Nuove informazioni su Cristina Rosales, Cordelia Carstairs e la diversità negli YA!

Cassie ha da poco pubblicato un bel post su Tumblr con tante novità – sia su Cristina (uno dei personaggi di The Dark Artifices) che Cordelia (che comparirà in The Last Hours), e anche sulla mancanza di diversità negli Young Adult. :)

L’articolo è parecchio interessante, quindi ci è parso il caso di tradurlo, così che possiate leggerlo tutti. Speriamo vi piacerà!

 

 

 

 

 

 

« “Ciao, Cassie! Amo i tuoi libri, e amo il tuo essere così tanto consapevole delle diversità razziali. La mia domanda è: vedremo degli Shadowhunters afroamericani nel cast principale dei prossimi libri? Inoltre, puoi dirci altro dei Rosales?

Grazie. È davvero gentile, da parte tua, dirmi qualcosa del genere. Stavo leggendo il resoconto sulla Diversità Nei Bestseller YA di Malinda Lo e, pur essendo felice di vedere così tanti libri sugli Shadowhunters nella lista, il suo articolo mi ha resa più consapevole dei modi in cui, quando ho iniziato a scrivere, non ero consapevole della mancanza di diversità nei romanzi YA, e delle mie stesse mancanze nel porre rimedio al problema durante gli scorsi anni. Sto cercando di fare del mio meglio, e lo farò sempre.

C’è una Shadowhunter afroamericana, in City of Heavenly Fire (ovviamente anche Maia è afroamericana, ma non è una Shadowhunter, benché in CoHF abbia una sua storia personale molto importante) – la sua è una piccola parte, ma l’ho introdotta perché la ritroveremo in The Dark Artifices, e lì avrà un ruolo maggiore: è parte del gruppo che vive all’Istituto.

Incontrerete anche il padre di Cristina Mendoza Rosales, in City of Heavely Fire; è il capo dell’Istituto di Città del Messico. Cristina in TDA vive all’Istituto di Los Angeles perché ha appena compiuto diciott’anni e sta facendo ciò che tutti gli Shadowhunters fanno – viaggiare negli altri Istituti, come Gideon fece in TID, per paragonare i vari modo di fare le cose. Non voglio parlare molto di lei perché i personaggi cambiano a mano a mano che scrivo di loro – ho cancellato un intero membro della famiglia Blackthorn (Ariadne) (sì, ho GIÀ UCCISO UN BLACKTHORN E I LIBRI NON SONO NEANCHE INIZIATI) perché non funzionava con la struttura della trama. Quindi Cristina, al momento, ha dei principi ferrei ed è riflessiva; ha un rapporto stretto, e a volte pregno di risentimento, con sua madre e suo padre, che hanno già tracciato la sua vita per lei, mentre lei ha una visione delle cose differente; in più, è due cose che io non sono, calma e sistemata.
No, seriamente, non vedo la mia spazzola da tre giorni. *Si preoccupa* Alcuni suoi aspetti potrebbero cambiare, ma l’ho portata molto in prima linea, e le ho dato più storia e romanticismo. Parlo spagnolo, ma sto cercando di arrivare al punto di parlare lo spagnolo bene come il francese, per Cristina e tutti gli altri personaggi ispanici di TDA.

Un paio di persone mi hanno chiesto, guardando la copertina di The Iron Trial, di che razza fosse Tamara, l’eroina. È mediorientale: nello specifico, è di discendenza iraniana, nata in America. Come molti di voi sapranno, sono nata in Iran e il Farsi è la mia lingua madre, e ho sempre desiderato di scrivere di un personaggio iraniano. Cordelia di TLH ha una madre iraniana, e parla Farsi/Parsi, quindi mi eccita l’idea di rivisitare quella lingua.

Ciao! Mi chiedevo, sei davvero nata in Tehran, Iran? Ti auguro un felice, in salute e prospero Noruz!

Grazie! Sì. Sono nata da genitori americani al Bimaristan Elizabeth (Elizabeth Hospital) di Boulevard Elizabeth, Teheran. Vivevamo nel quartiere di Yousefebad, all’epoca (dietro al Cinema Goldis, il cinema di lingua inglese. Probabilmente è chiuso da un pezzo.) La mia prima parola: شیر  [NdT: dovrebbe significare “latte”. XD Ma ammetto di essermi dovuta affidare a Google Translate]. »

Traduzione: il prologo e il primo capitolo di The Iron Trial!

Come vi abbiamo anticipato ieri nel mostrarvi la cover, USA Today ha condiviso un enorme estratto da The Iron Trial, primo romanzo della serie middle-grade che Cassie sta scrivendo insieme a Holly Black.

 

Prima di lasciarvi alla nostra traduzione del PROLOGO e del PRIMO CAPITOLO del libro (sì, con “estratto” si intendeva questo!), qualche informazione sul progetto. :)

La Magisterium series parla di Callum “Call” Hunt: ogni libro (in totale saranno cinque) tratterà di un diverso anno di vita del ragazzo, partendo dai dodici per finire con i diciassette anni. Il primo romanzo – The Iron Trial, appunto – uscirà il 9 settembre di quest’anno in America; la pubblicazione italiana è prevista entro la fine del 2014.

 

Dal momento che non desideriamo rovinarvi la sorpresa, del libro non diciamo altro; nel caso doveste essere interessati a ulteriori news, potete guardare QUI, QUI o QUI.

 

 

 

IronTrial2

 

 

Prefazione a cura di Cassandra Clare

Sin da quando ci siamo incontrate, dieci anni fa – alla prima signing in assoluto di Holly –, noi due non siamo state solo buone amiche, ma anche compari di critica e collaboratrici. Siamo entrambe cresciute amando il fantasy e, durante la scorsa decade, questo genere ha vissuto il suo rinascimento. Il che significa che i lettori hanno familiarità con i luoghi comuni del fantasy. Quando aprono un romanzo fantasy o vanno a vedere un film di questo genere, si aspettano un eroe prescelto, il cui nobile e solitario destino è sconfiggere il cattivo, qualunque sacrificio personale questo gli richieda.

Volevamo raccontare la storia di personaggio che ha tutti i segni dell’eroe: tragedia e segreto nel suo passato, poteri magici. Volevamo che le persone credessero di sapere che tipo di storia si trovavano davanti. E poi volevamo sorprenderli…

Grazie mille per essere uno dei primi lettori di The Iron Trial, primo romanzo nella Magisterium series.

 

 

