cominciò a prendere sul corsetto, coi lati piegati come petali di un fiore. Stava respirando con affanno; Jem non riusciva a distogliere lo sguardo dal punto in cui il suo ciondolo si alzava e abbassava seguendo il ritmo dei sospiri di Tessa. Non riusciva muoversi di un altro centimetro verso di lei: desiderava, desiderava troppo. Voleva scioglierle i capelli e avvolgerseli intorno al polso come corde di seta. Voleva i seni di Tessa sotto le mani e le sue gambe intorno alla vita. Voleva cose per cui non aveva nome e di cui non aveva esperienza. Sapeva solo che, se si fosse fatto un altro centimetro più vicino a lei, quella barriera di vetro di controllo che aveva costruito intorno a sé sarebbe andata in frantumi, e non era certo di cosa sarebbe successo dopo.
“Tessa,” disse. “Ne sei sicura…?”
Le ciglia di Tessa svolazzarono. Aveva ancora gli occhi mezzi chiusi, i denti che le disegnavano delle mezzelune nel labbro inferiore. “Ne ero certa allora,” rispose, “e ne sono certa adesso.”
E strinse saldamente le mani di Jem contro i suoi fianchi, dove la sua vita si curvava, sulle anche.
Il controllo di Jem si ruppe in un’esplosione silenziosa. La tirò verso di sé, si chinò a baciarla con forza selvaggia. La sentì gemere di sorpresa e poi le sue labbra azzittirono quelle di lei, e la bocca di Tessa si aprì entusiasta sotto la sua. Le mani di lei gli stavano tra i capelli, stringendoli con forza; si stava sollevando sulle punte per baciarlo. Gli morse il labbro inferiore, mordicchiò la mascella, e lui gemette, facendo scorrere le mani dentro al vestito, tracciando il retro del corsetto con le dita; la pelle le bruciava nei pezzi di sottoveste che Jem riusciva a sentire attraverso i lacchi. Calciò via le sue scarpe e si tolse i calzini; il pavimento contro le sue piante nude era freddo.
Tessa sussultò leggermente e si fece più vicina, stretta tra le braccia di Jem. Lui tolse le mani dal vestito e le afferrò la gonna. A Tessa scappò un verso di sorpresa, e poi Jem le stava togliendo l’abito da sopra la testa. Fece un’esclamazione, ridendo, mentre il vestito si lasciava sfilare per la maggior parte, restando però allacciato al suo polso, dove dei piccoli bottoncini lo tenevano saldamente chiuso. “Fa’ attenzione,” lo prese in giro; le dita frenetiche di Jem stavano aprendo i bottoni. Le sollevò il vestito e lo gettò in un angolo. “È antico.”
“Lo sono anch’io, tecnicamente,” rispose lui, e Tessa ridacchiò di nuovo, guardandolo, il viso caldo e aperto.
Aveva già pensato, in precedenza, di fare l’amore con lei; è ovvio che l’avesse fatto. Aveva pensato al sesso, quando era un adolescente, perché è a questo che pensano i ragazzi adolescenti, e quando si era innamorato di Tessa, aveva pensato di farlo con lei. Vaghi pensieri rudimentali sul fare delle cose, sebbene non fosse certo di che cosa – immagini di braccia pallide e gambe, l’immaginaria sensazione di una pelle morbida sotto le sue mani.
Ma non aveva sognato questo: che potessero esserci delle risate, che sarebbe potuta essere una cosa affettuosa e calda tanto quanto passionale. La realtà di tutto quello, di Tessa, lo lasciava stordito e senza fiato.
Tessa si allontanò, e per un attimo Jem andò nel panico. E se avesse fatto qualcosa di sbagliato? Le aveva fatto male, l’aveva contrariata? Ma no, le dita di Tessa erano corse alla gabbia di crinolina che teneva in vita, e la torcevano e colpivano. Poi sollevò le braccia e gliele intrecciò intorno al collo. “Sollevami,” disse. “Sollevami, Jem.”
La sua voce sembrava un caldo far le fusa. Jem le prese le vita e la sollevò in alto, fuori dalla sua sottogonna, come se stesse togliendo un’orchidea costosa dal suo vaso. Quando la rimise giù, Tessa non indossava altro che il suo corsetto, le mutande e le calze. Le sue gambe erano lunghe e adorabili così come le aveva ricordate e sognate lui.
Jem si allungò verso di lei, ma Tessa gli prese le mani. Stava ancora sorridendo, ma adesso la sua espressione aveva una nota birichina. “Oh, no,” disse, indicando lui, vestito dei suoi jeans e il maglione. “È il tuo turno.”

 

*

 

Jem rimase immobile e, per un momento, fu in preda al panico, e Tessa si chiese se non gli avesse chiesto troppo. Era rimasto per così tanto tempo distaccato dal suo corpo – una mente in un guscio di carne che veniva per la maggior parte del tempo ignorato, sempre che non avesse bisogno di essere ricoperto di rune che gli donassero qualche nuovo potere. Forse tutto questo era troppo, per lui.
Ma Jem prese un profondo respiro, e le sue mani si posarono sull’orlo del suo maglione. Se lo tolse dalla testa e riemerse coi capelli adorabilmente arruffati. Non indossava nessuna maglietta, sotto il maglione. La guardò e si morse il labbro.
Tessa gli si avvicinò, facendo scorrere occhi e dita. Lo guardò prima di posargli le mani addosso, e vide il suo annuire, .
Deglutì a fatica. Aveva fatto avanzare tutto molto velocemente, come una foglia sull’onda dei suoi ricordi. Ricordi di James Carstairs, il ragazzo con cui era stata fidanzata, che aveva progettato di sposare. Avevano quasi fatto l’amore, sul pavimento della stanza della musica dell’Istituto di Londra. A quel tempo aveva visto il suo corpo, a torso nudo, la pelle pallida come carta che si allungava sopra le sue costole sporgenti. Il corpo di un ragazzo che sta morendo, anche se per lei era sempre stato bellissimo.
Adesso la sua pelle sulle sue costole e sul torace era una muscolatura liscia; il suo petto era ampio, e si assottigliava in basso, stringendosi in una vita sottile. Posò timidamente le mani su di lui; era caldo e duro, sotto il suo tocco. Poteva sentire le lievi cicatrici delle antiche rune, pallide contro la sua pelle dorata.
Il respiro di Jem sibilò tra i suoi denti, mentre Tessa faceva scorrere le dita sul suo petto e poi giù per le sue braccia, la curva dei suoi bicipiti che si plasmava sotto il tocco di lei. Lo ricordò mentre combatteva con gli altri Fratelli a Cader Idris – e di certo aveva combattuto alla battaglia nella Cittadella; i Fratelli Silenti si tenevano sempre pronti a combattere, anche se lo facevano solo di rado. Per qualche ragione Tessa non aveva mai pensato cosa sarebbe potuto significare tutto questo per Jem, una volta che non fosse più stato in punto di morte.
I suoi denti sbatterono un po’; si era morsa il labbro per mantenere il loro silenzio. Il desiderio le scorreva in corpo, insieme a un po’ di paura: come poteva star succedendo? Succedendo davvero?
“Jem,” sussurrò. “Sei così…”
“Sfregiato?” Jem si posò una mano sulla guancia, dove il marchio nero della Fratellanza ancora spiccava sull’arco dello zigomo. “Orribile?”
Tessa scosse il capo. “Quante volte devo dirti che sei bello?” Fece scorrere la mano dalla curva della sua spalla nuda al collo; Jem tremava. Sei bello, James Carstairs. “Non hai visto che ti fissavano tutti, sul ponte? Sei molto più bello di me,” mormorò, lasciando scivolare le mani per toccargli i muscoli della schiena; si irrigidirono sotto la pressione del suo tocco. “Ma se sei così stupido da volermi, allora non metterò in discussione la mia fortuna.”
Jem voltò il capo di lato, e Tessa lo vide deglutire. “Durante tutta la mia vita,” fece, “quando qualcuno ha detto la parola ‘bello’, è tuo il volto che ho visto. Sei tu la mia definizione di bellezza, Tessa Gray.”
Il cuore di Tessa fece una capovolta. Si alzò sulle punte – era sempre stata alta, ma Jem era anche più alto di lei – e posò la bocca su un lato della sua gola, baciandolo gentilmente. Le sue braccia la circondarono, premendola contro di lui, contro il suo corpo duro e caldo, e Tessa sentì un’altra fitta di desiderio. Questa volta lo mordicchiò, mordendo la pelle lì dove la sua spalla si curvava nel collo.
Tutto andò sottosopra. A Jem scappò un suono dalla parte bassa della gola, e all’improvviso i due erano sul pavimento, e Tessa gli stava sopra; il corpo di Jem le aveva ammortizzato la caduta. Lo guardò con stupore. “Che è successo?”
Jem sembrava sconcertato a sua volta. “Non riuscivo più a stare in piedi.”
Il petto di Tessa si riempì di calore. Era passato così tanto tempo che si era quasi scordata la sensazione che si prova baciando qualcuno con così tanta forza da farti indebolire le ginocchia. Jem si tirò sui gomiti. “Tessa…”
“Non c’è niente di sbagliato,” gli rispose con fermezza, prendendogli il viso tra le mani. “Niente. Capito?”
Lui strizzò gli occhi, guardandola. “Mi hai fatto lo sgambetto?”
Tessa rise; il cuore ancora le batteva forte, frastornato da gioia e sollievo e terrore. Ma l’aveva osservato, prima, aveva visto come aveva guardato i suoi capelli quando erano sciolti, aveva sentito le sue dita tra i riccioli, mentre li accarezzava timidamente, quando l’aveva baciata sul ponte. Alzò una mano e tolse le forcine dai capelli, gettandole per la stanza.
I suoi riccioli caddero giù come l’acqua di una fontana, scivolandole lungo le spalle, giù per la vita. Si sporse il avanti al punto da sfiorargli il viso, il petto nudo.
“Ti importa?” domandò.
“Visto lo sviluppo,” le rispose contro le labbra, “no. Trovo preferibile essere reclinabile.”
Tessa rise e fece scorrere le dita giù, sempre più giù lungo il suo corpo. Jem si voltò, inarcandosi sotto il suo tocco. “Per essere antico,” mormorò lei, “varresti un bel prezzo, da Sotheby. Tutte le tue parti funzionano piuttosto bene.”
Le pupille di Jem si dilatarono, e poi rise, e il suo alito caldo accarezzò la guancia di Tessa. “Avevo dimenticato cosa significa essere preso in giro, penso,” disse. “Nessuno prende in giro i Fratelli Silenti.”
Tessa approfittò della sua distrazione per liberarlo dei jeans. C’era davvero poco abbigliamento, tra loro, ed era fonte di distrazione. “Non sei più nella Fratellanza,” gli disse, accarezzandogli lo stomaco con le dita, la peluria sottile appena sotto l’ombelico, il petto nudo e liscio. “E ci resterei davvero male se rimanessi in silenzio.”
Jem si allungò alla cieca verso di lei e la tirò verso il basso. Le sue mani si seppellirono tra i capelli di Tessa. E si stavano baciando di nuovo, le ginocchia di lei ai lati dei fianchi di lui, i suoi palmi contro il petto di Jem. Le mani di lui corsero ripetutamente tra i capelli di Tessa, e ogni volta le riusciva di sentire il corpo di Jem premere contro il suo, le labbra di lui contro quelle di lei. Non erano baci selvaggi, non ora: erano decadenti, crescevano di intensità e fervore ogni volta che si separavano e poi si riunivano.
Jem posò le mani sui lacci del corsetto di Tessa e li tirò. Lei si mosse per mostrargli che si apriva anche davanti, ma Jem si era già spostato per afferrare la parte anteriore. “Le mie scuse,” disse, “all’antichità,” e poi, in un gesto assai poco da Jem, strappò il corsetto a metà e lo gettò via.
Sotto Tessa aveva una camiciola, che si tirò su e lanciò di lato.
Prese un respiro profondo. Adesso era nuda davanti a lui, come mai era stata prima.

