Nuove foto degli abiti ispirati a “City of Bones”

Ieri il TMI Source ci ha mostrato in anteprima due foto dalla linea d’abbigliamento dedicata a Città di Ossa. Oggi, invece, possiamo farvene vedere molte di più (e darvi anche alcuni prezzi! Per la cronaca, Hot Topic spedisce in tutto il mondo!).

 

 

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I prezzi rivelati:
Clary Dress: $44,50
Jace Vest: $54,50
Parallel Worlds Dress: $39,50
Isabelle Ivory Dress: $49,50
Clary moto Jacket: $52,50
Raziel Tank Top: $32,50
Angelic Power Tank Top: $29,50
Shadow World Leggins: $29,50

 

Nota bene: la linea d’abbigliamento è un’edizione limitata. Una volta che i vestiti saranno finiti non ne produrranno altri.
In ogni caso, Hot Topic venderà anche t-shirts, braccialetti, orecchini, collane, borse, rune temporanee e stili ispirati alla saga. :)

 

Fonte: x

First Look dal TMI Source alla linea di abbigliamento dedicata a City of Bones!

Il TMI Source ci regala una prima occhiata ad alcuni degli abiti dedicati a “Shadowhunters: Città di Ossa” che saranno acquistabili dal prossimo 15 luglio.

Per adesso, le foto disponibili sono due; le trovate ovviamente qui di seguito. ;) Fateci sapere che ve ne pare!

 

 

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Intervista a Lily e Jamie del Teen Tribute

Teen Tribute ha avuto la possibilità di intervistare Lily e Jamie. :) Qui di seguito, trovate le pagine del giornale (prese da questo link ufficiale: x) e la traduzione in italiano!

 

 

 

« La serie bestseller del New York Times The Mortal Instruments sta per arrivare sul grande schermo con The Mortal Instruments: City of Bones, adattamento cinematografico del primo libro della saga scritta da Cassandra Clare. Lily Collins è stata presa per il ruolo di Clary, un’adolescente che scopre di avere poteri speciali quando si rende conto di poter vedere persone che sono invisibili per tutti gli altri. Quando sua madre è attaccata e rapita, Clary parte per ritrovarla.

 

Hai pensato: “Questo ruolo è mio” mentre leggevi i libri?

Lily Collins: No, ero solo una fan, ma ho notato che io e Clary avevamo molte cose in comune, perché mia madre è la mia migliore amica. Se mai le dovesse succedere qualcosa farei qualsiasi cosa per riaverla. Quindi, quando mi hanno offerto la parte, per me è stato davvero speciale, perché ero una fan a cui era stata data la possibilità di diventare il personaggio di un libro.

 

Cos’hai dovuto fare per trasformarti nel personaggio?

Lily Collins: Prima dell’inizio delle riprese mi sono allenata per tre mesi con un allenatore. Abbiamo fatto combattimento corpo a corpo ravvicinato, ci siamo allenati con le reazioni e a cadere e tutto il resto. Principalmente è stato un lavoro fisico, ma ho anche riletto il libro, per capire al meglio la voce di Clary.

 

Com’è stato avere Jonathan Rhys Meyers come padre?

Lily Collins: Jonathan ha così tanto talento, e questo alza il gioco. Sai, ci rende tutti più intensi e ci spinge a tirar fuori cose nuove, specialmente al personaggio di Clary. Era capace di aggiungere una battuta in un momento in cui non me la aspettavo, per spaventarmi. E mi spaventava sul serio, ma poi, durante le pause tra una scena e l’altra, Jonathan era, tipo: “Stai bene? Lavoriamoci attraverso, lascia che ti sistemi i capelli.” È un uomo adorabile ed è anche la scelta migliore che potessero fare, per Valentine.

 

Che cosa ci dici di Jamie Campbell Bower?

Lily Collins: Non sono in grado di spiegarvi cosa si prova quando semplicemente senti che una persona deve essere presa per un particolare ruolo perché condivide ogni singola qualità di quel personaggio. Jamie è un attore davvero incredibile, e ci divertiamo tantissimo. Quando non stiamo girando, ci limitiamo a gironzolare, semplicemente ridendo e scherzando. Sono davvero eccitata all’idea che tutti possano finalmente vedere ciò che Jamie è in grado di fare, soprattutto per via di tutte quelle crudeltà che i fan gli hanno detto dopo che l’avevano preso. Credo davvero che nessun’altro sia in grado di rendere Jace come lui.