Prologo

DA LONTANO, l’uomo che si affannava lungo la facciata bianca del ghiacciaio sarebbe potuto sembrare una formica che struscia lentamente lungo il lato di un piatto. La baraccopoli di La Rinconada era una raccolta di macchie sparpagliate qui e là ben al di sotto di lui; il vento cresceva con l’aumentare dell’altezza, soffiandogli raffiche polverose di neve in viso e congelandogli gli umidi riccioli scuri. Sebbene portasse degli occhiali d’ambra, l’uomo trasalì per la luminosità del riflesso del tramonto.
Comunque, l’uomo continuava a non avere timore di cadere, anche se non stava utilizzando alcuna corda o linea d’assicurazione, ma solo ramponi e una singola piccozza. Il suo nome era Alastair Hunt, ed era un mago. Arrampicandosi, modellava e plasmava il ghiaccio sotto le sue dita. Così, mentre risaliva il ghiacciaio, lungo la facciata comparivano maniglie e appigli per i piedi.
Per quando raggiunse la grotta posta a metà del ghiacciaio, Alastair era per parzialmente congelato e completamente esausto per aver piegato al suo volere il peggiore degli elementi. Utilizzare la sua magia per un lasso di tempo così lungo l’aveva infiacchito, ma non aveva avuto il coraggio di rallentare.
La grotta si aprì come una bocca lungo il fianco della montagna, invisibile sia dall’alto che dal basso. Si tirò sul bordo e prese un profondo respiro irregolare, maledicendosi per non essere arrivato lì prima, per essersi lasciato ingannare. A La Rinconada, le persone avevano visto l’esplosione e si erano chieste a bassa voce cosa significasse, quel fuoco dentro il ghiaccio.
Fuoco dentro il ghiaccio. Doveva trattarsi di un segnale di soccorso… o di un attacco. La caverna era piena di maghi troppo anziati per combattere, o troppo giovani; dei malati e dei feriti, delle madri di bambini troppo piccoli per poter essere lasciati soli – come la moglie e il figlio di Alastair. Erano stati nascosti lì, in uno dei luoghi più remoti sulla Terra.
Master Rufus aveva ribadito più volte che altrimenti sarebbero stati troppo vulnerabili, avrebbero potuto poi creare problemi in seguito, e Alastair si era fidato di lui. Poi, quando il Nemico della Morte non si era presentato sul campo di combattimento per affrontare il campione dei maghi, quella ragazza Makar in cui avevano riposto tutte le loro speranze, Alastair aveva compreso il suo errore. Si era precipitato a La Riconada il più velocemente possibile, volando per la maggior parte del tragitto sulla schiena di un elementale dell’aria. Da lì aveva proceduto a piedi, dal momento che il controllo del Nemico sugli elementali era imprevedibile e forte. Più saliva, più aveva paura.
Fa’ che stiano bene, si disse mentre entrava nella grotta. Per favore, fa’ che stiano bene.
Avrebbe dovuto sentire il suono dei lamenti dei bambini. Il basso brusio delle conversazioni nervose e il ronzio della magia soggiogata. Invece si udiva solo l’ululato del vento che aleggiava sul picco desolato della montagna. Le mura della grotta erano fatte di ghiaccio bianco, screziate di rosso e marrone lì dove era schizzato il sangue e si era diviso in chiazze. Alastair si tolse gli occhiali e li lasciò cadere per terra, spingendosi lungo il corridoio, attingendo ai rimasugli del suo potere per reggersi in piedi.
Le pareti emanavano un inquietante bagliore. Lontano dall’entrata, quella era l’unica luce a cui Alastair poteva affidarsi, il che forse potrebbe spiegare perché inciampò nel primo corpo e quasi cadde sulle ginocchia. Si allontanò con un grido, per poi trasalire quando l’eco tornò da lui. La maga morta era stata bruciata al punto da essere irriconoscibile, ma al polso portava un bracciale di pelle con un grosso pezzo di rame martellato che la identificava come studentessa del secondo anno del Magisterium. Non poteva avere più di tredici anni.
Dovresti esserti abituato alla morte, ormai, disse Alastair a se stesso. Erano in guerra contro il Nemico da una decade che a volte pareva un secolo. All’inizio era parso tutto impossibile – un giovane, per quanto appartenente ai Makaris, che pensava di poter vincere la morte. Ma a mano a mano che il Nemico accresceva il suo potere, e il suo esercito guidato dal Chaos si ingrandiva, la minaccia si era fatta inevitabilmente terribile… e si era conclusa con questo massacro dei più indifesi e innocenti.
Alastair si alzò in piedi e proseguì all’interno della caverna, cercando con disperazione un viso sopra ogni altro. Si aprì la strada attraverso i corpi di anziani Master del Magisterium e del Collegium, di figli di amici e conoscenti, e dei maghi che erano stati feriti nelle precedenti battaglie. Tra loro giacevano anche i cadaveri spezzati dei soldati guidati dal Chaos, i loro occhi vorticanti ormai offuscati per sempre. Anche se i maghi erano stati impreparati, dovevano aver ingaggiato davvero una bella lotta per aver ucciso così tante forze del Nemico. L’orrore bloccò lo stomaco di Alastair e le dita delle mani e dei piedi gli si intorpidirono, mentre barcollava lì in mezzo a tutto… finché non la vide.
Sarah.
La trovò che giaceva sulla schiena, contro una torbida parete di ghiaccio. Aveva gli occhi aperti, fissi sul niente. Le sue iridi erano fosche, e le ciglia si erano attaccate tra loro per il ghiaccio. Mentre si abbassava, Alastair le sfiorò la guancia gelida con le dita. Prese un brusco respiro, il suo singhiozzo che tagliava l’aria.
Ma dov’era il loro bambino? Dov’era Callum?
Sarah stringeva un pugnale nella mano destra. Era stata eccellente nell’arte di plasmare i materiali che venivano evocati dalle profondità del suolo. Il pugnale l’aveva costruito da sé durante il loro ultimo anno al Magisterium. Quella lama aveva un nome: Semiramis. Alastair sapeva quanto Sarah aveva tenuto a quel pugnale. Se devo morire, voglio che succeda mentre stringo la mia arma in pugno, gli aveva sempre ripetuto. Ma Alastair aveva desiderato che lei non dovesse morire mai.
Le sue dita le accarezzarono la guancia fredda.
Sentì un pianto che lo spinse a voltarsi. In quella caverna così piena di morte e silenzio, un pianto.
Un bambino.
Si voltò, cercando freneticamente la fonte di quel flebile lamento. Sembrava giungere da un punto vicino all’ingresso della grotta. Alastair ripercorse rapidamente la strada da cui era venuto, inciampando nei corpi; alcuni erano rigidi come statue – finché, improvvisamente, un altro volto familiare lo fissò dalla carneficina.
Declan. Il fratello di Sarah, ferito nell’ultimo scontro. Sembrava essere stato soffocato a morte da un uso particolarmente crudele delle magia dell’aria; aveva il volto blu, gli occhi ruotati e pieni di vasi sanguigni rotti. Una delle sue braccia era piegata di lato, e proprio lì sotto, protetto dal pavimento della caverna ghiacciata da una coperta intrecciata, stava il figlio di Alastair. Mentre lui lo guardava con stupore, il neonato aprì la bocca e lanciò un altro mugolio sottile.
Come in stato di trance, tremando per il sollievo, Alastair si chinò e prese in braccio il suo bambino. Il piccolo guardò verso di lui con i suoi grandi occhi grigi e spalancò le labbra per urlare di nuovo. Mentre la coperta gli cadeva di dosso, Alastair riuscì a vedere il perché. La gamba sinistra del neonato era piegata in maniera terribile, simile al ramo spezzato di un albero.
Alastair provò a richiamare a sé tutta la magia della terra che poteva per guarire il bambino, ma ebbe appena la forza sufficiente per togliergli un po’ di dolore. Col cuore che batteva forte, avvolse nuovamente suo figlio nella coperta il più stretto possibile e tornò nel punto della grotta in cui giaceva Sarah. Tenendo il bambino come se lei potesse guardarlo, si inginocchiò accanto al suo corpo.
“Sarah,” sussurrò con le lacrime che gli bloccavano la gola. “Gli racconterò di come sei morta per proteggerlo. Lo crescerò ricordandogli quanto eri coraggiosa.”
Gli occhi di lei lo fissarono, vuoti e pallidi. Alastair si strinse maggiormente il figlio al fianco, poi si allungò per prendere Semiramis dalle mani della donna. Mentre lo faceva, vide che il ghiaccio vicino alla lama era marchiato in maniera strana, come se Sarah, morendo, ci avesse affondato le unghie dentro. Ma i marchi erano troppo studiati perché fosse così. Avvicinandosi, si rese conto che quei segni erano parole – parole che sua moglie aveva inciso nella grotta gelata con il suo ultimo residuo di forza.
Mentre le leggeva, ad Alastair parve di ricevere tre duri colpi allo stomaco.
UCCIDI IL BAMBINO

 

 

 

Primo Capitolo

CALLUM HUNT ERA una leggenda, nella sua piccola cittadina della Carolina del Nord, e non per buone ragioni. Famoso per rispondere ai supplenti con osservazioni sarcastiche, era anche specializzato nell’infastidire i presidi, gli addetti alla sorveglianza dei corridoi e le signore del pranzo. Persino il consulente, che si era sempre detto intenzionato ad aiutarlo (la madre di quel povero bambino era morta, dopotutto), l’aveva liquidato con la speranza di non doverlo mai più rivedere nel suo ufficio. Non c’era niente di più imbarazzante di non saper che risposta elegante dare a un dodicenne arrabbiato.
Il perenne cipiglio, i disordinati capelli neri e i sospettosi occhi grigi di Call erano ben conosciuti nel suo quartiere. Gli piaceva fare skateboard, anche se c’era voluto un po’ perché imparasse; parecchie auto portavano ancora delle ammaccature causate dai suoi primi tentativi. Lo si vedeva spesso appostato fuori dalle vetrine del negozio di fumetti, della sala giochi e del negozio di videogame. Persino il sindaco lo conosceva. Sarebbe stato difficile dimenticarlo dopo che, il giorno della May Day Parade, aveva furtivamente scavalcato il commesso del negozio di animali e preso una talpa senza pelo destinata a sfamare un boa constrictor. Poi però si era sentito dispiaciuto per quella creatura cieca e rugosa che non sembrava capace di badare a se stessa – e, in nome dell’equità, aveva deciso di liberare anche quello che sarebbe dovuto essere il successivo pasto sul menù del serpente, i topolini bianchi.
Mai però si era aspettato che i topi sarebbero corsi sotto ai piedi dei partecipanti alla parata; ma, dopotutto, i topi non sono molto intelligenti. Non si era neanche aspettato che gli spettatori sarebbero scappati per paura dei topi; ma del resto neanche le persone sono troppo intelligenti, come gli aveva poi spiegato il padre dopo che tutto quel disastro era terminato. Non era stata colpa di Call se la sfilata era stata rovinata, ma tutti – specialmente il sindaco – si comportavano come se fosse così. E come se non bastasse, suo padre l’aveva costretto a restituire la talpa senza pelo.
Il padre di Call non approvava il furto.
Per quanto lo riguardava, era un male quasi grande quanto la magia.