Traduzione: “After the Bridge”, seconda parte

Ho detto: “Vado a dormire”? XD Sul serio? No, perché Cassandra deve avermi sentito, visto che ha pubblicato la seconda parte di After the Bridge

« Una storia per quanti si sono chiesti cos’hanno fatto Tessa e Jem dopo essersi contrati sul Blackfriars Bridge nell’epilogo de La Principessa.
Tutti coloro che non apprezzano Tessa&Jem insieme o i momenti sexy Jessa probabilmente dovrebbero saltare questo racconto. (Non vi perderete nulla che potrebbe minare la vostra comprensione dei prossimi libri.) Quelli che apprezzano questo genere di cose troveranno invece roba che a loro piace.
After the Bridge alterna i POV di Jem e Tessa. Verrà pubblicato in capitoli.
Questa è la Seconda Parte. Non si tratta della storia completa. Ce ne sono altre, di parti. Visto che è più una storia breve che un racconto a capitoli, ogni post conterrà la storia dall’inizio fino al punto dove la parte si conclude, così che i nuovi lettori o i lettori che non ricordano cos’è successo nei pezzi precedenti non debbano dare la caccia al vecchio post/ai vecchi post [NdT: nella versione originale. Noi linkeremo di volta in volta le traduzioni precedenti. Tuttavia, per rendere più semplice il “collegamento”, prima di cominciare col nuovo pezzo riporteremo un passaggio della parte precedente]. »

 

After the Bridge

[Parte 1 – QUI]

 

Sollevò le tazze di tè con le mani che ancora le tremavano e si diresse in salotto. L’aveva decorato da sé nel corso degli anni, a partire dai cuscini del divano sino al lungo paravento giapponese dipinto con un disegno di papaveri e bambù. Le tende che incorniciavano la finestra in fondo alla stanza erano mezze tirate, lasciando passare quel tanto di luce sufficiente a toccare i tocchi d’oro nei capelli scuri di Jem, e a Tessa quasi caddero le tazze.
Quasi non si erano toccati, nel taxi che li aveva riportati a Queen’s Gate; si erano solo tenuti saldamente per mano. Jem aveva fatto scorrere le dita sul dorso di quelle di Tessa, ripetutamente, mentre cominciava a raccontarle la storia di ciò che era successo dopo la sua ultima visita a Idris, quando la Guerra Mortale, che lei aveva combattuto, era finita. Quando Magnus le aveva indicato Jace Herondale, e lei aveva visto il ragazzo che aveva il bellissimo viso di Will e gli occhi come quelli di suo figlio.
Ma i suoi capelli erano uguali a quelli del padre, un groviglio di riccioli dorati, e, ricordando ciò che aveva saputo di Stephen Herondale, si era voltata senza parlare.
Herondale, le aveva detto qualcuno una volta. Erano tutto ciò che gli Shadowhunters avevano da offrire, tutto in una sola famiglia; sia il meglio che il male.
Sistemò le tazze sul tavolino da caffè – un vecchio baule ricoperto dai francobolli raccolti durante i suoi numerosi viaggi – con un sonoro tonfo. Jem si voltò verso di lei e Tessa vide ciò che teneva tra le mani.
Su una delle librerie c’erano esposte varie armi: cose che aveva raccolto durante i suoi viaggi. Una misericordia sottile, un kriss ricurvo, un coltello da trincea, una spada corta e decine di altri oggetti. Ma quello che Jem aveva raccolto e stava fissando era un sottile coltello d’argento con l’impugnatura scurita da molti anni di sepoltura nello sporco. Tessa non l’aveva mai pulita, perché la macchia sulla lama era il sangue di Will. Il pugnale di Jem, il sangue di Will, sepolti insieme alle radici di una quercia; una sorta di magia solidale che aveva compiuto Will quando pensava di aver perso Jem per sempre. Tessa l’aveva recuperato dopo la morte di Will e l’aveva offerto a Jem; si era rifiutato di prenderlo.
Era successo nel 1937.
“Tienilo,” le disse in quel momento, la voce ruvida. “Potrebbe ancora giungere il giorno.”
“È questo che mi hai detto.” Tessa gli si avvicinò, le scarpe che picchiettavano contro il pavimento di legno duro. “Quando ho cercato di dartelo.”
Jem deglutì, facendo scorrere le dita su e giù per la lama. “Era appena morto,” le disse. Tessa non aveva bisogno di chiedergli di chi stesse parlando. C’era un unico Lui quando a parlare erano loro due. “Avevo paura. Ho visto cos’è successo agli altri Fratelli Silenti. Ho visto come si sono induriti nel corso del tempo, come hanno perso le persone che erano. Come, mentre le persone che li avevano amati e che amavano morivano, diventavano meno che umani. Temevo che avrei perso la mia abilità di provare interesse. Di sapere cosa significava questo coltello per Will, e cosa Will significava per me.”
Tessa gli poggiò una mano sul braccio. “Ma non l’hai dimenticato.”
“Non ho perso tutti quelli che amavo.” Jem alzò lo sguardo, e Tessa vide anche nei suoi occhi dell’oro, preziosi fiocchi luminosi in mezzo al marrone. “Avevo te.”
Espirò; il suo cuore batteva così forte che il petto le faceva male. Poi vide che Jem stava stringendo la lama del coltello, non solo l’elsa. Glielo tolse rapidamente di mano. “Per favore, non farlo,” gli chiese. “Non posso disegnare un iratze.”
“E io non ho uno stilo,” le rispose Jem, guardandola sistemare il coltello sullo scaffale. “Non sono uno Shadowhunter, adesso.” Si osservò le mani; c’erano delle sottili linee rosse, attraverso i suoi palmi, ma non si era tagliato la pelle.
Tessa si chinò d’impulso e gli baciò le pelle; poi chiuse le dita di Jem, le mani di lei su quelle di lui. Quando alzò lo sguardo, le pupille di Jem si erano dilatate. Poteva sentirlo respirare.
“Tessa,” le disse. “Non farlo.”
“Non fare cosa?” Si allontanò da lui, però, istintivamente. Forse non voleva essere toccato, anche se sul ponte non le era sembrato così…
“I Fratelli mi hanno insegnato il controllo,” spiegò Jem, la voce tesa. “Ho ogni genere di controllo, che ho imparato nel corso di decenni e decenni, e li sto utilizzando tutti per non spingerti contro la libreria e baciarti finché nessuno di noi due potrà respirare.”
Tessa sollevò il mento. “E che ci sarebbe di male?”
“Quando ero un Fratello Silente, non provavo ciò che sentono gli uomini normali,” le disse. “Non il vento sul mio viso o il sole sulla mia pelle o il tocco della mano di un altro. Ma ora sento tutto. Sento – troppo. Il vento è come un tuono, il sole brucia, e il tuo tocco mi fa dimenticare il mio stesso nome.”
Una vampa di calore si diffuse nel corpo di Tessa, un calore che partiva dal basso del suo stomaco e si spargeva in ogni parte di lei. Un genere di calore che non aveva sentito per decenni. Quasi un secolo. Le formicolava la pelle. “Al vento e al sole ti abituerai,” disse. “Ma il tuo tocco fa dimenticare anche a me il mio nome, e io non ho scuse. Solo il fatto che ti amo, e l’ho sempre fatto e sempre lo farò. Non ti toccherò se non lo desideri, Jem. Ma se stiamo aspettando che l’idea di stare insieme non ci spaventi più, potremmo attendere molto a lungo.”
Il respiro sfuggì a Jem in un sibilo. “Dillo di nuovo.”
Perplessa, Tessa ricominciò: “Se stiamo aspettando che…”
“No,” disse Jem. “La parte prima.”
Tessa sollevò il viso verso di lui. “Ti amo,” fece. “L’ho sempre fatto e lo farò sempre.”
Non sapeva chi si fosse mosso verso chi per primo, ma Jem le afferrò la vita e la stava baciando prima che lei riuscisse a prendere un altro respiro. Questo bacio non era come quello che si erano scambiati sul ponte. Quello era stato una comunicazione silenziosa di labbra su labbra, lo scambio di una promessa e una rassicurazione. Era stato dolce e sconvolgente, come una specie di tuono gentile.
Questo era una tempesta. Jem la stava baciando, forte e con durezza, e quando Tessa gli aprì le labbra con le sue e assaggiò l’interno della sua bocca, lui ansimò e la tirò con più forza contro di sé, premendosela contro mentre esplorava le sue labbra e la lingua, carezzava, mordeva, poi baciava per lenire il dolore. In passato, quando l’aveva baciato, Jem aveva avuto il sapore dello zucchero amaro: adesso sapeva di tè e – dentifricio?
Ma perché non dentifricio. Ogni Shadowhunter centenario deve lavarsi i denti. Le scappò una risatina nervosa, e Jem si tirò indietro; aveva un’aria stordita e deliziosamente disfatta. Aveva i capelli in tutte le direzioni, visto che Tessa ci aveva fatto correre le dita.
“Per favore, non dirmi che stai ridendo perché bacio così male da essere divertente,” le disse con un sorriso sbilenco. Tessa riusciva a percepire la sua seria preoccupazione. “Potrei essere un po’ fuori allenamento.”
“I Fratelli Silenti non baciano un sacco?” lo prese in giro lei, lisciandosi la parte anteriore del maglione.
“No, sempre che non ci fossero orge segrete a cui non sono stato invitato,” rispose Jem. “Mi sono sempre preoccupato perché pensavo di non essere molto popolare.”
Tessa gli strinse la mano intorno al polso. “Vieni qui,” disse. “Siediti – bevi del tè. C’è qualcosa che voglio mostrarti.”
Lui fece come gli aveva chiesto e si sedette sul divano di velluto, appoggiandosi contro i cuscini che Tessa aveva cucito da sé con del tessuto comprato in India e Tailandia. Non le riusciva di nascondere un sorriso – sembrava solo un po’ più vecchio di quando era entrato tra i Fratelli Silenti, come un qualsiasi ragazzo in jeans e maglione, ma sedeva come avrebbe fatto un uomo dell’epoca vittoriana – con la schiena dritta, i piedi appoggiati al pavimento. Jem colse il suo sguardo e la bocca gli si sollevò al lati. “Va bene,” le disse. “Che vuoi mostrarmi?”
In risposta, Tessa si avvicinò al paravento giapponese in un angolo della stanza e si mise lì dietro. “È una sorpresa.”
Il suo manichino da sarta era lì, nascosto dal resto della stanza. Non poteva vedere Jem, attraverso il paravento; solo una sagoma sfocata. “Dimmelo,” gli disse, togliendosi il maglione dalla testa. “Hai detto che era una storia di Lightwood e Fairchild e Morgenstern. So un po’ di ciò che è accaduto – ho ricevuto i tuoi messaggi, mentre ero al Labirinto –, ma non so come la Guerra Oscura ti abbia curato.” Lanciò il maglione sopra la parte superiore del paravento. “Puoi dirmelo?”
“Adesso?” le domandò Jem. Tessa sentì che aveva messo giù la tazza.
Calciò via le scarpe e si slacciò i jeans; il rumore risuonò forte nella stanza silenziosa. “Vuoi che venga fuori da questo paravento, James Carstairs?”
“Assolutamente.” Aveva la voce strozzata.
“Allora comincia a parlare.”