 

 

Jamie Campbell Bower interpreta Jace, uno Shadowhunter che protegge gli umani dai demoni. Resta romanticamente coinvolto da Clary mentre la aiuta nella ricerca di sua madre.

 

Avevi letto i libri?

Jamie Campbell Bower: Non li avevo ancora letti, prima di vedere il copione. Ma appena ho dato un’occhiata allo script  ho automaticamente sentito una connessione col personaggio.

 

Puoi parlarci del tuo legame con Lily Collins?

Jamie Campbell Bower: Sì! Abbiamo fatto insieme il chemistry test e immediatamente ho sentito una sorta di connessione. Sullo schermo ho questo legame con Lily che funziona benissimo e rende più semplice andare a lavoro tutti i giorni.

 

Come fai a capire che la chimica tra due attori funziona?

Jamie Campbell Bower: Le persone se ne accorgono. Penso che questa sia una delle ragioni più importanti per cui mi hanno dato la parte, perché all’epoca del chemistry test fisicamente non somigliavo all’idea del personaggio. Credo abbiano visto la connessione tra di noi e abbiano pensato: “Ecco! Sono loro i personaggi.”

 

Qual è la cosa più complicata del personaggio di Jace?

Jamie Campbell Bower: Lo amo, perché è davvero maleducato. È un tale stronzo, e questo mi piace tantissimo. Ed è ciò che mi diverte di più. È davvero gratificante esplorare le varie sfaccettature di un personaggio.

 

Fisicamente ti sei irrobustito un po’?

Jamie Campbell Bower: In realtà mi sono snellito parecchio. Ero un ragazzo grosso. Uno grasso. Non c’era un singolo muscolo sul mio corpo, quindi sono andato in palestra per tre mesi prima dell’inizio delle riprese e in un certo senso ho provato varie forme. Poi ho deciso di snellirmi; mi sono tonificato un sacco – non c’è un’oncia di grasso su questo tizio, perché nel libro c’era una scena dove stanno mangiando e praticamente Jace non mangia.

 

Il lavoro per i tatuaggi porta via molto tempo?

Jamie Campbell Bower: Sì. Ho dei tatuaggi veri che è stato necessario coprire, e poi ci hanno disegnato sopra gli altri. Ci volevano almeno tre ore, ma le rune sono fondamentali per il personaggio, e mi aiutano a entrare in quella dimensione. Il costume, il trucco, quella mezz’ora al mattino quando ti siedi e ti metti roba addosso è ciò che ti permette di diventare il personaggio. »

 

 

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Kevin Zegers ha visto “City of Bones” per la prima volta!

Kevin Zegers (il nostro Alec) è un uomo decisamente fortunato.

Ieri ha infatti avuto la possibilità di andare alla Sony Pictures a vedere The Mortal Instruments: City of Bones per la prima volta.
Subito dopo, ha commentato su Twitter: « Sono praticamente certo che lo AMERETE. »
E tra i tag del tweet, oltre “#bananas”, c’era “#epic”.

Mancano ancora due mesi all’uscita americana (e giusto una manciata di giorni in più al 28 agosto, data in cui potremo finalmente gustarcelo anche noi italiani): quanto siete in ansia, Shadowhunters? ;)

Raphael comparirà in City of Ashes!

Grazie a Nimue, che l’ha chiesto a Cassie su Twitter, possiamo confermarvi che è prevista la presenza di Rapheal in Città di Cenere.

Citando le testuali parole della Clare: « È nel copione. »

 

E allora, Shadowhunters? Chi di voi ha sperato insieme a noialtre di poter “conoscere” Raphael almeno nel secondo film?

Nuovo snippet da City of Heavenly Fire!

Snippet molto breve (ma non per questo poco interessante) da City of Heavenly Fire! :)

Contrariamente a quanto ci aveva fatto sospettare Cassie su Twitter, protagonisti del breve stralcio sono Simon e Isabelle, non Sebastian:

 

 

Atterrarono ai piedi di Simon. “Prendi i tuoi vestiti e vattene!” urlò Isabelle.

Nuovo snippet da City of Heavenly Fire!

Cassie questa volta ha rilasciato uno snippet di CoHF un po’ particolare: si tratta infatti di una filastrocca per bambini.

Dal momento che in lingua originale è in rima, ho cercato di tenere almeno una vaga assonanza (quando non proprio la rima) nella traduzione; tuttavia, in basso potete trovare anche la pura resa in italiano. Mi è sembrato necessario pubblicare entrambe le versioni perché nella prima ho dovuto lievemente rimaneggiare alcune frasi, mentre la seconda rispetta con maggiore precisione il senso della filastrocca originale (ma non è altrettanto musicale).