Callum si agitava sulla sedia rigida davanti all’ufficio del preside, chiedendosi se il giorno dopo sarebbe tornato a scuola e, in caso contrario, se qualcuno avrebbe sentito la sua mancanza. Ripensò ancora e ancora a come si supponeva che dovesse rovinare il test del mago – idealmente, nella maniera più spettacolare possibile. Suo padre gli aveva elencato più volte tutte le opzioni possibili per fallire: svuota del tutto la tua mente. O concentrati su qualcosa che è il contrario di ciò che desiderano quei mostri. O focalizzati sul test di un’altra persona anziché sul tuo. Call si strofinò la gamba, che quella mattina, durante le lezioni, era stata rigida e dolorante; a volte faceva così. Più alto diventava, più sembrava dolergli. Almeno sarebbe stato semplice fallire nella parte fisica del test del mago – qualsiasi cosa fosse.
Poteva sentire, proprio in fondo al corridoio, gli altri bambini in palestra, le loro scarpe da ginnastica che squittivano contro il legno lucido del pavimento, il loro tono che si alzava mentre si gridavano insulti a vicenda. Pensò tra sé che avrebbe voluto poter giocare almeno una volta. Forse non era il più rapido tra i bambini, o abile a restare in equilibrio, ma era pieno di energia irrequieta. Era stato esentato dal fare educazione fisica per via della sua gamba; persino alle elementari, ogni volta che aveva cercato di correre o saltare o arrampicarsi durante l’intervallo era sempre arrivato uno dei supervisori per ricordargli che doveva rallentare o si sarebbe fatto male. Se avesse continuato in quel modo, l’avrebbero obbligato a rientrare nell’edificio.
Come se un paio di lividi fossero la cosa più terribile che potrebbe succedere a qualcuno. Come se la sua gamba potesse peggiorare.
Call sospirò e guardò fuori dalle porte di vetro della scuola, lì dove sarebbe presto comparso suo padre. Possedeva quel genere di auto che non puoi non vedere, una Rolls-Royce Phantom del 1937 color argento brillante. Nessun’altro aveva niente del genere, in città. Il papà di Call possedeva un negozio di antiquariato a Main Street chiamato Now and Again; non c’era niente che gli piacesse più di prendere vecchie cose rotte e farle sembrare nuove e splendenti. Per far funzionare la vettura, doveva armeggiare coi fili quasi ogni weekend. E chiedeva continuamente a Call di lavarla e di metterci qualche genere di strana cera vecchia per auto, così da non farla arrugginire.
La Rolls-Royce funzionata alla perfezione… a differenza di Call. Si guardò le scarpe da ginnastica mentre picchiettava i piedi contro il pavimento. Quando indossava i jeans, come in quel momento, era difficile notare che la sua gamba aveva qualche problema; ma la cosa diventava palese nell’esatto istante in cui lo si vedeva alzarsi e camminare. Aveva subito interventi su interventi sin dall’infanzia, e ogni genere di terapia fisica, ma niente aveva aiutato per davvero. Camminava ancora zoppicando, come se stesse cercando di incedere su una barca che oscilla di qua e di là.
Quando era più piccolo a volte aveva fatto finta di essere un pirata, o persino un marinaio coraggioso con una gamba di legno, che si lasciava sprofondare insieme alla sua barca dopo una lunga lotta coi cannoni. Aveva giocato ai pirati e ai ninja, ai cowboy e agli esploratori alieni.
Ma nessuno di quei giochi aveva mai coinvolto la magia.
Mai.
Sentì il rombo di un motore e cominciò ad alzarsi – per poi tornarsene a sedere sulla panchina, irritato. Non era l’auto di suo padre; si trattava solo di una banale Toyota rossa. Un attimo più tardi Kylie Myles, una studentessa del suo anno, lo superò di corsa, accompagnata da un’insegnante.
“Buona fortuna con i tuoi provini di balletto,” le disse la signorina Kemal prima di voltarsi per tornare in classe.
“Giusto, grazie,” rispose Kylie; poi osservò Call in maniera strana, come se lo stesse valutando. Kylie non guardava mai Call. Quello era uno dei suoi caratteri distintivi, insieme ai capelli biondo brillante e lo zainetto con gli unicorni. Quando erano in corridoio insieme, lo sguardo di Kylie oltrepassava Call come se lui fosse invisibile.
Con un cenno di saluto persino più strano e sorprendente, la ragazza se ne andò verso la Toyota. Call riusciva a vedere i genitori di Kylie; erano seduti davanti, e avevano l’aria ansiosa.
Non poteva stare andando anche lei dove doveva andare lui, vero? Non poteva star andando alla Prova del Ferro. Ma se invece era così…
Call si alzò in piedi. Se ci stava andando per davvero, qualcuno doveva avvertirla.
Molti ragazzi credono che riguardi l’essere speciali, gli aveva detto suo padre con evidente disgusto. E lo pensano anche i loro genitori. Specialmente nelle famiglie dove le abilità magiche risalgono a numerose generazioni precedenti. E alcune famiglie dove la magia si stava estinguendo vedono la nascita di un bambino magico come una speranza per tornare al potere. Ma è il bambino senza genitori magici quello per cui dovresti provare più compassione. Sono loro quelli che pensano che sarà come in un film.
Ma non è affatto come in un film
.
Proprio in quel momento il papà di Call si accostò al marciapiede della scuola con uno stridio di freni, di fatto impedendogli di vedere Kylie. Call zoppicò verso la porta e poi uscì fuori, ma per quando riuscì ad arrivare alla Rolls-Royce, la Toyota dei Myles stava già svoltando l’angolo, lontano dalla sua vista.
Questo era tutto l’avvertimento che le aveva dato.
“Call.” Suo padre era uscito dall’auto e stava poggiato contro la portiera dal lato del passeggero. Il suo ciuffo di capelli neri – gli stessi aggrovigliati capelli scuri che aveva anche Call – si stava ingrigendo nei lati e, benché facesse caldo, indossava una giacca di tweed con delle toppe di pelle all’altezza dei gomiti. A Call capitava spesso di pensare che suo padre assomigliava allo Sherlock Holmes dei vecchi spettacoli della BBC; a volte le persone restavano sorprese scoprendo che non parlava con accento inglese. “Sei pronto?”
Call fece spallucce. Come potresti mai essere pronto per qualcosa che potenzialmente potrebbe rovinare la tua intera vita, se dovessi fare qualcosa di sbagliato?  O di corretto, in quel caso. “Penso di sì.”
Suo padre aprì la portiera. “Bene. Sali in macchina.”
L’interno dell’auto era immacolato quanto l’esterno. Call restò sorpreso nel trovare il suo vecchio paio di stampelle gettato sui sedili posteriori. Non le usava da anni, da quando era caduto da una struttura per arrampicarsi e si era storto una caviglia – la caviglia della sua gamba buona. Mentre suo padre entrava in auto e avviava il motore, Call indicò le stampelle e chiese, “Perché sono qui?”
“Peggiore sarà il tuo aspetto, più possibilità ci saranno che ti respingano,” rispose suo padre, cupo, guardando dietro di sé mentre usciva fuori dal parcheggio.
“Non è barare?” obiettò Call.
“Call, le persone barano per vincere. Non puoi barare per perdere.”
Call roteò gli occhi, lasciando che suo padre credesse ciò che preferiva. L’unica sua certezza era che non avrebbe utilizzato quelle stampelle, se non ne avesse avuto bisogno. Non voleva litigare per questo, però, non quel giorno, non quando suo padre aveva già bruciato un toast – cosa per niente da lui –, a colazione, ed era scattato contro Call quando lui si era lamentato di dover andare a scuola solo per essere portato via di lì qualche ora più tardi.
In quel momento suo padre stava accovacciato sul volante, la mascella serrata e le dita della mano destra strette con forza intorno alla leva del cambio, variando le marce con inefficace violenza.
Call provò a concentrare il suo sguardo sugli alberi fuori dal finestrino, sulle loro foglie che stavano appena cominciando a ingiallirsi, e cercò di ricordare tutto ciò che sapeva sul Magisterium. La prima volta che suo padre aveva detto qualcosa riguardo i Master e il modo in cui sceglievano gli apprendisti, aveva fatto sedere Call su una delle grosse sedie in pelle del suo studio. Call aveva avuto un gomito fasciato e il labbro rotto per colpa di una lotta a scuola, quel giorno, quindi non era dell’umore giusto per ascoltare il genitore. Ma l’espressione di suo padre era stata così seria che Call aveva avuto paura. E anche il tono di suo padre era stato serio, come se stesse per dire a Call che aveva una terribile malattia. Era venuto fuori che la malattia in questione era del potenziale magico.