*

Jem parlò. Parlò dei giorni bui a Idris, dell’esercito di Sebastian Morgenstern e degli Inoscuriti, di Jace Herondale e Clary Fairchild e dei ragazzi Lightwood e del loro pericoloso viaggio a Edom.
“Ho sentito parlare di Edom,” fece Tessa, la voce soffocata. “Se ne parla nel Labirinto a Spirale, dove c’è traccia di tutte le storie del mondo. Un posto in cui i Nephilim vennero distrutti. Un deserto.”
“Sì,” disse Jem, un po’ distrattamente. Non riusciva a vederla, attraverso lo schermo, ma poteva scorgere la sagoma del suo corpo, e quello era quasi peggio. “Un deserto bruciato. Molto… caldo.”
Aveva avuto paura che i Fratelli Silenti gli avessero portato via il desiderio: che avrebbe guardato Tessa e sentito un amore platonico, senza però essere in grado di volerla; ma era vero il contrario. La desiderava, pensò, più di quanto avesse mai fatto in vita sua.
Si stava chiaramente cambiando i vestiti. Jem aveva rapidamente guardato in basso, quando Tessa aveva cominciato a far ondeggiare i jeans, ma non è che potesse dimenticare quell’immagine, la silhouette del suo corpo, i suoi capelli lunghi e le lunghe, adorabili gambe – aveva sempre amato la sue gambe.
Di certo si era sentito così, prima, quando era ragazzo? Ripensò alla notte nella sua stanza da letto, quando lei gli aveva impedito di distruggere il suo violino, e lui in quell’attimo l’aveva voluta, voluta così tanto da non pensare affatto mentre crollavano sul letto: le avrebbe preso l’innocenza, avrebbe ceduto la sua, senza fermarsi, senza pensare neanche un momento al futuro. Se non avessero fatto cadere lo yin fen. Se. Quello l’aveva fatto tornare in sé, gli aveva ricordato chi era, e quando Tessa se n’era andata, aveva strappato le lenzuola con le dita per la frustrazione.
Forse è solo che il ricordo di un desiderio impallidisce in confronto al sentimento stesso. O forse a quel tempo era stato più malato, più debole. Era stato sul punto di morire, dopotutto, e di certo il suo corpo non avrebbe potuto sostenere tutto questo.
“Una Fairchild e un Herondale,” disse Tessa. “Ora, mi piace. I Fairchild sono sempre stati pratici, e gli Herondale – beh, tu lo sai.” Sembrava affezionata, divertita. “Forse lo farà stabilizzare. E non dirmi che non ha bisogno di stabilizzarsi.”
Jem pensò a Jace Herondale. A come sembrasse Will se qualcuno ne avesse fatto una copia e l’avesse ricoperto di fuoco vivente. “Non sono certo che si possa stabilizzare un Herondale, e certo non questo.”
“La ama? La ragazza Fairchild?”
“Non ho mai visto nessuno così innamorato, eccetto…” La voce di Jem si spense, perché Tessa era uscita fuori dal paravento, e ora capiva perché ci avesse messo così tanto tempo.

Traduzione: “After the Bridge”, prima parte

Fun fact: questa traduzione l’ho iniziata alle 5 del mattino (Cassie l’aveva pubblicata da poco).

Tuttavia, “causa” Tribute Day ;), ho avuto modo di terminarla e postarla solo adesso (sono tornata a casa più o meno un’ora fa) – mi spiace!
PS: prima di lasciarvi al racconto, una premessa: non accetteremo commenti anti-Jessa. Se la coppia non vi piace, saltate la storia! Abbiamo un sacco di altri extra, qui sul sito.

« Una storia per quanti si sono chiesti cos’hanno fatto Tessa e Jem dopo essersi incontrati sul Blackfriars Bridge nell’epilogo de La Principessa.
Tutti coloro che non apprezzano Tessa&Jem insieme o i momenti sexy Jessa probabilmente dovrebbero saltare questo racconti. Quelli che apprezzano questo genere di cose troveranno invece roba che a loro piace.
After the Bridge [NdT: “Dopo il ponte”] alterna i POV [NdT: “Punti di vista”] di Jem e Tessa. Verrà pubblicato in capitoli.
Questa è la Prima Parte. »

After the Bridge

 

Now is the time of our comfort and plenty

These are the days we’ve been working for

Nothing can touch us and nothing can harm us

And nothing goes wrong anymore

 Keane – Love Is The End 

 

Venne fuori che Tessa aveva un appartamento a Londra. Era al secondo piano di una casa di città bianco pallido a Kensington, e, mentre faceva entrare entrambi – le sue mani, girando la chiave, tremavano appena leggermente –, spiegò a Jem che Magnus le aveva insegnato come possedere un’abitazione per secoli desiderando le proprietà per se stessi.
“Dopo un po’ ho cominciato semplicemente a darmi dei nomi stupidi,” disse, chiudendo la porta dietro di loro. “Credo di possedere questo posto con lo pseudonimo di Bedelia Codfish.”
Jem rise, anche se era solo in parte concentrato sulle sue parole. Stava osservando l’appartamento – le pareti erano di colori brillanti: un soggiorno lilla, con divani bianchi sparsi qui e là, una cucina verde avocado. Quando aveva comprato l’appartamento, Tessa, si chiese, e perché? Aveva viaggiato così tanto, quindi perché crearsi una base a Londra?
La domanda gli si seccò in gola quando si voltò e realizzò che, attraverso una porta parzialmente aperta, riusciva a dare un’occhiata alle pareti blu di quella che molto probabilmente era una camera da letto.
Deglutì, la bocca improvvisamente asciutta. Il letto di Tessa. In cui lei dormiva.
Tessa lo guardò con gli occhi assottigliati. “Stai bene?”
Gli prese il polso, e Jem sentì le pulsazioni accelerare sotto il suo tocco. Finché non era diventato un Fratello Silente, era sempre stato così. Si era chiesto, durante il tempo passato a Idris, dopo che il fuoco celeste l’aveva curato, se sarebbe stato di nuovo come un tempo: se i suoi sentimenti umani sarebbero tornati. Quando era un Fratello Silente era stato in grado di toccarla e starle vicino, ma senza desiderarla come la voleva da mortale. L’amava ancora, ma era stato un amore dello spirito, non del corpo. Si era chiesto – aveva temuto, persino, che i sentimenti fisici e la risposta non sarebbero tornati così come era tornato lui. Si era detto che, se anche i Fratelli Silenti avessero ucciso la capacità dei suoi sentimenti di manifestarsi in maniera fisica, non se ne sarebbe dispiaciuto. Si era detto di aspettarselo.
Non avrebbe dovuto preoccuparsi.
Dal momento in cui l’aveva vista sul ponte, che gli si avvicinava attraverso la folla con addosso i suoi jeans moderni e una sciarpa liberty, coi capelli che le volavano dietro la schiena, aveva sentito il fiato mozzarglisi in gola.
E quando Tessa aveva tirato fuori il ciondolo di giada che le aveva dato e gliel’aveva timidamente offerto, il suo sangue aveva ruggito nelle vene come un fiume privo di ostacoli.
E quando gli aveva detto, Ti amo. Ti ho sempre amato, e sempre ti amerò, gli ci era voluta tutta la sua forza di volontà per non baciarla in quello stesso momento. Per non fare più che baciarla.
Ma se la Fratellanza gli aveva insegnato qualcosa, era il controllo. La guardò e costrinse la sua voce a restare salda. “Un po’ stanco,” disse. “E assetato – a volte dimentico che adesso ho bisogno di mangiare e bere.”
Tessa lasciò cadere le chiavi su un piccolo tavolino di legno di palissandro e si voltò verso di lui con un sorriso. “Tè,” gli disse, dirigendosi verso la cucina verde avocado. “Qui non ho molto cibo, perché di solito non resto a lungo, ma ho del tè. E dei biscotti. Va’ nel salottino; arrivo subito.”
Jem fu costretto a sorridere, quando Tessa concluse la frase; persino lui sapeva che nessuno diceva più “salottino”. Era forse nervosa tanto quanto lui? Non poteva che sperare.