 

 

 

 

« Il nero è il colore per cacciare nella notte,
Il bianco per il lutto e per la morte,
L’oro è per l’abito della sposa sull’altare,
e il rosso per chi vuole gli incanti convocare.
Seta bianca quando i nostri corpi ardono,
Bandiere blu quando il perso riottengono.
Fiamme per i Nephilim appena nati,
E anche per lavare i nostri peccati.
Grigio per la conoscenza che è meglio non rivelare,
E ossa per quelli che non riescono a invecchiare.
Luci zafferano nella marcia dei vincenti,
Al verde il compito di riparare i cuori dolenti.
L’argento è per le torri demoniache,
Il bronzo sa evocare crudeli forze magiche. » 

« Il nero è per cacciare di notte,
Il colore per la morte e il lutto è il bianco,
L’oro è per la sposa nel suo abito nuziale,
E il rosso per chiamare gli incanti.
La seta bianca quando i nostri corpi bruciano,
Le bandiere blu quando il perso ritorna.
Fiamme alla nascita di un Nephilim,
E per lavare via i nostri peccati.
Il grigio per la conoscenza che è meglio non dire,
Le ossa per chi non invecchia.
Luci zafferano per la marcia della vittoria,
Il verde curerà i nostri cuori spezzati.
L’argento è per le torri dei demoni,
E il bronzo per evocare i poteri malvagi. »

Annunciata la data della premiere americana di CoB!

Harald Zwart ha rivelato sul suo Tumblr personale che l’unica premiere americana di CoB si terrà a Los Angeles il 12 agosto 2013!

Shadowhunters, qualcuno di voi pensa che ci andrà? :) O vi state organizzando per quella londinese?

 

(Vi ricordiamo che il film esce in America il 21 agosto; in Italia, invece, è previsto per il 28 agosto.)

Tutte le scan dello SHADOWHUNTERS MAGAZINE distribuito ai TRL Awards!

A volte, andare ad assistere ai TRL Awards a Piazzale Michelangelo può farti incontrare delle strane persone – nello specifico, un gruppo di Shadowhunters intenti a distribuire lo Shadowhunters Magazine.

Questo – ovviamente – non è successo a noi admin; ma alla sorella della nostra adorata Bea sì (e Bea è stata così gentile da scannerizzare tutte le pagine del giornalino e condividerle con noi. L’ho già detto che è un tesoro?). <3

Qui di seguito, quindi, trovate il Magazine. A noi sembra molto grazioso – voi che ne dite?

PS: dal momento che le scan sono di Bea, e che il permesso di divulgarle lo ha dato a noi, vi chiediamo gentilmente di ricordare i credit (che comunque sono sulla foto, e ci auguriamo che non vengano rimossi/alterati). Grazie! :)

 

 

 

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Intervista a Lily Collins per la promozione di “Stuck in Love”!

Di recente Lily è stata intervistata più volte per la promozione del suo nuovo film, Stuck in Love, in cui recita al fianco (faccio un solo nome) di Logan Lerman.

La Collins presta il volto a Samantha, la giovane figlia di uno scrittore che mira a sua volta a diventare un’autrice. Samantha è cinica, le piacciono le storie da una notte e via ed è intenzionata a liberarsi dall’ombra opprimente del papà.

Attualmente (stando a quel che mi risulta) il film non è stato ancora acquistato in Italia; mai dire mai, però. X)

In ogni caso, ho scelto una delle interviste rilasciate da Lily in questi giorni e ve l’ho tradotta (la trovate qui in basso, come sempre). Gli argomenti di conversazione sono vari: dal padre di Lily, Phil Collins, alla sua vita amorosa; da The Mortal Instruments alla sua passione per il giornalismo. :)

 

 

 

 

 

« Suo padre sarà pure una famosa stella del pop, ma Lily Collins – racconta a Kevin Maher – sta lavorando per costruirsi il suo personale cammino verso il successo cinematografico

 

Lily Collins entra in un bar. Civetta con tizio grosso con la mascella squadrata e lo colpisce con un insolente monologo riguardo la caducità dell’esistenza e l’impossibilità del momento presente, discorso che improvvisamente culmina in un suggerimento: “Ed è per questo che penso che dovremmo scopare.”