Call si era schiacciato contro la sedia, mentre suo padre parlava. Era abituato a venir preso di mira; gli altri bambini tendevano a pensare che la sua gamba lo rendesse un bersaglio facile. Di solito era in grado di convincerli del contrario. Quella volta, però, un gruppo di ragazzi più grandi l’aveva messo alle strette nei pressi della tettoia che stava vicino alla struttura per arrampicate per bambini mentre tornava a casa da scuola. L’avevano spinto qui e là e insultato nei soliti modi. L’esperienza aveva insegnato a Callum che la maggior parte delle persone si tirava indietro, quando lui cercava di attaccarli, quindi aveva tentato di colpire il tizio più alto. Quello era stato il suo primo errore. In breve l’avevano buttato a terra, con uno che gli stava seduto sulle ginocchia mentre un altro lo prendeva a pugni in vita, cercando di costringerlo a scusarsi e ammettere di essere un pagliaccio sfigato.
“Scusatemi se sono così meraviglioso, perdenti,” aveva detto invece Call proprio prima di svenire.
Doveva essere rimasto in stato d’incoscienza per un minuto, perché quando aveva riaperto gli occhi aveva visto solo le sagome distanti dei ragazzi mentre si allontanavano. Stavano scappando. Call non era riuscito a credere che la sua replica avesse funzionato così bene.
“Giusto,” aveva detto, sedendosi. “Fareste meglio a scappare!”
A quel punto si era guardato intorno e aveva notato che nel calcestruzzo del parco giochi si era aperta una crepa. Una lunga fessura che correva dalle altalene fino al muro del capannone, dividendo la piccola costruzione a metà.
Call era proprio nel centro di quello che pareva essere stato un piccolo terremoto.
Gli era sembrata la cosa più entusiasmante mai successa. Suo padre non si era detto d’accordo.
“La magia scorre nella nostra famiglia,” gli aveva detto. “Benché non per forza debbano averla tutti, pare che tu ce l’abbia. Sfortunatamente. Mi dispiace, Call.”
“Quindi il terreno diviso in due – l’avrei fatto io?” Call si era sentito diviso a metà tra una gioia vertiginosa e un orrore estremo, ma alla fine aveva avuto la meglio la felicità. Gli riusciva di sentire gli angoli della sua bocca sollevarsi, così aveva tentato di bloccarli. “È questo quel che fanno i maghi?”
“I maghi attingono la loro forza dagli elementi – la terra, l’aria, l’acqua, il fuoco e persino il vuoto, ovvero la magia più potente e terribile di tutti, quella del chaos. Possono usare la magia per varie cose, incluso il dividere a metà la terra come hai fatto tu.” Suo padre aveva annuito tra sé. “All’inizio, quando la magia si presenta per la prima volta, è davvero intensa. Potere puro… ma l’equilibrio è ciò che tempra l’abilità magica. I giovani maghi hanno poco controllo. Ma, Call, tu devi combatterla. E non dovrai mai più utilizzare la tua magia. Se lo farai, i maghi ti poteranno nei loro tunnel.”
“È lì che si trova la loro scuola? Il Magisterium è sotto terra?” aveva domandato Call.
“Sepolto sotto terra, lì dove nessuno potrà trovarlo,” era stata la cupa risposta di suo padre. “Non c’è luce, in quel posto. Né finestre. È un labirinto. Potresti perderti nelle caverne e morire e nessuno lo saprebbe mai.”
Call si era leccato le labbra improvvisamente asciutte. “Ma tu sei un mago, non è vero?”
“Non uso la magia dal giorno in cui tua madre è morta. Non la userò mai più.”
“E mamma è andata lì? Nei tunnel? Per davvero?” Call era euforico all’idea di sentir raccontare qualcosa su sua madre. Di lei non aveva un granché. Qualche foto ingiallita in un vecchio album che mostrava una donna graziosa con i capelli color dell’inchiostro di Call e occhi di un colore che Call non riusciva a riconoscere. Sapeva bene di non poter fare domande su di lei a suo padre. Non gli parlava della madre, sempre che non fosse strettamente necessario.
“Sì,” gli aveva risposto il padre. “Ed è per colpa della magia che è morta. Quando i maghi sono in guerra, ovvero spesso, non si interessano alle persone che muoiono per colpa loro. Ed è questa la ragione per cui dovresti cercare di non attirare la loro attenzione.”
Quella notte Call si era svegliato urlando, convinto di essere stato seppellito sotto terra, il terreno accumulato su di lui come se fosse stato sepolto vivo. Poteva agitarsi quanto voleva: non gli riusciva comunque di respirare. Nel sogno successivo Call si era ritrovato a scappare via da un mostro fatto di fumo; nei suoi occhi si agitavano mille colori diversi, malvagi… solo che a Call non riusciva di correre abbastanza veloce per colpa della sua gamba. Nei sogni, l’ombra si trascinava dietro di lui come un qualcosa di morto, aspettando di vederlo crollare, tenendogli il suo mostruoso respiro caldo sul collo.
Gli altri bambini nella classe di Call avevano paura del buio, dei mostri sotto al letto, degli zombie o di assassini con grosse asce. Call aveva paura dei maghi, e ancor di più dell’essere uno di loro.
Adesso stava per incontrarli. Quei maghi che erano la ragione per cui sua madre era morta e suo padre rideva raramente e non aveva amici, e sedeva nel laboratorio che aveva realizzato in garage a sistemare mobili e auto e gioielli. Call non pensava ci fosse bisogno di un genio per capire perché suo padre fosse ossessionato dal voler rimettere le cose rotte insieme.
Superarono rapidamente un segnale che dava loro il benvenuto in Virginia. Ogni cosa sembrava la stessa. Call non aveva saputo cosa aspettarsi, ma gli era capitato di rado di lasciare la Carolina del Nord. Le loro gite oltre Asheville erano infrequenti; andavano soprattutto a incontri in cui ci si scambiava parti di auto e fiere dell’antiquariato, dove Call girovagava tra cumuli di argenteria lucidata, collezioni di carte di baseball in bustine di plastica e vecchie e strane teste di bue tibetano imbalsamate mentre suo padre contrattava per qualche roba noiosa.
A Call venne in mente che non avrebbe mai più dovuto partecipare a uno di quegli incontri, se avesse deciso di non mandare il test all’aria. Gli si contrasse lo stomaco, e un brivido freddo gli scosse le ossa. Si obbligò a pensare al piano che gli aveva insegnato suo padre: svuota del tutto la tua mente. O concentrati su qualcosa che è il contrario di ciò che desiderano quei mostri. O focalizzati sul test di un’altra persona anziché sul tuo.
Espirò. Il nervosismo di suo padre lo stava contagiando. Sarebbe andato tutto bene. Rovinare il test era semplice.
La loro macchina lasciò oscillando l’autostrada e si infilò in una stradina stretta. Lì l’unico cartello che c’era aveva il simbolo di un aereo e in basso la scritta: ‘AERODROMO CHIUSO PER RISTRUTTURAZIONE’.
“Dove stiamo andando?” chiese Call. “Voleremo da qualche parte?”
“Speriamo di no,” mormorò suo padre. L’asfalto era bruscamente finito, trasformandosi in una strada sterrata. Mentre sobbalzavano per il paio di metri successivo, Call afferrò lo stipite della portiera, cercando di non saltare fino al soffitto dell’auto e battere la testa contro il tetto. Le Rolls-Royce non erano fatte per strade del genere.
Tutt’a un tratto la corsia si allargò e gli alberi si separarono. Adesso la Rolls era nel mezzo di un grosso spiazzo. Nel mezzo stava un hangar enorme fatto di acciaio ondulato. C’erano un centinaio di auto – dal pick-up alla berlina, fino ad arrivare a cose stravaganti come il Phantom e macchine molto più recenti – parcheggiate lì vicino. Call vide i genitori con i loro figli, tutti all’incirca della sua età, affrettarsi verso l’hangar.
“Penso che siamo in ritardo,” disse.
“Bene.” Suo padre suonò cupamente soddisfatto. Fermò l’auto e saltò fuori, facendo cenno a Call di seguirlo. Call era felice che suo padre avesse dimenticavo, o così pareva, le stampelle. La giornata era calda, e il sole gli batteva forte sul retro della maglietta grigia. Mentre attraversavano lo spiazzo e si infilavano in quel grande spazio aperto e nero che era l’ingresso dell’hangar, Call si strofinò i palmi sudati contro i jeans.
All’interno era tutto folle. Bambini tutt’intorno, le loro voci che echeggiavano nel vasto spazio. Lungo una parete metallica erano state sistemate delle tribune; benché potessero contenere più gente di quella effettivamente presente nell’hangar, era poca cosa rispetto all’immensità della stanza. Del nastro azzurro segnava delle X e dei cerchi attraverso il pavimento.
Dall’altra parte del capannone, di fronte alle porte che in passato erano servite per far uscire gli aerei sulle piste, stavano i maghi.