*

Tessa imprecò silenziosamente per la quarta volta, mentre si chinava per recuperare la scatola delle zollette di zucchero dal pavimento. Aveva già acceso il bollitore senza metterci l’acqua, mescolato le bustine del tè, rovesciato il latte, e ora questo. Lasciò cadere un cubetto di zuccherò in entrambe le tazzine e si disse di contare fino a tre, osservando le zollette che si dissolvevano.
Le sue mani stavano tremando, lo sapeva. Il suo cuore era accelerato. James Carstairs era nel suo appartamento. Nel suo salotto. In attesa del tè. Parte della sua mente le urlava che era solo Jem, mentre l’altra strillava con la stessa forza che quel solo Jem non lo vedeva da centotrentacinque anni.
Era rimasto Fratello Zaccaria per così tanto tempo! E, certo, nel suo cuore lui era sempre stato Jem, con la sua arguzia e immancabile gentilezza. Non aveva mai fallito nell’amare lei o Will. Ma i Fratelli Silenti – loro non sentono le cose come le persone ordinarie.
È qualcosa su cui Tessa aveva riflettuto, di quando in quando, negli anni successivi, molte decadi dopo la morte di Will. Non aveva mai desiderato nessun altro, mai nessuno che non fossero Will e Jem, ed entrambi le erano irraggiungibili, benché Jem fosse ancora vivo. Si era chiesta, a volte, cosa sarebbe successo se ai Fratelli Silenti fosse semplicemente stato vietato di sposarsi o amare; ma era più di così: Jem non poteva desiderarla. Non provava sentimenti del genere. Si era sentita come Pigmalione, a bramare il tocco di una statua di marmo. I Fratelli Silenti non provavano il desiderio fisico di toccare, non più di quanto non avessero bisogno di acqua o cibo.
Ma ora…
A volte dimentico che adesso ho bisogno di mangiare e bere.
Sollevò le tazze di tè con le mani che ancora le tremavano e si diresse in salotto.

Traduzione: due eventi di Cassandra Clare in Brasile!

Grazie a My Visual Moments e Idris.com.br, che hanno pubblicato su YouTube i filmati, possiamo fornirvi la traduzione di due diversi “panel” tenuti da Cassie in Brasile.

 

Il video di My Visual Moments, girato durante un incontro più in grande, è breve e presenta vari tagli – tuttavia, pensiamo che alcune risposte che ha dato potrebbero interessarvi. :)

Il secondo, del fansite brasiliano Idris.com.br, è più lungo (circa quattordici minuti), e proviene da un evento visibilmente più intimo. Anche in questo caso ci sono state delle belle domande, e speriamo di avervi fatto felici traducendole. ;)

 

PS: vi chiediamo la cortesia di non copiare la traduzione. ^^ Condividete il link!

 

 

 

– NOTA BENE: sono presenti spoiler più o meno lievi su Città del Fuoco Celeste!

 

 

 

 

Il video di My Visual Moments (comincia a 3:00, più o meno): X

 

« Cassandra, benvenuta. »

Cassie: « Obrigada [NdT: grazie]. »

Domanda: « Cosa sai del prossimo film? »

Cassie: « So che hanno deciso di cambiare il copione di Città di Cenere per renderlo più simile al libro. Quindi devono riscriverlo. »

Domanda: « Pensi che Jamie Campbell Bower abbia l’aspetto giusto per Jace? »

Cassie: « Voglio dire, penso che il suo aspetto sia giusto, perché l’hanno scelto. Credo che il suo sia stato il migliore screen test, e decisamente era quello con più chimica con Lily. »

Domanda: « Ti piace uccidere i personaggi? »

Cassie: « Mi sento bene quando ammazzo i personaggi! Credo sia divertente, perché non penso di aver ucciso tanti personaggi quanto George RR Martin, sapete, perché lui è un grosso assassino, giusto? Quando uccido un personaggio è perché penso che sia quello il suo arco narrativo, ed è quella la cosa importante per la storia, e voglio anche che le persone pensino che nessuno è al sicuro, perché altrimenti non si preoccupano mai, e se non si preoccupano mai non c’è suspense. »

Domanda: « Hai qualche consiglio per quando manca la motivazione a scrivere? »

Cassie: « Direi che se stai scrivendo la tua storia originale e hai problemi a trovare la motivazione per scrivere ogni giorno, cerca di avere una migliore amica con cui puoi consultarti e che legge la tua storia, che ogni paio di giorni ti chieda: “Dov’è? Voglio leggerla”, in modo che tu debba poterle rispondere. Per me è stata la mia migliore amica Holly Black. »

Domanda: « Che ne pensi del Brasile? »

Cassie: « Penso sia bellissimo. E… Ti amo? »

Domanda: « Qualche tuo personaggio è ispirato a persone che conosci? »

Cassie: « Alcuni miei personaggi sono decisamente ispirati a persone che conosco, specialmente Clary e Simon e Alec. Ma Jace non è basato su nessuno! »

Domanda: « Qual è il tuo personaggio preferito? »

Cassie: « Non posso scegliere un preferito, ma posso dirvi che Tessa e Simon sono… Tessa e Simon sono quelli che mi somigliano di più. Ma Magnus è quello più divertente di cui scrivere! »

Domanda: « Quale personaggio ti è stato più difficile uccidere? »

Cassie: « Ah, Will… è stato il più difficile da uccidere, e quello che mi ha resa più triste, perché, anche se – non voglio spoilerare! Anche se non muore in maniera tragica, tutti vanno a dirgli addio e alla fine Jem va a salutarlo ed è lì che ho cominciato a piangere, perché era così triste immaginare che sarebbero rimasti separati per centinaia di anni, per poi forse rivedersi nell’aldilà. È lì che ho pianto. »

 

 

 

 

Il video di Idris.com.br: X

 

« Ciao, Cassie! »

Cassie: « Ciao! »

« Ci sono più di tremila persone, qui, che ti aspettano. Cosa provi a riguardo? Sapevi che così tante persone ti amavano, in Brasile? »

Cassie: « No. Non sapevo ci fossero così tanti fan, in Brasile. So che ci sono un sacco di lettori brasiliani, perché ricevo molte lettere in portoghese. E la mia assistente usa un traduttore per il portoghese, così possiamo rispondere. Ma non avevo realizzato che ci sarebbe stata così tanta gente, alla fiera del libro. Sono un sacco di persone! Voglio vederle tutte, e incontrare il maggior numero possibile di fan. »

« Mi chiedevo se vedremo qualche altro Lovelace, nelle prossime serie. »

Cassie: « Uh, come Jessamine? Jessamine, da The Infernal Devices, fa Lovelace di cognome, e non ci sono altri Lovelace. Quindi era l’ultima. Ma se un cognome Shadowhunters si estingue, allora quelli che decidono di Ascendere e diventare Shadowhunters possono prenderlo. Visto che così tanti Cacciatori sono morti alla fine di Città del Fuoco Celeste, ci saranno un sacco di persone che Ascenderanno e prenderanno cognomi Shadowhunters, quindi penso che vedremo altri Lovelace. »

« Grazie. »

« Ti amo… Che ne pensi di Lily Collins? »

Cassie: « Di cosa? »

« Lily Collins. »

Cassie: « Ah! Davvero… Mi piace davvero Lily. È molto dolce. È davvero, sapete, gentile, molto dedita… Ho pensavo che fosse davvero brava. Credo che la maggior parte degli attori abbia dato una bella performance. Penso che se c’è stato un problema col film, la colpa non è stata loro. »

« Ciao. Ho letto di una… situazione che forse potrebbe… forse… Un nuovo film su… No, su L’Angelo. No! Ho letto che state cercando un regista, qualcuno per scrivere la sceneggiatura, roba del genere. »

Cassie: « Stanno riscrivendo… Dopo l’uscita del primo film su The Mortal Instruments, molta gente si è lamentata con loro perché non somigliava per niente ai libri. Sapete, avevano un copione per Città di Cenere, ed era anche meno simile ai romanzi. Non era per niente… per niente come i libri. Credo che Valentine avesse un sottomarino… Aveva un sottomarino? »

« Sottomarino? »

Cassie: « E Magnus si candidava come sindaco di New York! Era strano. Era parecchio strano. Così hanno guardato il copione e ripensato alla reazione dei fan, e detto: “Non possiamo usarlo, dobbiamo riscrivere lo script e renderlo più simile ai libri”. Quindi è su questo che stanno lavorando. È complicato. Perché di solito, se stai girando una serie di film, hai il copione della seconda pellicola pronto, quando il primo film esce. Hai il copione della seconda pellicola pronto, così puoi girarla subito. E loro non ce l’avevano. Ci vuole un anno per scrivere un copione. Quindi spero che nelle prossime settimane potremo vedere il nuovo script di Città di Cenere. »

« Che ne pensi di una serie TV? »