Il film è Stuck in Love e, per quel che riguarda le introduzioni dei personaggi, questa è decisamente memorabile.
Per la ventiquattrenne Collins, fino a ora conosciuta perlopiù per essere la figlia di Phil Collins, ex batterista dei Genesis diventato un multimilionario facendo il solita, e per aver recitato nella parte dell’adorabile Biancaneve dal volto pulito protagonista della commedia – ambientata nel mondo delle fiabe – che lo scorso anno è stata apprezzata di più, Mirror Mirror, questo è prendersi una pausa dalla sua reputazione di attrice per famiglie.
E c’è di più: interpretando l’anti-eroina del film, Samantha Borgens, la Collins recita la parte di una giovane scrittrice con, ebbene sì, un padre di grande successo (uno scrittore pure lui; gli presta il volto Greg Kinnear), e gran parte del suo viaggio narrativo riguarda i suoi sforzi per, beh, smettere di vivere all’ombra del suo famoso papà.

“Ci sono delle somiglianze, ovviamente,” dice la Collins, sorseggiando un tè nella suite di un hotel a Soho; incarna il prototipo del volto nuovo della giovane Hollywood, tutta in Alexander McQueen, con capelli favolosi, pelle pallida e quelle scure sopracciglia contro ogni buon gusto che sono diventate il suo marchio di fabbrica. “Samantha vuole seguire le orme paterne, ma a modo suo, e percorrendo il suo cammino,” continua, piano, e la sua precisione lascia chiaramente intendere che la questione l’ha esaminata più di una volta. “Ama e rispetta e apprezza ciò che il padre ha fatto per lei e le cose che ha imparato, ma allo stesso modo vuole emergere da sola. E in un certo senso è la stessa relazione che ho io.”

La Collins si è trasferita a Los Angeles con sua madre, una designer di interni americana di nome Jill Tavelman, nel 1994, dopo il problematico divorzio dei suoi genitori (dalla stampa furono rilasciati fax arrabbiati, mentre la Tavelman è accusata di aver ricevuto una liquidazione di 17 milioni di sterline dal musicista). E anche se la Collins è stata essenzialmente cresciuta dalla Tavelman (ha trascorso le vacanze nei possedimenti del padre nel West Sussex), si intuisce che essere “la figlia di Phil Collins” è stato, e continua a essere, più un peso che un vantaggio, per lei.
Certo, durante le chiacchiere preparatorie prima delle interviste mi hanno avvisato di non fare troppe domande sull’argomento Phil Collins.
Altrimenti che sarebbe successo? Con un dito hanno fatto il gesto di tagliare la gola.
E durante l’intervista la stessa Collins continua ad appigliarsi ad alcune frasi come a dei salvagente; risposte che spaziano da “ottenere dei ruoli da sola” a “essere conosciuta solo come Lily”.

Un incontro, quando lei aveva diciotto anni, con un famoso agente di Hollywood è ciò che ha stabilito il tono per la Collins.
All’epoca doveva ancora ottenere i suoi primi tre ruoli di supporto (in The Blind Side, Priest e Abduction), e l’agente, niente affatto impressionato dalla sua discendenza, le disse con un sogghigno: “Cos’è che ti rende così speciale? Ci sono centinaia di figlie e figli e cugini e nipoti di persone famose. Fa’ qualcosa. Poi torna, e a quel punto potremo parlare!”
La fama, ha realizzato Lily praticamente subito, dopo aver brevemente accompagnato suo padre durante un tour quando aveva dieci anni, è più del solo champagne e dei baci in aria (suo padre, non dimentichiamolo, varrà pure 100 milioni di sterline, ma spesso viene deriso perché considerato un’icona che fa rabbrividire per l’imbarazzo nel mezzo della strada della banalità).
“Penso che guardarlo mi abbia dato più solidità,” mi dice. “Perché quando ho cominciato a entrarci entro [nella fama], ho realizzato che mi stavo consapevolmente ponendo in una situazione che avrebbe potuto attirarmi addosso un sacco di negatività.”

E così ecco arrivare Stuck in Love, un film che fa notare la Collins, per la prima volta, come una potente forza sullo schermo – ride, piange, impreca, e tutto con una facilità che smentisce i suoi anni e l’esperienza (era la protagonista anche in Mirror Mirror, ma la sua co-star Julia Roberts le ha rubato il film, e non sempre nella maniera migliore).
La sua Samantha è una promiscua scrittrice emergente con un’inclinazione per le osservazioni incisive – durante una scena con il suo futuro fidanzato Lou (Logan Lerman), sibila: “Puzzi di romanticismo e buone intenzioni. Non mi faccio i bravi ragazzi, e non mi faccio i fidanzati!”