Traduzione della chat su Twitter di ieri!

Dal momento, Shadowhunters, che i primi due capitoli di The Iron Trial ho deciso di postarli tradotti oggi pomeriggio, ho pensato che nel frattempo vi avrebbe fatto piacere ricevere tanto materiale su cui riflettere. (E, credetemi, è davvero tanto!)
Si tratta delle risposte che ieri – in occasione dell’uscita della copertina di The Iron Trial – Cassie ha dato su Twitter. :) Oltre a domande su Magisterium, la Clare ha risposto anche a PARECCHIE curiosità su TMI/TID/TDA/TLH e sui suoi gusti in generale.

 

Qui di seguito trovate tutto il materiale tradotto da noi (e, per favore: nel caso doveste prelevare, creditate)!

 

 

 

 

 

 

 

Su The Iron Trial:

« “Chi è la ragazza sulla copertina? Tamara?” Sì, è Tamara. »

« “Ho 15 anni e non vedo l’ora di leggerlo – perché è segnalato come un romanzo per ragazzi tra gli 8 e i 12 anni?” È così anche per Harry Potter. :) Ognuno può leggere ciò che desidera. »

« “C’è un motivo se Callum non è al centro della copertina? Voglio dire, dal momento che è il protagonista e via dicendo.” Oh, sì, c’è una ragione. »

« “AMO l’estratto! ‘Call’ si pronuncia Cal/Pal, o forse alla ‘Call me maybe’? #mentiindagatrici Cal-um o Column?” ‘Call-um’ fa rima con… ‘Sal’. »

« “Quella è la copertina internazionale, o solo quella americana? Btw, è adorabile. x” È la copertina americana. »

« “Quando esce The Iron Trial?” Il 9 settembre. »

« “Magisterium sarà composto da 5 libri?” Sì, saranno cinque. »

« “Ho visto la copertina di The Iron Trial, la amo! Chi sono i due ragazzi?” Aaron è quello al centro della cover. Call è a sinistra. »

« “Cosa potete dirci, [Cassie e Holly], su Aaron?” Aaron, Call e Tamara appartengono allo stesso ‘gruppo di apprendisti’ al Magisterium. »

« “Magisterium è sugli Shadowhunters?” No. »

« “Ci saranno dei bonus nella prima edizione di The Iron Trial? x” Non lo sappiamo ancora.”

« “Ci sarà un’amicizia forte tra Call, Aaron e Tamara?” Delle relazioni complicate ma forti. »

« “In futuro vedremo delle relazioni amorose, in Magisterium?” Beh, passano dai 12 ai 17 anni. »

« “Che ci dici dei poteri? Ogni mago controlla il potere di un differente elemento?” La maggior parte lavora con tutti gli elementi. »

Ragazza su Twitter: « Aaron è il fratello perduto di Jack Frost? »
Holly Black: « Gli somiglia un po’, vero? Con i capelli meno bianchi e più biondi, ma vedo la somiglianza. »
Cassie: « L’avevo detto che Aaron è figo. »

Ragazza su Twitter: « “Voi signore avete un personaggio preferito, in Magisterium?”
Holly Black: « Il mio preferito (e probabilmente anche il preferito di Cassie) è Callum. È per questo che è il protagonista. »
Cassie: « Sì. Call è il mio preferito. »
Cassie: « Anche Havoc, probabilmente. »

« “Ho appena letto l’estratto da The Iron Trial! È eccezionale! Non vedo l’ora di leggere il libro! **” Yay! »

« “Trovate semplice essere d’accordo sulle cose? Tipo i personaggi?” Parecchio facile. Nessun litigio. »

« “Quando pubblicherai la versione HQ della copertina sul tuo Tumblr? Muoio dalla voglia di leggere questo libro. E mi sono già appassionata alla serie. Ti adoro!” Spero che io e Holly potremo pubblicare la cover completa di Magisterium, nelle prossime settimane, perché è meravigliosa. Amo il retro. »

« “L’antagonista di The Iron Trial è figo quanto i Morgenstern?” Potrebbe essere il mio antagonista tra quelli creati da me. (E Holly.) »

« “Ho letto l’estratto alla mia bambina di sei-quasi-sette-anni e mi ha risposto: ‘Wow, possiamo comprarlo per il mio compleanno?’” AWWW! »

« “Dagli 8 ai 12 anni? E noi bambini trentaduenni? Meravigliosa copertina!” In realtà siamo tutti bambini. »

« “Sei eccitata per The Iron Trial? Perché io sì!” MOLTO. »

« “Tamara è bianca o nera? #Magisterium” Tamara è mediorientale. »

« “Amo il fatto che Tamara sia mediorientale. Sarebbe un problema dirci da che regione/nazione viene nello specifico?” È iraniana, e musulmana. »

« “Oddio, Tamara è musulmana? Non vedo l’ora di leggere di lei! Puoi dirci com’è il suo personaggio?” Tamara è molto maliziosa, ma ha un buon cuore. Holly dice che somiglia a Han Solo. »

« “Callum è biondo o castano?” Ha i capelli neri. »

« “Call ha sempre preso le parole di suo padre sulla magia così seriamente?” Perché pensi che suo padre fosse della parte del torto? :) »

 

Su The Shadowhunter Chronicles:

« “Nella tua prossima trilogia ci saranno dei gemelli?” Sì. »

« “Ci sarà qualche signing per CoHF in Irlanda, a maggio?” Molto probabilmente a giugno. »

« “Cassie… hai scritto le Bane Chronicles, vero?” Le ho scritte in collaborazione con Sarah Rees Brennan e Maureen Johnson. »

« “CHI MORIRÀ IN COHF? :‘(” Hai mai funzionato con qualcuno? :) »
Una ragazza ha risposto: « Non ce lo dirà; la volta che ci è arrivata più vicino è quando ha detto che non erano personaggi ‘principali’. »
Cassie: « Ho detto che non erano tutti personaggi principali. »

« “Ci saranno delle signing in Inghilterra?” Tra una settimana mi trasferirò a Londra per cinque mesi. È più probabile che faccia lì delle signing che in America. »

« “The Last Hours uscirà, beh… in e-book o cartaceo?” Cartaceo. Viviamo ancora in un mondo di carta. »

« “Gira voce che Mark potrebbe essere l’antagonista, in TDA… è vero?” Chi può dirlo? »

« “Hai creato Jem o ti sei ispirata a una persona?” Tutte e due le cose. Sono stata ispirata da Keats, ma ho anche creato Jem. Non c’è creazione senza ispirazione. Non si può lavorare nel vuoto assoluto. »

« “Andrai in Inghilterra per qualcosa legato ai tuoi progetti?” Ricerche per The Last Hours. »

« “Posso dirti che ‘ti odio’ perché mi hai preso a calci il cuore alla fine di Clockwork Princess?” Certo. »

« “Le tue ricerche per TLH potrebbero comportare una gita in Scozia, per caso? :)” Potrebbero! »

« “Ci sarà un solo libro, per le Bane Chronicles, o tanti libri quante sono le storie?” La versione cartacea delle Cronache di Magnus Bane conterrà tutti i racconti insieme con qualche extra, e uscirà a novembre. »

« “Ehi, Cassie! Sai che città visiterai, in Brasile?” San Paulo e Rio. »

« “Quindi vuoi dire che non ci saranno altre Babe Chronicles?” Hai detto ‘Babe Chronicles’ di proposito? :) »

« “Per favore, dimmi qualsiasi cosa tu voglia sulla MALEC e Jace, per favore, per favore!” Presto uscirà il libro e saprai tutto! »