Cassie: « Mi piacerebbe una serie TV! Ne abbiamo parlato. Sarebbe difficile perché prima era un film, quindi è un po’ complicato, ma non è che prima non sia mai stato fatto. Se c’è qualcuno qui che ha sentito parlare di Teen Wolf… Sono una fan! Adoro Teen Wolf. È la mia serie TV preferita. Forse prima viene Game of Thrones, e poi Teen Wolf. Prima era un film, e poi hanno ingrandito la storia. Quindi mi piacerebbe che facessero qualcosa del genere. E se riuscissero a trovare un copione che gli piace, penso che potrebbero farlo, perché la Sony, che ha fatto il film, ha una sezione dedicata alla TV, e quindi sarebbero molto interessati a farlo. »

« Grazie. »

« Ciao. Come ci si sente a sapere che molte persone si tatuano le tue rune? »

Cassie: « È una cosa che amo! »

« Perché qui ci sono parecchie persone che l’hanno fatto. »

Cassie: « Oh… Se avete un tatuaggio, mostratemelo, così posso fare una foto. Benissimo! Perché ne ho una collezione… »

« Sono una Shadowhunter, quindi… devo… »

Cassie: « Voglio dire, se hai un tatuaggio in un posto che non vuoi mostrare, va tutto bene. Ma ho una collezione dei tatuaggi delle persone. »

« La mia amica vuole fare una domanda. »

« Ciao, Cassie. Perdona il mio inglese. Sono così nervosa! Volevo chiederti di Valentine. »

Cassie: « Okay! »

« Rimpiangi il fatto che non sia in nessun altro tuo libro? E comparirà, in qualche modo, nei prossimi? »

Cassie: « Oh, intendo… Mi manca, nel modo in cui mi mancano tutti i personaggi di cui non posso più scrivere. Ma penso… penso sia morto nel modo giusto e al momento giusto. Una delle ragioni per cui volevo scrivere gli altri tre libri è perché desideravo scrivere di Jonathan come cattivo al posto di Sebastian… intendo, è Sebastian. Al posto di Valentine. Perché Valentine era un genere di cattivo, e Sebastian è molto diverso. Quindi volevo contrastare due tipi di cattivi, perché pensavo sarebbe stato divertente. Sapete, è bello sapere che a qualcuno manca Valentine, perché non credo che manchi a molte persone. »

« Ci saranno altri Morgenstern, nei libri? »

Cassie: « Eh? »

« Ci saranno altri… Morgenstern, nei prossimi libri? »

« Morgenstern! »

Cassie: « Morgenstern! Credevo che stesse dicendo “Mockingjay” [NdT: Il Canto della Rivolta, terzo libro di The Hunger Games], e ho pensato: “Altro libro!” Altro libro. Sì, ci saranno altri Morgenstern. »

« Mi piacerebbe se potessi dire qualcosa su zio Arthur. »

Cassie: « Oh, lo zio dei Blackthorn! »

« Arthur Blackthorn, sì. »

« Anche lui si chiama Arthur. »

« Mi chiamo Arthur. »

Cassie: « Ti chiami Arthur? »

« Sono anch’io un Blackthorn. »

Cassie: « A dire il vero, non è una cattiva persona. È a capo dell’Istituto di Los Angeles. E bada a Emma, Julian e gli altri bambini Blackthorn. Ma… ha perso un sacco di gente, in guerra, e da allora lui, diciamo… non so come dirlo. È un’espressione idiomatica, in inglese. È sparito nella sua stessa testa. In pratica se ne sta nella sua soffitta e legge libri. Sta scrivendo un suo libro. Ne esce difficilmente, quindi lo vediamo di rado… Quindi è davvero Julian quello a capo dell’Istituto, e ogni tanto Arthur compare e dice: “Che sta succedendo?”, e gli rispondono: “Va tutto bene. Tutto bene.” Ma sfortunatamente non è di grande aiuto. »

« Cassie! Abbiamo sentito una teoria interessante per cui Sebastian potrebbe… Che la Regina della Corte Seelie potrebbe essere rimasta incinta di Sebastian. Puoi dirci qualcosa a riguardo? »

Cassie: « Beh, sappiamo che esistono mezze fate mezze umani. Perché alcuni Blackthorn sono così. Mark e Helen sono in parte fata. Quindi… Quindi non ci sono ragioni per cui la Regina non potrebbe essersi fatta mettere incinta. Se è qualcosa che desiderava, e forse lo voleva. È molto intelligente, e sta sempre giocando con tutti. Quindi, se è qualcosa che voleva da lui, avrebbe senso. »

« Ciao, Cassie. C’è qualcosa nei libri che ti penti di aver scritto, o che avresti voluto fare in maniera diversa? »

Cassie: « Uhm… Semplicemente… Cerco di non pensarci troppo, perché fa impazzire pensare a cosa vorresti cambiare – oh, mi piacerebbe tornare indietro e inserire… Ma… ma mi pento di non aver mostrato il momento in cui Maureen ha ucciso Camille. Perché… non l’ho tagliata, ma avevo quest’idea di, sapete, era una vampira così giovane e feroce, e di com’è riuscita a battere una vampira così più vecchia, e penso sarebbe potuta essere un’ottima scena… E ancora adesso le persone mi chiedono: “Come ha fatto? Come ha fatto? Camille era così potente!” E io penso: “Ah, avrei dovuto scrivere quella scena.” È una cosa che rimpiango. »

« Grazie. »

« Ciao, Cassie! Prima di tutto, grazie per essere qui. Mi chiedevo… ho passato le ultime sei ore viaggiando per venire qui. »

Cassie: « Oh! »

« In autobus, quindi è stato un viaggio lungo. E stavo leggendo La Principessa, quindi l’ho finito mentre venivo qui. Ed è stata una conclusione eccezionale, amo The Infernal Devices. E mi facevo domande, essendo uno scrittore anch’io, uh, sul momento in cui li hai finiti… tra gli Infernal Devices e The Mortal Instruments… quello che hai fatto con Jem che è diventato Fratello Zaccaria… Hai sempre avuto quell’idea, o è qualcosa che ti venuto in mente dopo? »

Cassie: « Ho deciso di scrivere The Infernal Devices dopo Città di Cenere. Quindi l’ho sempre avuto in mente, mentre stavo progettando… Potete vedere brevemente Tessa, in Città di Vetro, e ho sempre pensavo che volevo questo momento in cui The Mortal Instruments riflette ciò che è successo negli Infernal Devices. Quindi non potete vedere nessun collegamento in Città di Ossa e Città di Cenere, ma ci sono delle cosine in Città di Vetro, Città degli Angeli Caduti, Città delle Anime Perdute… »

« Come piccoli spoiler. »

Cassie: « Sì! Vedete l’Angelo Meccanico di Tessa all’Istituto di New York; quando Jace è nella Città Silente, nota che qualcuno ha scritto “J.G.” sulla parete, e ne Il Principe vediamo Jessamine scrivere le sue iniziali sul muro. Ho sempre desiderato che si provasse la sensazione che ci fosse un legame tra passato e presente, e come funziona. Sapete, come se non fossero poi così distanti tra loro. E inoltre è anche la storia di Jem, voglio dire… Segue tutta la traiettoria di ciò che gli è successo in Clockwork Princess e fino alla conclusione di Città del Fuoco Celeste, in cui è, sapete, di nuovo umano, e poi è in The Dark Artifices insieme a Tessa. »

« È stato geniale. »

Cassie: « Oh, ti ringrazio! »

« Parlaci un po’ di Simon. Nelle sue Cronache ci sarà un cattivo? »

Cassie: « Ah! Uhm… Okay, stiamo parlando dei Racconti dall’Accademia degli Shadowhunters, okay? »

« Sì. »

Cassie: « Sapete tutti di che si tratta? »

« Sì. »

Cassie: « Ottimo. Voi ragazzi sapete tutto!  C’è un cattivo? Ci sono… un paio di cattivi diversi, perché è un po’ più come le Cronache di Magnus Bane. Sono più delle storie che puoi leggere separatamente, e se non hai letto le altre storie le capirai comunque… Ma c’è la scuola, ci sono gli insegnanti, a qualcuno piace, ad altri… Sapete, molti Shadowhunters credono che a una persona che un tempo era un vampiro, un Nascosto, sapete, non dovrebbe essere permesso di diventare un Nephilim… Quindi incontra decisamente molta disapprovazione. Ci sono di sicuro degli antagonisti, ma è più simile a una raccolta di storie su Simon, il modo in cui cambia… in cui impara cosa significa essere uno Shadowhunter… quando capisce che questo è ciò che vuole fare, cosa succede tra lui e Isabelle… »

« Awww… »

« Oh, mio Dio! »

Cassie: « Una coppia di The Mortal Instruments si sposa… »

« Oooh! »

Cassie: « …e c’è una festa di addio al celibato e di addio al nubilato che va molto male… E… sapete, loro… c’è una cerimonia dei parabatai… sapete… »

« C’è un po’ di tutto. »

Cassie: « C’è un po’ di tutto. E alcune storie sono più divertenti, mentre altre più serie. E io… è solo che… Alla fine di Città del Fuoco Celeste ho avuto la sensazione che tutto si fosse concluso abbastanza per ogni personaggio. Ci sono sempre altre domande – se Jace e Clary si sposeranno, avranno figli, quanti; lo stesso per Magnus e Alec. E… Sapete, si fanno sempre questo genere di domande, ma… io penso che sia Simon quello a far sorgere più domande, no? Che farà? Che sceglierà? Perché ha alcuni dei suoi ricordi, ma non tutti. E così, uhm… per me è un modo per concludere la sua storia. »

« Avevi già deciso… Mi spiace. »

Cassie: « No, va tutto bene! »

« Finisci, per favore. Uh… Il cognome da Shadowhunter di Simon? »

Cassie: « …sì! Ma non ve lo dirò! »

Traduzione: varie domande su CoHF!