Samantha è estraniata da sua madre (Jennifer Connelly), e cerca disperatamente di uscire dalla sopracitata ombra di suo padre. Arriva Lou, e la possibilità di una vera storia d’amore, e dell’addomesticare la rabbia filiale. Il film ha i suoi momenti deboli, ma è essenzialmente un affilato, sincero indie di qualità che può essere visto, tra le altre cose, come un’amabile tavolozza per la Collins, prima che si guadagni la fama mondiale col suo prossimo progetto – The Mortal Instruments, un franchise fantasy per adolescenti di enorme successo.

A lungo considerato il vero erede di Twilight, The Mortal Instruments è stato in fase di sviluppo sin dalla fine del 2010 (quando la Collins è stata assunta), ed è basato su una saga composta da sei romanzi YA besteller su un inferno di angeli e demoni che esistono contemporaneamente a New York.
La Collins interpreta l’eroina del franchise Clary Fray, una ragazza normale che un giorno scopre di essere una “Shadowhunter” con poteri magici che le permettono di vedere e cacciare le creature malvagie che la circondano e, cosa più importante, è divisa dall’amore per due fidanzati diversi ma ugualmente sexy – il migliore amico di tutta la vita, Simon (Robert Sheehan), e lo spilungone gotico Shadowhunter Jace (Jamie Campbell Bower).
Il primo film, sottotitolato City of Bones, è apparentemente stato un incubo da realizzare o, per come la vede la Collins: “Il copione è cambiato numerose volte, così come il team; sono arrivate nuove persone, ma abbiamo già ricevuto il via libera per girare il seguito, il che penso provi qualcosa.”

E riguardo la possibilità di dover fare a patti con una fama mondiale pari a quella di Twilight?
“Se dovesse arrivare – l’essere riconosciuti, gli autografi, la follia –, beh, ho firmato per girare questi film, quindi dovrò imparare a mano a mano che andiamo avanti. Ma mi rifiuto di lasciare che tutto ciò influenzi il modo in cui vivo. E sono anche molto rigida per quel che riguarda la mia privacy.”
Parla poi delle intrusioni della stampa: “L’idea che ci si aspetta… che addirittura si ritiene che tu debba rivelare tutti i segreti della tua vita amorosa alle persone mi sembra davvero sbagliata.”

Parlando di questo, ho visto delle foto della Collins in cui stava baciando la sua co-star di The Mortal Instruments, Jamie Campbell Bower, e anche un paio di scatti in cui stavano camminando mano nella mano mentre facevano shopping; inoltre, noto che la Collins sul polso ha un grosso tatuaggio di due ali da angelo con le iniziali “L” e “J”.
Beh? “Ci sono così tante ‘J’ importanti, nella mia vita,” ride timidamente. “Così tante ‘J’!”
Dunque è fidanzata? Ride ancora di più. “Non parlo di questo argomento. Ahahah. Ma limitiamoci a dire che sono felice. Le cose vanno bene.”

Nel frattempo, tornando sul pianeta Terra, l’altro grande desiderio della Collins è finire la sua laurea in giornalismo all’Università della California del Sud. Visto che, prima di lasciarla per la recitazione nel 2010, la Collins è stata dall’altra parte della barricata, scrivendo una colonna dedicata allo stile di vita sull’ormai defunta rivista Elle Girl, e dei reportage per LA Times e Teen Vogue. E una volta, come intervistatrice adolescente per Nickelodeon TV, ha avuto un incontro parecchio strano con Elton John. “Alla fine dell’intervista gli ho chiesto: ‘Com’è andata? È la prima che faccio!’, e lui mi ha risposto: ‘È stranissimo, perché ti conosco fin da quando eri una neonata!’. Apparentemente, mi ha incontrata quando ero piccolissima, perché lui e papà erano amici.”

E così chiudiamo l’intervista come l’avevamo iniziata, parlando di suo padre, e con la consapevolezza che, con o senza le disposizioni degli zelanti pubblicisti, quella particolare patina paterna sta finalmente svanendo dalla vista. Dopotutto, dice Lily Collins, è tutto riguardo il lavoro.
“Amo la sensazione di sentirmi orgogliosa, e lavoro proprio per questo,” spiega. “Amo sentire di essermi guadagnata qualcosa. Da me.”

Stuck in Love uscirà questo venerdì. »