« “TDA verrà pubblicato alternandolo con TLH così come TMI veniva alternato con TID? Di’ di sì, Cassie, per favore!” Sì. »

« “Jace cambierà di nuovo il suo cognome?” Sì, in Lewis, in modo da essere più intimo con Simon. »

« “È vero che William Herondale sarà il figlio di Jace e Clary?” ? »

« “A chi è venuta l’idea di Bach Shadowhunter? Di tutte le cose, questa è quella che voglio sapere davvero.” Harald. »

« “Ciao, Cassie! Scusa se ti disturbo, ma mi chiedevo: conosci qualche sito che potrebbe ancora avere delle copie edizione speciale di CoHF, del momento che vorrei prenderne una e mia madre ha appena deciso che posso? Grazie.” Intendi la prima edizione? Tutto ciò che puoi fare è preordinare. Molto probabilmente ne riceverai una. »

Una ragazza su Twitter: « Will Herondale è stato solo un giocattolo, per Tessa, finché Jem non è tornato? È questo che ho pensato dopo aver leggo quell’epilogo che spezza il cuore. »
Cassie: « Quindi avrebbe dovuto suicidarsi, quando Will è morto di vecchiaia dopo che erano stati sposati per quarant’anni e avevano avuto dei bambini? »
La ragazza: « Forse con un’altra persona? O forse sono solo io che non riesco a capire la tristezza dell’immortalità – grazie per la tua risposta! :) »
Cassie: « Will non l’avrebbe voluta con nessun’altro. Gli si sarebbe spezzato il cuore perché non si trattava di Jem! »

« “In Città di Cenere, mentre l’Inquisitrice moriva, ha sussurrato qualcosa a Jace. Cosa?” ‘Tuo padre sarebbe orgoglioso’. »

Varie (specialmente su Teen Wolf – attenzione agli spoiler!):

[TEEN WOLF] « “Hai visto tutti gli episodi di Teen Wolf? Che ne pensi della terza stagione?” Mi è piaciuta. Delle cose mi hanno lasciata confusa/perplessa. »

[TEEN WOLF] « “Domanda: shippi Stiles e Lydia? ;) xx” Sì. Li shippo. »

[SHERLOCK] « “Qual è il tuo Sherlock preferito: Benedict C-batch o Robert Downey?” Robert non mi perdonerebbe mai se votassi per Benedict. »

[TEEN WOLF] « “Shippi Stiles e Derek?” No, non è il mio genere. Forse Stiles/Scott o Stiles/Danny. »

[SHERLOCK] « “E che ci dici di Stiles e Malia? Stiles e Derek? Voglio dire, Stydia è OTP, giusto?” Le guerre tra ship mi terrorizzano. Le strutture narrative indicano che Stiles e Lydia finiranno insieme. Questo è ciò che penso io. »

[SHERLOCK] « “Come pensi che abbia fatto Moriarty a sopravvivere? Qualche teoria?” Non penso sia Moriarty, penso sia suo fratello gemello. »

[COLPA DELLE STELLE] « “Hai mai letto The Fault In Our Stars?” Certo. A dire il vero, possiedo una prima edizione NON AUTOGRAFATA. :P @realjohngreen »

« “I tuoi libri sono i migliori. Mi fanno sentire meno sola. Grazie. :)” Aw! »

[TEEN WOLF] « “Che ne pensi di Aiden e Ethan?” Non mi piacciono. Hanno ucciso Boyd. Penso ci siano delle cose da cui i personaggi non possono essere riscattati. »

[SHERLOCK] « “La teoria [del gemello] è interessante…” Moriarty ha un fratello, nel canone, col suo stesso nome. »

« “Hai mai pensato di scrivere qualcosa che non sia uno YA?” Magisterium è un middle-grade. »

[SHERLOCK] « “Hai mai letto un libro su Sherlock Holmes, o hai solo guardato la serie?” MI SENTO CONTESTATA. Amo quei libri. :) »

[STEPHEN KING] « “Hai mai letto un libro di Stephen King?” Li ho letti tutti. »

[IL NOME DEL VENTO] « “Hai mai letto Il nome del vento di Patrick Rothfuss?” Sì, e lui ha letto i miei libri. Lo amo la lontano. »

[TEEN WOLF] « “VEDI TEEN WOLF?” Vedo la gente morta! E anche Teen Wolf. Ho visto il finale lunedì. »

[TEEN WOLF] « “Hai visto il finale di Teen Wolf? Che ne pensi?” Mi è piaciuto. Danny domina. »

[TEEN WOLF] « “CHI SHIPPI IN TW O PENSI AFFONDERÀ?” Shippavo Scallison e Scisaac, oh, beh. Stydia, Stanny. Non mi importa granché, se devo essere onesta. »

[TEEN WOLF] « “PERCHÉ NON SCILES?” Certo che sì, Skittles. Si amano. »

[TEEN WOLF] « “Non shippi Sterek?” Shippo Derek con Vincere Finalmente Una Lotta. »

[TEEN WOLF] « “Guarderai la quarta stagione di Teen Wolf?” Penso che in quel periodo sarò in Inghilterra, quindi probabilmente la vedrò una volta tornata a casa. »

[TEEN WOLF] « “E qual è la tua ship preferita? Dethan, Scallison o Stydia?” Non shippo granché. Mi starà bene in qualsiasi modo andrà. Spero che Danny si trovi un fidanzato carino. E spero che Derek si trovi un terapista. »

[TEEN WOLF] « “La scena Scallison che hai preferito nella prima stagione?” Quando vanno a pattinare sul ghiaccio. »

[TEEN WOLF] « “Ti mancheranno Aiden ed Ethan?” No. »

[TEEN WOLF] « “Cassie! Che ne pensi della Sterek?” Non sapevo fosse una cosa così importante! Sarah Rees Brennan me l’ha dovuto spiegare. »

« “Sono scioccata, sono ebrea ed ero in classe di religione e ho chiesto di Lilith e dei Nephilim e oh, mio Dio, tu come le sai, quelle cose?” Sono ebrea anch’io. »

Lauren DeStefano [autrice di Il Giardino degli Eterni. Dolce Veleno]: « Se hai letto e amato i miei libri dovresti passare a dire qualcosa di carino a Beth Revis [autrice di Across the Universe], perché mi aiuta magicamente ogni volta che mi inceppo su una scena. »
Cassie: « Salve, signore sexy. »
Lauren DeStefano: « Salve, mia amica famosa. Come va il libro co-scritto? »
Cassie: « Abbiamo discusso su delle immagini di lucertole. Holly ha trovato le mie preferenze riguardo le lucertole ‘troppo tipiche’. »
Lauren DeStefano: « La scorsa notte ho sognato di rubare una tartaruga. Non so. Potrebbe aiutare? »
Beth Revis: « Sono parecchio preoccupata per le preferenze non tipiche… »

Melissa Marr [autrice di Wicked Lovely]: « Avere tutti visto la copertina del libro middle-grade di Holly Black e Cassandra Clare? »
Cassie: « Grazie, tesoro! »

[THE MARBURY LENS] « “Hai letto ‘The Marbury Lens’? È un libro fantastico!” Sì. »

[HARRY POTTER] « “Cos’hai pensato della morte di Remus Lupin?” :( »

[TEEN WOLF – PARECCHIO SPOILER!] « “Cos’hai pensato della morte di Allison? #RIPAllisonArgent” Mi ha rattristata – ho già risposto un paio di volte a questa domanda, ma non voglio retweettare per non fare spoiler. »

[PERCY JACKSON] « “Cassie, hai mai letto Percy Jackson?” Sì. »

[GLEE] « “Hai mai visto Glee? Se sì, chi è il tuo personaggio preferito? :) x5” Mai visto. »

[TEEN WOLF] « “Sì! Amo questa coppia futura [la Stydia], ma adoro anche Malia!” Mi interessa vedere cosa succederà con Malia. »

[TEEN WOLF] « “Shippavi Allisaac?” Erano carini. »

Malinda Lo [autrice di vari libri YA, tra cui Ash, Huntress e Adaptation]: « OMG, ti trasferirai a Londra per cinque mesi! Sono così gelosa. La copertina di Magisterium è fantastica! Congratulazioni a te e a Holly! »
Cassie: « VIENI A TROVARMI! »

Traduzione: “City of Heavenly Fire signed”

Shadowhunters, se qualcuno di voi è interessato a una copia autografata di CoHF, questo è il post che fa per lui. :) Purtroppo quelle a disposizione di Barnes and Noble sono terminate, ma non tutto è perduto…

 

 

 

« “Ciao, Mrs. Clare! :) Ci sono già informazioni sui preordini autografati da Barnes&Noble? Ci sarà un preordine speciale? Sono così paranoica, temo che non vedrò il link e quindi non potrò prenderlo! LOL. Mi renderebbe tristissima perdere la possibilità di comprare una copia autografata… Ho scelto il nome del mio gatto in onore di Church, quindi sto incrociando le dita e spero di ricevere una copia con lo sketch di Church, quando la ordinerò! Qualsiasi aggiornamento sulla possibilità di ordinare il libro autografato sarebbe apprezzato; grazie per essere così eccezionale! <3

Potresti, per favore, firmare più libri? <3 Ne voglio davvero uno! :P

C’è ancora la possibilità di ordinare una copia autografata di CoHF? Se no, dove posso ordinare l’edizione normale?