Buongiorno, Shadowhunters! È da un po’ che non vi carichiamo nuovi post su Città del Fuoco Celeste (e TDA) tradotti – quindi abbiamo deciso di rimediare. ;) Qui di seguito troverete varie domande poste a Cassie qualche tempo dopo l’uscita americana di CoHF; erano troppo brevi per essere pubblicate in post a parte, e raccoglierle insieme ci è parsa un’idea assai migliore!

 

Speriamo vi piacciano!

 

 

 

 

“some random spoilery questions about CoHF”

« “Ciao! Volevo ringraziarti per tutti i libri che hai scritto: sono semplicemente incredibili, e mi hanno fatta vivere nel mondo che hai creato, e ovviamente ho qualche domanda. Perché Magnus si chiede cosa penserebbe Jocelyn se sapesse il nome di Jessamine? Non riesco a smettere di pensarci.

Perché il nome di Jessamine era Jessamine Gray. E Jocelyn conosce Tessa Gray.

Perché non far morire e basta Sebastian? Voglio dire, muore, ma c’è Jonathan, lì. Mi hai fatta piangere mentre moriva, perché mi ha fatto pensare che sarebbe potuto essere un buon fratello e una persona amabile. Saluti dalla Colombia.

È questa la ragione. :)

Ciao, ho una domanda che mi tormenta da un po’: se Jace è un discendente di Tessa (come si dice nell’albero genealogico alla fine di Clockwork Princess), questo non implica che in sé abbia un po’ di sangue demoniaco, non importa quanto poco sia, pur essendo Sebastian, e non lui, quello a cui è stato iniettato sangue di demone?

Una volta ci ho lavorato su, e Tessa ha circa cinquanta, sessanta discendenti in vita. (Penso possa esserci un po’ di confusione sul come funzionino gli alberi genealogici.) Quindi se Jace avesse qualche traccia di sangue demoniaco, varrebbe la stessa cosa per, tipo, altri quarantanove Shadowhunters. Non è stato mostrato alcun effetto degno di nota, e sarebbe ancor meno plausibile che una cosa simile in Jace, vista l’alta quantità di sangue d’angelo dentro di lui.
Ha un effetto in James e Lucie, ed è qualcosa che vedremo in The Last Hours.

**** ATTENZIONE: SPOILER DA CITY OF HEAVENLY FIRE ***** Mi chiedevo se Jace fosse vergine, prima di Clary. Inoltre, vedremo Simon Ascendere?

No alla prima domanda, forse alla seconda – Simon deve allenarsi, e poi cercare di Ascendere. E quello lo vedremo! »

 

 

“On Sacrifice”

 

« “Ciao, Cassandra. Ho solo una domanda veloce. In uno degli spoiler pubblicati prima di CoHF, hai detto che qualcuno sarebbe morto per salvare un’altra persona. È successo quando Simon ha rinunciato ai suoi ricordi e all’immortalità e non ha fatto portar via l’immortalità di Magnus?

No, è stato quando Raphael ha rinunciato alla sua vita per quella di Magnus.
Raphael deve a Magnus la vita. La cosa è stata accennata un po’ in Città del Fuoco Celeste, ed esplorata con molta più accuratezza in Alla Ricerca di Raphael Santiago.
Raphael è stato a lungo una figura ambigua, in questa serie; a volte era buono, altre lavorava contro i nostri eroi. Ma ha sempre avuto un suo ferreo senso delle priorità e del bene e del male. Ha sempre protetto il suo clan. Sarebbe stato davvero un gran buon leader, per i vampiri.
Si rifiuta di uccidere Magnus, pur sapendo che così Sebastian lo ammazzerà, perché il suo innato senso dell’onore non gli permette di uccidere una persona che un tempo gli ha salvato la vita. Penso che se c’erano dubbi sul fatto che Raphael fosse o meno buono, questo gesto abbia fornito la risposta, anche se mi mancherà tanto. La sua morte è quella che mi ha reso più triste. »

 

 

“TDA”

 

« “Ciao, CC! Prima di tutto, volevo parlarti di quanto amo i tuoi libri. Ho cominciato TMI quest’autunno, e adesso ho letto tutta la serie, inclusi CoHF e TID. Amo il fatto che tu abbia personaggi LGBT. Sono lesbica anch’io, e mi relaziono un sacco ad Aline. Ricordo che la prima volta che ho letto di lei me ne sono istantaneamente innamorata. Mi chiedevo se vedremo di più Helen e Aline, in TDA, e se nel libro ci saranno altri personaggi LGBT. Amerei saperne di più, su di loro, in futuro. Grazie!

Cassie, domanda veloce – puoi dirci qual cosina sui personaggi LGBT in TDA, su chi sono, o è un po’ troppo presto? x

Ogni volta che ricevo domande del genere mi sento come se stessi correndo in un piccolo cerchio, perché da una parte sono super eccitata di parlare dei nuovi personaggi di TDA, e capisco perfettamente perché mi chiediate informazioni. Credo sia totalmente ragionevole controllare se ci saranno rappresentazioni di personaggi LGBT, in una serie, prima di iniziarla. In special modo, capisco il voler sapere se alcuni personaggi specifici che ami sono ancora in giro.
Allo stesso tempo, mi preoccupa anche dare troppi dettagli quando sono ancora nel pieno della stesura del libro. Ci sono personaggi LGBT assolutamente preminenti, e questo non cambierà, ma voglio che il processo di presentazione dei personaggi sembri organico. Li abbiamo incontrati da piccoli, o visti per poco (come nel caso di Mark), quindi non sappiamo ancora nulla della loro sessualità. Non tutti i Blackthorn sono etero (e non intendo solo Helen!), né lo sono tutti gli altri personaggi. Ma proprio come per molte coppie etero nei media, a volte anche la destinazione di un personaggio o la coppia in cui finirà è una sorpresa, e temo che, se mi limitassi a dire chi è gay e chi bisessuale, si finirebbe col fare uno strano gioco per indovinare con chi saranno in coppia quei personaggi prima ancora di conoscerli.
Spero che la cosa abbia senso. Sono soprattutto molto grata, quando ricevo domande del genere, perché comunicano una fiducia nel fatto che le rappresentazioni nei miei libri saranno appaganti/godibili/relazionabili, e per me significa davvero tantissimo. Credo che tutto questo discorso porti a – ci saranno rappresentazioni LGBT*, in TDA? Sì. Posso parlarne nello specifico? Non ancora, anche se posso promettere che Aline e Helen sono vive, in salute e stanno ancora insieme, e le rivedremo. »

 

 

“Books, books, books”
[NdT: di questa avevamo pubblicato un estratto sulla pagina Facebook.]

 

« “Ciao, Cassie! Amo i tuoi libri così, così, cooosì tanto! Ho finito Città del Fuoco Celeste, ed è eccezionale. Mi chiedevo: quando verrà pubblicato il resto dei romanzi (TDA, TLH, TWP, ecc.)? Ci sono date precise o l’anno di rilascio? Grazie mille per queste serie stupende! :)

Shadowhunter Chronicles:

Città del Fuoco Celeste ha concluso The Mortal Instruments. Il prossimo capitolo delle Cronache è The Dark Artifices, che si svolge cinque anni dopo CoHF. Puoi saperne di più qui. [NdT: trovate il nostro materiale su TDA qui.]

Ci sono tre libri su The Dark Artifices: Lady Midnight [La Signora di Mezzanotte], Prince of Shadows [Il Principe delle Ombre] e Queen of Air and Darkness [La Regina dell’Aria e dell’Oscurità]. Lady Midnight è provvisoriamente previsto per gli ultimi mesi del 2015, anche se non è stato ancora deciso.

The Last Hours, la serie sequel di The Infernal Devices, comincerà a essere pubblicata poco dopo Lady Midnight. Puoi saperne di più qui. [NdT: il nostro post a riguardo è qui.]  Si parlerà dei figli dei personaggi degli Infernal Devices. Quindi l’ordine dei libri è:

Lady Midnight (The Dark Artifices #1);
Chain of Gold [Catene d’Oro] (The Last Hours #1);
Prince of Shadows (The Dark Artifices #2);
Chain of Iron [Catene di Ferro] (The Last Hours #2);
Queen of Air and Darkness (The Dark Artifices #3);
Chain of Thorns [Catene di Spine] (The Last Hours #3).

Questo ci porterà attraverso un po’ di anni, quindi al momento credo di poter solo dire che intendo concludere le Shadowhunter Chronicles con una serie chiamata The Wicked Powers.

(Lascio fuori il Codice, le Bane Chronicles e i racconti dell’Accademia, dal momento che tecnicamente non sono romanzi/serie.)

 

Magisterium:

 

The Iron Trial, primo libro di Magisterium, uscirà il 9 settembre 2014. Verrà pubblicato un libro di Magisterium ogni settembre, per i prossimi quattro anni. Il secondo libro, The Copper Gauntlet [La Maschera di Rame], è previsto per settembre 2015.

Spero sia d’aiuto! »

 

 

“Malcolm”

 

« “Ciao, Cassandra. Prima di tutto volevo congratularmi con te per l’uscita di Città del Fuoco Celeste. Il libro è divino, e il finale è stato sconvolgente/bellissimo. Ho una domanda e un dubbio. La domanda è: c’è qualche possibilità che posterai un’immagine, disegnata da Cassandra Jean, del padre di Magnus? Perché pure con la descrizione del libro, credo sia un po’ difficile da immaginare. E la domanda è: vedremo Malcolm, in The Dark Artifices?

Malcolm era un po’ un Easter Egg, in Città del Fuoco Celeste (a differenza di Julian, Emma e Mark, che facevano parte della trama) – ho pensato che le persone avrebbero trovato divertente dargli un’occhiata prima di TDA. È il Sommo Stregone di Los Angeles, quindi sì, lo vedremo di certo, in The Dark Artifices.