Le copie autografate per Barnes&Noble di cui vi ho parlato circa due settimane fa sono sfortunatamente terminate dopo appena un paio di giorni. Sono finite e non verranno rimpiazzate, perché ciò che ho fatto è stato firmare delle pagine da inserire del romanzo – tipo ciò che John [Green] fece per Colpa delle Stelle –; nel senso: ho firmato delle pagine che poi più tardi, una volta che il libro fosse andato in stampa, loro avrebbero inserito nel romanzo. I libri li stanno stampando adesso, quindi è troppo tardi perché io possa autografarne altri con questa tecnica.
Lavoro comunque con una libreria indipendente di New York, Books of Wonder, di proprietà di Peter Glassman, che ha delle scorte di copie autografate dei miei romanzi – ogni volta che vado in città passo da lui e firmo dei libri. Peter mi ha conquistato con la prima edizione di Harry Potter autografata, quindi glielo devo. Inoltre, la sua è una libreria indipendente favolosa che andrebbe supportata. :)
Passerò da Books of Wonder il giorno dell’uscita di CoHF e firmerò delle copie per loro. Cercherò di inserire anche qualche disegno di Church. Se desiderate una copia, potete sempre contattare il negozio tramite e-mail o telefonicamente e fare l’ordine. In effetti, nella pagina principale del loro sito web hanno proprio un grande banner pubblicitario a riguardo: http://booksofwonder.com/
(Spediscono in tutto il mondo, etc., dovete solo chiamarli.)
Quanto all’edizione normale del libro, potete trovarla in qualsiasi libreria, da Target, Walmart, Costco, Amazon.com. »

 

 

 

Allora? :) Avete già preordinato una copia di City of Heavenly Fire (magari autografata!), o aspetterete l’edizione italiana (che la Mondadori cercherà di far uscire entro la fine di luglio)?
Fatecelo sapere nei commenti! ;)

La cover di The Iron Trial sara’ rivelata oggi su USA Today!

Quanti tra voi, Shadowhunters, stanno aspettando con ansia la serie scritta in collaborazione da Cassie e Holly Black? Molti, speriamo. :)

Ebbene, qualche ora fa Cassandra ha reso noto che oggi, giovedì 27, verrà rivelata da USA Today la copertina del primo romanzo!

 

 

Questo il post in cui ne ha parlato su Tumblr:

« “Perché ci vengono date così poche cose su The Iron Trial? Voglio sapere tutto su Callum! :( E quando uscirà la copertina? >.<

:) Perché in verità è ancora troppo presto perché ci siano molte notizie del libro. Troppo presto per le ARC [NdT: le ARC sono copie di romanzi inediti che vengono generalmente date ai blogger perché possano recensire il libro in anticipo], o per la cover, quindi stavo aspettando di avere della roba interessante da condividere – e, IN EFFETTI, ho scoperto oggi che la copertina sarà rivelata domani su USA Today.
E a quel punto ci saranno molte più informazioni su Magisterium da rivelare fino a settembre, mese in cui uscirà il romanzo [NdT: in America The Iron Trial è previsto per il 9 settembre; qui in Italia verrà pubblicato negli ultimi mesi del 2014], e io e Holly le condivideremo tutte con voi! »

 

 

Qui di seguito, invece, due versioni della trama del libro:

« Il dodicenne Callum Hunt è cresciuto seguendo sempre con attenzione tre regole: mai fidarsi di un mago. Mai superare il test che ti dà un mago. E mai lasciare che un mago ti porti al Magisterium.
Call sta per infrangere tutte e tre le regole. E quando lo farà, la sua vita cambierà in un modo che gli è persino impossibile immaginare.

The Iron Trial è una serie di cinque libri fantasy, uno per ogni anno di vita di Call tra i dodici e i diciassette anni, scritta in collaborazione con Holly Black (autrice delle Cronache di Spiderwick e della serie Modern Faerie Tale); parla di Call Hunt e delle sue avventure. Il primo libro, The Iron Trial, verrà pubblicato dalla Scholastic Books nel 2014. Io e Holly abbiamo inoltre un contratto per produrre il film in collaborazione con la Constantin Features. »

« Dalle autrici bestseller del NEW YORK TIMES, Holly Black e Cassandra Clare, ecco arrivare una nuova serie che sfida tutto ciò che pensavate di sapere sul mondo della magia.

Dalle due superstar bestseller, un romanzo per ragazzi magico e abbagliante che ruota intorno agli studenti del Magisterium, un’accademia per tutti coloro che dimostrano propensione verso la magia. Nel primo libro, un nuovo studente giunge contro la sua volontà al Magisterium – è perché è destinato a essere un potente mago, o la realtà è più contorta di così? Questo è un viaggio che vi entusiasmerà, vi sorprenderà e vi spingerà a porvi domande sulla netta distinzione che di norma viene fatta tra bene e male. »

Nuova illustrazione su The Last Hours!

Shadowhunters, ricordate che tempo fa Cassie aveva condiviso con noi delle illustrazioni (ognuna su una diversa stagione dell’anno) dedicate alle sue varie serie sugli Shadowhunters?

Ebbene, la nostra Cassie ha chiesto a Cassandra Jean di ridisegnare l’immagine dedicata a The Last Hours (la primavera). E ha condiviso il lavoro finito con noi lettori!

 

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Questo è ciò che Cassie ha detto a riguardo:
« Parte del progetto sulle Stagioni di Cassandra Jean – TMI era l’autunno, TID l’inverno e TDA l’estate. The Last Hours è la primavera. (E, sì, c’era già una versione di questo disegno, ma ho chiesto a CJ di rifarlo perché alcuni personaggi li ho rielaborati, mentre altri sono stati scartati.)

Da sinistra: Alastair Carstairs che litiga con Charles Fairchild; Christopher Lightwood e Anna Lightwood; Cordelia Carstairs e Lucie Herondale; Matthew Fairchild e James Herondale; Grace e Jesse Blackthorn.

Ciao, Cassie, come stai? Amo così tanto i tuoi libri! Mi piacerebbe sapere che genere di relazione hanno Charles e Matthew, perché Charles sembra così serio, e Matthew invece ‘monello’.

Matthew e Charles sono decisamente due fratelli molto diversi, tra loro. Hanno un rapporto interessante, dal momento che Charles vuole diventare il prossimo Console ed è molto legato alle regole, mentre Matthew è il tipo di persona che le regole le infrange. »

 

Qui in basso, invece, vi inseriamo la precedente versione del disegno:

 

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Traduzione: CoHF

Come ormai saprete tutti, Cassie già da tempo ha rivelato che a morire, in CoHF, saranno ben sei personaggi di cui conosciamo il nome. Quest’oggi – in risposta a una ragazza che le chiedeva: “Moriranno davvero tutti, nell’ultimo libro?” – ha detto qualcos’altro a riguardo.
Speriamo che il post vi piaccia e lo troviate interessante! :)

 

 

 

 

 

« “Ciao, è vero che moriranno tutti, nell’ultimo libro dei Mortal Instruments?

Non moriranno tutti, nell’ultimo libro di TMI.

Ho la sensazione che di recente siano morti parecchi personaggi, in giro (Homeland, Teen Wolf, vari altri), e ho visto tante persone tristi per questo. Il che è completamente comprensibile, perché le morti dei personaggi spesso mi mandano a letto con un impacco di ghiaccio e stringendo un gatto soffice.

Ho detto che in City of Heavenly Fire moriranno sei persone di cui conosciamo il nome. (E poi c’era quest’enorme scritta, “CHI SOPRAVVIVERÀ?”, sulla teaser cover; ma devo essere onesta, quella non l’ho ideata io!) E riesco a capire perché lo troviate snervante.

Ciò che posso dirvi, immagino, è:

1 – Penso che tutte le morti siano importanti. Nessuna di loro è lì semplicemente per scioccare o senza ragione o per lanciare il messaggio che la morte è casuale.

2 – Nessuna delle donne sarà una donna nel frigorifero [NdT: verrà uccisa in maniera particolarmente macabra e lasciata lì solo per insultare o offendere qualcuno, o per angosciare seriamente un personaggio].

3 – Sebbene alcune morti possano risultare sorprendenti (?) – c’è una grossa guerra in corso, quindi non penso che il fatto che alcuni personaggi moriranno sarà così sconvolgente.

4 – Il mio obiettivo non è distruggere vite o affogare qualcuno in un secchio di dolore; voglio solo scrivere una storia godibile e creare un punto di chiusura che spero renderà giustizia a quanto ho raccontato prima.

5 – Non desidero che nessuno si senta preso per i fondelli. Voglio che le cose siano guadagnate e significative. Non sono una grande fan del nichilismo – che non è un giudizio complessivo, solo una preferenza. Il finale non è disperato. Credo nella speranza! Davvero. Spero che questo tranquillizzi almeno alcune delle vostre paure. Immagino che sarà il tempo a dirci – altri due mesi – come tutta questa storia è andata a finire, ma è questo l’obiettivo!

E adesso, un’immagine gratuita del mio gatto mentre guarda mio marito. CHI HA DELLE MINUSCOLE ZAMPETTE PELOSE? (Josh, ovvio.)

 

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Traduzione: “The Letter”

Come alcuni di voi ricorderanno, quando furono rivelate per la prima volta le trame delle Bane Chronicles uno dei capitoli (l’ultimo) si chiamava “La Lettera”. A riguardo non si è mai saputo niente, e la sua presenza delle Cronache ha avuto vita breve: a un certo punto è semplicemente scomparso, lasciando spazio a un altro racconto.

Oggi Cassie ha però risposto a una domanda a riguardo, rivelandoci che La Lettera non è andato perduto: lo ritroveremo infatti in City of Heavenly Fire (ma non sappiamo ancora quando!).

 

 

« “Ciao, Cassie! Ho una domanda sulle Bane Chronicles: ricordo male o doveva esserci un racconto chiamato ‘La lettera’? Puoi dirci di cosa avrebbe dovuto parlare e/o perché alla fine non l’hai scritto? Grazie! Ti adoro! xx

Non è stato inserito nelle Cronache perché si è deciso di metterlo in Città del Fuoco Celeste. Saprete in che scena quando lo leggerete.
Quindi ci siamo quindi ritrovati con l’avere il primo appuntamento di Alec e Magnus, che penso sia più divertente. :) »

Traduzione: “Thank you”

In tutta sincerità, all’inizio avevo quasi pensato di non tradurlo, questo post, perché non contiene novità – non si parla di CoHF o il film di CoA, e neanche delle prossime serie sugli Shadowhunters.
Quella qui di seguito è infatti una mail che una ragazza ha scritto a Cassie per ringraziarla. “Ringraziarla di cosa?” Di aver creato personaggi omosessuali e bisessuali credibili e a cui è facile voler bene. Per aver aiutato questa ragazza a imparare a volersi bene così com’è.

 

Mi sono detta, probabilmente anche qui nel fandom italiano c’è qualcuno che prova lo stesso, che vorrebbe poter ringraziare Cassie per i suoi libri e i personaggi che crea (beh, direi che tutti quanti vorremmo ringraziarla per questo!). E quindi perché privarvi della traduzione di un post così toccante e dolce?

 

Speriamo vi farà piacere. :)

 

 

 

 

« “Carissima Cassie. Oh, Dio. Non so come dirti tutto ciò che vorrei, ma tenterò. Ricordo che tempo fa hai scritto un post riguardo i personaggi LGBT+ nei tuoi libri, e sul modo in cui sono stati generalmente recepiti. Per prima cosa, vorrei chiarire che questo è solo il mio parere di ragazza bisessuale. Grazie. Voglio solo dirti grazie. Grazie per aver incluso personaggi omosessuali e bisessuali nei tuoi romanzi – e anche per i personaggi trans e genderqueer che hai intenzione di aggiungere. Sono stata una ragazza che si odiava per ciò che era, una ragazza persa e incompresa dentro di sé. Con Alec Lightwood mi hai mostrato che non ero sola. Mi hai fatto capire che è okay avere paura – che le persone continueranno ad amarmi comunque. Mi hai presentato un personaggio che è così incredibilmente realistico nel suo lottare – un lottare è parallelo al mio, e non potrò mai ringraziarti abbastanza per questo. Attraverso Helen Blackthorn e Aline Penhallow mi hai mostrato che POSSONO esistere due ragazze in coppia che non servono esclusivamente per le fantasie degli uomini, e che non vengono trasformare in oggetti sessuali per questo. Mi hai dimostrato che può esistere una relazione seria, vera, tra due donne. Mi hai dato la speranza che un giorno anch’io, come donna queer di colore, potrò trovare quella persona che pure lei ha atteso arrivasse. Di nuovo, grazie. Ma più di ogni altra cosa, grazie per Magnus Bane (in questo momento sto piangendo, ma, sai. Sono lacrime di gioia causate dall’emozione). Grazie per aver creato un personaggio bisessuale che non è descritto come promiscuo, avido o confuso. Grazie per aver creato un personaggio bisessuale che viene adorato per ciò che è (specialmente quando Tessa l’ha totalmente accettato. Sono implosa per la gioia). Grazie per aver creato un personaggio bisessuale che non viene definito dalla sua sessualità. Grazie per aver creato un personaggio bisessuale che ha un’intera serie di storie brevi scritte unicamente per lui. Grazie per aver creato un personaggio bisessuale che ha avuto problemi e desideri e gioie e speranze e debolezze e, più di tutto, grazie per aver creato un personaggio bisessuale così vero e a cui ci si può così facilmente relazionare. Grazie mille. Volevo solo dirti che i tuoi libri mi hanno salvato un sacco di volte, e senza di loro mi starei ancora nascondendo e odiando e disprezzando. Grazie per avermi permesso di diventare la persona che sono. Grazie per essere un’autrice così eccezionale. Grazie perché rappresenti la mia comunità. Spero farai un lavoro tanto magnifico col personaggio trans e con Anna Lightwood (non mi vergogno a dire che ho già una cotta per lei, tra parentesi) quanto quello che hai fatto con Helen, Aline, Alec e Magnus. Grazie per essere la ragione per cui ho imparato ad accettare e amare me stessa. Spero che passerai una giornata assolutamente magnifica. XX – wingsofferos”

Grazie per questa meravigliosa lettera. Non mentirò, mentre la leggevo ho pianto. »

 

News tradotta: le riprese di Citta’ di Cenere potrebbero cominciare quest’anno?

E dopo la notizia sulle date di uscire di Città del Fuoco Celeste e del cartaceo delle Cronache di Magnus Bane (qui), oggi arriva pure un’interessante notizia da Yahoo Singapore.

Stando a quanto avrebbe rivelato loro Godfrey Gao, le riprese di City of Ashes potrebbero cominciare per davvero quest’anno!

 

Qui di seguito trovate l’articolo tradotto da noi:

« 20 marzo – Il sempre tanto impegnato attore-modello Godfrey Gao ci ha rivelato che quest’anno volerà in Corea del Sud e a Hollywood per i suoi prossimi progetti cinematografici.

Come riportato da Mingpao, mentre durante un recente evento per SK-II parlava ai giornalisti insieme all’attrice Angelica Lee, l’attore ha rivelato che ad aprile girerà una coproduzione cinese e coreana – un film romantico in cui comparirà anche un’attrice coreana veterana, la cui identità al momento non è ancora stata resa nota.

“Non vedo l’ora di lavorare a questo film,” ha detto Godfrey. “Dal momento che io parlerò cinese e lei coreano, immagino sarà divertente.”

La star di origini canadesi e cinesi ha anche rivelato che dopo il termine delle riprese volerà in America per cominciare a girare il sequel del film dello scorso anno “The Mortal Instruments: City of Bones”.

Oltre a riprendere la sua parte come Magnus Bane nel secondo capitolo della serie, “The Mortal Instruments: City of Ashes”, l’attore ha rivelato di aver ricevuto pure altre offerte da produzioni Hollywoodiane, e si è detto speranzoso di poter prendere parte a quanti più progetti possibili. »

 

 

Non possiamo ovviamente essere certi delle parole di Godfrey, ma se fossero veritiere, allora avremmo davvero ragione di gioire! :)

 

Voi che ne pensate, Shadowhunters? Siete speranzosi?

 

FONTE: x