Posso dire a Cassandra Jean che disegnare solo se le sto commissionando un lavoro. Sta a lei decidere. :) Se vuole disegnare il padre di Magnus, può. Non mi spiacerebbe se disegnasse Malcolm! Al povero Malcolm è successo qualcosa di terribile, centinaia di anni fa, e quindi il suo lato infantile riflette com’è stato da quel momento in poi… »

Traduzione: “Jace’s sex life and the Carstairs name”

Nel post sono presenti lievi spoiler su Città del Fuoco Celeste (e su La Principessa), quindi sconsigliamo la lettura a quanti non l’avessero terminato. ;)
Per il resto – non aggiungiamo altro, perché il titolo parla da sé. XD

 

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Amo i tuoi libri, e sono una tua grande fan, ma mi chiedevo… Jace rivela (non di aver fatto sesso) di essere stato intimo con una ragazza/delle ragazze, in passato. Mi chiedevo solo se avessi qualcuno di preciso in mente, e perché la cosa non infastidisca Clary. Ti sarei molto grata se mi rispondessi! Grazie.

Ho varie idee sulla vita amorosa di Jace prima di Clary (sappiamo che usciva con la cameriera fata, Kaelie, prima di Clary, perché i due si coccolano davanti a lei – credo che le persone tendano a dimenticarlo!), ma nulla di così concreto da volerlo già scrivere su carta/su Internet.
Immagino che a Clary non importi, perché per quale ragione dovrebbe interessarle? Non ha niente a che fare con lei. È uscito con qualcuno prima di lei; in TDA, Emma ha avuto fidanzati e fatto sesso prima dell’inizio del libro; in TID, né Will né Jem hanno mai fatto sesso, prima di Tessa – le persone sono di vario genere. Sono certa che gliene parlerebbe, se Clary glielo chiedesse, ma sospetto che i lettori desiderino conoscere i gloriosi dettagli più di quanto lo voglia lei. :)

Ciao, Cassie! Ho letto CoHF, e anche gli Infernal Devices, e pensavo che Jem Carstairs fosse l’ultimo Carstairs ancora in vita – quindi perché Emma ha il suo stesso cognome? L’ho letto e la cosa mi ha confuso un po’, perché Jem è diventato un Fratello Silente, e questo ha fatto estinguere il suo cognome. Per favore, aiutami. (Se il mio inglese dovesse essere un po’ scarso mi scuso, è perché sono brasiliana.) Baci!

E io partirò per il Brasile domani! Nel frattempo, questa è la ragione che ha fatto continuare il suo cognome.

Era tarchiato, forse vicino ai quarant’anni, con una cicatrice che gli correva lungo la mascella. Aveva i capelli arruffati, chiari, e gli occhi blu, e la pelle abbronzata dal sole. Sembrava persino più scuro, in quella sua camicia bianca inamidata. In lui c’era qualcosa di familiare, qualcosa che stuzzicava i bordi della memoria di Tessa.
Si fermò davanti a loro. I suoi occhi si puntarono su Will. Erano più pallidi del blu di Will, quasi del colore dei fiordalisi. La pelle lì intorno era abbronzata, e scavata da lievi zampe di gallina. Disse: “Siete William Herondale?”
Will annuì senza parlare.
“Sono Elias Carstairs,” spiegò l’uomo. “Jem Carstairs era mio nipote.”

— Da La Principessa

La discendenza dei Carstairs continua attraverso Elias Carstairs. Ci sono anche altri Carstairs. Jem non ha mai detto di essere l’ultimo della sua famiglia, o l’ultimo Carstairs lì fuori. A volte le famiglie degli Shadowhunters sono enormi – Cristina, Diego e Jaime sono tutti Rosales, ma Cristina non è a conti fatti imparentata con nessuno dei due, se non, forse, in maniera incredibilmente distante. »

Traduzione: snippet da TLH!

Cassie ha risposto a un paio di domande su The Last Hours – e, piuttosto a sorpresa, ci ha regalato anche un primo estratto dal romanzo! :)
Lo trovate qui in basso, alla fine del post.

 

 

 

 

« “Riguardo ai Dark Artifices, Jem e Tessa giocheranno un ruolo simile a quello di Will e Tessa in The Last Hours? Mi è piaciuto leggere della loro relazione negli Infernal Devices, e lo snippet in Città del Fuoco Celeste. So che hai parlato in un post precedente di come lasciar andare i personaggi sia una parte della vita, ma JESSA. Sei eccezionale, i tuoi libri sono eccezionali, e Jem Carstairs è eccezionale.

Aw.

Direi che giocano un ruolo molto diverso, perché Jem e Tessa non sono i genitori di nessuno dei personaggi di The Dark Artifices.

Sì, Jem è un lontano parente di Emma dalla parte di suo zio Elias, ma né lui né Tessa sono genitori di uno dei Nostri Eroi in TDA. Non sembrano neanche abbastanza vecchi da poter essere i loro genitori. Hanno più, non so, un ruolo alla Magnus.

Al contrario, Will e Tessa sono i genitori di James e Lucie. Sono ovviamente molto legati alle loro vite, li amano enormemente, e sono le persone a cui James e Lucie passano la vita a paragonarsi, e da cui cercano approvazione e amore. Sono pure una generazione più vecchi. I loro amici sono Jem, Gideon, Cecily, Gabriel, Sophie, Charlotte e Henry. I loro bambini sono i loro bambini, non i loro compatrioti.

So che Tatiana Blackthorn (nata Lightwood) è l’antagonista in TLH. Vorrei solo sapere, per curiosità, se è rimasta vicina a Gabriel e Gideon, e se ha partecipato ai loro matrimoni. (È stato inoltre allora che ha cominciato a preparare la sua ‘vendetta’?)

Beh, è un’antagonista. Potrebbe non essere la sola. E non è rimasta vicina a Gabriel o Gideon. Li odia.

Ciao, Cassie, non vedo l’ora che esca TLH, e vorrei sapere che genere di relazione c’è tra Lucie e Matthew. :)

Lucie adora Matthew. È il parabatai di suo fratello. Tutti amano Matthew. È una di quelle persone che piace a tutti. Estratto:

Matthew gli porse le mani. “Pax,” disse in tono lusinghiero. “Ci sia pace tra noi. Puoi versarmi il resto del Porto in testa.”
Le labbra di James si piegarono in un sorriso. Era impossibile rimanere in collera con Matthew. Era quasi impossibile arrabbiarsi con lui.
»

Traduzione: “Jessa stuff”

Per “mantenere l’equilibrio” (per citare Cassie XD), ecco un post anche su Jem e Tessa. ;) Speriamo vi piacerà!

 

 

« Devo mantenere l’equilibrio!

Ciao, Cassie! Ho amato tutti i tuoi libri, specialmente gli Infernal Devices – mi sono innamorata di Will. *-* Ho una domanda sulla Jessa dopo CoHF: avranno dei bambini? Spero mi risponderai. :) Grazie per questo meraviglioso mondo che hai creato!

Ciao, Cassie! Adoro assolutamente i tuoi romanzi, come molte altre persone, ma io e il mio ragazzo (che mi ha fatto conoscere i tuoi libri) abbiamo una domanda: dopo essere uscito dai Fratelli Silenti, Jem è rimasto immortale come Tessa? O Tessa finirà col perdere anche lui come ha perso Will? Grazie per il tuo tempo, se risponderai; siamo entrambi davvero curiosi.

Ciao, Cassie! Amo i tuoi libri! Dunque… Ho finito di leggere CoHF, e sappiamo che Tessa è immortale e può avere dei figli, ma ho un dubbio. Dopo tutto questo tempo, può ancora restare incinta? O tutti questi anni, anche con l’immortalità, l’hanno indebolita in qualche modo? Grazie!

Amo tutti i tuoi libri, e il mio personaggio preferito è Jem. Lo amo e basta. Quindi dimmi, lo vedremo nei prossimi libri sugli Shadowhunters? Ho amato lui e Tessa in CoHF. Ancora una domanda, Jem e Tessa avranno dei bambini? Sono così curiosa! Per favore, rispondimi!

Domanda veloce: so che hai confermato che i personaggi di TMI compariranno nei prossimi libri, ma che ci dici di Jem e Tessa? Conosciamo la loro storia per quel che riguarda il fumetto in CoHF, ma dopo? Non mi aspetto che ne parlerai quanto della vita matrimoniale di Will e Tessa (che, capisco, non sarà il fulcro di TLH, ma verrà inclusa com’è stata inclusa nelle Bane Chronicles), ma ci verrà almeno detto come sta andando la loro vita, e magari se ci sono dei bambini Jessa?

Ciao, Cassie! Ho appena finito CoHF, e so che potrebbe suonare strano, ma Jem e Tessa compariranno mai in TDA, visto stavano partendo per Los Angeles? Inoltre, avranno mai dei bambini? Sto MORENDO all’idea di saperlo perché Jem è il mio personaggio preferito di sempre. <3

Ciao, Cassie! Ho questa domandina su Tessa Gray. È immortale, ma è stata in grado di avere dei bambini con Will. C’è la possibilità che ne abbia uno anche con Jem? Inoltre, come sopporta centotrent’anni di ciclo?

Sulla mortalità di Jem: pagina 562 de La Principessa:

Jem era mortale, adesso. Sarebbe invecchiato come Will, e come Will sarebbe morto, e non era certa di poterlo sopportare di nuovo.

Pagina 711 di Città del Fuoco Celeste:

“Quindi è – Zaccaria ora è mortale?” chiese Clary. “Solo – uno Shadowhunter ordinario?”
“Sì,” rispose Tessa. “Ci conosciamo da molto tempo. Ci incontravamo tutti gli anni all’inizio di gennaio. Quest’anno, quand’è arrivato, con mio grande sorpresa era mortale.”
“E prima che comparisse non lo sapevi? Io l’avrei ucciso.”
Tessa ghignò. “Beh, questo avrebbe per certi versi reso tutto inutile. E penso non fosse certo di come l’avrei accolto, da mortale, quando io invece non lo sono.”

Jem è mortale. Ha una vita umana da vivere. È una cosa terribile, per Tessa, ma, come credo che ormai abbiate capito, non sono una gran fan del “sistemare” le relazioni mortale-immortale rendendo quelli che sono mortali immortali, o togliendo l’immortalità al personaggio immortale. L’immortalità è una maledizione e un dono, togliendola come se non nulla fosse stai indebolendo entrambi gli aspetti; la mortalità è una maledizione e un dono, e togliendola come se nulla fosse stai indebolendo entrambi gli aspetti.
Jem e Tessa vivranno una vita insieme; Jem poi passerà oltre e vedrà Will “dall’altra parte del fiume”; Tessa verrà lasciata a portare il lutto. Ho sempre pensato che, di tutti i personaggi di Clockwork Princess, per molti versi è quello di Tessa il destino più triste. Però:
Riguardo al fatto che Tessa possa avere dei figli: può assolutamente! Quell’aspetto non invecchia, visto che è Tessa stessa a non invecchire. Cindy Pon è stata persino così gentile da aiutarmi con dei nomi cinesi d bambini, così che il nome di famiglia di Jem, Ke, possa essere rappresentato. Immagino che Tessa e Jem vorrebbero viaggiare un po’ e permettere a Jem di adattarsi al mondo moderno (credo che gli piacerebbe avere un iPod pieno di pezzi suonati al violino) – e, come ho detto, hanno da fare a Los Angeles – prima di avere dei bambini, ma possono di certo averne.

Sui centotrent’anni di ciclo: immagino che questo cada tra gli aspetti “non così grandiosi” dell’immortalità. Comunque, ci sono dei modi parecchio semplici per non avere il ciclo, se non lo vuoi (pillole anticoncezionali), e immagino che Tessa abbia accesso anche a soluzioni magiche. Gente, non avrei mai pensato di rispondere a questa domanda!

so che hai confermato che i personaggi di TMI compariranno nei prossimi libri, ma che ci dici di Jem e Tessa?

Al momento, compaiono letteralmente nel primo capitolo di Lady Midnight! »

Traduzione: “Wessa stuff”

Penultima domanda di oggi – stavolta, sui soli Will e Tessa. Anche in questo caso sconsigliamo la lettura a quanti non avessero letto CP2. :*

 

 

 

« “Ciao, Cassie. Ho una domanda su CP2. Will ovviamente sa che Tessa lo ama, alla fine del libro, ma quella notte nel salotto (quando Tessa si è bruciata la mano con l’attizzatoio del camino), quando non gli ha detto di amarlo, Will ha creduto che non lo amasse e ovviamente ci è stato male. Sempre che non mi sbagli, il che è possibile, Tessa non gliel’ha mai spiegato, più avanti, quando hanno cominciato a uscire insieme/si sono sposati. Will lo sapeva? Intendo, è molto intelligente, quindi ho la sensazione che potrebbe averlo capito da sé, ma è così? Non riesco a sopportare l’idea che il povero Will non lo sapesse. :( Inoltre, Isabelle troverà un parabatai? D: Grazie!

Isabelle non avrà un parabatai. La maggior parte delle persone non lo ha, e Isabelle sta bene ed è felice senza averne uno. Danno un sacco di lavoro e problemi. :)

Ero confusa, mentre leggevo la domanda la prima volta, e pensavo che mi stessi chiedendo se Will avesse mai capito che Tessa lo amava (se dopo cinquant’anni, due bambini e un favoloso matrimonio non ci fosse arrivato, Will sarebbe dovuto andare in terapia), ma adesso penso di aver compreso che in realtà volessi sapere se Will ha poi capito che Tessa, in quella specifica notte in salotto, lo amava.
Come hai detto, Will è intelligente, e penso abbia capito perché Tessa ha fatto ciò che ha fatto. Sa che lo amava e che amava anche Jem, e sa che ha lasciato che credesse che non lo amava perché stava cercando di liberarlo. Avrebbe fatto lo stesso anche lui.
Se anche lui non avesse potuto intuirlo (e potrebbe farlo), Tessa gli dice questo:

“So come sei con le tue parole, e, Will – le amo tutte. Ogni parola che dici. Quelle sciocche, le folli, le belle e quelle solo per me. Le amo, e amo te.”
Will cominciò a parlare, ma Tessa gli coprì la bocca con la mano.
“Amo le tue parole, mio Will, ma trattienile per un momento,” gli disse, e sorrise nei suoi occhi. “Pensa a tutte le parole che ho trattenuto dentro di me per tutto questo tempo, mentre non conoscevo le tue intenzioni. Quando sei venuto da me in salotto e mi hai detto che mi amavi, mandarti via è stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto. Hai detto che amavi le parole del mio cuore, la forma della mia anima. Me lo ricordo. Ricordo ogni parola che mi hai detto da quel giorno a oggi. Non le dimenticherò mai. Ci sono così tante parole che vorrei poterti dire, e così tante che desidero che tu mi dica. Spero che avremo tutta la vita per dircele.”

È abbastanza esplicita. Bisogna fare attenzione, quando i personaggi si stanno spiegando le cose a vicenda (specialmente cose che il lettore già sa), perché non sembrino pensare che l’altro personaggio sia un idiota che ha bisogno che gli venga detto tutto chiaramente. Tessa deve fidarsi della capacità di Will di comprenderla, perché se non è in grado di capire una cosa simile, allora lei non dovrebbe amarlo o sposarlo.

Ciao, Cassie. <3 Ho questa domanda imporante. Beh, importante per me, ihih. Scriverai altro sui soli Will e Tessa? Come, per dire, delle scene dal punto di vista di Will o di Tessa? :) (PS: AMO AMO AMO la nuova illustrazione su di loro. <3 Grazie per averla condivisa.)

Cassandra Jean è un’artista fantastica, questo è certo. Penso che sia importante ricordare che TLH riguarda Cordelia, Jesse, Lucie, James, Matthew e il resto – anche se Tessa e Will sono nei libri, e di certo sono i genitori più importanti. Hanno anche, inoltre, delle scene che credo siano toccanti e riguardano solo loro… e inoltre sono presenti nella mente di James, e anche di molti altri nella loro cerchia, come una Grande Storia D’Amore (più informazioni riguardo questo e il fatto che James tema che la sua vita non potrà mai competere sono in The Midnight Heir).
Forse il miglior modo per pensare al loro ruolo in TID è immaginarli come Charlotte e Henry in TID. Non sono i protagonisti, ma sono figure sullo sfondo importanti che hanno una loro relazione, ottengono delle scene occasionali dal loro punto di vista e servono come una forza di ordine in un mondo altrimenti caotico. :)
(Ci sono di certo degli eventi, in TLH, che hanno specificamente a che fare con la relazione di Will e Tessa, e anche col posto di Jem nel loro rapporto. Proprio come ci saranno dei momenti, in TDA, riguardo Jem e Tessa. È interessantemente difficile mantenere l’equilibrio, ma si potrebbe dire lo stesso degli interi Infernal Devices.) »

Traduzione: “TLH questions”

Se non avete letto Clockwork Princess, vi sconsigliamo di continuare con la lettura. ;)

 

 

 

« “Ciao, Cassie. Mi stavo chiedendo se, mentre lei e Will invecchiavano, Tessa si è data un aspetto più anziano, quando uscivano in pubblico, così da non far inarcare nessun sopracciglio, o se si limitavano a ghignare e sopportare le occhiate rivolte a un diciamo cinquantenne che se ne andava con una sedicenne? Ricordo che in Clockwork Prince, credo, Tessa si è resa conto di poter alterare leggermente il suo aspetto fisico, come per darsi labbra più grandi o una vita più stretta. Ma ha scelto di non farlo perché pensava fosse sbagliato (penso). Questa stessa ragione le impedirebbe di aggiungersi rughe sulla pelle a mano a mano che invecchia?

Tessa si modifica in modo da sembrare più vecchia ogni volta che lei e Will stanno per essere visti da persone che non li conoscono già/non sono Shadowhunters. Non lo fa se è un raduno Shadowhunters. Sanno chi è.

Ciao, Cassandra Clare! Amo davvero tanto i tuoi libri, e ti ringrazio per averli scritti. Ho una domanda su James e Cordelia. Hai detto su Twitter che la ragione per cui gli Heronstairs si sposano è inaspettata, quindi il loro è il matrimonio finto/politico di cui parlavi? In CoHF abbiamo scoperto i Carstairs hanno un debito con gli Herondale per una qualche ragione; ha qualcosa a che fare col matrimonio tra James e Cordelia? Spero che si innamoreranno l’uno dell’altra. Hai detto che TLH parla di un insolito triangolo amoroso, e, se non mi sbaglio, credi che in un triangolo tutti debbano avere una connessione. Come ho detto, spero ci sarà amore tra James e Cordelia. Non vedo l’ora che escano TDA e TLH. Sarei felice se rilasciassi maggiori informazioni sulle serie in arrivo, e se mi rispondessi. Grazie.

C’è almeno un matrimonio finto/politico, in TLH. Ho anche detto che James e Cordelia non si sposano per le ragioni che chiunque potrebbe immaginare (sospetto). Si sposeranno durante TLH, quindi scoprirete perché l’hanno fatto, se è stato un vero matrimonio, se è durato, ecc., nei libri. Grazie a L’Erede di Mezzanotte sappiamo che James è innamorato… di un’altra. Imbarazzante.

Ciao, Cassie! Amo i tuoi libri! Ho notato che, benché tu abbia parlato dei personaggi di TLH come dei figli di Will/Tessa, Gabriel/Cecily, Titania [NdT: Tatiana], Charlotte/Henry e dello zio di Jem, Elias, non hai mai detto sulla sui figli di Sophie e Gideon. Ne hanno avuti? O forse non potevano averne? Muoio di curiosità; spero potrai rispondere alla mia domanda!

Hanno avuto dei bambini. Barbara ed Eugenia sono un po’ più grandi degli altri, e tendono a non passare molto tempo in loro compagnia. Thomas è un personaggio importante; è solo che non mi è capitato di chiedere a Cassandra Jean di disegnarlo, ma probabilmente dovrei farlo. Potrebbe anche essere interessante vedere dei ritratti di tutti i personaggi che conosciamo – Will, Jem, Cecily, Gabriel, ecc. – nella loro versione adulta in TLH. »

 

 

PS: Cassie ha taggato il post così: “Purtroppo ragazze quindicenni con uomini cinquantenni non sono una cosa così rara”, “specialmente in quel periodo storico”.